Psiram wiki_it https://www.psiram.com/it/index.php/Pagina_principale MediaWiki 1.35.7 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Psiram Discussioni Psiram File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Pagina principale 0 1 1 2009-12-12T12:57:48Z MediaWiki default 0 wikitext text/x-wiki <big>'''Installazione di MediaWiki completata correttamente.'''</big> Consultare la [http://meta.wikimedia.org/wiki/Aiuto:Sommario Guida utente] per maggiori informazioni sull'uso di questo software wiki. == Per iniziare == I seguenti collegamenti sono in lingua inglese: * [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:Configuration_settings Impostazioni di configurazione] * [http://www.mediawiki.org/wiki/Manual:FAQ Domande frequenti su MediaWiki] * [https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/mediawiki-announce Mailing list annunci MediaWiki] a37c52acf1d0aad5f0f4153ec781c40ec434887c 4 1 2009-12-12T14:02:07Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki <big>'''Psiram'''</big> ==Psiram in lingua tedesca== ==Psiram in lingua inglese== a5453f8b56bfd4a8d23cc9049ee1cb87d400ac64 5 4 2009-12-12T14:04:23Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki <big>'''Benvenuti su Psiram'''</big> --------------------------------- [http://www.psiram.com/en/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua tedesca'''] [http://www.psiram.com/en/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua inglese'''] ef0502b5b8ba0781819adb7753585823c51b9faa 6 5 2009-12-12T14:04:41Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki <big>'''Benvenuti su Psiram'''</big> --------------------------------- [http://www.psiram.com/en/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua tedesca''']<br> [http://www.psiram.com/en/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua inglese'''] 7bd7c52e90a725404d66c7f6280ae97b13809940 8 6 2009-12-12T16:06:03Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki <big>'''Benvenuti su Psiram'''</big> la wiki che si dedica alle pseudoscienze e alle medicine alternative. --------------------------------- [http://www.psiram.com/en/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua tedesca''']<br> [http://www.psiram.com/en/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua inglese'''] 6553a973e54951dc52eee1e4fdbb26eb6d27bdd2 Psiram:Attualità 4 2 2 2009-12-12T13:58:26Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'Inizio: 12 dicembre 2009. Articoli: 0' wikitext text/x-wiki Inizio: 12 dicembre 2009. Articoli: 0 3f941d5c3b6c3e29295bcf28aa8ad53fc3a8a3f0 3 2 2009-12-12T13:59:29Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki Inizio: 12 dicembre 2009. Articoli: 0, visualizzazioni totali: 0 aaef06b95f33e15f89b0fa7b9859123eddab7bff Parcogiochi 0 3 7 2009-12-12T14:25:54Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'Se vuoi provare qualcosa, impara a muovere i tuoi primi passi qui !' wikitext text/x-wiki Se vuoi provare qualcosa, impara a muovere i tuoi primi passi qui ! 58427677f437b81e110c24a8010e4983e3e0290d Nuova Medicina Germanica 0 4 9 2009-12-12T16:14:02Z WikiSysop 1 pagina copiata da NMWIKI wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer (italiano)|Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:C.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. ==riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer (italiano)]] *[[Hamer e il suo antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] 34ff223b337127a20011dc23c68966147dadd9f6 11 9 2009-12-12T16:17:01Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:C.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. ==riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer (italiano)]] *[[Hamer e il suo antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] 092e93cb9c6f06ce0287c7f5fcb3bca32caeaff5 23 11 2009-12-12T16:30:03Z WikiSysop 1 /* link */ wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:C.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. ==riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer (italiano)]] *[[Hamer e il suo antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] [[category:medicina alternativa]] 1c812d249a8fe0f037d6b083d3a127b4d2b2a209 42 23 2009-12-14T19:51:20Z WikiSysop 1 /* Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro */ wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:Ce.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. ==riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer (italiano)]] *[[Hamer e il suo antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] [[category:medicina alternativa]] 11590cebb8ff4ffa748054348f2e0a1d86628ebc Ryke Geerd Hamer 0 5 10 2009-12-12T16:15:58Z WikiSysop 1 pagina copiata da NMWIKI wikitext text/x-wiki [[image:Hamer1.jpg|Ryke Geerd Hamer|thumb]] '''Ryke Geerd Hamer''' è un ex-medico e inventore tedesco, inventore della controversa [[Nuova Medicina Germanica]]. Attualmente è latitante, viveva in Spagna e si trova in Norvegia nella citta' Sandefjord. Avendo attualmente (nel 2008) 73 anni, sta cercando di ottenere l'autorizazzione di esercitare la medicina in Norvegia. Nel maggio del 2008 nomina l'indirizzo della sua casa editrice norvegiese come suo indirizzo: ''Germanische Neue Medizin Forlag Dr. Hamer, Sandkollveien 11, N-3229 Sandefjord'' <ref>GERMANISCHE NEUE MEDIZIN FORLAG DR. HAMER. SANDKOLLVEIEN 11, 3229 SANDEFJORD. Innehaver: HAMER RYKE GEERD. Telefon: +47 33 522133. Telefax: +47 33 522134. [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2008/20080520_Hamer_an_Kaiser.htm]</ref>. ==Biografia: gli anni prima dell' invenzione della Nuova Medicina== La biografia di Hamer è ben documentata nei resoconti pubblicati, nel corso dei diversi procedimenti penali tenutisi contro di lui <ref>http://www.dossierhamer.it/sentenze/sentenze.html</ref>, dagli organi di giurisprudenza tedeschi, austriaci e francesi. I sopracitati resoconti sono parzialmente in contrasto con le biografie che si possono trovare sparse per internet. Hamer è nato il 17 maggio 1935 a Mettmann, terzo di sei figli maschi. Suo padre, Heinrich Hamer, è stato un pastore protestante dal 1945 a 1969 a Meschede. Hamer terminò gli studi nel 1953 a Krefeld, sposò Sigrid Oldenburg nel 1956 (si erano conosciuti a scuola essendo entrambi studenti di medicina), e diventò prima teologo (secondo quanto riportato da Hamer, nel 1957 a Erlangen in Baviera) e poi medico (il 10 aprile 1962 all'età di 27 anni, secondo i fascicoli processuali. Vedi <ref>http://www.vg-frankfurt.justiz.hessen.de/C1256CD00048A06A/vwContentByKey/W25T7DV3082JUSZDE/$File/PR%2005.11.2003.pdf Communicazione stampa tribunale amministrativo di Francoforte del 2003</ref> <ref name="6A10035/89.OVG9K">Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K</ref>) Ricevette il suo dottorato in medicina nel dicembre 1963 <ref name="6A10035/89.OVG9K"/> <ref>Sentenza del tribunale amm. di Sigmaringen codice 8K 610/03</ref>, la data della sua laurea è riscontrabile consultando la sua tesi che è elencata presso la Deutsche Bibliothek su internet, di consequenza non poteva praticare come medico prima del 1962. Sostenitori di Hamer raccontano che Hamer sarebbe stato "il più giovane medico della Germania". I dati che si trovano nei fascicoli processuali e la data della sua tesi di laurea (a 27 anni) provano invece un percorso di studio di medicina normale di 6 anni (12 semestri). Per certo si sa che Hamer lavorò, dopo il 1964 e fino al 1986, in otto ambulatori privati diversi <ref name="6A10035/89.OVG9K"/>. Nel febraio 1972, dopo 10 anni (di solito ne bastano 5), si specializza in medicina interna (ted. Internist, <ref name="6A10035/89.OVG9K"/> <ref>Sentenza del tribunale amm. di Sigmaringen codice 8K 610/03</ref>). Hamer non è mai stato un ginecologo. Le pagine internet che lo qualificano come "''primario in ginecologia nella clinica oncologica universitaria di Monaco''" non forniscono le prove per tale asserzione. Come fa un medico di medicina interna a diventare "''primario in ginecologia''"? Hamer non è mai stato primario, e non si conoscono riferimenti per poterlo denominare "oncologo", psichiatra o fisico. Prima di inventare la sua ''Nuova Medicina'', adesso chiamata da lui ''Nuova Medicina Germanica'' (marchio registrato da Hamer nel 2003), ha inventato e fatto patentare quattro strumenti in medicina, con scarso successo sia scientifico che commerciale: i più citati dai suoi ammiratori sono un coltello elettrico a batterie usato in chirurgia e una sega elettrica per tagliare ossa. Nel 1972 si trasferì ad Amburgo per un affare immobiliare (che fallì) e tentò di cambiare il suo nome in "Hamer von Fumetti", le autorità però non glielo consentirono <ref name="stern 24.11.83">Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Faxsimile: http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm (104)</ref>. Nel 1976, dopo degli attriti con la "Kassenärztliche Vereinigung Nordbaden" (organizazione dei medici nel Nordbaden che regola le dispute tra medici) rinunciò volontariamente alla sua registrazione presso la "Kassenzulassung" ("kassenärztliche Vereinigung KÄV"). La '''KÄV''' dichiara che se Hamer non l'avesse fatto volontariamente, sarebbe stato espulso dalla KÄV a causa di irregolarità. Da quella data, i pazienti dovevano pagare direttamente Hamer, e non più le mutue assicurazioni tramite la KÄV. Sempre nel 1976 si trasferì per alcuni mesi a Weiterstadt dove ottenne un prestito di 70.000 marchi (circa 35.000 Euro) dal comune per un ambulatorio che non verrà mai aperto, e secondo la rivista ''Stern'' non restituì i soldi. La ditta ''Kienzle'', che espresse interesse verso la commercializzazione del coltello e della sega da lui inventati, si rifiutò infine di produrli perché si vide che provocavano gravi ferite nei tessuti, sopratutto nei casi di tagli non rettilinei. Di conseguenza vennero chiesti a Hamer soldi anticipatigli per lo sviluppo di questi strumenti. Hamer reagì trasferendosi con la famiglia a Roma (Via Cassia 1280, secondo una altra fonte via Margutta) in Italia <ref name="stern 24.11.83"/> <ref>http://maurosuttora.blogspot.com/2006/10/intervista-birgit-hamer.html e http://maurosuttora.blogspot.com/2006/06/vittorio-emanuele-di-savoia.html Mauro Suttora: Intervista Birgit Hamer, figlia di RG Hamer del 27 settembre 2006(156)</ref>. ==la morte di suo figlio Dirk== [[image:cavallo2.jpg|le barche ormeggiate|300px|thumb]] [[image:dirkbirgithamer.jpg|Dirk Hamer in ospedale con la sorella Birgit|thumb]] Secondo indiscrezioni suo figlio Dirk venne espulso dall'Italia nel 1978 a causa di una accusa di "resistenza a pubblico ufficiale". Lo stesso Dirk morì tragicamente, il 7 dicembre dello stesso anno (rif 158), a causa di un colpo di arma da fuoco ricevuto alcuni mesi prima, il 17 agosto, sparato da Vittorio Emanuele (figlio di Umberto II) il quale venne processato e condannato a 6 mesi di prigione e ammetterà, molti anni dopo in una conversazione registrata da una microspia, di aver effettivamente sparato. Dopo, in un intervista, nega di aver fatto queste dichiatazioni <ref>[http://www.striscialanotizia.mediaset.it/bin/79.$plit/P_3_3_indexstory_listapdf_itemName_0_binary.pdf stricia la notizia]</ref>. Il suo figlio Dirk Hamer stava dormendo su una barca davanti all'isola Cavallo (Corsica), fu ucciso per errore da una pallottola sparata nella direzione di un'altra persona (probabilmente il medico "play boy" Nicky Pende, figlio del medico di Vittorio Emanuele - rif <ref>http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/vittorio-emanuele/savoia-hamer/savoia-hamer.html</ref> <ref>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/16/precedente.shtml</ref> <ref>http://www.feltrinelli.it/BlogItem?item_id=2352</ref>. Tutto cominciò con un violento litigio tra Vittorio Emanuele e Niki Pende. Il principe accusava il medico romano di aver preso il canotto Zodiac del figlio per salire a bordo del suo yacht, il Coke, ormeggiato a Cala Palma. E per far valere le sue ragioni, imbracciò una micidiale carabina US 30 per la caccia agli elefanti. «Avevo paura delle brigate Rosse» disse ai giudici francesi. E anche: «Temevo poi che i banditi sardi sequestrassero mio figlio». Vittorio Emanuele disse al giudice istruttore che stava recuperando il suo canotto, quando venne aggredito verbalmente da Pende: «Sparai un colpo in aria per intimorirlo, poi lui mi saltò addosso e cademmo in acqua. In quel momento partì un altro colpo». Il principe disse anche: «Mi assumo la responsabilità per le ferite causate dalle pallottole sfuggite». In sintesi la sua linea era questa: sono stato aggredito e nella colluttazione è partito un colpo. Insomma, è stata un disgrazia. Dirk Hamer, che dormiva su uno yacht vicino, il Mapagia, sarebbe stato quindi colpito dalla seconda fucilata. Completamente diversa invece la versione di Niki Pende: «Me lo trovai davanti che gridava: “Italiani di merda, drogati”. E ha fatto fuoco due volte ad altezza d’uomo. Mi sono abbassato e poi gli sono saltato addosso». Durante il processo, Vittorio Emanuele cambiò versione e disse: «Ho sparato i due colpi in aria, non posso essere stato io a colpire Hamer». E i suoi avvocati, con un colpo di teatro, tirarono fuori una pistola Smith&Wesson che i gendarmi avevano trovato, la mattina del 18 agosto, a bordo del Mapagia. Il proprietario, il conte romano Vittorio Guglielmi Lante della Rovere, ammise subito che l’arma era sua, ma che non veniva usata da tempo. Impossibile una perizia sulla pistola, perché venne subito restituita a Guglielmi; impossibile una perizia sulla fiancata del Mapagia, perché lo yacht non venne sequestrato e Guglielmi lo fece riparare dopo qualche giorno. La vittima Dirk Hamer fu trasportata a Marsiglia e gli viene asportata chirurgicamente una gamba. Contro il parere dei medici curanti suo padre, R.G. Hamer, lo fece trasferire a Heidelberg in Germania, dove morì. Hamer dichiarò che Vittorio Emanuele avrebbe offerto, alla sua famiglia, 2 milioni di Marchi (circa 1 milione di Euro) se avesse rinunciato al processo. Più tardi dichiarò che la famiglia Savoia avrebbe invece offerto 10 milioni di Marchi (circa 5 milioni di Euro). In realtà, nel Settembre del 1978, le due famiglie conclusero un contratto provvisorio che prevedeva un risarcimento di 500.000 Franchi. Vittorio Emanuele pagò 200.000 Marchi (circa 100.000 Euro) di spese ospedaliere e accusò che la trasferta di Dirk Hamer a Heidelberg, contro il parere dei medici, fu la vera causa della sua morte. La moglie di Vittorio Emanuele, Marina Doria, venne citata dal giornale tedesco Der Stern con la dichiarazione che Hamer, nel caso di un pagamento di 2 milioni di Marchi, avrebbe convinto sua figlia Birgit (che era presente sul luogo del delitto ed era una testimone) a rilasciare qualunque dichiarazione lui avesse voluto <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Faxsimile: http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm (104)</ref>. Alla fine le due famiglie non arrivarono a nessun l'accordo. Nel 2006 Hamer dichiarò che suo figlio sarebbe stato ucciso nel 1978 dagli oppositori alla Nuova Medicina Germanica, questa fu inventata però nel 1981, dunque stranamente 2 anni dopo il fatto <ref>http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06 </ref>. ==Il tumore ai testicoli di Hamer== Nel Marzo 1979, secondo la testimonianza di Hamer, gli viene asportato chirurgicamente (in due sedute a Tübingen - <ref>settimanale der Spiegel del 8.9.1997: ...Zwei Wochen später sei er an Hodenkrebs erkrankt. In Tübingen wurde er operiert, auf eigenen Wunsch, wie er sagt, denn die Professoren hätten erst noch abwarten wollen. "Der Pathologe in Tübingen sagte am Tag darauf: Sechs Wochen später hätte ich keinen Pfifferling mehr für Sie gegeben."(rif 205)</ref> un cancro ai testicoli (rif 37, 201, 202 e 203) che, sempre secondo Hamer, sarebbe apparso nel 1978 o all'inizio del 1979, circa due mesi dopo la morte di suo figlio. Nella sentenza del tribunale amministrativo di Coblenza la data dell'intervento risulta invece nel 1981. ==L'invenzione della Nuova Medicina e gli anni sucessivi== Inventò la Nuova Medicina tra l'estate e l'autunno del 1981 e la presentò con un filmato al pubblico della televisione bavarese (bayerischer Rundfunk) il 4 Ottobre 1981. Un filmato venne trasmesso anche dalla RAI il giorno successivo. Sempre nell'Ottobre del 1981 tentò di diventare professore proponendo all'università di Tübingen una sua tesi per l'abilitazione intitolata: "Das Hamer-Syndrom und die eiserne Regel des Krebses" ("''la sindrome Hamer e la regola ferrea del cancro''"). Il 10 maggio 1982 la tesi d'abilitazione di Hamer venne rifiutata all'unanimità (150 voti) dall'universita di Tübingen per "insufficiente qualità scientifica e insufficienza di prove a sostegno" <ref>Il Habilitationsausschuss dell'università di Tübingen: "In den Sitzungen des Habilitationsausschusses der Medizinischen Fakultät der Beklagten am 8.12.1981 und 19.1.1982 wurde Prof. Dr. Schrage - Frauenklinik - und Prof. Dr. Wilms - Medizinische Klinik, Abteilung Innere Medizin - beauftragt, über die eingereichte Arbeit ein Fachgutachten zu erstellen. Am 2.2.1982 erstattete Prof. Dr. Schrage sein Gutachten. Darin ist ausgeführt, daß Form und Methodik der Arbeit den Grundregeln einer Habilitationsschrift nicht entsprechen. Der Kläger entwickle seine Ansichten nicht sachlich und prägnant, sondern der Stil der Arbeit sei geprägt durch persönlich-emotionale Momente. Auch nehme er keinerlei Bezug auf die vorhandene umfangreiche Literatur. Die Anschauungen des Klägers seien auch als Spekulation nicht zu akzeptieren. Auch der Zweitgutachter Prof. Dr. Wilms legte in seinem Gutachten vom 11.3.1982 dar, daß Form und methodisches Vorgehen des Klägers in seiner Arbeit nicht den Regeln einer wissenschaftlichen Publikation entsprechen. Eine Auseinandersetzung mit der Literatur zu den Entstehungstheorien des Krebses fehle vollständig. Der Kläger äußere sich ohne sachliche Argumentation entweder polemisch oder sensitiv als Außenseiter der sogenannten Schulmedizin. Eine wissenschaftlichen Kriterien genügende, reproduzierbare Darstellung der Methodik insbesondere bei der Auswahl des Krankengutes und der Durchführung der Patientengespräche fehle ebenfalls vollständig. Die Nomenklatur des Klägers erwecke in vielen Bereichen den Eindruck einer Pseudowissenschaftlichkeit. Der vom Kläger postulierte zeitliche Zusammenhang zwischen Konflikt und Krebsentstehung sei an keinem der vom Kläger dargestellten Beispiele schlüssig nachgewiesen. Zusammenfassend ist der Gutachter der Auffassung, daß der Fakultät die Annahme der Arbeit als Habilitationsleistung nicht empfohlen werden könne, da diese an gravierenden formalen, methodischen und sachlichen Mängel leide. Am 4.5.1982 lehnte der Habilitationsausschuß der Medizinischen Fakultät nach Bekanntgabe der Gutachten und abschließender Diskussion einstimmig die Anerkennung der eingereichten Arbeit des Klägers als Habilitationsleistung ab."</ref>. Nel 1985 morì sua moglie, la quale aveva un cancro al seno, a causa di un infarto cardiaco (gli infarti cardiaci sono spesso una conseguenza di un tumore). Hamer dichiarò che fosse morta perché non mostrava una fiducia adeguata nei confronti della Nuova Medicina Germanica <ref>...Naturalmente.... Penso che questo è il suo problema, che lui si sente perseguito. E poi la morte del suo figlio... e poi quello che mi raccontava sempre allora: che la sua moglie avrebbe avuto il suo cancro a causa della morte del figlio... e che poi lei [la sua moglie] non credeva in suo metodo [la moglie di Hamer era anche medico] e che sarebbe morta per questo motivo. [perche non credeva nei metodi del suo marito]. E litigava con tutti. Ha solo accetato se stesso e non ha mai accetato la chiusura della clinica e ha continuato a "curare". Da un giorno a l'altro eravamo una impresa privata, non c'era piu l'autorizzazione statale da parte del governo regionale. Allora ha detto: OK, io sono una pensione per ospiti. Litigava con tutti. Non c'era la possibilita di discutere qualche cosa con lui, neanche a proposito di domande amministrative... Testimonianza sig Müller, da: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze </ref>. Nel 1982, tornato in Germania, aprì per un breve periodo un "Sanatorium Rosenhof" a Bad Krozingen nel quale era l'unico medico. Due giornalisti della rivista "Der Stern", indagando sulla struttura, parlarono con un'infermiera che raccontò che quasi nessun paziente ammalato di cancro del "Rosenhof" sarebbe sopravvissuto <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Faxsimile: http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm </ref>. Nel caso di 50 pazienti curati da Hamer nel "Sanatorium Rosenhof", solo 7 sarebbero sopravvissuti per qualche tempo. Nel 1983 Hamer aprì una clinica privata abusiva chiamata "Krankenhaus Haus Dammersmoor'" a Gyhum nei pressi di Bremen, che venne chiusa dalle autorità. Dichiarò che alcuni pazienti sarebbero defunti a Gyhum a causa degli articoli di giornale con un tono ostile verso lui e la sua precedente clinica "Rosenhof". Nell'Agosto del 1985 aprì una clinica abusiva chiamata "Freunde von Dirk" a Katzenelnbogen in Rhenania che venne chiusa dalle autorità nel Dicembre dello stesso anno. Hamer aveva registrato la sua clinica come "Fremdenpension" (pensione), la faceva passare dunque per un albergo <ref>Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K. (37)</ref><ref>*http://www.pilhar.com/News/Amici_n/89_1.htm</ref><ref>*http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80</ref>. La situazione in questa clinica era scandalosa: mancavano personale, soldi, farmaci e anzitutto mancava il cibo per i pazienti. Hamer era spesso assente per giorni e lasciava da soli i pazienti. Alla fine Hamer venne denunciato alla magistratura e la clinica fu chiusa dalle autorità. La situazione scandalosa di questa clinica fu una delle cause che portarono al processo, pochi mesi dopo, nel 1986, per togliere a Hamer l'abilitazione medica. In questa clinica vennero ricoverati anche pazienti stranieri, sopratutto francesi ed italiani. Una sola persona, senza nemmeno una formazione professionale, era addetta alla cura dei pazienti ed era presente solo per poche ore al giorno mentre Hamer, dal canto suo, era spesso assente dalla clinica, a volte per parecchi giorni. Di conseguenza le donne che si occupavano dell'amministrazione dell'ospedale <ref>*http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze</ref> dovette intervenire per occuparsi dei pazienti. Hamer era spesso in contatto con la stampa e si faceva intervistare volentieri per divulgare notizie di guarigioni miracolose. Un tipico esempio per questa prassi e' rapresentato dal [[caso Zemelka]], un suo paziente che presento' in puntate tv, filmati video e pubblicazioni. vedi anche: [[cliniche della Nuova Medicina]] ==La perdita dell'abilitazione== Nel Marzo 1986 Hamer si spostò a Colonia e l'8 Aprile 1986 venne radiato dall'ordine dei medici dal tribunale distrettuale di Coblenza <ref> caso codice 9 K/215/87 </ref> in base all'articolo 5 della Bundesärzteordnung (regolamento federale per i medici). Traduzione del referto dello psichiatra prof B. Pflug (università di Francoforte), citato in modo indiretto nella sentenza di radiazione: "(...) ''la struttura personale del querelante (Hamer) è da descriversi come fanatica. Sarebbe un medico con idee scurrili ''(...)'' avrebbe la particolarità di vedere le sue opinioni come verità assolute, vedrebbe tutto sotto un solo punto di vista e non lascerebbe nessuno spazio ad una valutazione equilibrata ''(...)'' le sue convinzioni nascono da una certezza maniacale ''(...)'' il suo punto di vista è ristretto a pochi argomenti che governano tutto e che non vengono riconosciuti [come tali]. Le opinioni delle altre persone sono di valore ai suoi occhi solo se confermano le sue convinzioni. Il querelante [Hamer] è fissato alla sua prospettiva di percezione. Argomenti contrari alle sue opinioni non vengono valutati in base al loro contenuto, ma vengono considerati come un attacco personale ''(...)'' Il querelante non sarebbe in grado di aiutare davvero pazienti malati di cancro, invece suscita [in suddetti pazienti] speranze infondate per un eventuale successo terapeutico, caricando gli stessi di inutili sofferenze ''(...)" <ref>Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K</ref><ref>Il giorno 8 aprile 1986, viene vietato a Hamer di esercitare la professione di medico. Alla base del divieto sta anche una perizia psichologica del giorno 27 novembre 1985. La perizia viene citata nella sentenza del tribunale amministrativo superiore di Koblenz (Coblenza) del 1990. In questa perizia si puo leggere:..der Wesenszug des Klägers (Hamer) sei am ehesten mit dem Begriff des Fanatischen zu beschreiben. Er sei ein Arzt mit skurrilen Ansichten, (...). Er besitze eine ungewöhnliche Bereitschaft, eigene Ansichten absolut zu setzen, neige dazu, alles einer einzigen Tendenz unterzuordnen und habe kein Spielraum für ein besonnenes Abwägen (...). Seine Überzeugungen würden von wahnähnlicher Gewißheit, (...), getragen. (...) sein (Hamers) Gesichtsfeld ist auf wenige Anliegen eingeengt, denen alles untergeordnet und dabei in seiner Eigenart verkannt wird. Die Ansichten anderer interessieren ihn nur soweit, als sie zur Bestätigung der eigenen vorgefaßten Meinung herangezogen werden können. (...) Der Kläger (Hamer) ist ungewöhnlich rigide an seine eigene Wahrnehmungsperspektive fixiert. Gegenargumente prüft er nicht auf ihren sachlichen Gehalt, sondern sieht in ihnen lediglich Angriffe, die der eigenen Person gelten. (...) Der Kläger (Hamer) sei nicht in der Lage, Krebskranken wirklich zu helfen, sondern wecke bei diesen unbegründete Hoffnungen auf einen Heilerfolg, wobei er seinen Patienten unnötige Strapazen aussetze." traduzione:...Il carattere di Hamer e da considerare piutosto come un carattere fanatico. Si tratta di un medico con idee scurile, pronto a credere nella assolutita delle sue idee, incapace di una valutazione equilibrata...le sue convinzioni hanno un carattere maniacale...il suo campo visivo e limitato a pocche domande. Hamer non si interessa per opionioni di altre persone, se queste non confermano le sue convinzioni...Hamer non valuta argomenti contrari alle sue idee e vede in contra-argomenti solo un aggressione contra la sua persona....Hamer e incapace di aiutare pazienti affetti da cancro, invece crea in queste persone solo speranze, e provoca solo ulteriori strapazzate inutili.... link: http://web.archive.org/web/20040621050547/http://pilhar.com/Hamer/Korrespo/1986/861217.htm (il link originale e stato cancellato nel fratempo)</ref>. Nella sentenza si legge inoltre: "(...) ''la particolare struttura psichica del querelante [Hamer] è il vero motivo per cui è stato radiato dall'albo e non il suo aggrapparsi alla 'teoria ferrea del cancro' ''(...)" In una lettera rivolta a Hamer dall'ufficio competente si puo leggere la motivazione del ritiro dell'abilitazione: "(...) ''a causa della Sua certezza maniacale che le Sue concezioni scientifiche sarebbero intoccabili, Lei non era piu in grado di orietare le Sue attività mediche secondo le esigenze mediche stesse'' (...)" Nel 1987 pubblicò il suo libro: "Vermächtnis einer neuen Medizin". Nel 1990 fondò a Burgau in Austria (dove curò, senza successo, la moglie del sindaco facendole una cosidetta 'conflittolisi') un centro di consulenza che chiamò "Klinik für Neue Medizin" e che verrà chiuso nel 1995 dalle autorità austriache. A questo punto Hamer aveva già perduto la sua abilitazione da quattro anni e non poteva lavorare come medico. Nel 2003 fece registrare il marchio della '''Nuova Medicina Germanica'''. Hamer visse fino a Marzo 2007 in esilio in Spagna (Alhaurin El Grande, vicino a Malaga). Ha lasciato la Spagna a causa di un imminente mandato di fermo da parte della Germania ed è fuggito in Norvegia. Secondo il suo avvocato ''Koch'', il suo numero fax in Norvegia sarebbe il +47/33/464950 <ref>http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg</ref><ref>intervista in lingua tedesca del 1. agosto 2007</ref><ref>Lettera aperta del 9.3.07: 9 Marzo 2007. Cari amici, sono costretto mio malgrado a partire dal mio esilio spagnolo. in effetti, non devo raccontarvi nulla di nuovo a proposito delle strane accuse della procura di Cottbus (Robbineck). Sono accusato di "Volksverhetzung" (eccitamento del odio tra i popoli), solo per aver detto la verità e non aver taciuto a proposito degli responsabili di questo osteggiamento. Attualmente non so cosa mi rimproverano concretamente, ma questo, per quanto riguarda il mio caso, non fa nessuna differenza.. Siamo tornati al medioevo, quando i cosiddetti "eretici" venivano accusati dal'inquisizione (oggi: polizia dei pensieri) e venivano puntualmente giustiziati. In verita niente e cambiato da allora. Oggi la pena minima è di 5 anni. Devo aspettarmi da un giorno all'altro che venga emesso un mandato di cattura, al quale gli spagnoli reagirano probabilmente (come nel settembre 2004) con l'estradizione. Spero che questo sara più difficile nel luogo dove chiederò asilo politico. Dal mio nuovo esilio farò tutto per permettere ai nostri pazienti di poter usufruire della nostra Nuova Medicina Germanica, che come sapete, viene usata da una particolare comunita religiosa da 23 anni. Viva la Nuova Medicina Germanica !!! Viva la Medicina Sagrada - la medicina sacra!!! Vi saluto tutti, vostro Ryke Geerd Hamer Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer 09. März 2007 Liebe Freunde, notgedrungen habe ich mich dazu entschließen müssen, aus meinem spanischen Exil wegzuziehen. Ich brauche Euch ja über die höchst merkwürdige Strafverfolgung der Staatsanwaltschaft (Robineck) in Cottbus nichts zu erzählen. Ich bin wegen "Volksverhetzung" angeklagt, nur weil ich die Wahrheit gesagt und dabei Roß und Reiter nicht verschwiegen habe. Ich weiß zurzeit nicht, was man mir konkret vorwirft, aber das ist ja in meinem Fall ohnehin gleichgültig. Es ist inzwischen wieder wie im Mittelalter, als sog. "Ketzer" von der Inquisition (heute Gedankenpolizei) angeklagt und regelmäßig hingerichtet wurden. Im Grunde hat sich seit damals nichts geändert. Mindeststrafe heute: 5 Jahre Haft. Ich muß jeden Tag damit rechnen, daß wieder ein Haftbefehl ausgestellt wird, den die Spanier dann, wie gehabt (September 2004) vermutlich durch erneute Auslieferung unterstützen würden. Ich hoffe sehr, daß dies, dort wo ich jetzt politisches Asyl beantragt habe, schwieriger sein wird. Ich werde auch aus meinem neuen Exil alles dafür tun, daß unsere Patienten die Germanische Neue Medizin anwenden dürfen, die wie Ihr ja wisst, eine bestimmte religiöse Gemeinschaft schon seit 23 Jahren weltweit anwenden darf. Es lebe die Germanische NEUE MEDIZIN !!! Viva la Medicina Sagrada - die heilige Medizin!!! Ich grüße Euch alle, Euer Ryke Geerd Hamer</ref>, questo numero appartiene a una persona (G.F.) di Sandefjord, a sud di Oslo. In un'intervista del 23 Settembre 2007, Hamer conferma di essere in Norvegia: "(...) ''Sono partito un giorno prima della mia cattura e sono venuto in Norvegia perché la Norvegia non fa parte della Comunità Europea e qui è molto più difficile incarcerarmi'' (...)" <ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41</ref> ==Storia criminale di Hamer== *Nel caso 34 Js 85/86 (StA Köln - Colonia) Hamer dovette pagare la somma di 3.000 Marchi (1.500 Euro) per evitare di essere processato per aver conttravvenuto al "Heilpraktikergesetz" (legge che regola le medicine parallele), perché dall'Aprile fino all''Agosto del 1986 aveva curato pazienti senza avere abilitazione medica. Da quel momento in poi ha continuato a praticare la professione abusivamente in diversi paesi. *Il 22 Gennaio 1992 venne condannato dal tribunale distrettuale di Colonia a 4 mesi di prigione per aver curato un ragazzo ammalato di cancro con una terapia non idonea, il ragazzo perse una gamba. *Il 27 Luglio 1993 venne condannato in Austria, per calunnia, a 6 mesi con condizionale. *Nel 1995 esplose il caso di [[Vittime_della_Nuova_Medicina#La_storia_di_Olivia_Pilhar|Olivia Pilhar]]: i genitori della bambina vennero condannati a 8 mesi <ref> sentenze del tribunale di Vienna contro la coppia Pilhar, http://web.archive.org/web/20041212144410/www.pilhar.com/Olivia/Korrespo/1996/961111ur.htm</ref> *Nel 1997 Hamer venne arrestato e condannato, il 9 Settembre, dal tribunale di Colonia a 19 mesi di reclusione per omissione di soccorso a persona in pericolo, per infrazione alla legislazione sulle medicine alternative (Heilpraktikergesetz) e per esercizio illegale della pratica medica, a seguito del decesso di tre malati di cancro che Hamer aveva allontanato dalla medicina tradizionale. Restò in carcere per 12 mesi. Nel 2000 si trasferì in modo definitivo in Spagna, sfuggendo così ad un nuovo mandato di cattura. *Nell'Ottobre del 2001 venne condannato, in sua assenza, a 18 mesi di reclusione e 200.000 Euro di multa in Francia per "exercice illeggal de la medecine, complicite de non-assistance a personne en danger, complicite d'exercice illegal de la medecine, et escroquerie" (rif 34). Il processo partì dalla denuncia di un uomo (G.C. di Chambery) che accusò che sua moglie (morta di cancro al seno non curato da una terapia convenzionale <ref>Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K.</ref>) sarebbe stata una vittima della nuova medicina. Altre due persone seguirono poi suo esempio denunciando Hamer. Venne nuovamente arrestato in Spagna nel Settembre del 2004 ed estradato in Francia a causa di un mandato di fermo europeo emesso dalla Francia. Scontò di conseguenza, in Francia, la pena di tre anni di reclusione per frode ed esercizio abusivo della professione medica dalla condanna del tribunale di Chambery del primo luglio 2004, dopo sei anni di procedure giuridiche. Venne rilasciato il 16 febbraio 2006, tre mesi prima della sua scarcerazione prevista. ==Legami ed opinioni politiche di Hamer== Hamer ha espresso, in un'intervista video lunga 60 minuti rilasciata nell'Aprile 2006 a Matthes Haug (famoso perché faceva pubblicità ai comizi di Rudolf Hess), la volontà di diventare il presidente ("Reichspräsident") di un futuro "Deutsches Reich" (vedi per spiegazioni rif 13) e mostrò chiaramente la sua simpatia per gruppi politici che hanno intenzione di ripristinare il "Deutsches Reich", che comprenderebbe anche territori che prima del 1945 appartenevano alla Germania e che si trovano adesso in Polonia o altrove <ref>vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html * (video in tedesco, cancellato mentretempo) , vedi anche: http://www.deutsches-reich-heute.de/html/index2.php con una mappa della Germania del 1937.</ref><ref>http://www.niederbayern.npd.de/index.php?auswahl=veranstaltung_detail&veranstaltung_id=19 pubblicita per la NGM su pagine della NPD (sez. Baviera)</ref><ref>http://web.archive.org/web/20030813231134/http://www.npd-sachsen-anhalt.de/gesundh.htm Sulle pagine web della NPD di Niederbayern (Baviera) erano stati annunciati dieci incontri informativi in Baviera e nella vicina Austria a proposito della "Germanische neue Medizin"</ref><ref>I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provisorio dello Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, in continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali dello Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno un sostegno da movimenti della estrema destra in Germania e sono in un fortissimo contrasto tra loro perche ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e perche ciascun gruppe esiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denuncie dirette ai propri "tribunali dello Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich, perche lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto". RG Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente dello stato (Reichspräsident) di un tale "regno". Esempio: http://www.deutsches-reich-heute.de (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un intervista con RG Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione (molto divertente) di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: ...un governo provvisorio dello Reich o un tribunale provisorio dello Reich non esistono come la terra non è un disco...affermazioni in favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche...[tali affermazioni] sono rappresentate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto dello servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche...</ref>. "Um Ordnung zu schaffen" dichiarava, "per creare ordine", mostrando una carta d'identità falsa, nella quale veniva certificato che fosse cittadino di un ipotetico "Deutsches Reich", ed una targa automobilistica del futuro "Deutsches Reich" con i colori della bandiera tedesca della prima guerra mondiale. Il pedagogo austriaco Erich Ledersberger, che nel 1995 incontrò Hamer, scrisse sul giornale austriaco "Der Standard", che Hamer avrebbe negato l'olocausto (in Germania tale affermazione è vietata dal codice penale) dicendo: "''Gli ebrei si sono fatti giustiziare i loro nomi (...) Non sono stati uccisi, sono semplicemente spariti. E stanno usando un altro nome, essendo pagati dal popolo tedesco, che ha dovuto pagare risarcimenti. Sette milioni di ebrei sono dunque vivi!". Il partito di estrema destra NPD (che pochi anni fa doveva essere proibito dal governo tedesco e che per motivi tecnici è invece sopravvissuto, e che può esser collocato a destra della AN italiana) ha fatto alcune volte pubblicità alla Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref> http://www.niederbayern.npd.de/index.php?auswahl=veranstaltung_detail&veranstaltung_id=19 pubblicita per la NGM su pagine della NPD (sez. Baviera) http://web.archive.org/web/20030813231134/http://www.npd-sachsen-anhalt.de/gesundh.htm Sulle pagine web della NPD di Niederbayern (Baviera) erano stati annunciati dieci incontri informativi in Baviera e nella vicina Austria a proposito della "Germanische neue Medizin".</ref>, e si sa che molti aderenti a Hamer si sentono di "destra". Molte pubblicazioni di Hamer mostrano un chiaro antisemitismo. Il libro "''Vermächtnis einer Neuen Medizin''" è stato messo in vendita nel 2001 dalla casa editrice di estrema destra ''Osiris Buchversand''. Personalità internazionali che negano l'olocausto come Frederick Toben (Adelaide-institute) indicavano Hamer, durante la sua prigionia in Francia, come vittima di una lobby ebraica ("refusing to bend to Jewish pressure" / "si rifiuta di piegarsi alle pressioni ebree"). Sulle pagine internet dell'antisemita "''BFED / Bund für echte Demokratie''" (dominio registrato per motivi legali in Danimarca) viene fatta pubblicità alla Nuova Medicina Germanica, gli autori di questo testo non possono scrivere il nome del sito per motivi legali, il quale può essere però facilmente trovato usando un motore di ricerca come [http://www.google.it Google]. L'"Organizzazione delle Donne di Estrema Destra" ("Gemeinschaft Deutscher Frauen" - GDF) [http://www.g-d-f.de/seiten/intern.html pubblicizza] la Nuova Medicina Germanica di Hamer, e questo vale anche per il teologo di estrema destra e [http://it.wikipedia.org/wiki/Sedevacantismo sedevacantista] Johannes Rothkranz <ref>http://www.h-ref.de/literatur/r/rothkranz/wussten-sie-schon.php</ref><ref>http://www.neue-medizin.de/html/die_sensation.html</ref>. 15 Ottobre 2005: durante una dimostrazione di seguaci di Hamer venne mostrato uno striscione con la scritta: "Chemo-Holokaust - 15 Mio. Deutsche seit 1984" ("Chemio-Olocausto - 15 milioni di tedeschi dal 1984"). Nel 2007 Hamer aggiunge: "(...) ''Quelli che hanno già volgarmente alluso al fatto che io sia impazzito, li potete confutare voi stessi. Perché quella che si è svolta qui è solo un'altra versione di quello che si sta svolgendo da 26 anni, per la quale in Germania sono cadute vittime 20 milioni di pazienti ed in Italia 15 milioni''" <ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref>. Non si conoscono le motivazioni dell'antisemitismo di R.G. Hamer. Si sa però che durante il periodo nazista, a partire dal 1935, in Germania la cosiddetta "Nuova Medicina Tedesca" ("Neue Deutsche Heilkunde" o "Deutsche Heilkunde" concetto del Reichsärzteführer Wagner) doveva sostituire la cosiddetta "sporca medicina scolastica ebraica" ("verjudete Schulmedizin"). La medicina scientifica, allora, veniva identificata come "medicina scolastica degli ebrei" dai social-nazionalisti. Qui bisogna però fare un distinguo tra il termine neutrale "Schulmedizin der Juden" (medicina scolastica degli ebrei) e il termine usato "verjudete Schulmedizin" che è difficilmente traducibile in italiano e che si potrebbe tradurre con "medicina scolastica inquinata dagli ebrei", perché la parola "verjudet" ha una fortissima connotazione negativa e fa pensare a qualche cosa di sporco o degenerato. A quell'epoca, molti medici tedeschi erano ebrei e solo pochi sono sopravvissuti fuggendo in tempo all'estero. C'è chi sostiene che Hamer avrebbe usato anche lui la straziante denominazione "verjudete Schulmedizin" per la medicina scientifica di oggi, gli autori di questo testo non sono in grado di trovare una fonte inconfutabile per questa affermazione che, di conseguenza, rimane una voce da parte di due fonti indipendenti senza conferma. Bisogna ricordare che è stato Samuel Hahnemann ad usare per primo il termine "Schulemedizin" (medicina scolastica/scientifica) nel 1876, termine che dopo si è trasformato in "Schulmedizin" senza la "e". Hahnemann e anche l'omeopata tedesco Franz Fischer si riferivano però alla medicina accademica dell'epoca che, allora, si basava ancora in parte sulla patologia umorale di Galeno e sui sistemi consecutivamente derivanti dalla patologia umorale. Schulemedizin/Schulmedizin è un termine che veniva usato allora in un senso negativo per la medicina insegnata e praticata in un ambiente universitario. La medicina insegnata oggi in ambiente accademico di solito non si autodefinisce in Germania come Schulmedizin, (termine col quale alcuni vogliono addirittura indicare l'omeopatia hahnemanniana che viene insegnata spesso in un modo dogmatico), ma si definisce di solito "'''Evidence Based Medicine'''" (Medicina Basata sulle Prove), una medicina che si adatta continuamente alle esigenze e alle osservazioni scientifiche <ref>Eppenich H: Zur Geschichte der richtungsweisenden Dissense unter den Homöopathen, dargestellt am Leitfaden der Geschichte der deutschen homöopathischen Krankenhäuser (Teil I). Allg. Hom. Zeitung, 41, 21-30, 1998</ref><ref>Jütte R: Geschichte der Alternativen Medzin. Von der Volksmedizin zu den unkonventionellen Therapien von heute. C. H. Beck Verlag, München, pag.34, 1996</ref>. ==Geerd Ryke Hamer e le accuse di antisemitismo== Geerd Ryke Hamer è stato molte volte accusato di aver divulgato affermazioni con contenuti antisemiti e attualmente (primavera 2007) è in corso un procedimento penale contro lui con l'accusa di istigazione all'odio tra i popoli (articolo 130 del codice penale federale in Germania) dalla procura di Cottbuscon: codice 1653 Js 2797/06, pubblico ministero Wilfried Robinek. È inoltre in corso il caso 10 UJs 6999/06 della procura di Rottweil (Germania). Hamer si sente perseguitato da molti anni da organizzazioni e "logge" ebree e nomina per esempio la B'nai Brith di New York. Non si fa problemi inoltre definire le persone che si mostrano critiche verso la sua Nuova Medicina Germanica semplicemente "ebree". Un esempio è l'oncologo italiano Umberto Veronesi, ma Hamer ha definito anche il defunto papa polacco Wojtila come "ebreo" <ref>...Es sei in höheren Freimaurerkreisen allgemein bekannt, daß die Freimaurerloge Propaganda 2 (kurz P 2), der auch der jüdisch-polnische Papst Woytila-Katz und 20 seiner Kurienkardinäle angehören sollen, seit 8 Jahren grünes Licht hat, die Familie Hamer zu verfolgen und zu terrorisieren, um den Prozeß gegen die jüdisch-italienischen Prinzen V. Emmanuel zu verhindern, der den Sohn des Dr. Hamer, Dirk Hamer, getötet hat und dafür nach dem zweimaligen Urteil der Cour de Cassation in Paris wegen vorsätzlichem Mord angeklagt werden sollte, aber nicht angeklagt wird...</ref>. Almeno in Germania, il suo antisemitismo viene tollerato o anche rafforzato dai molti dei suoi aderenti. Hamer e la negazione dell' olocausto: il pedagogo austriaco Erich Ledersberger, che nel 1995 incontrò Hamer, scrisse sul giornale austriaco "Der Standard", che Hamer avrebbe negato l'olocausto (in Germania una tale affermazione è vietato dal codice penale) dicendo: "''Gli ebrei si sono fatti giustiziare i loro nomi (...) Non sono stati uccisi, sono semplicemente spariti. E stanno usando un altro nome, essendo pagati dal popolo tedesco, che ha dovuto pagare risarcimenti. Sette milioni di ebrei sono dunque vivi!" <ref>Die Juden haben ihre Namen köpfen lassen ... Sie wurden nicht umgebracht, sie verschwanden einfach. Und lassen es sich gut gehen unter anderem Namen, auf Kosten des deutschen Volkes, das Wiedergutmachung zahlen muss. Sieben Millionen ermordete Juden leben also! da: http://www.unet.univie.ac.at/~a9603811/php/stoppwahnsinnblog/index.php?/archives/85-Geerd-Hamer-und-die-Neue-Medizin.html</ref> . Personalità internazionali che negano l'olocausto come Frederick Toben (Adelaide-institute) indicavano Hamer, durante la sua prigionia in Francia, come vittima di una lobby ebraica ("refusing to bend to Jewish pressure" / "si rifiuta di piegarsi alle pressioni ebree"). Anche la sua relazione con l'anitisemita [[Iwan Götz]] prova le sue relazioni con l'ambiente dei negatori dell'olocausto in Germania. Una più dettaglia discussione con tutti i riferimenti si può trovare qui: [[Hamer e il suo antisemitismo]]. ==Strane affermazioni a proposito di alcune malattie== *AIDS: sarebbe secondo Hamer un'allergia contro lo smegma e "(...) ''i virus dell'HIV non vengono trovati nei pazienti malati di AIDS'' (...)" <ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf</ref>. *Denti cariati: sono il risultato di un "conflitto del non-poter-mordere". *Diabete: sarebbe, nelle donne mancine, un "conflitto sessuale" provocato dal disgusto verso l'organo sessuale maschile, o verso le rane. *Anemia: secondo Hamer valori dell'emoglobina fino a 5g/100ml sarebbero tollerabili, e l'intervento dovrebbe iniziare solo in casi di valori inferiori a 3g/100ml. (I valori normali sono tra 12 nelle donne e circa 13,5 negli uomini). Secondo lui, nei casi di anemia nei bambini, essa si svilupperebbe soltanto perché il volume del sangue aumenterebbe e la concentrazione dei globuli rossi (e l'emoglobina) diminuirebbero. In realtà succede il contrario: nei casi di anemia il volume del sangue è uguale o inferiore e si può determinarne il volume con l'insulina. ==Hamer e teorie del complotto== Citazione di Geerd Ryke Hamer in un intervista di Giugno 2006: "''Non e mai successo al mondo che di proposito siano state macellate 2 miliardi di persone in 25 anni e, ironia della sorte, senza costringere nessuno: vanno tutti volontariamente al mattatoio, tanto terrorizzati sono ormai dell'idea del cancro "maligno", il demonio dei giorni nostri! Dobbiamo credere che tutto questo abbia un fondamento scientifico? Io non credo neanche all'olocausto, per lo meno non nel modo in cui ce l'hanno raccontato e, in questo, non sono ovviamente l'unico. Non credo neppure che l'uomo sia sbarcato sulla luna, o peggio, che le Twin Towers siano state abbattute dagli arabi: a questo, poi, ormai quasi nessuno ci crede.''" ==Hamer e Umberto Veronesi== [[image:Veronesi.jpg|500px|thumb|Fax inviato da U. Veronesi]] Bugie o asserzioni senza ricerca da parte di RG Hamer? In una lettera <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2006/20061218_Hamer_SoWerdenJudenBehandelt.htm </ref> pubblicata il 18 Dicembre 2006, Hamer racconta: "''Pensate: oggi ha riferito una paziente che lei sarebbe andata con il libro d'oro (Testamento) in italiano da questo prof. Veronesi e avrebbe chiesto: "Signor Professore, Lei conosce questo "Libro d'oro" e la Nuova Medicina Germanica del Dr. Hamer"? Ed egli avrebbe risposto: "Si, molto bene! La Nuova Medicina Germanica è la miglior cosa che esiste. Se Lei conosce la Nuova Medicina Germanica, Lei non ha bisogno di fare la chemio." Come abbiamo scoperto dopo alcune indagini, l'ha già detto a numerosi pazienti: perché non a tutti, anche senza richiesta?''" In questa lettera aperta Hamer accusa il celebre oncologo italiano prof. Umberto Veronesi di essere un "ebreo" ("''Prof. Umberto VERONESI, selbst Jude''"). Umberto Veronesi ha risposto alla domanda di uno degli autori di questo testo se tale asserzione fosse vera, e ha risposto con un fax il giorno 29/12/2006 smentendo chiaramente Hamer (vedi immagine del fax). In una rubrica del Corriere della Sera <ref>http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/26-04-2006/nuova_medicina-556851.html</ref> , il 26 Aprile 2006, si esprime Umberto Veronesi a proposito della Nuova Medicina Germanica: ''Cara Daniela, continui ad aderire alla cura con la lucidità e coscienza che dimostra, senza confondere vivere e sopravvivere. Lei sta vivendo e con grande energia. Quanto ad Hamer, deve pensare che il mondo della scienza biomedica, peraltro impegnatissimo ad aggiornarsi ad un ritmo sempre più serrato, è teso a sviluppare il dibattito scientifico sulle ricerche che seguono e i suoi principi e i suoi metodi. C'è una metodologia mondiale e universale, che è quella delle pubblicazioni scientifiche, attraverso cui la scienza dialoga, con l'obiettivo di arrivare a risultati concreti. Dunque se non ha trovato commenti è perché presumibilmente Hamer non ha pubblicato risultati di lavori di ricerca su riviste internazionali. Nulla di strano.'' Veronesi aggiunge il 18 maggio 2007 un altro commento sulla Nuova Medicina Germanica <ref>http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/18-05-2007/hamer-827179.html </ref>: ''Caro Marco, su questo forum ho già risposto a molti messaggi che mi interpellavano sullo stesso argomento. Riprendo dunque quanto ho già avuto occasione di scrivere: in base alla teoria che lei cita, ogni tumore è provocato solo ed esclusivamente da un trauma psicologico e quindi si può curare solo curando la psiche del malato. Tuttavia non esistono prove scientifiche di un legame causa-effetto fra psiche e tumori e quindi non possiamo certamente affermare che il cancro sia una malattia psicosomatica. Si tratta ancora una volta di una delle cosiddette medicine "alternative": per pronunciarsi sulla loro validità occorre che vengano sottoposte a criteri di verifica scientifici che, in questo caso specifico, non hanno fornito alcun esito positivo.'' È da ricordare che il teologo Geerd Ryke Hamer non solo considera Veronesi un "ebreo", ma anche il defunto papa Wojtila, capo della chiesa cattolica...<ref> ...Es sei in höheren Freimaurerkreisen allgemein bekannt, daß die Freimaurerloge Propaganda 2 (kurz P 2), der auch der jüdisch-polnische Papst Woytila-Katz und 20 seiner Kurienkardinäle angehören sollen, seit 8 Jahren grünes Licht hat, die Familie Hamer zu verfolgen und zu terrorisieren, um den Prozeß gegen die jüdisch-italienischen Prinzen V. Emmanuel zu verhindern, der den Sohn des Dr. Hamer, Dirk Hamer, getötet hat und dafür nach dem zweimaligen Urteil der Cour de Cassation in Paris wegen vorsätzlichem Mord angeklagt werden sollte, aber nicht angeklagt wird...</ref> Sul sito internet <ref>http://www.nuovamedicina.com nuovamedicina.com</ref> si trova una traduzione di questa lettera di Hamer, ma sono state tagliate via le ultime frasi che iniziano con "''Ein Silberstreifen am Horizont...''". Una versione integrale è invece visibile qui: <ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=54&Itemid=41 </ref>. Queste pagine di Fabrizio C. (di Recanati MC) sembrano di essere attualmente (2007) le pagine scelte da Hamer per divulgare le sue lettere e messaggi senza dovere sospettare "censure". Altri siti internet pro-NMG avevano pubblicato in passato solo una parte delle lettere o avevano addirittura tagliato via parti dei contenuti. ==Hamer come paziente== Nel 2001 Hamer si è sottoposto in Spagna ad una TAC della colonna vertebrale e mostra sue lastre e dei suoi referti radiologici (che di solito non presenta mai in altri casi) su internet: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20010508_Hamer_an_GrandInst_CT.htm</ref><ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20010508_Hamer_an_GrandInst_Befund.htm referti</ref>. ==La tesi die laurea di Hamer== ''Untersuchungen über den Einfluss des Adaptinols (Heleniens) auf die Dunkeladaptation des gesunden Auges''. Von Ryke Geerd HAMER. ''Ricerche sull'influenza dell'Adaptinol (Helenia) sull'adattamento al buio dell'occhio sano.'' Di Ryke Geerd HAMER. Tübingen 1963. Con immagini, Med. F., dissertazione V. 20 dicembre 1963 Adaptinol è un altro nome della luteina, un colorante con una funzione biologica, chiamato anche Xanthophylla. Helenia è il nome del palmitato della luteina. ==weblink== *http://www.dossierhamer.it/ ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] bbd750a7fa838c1fd7704fdc997e96c2e0b7d8e5 Vittime della Nuova Medicina 0 6 12 2009-12-12T16:19:18Z WikiSysop 1 pag. copiata da NMWIKI wikitext text/x-wiki Il numero complessivo di pazienti deceduti in tutto il mondo, di cui si hanno prove documentate, durante o dopo una terapia basata sulla [[Nuova Medicina Germanica]] supera le 160 unità, e coinvolge almeno 11 italiani (adesso probabilmente 15). Le cifre sono il risultato di una indagine lunga anni e basata su articoli di giornali, testimonianze dirette, sentenze e contributi da forum internet. La rivista tedesca ''Der Spiegel'', indagando nel 1995 i risultati della ''Nuova Medicina'' entro i confini della Germania, ha scoperto che su 50 pazienti identificati della sua clinica [[Cliniche della Nuova Medicina|''Rosenhof'']] e curati da Hamer, solo 7 sarebbero sopravvissuti <ref>Der Spiegel, numero 32 del 1995</ref><ref>http://www.swisscancer.ch/dt_fr/content/orange/pdf/skak/01_02_hamer_e.pdf</ref>. Si è saputo (da un oncologo riminese di nome T.) che in Italia nel 2007 sono stati fatti esperimenti con la Nuova Medicina Germanica su otto pazienti malati di cancro. Nessuno sarebbe sopravvissuto. Sempre in Italia, si sa che alcuni pazienti nel Padovano sono morti dopo esser stati sottoposti ad una terapia secondo le regole della Nuova Medicina Germanica. Il medico Paolo Rossaro è attualmente sotto inchiesta <ref>*[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli]</ref>. ==La storia di Olivia Pilhar== [[image:Opilhar.jpg|Olivia Pilhar: fotomodella nel 2008|thumb]] [[image:Olivia1.jpg|Olivia Pilhar 1995|left|left|thumb]] [[image:Olivia.jpg|Olivia Pilhar 2001 (volantino di sostenitori della NMG)|left|thumb]]La piccola austriaca Olivia aveva 6 anni quando si ammalò di cancro ad un rene (nefroblastoma, tumore di Wilms) nel 1995. I genitori si rivolsero a Ryke Geerd Hamer, che in Germania non poteva piu esercitare la professione di medico, senza farne il nome ai medici della clinica di Vienna presso la quale la bambina era in cura. Con l'aiuto di quattro membri della setta religiosa "''Fiat Lux''", i genitori portarono Olivia in Spagna (Malaga, albergo Las Vegas) da Hamer e, dopo una sentenza del tribunale dei minori che sospese per sette anni ai genitori tutti i diritti concernenti le decisioni riguardanti la salute della loro stessa figlia, dopo 72 giorni la bambina fu liberata con l'aiuto della polizia e trasferita in una clinica di Vienna dove le venne salvata la vita. "''C'è mancato veramente poco''" dichiararono i medici della clinica. Dopo una chemioterapia e un'operazione la piccola Olivia venne finalmente considerata guarita (ed è in vita ancora oggi nel 2007). Prima della partenza dall'Austria, la bambina mostrava un tumore con un volume di '''250 ml''', dopo la permanenza e la cura in Spagna il tumore era cresciuto fino ad un volume di '''4,2 litri''' e la bambina soffriva molto oltre ad essere in un pessimo stato di salute. I genitori di Olivia, un ingegnere e una maestra, sono stati condannati nel 1996 e 1997 a 8 mesi di reclusione ma sono sempre fedeli alla Nuova Medicina Germanica. Il padre non lavora piu come ingegnere, ma viaggia attraverso tutta la Germania per divulgare la Nuova Medicina Germanica (conferenze a pagamento). La magistratura austrica indagava su 40 casi di pazienti hameriani austriaci defunti (all'epoca del articolo Der Spiegel 32/95). Il caso ha provocato molto clamore in Austria e Germania. <ref>*Austrian cancer patient's parents sentenced, in: lancet, 1996 Nov 23;348(9039):1440</ref><ref>*Martin Zimper "Das Mädchen Olivia" ed. Herbig, 1996 ISBN 3-7766-1970-8</ref><ref>*Rivista Der Spiegel: [http://66.39.15.117/News/Presse/1995/19950807_Spiegel_Kampf.htm 32/1995]</ref> ==La morte di Michaela Jakubczyk-Eckert nel 2005== [[image:Michaela.jpg|left|thumb]] [[image:Amamich4.jpg|thumb]] [[image:Michaela2.jpg|thumb]] [[image:Amamic13.jpg|thumb]] Le informazioni e le foto che si hanno a proposito di Michaela Jakubczyk-Eckert e della sua malattia provengono da suo marito e da uno dei medici che hanno seguito la fase finale della sua malattia e agonia. Michaela Jakubczyk-Eckert è nata il 14 novembre 1964 ed è morta il 12 novembre del 2005. Si ammalò di cancro al seno verso la fine del 2000 e, secondo quanto affermato da suo marito Gilbert, aveva molta paura e si rivolse molto tardi (fine 2001) ad un medico, il dott. ''Maintz di Würselen'', circa un anno dopo aver notato un nodo sospetto al seno destro. Amava gli artisti ed era a sua volta una pittrice. Suo marito Gilbert <ref>*http://www.saltimbanque.de</ref> è anch'egli un artista e lavora come saltimbanco. A seguito di un'iniziale terapia medica, seguita col dott. ''Mainz'', si convinse di poter arrivare ad una sicura guarigione grazie a Hamer ed alla Nuova Medicina Germanica dopo aver trovato recensioni entusiastiche sulla rete. Insieme a sua madre (suo padre e suo marito erano contrari) andò, nel 2002, in un paese vicino a Malaga (in Spagna) per incontrare Hamer. Secondo la testimonianza di suo marito, Hamer avrebbe detto che lo stato di salute di Michaela era la conseguenza di un ''conflitto di partner precedente'' (viste le lesioni del seno destro che sarebbero da considerare segni di tale presunto conflitto), che i sintomi sarebbero stati da vedere come segni di una ''Heilungsphase'' (=''fase di guarigione'') e che lei avrebbe dovuto smettere subito la sua terapia medica (era in attesa di un'operazione). Quando Michaela e sua madre chiesero a Hamer quanto avrebbero dovuto pagare per la consultazione, Hamer avrebbe risposto che non chiedeva soldi ma che invece sarebbe stato contento se loro avessero comprato alcuni dei suoi libri. Michaela e sua madre comprano di conseguenza 2 libri da Hamer (secondo Gilbert per 150 Euro ciascuno). Si tratterebbe dei suoi libri ''d'oro'' Vermächtnis I e II, che poi sarebbero finiti nelle mani di un conoscente di Michaela, un certo signor U.S. che lei avrebbe conosciuto durante le passeggiate giornaliere col cane, e che era anch'egli interessato alla NMG. Dopo il ritorno in Germania, Michaela si rifiutò di continuare la terapia classica (come consigliato da Hamer) e, sempre secondo suo marito, avrebbe inviato 50 Euro sul conto corrente dell'avvocato di Hamer perchè Hamer nel frattempo venne arrestato. Michaela e Gilbert si separano a seguito di questa decisione e lei venne assistita da alcune persone legate alla NMG (i nomi sono a conoscenza del marito). Michaela venne infine ricoverata in uno pessimo stato di salute presso l'''Hospiz Lohmar'' a ''Köln'' (Colonia) nel 2005, soffrendo dolori terribili. Rifiutava la morfina e altri farmaci analgesici potenti perché, secondo lei, sarebbero stati letali. Riporta suo marito che i medici ed il personale dell'''Hospiz Lohmar'' dissero di non aver mai visto prima un caso anche solo paragonabile ed erano profondamente scioccati dall'agonia di quella povera donna. Dopo la morte, alcuni seguaci di Hamer dichiararono che sarebbe stato un intervento con la morfina a uccidere Michaela, e non il suo cancro del seno. Gilbert, il marito di Michaela, (email in lingua francese o tedesca: streetact (chiocciola) aol.com) ha dichiarato di essere a disposizione per ulteriori approfondimenti e domande. Questo vale anche per il medico, dott. Maintz di Würselen, che si può contattare attraverso Gilbert. <ref>*[http://www.mopo.de/2006/20060207/hamburg/politik/hamer_hat_sie_auf_dem_gewissen.html Articolo] apparso sul Morgenpost di Amburgo </ref> <ref>*Sito ariplex: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm tedesco] / [http://www.ariplex.com/ama/amamiche.htm inglese] </ref> <ref>*[http://www.healthwatcher.net/Quackerywatch/New-Medicine/index.html healthwatcher.net]</ref> ==La morte di Sören Wechselbaum== [[image:Soeren1.jpg|Sören Wechselbaum|left|thumb]] [[image:wechselbaum.jpg|La madre Christa in tv|thumb]]Sören Wechselbaum aveva 25 anni nel 2002 quando si ammalo di cancro ai testicoli. Secondo il racconto di sua madre Christa, Sören credette nella Nuova Medicina Germanica di Hamer fino alla sua morte e rifiutò una terapia convenzionale (non è mai stato curato). Le terapie della medicina tradizionale per i due tipi di cancro ai testicoli sono molto efficaci: con l'aiuto di un intervento chirurgico, la chemioterapia e sopratutto una radioterapia sopravivono circa il 95% dei uomini sofferenti di una tale patologia. Hamer stesso e stato curato con un intervento tradizionale, anche lui aveva un cancro ai testicoli. La madre, Christa Wechselbaum ha compiuto diverse dimostrazioni pubbliche contro la Nuova Medicina di Hamer. Dettagli si possono trovare qui: <ref>http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm</ref>. ==la morte della giovane seguace di Hamer, Carmen== [[image:Carmen.jpg|Carmen|thumb]]La tedesca Carmen si ammalò nel 2003 di cancro al seno. Si trattava di un carcinoma intradottale. Rifiutò ogni terapia medico-scientifica e si rivolse ad un ''Heilpraktiker'' (naturopata) di orientazione NMG. Dopo tale consulto andò in Spagna da Hamer. L'''Heilpraktiker'' prometteva una guarigione dopo una conflittolisi hameriana. Secondo i racconti del suo amico ''Erik Stolz'' (anche lui convinto aderente di Hamer) Carmen effetuò ''con successo'' una cosidetta ''conflittolisi'' secondo la Nuova Medicina. Nonostante ciò il tumore al seno crebbe e Carmen subì uno stroke unilaterale. Tentarono invano di curare in modo dilettantesco il tumore con bevande zuccherate e con applicazioni di ghiaccio. Il tumore avanzò e raggiunse il dorso. Secondo il racconto della sorella di Carmen alla TV tedesca RBB <ref>RBB, trasmissione Kontraste del 9.8.07</ref>, il tumore stesso e molte metastasi provocavano forti dolori. Carmen morì all'età di soli 33 anni nel 2004. Secondo il suo amico e la sorella, non fu mai curata dalla medicina scientifica. Approfondimenti: <ref>http://www.ariplex.com/ama/ama_ham7.htm</ref>. ==Gaby J., La figlia di Roselor Huber== [[image:Tochterhuber.jpg|Gaby J.|thumb]] La TV di Berlin-Brandenburg (RBB) rese pubblica il 10 novembre 2005 la crudele morte di Gaby J., la figlia di Roselor Huber, che rifiutava ogni cura convenzionale nel caso del suo cancro al seno, e credeva nella '''Nuova Medicina''' di Hamer. La traduzione di un'intervista con lei è disponibile qui: [[Intervista Huber]]. Vedi anche il servizio della RBB: <ref>[http://www.rbb-online.de/_/kontraste/beitrag_jsp/key=rbb_beitrag_3362703.html servizio della RBB]</ref>. vedi: [[Trasmissione Kontraste del 10 novembre 2005]] <br> vedi anche: http://www.dossierhamer.it/gaby.html <br> <br> ==Oswald Zemelka== [[image:zemelka7.jpg|Hamer presenta Zemelka in un video promozionale|thumb]] Oswald Zemelka era un paziente di Hamer con cancro ai polmoni. Dopo una cura in una delle cliniche di Hamer, veniva considerato da Hamer di essere ''curato in mdodo definitivo''. Oswaldo Zemelka e la sua patologia venivano strumentalizzati senza scrupoli per dimostrare la presunta efficienza della GNM in articolo di quotidiani, in TV e in un video promozionale . Zemelka mori' nonostante i tentativi terapeutici sia da parte di Hamer sia da parte della medicina accademica, che mai si vantava di averlo ''curato''. <br> vedi [[caso Zemelka]]. <br> <br> ==La morte del giovane Aldo a Bergamo (dicembre 2006)== Da un messaggio <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=1540</ref> sul forum di Beppe Grillo, del 29/01/2007: <<''Ciao,grazie per l'interessamento, purtroppo AlìBabà, cioè Aldo, non c'è più, è mancato poco prima di Natale. Sono una sua amica, eravamo molto legati, e quando ha cominciato a stare proprio male mi ha dato tutti i suoi dati, email, password, ecc chiedendomi di partecipare al posto suo al forum,ma non ce l'ho proprio fatta. Solo oggi ho visto la tua email,e mi sembrava giusto risponderti,anche se in ritardo.'' ''Aldo è morto soffrendo in modo indicibile, inumano. Fino all'ultimo ha rifiutato ogni cura e ricovero(se escludiamo le trasfusioni che gli hanno fatto qualche mese fa, d'urgenza), ogni farmaco, anche gli antidolorifici. Era convinto che la buona volontà e la fede in Hamer l'avrebbe salvato... Purtroppo non è stato così, e i suoi ultimi giorni sono stati strazianti, soffriva così tanto! Solo ora comincio a superare questa tragedia, ma le immagini dei suoi atroci patimenti non mi abbandoneranno mai!'' ''Non ha mai voluto fare esami per sapere con precisione che tipo di tumore era e quanto grave era la sua situazione. La sua famiglia, dopo la sua dipartita, ha voluto che fosse eseguita l'autopsia, per avere delle risposte, credo, per cercare di dare un senso alla scomparsa prematura e assurda di una persona che fino a poco tempo prima era piena di vita. E' risultato che il suo cancro derivava da un tipo particolare di poliposi del colon, una malattia ereditaria di cui soffrono numerosi suoi parenti, tra cui alcuni che hanno sviluppato un cancro esattamente come lui, ma che si sono curati e a distanza di anni stanno bene. Inoltre era pieno di metastasi, al fegato, ai polmoni, alle ossa... Una cosa orribile.'' ''Non so perché abbia scelto di non farsi curare, la risposta a questa domanda se l'è portata con sé nella tomba...'' ''Ah,dimenticavo,Aldo aveva 31 anni, ne avrebbe compiuti 32 in febbraio.'' ''Non credo che interverrò nel forum in cui scriveva lui,non mi interessa e soprattutto ogni volta sarebbe un dolore troppo grande ripensare a lui e alle sue sofferenze.'' ''Grazie ancora per esserti interessata di lui.''>> Approfondimenti qui: [[Caso Aldo]]. ==La morte del cinquantenne Domenico Mannarino di Crotone (agosto 2006)== [[image:Mannarino.jpg|Domenico Mannarino|thumb]] [[image:DiarioDM.jpg|una pagina del diario di D. Mannarino|thumb]] Il 20 agosto 2006 è morto, tra mille sofferenze e senza assistenza medica, Domenico Mannarino di Crotone per un tumore ai polmoni con metastasi alla mandibola, al cervello ed all'intestino. Dal racconto di sua moglie Cinzia in una lettera aperta <ref>http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm13042007.pdf</ref> al giornale ''Cronache del Mezzogiorno'', si e venuti a conoscenza del fatto che il signor Mannarino non fosse fumatore. Dal novembre del 2005 sapeva di avere un tumore polmonare con un diametro di 1 cm. Si era orientato verso la Nuova Medicina Germanica prendendo contatto con un medico di orientazione NMG, della sua città, che lavorava però a Roma nell'ospedale Sant'Andrea (dott L.). Mannarino si recò in seguito insieme a sua moglie ad Aulla, in Liguria, dove venne visitato da un altro medico NMG, dott. Lupi che richiese 150 Euro per la visita. Intervenne anche il terapeuta di orientazione NMG e presidente dell'associazione ALBA ''Marco Pfister'' in questo caso. Mannarino rimase poi in contatto telefonico col suo medico romano. Secondo il racconto di sua moglie, il medico NMG curante diagnosticò un'"''ulcera bronchiale''" ed escluse un cancro. Questo medico vietò ogni terapia della medicina convenzionale, ed al suo paziente venne imposto di non parlare della sua scelta terapeutica e non nominare il suo medico. Promise una guarigione dalla sua presunta "ulcera". Non seguendo nessuna terapia convenzionale, lo stato di salute peggiorò, il tumore crebbe ed apparvero metastasi intestinali e cerebrali oltre ad una metastasi alla mandibola. Secondo il suo medico NMG curante sarebbero stati segni di una presunta guarigione. Alla fine, il signor Mannarino rimase paralizzato e morì, curato da sua moglie e dai suoi tre figli mentre suo medico NMG era ai caraibi in vacanza. Dopo la morte, a fine agosto 2006, il medico NMG romano, invece di consolarla, rimproverò alla moglie di aver causato la morte del marito a causa del suo scetticismo nei riguardi della NMG. La moglie lesse al marito il libro "Testamento" di Hamer quando, paralizzato, non era piu capace di leggere. I particolari della sua malattia sono stati registrati in un diario privato e la moglie è in possesso delle ricevute dei medici e terapeuti. Conoscendo bene di persona il medico NMG curante, la moglie del defunto ha dichiarato di sapere che questo medico avrebbe curato la sua propria madre affetta di cancro con una tipica cura della medicina tradizionale: la radioterapia. La radioterapia non è accetata nell'ambito della Nuova Medicina, anzi viene considerata una della cause della morte dei pazienti affetti da cancro. Di consequenza la moglie rimprovera a questo medico di aver fatto esperimenti NMG con suo marito non offrendo cure tradizionali con una efficacia conosciuta. Dettagli e la lettera aperta della moglie si possono trovare qui: <ref>http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm13042007.pdf</ref>. ==Agosto 2007, la morte della 48-enne M. T.L. (chiamata Maresa) di Bergamo== [[Image:Maresa.jpg|Maresa L. (Bergamo)|thumb]] [[Image:Maresa4.jpg|thumb]] (I famigliari chiedono di non pubblicare il nome di M) Questa è la storia di Maresa L. morta ad agosto del 2007. Si chiamava Maresa ed è nata nel 1959. Aveva una solidissima formazione scientifica (laurea in chimica e matematica) unita ad una sensibilità d'artista, insegnava tai-chi-chuan, praticava shatzu. E' morta a 48 anni, dopo quattro mesi di sofferenze inaudite. Al suo fianco solo il suo compagno e suo fratello, disperatamente impotenti. Dall'età della pubertà aveva avuto problemi al seno: le erano state asportate calcificazioni a 14 anni, poi ancora due volte in età adulta. Faceva mammografie di controllo ogni anno fino a quando il referto fu di sospetto carcinoma ai dotti galattofori e, nonostante i risultati negativi dell'ago aspirato, i medici consigliarono l'asportazione della mammella sinistra, per prevenire problemi in futuro. Maresa rifiutò categoricamente di procedere all'operazione e da quel giorno evitò di affrontare con i familiari e con gli amici medici qualsiasi argomento relativo alla propria salute. A metà giugno 2007, Maresa chiamava suo fratello chiedendo aiuto perché non stava bene: riferiva dolori alle anche, alla schiena, alle gambe. Nei giorni seguenti si scopriva che Maresa aveva la mammella sinistra invasa da formazioni voluminose, con tumefazioni evidenti ed il capezzolo retratto; che non aveva fatto accertamenti perché così le era stato prescritto da un gruppo di medici di Aulla che portava avanti le teorie della Nuova Medicina Germanica di Hamer. Ogni tentativo di convincerla ad andare in ospedale e sottoporsi ad indagini mediche non faceva altro che provocare violente crisi di rabbia e di disperazione, con affermazioni tipo "così mi riportate indietro". Si era affidata a Marco Pfister, presidente di Alba, con il quale era in costante contatto telefonico e dal quale riceveva prescrizioni su come curarsi. Questi le aveva suggerito di farsi assistere anche da Paolo Panzeri, fisioterapista, per alleviare i dolori alla schiena e alle anche. Oltre alla fisioterapia, a Maresa venivano prescritti integratori alimentari, caffè e tè, mezza bustina di Oki se il dolore diventava più intenso. A luglio i dolori diventavano così acuti da risultare invalidanti: costretta tra il divano ed il letto, Maresa coinvolgeva i suoi genitori per avere la loro assistenza, mentre il fratello contattava Pfister per richiedere accertamenti medici ed un ricovero ospedaliero. Pfister rifiutava di parlare della diagnosi adducendo questioni di privacy, invitava a far riflettere Maresa sui successi ottenuti contro la malattia, suggeriva di incoraggiarla a prendersi la responsabilità della propria guarigione. Di fronte alla precisa richiesta di prescrivere a Maresa l'asportazione della mammella gravemente malata, Pfister affermava che tale operazione avrebbe portato solo benefici di natura estetica e concludeva quindi di attendere finché Maresa non si fosse ripresa. Lei stessa era peraltro persuasa che presto si sarebbe rimessa, e pensava di partire per le vacanze al mare. Nelle settimane seguenti si ripresentavano, acutissimi, dolori di vario tipo. Maresa era paralizzata in casa, senza alcun tipo di supporto medico né il sollievo di una terapia analgesica, in preda a dolori causati da quelle che una settimana dopo sarebbero state identificate come metastasi ossee. Dal 23 agosto il colore del viso e quello degli globi oculari diventava giallo: un noto segnale di gravissima compromissione del fegato. Chiamato Pfister, questi raccontava che il motivo era la rabbia per non essere potuta partire per il mare come previsto. Il giorno 27 le condizioni di Maresa erano disperate: gli arti inferiori gonfi e tumefatti, i dolori atroci. Lei accettava di vedere un'amica medico ma le chiedeva di consultarsi con Pfister, che al telefono si faceva descrivere le condizioni della paziente e poi prescriveva alla dottoressa di somministrarle un fortissimo diuretico per ridurre l'edema. La dottoressa, sconvolta per il comportamento immorale ed illegale di Pfister, disponeva il ricovero d'urgenza. Le indagini rilevavano valori ematici gravemente squilibrati, metastasi al fegato e sulla base dell?osservazione clinica, veniva annotata in cartella la probabile presenza di metastasi ossee. Il giorno 28 alle ore 13 Maresa entrava in coma epatico, che la portava alla morte due ore più tardi. (Questa testimonianza della signora Federica Vavassori e quella della dottoressa sono a disposizione della magistratura) Fonte: <ref>http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&topic=4921&idarticle=87528124 articolo apparso su ''Libero'' del 25 settembre 2007</ref> ==I casi Rossaro (Italia)== [[image:Rossaro1.jpg|250px|thumb]] [[image:primumvitae.jpg|Paolo Rossaro|thumb]] Il medico italiano Paolo Rossaro di Albignasego (provincia di Vicenza) fu descritto in diversi articoli di giornali di curare pazienti di cancro secondo la dottrina di Hamer. Basa una parte delle sue diagnosi sulle interpretazioni particolari in nuova medicina di TAC dei suoi pazienti, e pazienti raccontano che userebbe ''il metodo Hamer''. Rossaro ha anche fondato un' associazione privata di nome ''Primum-vitae''. Pazienti raccontano che Rossaro avrebbe sconsigliato di usare metodi della medicina academica nel caso di cancro. Alcuni dei suoi pazienti di cancro sono defunti dopo essere stati curati secondo le regole della nuova medicina e non si conoscono pazienti salvati con l'uso di questo metodo. Di questi pazienti defunti, due avevano un linfoma di Hodgkin, che e' ben curabile con una terapia convenzionale. Rossaro e' stato denunciato (per "omicidio colposo" art 589 cp e "lesioni colpose") e rischia di essere radiato dall' alba <ref>Articolo ''Mattino aus Padova'' 19.5.07</ref><ref>Articolo ''Giornale di Vicenza'' 19.5.07</ref>. *'''Christan Trevisan'''. Durante la notte prima di natale 2007 e' morto a l'eta' di 35 anni a Vicenza l'autista di camion Christian Trevisan che aveva un linfoma di Hodgkinan. ref>Articolo ''giornale di Vicenza'' 29.12.06</ref> e lascia una moglie e una figlia. Secondo alcuni articoli di giornali, non voleva farsi curare secondo la medicina scientifica e voleva essere curato dalla nuova medicina. Rossaro usava una terapia con ''acqua oceanica'', vitamine e una ''assistenza psicologica'' secondo la nuova medicina. *'''Anna Tosin'''.(segue) *'''uomo 21-enne di Padova'''.(segue) '''linfoma di Hdgkin:'''(segue) vedi: http://www.dossierhamer.it/rossaro.html ==Spagna 1995: il caso Helena Lumbreras== [[image:Lumbreras.jpg|Helena Lumbreras|left|thumb]] [[image:Herrera.jpg|Vincente Herrera|thumb]] Nel 1987, Helena Lumbreras aveva 51 anni quando si ammalò di cancro al seno sinistro. Inizialmente, la professoressa e assistente di regia, ben conosciuta (come "Fellini" o "Rosi") e opponente del generalissimo Franco tentava di usurfruire delle terapie alternative, ma mori con forti dolori nel 1995. Helena Lumbreras si confidò inizialmente ad un guaritore (''curandero'') che vedeva il male nelle tubature degli aquedotti della citta di Barcellona, un altro tentò di curarla con la musica di Mozart ed un terzo le prescrisse l'applicazione di fotografie di catedrali al seno malato. Questi metodi non darono risultati positivi ed il tumore crebbe fino al manifestarsi di una metastasi nella colonna vertebrale. In quel momento - molto tardi - tentè la medicina scientifica e subì una chemioterapia ed una radioterapia. Dopo tentò invano una terapia di ipertermia terapeutica. Di nuovo si orientò verso le terapie alternative e un suo amico, che lavorava presso un'emittente televisiva, le consigliò di contattare un ''centro Hamer'' a Malaga. Helena si mise in contatto con questo centro e qualcuno promise al telefono: "''seguendo le prescrizioni del dottor Hamer, guarirà entro tre settimane''". Helena seguì poi in modo cieco le prescrizioni di una voce dal forte accento tedesco. Il 13 Marzo 1995, la situazione peggiorò e lei non potette più uscire della sua camera. La voce tedesca vietava però ogni farmaco analgesico e vietava ogni chemioterapia. A causa dei forti dolori dormiva e mangiava poco. Dopo due mesi arrivò un medico NMG da Barcellona: il dott. Vicente Herrera. Herrera disse che il tumore era segno di un conflitto madre-figlia. Quando i dolori non cessarono, Herrera disse che era dovuto ad un presunto processo di ricalcificazione (''proceso de recalcificacion'') e che fosse un segno positivo. Nel mese di Giugno la situazione peggiorò ancora e Helena fu ricoverata d'urgenza in un clinica. Lì vide per caso in tv un filmato a proposito di [[Vittime_della_Nuova_Medicina#La_storia_di_Olivia_Pilhar|Olivia Pilhar]] e sentì che Hamer lavorava senza abilitazione. A sua figlia Valeria disse con rammarico: ''Ojalá lo hubiera sabido antes''. Il 4 Agosto 1995 Helena morì con forti dolori. I medici ''Juan Puget Valencia'' e ''Vicente Herrera'' furono denunciati ma assolti. ''Puget Valencia'' negò di aver curato secondo la NMG e prese le distanze da questo metodo. Il ''Colegio de Medicos de Barcelona'' vietò a ''Herrera'' di curare secondo la NMG per due anni, e vietò ogni pubblicità a questo metodo. Herrera fece appello al ''Consejo del Colegio de Medicos de Catalunya'', che gli tolse l'abilitazione per l'esercizio della professione medica. Fonte: <ref>Xavier Margarit (Barcelona), El Mundo del 13/08/1995 - http://www.elmundo.es/papel/hemeroteca/1995/08/13/sociedad/59623.html</ref> ==2002 - 2009: cinque pazienti della metamedicina e della GNM muoiono in Norvegia== [[image:metamedizinopfer norwegen.jpg|300px|thumb]] [[image:elsemarit1.jpg|Elsemarit Fjeldheim|left|thumb]] [[image:birkeland2.jpg|Tore Birkeland|thumb]] [[image:vossgard.jpg|Agnete Vossgård|thumb]] In Norvegia la metamedicina si era diffusa tra pazienti di cancro norvegiesi. La Norvegia è anche il pease dove risiede attualmente (nov. 2009) Hamer (Sandefjord). La metamedicina, secondo le prorie affermazioni, si orienta secondo pricipi della Nuova Medicina Germanica. Secondo notizie della seconda catena della tv norvegiese del aprile 2009, queste attivita sono dovute a due persone: Bent Madsen e Dagfrid Kolås, ambi due non sono medici. Si sa anche che il medico tedesco ed aderente alla metamedicna, Anton Bader ha tenuto conferenze in norvegia. Secondo informazioni contenute nelle otto puntate della tv norvegiese (tre sono liberamente visibili nel internet, altri conque a pagamento) alcuni pazienti con cancro sarebbero morti perche sono stati convinti da terapeuti della metamedicina di abbandonare terapie mediche o di non iniziare tali terapie della medicina scientifica. La consequenza erano almeno cinque casi di morte. Secondo i giornalisti indaganti, la omissione di una terapia efficiente era la causa di morte<ref>http://www.tv2nyhetene.no/innenriks/helse/46aaring-doede-av-kreft-etter-behandlingsnekt-2691934.html</ref><ref>http://www.tv2nyhetene.no/innenriks/-har-aldri-fraraadet-kreftmedisin-2697643.html</ref> Non si conoscono invece successi da attrebuire alla metamedicina nel caso di patologie gravi come il cancro.<br> Elsemarit Fjeldheim morì all'eta di 52 anni dopo aver riscontrato un cancro al seno. Il suo cancro venne scoperto in uno stato molto precoce e questo fatto rapresentava per lei una buona prognosi terapeutica nel caso di un intervento tempestivo e ''lege artis'' professionale. La signora Fjeldheim aveva un diario nel quale annotava tutti i dettagli della sua malattia ed i passi della sua terapia. Dopo essere entrata in contatto con la Nuova Medicina, invece di accettare il consiglio di farsi operare rifiutò ogni intervento della medicina accademica. Al suo medico chiese di essere curata da due terapeuti della Nuova Medicina in Norvegia, ''Bent Madsen'' e ''Dagfrid Kolas''. Il suo medico era d'accordo. Inizialmente la signora Fjeldheim fu presentata da questi terapeuti come prova vivente dell'efficacia della Nuova Medicina e, mentre peggiorava continuamente il suo stato di salute, veniva rassicurata da queste persone che quello fosse uno stato di guarigione. Circa un anno dopo l'inzio della terapia NMG, morì. <ref>*VG (Verdens Gang) 25.3.2007 pagina 30</ref><ref>*VG (Verdens Gang) 25.3.2007 pagina 32</ref><ref>*VG (Verdens Gang) 26.3.2007 pagina 12</ref><ref>*Bergens Tidende Morgen del 18.8.2002 pagina 19</ref><ref>*Dagsavisen Morgen 3.4.2003</ref><ref>*[http://www.tidsskriftet.no/pls/lts/pa_lt.visSeksjon?vp_SEKS_ID=1566923 tidsskriftet.no]</ref><ref>*[http://lists.skepsis.no/pipermail/diskusjon/2007-March/000823.html skepsis.no]</ref>. ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] 6bf5f7b0127eda5bc9b1a95b35543bbe5abae420 Categoria:Nuova Medicina Germanica 14 7 13 2009-12-12T16:19:48Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'NMG' wikitext text/x-wiki NMG c1c29c184280a5b04d637313d50f826e9125c71a Cliniche della Nuova Medicina 0 8 14 2009-12-12T16:21:09Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'Secondo [[Ryke Geerd Hamer (italiano)|Ryke Geerd Hamer]] e gli aderenti alla sua [[Nuova Medicina Germanica]], cliniche o ospedali di orientazione NMG non sono mai esistiti ma sa…' wikitext text/x-wiki Secondo [[Ryke Geerd Hamer (italiano)|Ryke Geerd Hamer]] e gli aderenti alla sua [[Nuova Medicina Germanica]], cliniche o ospedali di orientazione NMG non sono mai esistiti ma sarebbero necessari per poter eseguire sperimentazioni su pazienti ammalati di cancro. Si sa, invece, che Hamer ha gestito almeno tre cliniche private dopo l'invenzione della Nuova Medicina ma che preferisce non parlare di queste cliniche. Solo indagini approfondite e della durata di diversi anni hanno permesso di saperne qualche cosa. ==Clinica ''Sanatorium Rosenhof'' a Bad Krozingen (Germania)== [[image:Rosenhof.jpg|clinica Sanatorium Rosenhof|300px|thumb]] Nel 1982 Hamer ha aperto per alcuni mesi una clinica privata denominata "Sanatorium Rosenhof" nella cittadina di Bad Krozingen. In questa clinica era l'unico medico e poteva scegliere liberamente metodi diagnostici e terapeutici. Fu la sua prima clinica per fare esperimenti di Nuova Medicina su pazienti ammalati di canro. Il risultato fu un disastro: quasi tutti pazienti non sono sopravvissuti alla permanenza nella clinica. Da indagini di due giornalisti del settimanale tedesco Der Stern, fatte subito dopo la chiusura della clinica, si sa che di 50 pazienti solo 7 sono sopravvissuti. Un'infermiera intervistata lo conferma: secondo lei Hamer avrebbe spesso lasciato da soli i pazienti. La ''terapia'' sarebbe consistita nel cantare e mangiare insieme. Si ricordava di una paziente morente che fu ''curata'' con un farmaco ''tranquilizzante''. Hamer avrebbe ordinato: "''Die soll heimfah­ren''", cioe "''deve andare a casa''". ==Clinica ''Haus Dammersmoor'' a Gyhum== [[image:Gyhum.jpg|clinica attuale a Gyhum|thumb]] Di questa clinica illegale si sa poco: venne aperta nel 1983 e venne in seguito chiusa dalle autorità. Secondo Hamer, ''alcuni pazienti'' sarebbero deceduti in questa clinica a causa di ''articoli ostili'' della stampa locale e nazionale. Al contrario, il giornale scandalistico ''Bild'' aveva pubblicato alcuni articoli a proposito della sua nuova medicina con promesse di poter curare il cancro. Anche la radio NDR faceva indirettamente propaganda per Hamer, e molti pazienti affollavano di conseguenza la clinica. Quando però si era sparsa la voce degli insuccessi terapeutici, il tono dei articoli iniziò a cambiare e diventando sempre più critico. La clinica fu chiusa perché Hamer non era in possesso di una autorizzazione per gestirla. ==Clinica ''Freunde von Dirk'' (amici di Dirk) a Katzenelnbogen vicino Coblenza== [[image:Katzenelnbogen.jpg|clinica a Katzenelnbogen|300px|thumb]] Anche in questa clinica, illegale, Hamer era l'unico medico e non era assistito da infermiere professioniste. Una sola infermiera diplomata era, ogni tanto, presente e pagata privatamente da una paziente francese. A proposito della situazione scandalosa di questa clinica esistono tre interviste di ex-collaboratrici di Hamer. [[testimonianze Nuova Medicina]]. La clinica è esistita per circa 6 mesi, dall'estate 1985 fino al dicembre dello stesso anno, prima di essere perquisita dalla polizia criminale e di essere chiusa dalle autorità competenti. Anche in questo caso Hamer non era in possesso di una autorizzazione e preferiva dichiararla ufficialmente come ''pensione''. La situazione delle sue cliniche fu il primo dei motivi per i quali Hamer ha perduto, pochi mesi dopo la chiusura, la sua abilitazione ad esercitare la professione medica. A Katzenelnbogen furono fatti esperimenti NMG su pazienti provenienti da tutta Europa, sopratutto francesi e tedeschi. Molti pazienti decedettero in questa clinica o furono in fretta allontanati durante la notte poco prima della loro morte. Anche il carro funebre doveva arrivare la notte per ''non spaventare'' i pazienti. Le cliniche in zona protestarono a causa dei pazienti moribondi provenienti dalla clinica di Hamer. Non si conosce un singolo paziente guarito da una malattia grave. Hamer non esercitava un'efficace terapia del dolore. Ci sono racconti di una paziente che batteva ritmicamente la testa contro il muro a causa dei dolori. Anche le ferite aperte (ulcera) non furono curate lege artis. Hamer lasciava da soli i suoi pazienti per partire in macchina diretto in Francia senza lasciare un numero di contatto o cercare una sostituzione. La clinica fu perquisita e chiusa dopo la denuncia di due medici locali che intervennero durate una delle assenze prolungate di Hamer. Anche il personale degli uffici della clinica doveva intervenire per assistere i pazienti. Vicini della clinica avrebbero fatto da mangiare, perché Hamer, ogni tanto, non sarebbe stato in grado di offrire cibo ai pazienti. ==Castello ''Schloss Burgau'' in Austria== [[image:Burgau.jpg|castello Burgau|300px|thumb]] Nel 1990, dopo aver perso la sua abilitazione medica nel 1986, Hamer aprì un ''centro di consulenza'' a Burgau (Steiermark) in Austria che chiama ''Zentrum Neue Medizin'' (centro di nuova medicina). Nel castello di Burgau, il sindaco Wallner gli mise a disposizione alcune stanze (prima della donazione Hamer fece una ''conflittolisi'' alla moglie di Wallner). Hamer non era comunque in possesso dei permessi per poter aprire una clinica. [[category: Nuova Medicina]] 752251bbd08e9bcf9a8d67dfdc297310f23852b6 15 14 2009-12-12T16:21:34Z WikiSysop 1 cop. da NMWIKI wikitext text/x-wiki Secondo [[Ryke Geerd Hamer]] e gli aderenti alla sua [[Nuova Medicina Germanica]], cliniche o ospedali di orientazione NMG non sono mai esistiti ma sarebbero necessari per poter eseguire sperimentazioni su pazienti ammalati di cancro. Si sa, invece, che Hamer ha gestito almeno tre cliniche private dopo l'invenzione della Nuova Medicina ma che preferisce non parlare di queste cliniche. Solo indagini approfondite e della durata di diversi anni hanno permesso di saperne qualche cosa. ==Clinica ''Sanatorium Rosenhof'' a Bad Krozingen (Germania)== [[image:Rosenhof.jpg|clinica Sanatorium Rosenhof|300px|thumb]] Nel 1982 Hamer ha aperto per alcuni mesi una clinica privata denominata "Sanatorium Rosenhof" nella cittadina di Bad Krozingen. In questa clinica era l'unico medico e poteva scegliere liberamente metodi diagnostici e terapeutici. Fu la sua prima clinica per fare esperimenti di Nuova Medicina su pazienti ammalati di canro. Il risultato fu un disastro: quasi tutti pazienti non sono sopravvissuti alla permanenza nella clinica. Da indagini di due giornalisti del settimanale tedesco Der Stern, fatte subito dopo la chiusura della clinica, si sa che di 50 pazienti solo 7 sono sopravvissuti. Un'infermiera intervistata lo conferma: secondo lei Hamer avrebbe spesso lasciato da soli i pazienti. La ''terapia'' sarebbe consistita nel cantare e mangiare insieme. Si ricordava di una paziente morente che fu ''curata'' con un farmaco ''tranquilizzante''. Hamer avrebbe ordinato: "''Die soll heimfah­ren''", cioe "''deve andare a casa''". ==Clinica ''Haus Dammersmoor'' a Gyhum== [[image:Gyhum.jpg|clinica attuale a Gyhum|thumb]] Di questa clinica illegale si sa poco: venne aperta nel 1983 e venne in seguito chiusa dalle autorità. Secondo Hamer, ''alcuni pazienti'' sarebbero deceduti in questa clinica a causa di ''articoli ostili'' della stampa locale e nazionale. Al contrario, il giornale scandalistico ''Bild'' aveva pubblicato alcuni articoli a proposito della sua nuova medicina con promesse di poter curare il cancro. Anche la radio NDR faceva indirettamente propaganda per Hamer, e molti pazienti affollavano di conseguenza la clinica. Quando però si era sparsa la voce degli insuccessi terapeutici, il tono dei articoli iniziò a cambiare e diventando sempre più critico. La clinica fu chiusa perché Hamer non era in possesso di una autorizzazione per gestirla. ==Clinica ''Freunde von Dirk'' (amici di Dirk) a Katzenelnbogen vicino Coblenza== [[image:Katzenelnbogen.jpg|clinica a Katzenelnbogen|300px|thumb]] Anche in questa clinica, illegale, Hamer era l'unico medico e non era assistito da infermiere professioniste. Una sola infermiera diplomata era, ogni tanto, presente e pagata privatamente da una paziente francese. A proposito della situazione scandalosa di questa clinica esistono tre interviste di ex-collaboratrici di Hamer. [[testimonianze Nuova Medicina]]. La clinica è esistita per circa 6 mesi, dall'estate 1985 fino al dicembre dello stesso anno, prima di essere perquisita dalla polizia criminale e di essere chiusa dalle autorità competenti. Anche in questo caso Hamer non era in possesso di una autorizzazione e preferiva dichiararla ufficialmente come ''pensione''. La situazione delle sue cliniche fu il primo dei motivi per i quali Hamer ha perduto, pochi mesi dopo la chiusura, la sua abilitazione ad esercitare la professione medica. A Katzenelnbogen furono fatti esperimenti NMG su pazienti provenienti da tutta Europa, sopratutto francesi e tedeschi. Molti pazienti decedettero in questa clinica o furono in fretta allontanati durante la notte poco prima della loro morte. Anche il carro funebre doveva arrivare la notte per ''non spaventare'' i pazienti. Le cliniche in zona protestarono a causa dei pazienti moribondi provenienti dalla clinica di Hamer. Non si conosce un singolo paziente guarito da una malattia grave. Hamer non esercitava un'efficace terapia del dolore. Ci sono racconti di una paziente che batteva ritmicamente la testa contro il muro a causa dei dolori. Anche le ferite aperte (ulcera) non furono curate lege artis. Hamer lasciava da soli i suoi pazienti per partire in macchina diretto in Francia senza lasciare un numero di contatto o cercare una sostituzione. La clinica fu perquisita e chiusa dopo la denuncia di due medici locali che intervennero durate una delle assenze prolungate di Hamer. Anche il personale degli uffici della clinica doveva intervenire per assistere i pazienti. Vicini della clinica avrebbero fatto da mangiare, perché Hamer, ogni tanto, non sarebbe stato in grado di offrire cibo ai pazienti. ==Castello ''Schloss Burgau'' in Austria== [[image:Burgau.jpg|castello Burgau|300px|thumb]] Nel 1990, dopo aver perso la sua abilitazione medica nel 1986, Hamer aprì un ''centro di consulenza'' a Burgau (Steiermark) in Austria che chiama ''Zentrum Neue Medizin'' (centro di nuova medicina). Nel castello di Burgau, il sindaco Wallner gli mise a disposizione alcune stanze (prima della donazione Hamer fece una ''conflittolisi'' alla moglie di Wallner). Hamer non era comunque in possesso dei permessi per poter aprire una clinica. [[category: Nuova Medicina]] e398c183bd7e463af608e189314879fab1cc6a73 16 15 2009-12-12T16:21:54Z WikiSysop 1 /* Castello Schloss Burgau in Austria */ wikitext text/x-wiki Secondo [[Ryke Geerd Hamer]] e gli aderenti alla sua [[Nuova Medicina Germanica]], cliniche o ospedali di orientazione NMG non sono mai esistiti ma sarebbero necessari per poter eseguire sperimentazioni su pazienti ammalati di cancro. Si sa, invece, che Hamer ha gestito almeno tre cliniche private dopo l'invenzione della Nuova Medicina ma che preferisce non parlare di queste cliniche. Solo indagini approfondite e della durata di diversi anni hanno permesso di saperne qualche cosa. ==Clinica ''Sanatorium Rosenhof'' a Bad Krozingen (Germania)== [[image:Rosenhof.jpg|clinica Sanatorium Rosenhof|300px|thumb]] Nel 1982 Hamer ha aperto per alcuni mesi una clinica privata denominata "Sanatorium Rosenhof" nella cittadina di Bad Krozingen. In questa clinica era l'unico medico e poteva scegliere liberamente metodi diagnostici e terapeutici. Fu la sua prima clinica per fare esperimenti di Nuova Medicina su pazienti ammalati di canro. Il risultato fu un disastro: quasi tutti pazienti non sono sopravvissuti alla permanenza nella clinica. Da indagini di due giornalisti del settimanale tedesco Der Stern, fatte subito dopo la chiusura della clinica, si sa che di 50 pazienti solo 7 sono sopravvissuti. Un'infermiera intervistata lo conferma: secondo lei Hamer avrebbe spesso lasciato da soli i pazienti. La ''terapia'' sarebbe consistita nel cantare e mangiare insieme. Si ricordava di una paziente morente che fu ''curata'' con un farmaco ''tranquilizzante''. Hamer avrebbe ordinato: "''Die soll heimfah­ren''", cioe "''deve andare a casa''". ==Clinica ''Haus Dammersmoor'' a Gyhum== [[image:Gyhum.jpg|clinica attuale a Gyhum|thumb]] Di questa clinica illegale si sa poco: venne aperta nel 1983 e venne in seguito chiusa dalle autorità. Secondo Hamer, ''alcuni pazienti'' sarebbero deceduti in questa clinica a causa di ''articoli ostili'' della stampa locale e nazionale. Al contrario, il giornale scandalistico ''Bild'' aveva pubblicato alcuni articoli a proposito della sua nuova medicina con promesse di poter curare il cancro. Anche la radio NDR faceva indirettamente propaganda per Hamer, e molti pazienti affollavano di conseguenza la clinica. Quando però si era sparsa la voce degli insuccessi terapeutici, il tono dei articoli iniziò a cambiare e diventando sempre più critico. La clinica fu chiusa perché Hamer non era in possesso di una autorizzazione per gestirla. ==Clinica ''Freunde von Dirk'' (amici di Dirk) a Katzenelnbogen vicino Coblenza== [[image:Katzenelnbogen.jpg|clinica a Katzenelnbogen|300px|thumb]] Anche in questa clinica, illegale, Hamer era l'unico medico e non era assistito da infermiere professioniste. Una sola infermiera diplomata era, ogni tanto, presente e pagata privatamente da una paziente francese. A proposito della situazione scandalosa di questa clinica esistono tre interviste di ex-collaboratrici di Hamer. [[testimonianze Nuova Medicina]]. La clinica è esistita per circa 6 mesi, dall'estate 1985 fino al dicembre dello stesso anno, prima di essere perquisita dalla polizia criminale e di essere chiusa dalle autorità competenti. Anche in questo caso Hamer non era in possesso di una autorizzazione e preferiva dichiararla ufficialmente come ''pensione''. La situazione delle sue cliniche fu il primo dei motivi per i quali Hamer ha perduto, pochi mesi dopo la chiusura, la sua abilitazione ad esercitare la professione medica. A Katzenelnbogen furono fatti esperimenti NMG su pazienti provenienti da tutta Europa, sopratutto francesi e tedeschi. Molti pazienti decedettero in questa clinica o furono in fretta allontanati durante la notte poco prima della loro morte. Anche il carro funebre doveva arrivare la notte per ''non spaventare'' i pazienti. Le cliniche in zona protestarono a causa dei pazienti moribondi provenienti dalla clinica di Hamer. Non si conosce un singolo paziente guarito da una malattia grave. Hamer non esercitava un'efficace terapia del dolore. Ci sono racconti di una paziente che batteva ritmicamente la testa contro il muro a causa dei dolori. Anche le ferite aperte (ulcera) non furono curate lege artis. Hamer lasciava da soli i suoi pazienti per partire in macchina diretto in Francia senza lasciare un numero di contatto o cercare una sostituzione. La clinica fu perquisita e chiusa dopo la denuncia di due medici locali che intervennero durate una delle assenze prolungate di Hamer. Anche il personale degli uffici della clinica doveva intervenire per assistere i pazienti. Vicini della clinica avrebbero fatto da mangiare, perché Hamer, ogni tanto, non sarebbe stato in grado di offrire cibo ai pazienti. ==Castello ''Schloss Burgau'' in Austria== [[image:Burgau.jpg|castello Burgau|300px|thumb]] Nel 1990, dopo aver perso la sua abilitazione medica nel 1986, Hamer aprì un ''centro di consulenza'' a Burgau (Steiermark) in Austria che chiama ''Zentrum Neue Medizin'' (centro di nuova medicina). Nel castello di Burgau, il sindaco Wallner gli mise a disposizione alcune stanze (prima della donazione Hamer fece una ''conflittolisi'' alla moglie di Wallner). Hamer non era comunque in possesso dei permessi per poter aprire una clinica. [[category: Nuova Medicina Germanica]] 9eed04f0da4c0ccdebfd3f41809a1fb68e067201 Hamer e antisemitismo 0 9 17 2009-12-12T16:23:43Z WikiSysop 1 Creata pagina con ''''[[Ryke Geerd Hamer]] e le accuse di antisemitismo nei suoi confronti con riferimenti e citazioni. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer è stato molte volte accusato di aver divu…' wikitext text/x-wiki '''[[Ryke Geerd Hamer]] e le accuse di antisemitismo nei suoi confronti con riferimenti e citazioni. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer è stato molte volte accusato di aver divulgato affermazioni dai contenuti antisemitici e attualmente (primavera 2007) è in corso un procedimento penale nei suoi confronti con l'accusa di istigazione all'odio tra i popoli (articolo 130 del codice penale federale della Germania) dalla procura di Cottbus con codice 1653 Js 2797/06. Hamer si sente perseguitato da molti anni da ''organizzazioni'' e ''logge'' ebree e porta come esempio la ''B'nai Brith'' di New York, inoltre apostrofa le persone che considera critiche verso la sua [[Nuova Medicina Germanica]] semplicemente "''ebree''". Un esempio è l'oncologo italiano Umberto Veronesi, ma Hamer ha anche apostrofato il defunto papa polacco Wojtila come "''ebreo''" <ref>...Es sei in höheren Freimaurerkreisen allgemein bekannt, daß die Freimaurerloge Propaganda 2 (kurz P 2), der auch der jüdisch-polnische Papst Woytila-Katz und 20 seiner Kurienkardinäle angehören sollen, seit 8 Jahren grünes Licht hat, die Familie Hamer zu verfolgen und zu terrorisieren, um den Prozeß gegen die jüdisch-italienischen Prinzen V. Emmanuel zu verhindern, der den Sohn des Dr. Hamer, Dirk Hamer, getötet hat und dafür nach dem zweimaligen Urteil der Cour de Cassation in Paris wegen vorsätzlichem Mord angeklagt werden sollte, aber nicht angeklagt wird...</ref>. Praticamente tutti i giudici incontrati nei suoi processi penali erano "ebrei" come pure il direttore della prigione a Fleury-Merogis in Francia. Almeno in Germania, il suo antisemitismo viene tollerato o anche rafforzato da molti aderenti alla Nuova Medicina Germanica. '''Avvertenza: gli autori di questo testo si dissociano dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo riportate a scopo documentale.''' ==Hamer e la negazione dell'olocausto== Nel 1995 il pedagogo austriaco Erich Ledersberger scrisse nel giornale austriaco ''Der Standard'', che Hamer avrebbe negato l'olocausto (in Germania tali affermazioni sono vietate dal Codice Penale) dicendo: "''Gli ebrei hanno fatto giustiziare i loro nomi... Non sono stati uccisi, sono semplicemente spariti. E stanno bene, vivono sotto altro nome pagati dal popolo tedesco che ha dovuto risarcirli. Sette milioni di ebrei sono dunque vivi!''"<ref>Die Juden haben ihre Namen köpfen lassen ... Sie wurden nicht umgebracht, sie verschwanden einfach. Und lassen es sich gut gehen unter anderem Namen, auf Kosten des deutschen Volkes, das Wiedergutmachung zahlen muss. Sieben Millionen ermordete Juden leben also! da: http://www.unet.univie.ac.at/~a9603811/php/stoppwahnsinnblog/index.php?/archives/85-Geerd-Hamer-und-die-Neue-Medizin.html (rif 2)</ref><ref>*http://logo.at/artikel.dws?ffitem=732&TEMPLATE=NEWS&TID=EHGDOLCITRENOD (13)</ref>. Hamer stava parlando ad una donna con cancro al seno che si era rivolta a lui: non sapeva che si trattava di una donna ebrea quando esponeva il suo punto di vista negando l'olocausto. La donna era terrorizzata. Nel Giugno 2006 dichiarò in un intervista a Coin (Spagna): "''Dobbiamo credere che tutto questo abbia un fondamento scientifico? Io non credo neanche all'olocausto, per lo meno non nel modo in cui ce l'hanno raccontato e, in questo, non sono ovviamente l'unico. Non credo neppure che l'uomo sia sbarcato sulla luna, o peggio, che le Twin Towers siano state abbattute dagli arabi: su questo poi ormai quasi nessuno ci crede piu''". Esponenti internazionali che negano l'olocausto come Frederick Toben (Adelaide-institute) vedevano Hamer durante la sua prigionia in Francia come vittima di una ''pressione ebraica'' ("refusing to bend to Jewish pressure")<ref>Il responsabile delle pagine web "New Order" (USA) salutava natale 2005 esplicitamente "Dr. med. Mag. teol. Ryke Geerd Hamer" (allora incarcerato in Francia) con le parole: "Noch ein Holo-Opfer zum Gedenken - Another Hoax victim to remember", riferendosi al olocausto.(rif 9)</ref>. A causa delle sue affermazioni pubbliche dai contenuti antisemitici, è stata aperta un'inchiesta penale contro Geerd Ryke Hamer per "istigazione all'odio razziale", articolo 130 del codice penale tedesco. Il codice del caso e 1653 Js 2797/06 della procura di Cottbuss (Germania) pubblico ministero Wilfried Robinek. Inoltre è in corso il caso 10 UJs 6999/06 della procura di Rottweil (Germania). Accuse di favorire l'antisemitismo furono anche fatte all'ex-prete, autore e terapeuta (senza formazione psicologica o medica) tedesco Bert Hellinger (nato 1925), che in verità si chiama Anton Hellinger. Il nome da chierico era Suitbert/Bert. Come il "prete-medico" Hamer (definizione di Hamer stesso) ha studiato teologia. Abita in una ex-dimora di Adolf Hiler (la "kleine Reichskanzlei") vicino a Berchtesgaden, dove secondo giornalisti lavorerebbe anche nei vecchi uffici di Hitler. Nel 1971, dopo essersi sposato, lasciò la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Le costellazioni famigliari (CF) di Hellinger sono particolarmente popolari tra i seguaci di Hamer e della NMG. Alcune affermazioni<ref>Hellinger B, 2004 "Gottesgedanken" pagina 247: a proposito di Adolf Hitler"...Manche betrachten dich als einen Unmenschen, als ob es je jemanden gegeben hätte, den man so nennen darf. (...) Wenn ich dich achte, achte ich auch mich. Wenn ich dich verabscheue, verabscheue ich auch mich. Darf ich dich dann lieben? Muss ich dich vielleicht lieben, weil ich sonst auch mich nicht lieben darf? Wenn ich bekenne, dass du ein Mensch warst, wie ich es bin, dann schaue ich auf etwas, das über uns beide in gleicher Weise verfügt, auf etwas, das sowohl deine wie meine Ursache ist - und unser Ende..." ..."„(Das) jüdische Volk (findet) erst dann seinen Frieden mit sich selbst, mit seinen arabischen Nachbarn und mit der Welt, wenn auch der letzte Jude für Hitler das Totengebet gesprochen hat...“ (da: Mit der Seele gehen, 2001, pagina. 50) Hellinger a proposito della Wehrmacht del periodo nazista: "...Es ist für mich auch ganz klar, wenn man auf unsere Soldaten vom letzten Krieg schaut, dass die Soldaten schon Helden waren. Was sie in diesem Krieg an Heldenmut geleistet in oft verzweifelten Situationen und mit letztem Einsatz, das war schon überragend. Dass das jetzt alles verteufelt wird, schwächt unsere Generation." Alles was geschehen ist, geschah laut Bert Hellinger zu Recht und darf eben nicht kritisiert werden..."</ref> di Hellinger hanno suscitato molto clamore in Germania. ==relazioni con Iwan Götz== Hamer sta in rapporto con uno dei piu attivi negatori dell'olocausto, il berlinese [[Iwan Götz]]. Götz viene descritto da Hamer come un “rabbino migrante” (Wanderrabbiner) e “rabbino superiore” (Oberrabbiner), e lo cita come testimone per le proprie affermazioni antisemitiche e pseudomediche. Seguendo tali convinzioni, il 17.12.2008 Götz ha firmato a Sandefjord -insieme con altre persone- un documento nel quale viene dichiarato assurdamente che tutti i rabbini e gli oncologi ebrei del mondo sarebbero al corrente che la dottrina hameriana sarebbe giusta, e che tutti i pazienti ebrei si curerebbero con tale metodo. Invece, questo non avverrebbe nel caso di pazienti non-ebrei, e ciò avrebbe condotto al genocidio di 20 milioni di pazienti. Ovviamente non vengono mostrate prove per tali affermazioni. Il documento è stato pubblicato su internet dal suo fedele aderente alla dottrina hameriana Helmut Pilhar, nonché tradotto anche in italiano sul sito della “Secondo Natura S.r.l.”, ex “Amici di Dirk S.r.l.”, dietro la quale opererebbe l’associazione Alba guidata dall’ex barista Marco Pfister. Secondo quanto riportato da un blogger svizzero, Hamer avrebbe cercato -invano- di trovare nel Talmud indizi per le sue idee. Secondo Götz, nel Talmud si troverebbe la prova che la terapia della Nuova Medicina Germanica vada negata ai pazienti non-ebrei. Il Talmud (Mischna e Gemara) è stato però scritto diversi secoli fa, ben prima dell’invenzione della Nuova Medicina Germanica. Anche la ricerca condotta da Hamer sull’intero testo intero del Mischnajoth (il blogger aveva mandato il testo ad Hamer) non ha portato ad individuare alcuna prova per le sue affermazioni. Secondo Hamer, Götz sarebbe l’unico rabbino superiore della Germania e avrebbe lavorato con l’agente del KGB Vladimir Putin. Secondo Hamer, Putin e Götz sarebbero da considerare agenti ebrei del KGB di altissimo livello, e sarebbero stati informati dei presunti crimini perpetrati verso i pazienti non-ebrei. ==Intervista di G.R. Hamer== Da un intervista a Geerd Ryke Hamer del giugno 2006 in Spagna: '''Quindi, secondo lei, c'è un preciso interesse nel continuare ad osteggiare la diffusione della NMG?''' ''È più che un interesse: consiste in un'intenzione deliberata.'' ''Negli ultimi 25 anni ho avuto, purtroppo, innumerevoli prove di una volontà precisa nel boicottare in ogni modo la diffusione delle leggi biologiche che ho potuto scoprire a partire dal dramma personale che ha colpito la mia famiglia nel 1978 ''[la nuova medicina germanica e stata inventata tre anni dopo - ndr]. ''Sono fatti che sono entrati nella cronaca a suo tempo e che sono stati ripresi anche recentemente. Da quanto ho potuto comprendere e verificare sulla mia pelle il disegno perverso che non solo tende a screditare la mia persona e la NMG, ma che vuole che la medicina attuale resti la farsa che è non ho smesso un attimo di far sentire la mia voce.'' ''Nei miei libri ho scritto sempre tutto, per questo sono stato cosi criticato: perché la mia voce scientifica non ha mai potuto restare disgiunta dall'accusa politica nei confronti di chi deliberatamente non vuole che la maggior parte degli esseri umani viva felice ed in salute. Da quando ho pubblicato la mia corrispondenza, durata anni, con i capi rabbini delle comunità religiose ebraiche ho iniziato ad essere colpito per vari motivi, di fatto, non più scientifici, quanto politici.'' ''Tutto ciò ha fatto molto scalpore e ancora oggi quello che vado affermando da anni risulta incredibile alla maggior parte delle persone. Sembra impossibile credere al fatto che la maggior parte di coloro che oggi muoiono di cancro non muoiano per motivi scientifici, quanto politico-religiosi. Eppure è cosi. Io lo so perché so a chi ho insegnato fin dall'inizio le mie scoperte e ho visto cosa ne hanno fatto. La medicina ufficiale e la sanità - in Italia cosi come in altri paesi - sono sull'orlo del tracollo e questo, di fatto, per motivi religiosi, anche se risulta incredibile.'' ''D'altra parte '''è risaputo che le più alte sfere in medicina sono occupate da persone appartenenti alle logge ebraiche'''. In Italia il 60-70% degli oncologi appartengono a tale comunità religiosa. E gli oncologi, di fatto, detengono il potere totale sul trattamento dei pazienti. Di fronte ad un paziente oncologico, nessun altro medico si può azzardare a fare qualcosa se non con il consenso dell'oncologo. Questi personaggi non sono ignari: '''da 22 anni curano gli appartenenti alla loro comunità religiosa con le mie scoperte.''''' ''In tutti questi anni, avendo potuto visitare migliaia e migliaia di pazienti, non ho mai visto nessuna persona ebrea venire trattata con chemio in ospedale. Anche in un reparto di oncologia infantile, pediatria oncologica, non ho mai visto un bambino ebreo, anche in una città dove risiede una forte comunità ebraica.'' ''Quindi di proposito chi non appartiene a tale comunità religiosa viene ammazzato. E '''gli altri oncologi, che non sono ebrei, comunque partecipano alle logge e anche loro lo sanno benissimo'''. E nessuno di loro fa la chemio per se stesso o la propria famiglia [...] Generalmente siamo portati a pensare che lo status quo viene mantenuto per gli interessi economici delle case farmaceutiche: ebbene, quello è solo un frammento di un disegno ben più ignobile e criminale.'' ''Si stima che ogni giorno, in tutto il mondo, almeno 100 mila persone muoiano ammazzate dalla chemio. In Italia, ogni giorno, muoiono circa 1500 vostri connazionali. Questo è il problema che mi assilla da anni. Con questo peso sul cuore mi corico alla sera e con la stessa angoscia mi alzo alla mattina.'' ''Sono accusato di istigazione contro i popoli, ma quando dico qualcosa contro questa egemonia assassina è come se una pecora fosse accusata dal macellaio di avvertire tutte le altre pecore dell'imminente macello. Lo trovo terribilmente orribile.'' ''E la dimensione di tutto questo fenomeno inizia a diventare ora sempre più chiara di quanto orribile sia questo genocidio. Se non si fosse saputo e lo si faceva per errore, era umano, si poteva capire. Ma i capi di questa comunità religiosa non sono nell'errore: lo sanno dal 1984. E io lo so che lo sanno semplicemente perché gliel'ho detto io e loro me l'hanno confermato.'' ''Se le persone non capiscono questo, continueranno ad entrare nel mattatoio, ignare di tutto, fiduciose di essere in buone mani, anzi, fiduciose di essere nelle migliori mani, visto che sono proprio quelle mani che, nonostante fossero in buona salute, sono riuscite a scovare loro, all'ennesimo "check-up", quel "marcatore" leggermente alzato, segno di un terribile cancro in corso. D'altra parte, se i mass-media continuano a bombardarci con messaggi del tipo: "Questa sì che è una buona medicina! Questo sì che è un bravo medico", oppure se nei telefilm c'è sempre il buon medico che aiuta le persone, allora la gente comune non può capire che dietro ciò che appare c'è tutto un altro disegno. E' semplicemente incredibile. Eppure, se osservate le statistiche della mortalità per tumore nella vostra nazione, potreste notare come la percentuale più alta corrisponde alle regioni dove la sanità risulta più efficiente: non è sufficiente questo dato per insospettirsi?'' ''Se andate a Tel Aviv e chiedete "Come trattate le persone con il cancro?" i medici israeliani vi rispondono, ovviamente "Con la chemioterapia"; ma se continuate a chiedere "Ed i pazienti ebrei?" gli stessi medici israeliani vi rispondono: "Non ne abbiamo, gli ebrei hanno malattie quasi del tutto benigne..."'' ''Figuratevi che si sono inventati un gene che sembrerebbe proteggere gli ebrei dal cancro! E questo è stato, ovviamente, pubblicato in autorevoli riviste cosiddette "scientifiche".'' ''Non è mai successo al mondo che di proposito siano state macellate 2 miliardi di persone in 25 anni e, ironia della sorte, senza costringere nessuno: vanno tutti volontariamente al mattatoio, tanto terrorizzati sono ormai dell'idea del cancro "maligno", il Satana dei giorni nostri!'' ''Dobbiamo credere che tutto questo abbia un fondamento scientifico? Io non credo neanche all'olocausto, per lo meno non nel modo in cui ce l'hanno raccontato, e, in questo, non sono ovviamente l'unico. Non credo neppure che l'uomo sia sbarcato sulla luna, o peggio, che le Twin Towers siano state abbattute dagli arabi: su questo, poi, ormai quasi nessuno ci crede piu.'' ''Credo che la gente è cosi fragile da credere stupidamente a tutte queste cose proprio perchè i giornali sono controllati da persone appartenenti, guarda caso, sempre alla medesima comunità religiosa. D'altra parte questi poteri occulti devono per forza avere il monopolio dei principali mass-media perché se non fosse così, se ci fosse un'opposizione, allora ci si accorgerebbe di quanto sia tutto un inganno. Tutte queste discussioni della destra e della sinistra, del socialismo o del capitalismo, sono fandonie: specchietti per le allodole! Al tavolo delle logge siedono, in realtà, tutti insieme appassionatamente, e se la ridono tranquillamente![...]'' ==Lettera ad amici del 6 Luglio 2003== Fonte: <ref>http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2003/20030423_Hamer_an_Freunde.htm (questo link e stato cancellato dopo la pubblicazione si questo testo)</ref> <ref>http://web.archive.org/web/*/http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2003/20030423_Hamer_an_Freunde.htm</ref> Traduzione in italiano: [Nota dei traduttori: Hamer scrive dalla sua cella del suo tentativo di riavere la sua abilitazione alla professione medica in Germania. Parla spesso di forze occulte che lo minaccerebbero. Alcune parti del testo sono difficili da capire.] ''Cari amici della nuova medicina,'' ''il 06/07/2003 avrà luogo a Francoforte presso il Tribunale Amministrativo (Adalbertstrasse 44-48, codice AZ 12E 2201/96) un processo storico. In primo luogo si tratterà la questione se dopo 18 anni, ed avendone ormai 70, verrò "autorizzato" a chiedere che mi sia restituita l'abilitazione in medicina interna. Mi è stata tolta con effetto immediato perché non ho rinnegato la Nuova Medicina e non ho accettato la medicina scolastica.'' ''A Coblenza un tribunale di rabbini (giudice (Co)Hehn) (il nome significa Khan) mi ha proposto l'alternativa tra farmi "psichiatrizzare" dai miei oppositori (la trappola di Francoforte) oppure perdere l'abilitazione. Nel frattempo si è visto che nell'arco di 22 anni la soppressione della Nuova Medicina Germanica non è accaduta per caso, bensì in modo sistematico. Perché da 20 anni tutti gli ebrei di questo mondo praticano la Nuova Medicina Germanica su istruzione dei loro rabbini, e tutti i non-ebrei sono costretti a praticare la stupida medicina scolastica con le sue 5000 ipotesi e a lasciarsi ammazzare dalla chemioterapia e dalla morfina.'' ''La stupida medicina scolastica è, in realtà, una medicina ebraica. Tutto viene suddiviso in "benigno" e "maligno". È la folle battaglia dei sionisti del Talmud con la loro mania religiosa di voler uccidere tutti i non-ebrei del mondo. A Francoforte una tale corte di rabbini sotto la presidenza della giudice Oehm-Neidlein ha soppresso per 7 anni i risultati della Nuova Medicina in modo sistematico, e frattanto tutti gli ebrei del mondo hanno potuto sopravvivere al 98% con la mia nuova medicina germanica. Le corti rabbiniche appoggiano il più grande atto criminale della storia umana. Nessuno ha confutato le "6 lettere ai rabbini" in modo sostanziale, nemmeno le persone alle quali queste lettere erano destinate. E non c'è più niente da negare. Tutto e chiaro. Da parte ebraica mi è stata proposta una somma molto alta se io dimenticassi tutto e diventassi un traditore dei miei compagni non-ebrei. Se venite al mio processo, e questo è un vostro diritto, perché i vostri cari sono stati uccisi in modo premeditato, allora vi prego personalmente di comportarvi in modo calmo e disciplinato. Non date allo Stato, che in gran parte coincide con le persone che hanno commesso questi atti criminali, la possibilità di strumentalizzare il tutto nel senso di una dimostrazione [illegale: aggiunto dal traduttore] come avviene di solito.'' ''Siate coscienti della serietà e dignità che richiede la morte crudele dei vostri cari che sono stati torturati a morte. Le corti rabbiniche non hanno mai avuto pietà, agiscono in un pazzo modo talmudico dal quale [Talmud] deriva secondo loro l'autorizzazione a poter e dover uccidere tutti gli uomini che non sono di religione ebraica. Lo Stato, che ha commesso questo atto criminale, ha un grande interesse a screditare la vostra presenza e a dipingervi come terroristi appartenenti ad una setta per poter distrarre l'attenzione dai suoi atti criminali. Dunque: non lasciarvi provocare. Voi siete i rappresentanti della cosa più nobile che si possa rappresentare: la verità e la dignità per i vostri cari che sono stati torturati a morte. I giudici sono pagati con i vostri soldi, e proclamano le loro sentenze criminali da 22 anni nel vostro nome. Hanno premeditatamente sottoposto alla pena di morte 10 milioni di non-ebrei, e prima di farlo hanno rubato da ciascuno di loro mezzo milione per la chemioterapia. E a proposito di questo crimine diranno: oh, scusi, ha avuto sfortuna, e allora? Rimanete pero calmi, il vostro momento arriverà, quando tutti conosceranno il più grande atto criminale della storia umana. Vi prego di nuovo: rimanete calmi, non lasciatevi irritare da agenti provocatori. Dopo 22 anni di crimini, avremo per i nostri pazienti cliniche per poter offrire loro la stessa probabilità di sopravvivenza del 98% che hanno in tutto il mondo gli ebrei che usano la nuova medicina germanica da 20 anni. Pensate ai 1000 poveri non-ebrei che soltanto oggi vengono uccisi in Germania. Per questi sfortunati mi batterò fino all'ultimo giorno della mia vita.'' ''Vostro Dott. Ryke Geerd'' Versione originale:<ref>Korrespondenz 2003 Neue Medizin Von Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Editiones de la Nueva Medicina S.L. Camino Urique 69 / Apdo. 209 E- 29 120 Alhaurin el Grande Fax: 0034- 952 49 16 97 e-mail: amicididirk@hotmail.com Alhaurin el Grande, den 23.04.2003 Liebe Freunde der Neuen Medizin, Am 16.07.2003 findet in Verwaltungsgericht in Frankfurt, Adalbertstr.44-48, AZ 12E 2201/96 eine historische Gerichtsverhandlung statt. Es geht vordergründig darum, ob mir nach bald 18 Jahren mit fast 70 die Approbation als Internist zurückgegeben werden "darf". Die hat man mir vor bald 18 Jahren mit sofortiger Wirkung entzogen "wegen Nichtabschwörens der Neuen Medizin und mich nicht Bekehrens zur Schulmedizin". Ein Rabbinergericht in Koblenz (Richter (Co) Hehn) (der Name bedeutet Khan) stellte mich vor die Alternative mich entweder von meinen Gegnern zwangspsychiatrieren zu lassen (die sog. "Frankfurter Falle") oder die Approbation zu verlieren. Inzwischen hat sich ergeben, dass die Erkenntnisunterdrückung der germanischen Neuen Medizin nicht etwa versehentlich 22 Jahre geschehen ist, sondern systematisch. Denn seit 20 Jahren praktizieren alle Juden dieser Welt auf Geheiss ihrer Rabbiner die germanische Neue Medizin, während alle Nichtjuden gezwungen werden, die dumme alte Schulmedizin mit ihren 5000 Hypothesen zu praktizieren und sich zu 98% mit Chemo und Morphium umbringen zu lassen. Die dumme sog. Schulmedizin ist eigentlich eine jüdische Medizin. Alles ist eingeteilt in "gutartig und bösartig". Es ist der wahnsinnige Kampf der Talmud-Zionisten in ihrem religiösen Wahn alle Nichtjuden der Welt umbringen zu wollen. Ein solches Rabbinergericht unter der Richterin Oehm-Neidlein hat in Frankfurt 7 Jahre lang die Erkenntnisse der Neuen Medizin systematisch unterdrückt, während alle Juden dieser Welt mit meiner germanischen Neuen Medizin zu 98% überlebt haben. Die Rabbinergerichte stehen für das grösste Verbrechen der Menschheitsgeschichte. Niemand hat bisher den 6 "Briefen an die Rabbiner" substantiell widersprochen, auch die Angeschriebenen nicht. Es gibt auch nichts mehr zu widersprechen. Alles ist klar. Von jüdischer Seite bekomme ich grosse Summen angeboten, wenn ich das alles vergesse und zum Verräter an meinen nichtjüdischen Mitmenschen werde. Wenn Ihr zu diesem Prozess kommt, was Euer Recht ist, weil Eure Angehörigen bei diesem Verbrechen vorsätzlich umgebracht worden sind, dann bitte ich Euch ganz persönlich, Euch absolut ruhig und diszipliniert zu verhalten. Bitte gebt dem Staat, der ja weitgehend identisch ist mit den Leuten, die dieses furchtbare Verbrechen begangen haben, nicht die Möglichkeit, das ganze als "Demonstration" niederknüppeln zu können, wie das ja üblicherweise geschieht. Seid Euch des Ernstes und der Würde bewusst, die der grausige Tod Eurer wegen Krebs unnötigerweise zu Tode gefolterter Angehörigen Euch abverlangt. Die Rabbinergerichte haben seit 22 Jahren keine Gnade oder Erbarmen gekannt, sie handeln in talmudischem Wahn, wovon sie ihre angebliche Erlaubnis herleiten, alle Menschen, die nicht jüdischen Glaubens sind, umbringen zu dürfen und zu sollen. Trotzdem: der Staat, der ja selbst das Verbrechen begangen hat, hat ein grosses Interesse daran, Euer Anliegen unseriös zu machen und Euch zu Terroristen und Sektierern abzustempeln, um von seinem Verbrechen abzulenken. Deshalb: lasst Euch nicht provozieren. Ihr vertretet das redlichste Anliegen, das man vertreten kann: die Wahrheit und die Würde Eurer zu Tode gefolterter Angehörigen. Die Richter werden von Eurem Geld bezahlt, sprechen ihre Verbrechensurteile seit 22 Jahren in Eurem Namen. Sie haben wissentlich und vorsätzlich 10 Millionen deutsche Nichtjuden exekutieren lassen, vorher noch jeden einzelnen um eine halbe Million durch Chemo berauben lassen. Und für diesen globalen Massenraubmord werden sie sagen: Ach, entschuldigen Sie, war dumm gelaufen, na und? Und trotzdem: bleibt ruhig, Eure Zeit kommt, wenn alle das grösste Verbrechen der Menschheitsgeschichte kennen. Ich bitte Euch noch einmal: bleibt ruhig, lasst Euch auch von agents provocateurs nicht provozieren. Nach 22 Jahren des Verbrechens werden wir für unsere Patienten Kliniken bekommen, damit sie genauso 98% Überlebenschancen mit unserer germanischen Neuen Medizin haben, wie sie die Juden auf der ganzen Welt schon seit 20 Jahren mit der germanischen Neuen Medizin haben. Denkt an die armen 1000 Nichtjuden in Deutschland, die heute wieder hingerichtet werden. Für diese armen Menschen werde ich kämpfen bis zum letzten Tage meines Lebens. Euer Dr. Ryke Geerd</ref> ==Lettera aperta a Denoun-Danow== Versione originale in tedesco:<ref>http://web.archive.org/web/20040307100326/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2003/20030103_Hamer_an_Denoun.htm</ref> Traduzione in italiano: da Dott. Med. Mag. Theol. Ryke Geerd Hamer Editiones de la Nueva Medicina S.L. Camino Urique 69 / Apdo. 209 E-29120 Alhaurin el Grande Fax: 0034 952 491697 e-mail: amicididirk@hotmail.com Alhaurin el Grande, li 03.01.2003 per Rabbin Ben Denoun-Danow Josue b2 9 rue Louis Blanc F–75010 Paris Tel.: 0033 1 423932xx Lettera aperta. ''Egregio signor rabbino superiore Denoun,'' ''non ha risposto alla mia lettera del 05/03/2001, sebbene l'abbia ricevuta. La allego di nuovo per sicurezza. Questa volta la invio al suo indirizzo privato. Oggi mi rivolgo di nuovo a lei per cause differenti.'' ''Prima di tutto le voglio dire che ho messo in un luogo sicuro gli appunti scritti in sua presenza durante il nostro incontro nel 1986. Nel caso non siano credute le mie dichiarazioni, pubblicherò tutti i dettagli, ma naturalmente non le informazioni riguardanti la malattia di suo fratello, ovviamente.'' ''Lei non può negare, neanche attraverso il silenzio, l'informazione che mi ha comunicato il 27/04/1986 tra le 21 e mezzanotte a proposito del suo rabbino superiore mondiale [Weltoberrabbiner] Dott. med. Menachem Mendel Schneerson. ''[il titolo ''Weltoberrabiner'' non esiste, lui non era medico - Hamer si sbaglia (rif 14)]''. ''Si immagini di nuovo lo scenario: il mio amico, conte Antoine d'Oncieu ed io siamo venuti a Parigi, invitati da lei per aiutare suo fratello con la Nuova Medicina Germanica – [siamo venuti] in buona fede. E lei mi ha comunicato che in futuro la mia Nuova Medicina Germanica sarebbe stata da riservare solo agli ebrei, cosicché avrebbero potuto sopravvivere al 98%, mentre i miei compatrioti tedeschi e tutti i non ebrei del mondo sarebbero stati costretti, come prima, a sottoporsi all'idiota medicina religiosa ebraica del benigno-maligno con le sue 5000 ipotesi, che è letale al 98% a causa delle chemioterapie e della morfina. (si veda il Centro tedesco di ricerca sul cancro di Heidelberg).'' ''Lei ci ha comunicato, come vedo dai miei appunti, che il rabbino superiore mondiale Dott. Med. Menachem Mendel Schneerson avrebbe letto già nel 1983 il mio libro intitolato "Cancro, malattia dell'anima" (Krebs, Krankheit der Seele) e avrebbe subito convocato una conferenza, presieduta da lei, di medici-rabbini, come in questi casi è previsto dal Talmud per gli ebrei. Questa "conferenza di verifica" ha mostrato, come scrivevo prima, che la nuova medicina è senza dubbio corretta. Secondo il Talmud, per lui è stato praticamente immediato scrivere a tutti i rabbini del mondo ordinando loro di curare nel futuro tutti i pazienti ebrei seguendo la Nuova Medicina, senza indugio. Questo avrebbero dovuto farlo [anche] tutti i professori di medicina non-ebrei – se avessero avuto il permesso. Il fatto che il suo rabbino superiore mondiale abbia esplicitamente ordinato che la mia Nuova Medicina Germanica sia da tenere nascosta a tutti i non-ebrei – è proprio cosi il suo racconto! – questo fatto dunque fa sì, secondo la mia opinione, che questo rabbino superiore mondiale messianico sia da considerare il peggior sterminatore della storia umana. In collegamento a questo fatto [Schneerson] mi ha attirato in Danimarca, attraverso il suo sostituto "Beek" Vanderby che è il capo della B´nai B´rith, per tentare di uccidermi avvelenandomi. Questo lo sa benissimo, perché lui [Schneerson] è il suo rabbino superiore.'' ''Non solo l'ordinanza del rabbino superiore mondiale è stata seguita da tutti i rabbini del mondo, ma anche i maestri della loggia B´nai B´rith hanno istruito i loro piccoli schiavi, medici primari e professori universitari, ad applicare rigorosamente lo sterminio di massa dei non ebrei, e hanno costretto i redattori capo dei mass-media e della televisione a condurre una campagna di soppressione di fatti, che è senza precedenti nella storia, contro la nuova medicina e specialmente contro la mia persona (ciarlatano, guaritore miracoloso) e hanno costretto tutti i giudici a partecipare a questo delitto. Il suo rabbino superiore mondiale, che per un certo periodo è stato considerato dai suoi amici il nuovo messia, sarà chiamato un giorno il peggior Satana esistente. Lei ci ha comunicato in quell'occasione, come ho visto dai miei appunti scritti in sua presenza, che il rabbino superiore mondiale ha ordinato ad alcuni medici-rabbini, per esempio Sabbah [rifermimento a: Claude Sabbah, medico francese inventore della ''Biologie Totale'' BTEV], e se non mi sbaglio anche suo fratello, entrambi di Marsiglia, di visitare i miei corsi a Chambéry, per conoscere la pratica della nuova medicina e poterla sfruttare per il benessere dei loro pazienti ebrei. Il signor Sabbah e il signor Israel, che ha ucciso durante 2 decenni migliaia di pazienti non ebrei a Villejuif, e che ha salvato invece gli ebrei non usando la chemioterapia e non usando la morfina, questi due personaggi – Sabbah partecipò 20 volte ai miei corsi – dichiarano da poco che loro avrebbero riscoperto, con un ritardo di 20 anni, la mia Nuova Medicina Germanica. ''Già nel 1991, un giudice ebreo del tribunale superiore [Landgericht] di Colonia (il cosiddetto "tribunale rabbino") si è alzato e ha detto: «Signor imputato (imputato perché ha regalato una stecca per il gesso [Gipsschiene]), la corte le dà il consiglio di non occuparsi più di medicina, e di cercare un lavoro che non abbia niente a che fare con la medicina, solo così potrà sfuggire ad una pena detentiva.» Era il piano di immobilizzarmi e lasciare che gli ebrei "scoprissero" la nuova medicina più tardi. Lo stesso giudice della corte superiore di Colonia ha ammesso nel 1991 la cosiddetta "trappola di Francoforte", una cooperazione di 4 tribunali (tribunale inferiore e superiore di Colonia, tribunale amministrativo superiore di Coblenza e la corte d’appello di Parigi). La trappola consisteva nel mandarmi per il resto della mia vita in una clinica psichiatrica per "perdita di senso della realtà", e "insufficiente capacita di autocritica" (dissociazione). La nuova medicina – che a quell'epoca veniva esercitata da almeno 8 anni da tutti gli ebrei del mondo con un successo del 98% - sarebbe falsa. Tutti i giudici ebrei sapevano invece che era giusta. Lei deve ammettere, signor rabbino superiore, che lo sterminio per soppressione dei fatti era sistematico e premeditato. Si immagini, la prego, l'estensione e la mancanza di scrupoli di questo crimine. Tutti i redattori capo che hanno organizzato la caccia alle streghe contro di me e che hanno mentito nelle loro pubblicazioni, tutti i professori universitari che avrebbero dovuto fare una verifica per i non ebrei, tutti i giudici che avrebbero dovuto giudicare secondo la loro coscienza e che avrebbero dovuto verificare l'esattezza della nuova medicina, sono stati costretti dall'ordinanza di Schneerson a mostrare un finto disinteresse, ben sapendo che 100 milioni di pazienti ebrei nel mondo hanno praticato la nuova medicina germanica e sono sopravvissuti, nel caso di una malattia tumorale, con una probabilità del 98%. ''L'infamia e la mancanza di scrupoli della smania religiosa dei suoi correligionari trascende tutte le misure per un crimine. Non sono pochi membri, per esempio, della loggia suprema ebraica B´nai B´rith, che designano i maestri di tutte le logge, invece nei 20 anni passati ciascuna famiglia ebrea praticante ne ha approfittato, nel senso che uno o più membri di una famiglia è sopravvissuto – di nascosto – attraverso la Nuova Medicina Germanica. E ciascuna famiglia ebrea ha lasciato morire membri delle famiglie non ebree loro vicine, invece di aiutarli. Non erano autorizzati a farlo a causa della smania religiosa. Per questi vicini non rimane che la definizione di mostri.'' ''Signor rabbino superiore Denoun-Danow, le propongo: venga in Spagna preferibilmente con una procura e parliamo di questa mega-strage dei suoi compagni di fede. Ma deve sapere una cosa: Hamer non si lascia corrompere da nessuno e da niente nel mondo.'' ''In questo senso, Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer'' (il post scriptum è interessante, confuso e disordinato) Vedi anche: Traduzione tratta da [http://www.nuovamedicina.com/biografia.asp nuovamedicina.com]. Versione tedesca:<ref>Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Editiones de la Nueva Medicina S.L. Camino Urique 69 / Apdo. 209 E-29120 Alhaurin el Grande Fax: 0034 952 491697 e-mail: amicididirk@hotmail.com Alhaurin el Grande, den 03.01.2003 An Rabbin Ben Denoun-Danow Josue b2 9 rue Louis Blanc F–75010 Paris Tel.: 0033 1 42393273 Offener Brief Sehr geehrter Herr Oberrabbiner Denoun, auf meinen Brief vom 05.03.2001 haben Sie mir nicht geantwortet, obwohl Sie ihn erhalten haben. Ich lege ihn sicherheitshalber nochmals bei. Diesmal schreibe ich an Ihre Privatadresse. Heute wende ich mich aus verschiedenen Gründen nochmals an Sie. Zunächst möchte ich Ihnen sagen, dass ich alle meine Aufzeichnungen, die ich 1986 in Ihrer Gegenwart aufgeschrieben habe, sehr gut an sicherer Stelle verwahrt habe. Sollte irgendwer einmal an der Richtigkeit meiner Angaben Zweifel haben, dann werde ich alle Einzelheiten veröffentlichen, natürlich keine, die mit der Erkrankung Ihres Bruders in Zusammenhang stehen, dass versteht sich von selbst. Sie können ja nicht ableugnen, auch nicht durch Schweigen, was Sie mir am 27.04.1986 zwischen 21 00 Uhr und Mitternacht über Ihren Weltoberrabbiner Dr. med. Menachem Mendel Schneerson verraten haben. Stellen Sie sich doch nochmals das Szenario vor: mein Freund Antoin Graf D´Oncieu und ich sind auf Ihre Bitte nach Paris gekommen, um Ihrem Bruder mit der Neuen germanischen Medizin zu helfen – mit redlichem Willen. Und Sie verkündeten mir, dass meine germanische Neue Medizin in Zukunft nur noch für Juden vorbehalten ist, die damit zu 98% überleben dürfen, während meine deutschen nichtjüdischen Landsleute und alle Nichtjuden dieser Welt gezwungen werden sollen, weiter die idiotische jüdische Gutartig-Bösartig-Religionsmedizin mit ihren 5000 Hypothesen zu erdulden, an der man zu 98% an Chemo und Morphium stirbt (siehe auch deutsches Krebsforschungszentrum Heidelberg). Sie haben uns auch berichtet, wie ich notiert hatte, dass Weltoberrabbiner Dr. med. Menachem Mendel Schneerson schon 1983 mein Buch "Krebs, Krankheit der Seele" gelesen habe und daraufhin unverzüglich, wie es in solchen Fällen der Talmud bezüglich Juden vorschreibt, eine Konferenz aus Rabbiner- Medizinern einberufen hat unter seinem Vorsitz. Diese "Verifikationskonferenz" hat, wie ich Ihnen ja schon geschrieben habe, festgestellt, dass die Neue Medizin zweifelsfrei richtig sei. Dass Schneerson daraufhin an alle Rabbiner der Welt geschrieben hat, sie müssten unverzüglich alle jüdischen Patienten nach der Neuen Medizin behandeln, ist nach dem Talmud geradezu zwangsläufig. Das hätte eigentlich jeder nichtjüdische Medizinprofessor für die Nichtjuden auch machen müssen – wenn, ja wenn er gedurft hätte. Dass aber Ihr Weltoberrabbiner Schneerson ausdrücklich angeordnet hat, dass man diese (meine germanische) Neue Medizin allen Nichtjuden gegenüber verschweigen müsse – genau so haben Sie es mir berichtet! – das macht meines Erachtens diesen "messianischen" Weltoberrabbiner zum schlimmsten Massenmörder der Weltgeschichte. Dazu passt, dass er mich drei Jahre später durch seinen Stellvertreter "Beek" Vanderby (siehe Fotos), den obersten Chef der B´nai B´rith, nach Dänemark hat locken lassen, um mich dort mit Gift zu ermorden. Das wissen Sie genau, denn das ist ja Ihr direkter vorgesetzter Rabbiner. Die Anordnung des Weltoberrabbiners haben nicht nur alle Rabbiner der Welt strikt befolgt, sondern alle jüdischen Großlogenmeister der B´nai B´rith haben ihre kleinen Logensklaven Chefärzte und Professoren angewiesen, den Massenmord an den Nichtjuden strikt durchzuführen, sowie alle Chefredakteure von Medien und Fernsehanstalten gezwungen, eine in der Geschichte beispiellose Erkenntnisunterdrückungskampagne gegen die Neue Medizin und speziell gegen meine Person zu führen ("Wunderheiler, Scharlatan") und alle Richter gezwungen, das Verbrechen mitzumachen. Ihren Weltoberrabbiner, den Ihre Freunde ja zeitweilig für den Messias hielten, wird man mal als den schlimmsten leibhaftigen Satan bezeichnen. Sie haben uns damals auch gesagt, wie ich sorgfältig notiert habe in Ihrer Gegenwart, dass der Weltoberrabbiner einige Rabbinerärzte, z.B. Sabbah, soweit ich weiß auch Ihren Bruder, beide aus Marseille etc. bestimmt hat, in meine Seminare in Chambery zu gehen, um für Ihre jüdischen Patienten herauszufinden wie die Neue Medizin gehandhabt wird. Herr Sabbah und Herr Israel, der 2 Jahrzehnte zig-Tausende von Nichtjuden in Villejuif umgebracht hat, aber seine jüdischen Glaubensbrüder stets sorgfältig ohne Chemo und Morphium am Leben erhalten hat, diese beiden Herren – Sabbah saß 20 mal in meinen Seminaren – behaupten seit Kurzem, sie hätten meine Neue germanische Medizin mit 20 Jahren Verspätung noch mal neu entdeckt. Schon 1991 ist ein jüdischer Richter am Landgericht Köln ("sog. Rabbinergericht") aufgestanden und hat gesagt: "Herr Angeklagter, (angeklagt wegen Verschenkens einer Gipsschiene) das Gericht gibt Ihnen von Gerichts wegen den Rat, sich nicht mehr mit Medizin zu beschäftigen, sondern Ihren Lebensunterhalt mit etwas zu verdienen, was nichts mit Medizin zu tun hat, nur so können Sie einer Inhaftierung entgehen". Geplant war, mich still zu legen und die Neue Medizin später durch Juden erneut "entdecken" zu lassen. Der gleiche Richter des Landgerichts Köln gab 1991 auch schließlich die sog. "Frankfurter Falle" zu, ein Zusammenspiel von 4 Gerichten (Amts- und Landgericht Köln, Oberverwaltungsgericht Koblenz und Cour d´Appell in Paris). Die Falle bestand darin, mich für den Rest meines Lebens in eine psychiatrische Klinik einzusperren wegen "Realitätsverlust", bzw. wörtl. "mangelnder Fähigkeit zur selbstkritischen Revision" (Abschwören). Die Neue Medizin, - die damals schon seit mindestens acht Jahren von allen Juden der Welt mit 98% Erfolg bei Krebs praktiziert wurde – sei falsch. Alle jüdischen Richter wussten, dass sie richtig ist. Sie müssen zugeben, Herr Oberrabbiner, dass der Massenmord durch Erkenntnisunterdrückung ein systematischer und absichtlicher war. Stellen Sie sich, bitte das Ausmaß und die Skrupellosigkeit des Verbrechens vor. Alle Chefredakteure, die die Hexenjagd gegen mich veranstaltet haben und lauter Lügen in ihren Zeitungen und Fernsehsendungen gelogen haben, alle Professoren, die eine auch für Nichtjuden zwingend notwendige Überprüfung hätten vornehmen müssen, alle Richter, die eigentlich nach Ihrem Gewissen hätten entscheiden und die Richtigkeit der Neuen Medizin hätten prüfen lassen müssen, wurden durch die weltweit befolgte Anordnung Schneersons gezwungen, Desinteresse zu heucheln, wohlgemerkt: sehr wohl wissend, dass 100 Millionen jüdische Patienten auf der ganzen Welt diese germanische Neue Medizin praktizieren und z.B. im Falle einer Krebserkrankung mit 98%igem Erfolg mit dieser Neuen germanischen Medizin überlebt haben. Die Niedertracht und die Skrupellosigkeit des religiösen Wahns Ihrer Glaubensbrüder sprengt jedes Maß an Vorstellungskraft für Verbrechen. Es sind ja auch nicht nur ein paar Mitglieder, z.B. der jüdischen Oberloge B´nai B´rith, die jeden Logenmeister jeder Loge stellen, sondern in den letzten 20 Jahren hat jede jüdische praktizierende Familie daraus den Nutznieß gezogen, d.h. einer oder mehrere Mitglieder haben – heimlich – durch die Neue germanische Medizin überlebt. Und jede jüdische Familie hat Mitglieder ihrer nichtjüdischen Nachbarn an Krebs sterben lassen, denen diese Juden sehr gut hätten helfen können; aber aus religiösem Wahn nicht helfen durften. Solche Nachbarn kann man doch nur noch als Monster bezeichnen. Herr Oberrabbi Denoun-Danow, ich biete Ihnen eine Möglichkeit an: kommen Sie nach Spanien und zwar möglichst mit Vollmachten und lassen Sie uns über dieses Megaverbrechen Ihrer Glaubensbrüder sprechen. Nur eins müssten Sie dabei wissen: zu bestechen ist der Hamer durch nichts und niemanden auf dieser Welt. In diesem Sinne. Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer P.S.: Es stellt ja wohl keine Verletzung des Arztgeheimnisses dar, wenn ich Ihnen folgendes wieder in Erinnerung rufe: Wie Sie sich erinnern, war ich ja gegen die Applikation von 8 mg Prednisolon i.v. alle 2 Stunden bei Ihrem Bruder. Aber Ihr Bruder aus Marseille, der ja Arzt ist, ließ sich davon nicht abbringen. Heute weiß ich, dass das Cortison in solchen Fällen beim sog. "Syndrom" eine paradoxe Wirkung hat: d.h. statt auszuschwemmen, wird noch viel mehr Wasser eingelagert. Hätten wir alle zusammen gearbeitet, anstatt dass Ihre Kollegen die Neue germanische Medizin für uns Germanen und alle Nichtjuden blockiert haben, dann hätten wir viel effizienter und rascher diese Dinge herausfinden können. Vielleicht hätte Ihr armer Bruder, der ja dann 3 Wochen später, am 18.05.86 starb, ohne Cortison nicht sterben müssen. Drei Dinge will ich Ihnen noch berichten, die vor Ihrer Haustüre in Paris und Chambery von Ihren jüdischen Freunden und Rabbiner-Kollegen begangen worden sind. 1. Wir sind von unserer Cheftage angewiesen worden, über die Familie Hamer nichts außer nur was Schlechtes zu berichten! 1979, also noch 2 Jahre vor der Entdeckung der Neuen Medizin, besuchte ich den jüdischen Chef des Springer-Auslandsdienstes in Paris, Herrn Weißenberger. Ich fragte Ihren Synagogen-Freund Weißenberger, warum er nur niederträchtige negative Artikel über die Familie Hamer schreibe, dagegen über den Mörder unseres Dirk, den jüdischen Prinzen Savoien nur nette. Nachdem Herr Weißenberger zuerst seinen Assistenten aus dem Zimmer geschickt hatte, sagte er mir: "Herr Dr. Hamer, Sie sind eigentlich ein netter Mensch und Ihre Familie wäre eigentlich eine Vorzeigefamilie: beide Eltern Ärzte, 4 wohlgeratene hübsche Kinder. Aber Sie sind nun mal der Feind der europäischen Königshäuser, weil Sie nicht auf einen Prozess verzichten. Gegen einen solchen Prinzen (P2) bekommt man keinen Prozess. Und deshalb haben wir von der obersten Springerverlags-Chefetage die Weisung, über die Familie Hamer nur Schlechtes zu schreiben. Wenn Sie den Nobelpreis bekämen, würden wir mit Sicherheit keine Zeile darüber verlieren. Wenn Sie aber in einem Supermarkt eine Tafel Schokolade geklaut hätten, garantiere ich Ihnen, dass Sie in 10 cm großen Buchstaben auf der 1. Seite der Bildzeitung stehen würden: Dr. HAMER: ‚Ich bin ein Dieb’". 2. Rabbiner-Gerichtsrichter Colomb; Wir haben ein Dubium: der Prinz ist unschuldig! Im November 1991 waren die Vorbereitungen abgeschlossen für einen der spektakulärsten Schauprozesse eines Rabbinergerichtes Ihrer Freunde und Kollegen in Paris, wie Israel Shahak es in seinem Buch "Jüdische Geschichte – Jüdische Religion" (Lühe-Verlag) beschreibt. Der Proselyt Mitterand hatte eigens für diesen Prozess eine neue Gerichtskammer aus jüdischen Richtern (Colomb, David, Jordan) konstituiert. Für die Geschworenen war das jüdische Quartier (Viertel) an der Reihe. Das Rabbinergericht sollte den jüdischen Prinzen Savoien vom Mord freisprechen. Der vorsitzende Rabbinerrichter Colomb empfahl seinem Freund (= Duzfreund von Mitterand), dem Großmeister der Verbrecherloge P2, Waffenhändler, früheren Freund des Schah Resa Puch Lewi (= glücklicher kräftiger Lewi), dem Mörder meines Sohnes Dirk, er solle doch sein schriftliches Geständnis einfach zurückziehen. Das tat der Prinz Savoien abgesprochenermaßen mit Freuden. Sodann konstruierte der Rabbinerrichter selbst ein Szenario: Es könnte doch rein theoretisch möglich sein, dass in der Sekunde der beiden Schüsse aus dem Karabiner K2, deren Flugbahn von ca. 7 Metern man fast auf den Zentimeter rekonstruieren konnte, dass also in der Sekunde der beiden Schüsse ein weiterer Schütze aus dem Wasser aufgetaucht sei, ins Schlauchboot des Prinzen Savoien gesprungen sei (ohne, dass es dabei zum Schwanken gekommen sei) und ebenfalls 2 Schüsse in der gleichen Sekunde wie der Prinz abgefeuert habe, aus dem gleichen Karabiner, mit dem gleichen Kaliber, in die gleiche Flugbahn, danach wieder weggetaucht sei. Zufällig habe das niemand der 30 Umstehenden, die in 10 Meter Entfernung der Heldentat des Prinzen zuschauten, gesehen. Es war bereits weitgehend hell und außerdem hatte Marina Daria, seine Komplizin, das Fernlicht ihres Geländewagens auf die Szene gerichtet. Natürlich, so gab Rabbiner-Richter Colomb zu, sei die rein theoretische Möglichkeit nur mit 1:10 Millionen oder weniger zu bewerten. Aber dann erhob sich der Rabbiner-Richter und verkündete theatralisch: "Wir haben ein dubium – in dubio pro reo – der angeklagte Prinz ist unschuldig." Die Abstimmung durch die jüdischen Geschworenen war reine Formsache.Nach diesem Rabbiner-Schwindelgerichtsurteil gilt seine Durchlaucht, der Mörder meines Sohnes, jetzt als "unschuldig". Das haben Sie ja alles aus nächster Nähe miterlebt, denn soviel ich erfahren habe, ist Rabbiner-Richter Colomb (= Taube) ja ein Kollege von Ihnen. Der Mörder meines Sohnes, der Chef der Verbrecherloge P2 ist, wurde in diesem Jahr vom italienischen Parlament und Senat auf Wunsch seines Logenbruders Berlusconi (hebräisch: großer Lukassohn) ins Land gebeten.Einen Tag vor Weinachten wurde der Mörder samt Komplizin mit großer Herzlichkeit und Umarmung vom jüdischen Papst Woityla-Katz (Katz = Khan Zadok) Johannes P2 empfangen. Seinen eigenen Attentäter Ali Aksha lässt er dagegen seit vielen Jahren genüsslich im Gefängnis schmachten. Jedes Jahr vergibt er ihm aufs Neue. 3. In Chambery; 1½ Jahre Gefängnis ohne Bewährung durch Rabbinergericht wegen: Einmaligen Telefonierens von Deutschland nach Frankreich (Inhalt: "Ihr könnt mir die CT´s schicken, ich schaue sie mir an") 7 Jahre internationaler Haftbefehl. Herr Denoun-Danow, Sie kennen mich: Ich bin weder ein Rassist oder Antisemit (wäre auch unsinnig, denn die Juden sind ja keine "Semiten", die es gar nicht gibt, sondern zu 95% Khasaren, also Turk-Mongolen). Ich bin einfach nur ein unbestechlicher Tribun meiner Patienten, aller Patienten dieser Welt. Sie könnten meinen, Sie brauchten nicht zu antworten. Aber heute wären Sie wahrscheinlich sehr froh, wenn wir noch bei 1986 wären und Sie den Mord an 2 - 3 Milliarden unschuldiger Nichtjuden rückgängig machen könnten. So würden Sie eines Tages froh sein, wenn Sie dieses vielleicht letzte Angebot ergriffen hätten, anstatt weitere Millionen Nichtjuden umbringen zu lassen. Die Wut der Nichtjuden wächst ins Unermeßliche. Fine citazione.</ref> ==Altre affermazioni con un contenuto anti-ebrei== *Hamer an Oberrabbi Schneerson, 22.06.1986 - Ihre Order, die Neue Medizin anzuwenden: ...Ihre Freimaurerlogen haben seit 5 Jahren das grausigste Verbrechen der Menschheitsgeschichte begangen durch den Boykott der Entdeckung der EISERNEN REGEL DES KREBS. Für Hunderte von Millionen ärmster Menschen bedeutete das einen qualvollen Tod. Die Freimaurerlogen und Israel, in dessen Diensten alle diese Freimaurerlogen "am Tempel" Zions" arbeiten, haben die Verantwortung und die Kollektivschuld für dieses schlimmste Verbrechen der gesamten Menschheitsgeschichte zu übernehmen.... *Hamer, 14.05.2001 - öffentliche Erklärung: ...Wenn man, wie ich als Theologe, weiss, dass die ganze jüdische Religion - vor allem die jüdisch-orthodoxe Religion - praktisch nur aus Hass auf die Nichtjuden besteht (Talmud), deren vollständige Vernichtung quasi als Voraussetzung für das messianische Reich der Juden angesehen wird, dann versteht man erst, welch grosses Interesse daran besteht, mich - mitsamt der Neuen Medizin - zu vernichten... *Hamer an Fürstin Schwarzenberg, 12.10.2001 - Eines Tages wirst Du Dich unsagbar schämen...Welche Gesellschaftsordnung meinst du denn beiläufig? Meinst du die, die in Israel für Israelis und weltweit schon seit 20 Jahren Neue Medizin praktiziert, geheim und selbstkritisch mit 98% Überlebensrate? Oder meinst du die Gesellschaftsordnung für die Nichtjuden in der übrigen Welt, die mit Hilfe der Presse wie Schafe in Schlachthäuser, sprich Krankenhäuser dirigiert und mit Chemo und Morphium systematisch dezimiert werden?... *Hamer an Israel Shahak, 28.11.2002 - Das Verbrechen durch den talmudischen Hass: ...Die Herren glauben anscheinend, sie könnten durch Schweigen noch aus der Sache herauskommen, dabei morden sie jeden Tag weiter, allein in Deutschland werden jeden Tag 1000 Nichtjuden von Ihren Glaubensbrüdern geschächtet... *Dalla pagina web www.neue-medizin.de Neues von Hamer am 26.02.06: ...Nachdem ich aus sicherer Quelle erfahren und auch das auch publik gemacht habe, dass der Richter Bessy aus Chambery (der mich aufgrund einer Lüge mit einem internationalen Haftbefehl nach Frankreich verschleppt hat), gleichzeitig der Chef der rabbinischen Talmudschule bei Chambery und der ranghöchste Rabbiner Frankreichs ist, wurde die Sache so unendlich peinlich, zumal es ja immer nur darum gegangen war, dass ich die Germanische Neue Medizin abschwören und sie ... und Co. überlassen sollte. *[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2003/20030607_Hamer_an_VGSig.htm] *[http://web.archive.org/web/20040307100246/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2003/20030605_Hamer_an_VGSig.htm] *[http://web.archive.org/web/20040307100537/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2003/20031207_Hamer_TodDirk.htm] *[http://web.archive.org/web/20040307101256/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2004/20040101_Hamer_an_Freunde.htm] *[http://web.archive.org/web/20040229174253/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20011224_Hamer_an_Schwarzenberg.htm] *[http://web.archive.org/web/20040229174819/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20011012ha.htm] *[http://web.archive.org/web/20030825001853/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20010903ha.htm] *[http://web.archive.org/web/20040229174350/pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20010514ham.htm] ==Riferimenti(*)== <references/> ==Dichiarazione di responsabilità degli autori== '''Gli autori di questi articoli si dissocianno dalle opinioni espresse da Hamer. Le citazioni contenute nei testi hanno solo il fine di documentazione.''' [[category:Nuova Medicina Germanica]] 72f4b61d3ae2526312c3eee246b859265fbc2fa5 Iwan Götz 0 10 18 2009-12-12T16:25:00Z WikiSysop 1 Creata pagina con '[[image:Iwangoetz.jpg|Iwan (Wanja) Götz|thumb]] '''Iwan Götz''' (soprannominato Esra Iwan Götz o Wanja Sibirjak, nato il 28.09.1947) è un berlinese di origine russa (è nato …' wikitext text/x-wiki [[image:Iwangoetz.jpg|Iwan (Wanja) Götz|thumb]] '''Iwan Götz''' (soprannominato Esra Iwan Götz o Wanja Sibirjak, nato il 28.09.1947) è un berlinese di origine russa (è nato a Nowosibirsk, in Siberia) e si muove nella scena della [[Nuova Medicina Germanica]], dei “governi commissari del Deutsches Reich”, delle cure alternative “psichiche” e del revisionismo politico che nega l’esistenza dell’olocausto. ==Le sue dichiarazioni== [[image:Goetz11.jpg|timbro fatto da Götz|thumb]] [[image:Goetz8.jpg|''non sono ebreo''. fonte: Inauguraladresse XI|left|thumb]] [[image:Goetz20.jpg|thumb]] [[image:Goetz21.jpg|la tessera contrafatta|thumb]] Secondo quanto afferma egli stesso, sua madre sarebbe stata deportata dalla Germania in Siberia (Russia) nel 1946, e lui avrebbe passato i suoi primi 22 anni in Siberia. Sarebbe poi diventato fabbro. Götz afferma di essere il figlio di un generale del KGB, e sarebbe poi diventato lui stesso agente del KGB con il nome fittizio di “Grigori” <ref>http://www.mfs-insider.de/Presse/Grigori1.htm</ref>. In qualità di Grigori avrebbe prelevato alcuni bambini dagli asili infantili della DDR per offrirli a politici di spicco, pedofili, dell’Occidente, e sarebbe anzi giunto in contatto con l’assassino e pedofilo belga Marc Dutroux. All’inizio del 1969 sarebbe giunto nella DDR e sarebbe diventato interprete e detective privato nella “Siberian Scout”. Dopo la caduta della DDR, ha accusato molti politici di essere pedofili e di aver stuprato bambini. Tra questi: Jörg Schönbohm, Ole von Beust <ref>*httpx://unglaublichkeiten.org/unglaublichkeiten/htmlphp2/u2_0739Kinderschaender.html</ref>, Johannes Rau (ex presidente dello Stato), Kuno Böse, Rainer Eppelmann e Richard von Weizsäcker (un altro ex presidente dello Stato). Götz si è però meravigliato che le sue accuse non hanno interessato la giustizia tedesca. Accuse simili sono state avanzate da una certa Janett Seemann, anch’essa proveniente dall’ambiente politico di destra come Götz. Götz la considera una “compagna di battaglia” L’antisemita Götz si autonomina in pubblico “ebreo” e “rabbino superiore”. Allo stesso tempo, però, nega di essere un ebreo in diversi suoi testi <ref> Götz Iwan: Inauguraladresse XI S. 27.</ref>, che pubblica sulle pagine web di un membro del partito di estrema destra NPD di Mittweida (Sassonia) su internet. Götz afferma di essere membro della comunità ebrea della città di Halle (“Synagogengemeinde Halle”) e a questo proposito mostra su internet una tessera contraffatta. Si vede che manca il numero di registrazione. Secondo le informazioni fornite dalla Synagogengemeinde Halle, Götz non è mai stato membro -e non lo è tuttora- di questa comunità <ref>http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/showtopic.php?threadid=4833</ref>. Anche la “Union Progressiver Juden in Deutschland e.V.” (Associazione degli ebrei progressisti in Germania) ha dichiarato in un comunicato pubblico del 9.1.2008 <ref>Unione degli ebrei progressisti in Germania e.V. Diesterwegstraße 7 D - 33604 Bielefeld 9.1.2009 Dichiarazione della European Region della World Union for Progressive Judaism e della Union progressiver Juden in Deutschland Nel internet appare un 'rabbino superiore Dr. Esra Iwan Götz' con propaganda antisemita e antizionista. Sostiene di essere membro della World Union for Progressive Judaism e di essere membro della Synagogengemeinde zu Halle. A questo proposito, la European Region della World Union for Progressive Judaism (WUPJ) e la sua organizzazione subordinata tedesca, la Union der progressiven Juden in Deutschland (UPJ) dichiarano: 1. Dr. Esra Iwan Götz non fa parte della World Union for progressive Judaism. Non e' autorizzato di usare l'emblema [Logo] della European Region della (WUPJ) nelle sue lettere. So stati iniziati le procedure legali per interdirgli l'uso. 2. Dr. Esra Iwan Götz non fa parte di una istituzione rabbinica della WUPJ o sarebbe stato acettato da una tale come 'rabbino superiore'. La WUPJ e la Union progressiver Juden non sono a conoscenza di un altra istituzione ebraica o autorita, che avrebbe lasciato il titolo di rabbino al Dr. Esra Iwan Götz o gli avrebbe conferito un compito ufficiale come 'rabbino superiore'. Visto che il titolo 'rabbino' o 'rabbino superiore' non e protetto per legge in Germania, non esistono mezzi legali di impedire al signor Götz l'uso fuorviante di questi titoli. 3. La Synagogengemeinde zu Halle, membro della Union progressiver Juden in Deutschland, e che per questo motivo fa anche parte della European Region della World Union for Progressive Judaism, ha dichiarato la seguente a proposito della allegazione del signor Götz di essere membro della Synagogengemeinde e della tessera mostrata: ''il signor Dr. Götz e stato ospite delle messe della nostra communita per alcune volte, le messe essendo aperte anche per i non-membri che si annunciano in anticipo. Il signor Dr. Götz non e membro della Synagogengemeinde Halle e non lo e mai stato. La tessera e fuorviante. Apparentemente e stata contraffatta usando una tessera in bianco del 14.4.2004. 4. La European Region della World Union for Progressive Judaism e la Union progressiver Juden in Deutschland si sissociano dalla propaganda antisemita e antizionista del signor Götz. Si aspettano dalle autorita tedesche un esame di queste pubblicazioni per verificare se i delitti di 'istigazione all'odio tra i popoli' e la negazione dell'olocausto sono avvenuti, e si aspettano atti appropri contro la loro distribuzione. </ref><ref>UNION PROGRESSIVER JUDEN IN DEUTSCHLAND E.V. Diesterwegstraße 7 D - 33604 Bielefeld Erklärung der European Region der World Union for Progressive Judaism und der Union progressiver Juden in Deutschland Im Internet tritt ein „Oberrabbiner Dr. Esra Iwan Götz“ mit antisemitischer und antizionistischer Propaganda auf. Dabei behauptet er, zur World Union for Progressive Judaism zu gehören und Mitglied der Synagogengemeinde zu Halle zu sein. Hierzu stellen die Europäische Region der World Union for progressive Judaism (WUPJ) und ihre deutsche Unterorganisation, die Union der progressiven Juden in Deutschland (UPJ), fest: 1. Dr. Esra Iwan Götz gehört der World Union for progressive Judaism nicht an. Er ist nicht berechtigt, das Logo der Europäischen Region der WUPJ in seinem Briefkopf zu führen. Die rechtlichen Schritte, ihm dies wirksam zu untersagen, werden eingeleitet. 2. Dr. Esra Iwan Götz gehört keiner rabbinischen Institution der WUPJ an oder ist von einer solchen als „Oberrabbiner“ anerkannt worden. Der WUPJ und der Union progressiver Juden ist auch keine andere jüdische Institution oder Autorität bekannt, die Dr. Esra Iwan Götz den Rabbinertitel verliehen oder ihn als Oberrabbiner in ein Amt eingesetzt hat. Da die Titel „Rabbiner“ oder „Oberrabbiner“ in Deutschland nicht gesetzlich geschützt sind, gibt es keine rechtliche Handhabe, Herrn Götz die irreführende Verwendung dieser Titel zu untersagen. 3. Die Synagogengemeinde zu Halle, die Mitglied der Union progressiver Juden in Deutschland ist und damit zur Europäischen Region der World Union for Progressive Judaism gehört, hat zu der von Herrn Götz erhobenen Behauptung, er sei Mitglied der Synagogengemeinde, sowie zu dem veröffentlichten, auf Dr. Iwan Götz lautenden Mitgliedsausweis der Gemeinde erklärt: „Herr Dr. Götz war einige Male Gast in unseren Gottesdiensten, die auch gemeindefremden Personen, die sich anmelden, offen stehen. Herr Dr. Götz ist nicht Mitglied der Synagogengemeinde Halle und ist dies auch niemals gewesen. Der Ausweis ist irreführend. Er wurde offensichtlich auf einem Blankoformular am 14.4.2004 ausgestellt.“ 4. Die Europäische Region der WUPJ und die Union progressiver Juden in Deutschland distanzieren sich von der antisemitischen und antizionistischen Propaganda von Herrn Götz. Sie erwarten von deutschen Behörden, diese Veröffentlichungen auf die Straftatbestände der Volksverhetzung bzw. der Holocaustleugnung zu prüfen und entsprechende Maßnahmen gegen ihre Verbreitung zu unternehmen.</ref><ref>http://reichling.wordpress.com/2009/01/10/erklarung-der-union-progessiver-juden-in-deutschland-zu-gotz/</ref>, che Götz non è mai stato membro della Synagogengemeinde Halle e non è o è stato membro della UPJD o della WUPJ internazionale. La WUPJ e la UPJD non conoscono alcuna istituzione ebraica o autorità che potrebbero aver rilasciato a Götz il titolo di “rabbino” o “rabbino superiore”. Dal momento che il titolo di “rabbino” e “rabbino superiore” non sono titoli protetti da alcuna legge tedesca, non esistono possibilità giuridiche per impedire a Götz di usare questi titoli in pubblico in modo fuorviante. Anche il sedevacantista ed ultraconservatore tedesco Rolf Hermann Lingen cita Götz nei suoi scritti su internet <ref>http://www.kirchenlehre.com/goetz.htm</ref>. Alcuni pamphlet di Götz sono stati stampati dalla casa editrice di destra Franken Bücher Verlag, che oggi è chiamata Andromeda Buchversand. ==Attività come antisemita e negatore dell’Olocausto== [[image:Goetz18.jpg|thumb]] Götz è stato condannato in passato secondo l’articolo 130 del codice penale tedesco (“istigazione all’odio tra i popoli”) e il giorno 26.1.09 sarà processato di nuovo per tale reato. Alla fine del 2006 aveva distribuito a Berlino alcuni volantini con un contenuto antisemita <ref>http://freeweb.dnet.it/antifhain/chronik.htm</ref>. Solo dalla zona di Charlottenburg-Wilmersdorf sarebbero giunte 20 denunce contro questi volantini. Secondo la polizia di Berlino potrebbe essere “non punibile” per i suoi reati: questo fa pensare che possa essere affetto da una grave malattia mentale. Götz afferma che nel dicembre del 2006 sarebbe stato membro di una conferenza sull’olocausto a Teheran, in Iran. All’inizio del 2007 Götz ha tenuto una conferenza insieme con un certo Michael Wegner in un ristorante-bar di Stralsund, parlando della “lotta del governo tedesco contro il proprio popolo”. Erano stati invitati, come spettatori paganti, alcune personalità dell’economia locale, come l’assessore locale per l’ordine pubblico di Stralsund Dirk Bierwerth e perfino alcuni poliziotti. L’organizzatore era una certa “ICG Industry Consulting Group” -una presunta associazione internazionale non-commerciale- che agirebbe per “informare in modo diverso dai mass media, che sono manipolati e controllati”, e che agirebbe senza essere influenzata da un intontimento controllato deliberatamente da tali media. Come referenti erano stati indicati solo i membri di questa presunta associazione ICC. La pagina web della ICC (ora cancellata) mostrava un testo di Götz nel quale affermava che “gli ebrei succhierebbero centinaia di miliardi di euro dal popolo tedesco, usando la bugia propagandistica dello sterminio di massa degli ebrei”. Götz, nella sua relazione nel ristorante-bar e davanti alle camere del network TV NDR, negava l’Olocausto degli ebrei europei: «la notte dei cristalli è stata organizzata degli ebrei (…) ma l’Olocausto non è mai esistito! È stato qualcosa che si sono inventati loro», ha affermato nella registrazione della TV NDR. Per le persone presenti, tuttavia, queste parole non sono state un buon motivo per intervenire. Il capo dell’assessorato per l’ordine pubblico Bierwerth ha affermato, durante la stessa registrazione, che si trattava di «una teoria molto interessante. Non dico di più… lo ascolto, ho letto parecchie cose a questo proposito, ed ero molto interessato a saperne di più» <ref>http://www.dradio.de/dlf/sendungen/hintergrundpolitik/725327/</ref>. La sua indifferenza a tutto ciò gli è costata il posto di lavoro, visto che non era intervenuto <ref> Nordkurier vom 19.01.2007 http://www.links-lang.de/presse/5227.php</ref><ref>http://www.links-lang.de/presse/5231.php</ref><ref>http://www.ostseezeitung.de/archiv.phtml?</ref>. La pubblica accusa ha intentato causa a Götz e confiscato il nastro del NDR. Il processo averra il giorno 26.1.2009 a Anklam. ==Relazioni con Ryke Geerd Hamer== [[image:Goetz10.jpg|thumb|left]] [[image:Goetz23.jpg|thumb]] Götz viene descritto da [[Ryke Geerd Hamer (italiano)|Ryke Geerd Hamer]], l’inventore della Nuova Medicina Germanica, come un “rabbino migrante” (Wanderrabbiner) e “rabbino superiore” (Oberrabbiner), e lo cita come testimone per le proprie affermazioni antisemitiche e pseudomediche. Seguendo tali convinzioni, il 17.12.2008 Götz ha firmato a Sandefjord -insieme con altre persone- un documento nel quale viene dichiarato assurdamente che tutti i rabbini e gli oncologi ebrei del mondo sarebbero al corrente che la dottrina hameriana sarebbe giusta, e che tutti i pazienti ebrei si curerebbero con tale metodo. Invece, questo non avverrebbe nel caso di pazienti non-ebrei, e ciò avrebbe condotto al genocidio di 20 milioni di pazienti. Ovviamente non vengono mostrate prove per tali affermazioni. Il documento è stato pubblicato su internet dal suo fedele aderente alla dottrina hameriana Helmut Pilhar, nonché tradotto anche in italiano sul sito della “Secondo Natura S.r.l.”, ex “Amici di Dirk S.r.l.”, dietro la quale opererebbe l’associazione Alba guidata dall’ex barista Marco Pfister. Secondo quanto riportato da un blogger svizzero, Hamer avrebbe cercato -invano- di trovare nel Talmud indizi per le sue idee <ref>http://www.kabbala-akademie.ch/index.php?menu_id=121&main_menu_id=2&blog=1</ref>. Secondo Götz, nel Talmud si troverebbe la prova che la terapia della Nuova Medicina Germanica vada negata ai pazienti non-ebrei. Il Talmud (Mischna e Gemara) è stato però scritto diversi secoli fa, ben prima dell’invenzione della Nuova Medicina Germanica. Anche la ricerca condotta da Hamer sull’intero testo intero del Mischnajoth (il blogger aveva mandato il testo ad Hamer) non ha portato ad individuare alcuna prova per le sue affermazioni. Secondo Hamer, Götz sarebbe l’unico rabbino superiore della Germania e avrebbe lavorato con l’agente del KGB Vladimir Putin. Secondo Hamer, Putin e Götz sarebbero da considerare agenti ebrei del KGB di altissimo livello, e sarebbero stati informati dei presunti crimini perpetrati verso i pazienti non-ebrei. In Germania, i fedeli della Nuova Medicina Germanica hanno avanzato dubbi fin da subito sull’autenticità del presunto rabbino antisemita. La presentazione del falso rabbino da parte di Hamer e Pilhar ha avuto come risultato una dissociazione da Hamer in tutti i tre forum tedeschi a favore della NMG. Viene addirittura avanzata l’ipotesi complottista che Götz sia un “agente infiltrato” che compie gesti massonici per danneggiare l’immagine di Hamer. ==Altre attività== Götz è anche apparso come traduttore di un film russo a proposito di Neuschwabenland per la web-tv di Erscheinung “Secret-TV”, che si occupa di teorie del complotto. La Neuschwabenland è una di queste, secondo la quale le SS sopravvissute alla fine della seconda Guerra Mondiale si sarebbero rifugiate nel continente antartico, in una regione detta appunto “Neuschwabenland”, ovvero “Nuova Svevia”) <ref>Secret-TV Video Neuschwabenland Ahnenerbe Movie-ID</ref>. Götz in passato si è considerato ministro degli affari esteri dello “Stato libero di Sassonia” <ref>http://www.krr-faq.net/archiv05.php</ref>, nel governo fittizio di un certo Olaf Thomas Opelt. Inoltre si era nominato ambasciatore speciale dello “Stato del Regno Libero di Prussia” (Sonderbotschafter des Reichslandes Freistaat Preußen) e nel 2008 fu eletto con 39 voti come presidente del Volks-Bundesrath (una specie di parlamento fittizio di un altrettanto fittizio Regno), ma dopo poco tempo è stato poi destituito da tale “carica”, sempre con 39 voti su un totale di 39. ==Citazioni== «È il nostro compito numero uno: liberare i patrioti tedeschi Dr. Ryke Geerd Hamer, Ernst Günter Kögel e Ernst Zündel dalle mani dei Neonazisti. I loro mercenari hanno imprigionato questi uomini all’interno delle “istituzioni ebraiche di sterminio” JVA dove, secondo i manipolatori, devono morire» (nota bene: secondo il gergo di Götz, Neonazisti significa “sionisti nazionali”, e non si riferisce affatto agli esponenti dell’estrema destra) ==Biografia criminale== Secondo quanto afferma egli stesso, Götz è stato condannato numerose volte in Germania: *tre anni a piede libero per istigazione all’odio tra i popoli *per truffa (Amtsgericht Bergheim AZ:43 Ds 554/05) *due volte per diffamazione di un giudice durante i processi *uso illecito del titolo dottore: condanna a 8 mesi a piede libero *ricettazione: aveva venduto una macchina rubata *possesso illegale di armi a fuoco: sei mesi a piede libero *contraffazione di documenti: aveva mostrato una carta di identità falsa, nella quale pretendeva di essere un cittadino del fittizio Regno Tedesco (Deutsches Reich) - sentenza Amtsgericht Berlin-Tiergarten Ds 45 Js 16 09/04) Le sue frequenti condanne hanno destato il sospetto che Götz possa essere affetto da una malattia mentale. Di conseguenza è stato esaminato almeno due volte da uno psichiatra. Ha dovuto restituire la patente di guida “per sospetta malattia mentale”. Un giudice ha tentato di imporgli un tutore, ma invano. ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] 5452ad9cba6438e94601bf99c71e6071898f6572 19 18 2009-12-12T16:25:30Z WikiSysop 1 /* Relazioni con Ryke Geerd Hamer */ cop da NMWIKI wikitext text/x-wiki [[image:Iwangoetz.jpg|Iwan (Wanja) Götz|thumb]] '''Iwan Götz''' (soprannominato Esra Iwan Götz o Wanja Sibirjak, nato il 28.09.1947) è un berlinese di origine russa (è nato a Nowosibirsk, in Siberia) e si muove nella scena della [[Nuova Medicina Germanica]], dei “governi commissari del Deutsches Reich”, delle cure alternative “psichiche” e del revisionismo politico che nega l’esistenza dell’olocausto. ==Le sue dichiarazioni== [[image:Goetz11.jpg|timbro fatto da Götz|thumb]] [[image:Goetz8.jpg|''non sono ebreo''. fonte: Inauguraladresse XI|left|thumb]] [[image:Goetz20.jpg|thumb]] [[image:Goetz21.jpg|la tessera contrafatta|thumb]] Secondo quanto afferma egli stesso, sua madre sarebbe stata deportata dalla Germania in Siberia (Russia) nel 1946, e lui avrebbe passato i suoi primi 22 anni in Siberia. Sarebbe poi diventato fabbro. Götz afferma di essere il figlio di un generale del KGB, e sarebbe poi diventato lui stesso agente del KGB con il nome fittizio di “Grigori” <ref>http://www.mfs-insider.de/Presse/Grigori1.htm</ref>. In qualità di Grigori avrebbe prelevato alcuni bambini dagli asili infantili della DDR per offrirli a politici di spicco, pedofili, dell’Occidente, e sarebbe anzi giunto in contatto con l’assassino e pedofilo belga Marc Dutroux. All’inizio del 1969 sarebbe giunto nella DDR e sarebbe diventato interprete e detective privato nella “Siberian Scout”. Dopo la caduta della DDR, ha accusato molti politici di essere pedofili e di aver stuprato bambini. Tra questi: Jörg Schönbohm, Ole von Beust <ref>*httpx://unglaublichkeiten.org/unglaublichkeiten/htmlphp2/u2_0739Kinderschaender.html</ref>, Johannes Rau (ex presidente dello Stato), Kuno Böse, Rainer Eppelmann e Richard von Weizsäcker (un altro ex presidente dello Stato). Götz si è però meravigliato che le sue accuse non hanno interessato la giustizia tedesca. Accuse simili sono state avanzate da una certa Janett Seemann, anch’essa proveniente dall’ambiente politico di destra come Götz. Götz la considera una “compagna di battaglia” L’antisemita Götz si autonomina in pubblico “ebreo” e “rabbino superiore”. Allo stesso tempo, però, nega di essere un ebreo in diversi suoi testi <ref> Götz Iwan: Inauguraladresse XI S. 27.</ref>, che pubblica sulle pagine web di un membro del partito di estrema destra NPD di Mittweida (Sassonia) su internet. Götz afferma di essere membro della comunità ebrea della città di Halle (“Synagogengemeinde Halle”) e a questo proposito mostra su internet una tessera contraffatta. Si vede che manca il numero di registrazione. Secondo le informazioni fornite dalla Synagogengemeinde Halle, Götz non è mai stato membro -e non lo è tuttora- di questa comunità <ref>http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/showtopic.php?threadid=4833</ref>. Anche la “Union Progressiver Juden in Deutschland e.V.” (Associazione degli ebrei progressisti in Germania) ha dichiarato in un comunicato pubblico del 9.1.2008 <ref>Unione degli ebrei progressisti in Germania e.V. Diesterwegstraße 7 D - 33604 Bielefeld 9.1.2009 Dichiarazione della European Region della World Union for Progressive Judaism e della Union progressiver Juden in Deutschland Nel internet appare un 'rabbino superiore Dr. Esra Iwan Götz' con propaganda antisemita e antizionista. Sostiene di essere membro della World Union for Progressive Judaism e di essere membro della Synagogengemeinde zu Halle. A questo proposito, la European Region della World Union for Progressive Judaism (WUPJ) e la sua organizzazione subordinata tedesca, la Union der progressiven Juden in Deutschland (UPJ) dichiarano: 1. Dr. Esra Iwan Götz non fa parte della World Union for progressive Judaism. Non e' autorizzato di usare l'emblema [Logo] della European Region della (WUPJ) nelle sue lettere. So stati iniziati le procedure legali per interdirgli l'uso. 2. Dr. Esra Iwan Götz non fa parte di una istituzione rabbinica della WUPJ o sarebbe stato acettato da una tale come 'rabbino superiore'. La WUPJ e la Union progressiver Juden non sono a conoscenza di un altra istituzione ebraica o autorita, che avrebbe lasciato il titolo di rabbino al Dr. Esra Iwan Götz o gli avrebbe conferito un compito ufficiale come 'rabbino superiore'. Visto che il titolo 'rabbino' o 'rabbino superiore' non e protetto per legge in Germania, non esistono mezzi legali di impedire al signor Götz l'uso fuorviante di questi titoli. 3. La Synagogengemeinde zu Halle, membro della Union progressiver Juden in Deutschland, e che per questo motivo fa anche parte della European Region della World Union for Progressive Judaism, ha dichiarato la seguente a proposito della allegazione del signor Götz di essere membro della Synagogengemeinde e della tessera mostrata: ''il signor Dr. Götz e stato ospite delle messe della nostra communita per alcune volte, le messe essendo aperte anche per i non-membri che si annunciano in anticipo. Il signor Dr. Götz non e membro della Synagogengemeinde Halle e non lo e mai stato. La tessera e fuorviante. Apparentemente e stata contraffatta usando una tessera in bianco del 14.4.2004. 4. La European Region della World Union for Progressive Judaism e la Union progressiver Juden in Deutschland si sissociano dalla propaganda antisemita e antizionista del signor Götz. Si aspettano dalle autorita tedesche un esame di queste pubblicazioni per verificare se i delitti di 'istigazione all'odio tra i popoli' e la negazione dell'olocausto sono avvenuti, e si aspettano atti appropri contro la loro distribuzione. </ref><ref>UNION PROGRESSIVER JUDEN IN DEUTSCHLAND E.V. Diesterwegstraße 7 D - 33604 Bielefeld Erklärung der European Region der World Union for Progressive Judaism und der Union progressiver Juden in Deutschland Im Internet tritt ein „Oberrabbiner Dr. Esra Iwan Götz“ mit antisemitischer und antizionistischer Propaganda auf. Dabei behauptet er, zur World Union for Progressive Judaism zu gehören und Mitglied der Synagogengemeinde zu Halle zu sein. Hierzu stellen die Europäische Region der World Union for progressive Judaism (WUPJ) und ihre deutsche Unterorganisation, die Union der progressiven Juden in Deutschland (UPJ), fest: 1. Dr. Esra Iwan Götz gehört der World Union for progressive Judaism nicht an. Er ist nicht berechtigt, das Logo der Europäischen Region der WUPJ in seinem Briefkopf zu führen. Die rechtlichen Schritte, ihm dies wirksam zu untersagen, werden eingeleitet. 2. Dr. Esra Iwan Götz gehört keiner rabbinischen Institution der WUPJ an oder ist von einer solchen als „Oberrabbiner“ anerkannt worden. Der WUPJ und der Union progressiver Juden ist auch keine andere jüdische Institution oder Autorität bekannt, die Dr. Esra Iwan Götz den Rabbinertitel verliehen oder ihn als Oberrabbiner in ein Amt eingesetzt hat. Da die Titel „Rabbiner“ oder „Oberrabbiner“ in Deutschland nicht gesetzlich geschützt sind, gibt es keine rechtliche Handhabe, Herrn Götz die irreführende Verwendung dieser Titel zu untersagen. 3. Die Synagogengemeinde zu Halle, die Mitglied der Union progressiver Juden in Deutschland ist und damit zur Europäischen Region der World Union for Progressive Judaism gehört, hat zu der von Herrn Götz erhobenen Behauptung, er sei Mitglied der Synagogengemeinde, sowie zu dem veröffentlichten, auf Dr. Iwan Götz lautenden Mitgliedsausweis der Gemeinde erklärt: „Herr Dr. Götz war einige Male Gast in unseren Gottesdiensten, die auch gemeindefremden Personen, die sich anmelden, offen stehen. Herr Dr. Götz ist nicht Mitglied der Synagogengemeinde Halle und ist dies auch niemals gewesen. Der Ausweis ist irreführend. Er wurde offensichtlich auf einem Blankoformular am 14.4.2004 ausgestellt.“ 4. Die Europäische Region der WUPJ und die Union progressiver Juden in Deutschland distanzieren sich von der antisemitischen und antizionistischen Propaganda von Herrn Götz. Sie erwarten von deutschen Behörden, diese Veröffentlichungen auf die Straftatbestände der Volksverhetzung bzw. der Holocaustleugnung zu prüfen und entsprechende Maßnahmen gegen ihre Verbreitung zu unternehmen.</ref><ref>http://reichling.wordpress.com/2009/01/10/erklarung-der-union-progessiver-juden-in-deutschland-zu-gotz/</ref>, che Götz non è mai stato membro della Synagogengemeinde Halle e non è o è stato membro della UPJD o della WUPJ internazionale. La WUPJ e la UPJD non conoscono alcuna istituzione ebraica o autorità che potrebbero aver rilasciato a Götz il titolo di “rabbino” o “rabbino superiore”. Dal momento che il titolo di “rabbino” e “rabbino superiore” non sono titoli protetti da alcuna legge tedesca, non esistono possibilità giuridiche per impedire a Götz di usare questi titoli in pubblico in modo fuorviante. Anche il sedevacantista ed ultraconservatore tedesco Rolf Hermann Lingen cita Götz nei suoi scritti su internet <ref>http://www.kirchenlehre.com/goetz.htm</ref>. Alcuni pamphlet di Götz sono stati stampati dalla casa editrice di destra Franken Bücher Verlag, che oggi è chiamata Andromeda Buchversand. ==Attività come antisemita e negatore dell’Olocausto== [[image:Goetz18.jpg|thumb]] Götz è stato condannato in passato secondo l’articolo 130 del codice penale tedesco (“istigazione all’odio tra i popoli”) e il giorno 26.1.09 sarà processato di nuovo per tale reato. Alla fine del 2006 aveva distribuito a Berlino alcuni volantini con un contenuto antisemita <ref>http://freeweb.dnet.it/antifhain/chronik.htm</ref>. Solo dalla zona di Charlottenburg-Wilmersdorf sarebbero giunte 20 denunce contro questi volantini. Secondo la polizia di Berlino potrebbe essere “non punibile” per i suoi reati: questo fa pensare che possa essere affetto da una grave malattia mentale. Götz afferma che nel dicembre del 2006 sarebbe stato membro di una conferenza sull’olocausto a Teheran, in Iran. All’inizio del 2007 Götz ha tenuto una conferenza insieme con un certo Michael Wegner in un ristorante-bar di Stralsund, parlando della “lotta del governo tedesco contro il proprio popolo”. Erano stati invitati, come spettatori paganti, alcune personalità dell’economia locale, come l’assessore locale per l’ordine pubblico di Stralsund Dirk Bierwerth e perfino alcuni poliziotti. L’organizzatore era una certa “ICG Industry Consulting Group” -una presunta associazione internazionale non-commerciale- che agirebbe per “informare in modo diverso dai mass media, che sono manipolati e controllati”, e che agirebbe senza essere influenzata da un intontimento controllato deliberatamente da tali media. Come referenti erano stati indicati solo i membri di questa presunta associazione ICC. La pagina web della ICC (ora cancellata) mostrava un testo di Götz nel quale affermava che “gli ebrei succhierebbero centinaia di miliardi di euro dal popolo tedesco, usando la bugia propagandistica dello sterminio di massa degli ebrei”. Götz, nella sua relazione nel ristorante-bar e davanti alle camere del network TV NDR, negava l’Olocausto degli ebrei europei: «la notte dei cristalli è stata organizzata degli ebrei (…) ma l’Olocausto non è mai esistito! È stato qualcosa che si sono inventati loro», ha affermato nella registrazione della TV NDR. Per le persone presenti, tuttavia, queste parole non sono state un buon motivo per intervenire. Il capo dell’assessorato per l’ordine pubblico Bierwerth ha affermato, durante la stessa registrazione, che si trattava di «una teoria molto interessante. Non dico di più… lo ascolto, ho letto parecchie cose a questo proposito, ed ero molto interessato a saperne di più» <ref>http://www.dradio.de/dlf/sendungen/hintergrundpolitik/725327/</ref>. La sua indifferenza a tutto ciò gli è costata il posto di lavoro, visto che non era intervenuto <ref> Nordkurier vom 19.01.2007 http://www.links-lang.de/presse/5227.php</ref><ref>http://www.links-lang.de/presse/5231.php</ref><ref>http://www.ostseezeitung.de/archiv.phtml?</ref>. La pubblica accusa ha intentato causa a Götz e confiscato il nastro del NDR. Il processo averra il giorno 26.1.2009 a Anklam. ==Relazioni con Ryke Geerd Hamer== [[image:Goetz10.jpg|thumb|left]] [[image:Goetz23.jpg|thumb]] Götz viene descritto da [[Ryke Geerd Hamer]], l’inventore della Nuova Medicina Germanica, come un “rabbino migrante” (Wanderrabbiner) e “rabbino superiore” (Oberrabbiner), e lo cita come testimone per le proprie affermazioni antisemitiche e pseudomediche. Seguendo tali convinzioni, il 17.12.2008 Götz ha firmato a Sandefjord -insieme con altre persone- un documento nel quale viene dichiarato assurdamente che tutti i rabbini e gli oncologi ebrei del mondo sarebbero al corrente che la dottrina hameriana sarebbe giusta, e che tutti i pazienti ebrei si curerebbero con tale metodo. Invece, questo non avverrebbe nel caso di pazienti non-ebrei, e ciò avrebbe condotto al genocidio di 20 milioni di pazienti. Ovviamente non vengono mostrate prove per tali affermazioni. Il documento è stato pubblicato su internet dal suo fedele aderente alla dottrina hameriana Helmut Pilhar, nonché tradotto anche in italiano sul sito della “Secondo Natura S.r.l.”, ex “Amici di Dirk S.r.l.”, dietro la quale opererebbe l’associazione Alba guidata dall’ex barista Marco Pfister. Secondo quanto riportato da un blogger svizzero, Hamer avrebbe cercato -invano- di trovare nel Talmud indizi per le sue idee <ref>http://www.kabbala-akademie.ch/index.php?menu_id=121&main_menu_id=2&blog=1</ref>. Secondo Götz, nel Talmud si troverebbe la prova che la terapia della Nuova Medicina Germanica vada negata ai pazienti non-ebrei. Il Talmud (Mischna e Gemara) è stato però scritto diversi secoli fa, ben prima dell’invenzione della Nuova Medicina Germanica. Anche la ricerca condotta da Hamer sull’intero testo intero del Mischnajoth (il blogger aveva mandato il testo ad Hamer) non ha portato ad individuare alcuna prova per le sue affermazioni. Secondo Hamer, Götz sarebbe l’unico rabbino superiore della Germania e avrebbe lavorato con l’agente del KGB Vladimir Putin. Secondo Hamer, Putin e Götz sarebbero da considerare agenti ebrei del KGB di altissimo livello, e sarebbero stati informati dei presunti crimini perpetrati verso i pazienti non-ebrei. In Germania, i fedeli della Nuova Medicina Germanica hanno avanzato dubbi fin da subito sull’autenticità del presunto rabbino antisemita. La presentazione del falso rabbino da parte di Hamer e Pilhar ha avuto come risultato una dissociazione da Hamer in tutti i tre forum tedeschi a favore della NMG. Viene addirittura avanzata l’ipotesi complottista che Götz sia un “agente infiltrato” che compie gesti massonici per danneggiare l’immagine di Hamer. ==Altre attività== Götz è anche apparso come traduttore di un film russo a proposito di Neuschwabenland per la web-tv di Erscheinung “Secret-TV”, che si occupa di teorie del complotto. La Neuschwabenland è una di queste, secondo la quale le SS sopravvissute alla fine della seconda Guerra Mondiale si sarebbero rifugiate nel continente antartico, in una regione detta appunto “Neuschwabenland”, ovvero “Nuova Svevia”) <ref>Secret-TV Video Neuschwabenland Ahnenerbe Movie-ID</ref>. Götz in passato si è considerato ministro degli affari esteri dello “Stato libero di Sassonia” <ref>http://www.krr-faq.net/archiv05.php</ref>, nel governo fittizio di un certo Olaf Thomas Opelt. Inoltre si era nominato ambasciatore speciale dello “Stato del Regno Libero di Prussia” (Sonderbotschafter des Reichslandes Freistaat Preußen) e nel 2008 fu eletto con 39 voti come presidente del Volks-Bundesrath (una specie di parlamento fittizio di un altrettanto fittizio Regno), ma dopo poco tempo è stato poi destituito da tale “carica”, sempre con 39 voti su un totale di 39. ==Citazioni== «È il nostro compito numero uno: liberare i patrioti tedeschi Dr. Ryke Geerd Hamer, Ernst Günter Kögel e Ernst Zündel dalle mani dei Neonazisti. I loro mercenari hanno imprigionato questi uomini all’interno delle “istituzioni ebraiche di sterminio” JVA dove, secondo i manipolatori, devono morire» (nota bene: secondo il gergo di Götz, Neonazisti significa “sionisti nazionali”, e non si riferisce affatto agli esponenti dell’estrema destra) ==Biografia criminale== Secondo quanto afferma egli stesso, Götz è stato condannato numerose volte in Germania: *tre anni a piede libero per istigazione all’odio tra i popoli *per truffa (Amtsgericht Bergheim AZ:43 Ds 554/05) *due volte per diffamazione di un giudice durante i processi *uso illecito del titolo dottore: condanna a 8 mesi a piede libero *ricettazione: aveva venduto una macchina rubata *possesso illegale di armi a fuoco: sei mesi a piede libero *contraffazione di documenti: aveva mostrato una carta di identità falsa, nella quale pretendeva di essere un cittadino del fittizio Regno Tedesco (Deutsches Reich) - sentenza Amtsgericht Berlin-Tiergarten Ds 45 Js 16 09/04) Le sue frequenti condanne hanno destato il sospetto che Götz possa essere affetto da una malattia mentale. Di conseguenza è stato esaminato almeno due volte da uno psichiatra. Ha dovuto restituire la patente di guida “per sospetta malattia mentale”. Un giudice ha tentato di imporgli un tutore, ma invano. ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] fbf909dabd9bdd388e00aa53057a96665028e351 TAC e Nuova Medicina 0 11 20 2009-12-12T16:27:12Z WikiSysop 1 Creata pagina con '[[image:Ct-artefact.jpg|artefatto technico TAC, che viene presentato come un ''focolaio di Hamer''|300px|thumb]] L'ex medico tedesco [[Ryke Geerd Hamer]] basa una buona parte del…' wikitext text/x-wiki [[image:Ct-artefact.jpg|artefatto technico TAC, che viene presentato come un ''focolaio di Hamer''|300px|thumb]] L'ex medico tedesco [[Ryke Geerd Hamer]] basa una buona parte delle sue diagnosi in relazione alla cosiddetta [[Nuova Medicina Germanica]] inventata da lui nel 1981, su una sua personale interpretazione particolare di lastre TAC, che non è compatibile con le conoscenze attuali della radiologia. Bisogna sapere che l'ex medico Hamer non è radiologo. Ha mostrato e continua a mostrare numerose TAC senza però mostrare i corrispondenti referti radiologici. Di regola un esame radiologico viene completato da un referto radiologico firmato dal radiologo. Una nota per chi osserva le immagini TAC: Hamer di solito rovescia le lastre, ci forza dunque a guardare le immagini dal "di sopra". In radiologia si osservano di solito le immagini dal 'di sotto', in analogia con la posizione del medico che spesso si trova ''ai piedi'' del paziente e lo guarda in faccia invece di osservarlo dal dientro della sua testa. Di conseguenza il lato destro appare a destra e le lettere o cifre che accompagnano l'immagine (indicazioni con il nome del paziente, data, luogo e tecnica utilizzata che Hamer normalmente non mostra) sono rovesciate. Questa manovra non impedisce l'analisi, ma può creare un po' di confusione a chi è abituato a vedere tali immagini. Hamer pensa che nel caso di cancro si dovrebbe trovare sempre una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulla lastra TAC cerebrale dei pazienti. Tali modificazioni mal definite e mai riconosciute dai radiologi si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. L'insorgenza immediata (entro una frazione di un secondo, come sostiene Hamer) di un tale presunto FH esclude chiaramente la possibilità di modificazioni della densità o della trasparenza del tessuto in questione. Le cellule non possono dividersi entro una frazione di secondo, così come la densità del tessuto non può essere alterato entro tempi tanto brevi. Nello stesso tempo, l'esame TAC si basa esclusivamente su differenze di trasparenza ai raggi X. Di conseguenza, le strutture che vengono denominate dagli aderenti alle ipotesi di Hamer DHS, FH e cosi via non possono derivare da modificazioni di densità nei tessuti. Rimane anche per questo motivo solo la possibilità di un artefatto tecnico o di una manipolazione voluta dei dati o delle lastre. Le numerose strutture presentate finora da Hamer presentano spesso anelli perfettamente concentrici, così come si tratta sempre di cerchi perfettamente rotondi. Strutture anatomiche perfettamente concentriche (che in verità non esistono) si presenterebbero però piuttosto come ellissi concentriche. Solo se i raggi X arrivassero in maniera perfettamente trasversale potremmo vedere sfere rotonde, e questa sarebbe comunque un'eccezione. Solo sfere concentriche (una precisamente entro l'altra come ''bambole russe'') si presenterebbero sempre sotto forma di cerchi concentrici. L'ipotesi del ''DHS = sfere contriche'' avrebbe però alcune conseguenze: in questo caso i cerchi dovrebbero apparire più piccoli negli strati sia sottostanti che soprastanti rispetto ad un determinato piano. In più, la struttura dovrebbe sparire completamente ad una certa distanza. Osservazioni di questo tipo non vengono presentate dagli aderenti della NMG. Visto che modificazioni istantanee di trasparenza e di densità non possono verificarsi nei tessuti umani (o biologici), alcuni ammiratori di Hamer hanno avanzato altre ipotesi: c'è chi pensa che i FH sarebbero in verità il risultato visibile in una TAC di un ''alterato stato di attività funzionale'' (e/o del metabolismo) da parte dei neuroni, o sarebbero anzi ''campi magnetici'' o ''campi elettromagnetici'' visti in una TAC. Questo è semplicemente impossibile e assurdo. Solo indagini della TAC-funzionale, della PET e indagini particolari con l'aiuto della risonanza magnetica (fMRT) possono mostrare modificazioni dell'attività neuronale e/o del metabolismo locale. Indagini di questo tipo però mancano, non sono state mai mostrate in pubblico e non si sa se questo è mai stato proposto nell'ambiente della NMG. Secondo le ipotesi della Nuova Medicina Germanica, la zona cerebrale colpita determinerebbe di seguito modificazioni al livello degli organi dipendenti (innervati tramite nervi periferici), con la possibile formazione di un tumore nelle aree corrispondenti extra cerebrali. Dal punto di vista teorico Hamer non si chiede mai se invece il tumore extra-cerebrale (tumori cerebrali non esistono secondo Hamer) potrebbe essere invece la causa di una modificazione retrograda (degenerazione retrograda) a livello del cervello. Questo potrebbe essere vero, visto che si usa tale meccanismo nell'ambiente scientifico per determinare vie discendenti o ascendenti in neuroanatomia (in esperimenti di vivisezione animale). La degenerazione retrograda non è compatibile però con le ipotesi della Nuova Medicina Germanica. Esempi mostrati da Hamer: sul sito web di un suo supporter <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050808_Beisswenger_GlaubeWissenWeisheit.htm </ref> viene presentata una lastra che invece mostra molto chiaramente e senza alcun dubbio un cosiddetto artefatto ad anello (ring artifact) composto da 9-10 anelli concentrici (uno degli autori di questo testo ha lavorato 2 anni in neuroradiologia e sa di che cosa parla). Sono visibili sia cerchi concentrici più chiari che più scuri. E' chiaramente visibile che i cerchi sorpassano le strutture anatomiche della linea media senza spostarle minimamente. Le linee visibili non possono corrispondere a strutture anatomiche e sono di origine artificiale. Nei testi di radiologia si parla in questi casi di artefatti. Artefatti che sono anche dimostrabili in assenza di un paziente (per esempio usando un fantoccio di acqua demineralizzata). Questa immagine imbarazzante si trova stranamente anche sulla prima pagina esterna della traduzione italiana di ''Testamento per una Nuova Medicina'' (seconda edizione aggiornata 2003), edizioni di Dirk luglio 2003, sulla pagina esterna del libro intitolato ''Presentazione della Nuova Medicina Germanica'' edizioni Amici Di Dirk <ref>*fonte: http://www.nuovamedicina.com </ref>, sulla pagina esterna del libro intitolato ''Il capovolgimento diagnostico'' sempre edizioni Amici Di Dirk e sulla pagina iniziale della rivista ''Psiche Cervello Organo'' dell'associazione italiana ALBA, che viene considerata la ''prima rivista scientifica di Nuova Medicina Germanica'' (anche se l'uso del marchio registrato NMG è stato vietato mentretempo dall'inventore Hamer) [[image:Testamento2.jpg|artefatto technico TAC, che viene presentato come un ''focolaio di Hamer'' sulla prima pagina di una pubblicazione ALBA|300px|thumb]] [[image:Pscerorg-n1.jpg|artefatto technico TAC, che viene presentato come un ''focolaio di Hamer'' sulla prima pagina di una pubblicazione ALBA|600px|thumb]] A lato: ecco un altro esempio che proviene da un libro di Hamer <ref>Hamer RG: Vermächtnis einer neuen Medizin I / pag. 211</ref>, dove sono ben visibili anelli concentrici che Hamer denomina "Schiesscheibenkonfiguration" (configurazione a bersaglio di tiro). Si vede che gli anelli con maggiore densità (più chiari, che sembrano meno trasparenti per i raggi X) si arrestano davanti ai ventricoli senza spostarli minimamente, e continuano al di là dei ventricoli, come se tali strutture non esistessero. Alcuni degli anelli dell'artefatto raggiungono poi in un angolo acuto la parete laterale del cranio: ciò è assolutamente impossibile per una struttura biologica. Hamer scrive: TAC di un paziente romano che avrebbe avuto problemi con la polizia perché avrebbe costruito vicino a Roma una casa abusiva. La struttura visibile (cioè l'artefatto) sarebbe dovuto da un ''conflitto di separazione''. Il paziente, curato da Hamer, sarebbe però deceduto più tardi <ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Hirntumo.htm</ref>. Il testo a lato (di origine della NMG) in tedesco spiega che: ''nel caso di un forte shock conflittuale si forma un corto circuito nel cervello e le vie nervose si spezzano. Il luogo colpito è stato denominato dal Dott Hamer "Focolaio Hamer" e nella TAC cerebrale si presenta come struttura da bersaglio da tiro circolare, e appare come una superficie d'acqua nella quale è stata lanciata una pietra. Il luogo del FH permette la localizzazione dell'organo colpito dal cancro o da una malattia simile.'' <ref>http://www.investireoggi.it/phpBB2/immagini/1127599171tacdihamer.jpg</ref> Le immagini sotto mostrano artefatti dello stesso tipo, però da fantocci contenenti acqua (estratti da articoli scientifici) <ref>*http://radiographics.rsnajnls.org/cgi/content/full/24/6/1679</ref> <ref>*http://www5.informatik.uni-erlangen.de/Lehre/WS0506/MB-JASS06/slides/h-1-6.pdf</ref> Un altro esempio si trova qui <ref>http://www.gesundheitsbildung.info/html/body_artikel_in_kgs.html</ref> (nota bene: una della pagine che è stata misteriosamente cancellata subito dopo la pubblicazione di questo testo). Anche qui si vede(va) un artefatto ideale, come viene descritto nei testi in radiologia, e di nuovo si vede che gli anelli concentrici di questo artefatto sorpassano la linea media che divide il cervello in due. Ed è impossibile dal punto di vista medico. Errori diagnostici in radiologia possono avere gravi consequenze per il paziente, ma errori sono possibili dove interviene l'uomo. Di consequenza si potrebbe accetare un singolo, o magari rari errori nell' interpretazione di una lastra TAC, se la persona anlizzante dopo essere stata informata della sua interpretazione sbagliata amette il suo errore e si assume le consequenze che derivano dall'errore, e si rettifica. Nel caso delle sbagliate interpretazioni radiologiche del non-radiologo Hamer siamo confrontati invece di un lungo elenco di immagini TAC con una interpretazione completamente sbagliata corrispondente. A Hamer fu rimproverato per numerose volte da parte di radiologi di sbagliarsi valutando lastre TAC, per esempio durante discussioni in TV. L'inventore dei focolai Hamer non ha mai amesso di essersi sbagliato invece e continua a divulgare la sua interpretazione privata delle lastre di sua provenienza. ==artefatti circolari / ring artefact== Artefatti tecnici ''ad anello'' (ring-artifacts o ring-artefacts) sono visibili talvolta su lastre TAC. Questi artefatti si trovavano frequentemente nei vecchi scanner TAC (per esempio nel Somatom della Siemens, terza generazione). Gli scanners più recenti di quarta generazione e di tipo a spirale mostrano meno spesso questi artefatti. (I DHS hameriani nelle TAC dovrebbero dunque diminuire o sparire pian piano). Gli artefatti ad anello che appaiano sono dovuti alla mancata calibrazione obbligatoria iniziale, che va rieseguita regolarmente a certi intervalli, o per un danno ad uno o più sensori, o per un intervento manuale nei dati (elenco dei valori di calibrazione) di un scanner della TAC. Strutture ad anello concentriche e geometriche non trovano nessuna corrispondenza nel corpo umano: una arteria o un bronco attraversato perpendicolarmente dai raggi X può provocare immagini con (al massimo) due anelli concentrici (parete interna del vaso e parete esterna), ma sono eccezioni e di solito non si presentano con una geometria perfetta come la vediamo negli artefatti mostrati da Hamer. In più l'immagine presentata come esempio per un "DHS" non mostra alcuno spostamento delle strutture dalla linea media, come dovrebbe avvenire. L'artefatto supera, senza spostamento, questa struttura media: dunque non può essere una struttura di origine biologica. Hamer dichiara che strutture come quella presentata sarebbero state "inosservate" in passato dalla radiologia. Invece se ne parla a lungo nei testi radiologici e se ne conoscono bene le sue cause, e si sa come prevenire la loro formazione e come identificarle. La parola inglese (per chi vuole controllare questa affermazione) da cercare con google sarebbe il ben conosciuto fenomeno del "ring-artefact" (detto anche ring artifact) in radiologia. Per essere sicuro, si potrebbe confrontare una tale lastra TAC con un'immagine della Risonanza Magnetica Nucleare corrispondente. Mai sono stai confrontati i cosiddetti ''DHS'' di origine TAC con un'immagine della RMN! Se esistesse un tale confronto positivo, questo si sarebbe certamente diffuso tra i sostenitori di Hamer. Pur sapendo che un'indagine TAC significa una grande dose di radiazione, si potrebbe in teoria rifare una TAC con la testa del paziente spostata di qualche centimetro a lato, per dimostrare chiaramente l'origine di un tale artefatto, o per contraddire un tale artefatto. Un tale esperimento mostrerebbe due centri diversi dei cerchi concentrici (il centro corrisponde all'asse centrale di un scanner TAC). Per contraddire che i cosidetti DHS sono in verità un artefatto, basterebbe realizzare un tale esperimento e pubblicarlo, o confrontare un ''DHS'' (TAC) con un'immagine corrispondente della stessa area fatta con la RMN che mostra strutture simili. Un altro esperimento potrebbe contraddire l'ipotesi che i ''DHS'' disegnati da Hamer sono in verità un artefatto: se il paziente muovesse la testa durante l'esame TAC, apparirebbe un vero artefatto ad anello con la solita configurazione concentrica, il cranio stesso apparirebbe invece sfumato sulla lastra. Questo esperimento semplice non è mai stato fatto per ribattere il rimprovero della mancante diligenza. Nel suo libro "Testamento per una Nuova Medicina" Hamer mostra due TAC, che secondo lui sarebbero dalla stessa paziente, e che corrisponderebbero a due esami consecutivi (+ 4mSv di radiazione alla paziente per "provare" la sua ipotesi) con la testa della paziente spostata a lato di due cm. Secondo Hamer, queste due immagini proverebbero che i suoi FH/HH non sarebbero artefatti, ed è vero che non tutte le TAC mostrate da Hamer mostrano artefatti. Le strutture mostrate da lui sono però di solito ben spiegabili secondo le conscenze della medicina scientifica (da radiologi competenti). Le due immagini 223 (vedi sotto) e che sono dal suo libro ''Vermächtnis einer neuen Medizin'', furono presentati all'inizio del 2007 a sei medici (tra loro una radiologa e un professore di radiologia). Solo due di questi avevano sentito parlare di Hamer in precedenza. L'opinione comune era che *1) la qualità dell'immagine è molto bassa a causa della tecnica degli anni 80, e che *2) le frecce stanno indicando circonvoluzioni della corteccia cerebrale (telencefalo) con nessun segno patologico. Non si capisce tra l'altro perché Hamer indica con le frecce una determinata zona e non un'altra sul lato opposto in posizione speculare, visto che le strutture in questione (solchi e circonvoluzioni ben conosciuti del lobo frontale e parietale) sono visibili sul lato destro e sinistro. Forse vuole "provare" cosi le sue ipotesi: partendo dal sintomo osservato e conoscendo la mano preferita, cerca una struttura idonea e compatibile con la sua nuova medicina nella TAC. Questo sarebbe pero' la ben conosciuta ''Profezia che si autoavvera'' senza valore scientifico. ==articoli scientifici a proposito di artefatti TAC== *http://radiographics.rsnajnls.org/cgi/content/full/24/6/1679 *http://www5.informatik.uni-erlangen.de/Lehre/WS0506/MB-JASS06/slides/h-1-6.pdf ==il certificato della Siemens del 22 dicembre 1989== [[image:Siemens.jpg|documento della Siemens|300px|thumb]] Hamer e i sostenitori della Nuova Medicina, quando vengono confrontati con la diagnosi dell'artefatto tecnico, reagiscono spesso nominando un certificato della ditta Siemens del 22 dicembre 1989 che mostrerebbe che non si tratta di artefatti. Invece è vero il contrario, perché il certificato non parla della NMG e non parla dei cosiddetti "focolai di Hamer" e dimostra che molte strutture presentate da Hamer sono in verità artefatti. A richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento nel 1989 <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm </ref> nella quale viene di fatto spiegato perchè una parte dei TAC mostrati da Hamer sono in verità artefatti tecnici e vengono spiegati le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. '''Traduzione''' Erlangen, il 22.12.89. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in realtà sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [vuol dire: nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di un cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione da Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, vuol dire, se sono visibili su lastre di esami successivi [di una altra seduta nel futuro] allo stesso posto, ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dallo scanner [testualmente: dipendenti dalla tecnica] sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di un cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potrebbero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere lo scan con un spostamento laterale o verticale del paziente. Se nello tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura [in questione] non si presenta in una posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing Feindor, RG Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della NM e non esclude la possibilita che i FH sono in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondi i criteri del punto 2, molte strutture presentate vengono certificati come artefatti perche presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, che dovrebbe dimostrare chiaramente in un indagine post mortem tale corrispondenza. Tali certificati non sono mai stati presentati. ==certificato della ''Deutsche Röntgengesellschaft'' del 22 gennaio 2007== Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, venivano presentati alcuni TAC dal libro Vermächtnis einer neuen Medizin". Tra questi anche le due TAC della pagina 223. 22 gennaio 2007, referto del Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, direttore dell'istituto di radiologia clinica, università Ludwig-Maximilian di Monaco, presidente della "deutschen Röntgengesellschaft": (traduzione della email <ref>Email del 22.1.2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser"</ref>) ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nella "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in modo incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non mi sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato, perché il signor Hamer si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante. Le confermo le correzioni fatte in occasione di alcune delle TAC mostrati. [A Reiser furono mostrati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono descritti com FH/HH]. Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft. Saluti, suo M. Reiser'' La Deutsche Röntgengesellschaft (nata nel 1905) è l'organizzazione dei radiologi in Germania e conta 5400 membri. Reiser è perciò il presidente dei radiologi tedeschi. Diversi altri esperti hanno mostrato in modo congruente l'esistenza di tali artefatti in relazione con i ''DHS'' hameriani come la '' lega cancro svizzera'' (swiss study group for complementary and alternative methods in cancer SCAC) <ref>*http://www.swisscancer.ch/dt_fr/content/orange/pdf/skak/01_02_hamer_e.pdf (inglese)</ref> e il DKFZ (centro di ricerca oncologica in Germania). Per capire meglio come presunti "DHS" possano essere spiegati senza riferirsi a ipotesi, vedi anche: effetto Barnum / Forer e effetto pigmalione/Rosenthal o effetto Dunning-Kruger (conviene leggere questo articolo: bad science). Sono da differenziare correlazioni temporali rispetto a provate relazioni causa > effetto, evitando errori logici come il "cum hoc ergo propter hoc". Di conseguenza, per poter evitare tali errori, la medicina scientifica di oggi si basa essenzialmente su studi prospettici e controllati, e non su lavori retrospettivi che hanno solo un valore indicativo - ma mai di prova. Questi limiti appaiono fortemente nelle interviste e nei colloqui anamnestici. Con domande suggestive si riesce facilmente ad ottenere la risposta desiderata. Questo sembra essere stato il caso durante i colloqui anamnestici della cosidetta "verifica di Trnava" nel 1998. Una persona che era presente racconterà anni più tardi che durante un'intera ora Hamer ha cercato di sapere da un paziente se questi avesse avuto un "conflitto" in passato in relazione al suo cuore. Solo dopo un'ora il paziente si è ricordato di un'aggressione da parte di un altra persona, e che fu ferito al petto <ref> intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998.</ref>. E' da ricordare che un esame TAC significa una notevole dose di radiazioni per il paziente. La TAC della testa corrisponde a circa 4 mSv di radiazioni (rif 131) e questo valore corrisponde perciò alla dose media che un essere umano riceve durante un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. La TAC del corpo intero corrisponde a circa 20 mSv, 5 volte la dose annuale di radiazione da altre fonti. Una radiografia classica AP (non TAC) corrisponde a circa 0,1 mSv. Esclusi gli esperimenti su animali (che gli autori di questo testo disapprovano) di solito sono gli sperimentatori stessi che in casi analoghi si sottopongono a test su se stessi (vedi molti esempi nella storia della medicina) minimizzando i conflitti etici e una contravvenzione alla dichiarazione di Helsinki dei medici. Sulla base di principi etici dei consigli della SIRM italiana e della legislazione italiana (D.Lgs. 187/2000), qualsiasi esposizione di persone alle radiazioni ionizzanti per scopi medici deve essere "giustificata" da reali esigenze cliniche. Il consiglio di certi terapeuti/medici della nuova medicina germanica di "farsi un TAC" in caso di una malattia non pericolosa, è un grave errore ed è in contrasto con il principio del "Primum non nocere" e dell'etica della professione medica. Si è venuto a conoscenza anche di medici/terapeuti che hanno falsificato referti medici per convincere i radiologi a fare una TAC del cranio, che altrimenti non sarebbe stata obbligatoria. In Germania sono in corso procedimenti penali contro persone che hanno effettuato TAC senza una indicazione stringente. Un caso clamoroso (finito in aula di tribunale) è stato quello di due giornalisti che si sono presentati dai genitori di una bambina ammalata di cancro e che (secondo due fonti) hanno potuto vedere che il terapeuta M. di Colonia aveva convinto un radiologo di sua conoscenza a falsificare il suo referto radiologico (rif 132 e 75). Anche nei forum tedeschi degli aderenti alla NMG si possono trovare contributi che fanno capire come ci siano persone che stanno cercando scanner-CT usati (presso ebay si trovano per uso veterinario per 10.000 euro o più). ==esempi di TAC presentati da R.G. Hamer nel libro ''testamento di una nuova medicina''== Le TAC mostrate sono del libro: Hamer RG, Vermächtnis einer neuen Medizin, parte prima, ed. Amici Di Dirk srl: Le immagini mostrano sopratutto artefatti technici. {| |[[image:VNM1-209.jpg|pagina 209|600px]] || pagina 209: e ben visibile un artefatto ad anello (inglese ''ring-artefact'') con al meno 7 anelli concentrici che si estendono da una emisfera all'altra senza spostare minimamente le strutture centrali (in questo caso la fessura longitudinale del telencefalo) che dividono l'encefalo nelle sue due emisfere. Si vede bene che l'artefatto concentrico entra ed esce dalla parete laterale (ossea) del cranio, non si puo trattare in alcun modo di una struttura di origine biologica. Secondo Hamer, questi anelli rappresentano un cosidetto ''focolaio di Hamer (HH) in presunta phase ca a configurazione di besaglio da tiro''. |- |[[image:VNM1-210.jpg|pagina 210: HH da conflitto di separazione. Secondo l'autore Hamer non si tratterebbe di un artefatto perche la struttura in questione sarebbe "edematosa"|600px]] || pagina 210: Si vede un altro artefetto tecnico dello stesso tipo (ad anello). Visibile sono almeno 10 cerchi perfettamente concentrici, che si estendono da una emisfera all'altra senza spostare le strutture centrali e superano i ventricoli senza spostarli. Anche qui si vede che l'artefatto concentrico entra ed esce dalla parete laterale del cranio. Secondo Hamer si tratterebbe di un HH da ''conflitto di separazione''. Secondo l'autore Hamer non si tratterebbe di un artefatto perche la struttura in questione sarebbe "edematosa". Secondo lui, ''un anello'' (non si capisce bene di che cosa parla visto che non si tratterebbe di un artefatto) sarebbe ''in soluzione''. |- |[[image:VNM1-210-2.jpg|pagina 210 (a lato)|600px]] || sempre la stessa pagina 210, con la spiegazione come viene data su un sito della NMG nell' internet. |- |[[image:VNM1-211.jpg|pagina 211|600px]] || pagina 211: Si vede un imposante artefatto ''ad anello'' costituito da almeno 20 cerchi concentrici perfettamente circolari che si estendono da un' emisfera all'altra. Le fessura longitudinale non viene minimamente spostata a lato. Secondo Hamer si tratterebbe di un paziente romano con un ''HH'' dovuto ad ''un conflitto con la polizia'', dopo che sarebbe stata indivduata la sua costruzione di una casa abusiva nei pressi di Roma. |- |[[image:VNM1-212.jpg|pagina 212|600px]] || pagina 212: Hamer vede un ''HH da conflitto di separazione''. |- |[[image:VNM1-215.jpg|pagina 215|600px|thumb]] || pagina 215: Hamer vede due HH: quello inferiore sarebbe dovuto ad un ''conflitto attivo di separazione'', quello superiore sarebbe ''in lisi''. |- |[[image:VNM1-217.jpg|pagina 217|600px]] || pagina 217: Presenza di un artefatto (cerchio esterno), con due presunti HH hameriani al suo interno. |- |[[image:VNM1-219.jpg|pagina 219|600px]] || pagina 219: si vedono chiaramente artefatti ad anello in ciascuna TAC presentata. |- |[[image:VNM1-220.jpg|pagina 220|600px]] || pagina 220: si vedono chiaramente artefatti ad anello in ciascuna TAC presentata. |- |[[image:VNM1-223.jpg|pagina 223|600px]] || pagina 223: Si vedono due TAC di di scarsissima qualita' tecnica e che rendono difficile una valutazione precisa. In questo caso interessante, il radiologo avrebbe fatto due TAC successive della paziente (cancro al seno) e questa avrebbe spostata la sua testa a lato per 2 cm. Questo significa una inutile dosi di radiazione supplementare, non giustificabile secondo le restrizioni legali (Röntgenverordnung in Germania). Queste immaggini proverebbero, secondo l'autore, che le strutture mostrate non sarebbero artefatti, perche in questo caso le strutture in questione si sarebbero spostati con lo spostamento della testa. Qui non si capisce perche' l'autore ha scelto e marcato con freccie nere certe circonvoluzioni (circonvoluzione precentrale o postcentrale/postrolandica del lobo parietale) e non altre circonvoluzioni che sono altretanto visibile. Sul lato destro e' ben visibile un altra circonvoluzione in posizione speculare a quella marcata, viene invece ignorata per motivi sconosciuti. (forse perche non corrisponde con le aspettative 'diagnostiche' dell'autore. Su questi TAC non si vedono artefatti del tipo ''ring artefact''. |- |[[image:VNM1-224.jpg|pagina 224|600px]] || pagina 224: |- |[[image:VNM1-229.jpg|pagina 229|600px]] || pagina 229: L'autore Hamer precisa che non si tratterebbe di artefatti in questo caso. |- |[[image:VNM1-231.jpg|pagina 231|600px]] || pagina 231: Si vede chiaramente un artefatto. Non si tratterebbe di un artefatto pensa invece Hamer, perche la struttura concentrica in questione non sarebbe precisamente circolare, bensi mostrerebbe deformazioni non compattibili con un artefatto concentrico. Si vede pero' che gli anelli sono circolari. |} ==TAC di un sogetto sano (con uso di un scanner moderno)== {| |[[image:frontpar.jpg|TAC di un sogetto sano|600px]] || Per motivi di comparazione viene mostrata la TAC di un sogetto sano, piu o meno all' altezza della immagine 223 (vedi sopra). Le immagini sono di origine di una clinica universitaria e non sono di provenienza di uno dei libri di RG Hamer o di un suo aderente. |- |[[image:frontpar3.jpg|TAC di un sogetto sano|600px]] || TAC di un sogetto sano, piu o meno all' altezza della immagine 223. |- |[[image:frontpar2.jpg|TAC di un sogetto sano|600px]] || TAC di un sogetto sano, piu o meno all' altezza della immagine 223. |} <br> [[image:brain.jpg|superficie dell'encefalo]] ==altre immagini nel internet== *http://www.investireoggi.it/phpBB2/immagini/1127599171tacdihamer.jpg ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] 64ed212d659b2060e43f79de01daaacd266bf80f Tullio Simoncini 0 12 21 2009-12-12T16:29:01Z WikiSysop 1 pag. copiata da NMWIKI wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:simoncini2.jpg|thumb]] [[image:simoncini3.jpg|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *[http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170] *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb [[category:medicina alternativa]] 07be9d06a74bb456d1ee8a4af4c7758edf3aa011 Categoria:Medicina alternativa 14 13 22 2009-12-12T16:29:21Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'medicine alternative' wikitext text/x-wiki medicine alternative d7c974ef66c0259c6b362d869b374394e33177d9 ALBA 0 14 24 2009-12-12T16:30:56Z WikiSysop 1 Creata pagina con '[[Image:alba.jpg|associazione ALBA|300px|thumb]] L'acronimo '''ALBA''' sta per ''Associazione Leggi Biologiche Applicate'', un'organizzazione privata che rappresenta una parte de…' wikitext text/x-wiki [[Image:alba.jpg|associazione ALBA|300px|thumb]] L'acronimo '''ALBA''' sta per ''Associazione Leggi Biologiche Applicate'', un'organizzazione privata che rappresenta una parte degli aderenti alla [[Nuova Medicina Germanica]] in Italia e incentiva la divulgazione delle teorie del suo inventore [[Ryke Geerd Hamer (italiano)|Ryke Geerd Hamer]]. Permette inoltre di mettere in contatto gli aderenti alla '''NMG''' con la ditta ''Secondo Natura Srl'', con sede a Aulla, che vende libri e corsi relativi alla '''NMG'''. Secondo voci non confermate il presidente attuale [[Marco Pfister]] sarebbe uno dei proprietari della ''Secondo Natura Srl''. L'ALBA è stata creata il 9 Gennaio 2003 e la sede di quest'associazione si trova a Genova-Voltri (Via A. Piazzagrande 7/8). Il suo attuale presidente è [[Marco Pfister]], un naturopata di origine svizzera. Secondo l'ALBA, questa avrebbe circa 800-1000 soci e il fatturato sarebbe vicino ad un milione di Euro l'anno. I membri pagano 40 oppure 100 Euro l'anno (contributo ordinario). Dopo discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione o la ''Secondo Natura Srl''. Anche l'uso dei diversi marchi registrati da Hamer è stato vietato nel 2007. Hamer rimprovera all'ALBA ed al suo presidente di voler sfruttare le sue ipotesi e voler modificare il loro senso, negando un lato terapeutico della NMG. Hamer accetta attualmente solo la divulgazione delle sue idee tramite i cosiddetti ''Gruppi di studio'' che si organizzano al di fuori di ALBA e che fanno capo sia al medico [[Daniela Carini]] che a Hamer stesso od al suo rappresentate per l'Austria e la Germania, [[Helmut Pilhar]]. Carini è in forte contrasto col gruppo dirigente di ALBA. ==Attività== [[image:Diploma alba.jpg|thumb]] ALBA organizza regolarmente corsi introduttivi per la NMG al costo di 90 Euro. Inoltre fa pubblicità per i corsi della ''Secondo Natura Srl''. Telefonando ad ALBA ci si può iscrivere direttamente a questi corsi: ALBA e ''Secondo Natura Srl'' collaborano perciò in modo evidente. La ''Secondo Natura Srl'' offre corsi di NMG per 5.880 Euro e rilascia diplomi di dubbia utilità e che non sono nemmeno riconosciuti da Hamer, anzi, Hamer ha dichiarato di essere contro questi diplomi. L'associazione dichiara di avere un comitato scientifico. I membri sarebbero '''Gianni Giannella''' (odontoiatra), '''Roberto Luciani''' (reumatologo), '''Emmanuele Lupi''' (medico di famiglia) e '''Danilo Toneguzzi''' (psichiatra). ALBA ha tenuto per alcuni mesi un forum in internet. Il contenuto dei messaggi non era visibile dall'esterno ed i membri dovevano '''registrarsi con la loro carta d'identità'''! Gli organizzatori volevano identificare eventuali utenti critici. Queste "precauzioni" non sono servite a nulla: fu chiuso perché, secondo ALBA, alcuni utenti avrebbero ''preso il potere'' nel forum. Tutti i contributi furono però salvati da persone esterne al forum e sono disponibili ancora oggi. Vi si potevano leggere contributi di utenti che raccontavano come potevano allontanare ''con successo'' pazienti di cancro dagli ospedali o dall'uso di terapie mediche tradizionali. Inoltre furono divulgati messaggi confusi ed esoterici del tipo ''channeling'' di un medium di nome ''Kryon''. Quando, in un altro forum si parlava di esperimenti NMG con 8 pazienti di cancro che finirono con la [[vittime della Nuova Medicina|morte dei pazienti]], numerosi contributi furono cancellati in una singola notte. Il responsabile di questo forum (Marcello F.) era già stato identificato come responsabile di un sito internet di nome www.beri-kri.org che divulgava anche testi antisemitici che negano l'esistenza dell'olocausto. ==Gli attriti tra ALBA e Hamer== [[image:Certificato alba.jpg|thumb]] Non c'è certezza sui motivi che hanno portato Hamer a diffidare ALBA dal divulgare le sue teorie. Una versione racconta che Hamer entrò in possesso di un diploma ALBA e di un video nel quale si vedevano membri dirigenti di ALBA che frequentavano un corso di Bert Hellinger (probabilmente questo materiale era di provenienza del gruppo Carini). Secondo altri, Pfister avrebbe tentato di stampare libri di NMG direttamente aggirando la casa editrice ''Amici di Dirk''. ==perquisizione da parte dei NAS== Secondo affermazioni pubbliche del attuale presidente ALBA, la sede ALBA sarebbe stata perquisita nel mese novembre 2007 dai carabinieri (reparto NAS) e da rappresentatnti dell'ASL competente. Secondo affermazione di sua consorte Simona sarebbe invece stata la sede di ''secondo natura srl'' a Aulla (Liguria levante) che e' stata perquisita. Per motivi sconosciuti, questa ''visita'' e' stata descritta come ''estrememente fastidiosa'' da Pfister. ==Link== * http://www.dossierhamer.it/alba.html * [http://www.albanm.com albanm.com] * [http://www.nuovamedicina.com/default_deu.asp nuovamedicina.com] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070328_Hamer_an_ALBA.htm Hamer e ALBA] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070213_Hamer_an_Pfister.htm Hamer e Pfister] [[category:Nuova Medicina Germanica]] b9cabc2a6091d4a3f86aa1a3880363f02e22a939 25 24 2009-12-12T16:31:08Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki [[Image:alba.jpg|associazione ALBA|300px|thumb]] L'acronimo '''ALBA''' sta per ''Associazione Leggi Biologiche Applicate'', un'organizzazione privata che rappresenta una parte degli aderenti alla [[Nuova Medicina Germanica]] in Italia e incentiva la divulgazione delle teorie del suo inventore [[Ryke Geerd Hamer]]. Permette inoltre di mettere in contatto gli aderenti alla '''NMG''' con la ditta ''Secondo Natura Srl'', con sede a Aulla, che vende libri e corsi relativi alla '''NMG'''. Secondo voci non confermate il presidente attuale [[Marco Pfister]] sarebbe uno dei proprietari della ''Secondo Natura Srl''. L'ALBA è stata creata il 9 Gennaio 2003 e la sede di quest'associazione si trova a Genova-Voltri (Via A. Piazzagrande 7/8). Il suo attuale presidente è [[Marco Pfister]], un naturopata di origine svizzera. Secondo l'ALBA, questa avrebbe circa 800-1000 soci e il fatturato sarebbe vicino ad un milione di Euro l'anno. I membri pagano 40 oppure 100 Euro l'anno (contributo ordinario). Dopo discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione o la ''Secondo Natura Srl''. Anche l'uso dei diversi marchi registrati da Hamer è stato vietato nel 2007. Hamer rimprovera all'ALBA ed al suo presidente di voler sfruttare le sue ipotesi e voler modificare il loro senso, negando un lato terapeutico della NMG. Hamer accetta attualmente solo la divulgazione delle sue idee tramite i cosiddetti ''Gruppi di studio'' che si organizzano al di fuori di ALBA e che fanno capo sia al medico [[Daniela Carini]] che a Hamer stesso od al suo rappresentate per l'Austria e la Germania, [[Helmut Pilhar]]. Carini è in forte contrasto col gruppo dirigente di ALBA. ==Attività== [[image:Diploma alba.jpg|thumb]] ALBA organizza regolarmente corsi introduttivi per la NMG al costo di 90 Euro. Inoltre fa pubblicità per i corsi della ''Secondo Natura Srl''. Telefonando ad ALBA ci si può iscrivere direttamente a questi corsi: ALBA e ''Secondo Natura Srl'' collaborano perciò in modo evidente. La ''Secondo Natura Srl'' offre corsi di NMG per 5.880 Euro e rilascia diplomi di dubbia utilità e che non sono nemmeno riconosciuti da Hamer, anzi, Hamer ha dichiarato di essere contro questi diplomi. L'associazione dichiara di avere un comitato scientifico. I membri sarebbero '''Gianni Giannella''' (odontoiatra), '''Roberto Luciani''' (reumatologo), '''Emmanuele Lupi''' (medico di famiglia) e '''Danilo Toneguzzi''' (psichiatra). ALBA ha tenuto per alcuni mesi un forum in internet. Il contenuto dei messaggi non era visibile dall'esterno ed i membri dovevano '''registrarsi con la loro carta d'identità'''! Gli organizzatori volevano identificare eventuali utenti critici. Queste "precauzioni" non sono servite a nulla: fu chiuso perché, secondo ALBA, alcuni utenti avrebbero ''preso il potere'' nel forum. Tutti i contributi furono però salvati da persone esterne al forum e sono disponibili ancora oggi. Vi si potevano leggere contributi di utenti che raccontavano come potevano allontanare ''con successo'' pazienti di cancro dagli ospedali o dall'uso di terapie mediche tradizionali. Inoltre furono divulgati messaggi confusi ed esoterici del tipo ''channeling'' di un medium di nome ''Kryon''. Quando, in un altro forum si parlava di esperimenti NMG con 8 pazienti di cancro che finirono con la [[vittime della Nuova Medicina|morte dei pazienti]], numerosi contributi furono cancellati in una singola notte. Il responsabile di questo forum (Marcello F.) era già stato identificato come responsabile di un sito internet di nome www.beri-kri.org che divulgava anche testi antisemitici che negano l'esistenza dell'olocausto. ==Gli attriti tra ALBA e Hamer== [[image:Certificato alba.jpg|thumb]] Non c'è certezza sui motivi che hanno portato Hamer a diffidare ALBA dal divulgare le sue teorie. Una versione racconta che Hamer entrò in possesso di un diploma ALBA e di un video nel quale si vedevano membri dirigenti di ALBA che frequentavano un corso di Bert Hellinger (probabilmente questo materiale era di provenienza del gruppo Carini). Secondo altri, Pfister avrebbe tentato di stampare libri di NMG direttamente aggirando la casa editrice ''Amici di Dirk''. ==perquisizione da parte dei NAS== Secondo affermazioni pubbliche del attuale presidente ALBA, la sede ALBA sarebbe stata perquisita nel mese novembre 2007 dai carabinieri (reparto NAS) e da rappresentatnti dell'ASL competente. Secondo affermazione di sua consorte Simona sarebbe invece stata la sede di ''secondo natura srl'' a Aulla (Liguria levante) che e' stata perquisita. Per motivi sconosciuti, questa ''visita'' e' stata descritta come ''estrememente fastidiosa'' da Pfister. ==Link== * http://www.dossierhamer.it/alba.html * [http://www.albanm.com albanm.com] * [http://www.nuovamedicina.com/default_deu.asp nuovamedicina.com] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070328_Hamer_an_ALBA.htm Hamer e ALBA] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070213_Hamer_an_Pfister.htm Hamer e Pfister] [[category:Nuova Medicina Germanica]] aa161b5b64d8516d979e54126c70a5fe48128c80 27 25 2009-12-12T16:43:01Z WikiSysop 1 /* Link */ wikitext text/x-wiki [[Image:alba.jpg|associazione ALBA|300px|thumb]] L'acronimo '''ALBA''' sta per ''Associazione Leggi Biologiche Applicate'', un'organizzazione privata che rappresenta una parte degli aderenti alla [[Nuova Medicina Germanica]] in Italia e incentiva la divulgazione delle teorie del suo inventore [[Ryke Geerd Hamer]]. Permette inoltre di mettere in contatto gli aderenti alla '''NMG''' con la ditta ''Secondo Natura Srl'', con sede a Aulla, che vende libri e corsi relativi alla '''NMG'''. Secondo voci non confermate il presidente attuale [[Marco Pfister]] sarebbe uno dei proprietari della ''Secondo Natura Srl''. L'ALBA è stata creata il 9 Gennaio 2003 e la sede di quest'associazione si trova a Genova-Voltri (Via A. Piazzagrande 7/8). Il suo attuale presidente è [[Marco Pfister]], un naturopata di origine svizzera. Secondo l'ALBA, questa avrebbe circa 800-1000 soci e il fatturato sarebbe vicino ad un milione di Euro l'anno. I membri pagano 40 oppure 100 Euro l'anno (contributo ordinario). Dopo discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione o la ''Secondo Natura Srl''. Anche l'uso dei diversi marchi registrati da Hamer è stato vietato nel 2007. Hamer rimprovera all'ALBA ed al suo presidente di voler sfruttare le sue ipotesi e voler modificare il loro senso, negando un lato terapeutico della NMG. Hamer accetta attualmente solo la divulgazione delle sue idee tramite i cosiddetti ''Gruppi di studio'' che si organizzano al di fuori di ALBA e che fanno capo sia al medico [[Daniela Carini]] che a Hamer stesso od al suo rappresentate per l'Austria e la Germania, [[Helmut Pilhar]]. Carini è in forte contrasto col gruppo dirigente di ALBA. ==Attività== [[image:Diploma alba.jpg|thumb]] ALBA organizza regolarmente corsi introduttivi per la NMG al costo di 90 Euro. Inoltre fa pubblicità per i corsi della ''Secondo Natura Srl''. Telefonando ad ALBA ci si può iscrivere direttamente a questi corsi: ALBA e ''Secondo Natura Srl'' collaborano perciò in modo evidente. La ''Secondo Natura Srl'' offre corsi di NMG per 5.880 Euro e rilascia diplomi di dubbia utilità e che non sono nemmeno riconosciuti da Hamer, anzi, Hamer ha dichiarato di essere contro questi diplomi. L'associazione dichiara di avere un comitato scientifico. I membri sarebbero '''Gianni Giannella''' (odontoiatra), '''Roberto Luciani''' (reumatologo), '''Emmanuele Lupi''' (medico di famiglia) e '''Danilo Toneguzzi''' (psichiatra). ALBA ha tenuto per alcuni mesi un forum in internet. Il contenuto dei messaggi non era visibile dall'esterno ed i membri dovevano '''registrarsi con la loro carta d'identità'''! Gli organizzatori volevano identificare eventuali utenti critici. Queste "precauzioni" non sono servite a nulla: fu chiuso perché, secondo ALBA, alcuni utenti avrebbero ''preso il potere'' nel forum. Tutti i contributi furono però salvati da persone esterne al forum e sono disponibili ancora oggi. Vi si potevano leggere contributi di utenti che raccontavano come potevano allontanare ''con successo'' pazienti di cancro dagli ospedali o dall'uso di terapie mediche tradizionali. Inoltre furono divulgati messaggi confusi ed esoterici del tipo ''channeling'' di un medium di nome ''Kryon''. Quando, in un altro forum si parlava di esperimenti NMG con 8 pazienti di cancro che finirono con la [[vittime della Nuova Medicina|morte dei pazienti]], numerosi contributi furono cancellati in una singola notte. Il responsabile di questo forum (Marcello F.) era già stato identificato come responsabile di un sito internet di nome www.beri-kri.org che divulgava anche testi antisemitici che negano l'esistenza dell'olocausto. ==Gli attriti tra ALBA e Hamer== [[image:Certificato alba.jpg|thumb]] Non c'è certezza sui motivi che hanno portato Hamer a diffidare ALBA dal divulgare le sue teorie. Una versione racconta che Hamer entrò in possesso di un diploma ALBA e di un video nel quale si vedevano membri dirigenti di ALBA che frequentavano un corso di Bert Hellinger (probabilmente questo materiale era di provenienza del gruppo Carini). Secondo altri, Pfister avrebbe tentato di stampare libri di NMG direttamente aggirando la casa editrice ''Amici di Dirk''. ==perquisizione da parte dei NAS== Secondo affermazioni pubbliche del attuale presidente ALBA, la sede ALBA sarebbe stata perquisita nel mese novembre 2007 dai carabinieri (reparto NAS) e da rappresentatnti dell'ASL competente. Secondo affermazione di sua consorte Simona sarebbe invece stata la sede di ''secondo natura srl'' a Aulla (Liguria levante) che e' stata perquisita. Per motivi sconosciuti, questa ''visita'' e' stata descritta come ''estrememente fastidiosa'' da Pfister. ==Link== * http://www.dossierhamer.it/alba.html * [http://www.albanm.com albanm.com] * [http://www.nuovamedicina.com/default_deu.asp nuovamedicina.com] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070328_Hamer_an_ALBA.htm Hamer e ALBA] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070213_Hamer_an_Pfister.htm Hamer e Pfister] [[category:Nuova Medicina Germanica]] [[de:ALBA]] 2ce71d6062fa053464f1d62deca3fbeb2b006d95 28 27 2009-12-12T16:43:22Z WikiSysop 1 /* Link */ wikitext text/x-wiki [[Image:alba.jpg|associazione ALBA|300px|thumb]] L'acronimo '''ALBA''' sta per ''Associazione Leggi Biologiche Applicate'', un'organizzazione privata che rappresenta una parte degli aderenti alla [[Nuova Medicina Germanica]] in Italia e incentiva la divulgazione delle teorie del suo inventore [[Ryke Geerd Hamer]]. Permette inoltre di mettere in contatto gli aderenti alla '''NMG''' con la ditta ''Secondo Natura Srl'', con sede a Aulla, che vende libri e corsi relativi alla '''NMG'''. Secondo voci non confermate il presidente attuale [[Marco Pfister]] sarebbe uno dei proprietari della ''Secondo Natura Srl''. L'ALBA è stata creata il 9 Gennaio 2003 e la sede di quest'associazione si trova a Genova-Voltri (Via A. Piazzagrande 7/8). Il suo attuale presidente è [[Marco Pfister]], un naturopata di origine svizzera. Secondo l'ALBA, questa avrebbe circa 800-1000 soci e il fatturato sarebbe vicino ad un milione di Euro l'anno. I membri pagano 40 oppure 100 Euro l'anno (contributo ordinario). Dopo discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione o la ''Secondo Natura Srl''. Anche l'uso dei diversi marchi registrati da Hamer è stato vietato nel 2007. Hamer rimprovera all'ALBA ed al suo presidente di voler sfruttare le sue ipotesi e voler modificare il loro senso, negando un lato terapeutico della NMG. Hamer accetta attualmente solo la divulgazione delle sue idee tramite i cosiddetti ''Gruppi di studio'' che si organizzano al di fuori di ALBA e che fanno capo sia al medico [[Daniela Carini]] che a Hamer stesso od al suo rappresentate per l'Austria e la Germania, [[Helmut Pilhar]]. Carini è in forte contrasto col gruppo dirigente di ALBA. ==Attività== [[image:Diploma alba.jpg|thumb]] ALBA organizza regolarmente corsi introduttivi per la NMG al costo di 90 Euro. Inoltre fa pubblicità per i corsi della ''Secondo Natura Srl''. Telefonando ad ALBA ci si può iscrivere direttamente a questi corsi: ALBA e ''Secondo Natura Srl'' collaborano perciò in modo evidente. La ''Secondo Natura Srl'' offre corsi di NMG per 5.880 Euro e rilascia diplomi di dubbia utilità e che non sono nemmeno riconosciuti da Hamer, anzi, Hamer ha dichiarato di essere contro questi diplomi. L'associazione dichiara di avere un comitato scientifico. I membri sarebbero '''Gianni Giannella''' (odontoiatra), '''Roberto Luciani''' (reumatologo), '''Emmanuele Lupi''' (medico di famiglia) e '''Danilo Toneguzzi''' (psichiatra). ALBA ha tenuto per alcuni mesi un forum in internet. Il contenuto dei messaggi non era visibile dall'esterno ed i membri dovevano '''registrarsi con la loro carta d'identità'''! Gli organizzatori volevano identificare eventuali utenti critici. Queste "precauzioni" non sono servite a nulla: fu chiuso perché, secondo ALBA, alcuni utenti avrebbero ''preso il potere'' nel forum. Tutti i contributi furono però salvati da persone esterne al forum e sono disponibili ancora oggi. Vi si potevano leggere contributi di utenti che raccontavano come potevano allontanare ''con successo'' pazienti di cancro dagli ospedali o dall'uso di terapie mediche tradizionali. Inoltre furono divulgati messaggi confusi ed esoterici del tipo ''channeling'' di un medium di nome ''Kryon''. Quando, in un altro forum si parlava di esperimenti NMG con 8 pazienti di cancro che finirono con la [[vittime della Nuova Medicina|morte dei pazienti]], numerosi contributi furono cancellati in una singola notte. Il responsabile di questo forum (Marcello F.) era già stato identificato come responsabile di un sito internet di nome www.beri-kri.org che divulgava anche testi antisemitici che negano l'esistenza dell'olocausto. ==Gli attriti tra ALBA e Hamer== [[image:Certificato alba.jpg|thumb]] Non c'è certezza sui motivi che hanno portato Hamer a diffidare ALBA dal divulgare le sue teorie. Una versione racconta che Hamer entrò in possesso di un diploma ALBA e di un video nel quale si vedevano membri dirigenti di ALBA che frequentavano un corso di Bert Hellinger (probabilmente questo materiale era di provenienza del gruppo Carini). Secondo altri, Pfister avrebbe tentato di stampare libri di NMG direttamente aggirando la casa editrice ''Amici di Dirk''. ==perquisizione da parte dei NAS== Secondo affermazioni pubbliche del attuale presidente ALBA, la sede ALBA sarebbe stata perquisita nel mese novembre 2007 dai carabinieri (reparto NAS) e da rappresentatnti dell'ASL competente. Secondo affermazione di sua consorte Simona sarebbe invece stata la sede di ''secondo natura srl'' a Aulla (Liguria levante) che e' stata perquisita. Per motivi sconosciuti, questa ''visita'' e' stata descritta come ''estrememente fastidiosa'' da Pfister. ==Link== * http://www.dossierhamer.it/alba.html * [http://www.albanm.com albanm.com] * [http://www.nuovamedicina.com/default_deu.asp nuovamedicina.com] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070328_Hamer_an_ALBA.htm Hamer e ALBA] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070213_Hamer_an_Pfister.htm Hamer e Pfister] [[category:Nuova Medicina Germanica]] aa161b5b64d8516d979e54126c70a5fe48128c80 Marco Pfister 0 15 26 2009-12-12T16:32:13Z WikiSysop 1 pag. copiata da NMWIKI wikitext text/x-wiki '''Marco Pfister''' (soprannominato ''il barista'') è un naturopata di origine svizzera ed è l'attuale presidente dell'associazione genovese [[ALBA]] che si occupa di divulgare la [[Nuova Medicina Germanica]] in Italia e che si trova in stretto contatto con la ''SecondoNatura srl'' di Aulla (in precedenza ''amici di Dirk srl'') che vende libri e corsi NMG (a 5.880 Euro l'uno). I corsi ed i diplomi ALBA non sono però riconosciuti da Hamer e sono di dubbia utilità. Secondo alcune voci Pfister sarebbe coinvolto economicamente negli affari della ''SecondoNatura Srl'' e non si è a conoscenza di una sua formazione professionale nel campo della medicina: non è medico. Pfister entrò in conflitto con alcuni degli aderenti alla NMG quando non potette impedire di essere chiamato ''dottore'' al telefono. Di Pfister si sa che lavora come barista: [[Ryke Geerd Hamer]], l'inventore della NMG, lo chiama ''il cameriere'' (der Kellner). Da [[Samorindo Peci]] viene denominato ''barista di Lugano''. Pfister è uno dei sostenitori più attivi della NMG in Europa ed è stato legato a Hamer per lungo tempo in un rapporto di fiducia. Durante gli ultimi mesi del 2006 il rapporto peggiorò, Hamer rimproverava a Pfister di essere un traditore ed un truffatore e di voler sfruttare le sue invenzioni ed ipotesi pseudomediche per trarne un vantaggio economico personale. Citazione di Hamer del 13 febraio 2007: "''Es ist niederträchtiger Verrat an der Germanischen Neuen Medizin. Jemand, der sich seit Jahren mit GNM befaßt und so tut, als sei er unser Freund und dann so etwas schreibt, der kann nicht unser Freund sein, denn das sind die gleichen Töne wie bei Faktuell, Meta-Räubermedizin, Sabbah etc. etc. und jetzt verstehe ich auch, was Du da mit Deiner Freundin S. treibst. Ihr arbeitet offenbar seit Jahren gegen die GNM und gegen mich, in fremdbestimmtem Auftrag. und Da Du nicht dumm bist, muß ich zwingend annehmen, daß auch Du inzwischen im Auftrag meiner Gegner arbeitest. Du bist außerdem ein Betrüger, wenn Du Diplome ausstellst, die Ärzte für viel Geld erwerben, in denen dann steht, daß sie damit nicht therapieren können, sondern als Therapie Hellinger, NLP, Nardone und Hypnose-Schwachsinn machen müssen oder sollen''". Hamer rimprovera inoltre a Pfister di usare le ''Costellazioni Famigliari'' secondo la teoria di Bert Hellinger, le quali erano state proibite da lui nel dicembre del 2006. Hamer ricevette (probabilmente da [[Daniela Carini]]) un video nel quale si potevano vedere alcuni esponenti [[ALBA]] durante un seminario di Hellinger fare uso di questa tecnica. Stranamente, secondo le affermazioni di alcuni pazienti, anche la Carini usa per' le ''Costellazioni Famigliari'', ma non è stata criticata da Hamer. Oltre al distacco dalle direttive di Hamer, Pfister fu accusato di aver tentato di stampare libri NMG aggirando la casa editrice ''Amici di Dirk''. Pfister voleva dare le dimissioni dalla presidenza [[ALBA]], ma fu rieletto presidente. Parla tedesco e si è occupato della traduzione dei libri di Hamer, attualmente Hamer non lo considera più come traduttore degno di fiducia. ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=qpIodAOQtd4 youtube] [[category:Nuova Medicina Germanica]] 707d70810f06793eba3f871dd78ea3b12c15bfe3 File:Ct-artefact.jpg 6 16 29 2009-12-14T00:28:54Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Hamer1.jpg 6 17 30 2009-12-14T00:29:33Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Cavallo2.jpg 6 18 31 2009-12-14T00:29:57Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Iwangoetz.jpg 6 19 32 2009-12-14T00:30:35Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Goetz11.jpg 6 20 33 2009-12-14T00:30:53Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Goetz20.jpg 6 21 34 2009-12-14T00:31:28Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki 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2009-12-23T00:01:46Z EsoTypo 3 cat wikitext text/x-wiki <big>'''Benvenuti su Psiram'''</big> La wiki che si dedica alle pseudoscienze e alle medicine alternative. --------------------------------- [http://www.psiram.com/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua tedesca''']<br> [http://www.psiram.com/en/index.php?title=Main_Page '''Psiram in lingua inglese'''] [[category:!Psiram]] 8656fa9a84ff060eb3dbfda98d3afd008ad335b4 Categoria:!Psiram 14 91 107 2009-12-23T00:03:48Z EsoTypo 3 Creata pagina con ''''Intenzione:''' Segna tutti gli articoli che non hanno un contenuto effettivo ma aiutano a organizzare il wiki. [[category:!Main category]]' wikitext text/x-wiki '''Intenzione:''' Segna tutti gli articoli che non hanno un contenuto effettivo ma aiutano a organizzare il wiki. [[category:!Main category]] 4dd103dd448fed25b6ab037cabe4603bb7ce7377 109 107 2009-12-23T00:09:46Z EsoTypo 3 wikitext text/x-wiki '''Intenzione:''' Segna tutti gli articoli che non hanno un contenuto effettivo ma aiutano a organizzare il wiki. [[category:!Categoria principale]] a4192ca0925c9b735a6d97a9a2ba9b57a1deb091 Categoria:Nuova Medicina Germanica 14 7 110 13 2009-12-23T00:11:46Z EsoTypo 3 wikitext text/x-wiki '''Intenzione:''' Segna tutti gli articoli sulla [[Nuova Medicina Germanica]]. [[category:!Categoria principale]] 5945050df3879140c3548154d1606f0ed00807f1 117 110 2009-12-23T00:22:07Z EsoTypo 3 wikitext text/x-wiki '''Intenzione:''' Segna tutti gli articoli sulla [[Nuova Medicina Germanica]]. [[category:!Pseudo-medico]] 1db12d216cdca61ca979a4e4ac22d9bb1bf8be63 118 117 2009-12-23T00:22:20Z EsoTypo 3 wikitext text/x-wiki '''Intenzione:''' Segna tutti gli articoli sulla [[Nuova Medicina Germanica]]. [[category:Pseudo-medico]] dfff2d65608afdbabd60882badd462c24b56511d Categoria:!Categoria principale 14 93 111 2009-12-23T00:14:27Z EsoTypo 3 Creata pagina con ''' 'Questa categoria è la madre di tutte le categorie articolo.''' È il punto di ingresso al sistema gerarchico categoria del wiki Psiram. Sotto [[speciale:categorie]] a (no…' wikitext text/x-wiki '' 'Questa categoria è la madre di tutte le categorie articolo.''' È il punto di ingresso al sistema gerarchico categoria del wiki Psiram. Sotto [[speciale:categorie]] a (non gerarchico) elenco di tutte le categorie possono essere trovati. [[category:!Categoria principale]] 39f8818176d57ba5437d38a89137293a8df5d879 112 111 2009-12-23T00:17:26Z EsoTypo 3 wikitext text/x-wiki '''Questa categoria è la madre di tutte le categorie articolo.''' È il punto di ingresso al sistema gerarchico categoria del wiki Psiram. Sotto [[speciale:categorie]] a (non gerarchico) elenco di tutte le categorie possono essere trovati. [[category:!Categoria principale]] c25347f1b9d602598d5cbcff85805586918d0d6a Categoria:Medicina alternativa 14 13 113 22 2009-12-23T00:18:57Z EsoTypo 3 wikitext text/x-wiki [[category:Eliminare]] d2776c191edd2acbd1be2fae8c52ba2c2bdc2dbc Nuova Medicina Germanica 0 4 114 42 2009-12-23T00:19:23Z EsoTypo 3 /* link */ wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:Ce.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. ==riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer (italiano)]] *[[Hamer e il suo antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] 7e86b9ac22d3222c7b24b52e6ebfb4c9048ff6d1 123 114 2010-01-10T21:35:48Z WikiSysop 1 /* altri articoli */ wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:Ce.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. ==riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer]] *[[Hamer e il suo antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] 8699c2d5cce43885c3c1deee92d94422924a2a12 124 123 2010-01-10T21:36:57Z WikiSysop 1 /* altri articoli */ wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:Ce.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. ==riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer]] *[[Hamer e antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] 352601e7658f55ad2cf503a9b3a68e49d992c611 Tullio Simoncini 0 12 115 21 2009-12-23T00:20:52Z EsoTypo 3 wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:simoncini2.jpg|thumb]] [[image:simoncini3.jpg|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170 *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb [[category:Pseudo-medico]] 557722bd9ee6fb5fc87a0a41178aa118145db60b 119 115 2009-12-23T00:23:53Z EsoTypo 3 sort wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:simoncini2.jpg|thumb]] [[image:simoncini3.jpg|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170 *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb {{DEFAULTSORT:Simoncini, Tullio}} [[category:Pseudo-medico]] 27801adae3816edffcdb2f3361cef753a986105a Categoria:Pseudo-medico 14 94 116 2009-12-23T00:21:40Z EsoTypo 3 Creata pagina con ''''Intenzione:''' Identificazione di tutti gli articoli su [[pseudo-medico]]. [[category:!Categoria principale]]' wikitext text/x-wiki '''Intenzione:''' Identificazione di tutti gli articoli su [[pseudo-medico]]. [[category:!Categoria principale]] 1b8651d9215cb11b343f765d7f7df1a9fbf110ce Iwan Götz 0 10 120 19 2009-12-23T00:25:25Z EsoTypo 3 sort wikitext text/x-wiki [[image:Iwangoetz.jpg|Iwan (Wanja) Götz|thumb]] '''Iwan Götz''' (soprannominato Esra Iwan Götz o Wanja Sibirjak, nato il 28.09.1947) è un berlinese di origine russa (è nato a Nowosibirsk, in Siberia) e si muove nella scena della [[Nuova Medicina Germanica]], dei “governi commissari del Deutsches Reich”, delle cure alternative “psichiche” e del revisionismo politico che nega l’esistenza dell’olocausto. ==Le sue dichiarazioni== [[image:Goetz11.jpg|timbro fatto da Götz|thumb]] [[image:Goetz8.jpg|''non sono ebreo''. fonte: Inauguraladresse XI|left|thumb]] [[image:Goetz20.jpg|thumb]] [[image:Goetz21.jpg|la tessera contrafatta|thumb]] Secondo quanto afferma egli stesso, sua madre sarebbe stata deportata dalla Germania in Siberia (Russia) nel 1946, e lui avrebbe passato i suoi primi 22 anni in Siberia. Sarebbe poi diventato fabbro. Götz afferma di essere il figlio di un generale del KGB, e sarebbe poi diventato lui stesso agente del KGB con il nome fittizio di “Grigori” <ref>http://www.mfs-insider.de/Presse/Grigori1.htm</ref>. In qualità di Grigori avrebbe prelevato alcuni bambini dagli asili infantili della DDR per offrirli a politici di spicco, pedofili, dell’Occidente, e sarebbe anzi giunto in contatto con l’assassino e pedofilo belga Marc Dutroux. All’inizio del 1969 sarebbe giunto nella DDR e sarebbe diventato interprete e detective privato nella “Siberian Scout”. Dopo la caduta della DDR, ha accusato molti politici di essere pedofili e di aver stuprato bambini. Tra questi: Jörg Schönbohm, Ole von Beust <ref>*httpx://unglaublichkeiten.org/unglaublichkeiten/htmlphp2/u2_0739Kinderschaender.html</ref>, Johannes Rau (ex presidente dello Stato), Kuno Böse, Rainer Eppelmann e Richard von Weizsäcker (un altro ex presidente dello Stato). Götz si è però meravigliato che le sue accuse non hanno interessato la giustizia tedesca. Accuse simili sono state avanzate da una certa Janett Seemann, anch’essa proveniente dall’ambiente politico di destra come Götz. Götz la considera una “compagna di battaglia” L’antisemita Götz si autonomina in pubblico “ebreo” e “rabbino superiore”. Allo stesso tempo, però, nega di essere un ebreo in diversi suoi testi <ref> Götz Iwan: Inauguraladresse XI S. 27.</ref>, che pubblica sulle pagine web di un membro del partito di estrema destra NPD di Mittweida (Sassonia) su internet. Götz afferma di essere membro della comunità ebrea della città di Halle (“Synagogengemeinde Halle”) e a questo proposito mostra su internet una tessera contraffatta. Si vede che manca il numero di registrazione. Secondo le informazioni fornite dalla Synagogengemeinde Halle, Götz non è mai stato membro -e non lo è tuttora- di questa comunità <ref>http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/showtopic.php?threadid=4833</ref>. Anche la “Union Progressiver Juden in Deutschland e.V.” (Associazione degli ebrei progressisti in Germania) ha dichiarato in un comunicato pubblico del 9.1.2008 <ref>Unione degli ebrei progressisti in Germania e.V. Diesterwegstraße 7 D - 33604 Bielefeld 9.1.2009 Dichiarazione della European Region della World Union for Progressive Judaism e della Union progressiver Juden in Deutschland Nel internet appare un 'rabbino superiore Dr. Esra Iwan Götz' con propaganda antisemita e antizionista. Sostiene di essere membro della World Union for Progressive Judaism e di essere membro della Synagogengemeinde zu Halle. A questo proposito, la European Region della World Union for Progressive Judaism (WUPJ) e la sua organizzazione subordinata tedesca, la Union der progressiven Juden in Deutschland (UPJ) dichiarano: 1. Dr. Esra Iwan Götz non fa parte della World Union for progressive Judaism. Non e' autorizzato di usare l'emblema [Logo] della European Region della (WUPJ) nelle sue lettere. So stati iniziati le procedure legali per interdirgli l'uso. 2. Dr. Esra Iwan Götz non fa parte di una istituzione rabbinica della WUPJ o sarebbe stato acettato da una tale come 'rabbino superiore'. La WUPJ e la Union progressiver Juden non sono a conoscenza di un altra istituzione ebraica o autorita, che avrebbe lasciato il titolo di rabbino al Dr. Esra Iwan Götz o gli avrebbe conferito un compito ufficiale come 'rabbino superiore'. Visto che il titolo 'rabbino' o 'rabbino superiore' non e protetto per legge in Germania, non esistono mezzi legali di impedire al signor Götz l'uso fuorviante di questi titoli. 3. La Synagogengemeinde zu Halle, membro della Union progressiver Juden in Deutschland, e che per questo motivo fa anche parte della European Region della World Union for Progressive Judaism, ha dichiarato la seguente a proposito della allegazione del signor Götz di essere membro della Synagogengemeinde e della tessera mostrata: ''il signor Dr. Götz e stato ospite delle messe della nostra communita per alcune volte, le messe essendo aperte anche per i non-membri che si annunciano in anticipo. Il signor Dr. Götz non e membro della Synagogengemeinde Halle e non lo e mai stato. La tessera e fuorviante. Apparentemente e stata contraffatta usando una tessera in bianco del 14.4.2004. 4. La European Region della World Union for Progressive Judaism e la Union progressiver Juden in Deutschland si sissociano dalla propaganda antisemita e antizionista del signor Götz. Si aspettano dalle autorita tedesche un esame di queste pubblicazioni per verificare se i delitti di 'istigazione all'odio tra i popoli' e la negazione dell'olocausto sono avvenuti, e si aspettano atti appropri contro la loro distribuzione. </ref><ref>UNION PROGRESSIVER JUDEN IN DEUTSCHLAND E.V. Diesterwegstraße 7 D - 33604 Bielefeld Erklärung der European Region der World Union for Progressive Judaism und der Union progressiver Juden in Deutschland Im Internet tritt ein „Oberrabbiner Dr. Esra Iwan Götz“ mit antisemitischer und antizionistischer Propaganda auf. Dabei behauptet er, zur World Union for Progressive Judaism zu gehören und Mitglied der Synagogengemeinde zu Halle zu sein. Hierzu stellen die Europäische Region der World Union for progressive Judaism (WUPJ) und ihre deutsche Unterorganisation, die Union der progressiven Juden in Deutschland (UPJ), fest: 1. Dr. Esra Iwan Götz gehört der World Union for progressive Judaism nicht an. Er ist nicht berechtigt, das Logo der Europäischen Region der WUPJ in seinem Briefkopf zu führen. Die rechtlichen Schritte, ihm dies wirksam zu untersagen, werden eingeleitet. 2. Dr. Esra Iwan Götz gehört keiner rabbinischen Institution der WUPJ an oder ist von einer solchen als „Oberrabbiner“ anerkannt worden. Der WUPJ und der Union progressiver Juden ist auch keine andere jüdische Institution oder Autorität bekannt, die Dr. Esra Iwan Götz den Rabbinertitel verliehen oder ihn als Oberrabbiner in ein Amt eingesetzt hat. Da die Titel „Rabbiner“ oder „Oberrabbiner“ in Deutschland nicht gesetzlich geschützt sind, gibt es keine rechtliche Handhabe, Herrn Götz die irreführende Verwendung dieser Titel zu untersagen. 3. Die Synagogengemeinde zu Halle, die Mitglied der Union progressiver Juden in Deutschland ist und damit zur Europäischen Region der World Union for Progressive Judaism gehört, hat zu der von Herrn Götz erhobenen Behauptung, er sei Mitglied der Synagogengemeinde, sowie zu dem veröffentlichten, auf Dr. Iwan Götz lautenden Mitgliedsausweis der Gemeinde erklärt: „Herr Dr. Götz war einige Male Gast in unseren Gottesdiensten, die auch gemeindefremden Personen, die sich anmelden, offen stehen. Herr Dr. Götz ist nicht Mitglied der Synagogengemeinde Halle und ist dies auch niemals gewesen. Der Ausweis ist irreführend. Er wurde offensichtlich auf einem Blankoformular am 14.4.2004 ausgestellt.“ 4. Die Europäische Region der WUPJ und die Union progressiver Juden in Deutschland distanzieren sich von der antisemitischen und antizionistischen Propaganda von Herrn Götz. Sie erwarten von deutschen Behörden, diese Veröffentlichungen auf die Straftatbestände der Volksverhetzung bzw. der Holocaustleugnung zu prüfen und entsprechende Maßnahmen gegen ihre Verbreitung zu unternehmen.</ref><ref>http://reichling.wordpress.com/2009/01/10/erklarung-der-union-progessiver-juden-in-deutschland-zu-gotz/</ref>, che Götz non è mai stato membro della Synagogengemeinde Halle e non è o è stato membro della UPJD o della WUPJ internazionale. La WUPJ e la UPJD non conoscono alcuna istituzione ebraica o autorità che potrebbero aver rilasciato a Götz il titolo di “rabbino” o “rabbino superiore”. Dal momento che il titolo di “rabbino” e “rabbino superiore” non sono titoli protetti da alcuna legge tedesca, non esistono possibilità giuridiche per impedire a Götz di usare questi titoli in pubblico in modo fuorviante. Anche il sedevacantista ed ultraconservatore tedesco Rolf Hermann Lingen cita Götz nei suoi scritti su internet <ref>http://www.kirchenlehre.com/goetz.htm</ref>. Alcuni pamphlet di Götz sono stati stampati dalla casa editrice di destra Franken Bücher Verlag, che oggi è chiamata Andromeda Buchversand. ==Attività come antisemita e negatore dell’Olocausto== [[image:Goetz18.jpg|thumb]] Götz è stato condannato in passato secondo l’articolo 130 del codice penale tedesco (“istigazione all’odio tra i popoli”) e il giorno 26.1.09 sarà processato di nuovo per tale reato. Alla fine del 2006 aveva distribuito a Berlino alcuni volantini con un contenuto antisemita <ref>http://freeweb.dnet.it/antifhain/chronik.htm</ref>. Solo dalla zona di Charlottenburg-Wilmersdorf sarebbero giunte 20 denunce contro questi volantini. Secondo la polizia di Berlino potrebbe essere “non punibile” per i suoi reati: questo fa pensare che possa essere affetto da una grave malattia mentale. Götz afferma che nel dicembre del 2006 sarebbe stato membro di una conferenza sull’olocausto a Teheran, in Iran. All’inizio del 2007 Götz ha tenuto una conferenza insieme con un certo Michael Wegner in un ristorante-bar di Stralsund, parlando della “lotta del governo tedesco contro il proprio popolo”. Erano stati invitati, come spettatori paganti, alcune personalità dell’economia locale, come l’assessore locale per l’ordine pubblico di Stralsund Dirk Bierwerth e perfino alcuni poliziotti. L’organizzatore era una certa “ICG Industry Consulting Group” -una presunta associazione internazionale non-commerciale- che agirebbe per “informare in modo diverso dai mass media, che sono manipolati e controllati”, e che agirebbe senza essere influenzata da un intontimento controllato deliberatamente da tali media. Come referenti erano stati indicati solo i membri di questa presunta associazione ICC. La pagina web della ICC (ora cancellata) mostrava un testo di Götz nel quale affermava che “gli ebrei succhierebbero centinaia di miliardi di euro dal popolo tedesco, usando la bugia propagandistica dello sterminio di massa degli ebrei”. Götz, nella sua relazione nel ristorante-bar e davanti alle camere del network TV NDR, negava l’Olocausto degli ebrei europei: «la notte dei cristalli è stata organizzata degli ebrei (…) ma l’Olocausto non è mai esistito! È stato qualcosa che si sono inventati loro», ha affermato nella registrazione della TV NDR. Per le persone presenti, tuttavia, queste parole non sono state un buon motivo per intervenire. Il capo dell’assessorato per l’ordine pubblico Bierwerth ha affermato, durante la stessa registrazione, che si trattava di «una teoria molto interessante. Non dico di più… lo ascolto, ho letto parecchie cose a questo proposito, ed ero molto interessato a saperne di più» <ref>http://www.dradio.de/dlf/sendungen/hintergrundpolitik/725327/</ref>. La sua indifferenza a tutto ciò gli è costata il posto di lavoro, visto che non era intervenuto <ref> Nordkurier vom 19.01.2007 http://www.links-lang.de/presse/5227.php</ref><ref>http://www.links-lang.de/presse/5231.php</ref><ref>http://www.ostseezeitung.de/archiv.phtml?</ref>. La pubblica accusa ha intentato causa a Götz e confiscato il nastro del NDR. Il processo averra il giorno 26.1.2009 a Anklam. ==Relazioni con Ryke Geerd Hamer== [[image:Goetz10.jpg|thumb|left]] [[image:Goetz23.jpg|thumb]] Götz viene descritto da [[Ryke Geerd Hamer]], l’inventore della Nuova Medicina Germanica, come un “rabbino migrante” (Wanderrabbiner) e “rabbino superiore” (Oberrabbiner), e lo cita come testimone per le proprie affermazioni antisemitiche e pseudomediche. Seguendo tali convinzioni, il 17.12.2008 Götz ha firmato a Sandefjord -insieme con altre persone- un documento nel quale viene dichiarato assurdamente che tutti i rabbini e gli oncologi ebrei del mondo sarebbero al corrente che la dottrina hameriana sarebbe giusta, e che tutti i pazienti ebrei si curerebbero con tale metodo. Invece, questo non avverrebbe nel caso di pazienti non-ebrei, e ciò avrebbe condotto al genocidio di 20 milioni di pazienti. Ovviamente non vengono mostrate prove per tali affermazioni. Il documento è stato pubblicato su internet dal suo fedele aderente alla dottrina hameriana Helmut Pilhar, nonché tradotto anche in italiano sul sito della “Secondo Natura S.r.l.”, ex “Amici di Dirk S.r.l.”, dietro la quale opererebbe l’associazione Alba guidata dall’ex barista Marco Pfister. Secondo quanto riportato da un blogger svizzero, Hamer avrebbe cercato -invano- di trovare nel Talmud indizi per le sue idee <ref>http://www.kabbala-akademie.ch/index.php?menu_id=121&main_menu_id=2&blog=1</ref>. Secondo Götz, nel Talmud si troverebbe la prova che la terapia della Nuova Medicina Germanica vada negata ai pazienti non-ebrei. Il Talmud (Mischna e Gemara) è stato però scritto diversi secoli fa, ben prima dell’invenzione della Nuova Medicina Germanica. Anche la ricerca condotta da Hamer sull’intero testo intero del Mischnajoth (il blogger aveva mandato il testo ad Hamer) non ha portato ad individuare alcuna prova per le sue affermazioni. Secondo Hamer, Götz sarebbe l’unico rabbino superiore della Germania e avrebbe lavorato con l’agente del KGB Vladimir Putin. Secondo Hamer, Putin e Götz sarebbero da considerare agenti ebrei del KGB di altissimo livello, e sarebbero stati informati dei presunti crimini perpetrati verso i pazienti non-ebrei. In Germania, i fedeli della Nuova Medicina Germanica hanno avanzato dubbi fin da subito sull’autenticità del presunto rabbino antisemita. La presentazione del falso rabbino da parte di Hamer e Pilhar ha avuto come risultato una dissociazione da Hamer in tutti i tre forum tedeschi a favore della NMG. Viene addirittura avanzata l’ipotesi complottista che Götz sia un “agente infiltrato” che compie gesti massonici per danneggiare l’immagine di Hamer. ==Altre attività== Götz è anche apparso come traduttore di un film russo a proposito di Neuschwabenland per la web-tv di Erscheinung “Secret-TV”, che si occupa di teorie del complotto. La Neuschwabenland è una di queste, secondo la quale le SS sopravvissute alla fine della seconda Guerra Mondiale si sarebbero rifugiate nel continente antartico, in una regione detta appunto “Neuschwabenland”, ovvero “Nuova Svevia”) <ref>Secret-TV Video Neuschwabenland Ahnenerbe Movie-ID</ref>. Götz in passato si è considerato ministro degli affari esteri dello “Stato libero di Sassonia” <ref>http://www.krr-faq.net/archiv05.php</ref>, nel governo fittizio di un certo Olaf Thomas Opelt. Inoltre si era nominato ambasciatore speciale dello “Stato del Regno Libero di Prussia” (Sonderbotschafter des Reichslandes Freistaat Preußen) e nel 2008 fu eletto con 39 voti come presidente del Volks-Bundesrath (una specie di parlamento fittizio di un altrettanto fittizio Regno), ma dopo poco tempo è stato poi destituito da tale “carica”, sempre con 39 voti su un totale di 39. ==Citazioni== «È il nostro compito numero uno: liberare i patrioti tedeschi Dr. Ryke Geerd Hamer, Ernst Günter Kögel e Ernst Zündel dalle mani dei Neonazisti. I loro mercenari hanno imprigionato questi uomini all’interno delle “istituzioni ebraiche di sterminio” JVA dove, secondo i manipolatori, devono morire» (nota bene: secondo il gergo di Götz, Neonazisti significa “sionisti nazionali”, e non si riferisce affatto agli esponenti dell’estrema destra) ==Biografia criminale== Secondo quanto afferma egli stesso, Götz è stato condannato numerose volte in Germania: *tre anni a piede libero per istigazione all’odio tra i popoli *per truffa (Amtsgericht Bergheim AZ:43 Ds 554/05) *due volte per diffamazione di un giudice durante i processi *uso illecito del titolo dottore: condanna a 8 mesi a piede libero *ricettazione: aveva venduto una macchina rubata *possesso illegale di armi a fuoco: sei mesi a piede libero *contraffazione di documenti: aveva mostrato una carta di identità falsa, nella quale pretendeva di essere un cittadino del fittizio Regno Tedesco (Deutsches Reich) - sentenza Amtsgericht Berlin-Tiergarten Ds 45 Js 16 09/04) Le sue frequenti condanne hanno destato il sospetto che Götz possa essere affetto da una malattia mentale. Di conseguenza è stato esaminato almeno due volte da uno psichiatra. Ha dovuto restituire la patente di guida “per sospetta malattia mentale”. Un giudice ha tentato di imporgli un tutore, ma invano. ==riferimenti== <references/> {{DEFAULTSORT:Götz, Iwan Wanja}} [[category:Nuova Medicina Germanica]] c7e2b8371abd3050459f7e358acc3b66653784da Marco Pfister 0 15 121 26 2009-12-23T00:26:00Z EsoTypo 3 sort wikitext text/x-wiki '''Marco Pfister''' (soprannominato ''il barista'') è un naturopata di origine svizzera ed è l'attuale presidente dell'associazione genovese [[ALBA]] che si occupa di divulgare la [[Nuova Medicina Germanica]] in Italia e che si trova in stretto contatto con la ''SecondoNatura srl'' di Aulla (in precedenza ''amici di Dirk srl'') che vende libri e corsi NMG (a 5.880 Euro l'uno). I corsi ed i diplomi ALBA non sono però riconosciuti da Hamer e sono di dubbia utilità. Secondo alcune voci Pfister sarebbe coinvolto economicamente negli affari della ''SecondoNatura Srl'' e non si è a conoscenza di una sua formazione professionale nel campo della medicina: non è medico. Pfister entrò in conflitto con alcuni degli aderenti alla NMG quando non potette impedire di essere chiamato ''dottore'' al telefono. Di Pfister si sa che lavora come barista: [[Ryke Geerd Hamer]], l'inventore della NMG, lo chiama ''il cameriere'' (der Kellner). Da [[Samorindo Peci]] viene denominato ''barista di Lugano''. Pfister è uno dei sostenitori più attivi della NMG in Europa ed è stato legato a Hamer per lungo tempo in un rapporto di fiducia. Durante gli ultimi mesi del 2006 il rapporto peggiorò, Hamer rimproverava a Pfister di essere un traditore ed un truffatore e di voler sfruttare le sue invenzioni ed ipotesi pseudomediche per trarne un vantaggio economico personale. Citazione di Hamer del 13 febraio 2007: "''Es ist niederträchtiger Verrat an der Germanischen Neuen Medizin. Jemand, der sich seit Jahren mit GNM befaßt und so tut, als sei er unser Freund und dann so etwas schreibt, der kann nicht unser Freund sein, denn das sind die gleichen Töne wie bei Faktuell, Meta-Räubermedizin, Sabbah etc. etc. und jetzt verstehe ich auch, was Du da mit Deiner Freundin S. treibst. Ihr arbeitet offenbar seit Jahren gegen die GNM und gegen mich, in fremdbestimmtem Auftrag. und Da Du nicht dumm bist, muß ich zwingend annehmen, daß auch Du inzwischen im Auftrag meiner Gegner arbeitest. Du bist außerdem ein Betrüger, wenn Du Diplome ausstellst, die Ärzte für viel Geld erwerben, in denen dann steht, daß sie damit nicht therapieren können, sondern als Therapie Hellinger, NLP, Nardone und Hypnose-Schwachsinn machen müssen oder sollen''". Hamer rimprovera inoltre a Pfister di usare le ''Costellazioni Famigliari'' secondo la teoria di Bert Hellinger, le quali erano state proibite da lui nel dicembre del 2006. Hamer ricevette (probabilmente da [[Daniela Carini]]) un video nel quale si potevano vedere alcuni esponenti [[ALBA]] durante un seminario di Hellinger fare uso di questa tecnica. Stranamente, secondo le affermazioni di alcuni pazienti, anche la Carini usa per' le ''Costellazioni Famigliari'', ma non è stata criticata da Hamer. Oltre al distacco dalle direttive di Hamer, Pfister fu accusato di aver tentato di stampare libri NMG aggirando la casa editrice ''Amici di Dirk''. Pfister voleva dare le dimissioni dalla presidenza [[ALBA]], ma fu rieletto presidente. Parla tedesco e si è occupato della traduzione dei libri di Hamer, attualmente Hamer non lo considera più come traduttore degno di fiducia. ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=qpIodAOQtd4 youtube] {{DEFAULTSORT:Pfister, Marco}} [[category:Nuova Medicina Germanica]] 71df40896c72a519a28b71a84624db5eeaf238c8 Ryke Geerd Hamer 0 5 122 10 2009-12-23T00:26:34Z EsoTypo 3 sort wikitext text/x-wiki [[image:Hamer1.jpg|Ryke Geerd Hamer|thumb]] '''Ryke Geerd Hamer''' è un ex-medico e inventore tedesco, inventore della controversa [[Nuova Medicina Germanica]]. Attualmente è latitante, viveva in Spagna e si trova in Norvegia nella citta' Sandefjord. Avendo attualmente (nel 2008) 73 anni, sta cercando di ottenere l'autorizazzione di esercitare la medicina in Norvegia. Nel maggio del 2008 nomina l'indirizzo della sua casa editrice norvegiese come suo indirizzo: ''Germanische Neue Medizin Forlag Dr. Hamer, Sandkollveien 11, N-3229 Sandefjord'' <ref>GERMANISCHE NEUE MEDIZIN FORLAG DR. HAMER. SANDKOLLVEIEN 11, 3229 SANDEFJORD. Innehaver: HAMER RYKE GEERD. Telefon: +47 33 522133. Telefax: +47 33 522134. [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2008/20080520_Hamer_an_Kaiser.htm]</ref>. ==Biografia: gli anni prima dell' invenzione della Nuova Medicina== La biografia di Hamer è ben documentata nei resoconti pubblicati, nel corso dei diversi procedimenti penali tenutisi contro di lui <ref>http://www.dossierhamer.it/sentenze/sentenze.html</ref>, dagli organi di giurisprudenza tedeschi, austriaci e francesi. I sopracitati resoconti sono parzialmente in contrasto con le biografie che si possono trovare sparse per internet. Hamer è nato il 17 maggio 1935 a Mettmann, terzo di sei figli maschi. Suo padre, Heinrich Hamer, è stato un pastore protestante dal 1945 a 1969 a Meschede. Hamer terminò gli studi nel 1953 a Krefeld, sposò Sigrid Oldenburg nel 1956 (si erano conosciuti a scuola essendo entrambi studenti di medicina), e diventò prima teologo (secondo quanto riportato da Hamer, nel 1957 a Erlangen in Baviera) e poi medico (il 10 aprile 1962 all'età di 27 anni, secondo i fascicoli processuali. Vedi <ref>http://www.vg-frankfurt.justiz.hessen.de/C1256CD00048A06A/vwContentByKey/W25T7DV3082JUSZDE/$File/PR%2005.11.2003.pdf Communicazione stampa tribunale amministrativo di Francoforte del 2003</ref> <ref name="6A10035/89.OVG9K">Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K</ref>) Ricevette il suo dottorato in medicina nel dicembre 1963 <ref name="6A10035/89.OVG9K"/> <ref>Sentenza del tribunale amm. di Sigmaringen codice 8K 610/03</ref>, la data della sua laurea è riscontrabile consultando la sua tesi che è elencata presso la Deutsche Bibliothek su internet, di consequenza non poteva praticare come medico prima del 1962. Sostenitori di Hamer raccontano che Hamer sarebbe stato "il più giovane medico della Germania". I dati che si trovano nei fascicoli processuali e la data della sua tesi di laurea (a 27 anni) provano invece un percorso di studio di medicina normale di 6 anni (12 semestri). Per certo si sa che Hamer lavorò, dopo il 1964 e fino al 1986, in otto ambulatori privati diversi <ref name="6A10035/89.OVG9K"/>. Nel febraio 1972, dopo 10 anni (di solito ne bastano 5), si specializza in medicina interna (ted. Internist, <ref name="6A10035/89.OVG9K"/> <ref>Sentenza del tribunale amm. di Sigmaringen codice 8K 610/03</ref>). Hamer non è mai stato un ginecologo. Le pagine internet che lo qualificano come "''primario in ginecologia nella clinica oncologica universitaria di Monaco''" non forniscono le prove per tale asserzione. Come fa un medico di medicina interna a diventare "''primario in ginecologia''"? Hamer non è mai stato primario, e non si conoscono riferimenti per poterlo denominare "oncologo", psichiatra o fisico. Prima di inventare la sua ''Nuova Medicina'', adesso chiamata da lui ''Nuova Medicina Germanica'' (marchio registrato da Hamer nel 2003), ha inventato e fatto patentare quattro strumenti in medicina, con scarso successo sia scientifico che commerciale: i più citati dai suoi ammiratori sono un coltello elettrico a batterie usato in chirurgia e una sega elettrica per tagliare ossa. Nel 1972 si trasferì ad Amburgo per un affare immobiliare (che fallì) e tentò di cambiare il suo nome in "Hamer von Fumetti", le autorità però non glielo consentirono <ref name="stern 24.11.83">Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Faxsimile: http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm (104)</ref>. Nel 1976, dopo degli attriti con la "Kassenärztliche Vereinigung Nordbaden" (organizazione dei medici nel Nordbaden che regola le dispute tra medici) rinunciò volontariamente alla sua registrazione presso la "Kassenzulassung" ("kassenärztliche Vereinigung KÄV"). La '''KÄV''' dichiara che se Hamer non l'avesse fatto volontariamente, sarebbe stato espulso dalla KÄV a causa di irregolarità. Da quella data, i pazienti dovevano pagare direttamente Hamer, e non più le mutue assicurazioni tramite la KÄV. Sempre nel 1976 si trasferì per alcuni mesi a Weiterstadt dove ottenne un prestito di 70.000 marchi (circa 35.000 Euro) dal comune per un ambulatorio che non verrà mai aperto, e secondo la rivista ''Stern'' non restituì i soldi. La ditta ''Kienzle'', che espresse interesse verso la commercializzazione del coltello e della sega da lui inventati, si rifiutò infine di produrli perché si vide che provocavano gravi ferite nei tessuti, sopratutto nei casi di tagli non rettilinei. Di conseguenza vennero chiesti a Hamer soldi anticipatigli per lo sviluppo di questi strumenti. Hamer reagì trasferendosi con la famiglia a Roma (Via Cassia 1280, secondo una altra fonte via Margutta) in Italia <ref name="stern 24.11.83"/> <ref>http://maurosuttora.blogspot.com/2006/10/intervista-birgit-hamer.html e http://maurosuttora.blogspot.com/2006/06/vittorio-emanuele-di-savoia.html Mauro Suttora: Intervista Birgit Hamer, figlia di RG Hamer del 27 settembre 2006(156)</ref>. ==la morte di suo figlio Dirk== [[image:cavallo2.jpg|le barche ormeggiate|300px|thumb]] [[image:dirkbirgithamer.jpg|Dirk Hamer in ospedale con la sorella Birgit|thumb]] Secondo indiscrezioni suo figlio Dirk venne espulso dall'Italia nel 1978 a causa di una accusa di "resistenza a pubblico ufficiale". Lo stesso Dirk morì tragicamente, il 7 dicembre dello stesso anno (rif 158), a causa di un colpo di arma da fuoco ricevuto alcuni mesi prima, il 17 agosto, sparato da Vittorio Emanuele (figlio di Umberto II) il quale venne processato e condannato a 6 mesi di prigione e ammetterà, molti anni dopo in una conversazione registrata da una microspia, di aver effettivamente sparato. Dopo, in un intervista, nega di aver fatto queste dichiatazioni <ref>[http://www.striscialanotizia.mediaset.it/bin/79.$plit/P_3_3_indexstory_listapdf_itemName_0_binary.pdf stricia la notizia]</ref>. Il suo figlio Dirk Hamer stava dormendo su una barca davanti all'isola Cavallo (Corsica), fu ucciso per errore da una pallottola sparata nella direzione di un'altra persona (probabilmente il medico "play boy" Nicky Pende, figlio del medico di Vittorio Emanuele - rif <ref>http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/vittorio-emanuele/savoia-hamer/savoia-hamer.html</ref> <ref>http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/16/precedente.shtml</ref> <ref>http://www.feltrinelli.it/BlogItem?item_id=2352</ref>. Tutto cominciò con un violento litigio tra Vittorio Emanuele e Niki Pende. Il principe accusava il medico romano di aver preso il canotto Zodiac del figlio per salire a bordo del suo yacht, il Coke, ormeggiato a Cala Palma. E per far valere le sue ragioni, imbracciò una micidiale carabina US 30 per la caccia agli elefanti. «Avevo paura delle brigate Rosse» disse ai giudici francesi. E anche: «Temevo poi che i banditi sardi sequestrassero mio figlio». Vittorio Emanuele disse al giudice istruttore che stava recuperando il suo canotto, quando venne aggredito verbalmente da Pende: «Sparai un colpo in aria per intimorirlo, poi lui mi saltò addosso e cademmo in acqua. In quel momento partì un altro colpo». Il principe disse anche: «Mi assumo la responsabilità per le ferite causate dalle pallottole sfuggite». In sintesi la sua linea era questa: sono stato aggredito e nella colluttazione è partito un colpo. Insomma, è stata un disgrazia. Dirk Hamer, che dormiva su uno yacht vicino, il Mapagia, sarebbe stato quindi colpito dalla seconda fucilata. Completamente diversa invece la versione di Niki Pende: «Me lo trovai davanti che gridava: “Italiani di merda, drogati”. E ha fatto fuoco due volte ad altezza d’uomo. Mi sono abbassato e poi gli sono saltato addosso». Durante il processo, Vittorio Emanuele cambiò versione e disse: «Ho sparato i due colpi in aria, non posso essere stato io a colpire Hamer». E i suoi avvocati, con un colpo di teatro, tirarono fuori una pistola Smith&Wesson che i gendarmi avevano trovato, la mattina del 18 agosto, a bordo del Mapagia. Il proprietario, il conte romano Vittorio Guglielmi Lante della Rovere, ammise subito che l’arma era sua, ma che non veniva usata da tempo. Impossibile una perizia sulla pistola, perché venne subito restituita a Guglielmi; impossibile una perizia sulla fiancata del Mapagia, perché lo yacht non venne sequestrato e Guglielmi lo fece riparare dopo qualche giorno. La vittima Dirk Hamer fu trasportata a Marsiglia e gli viene asportata chirurgicamente una gamba. Contro il parere dei medici curanti suo padre, R.G. Hamer, lo fece trasferire a Heidelberg in Germania, dove morì. Hamer dichiarò che Vittorio Emanuele avrebbe offerto, alla sua famiglia, 2 milioni di Marchi (circa 1 milione di Euro) se avesse rinunciato al processo. Più tardi dichiarò che la famiglia Savoia avrebbe invece offerto 10 milioni di Marchi (circa 5 milioni di Euro). In realtà, nel Settembre del 1978, le due famiglie conclusero un contratto provvisorio che prevedeva un risarcimento di 500.000 Franchi. Vittorio Emanuele pagò 200.000 Marchi (circa 100.000 Euro) di spese ospedaliere e accusò che la trasferta di Dirk Hamer a Heidelberg, contro il parere dei medici, fu la vera causa della sua morte. La moglie di Vittorio Emanuele, Marina Doria, venne citata dal giornale tedesco Der Stern con la dichiarazione che Hamer, nel caso di un pagamento di 2 milioni di Marchi, avrebbe convinto sua figlia Birgit (che era presente sul luogo del delitto ed era una testimone) a rilasciare qualunque dichiarazione lui avesse voluto <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Faxsimile: http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm (104)</ref>. Alla fine le due famiglie non arrivarono a nessun l'accordo. Nel 2006 Hamer dichiarò che suo figlio sarebbe stato ucciso nel 1978 dagli oppositori alla Nuova Medicina Germanica, questa fu inventata però nel 1981, dunque stranamente 2 anni dopo il fatto <ref>http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06 </ref>. ==Il tumore ai testicoli di Hamer== Nel Marzo 1979, secondo la testimonianza di Hamer, gli viene asportato chirurgicamente (in due sedute a Tübingen - <ref>settimanale der Spiegel del 8.9.1997: ...Zwei Wochen später sei er an Hodenkrebs erkrankt. In Tübingen wurde er operiert, auf eigenen Wunsch, wie er sagt, denn die Professoren hätten erst noch abwarten wollen. "Der Pathologe in Tübingen sagte am Tag darauf: Sechs Wochen später hätte ich keinen Pfifferling mehr für Sie gegeben."(rif 205)</ref> un cancro ai testicoli (rif 37, 201, 202 e 203) che, sempre secondo Hamer, sarebbe apparso nel 1978 o all'inizio del 1979, circa due mesi dopo la morte di suo figlio. Nella sentenza del tribunale amministrativo di Coblenza la data dell'intervento risulta invece nel 1981. ==L'invenzione della Nuova Medicina e gli anni sucessivi== Inventò la Nuova Medicina tra l'estate e l'autunno del 1981 e la presentò con un filmato al pubblico della televisione bavarese (bayerischer Rundfunk) il 4 Ottobre 1981. Un filmato venne trasmesso anche dalla RAI il giorno successivo. Sempre nell'Ottobre del 1981 tentò di diventare professore proponendo all'università di Tübingen una sua tesi per l'abilitazione intitolata: "Das Hamer-Syndrom und die eiserne Regel des Krebses" ("''la sindrome Hamer e la regola ferrea del cancro''"). Il 10 maggio 1982 la tesi d'abilitazione di Hamer venne rifiutata all'unanimità (150 voti) dall'universita di Tübingen per "insufficiente qualità scientifica e insufficienza di prove a sostegno" <ref>Il Habilitationsausschuss dell'università di Tübingen: "In den Sitzungen des Habilitationsausschusses der Medizinischen Fakultät der Beklagten am 8.12.1981 und 19.1.1982 wurde Prof. Dr. Schrage - Frauenklinik - und Prof. Dr. Wilms - Medizinische Klinik, Abteilung Innere Medizin - beauftragt, über die eingereichte Arbeit ein Fachgutachten zu erstellen. Am 2.2.1982 erstattete Prof. Dr. Schrage sein Gutachten. Darin ist ausgeführt, daß Form und Methodik der Arbeit den Grundregeln einer Habilitationsschrift nicht entsprechen. Der Kläger entwickle seine Ansichten nicht sachlich und prägnant, sondern der Stil der Arbeit sei geprägt durch persönlich-emotionale Momente. Auch nehme er keinerlei Bezug auf die vorhandene umfangreiche Literatur. Die Anschauungen des Klägers seien auch als Spekulation nicht zu akzeptieren. Auch der Zweitgutachter Prof. Dr. Wilms legte in seinem Gutachten vom 11.3.1982 dar, daß Form und methodisches Vorgehen des Klägers in seiner Arbeit nicht den Regeln einer wissenschaftlichen Publikation entsprechen. Eine Auseinandersetzung mit der Literatur zu den Entstehungstheorien des Krebses fehle vollständig. Der Kläger äußere sich ohne sachliche Argumentation entweder polemisch oder sensitiv als Außenseiter der sogenannten Schulmedizin. Eine wissenschaftlichen Kriterien genügende, reproduzierbare Darstellung der Methodik insbesondere bei der Auswahl des Krankengutes und der Durchführung der Patientengespräche fehle ebenfalls vollständig. Die Nomenklatur des Klägers erwecke in vielen Bereichen den Eindruck einer Pseudowissenschaftlichkeit. Der vom Kläger postulierte zeitliche Zusammenhang zwischen Konflikt und Krebsentstehung sei an keinem der vom Kläger dargestellten Beispiele schlüssig nachgewiesen. Zusammenfassend ist der Gutachter der Auffassung, daß der Fakultät die Annahme der Arbeit als Habilitationsleistung nicht empfohlen werden könne, da diese an gravierenden formalen, methodischen und sachlichen Mängel leide. Am 4.5.1982 lehnte der Habilitationsausschuß der Medizinischen Fakultät nach Bekanntgabe der Gutachten und abschließender Diskussion einstimmig die Anerkennung der eingereichten Arbeit des Klägers als Habilitationsleistung ab."</ref>. Nel 1985 morì sua moglie, la quale aveva un cancro al seno, a causa di un infarto cardiaco (gli infarti cardiaci sono spesso una conseguenza di un tumore). Hamer dichiarò che fosse morta perché non mostrava una fiducia adeguata nei confronti della Nuova Medicina Germanica <ref>...Naturalmente.... Penso che questo è il suo problema, che lui si sente perseguito. E poi la morte del suo figlio... e poi quello che mi raccontava sempre allora: che la sua moglie avrebbe avuto il suo cancro a causa della morte del figlio... e che poi lei [la sua moglie] non credeva in suo metodo [la moglie di Hamer era anche medico] e che sarebbe morta per questo motivo. [perche non credeva nei metodi del suo marito]. E litigava con tutti. Ha solo accetato se stesso e non ha mai accetato la chiusura della clinica e ha continuato a "curare". Da un giorno a l'altro eravamo una impresa privata, non c'era piu l'autorizzazione statale da parte del governo regionale. Allora ha detto: OK, io sono una pensione per ospiti. Litigava con tutti. Non c'era la possibilita di discutere qualche cosa con lui, neanche a proposito di domande amministrative... Testimonianza sig Müller, da: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze </ref>. Nel 1982, tornato in Germania, aprì per un breve periodo un "Sanatorium Rosenhof" a Bad Krozingen nel quale era l'unico medico. Due giornalisti della rivista "Der Stern", indagando sulla struttura, parlarono con un'infermiera che raccontò che quasi nessun paziente ammalato di cancro del "Rosenhof" sarebbe sopravvissuto <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Faxsimile: http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm </ref>. Nel caso di 50 pazienti curati da Hamer nel "Sanatorium Rosenhof", solo 7 sarebbero sopravvissuti per qualche tempo. Nel 1983 Hamer aprì una clinica privata abusiva chiamata "Krankenhaus Haus Dammersmoor'" a Gyhum nei pressi di Bremen, che venne chiusa dalle autorità. Dichiarò che alcuni pazienti sarebbero defunti a Gyhum a causa degli articoli di giornale con un tono ostile verso lui e la sua precedente clinica "Rosenhof". Nell'Agosto del 1985 aprì una clinica abusiva chiamata "Freunde von Dirk" a Katzenelnbogen in Rhenania che venne chiusa dalle autorità nel Dicembre dello stesso anno. Hamer aveva registrato la sua clinica come "Fremdenpension" (pensione), la faceva passare dunque per un albergo <ref>Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K. (37)</ref><ref>*http://www.pilhar.com/News/Amici_n/89_1.htm</ref><ref>*http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80</ref>. La situazione in questa clinica era scandalosa: mancavano personale, soldi, farmaci e anzitutto mancava il cibo per i pazienti. Hamer era spesso assente per giorni e lasciava da soli i pazienti. Alla fine Hamer venne denunciato alla magistratura e la clinica fu chiusa dalle autorità. La situazione scandalosa di questa clinica fu una delle cause che portarono al processo, pochi mesi dopo, nel 1986, per togliere a Hamer l'abilitazione medica. In questa clinica vennero ricoverati anche pazienti stranieri, sopratutto francesi ed italiani. Una sola persona, senza nemmeno una formazione professionale, era addetta alla cura dei pazienti ed era presente solo per poche ore al giorno mentre Hamer, dal canto suo, era spesso assente dalla clinica, a volte per parecchi giorni. Di conseguenza le donne che si occupavano dell'amministrazione dell'ospedale <ref>*http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze</ref> dovette intervenire per occuparsi dei pazienti. Hamer era spesso in contatto con la stampa e si faceva intervistare volentieri per divulgare notizie di guarigioni miracolose. Un tipico esempio per questa prassi e' rapresentato dal [[caso Zemelka]], un suo paziente che presento' in puntate tv, filmati video e pubblicazioni. vedi anche: [[cliniche della Nuova Medicina]] ==La perdita dell'abilitazione== Nel Marzo 1986 Hamer si spostò a Colonia e l'8 Aprile 1986 venne radiato dall'ordine dei medici dal tribunale distrettuale di Coblenza <ref> caso codice 9 K/215/87 </ref> in base all'articolo 5 della Bundesärzteordnung (regolamento federale per i medici). Traduzione del referto dello psichiatra prof B. Pflug (università di Francoforte), citato in modo indiretto nella sentenza di radiazione: "(...) ''la struttura personale del querelante (Hamer) è da descriversi come fanatica. Sarebbe un medico con idee scurrili ''(...)'' avrebbe la particolarità di vedere le sue opinioni come verità assolute, vedrebbe tutto sotto un solo punto di vista e non lascerebbe nessuno spazio ad una valutazione equilibrata ''(...)'' le sue convinzioni nascono da una certezza maniacale ''(...)'' il suo punto di vista è ristretto a pochi argomenti che governano tutto e che non vengono riconosciuti [come tali]. Le opinioni delle altre persone sono di valore ai suoi occhi solo se confermano le sue convinzioni. Il querelante [Hamer] è fissato alla sua prospettiva di percezione. Argomenti contrari alle sue opinioni non vengono valutati in base al loro contenuto, ma vengono considerati come un attacco personale ''(...)'' Il querelante non sarebbe in grado di aiutare davvero pazienti malati di cancro, invece suscita [in suddetti pazienti] speranze infondate per un eventuale successo terapeutico, caricando gli stessi di inutili sofferenze ''(...)" <ref>Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K</ref><ref>Il giorno 8 aprile 1986, viene vietato a Hamer di esercitare la professione di medico. Alla base del divieto sta anche una perizia psichologica del giorno 27 novembre 1985. La perizia viene citata nella sentenza del tribunale amministrativo superiore di Koblenz (Coblenza) del 1990. In questa perizia si puo leggere:..der Wesenszug des Klägers (Hamer) sei am ehesten mit dem Begriff des Fanatischen zu beschreiben. Er sei ein Arzt mit skurrilen Ansichten, (...). Er besitze eine ungewöhnliche Bereitschaft, eigene Ansichten absolut zu setzen, neige dazu, alles einer einzigen Tendenz unterzuordnen und habe kein Spielraum für ein besonnenes Abwägen (...). Seine Überzeugungen würden von wahnähnlicher Gewißheit, (...), getragen. (...) sein (Hamers) Gesichtsfeld ist auf wenige Anliegen eingeengt, denen alles untergeordnet und dabei in seiner Eigenart verkannt wird. Die Ansichten anderer interessieren ihn nur soweit, als sie zur Bestätigung der eigenen vorgefaßten Meinung herangezogen werden können. (...) Der Kläger (Hamer) ist ungewöhnlich rigide an seine eigene Wahrnehmungsperspektive fixiert. Gegenargumente prüft er nicht auf ihren sachlichen Gehalt, sondern sieht in ihnen lediglich Angriffe, die der eigenen Person gelten. (...) Der Kläger (Hamer) sei nicht in der Lage, Krebskranken wirklich zu helfen, sondern wecke bei diesen unbegründete Hoffnungen auf einen Heilerfolg, wobei er seinen Patienten unnötige Strapazen aussetze." traduzione:...Il carattere di Hamer e da considerare piutosto come un carattere fanatico. Si tratta di un medico con idee scurile, pronto a credere nella assolutita delle sue idee, incapace di una valutazione equilibrata...le sue convinzioni hanno un carattere maniacale...il suo campo visivo e limitato a pocche domande. Hamer non si interessa per opionioni di altre persone, se queste non confermano le sue convinzioni...Hamer non valuta argomenti contrari alle sue idee e vede in contra-argomenti solo un aggressione contra la sua persona....Hamer e incapace di aiutare pazienti affetti da cancro, invece crea in queste persone solo speranze, e provoca solo ulteriori strapazzate inutili.... link: http://web.archive.org/web/20040621050547/http://pilhar.com/Hamer/Korrespo/1986/861217.htm (il link originale e stato cancellato nel fratempo)</ref>. Nella sentenza si legge inoltre: "(...) ''la particolare struttura psichica del querelante [Hamer] è il vero motivo per cui è stato radiato dall'albo e non il suo aggrapparsi alla 'teoria ferrea del cancro' ''(...)" In una lettera rivolta a Hamer dall'ufficio competente si puo leggere la motivazione del ritiro dell'abilitazione: "(...) ''a causa della Sua certezza maniacale che le Sue concezioni scientifiche sarebbero intoccabili, Lei non era piu in grado di orietare le Sue attività mediche secondo le esigenze mediche stesse'' (...)" Nel 1987 pubblicò il suo libro: "Vermächtnis einer neuen Medizin". Nel 1990 fondò a Burgau in Austria (dove curò, senza successo, la moglie del sindaco facendole una cosidetta 'conflittolisi') un centro di consulenza che chiamò "Klinik für Neue Medizin" e che verrà chiuso nel 1995 dalle autorità austriache. A questo punto Hamer aveva già perduto la sua abilitazione da quattro anni e non poteva lavorare come medico. Nel 2003 fece registrare il marchio della '''Nuova Medicina Germanica'''. Hamer visse fino a Marzo 2007 in esilio in Spagna (Alhaurin El Grande, vicino a Malaga). Ha lasciato la Spagna a causa di un imminente mandato di fermo da parte della Germania ed è fuggito in Norvegia. Secondo il suo avvocato ''Koch'', il suo numero fax in Norvegia sarebbe il +47/33/464950 <ref>http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg</ref><ref>intervista in lingua tedesca del 1. agosto 2007</ref><ref>Lettera aperta del 9.3.07: 9 Marzo 2007. Cari amici, sono costretto mio malgrado a partire dal mio esilio spagnolo. in effetti, non devo raccontarvi nulla di nuovo a proposito delle strane accuse della procura di Cottbus (Robbineck). Sono accusato di "Volksverhetzung" (eccitamento del odio tra i popoli), solo per aver detto la verità e non aver taciuto a proposito degli responsabili di questo osteggiamento. Attualmente non so cosa mi rimproverano concretamente, ma questo, per quanto riguarda il mio caso, non fa nessuna differenza.. Siamo tornati al medioevo, quando i cosiddetti "eretici" venivano accusati dal'inquisizione (oggi: polizia dei pensieri) e venivano puntualmente giustiziati. In verita niente e cambiato da allora. Oggi la pena minima è di 5 anni. Devo aspettarmi da un giorno all'altro che venga emesso un mandato di cattura, al quale gli spagnoli reagirano probabilmente (come nel settembre 2004) con l'estradizione. Spero che questo sara più difficile nel luogo dove chiederò asilo politico. Dal mio nuovo esilio farò tutto per permettere ai nostri pazienti di poter usufruire della nostra Nuova Medicina Germanica, che come sapete, viene usata da una particolare comunita religiosa da 23 anni. Viva la Nuova Medicina Germanica !!! Viva la Medicina Sagrada - la medicina sacra!!! Vi saluto tutti, vostro Ryke Geerd Hamer Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer 09. März 2007 Liebe Freunde, notgedrungen habe ich mich dazu entschließen müssen, aus meinem spanischen Exil wegzuziehen. Ich brauche Euch ja über die höchst merkwürdige Strafverfolgung der Staatsanwaltschaft (Robineck) in Cottbus nichts zu erzählen. Ich bin wegen "Volksverhetzung" angeklagt, nur weil ich die Wahrheit gesagt und dabei Roß und Reiter nicht verschwiegen habe. Ich weiß zurzeit nicht, was man mir konkret vorwirft, aber das ist ja in meinem Fall ohnehin gleichgültig. Es ist inzwischen wieder wie im Mittelalter, als sog. "Ketzer" von der Inquisition (heute Gedankenpolizei) angeklagt und regelmäßig hingerichtet wurden. Im Grunde hat sich seit damals nichts geändert. Mindeststrafe heute: 5 Jahre Haft. Ich muß jeden Tag damit rechnen, daß wieder ein Haftbefehl ausgestellt wird, den die Spanier dann, wie gehabt (September 2004) vermutlich durch erneute Auslieferung unterstützen würden. Ich hoffe sehr, daß dies, dort wo ich jetzt politisches Asyl beantragt habe, schwieriger sein wird. Ich werde auch aus meinem neuen Exil alles dafür tun, daß unsere Patienten die Germanische Neue Medizin anwenden dürfen, die wie Ihr ja wisst, eine bestimmte religiöse Gemeinschaft schon seit 23 Jahren weltweit anwenden darf. Es lebe die Germanische NEUE MEDIZIN !!! Viva la Medicina Sagrada - die heilige Medizin!!! Ich grüße Euch alle, Euer Ryke Geerd Hamer</ref>, questo numero appartiene a una persona (G.F.) di Sandefjord, a sud di Oslo. In un'intervista del 23 Settembre 2007, Hamer conferma di essere in Norvegia: "(...) ''Sono partito un giorno prima della mia cattura e sono venuto in Norvegia perché la Norvegia non fa parte della Comunità Europea e qui è molto più difficile incarcerarmi'' (...)" <ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41</ref> ==Storia criminale di Hamer== *Nel caso 34 Js 85/86 (StA Köln - Colonia) Hamer dovette pagare la somma di 3.000 Marchi (1.500 Euro) per evitare di essere processato per aver conttravvenuto al "Heilpraktikergesetz" (legge che regola le medicine parallele), perché dall'Aprile fino all''Agosto del 1986 aveva curato pazienti senza avere abilitazione medica. Da quel momento in poi ha continuato a praticare la professione abusivamente in diversi paesi. *Il 22 Gennaio 1992 venne condannato dal tribunale distrettuale di Colonia a 4 mesi di prigione per aver curato un ragazzo ammalato di cancro con una terapia non idonea, il ragazzo perse una gamba. *Il 27 Luglio 1993 venne condannato in Austria, per calunnia, a 6 mesi con condizionale. *Nel 1995 esplose il caso di [[Vittime_della_Nuova_Medicina#La_storia_di_Olivia_Pilhar|Olivia Pilhar]]: i genitori della bambina vennero condannati a 8 mesi <ref> sentenze del tribunale di Vienna contro la coppia Pilhar, http://web.archive.org/web/20041212144410/www.pilhar.com/Olivia/Korrespo/1996/961111ur.htm</ref> *Nel 1997 Hamer venne arrestato e condannato, il 9 Settembre, dal tribunale di Colonia a 19 mesi di reclusione per omissione di soccorso a persona in pericolo, per infrazione alla legislazione sulle medicine alternative (Heilpraktikergesetz) e per esercizio illegale della pratica medica, a seguito del decesso di tre malati di cancro che Hamer aveva allontanato dalla medicina tradizionale. Restò in carcere per 12 mesi. Nel 2000 si trasferì in modo definitivo in Spagna, sfuggendo così ad un nuovo mandato di cattura. *Nell'Ottobre del 2001 venne condannato, in sua assenza, a 18 mesi di reclusione e 200.000 Euro di multa in Francia per "exercice illeggal de la medecine, complicite de non-assistance a personne en danger, complicite d'exercice illegal de la medecine, et escroquerie" (rif 34). Il processo partì dalla denuncia di un uomo (G.C. di Chambery) che accusò che sua moglie (morta di cancro al seno non curato da una terapia convenzionale <ref>Sentenza del Oberverwaltungsgericht Rheinland-Pfalz a Koblenz (tribunale amm. superiore di Rheinland-Pfalz Coblenza) con codice 6A 10035/89.OVG 9K.</ref>) sarebbe stata una vittima della nuova medicina. Altre due persone seguirono poi suo esempio denunciando Hamer. Venne nuovamente arrestato in Spagna nel Settembre del 2004 ed estradato in Francia a causa di un mandato di fermo europeo emesso dalla Francia. Scontò di conseguenza, in Francia, la pena di tre anni di reclusione per frode ed esercizio abusivo della professione medica dalla condanna del tribunale di Chambery del primo luglio 2004, dopo sei anni di procedure giuridiche. Venne rilasciato il 16 febbraio 2006, tre mesi prima della sua scarcerazione prevista. ==Legami ed opinioni politiche di Hamer== Hamer ha espresso, in un'intervista video lunga 60 minuti rilasciata nell'Aprile 2006 a Matthes Haug (famoso perché faceva pubblicità ai comizi di Rudolf Hess), la volontà di diventare il presidente ("Reichspräsident") di un futuro "Deutsches Reich" (vedi per spiegazioni rif 13) e mostrò chiaramente la sua simpatia per gruppi politici che hanno intenzione di ripristinare il "Deutsches Reich", che comprenderebbe anche territori che prima del 1945 appartenevano alla Germania e che si trovano adesso in Polonia o altrove <ref>vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html * (video in tedesco, cancellato mentretempo) , vedi anche: http://www.deutsches-reich-heute.de/html/index2.php con una mappa della Germania del 1937.</ref><ref>http://www.niederbayern.npd.de/index.php?auswahl=veranstaltung_detail&veranstaltung_id=19 pubblicita per la NGM su pagine della NPD (sez. Baviera)</ref><ref>http://web.archive.org/web/20030813231134/http://www.npd-sachsen-anhalt.de/gesundh.htm Sulle pagine web della NPD di Niederbayern (Baviera) erano stati annunciati dieci incontri informativi in Baviera e nella vicina Austria a proposito della "Germanische neue Medizin"</ref><ref>I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provisorio dello Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, in continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali dello Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno un sostegno da movimenti della estrema destra in Germania e sono in un fortissimo contrasto tra loro perche ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e perche ciascun gruppe esiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denuncie dirette ai propri "tribunali dello Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich, perche lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto". RG Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente dello stato (Reichspräsident) di un tale "regno". Esempio: http://www.deutsches-reich-heute.de (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un intervista con RG Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione (molto divertente) di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: ...un governo provvisorio dello Reich o un tribunale provisorio dello Reich non esistono come la terra non è un disco...affermazioni in favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche...[tali affermazioni] sono rappresentate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto dello servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche...</ref>. "Um Ordnung zu schaffen" dichiarava, "per creare ordine", mostrando una carta d'identità falsa, nella quale veniva certificato che fosse cittadino di un ipotetico "Deutsches Reich", ed una targa automobilistica del futuro "Deutsches Reich" con i colori della bandiera tedesca della prima guerra mondiale. Il pedagogo austriaco Erich Ledersberger, che nel 1995 incontrò Hamer, scrisse sul giornale austriaco "Der Standard", che Hamer avrebbe negato l'olocausto (in Germania tale affermazione è vietata dal codice penale) dicendo: "''Gli ebrei si sono fatti giustiziare i loro nomi (...) Non sono stati uccisi, sono semplicemente spariti. E stanno usando un altro nome, essendo pagati dal popolo tedesco, che ha dovuto pagare risarcimenti. Sette milioni di ebrei sono dunque vivi!". Il partito di estrema destra NPD (che pochi anni fa doveva essere proibito dal governo tedesco e che per motivi tecnici è invece sopravvissuto, e che può esser collocato a destra della AN italiana) ha fatto alcune volte pubblicità alla Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref> http://www.niederbayern.npd.de/index.php?auswahl=veranstaltung_detail&veranstaltung_id=19 pubblicita per la NGM su pagine della NPD (sez. Baviera) http://web.archive.org/web/20030813231134/http://www.npd-sachsen-anhalt.de/gesundh.htm Sulle pagine web della NPD di Niederbayern (Baviera) erano stati annunciati dieci incontri informativi in Baviera e nella vicina Austria a proposito della "Germanische neue Medizin".</ref>, e si sa che molti aderenti a Hamer si sentono di "destra". Molte pubblicazioni di Hamer mostrano un chiaro antisemitismo. Il libro "''Vermächtnis einer Neuen Medizin''" è stato messo in vendita nel 2001 dalla casa editrice di estrema destra ''Osiris Buchversand''. Personalità internazionali che negano l'olocausto come Frederick Toben (Adelaide-institute) indicavano Hamer, durante la sua prigionia in Francia, come vittima di una lobby ebraica ("refusing to bend to Jewish pressure" / "si rifiuta di piegarsi alle pressioni ebree"). Sulle pagine internet dell'antisemita "''BFED / Bund für echte Demokratie''" (dominio registrato per motivi legali in Danimarca) viene fatta pubblicità alla Nuova Medicina Germanica, gli autori di questo testo non possono scrivere il nome del sito per motivi legali, il quale può essere però facilmente trovato usando un motore di ricerca come [http://www.google.it Google]. L'"Organizzazione delle Donne di Estrema Destra" ("Gemeinschaft Deutscher Frauen" - GDF) [http://www.g-d-f.de/seiten/intern.html pubblicizza] la Nuova Medicina Germanica di Hamer, e questo vale anche per il teologo di estrema destra e [http://it.wikipedia.org/wiki/Sedevacantismo sedevacantista] Johannes Rothkranz <ref>http://www.h-ref.de/literatur/r/rothkranz/wussten-sie-schon.php</ref><ref>http://www.neue-medizin.de/html/die_sensation.html</ref>. 15 Ottobre 2005: durante una dimostrazione di seguaci di Hamer venne mostrato uno striscione con la scritta: "Chemo-Holokaust - 15 Mio. Deutsche seit 1984" ("Chemio-Olocausto - 15 milioni di tedeschi dal 1984"). Nel 2007 Hamer aggiunge: "(...) ''Quelli che hanno già volgarmente alluso al fatto che io sia impazzito, li potete confutare voi stessi. Perché quella che si è svolta qui è solo un'altra versione di quello che si sta svolgendo da 26 anni, per la quale in Germania sono cadute vittime 20 milioni di pazienti ed in Italia 15 milioni''" <ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref>. Non si conoscono le motivazioni dell'antisemitismo di R.G. Hamer. Si sa però che durante il periodo nazista, a partire dal 1935, in Germania la cosiddetta "Nuova Medicina Tedesca" ("Neue Deutsche Heilkunde" o "Deutsche Heilkunde" concetto del Reichsärzteführer Wagner) doveva sostituire la cosiddetta "sporca medicina scolastica ebraica" ("verjudete Schulmedizin"). La medicina scientifica, allora, veniva identificata come "medicina scolastica degli ebrei" dai social-nazionalisti. Qui bisogna però fare un distinguo tra il termine neutrale "Schulmedizin der Juden" (medicina scolastica degli ebrei) e il termine usato "verjudete Schulmedizin" che è difficilmente traducibile in italiano e che si potrebbe tradurre con "medicina scolastica inquinata dagli ebrei", perché la parola "verjudet" ha una fortissima connotazione negativa e fa pensare a qualche cosa di sporco o degenerato. A quell'epoca, molti medici tedeschi erano ebrei e solo pochi sono sopravvissuti fuggendo in tempo all'estero. C'è chi sostiene che Hamer avrebbe usato anche lui la straziante denominazione "verjudete Schulmedizin" per la medicina scientifica di oggi, gli autori di questo testo non sono in grado di trovare una fonte inconfutabile per questa affermazione che, di conseguenza, rimane una voce da parte di due fonti indipendenti senza conferma. Bisogna ricordare che è stato Samuel Hahnemann ad usare per primo il termine "Schulemedizin" (medicina scolastica/scientifica) nel 1876, termine che dopo si è trasformato in "Schulmedizin" senza la "e". Hahnemann e anche l'omeopata tedesco Franz Fischer si riferivano però alla medicina accademica dell'epoca che, allora, si basava ancora in parte sulla patologia umorale di Galeno e sui sistemi consecutivamente derivanti dalla patologia umorale. Schulemedizin/Schulmedizin è un termine che veniva usato allora in un senso negativo per la medicina insegnata e praticata in un ambiente universitario. La medicina insegnata oggi in ambiente accademico di solito non si autodefinisce in Germania come Schulmedizin, (termine col quale alcuni vogliono addirittura indicare l'omeopatia hahnemanniana che viene insegnata spesso in un modo dogmatico), ma si definisce di solito "'''Evidence Based Medicine'''" (Medicina Basata sulle Prove), una medicina che si adatta continuamente alle esigenze e alle osservazioni scientifiche <ref>Eppenich H: Zur Geschichte der richtungsweisenden Dissense unter den Homöopathen, dargestellt am Leitfaden der Geschichte der deutschen homöopathischen Krankenhäuser (Teil I). Allg. Hom. Zeitung, 41, 21-30, 1998</ref><ref>Jütte R: Geschichte der Alternativen Medzin. Von der Volksmedizin zu den unkonventionellen Therapien von heute. C. H. Beck Verlag, München, pag.34, 1996</ref>. ==Geerd Ryke Hamer e le accuse di antisemitismo== Geerd Ryke Hamer è stato molte volte accusato di aver divulgato affermazioni con contenuti antisemiti e attualmente (primavera 2007) è in corso un procedimento penale contro lui con l'accusa di istigazione all'odio tra i popoli (articolo 130 del codice penale federale in Germania) dalla procura di Cottbuscon: codice 1653 Js 2797/06, pubblico ministero Wilfried Robinek. È inoltre in corso il caso 10 UJs 6999/06 della procura di Rottweil (Germania). Hamer si sente perseguitato da molti anni da organizzazioni e "logge" ebree e nomina per esempio la B'nai Brith di New York. Non si fa problemi inoltre definire le persone che si mostrano critiche verso la sua Nuova Medicina Germanica semplicemente "ebree". Un esempio è l'oncologo italiano Umberto Veronesi, ma Hamer ha definito anche il defunto papa polacco Wojtila come "ebreo" <ref>...Es sei in höheren Freimaurerkreisen allgemein bekannt, daß die Freimaurerloge Propaganda 2 (kurz P 2), der auch der jüdisch-polnische Papst Woytila-Katz und 20 seiner Kurienkardinäle angehören sollen, seit 8 Jahren grünes Licht hat, die Familie Hamer zu verfolgen und zu terrorisieren, um den Prozeß gegen die jüdisch-italienischen Prinzen V. Emmanuel zu verhindern, der den Sohn des Dr. Hamer, Dirk Hamer, getötet hat und dafür nach dem zweimaligen Urteil der Cour de Cassation in Paris wegen vorsätzlichem Mord angeklagt werden sollte, aber nicht angeklagt wird...</ref>. Almeno in Germania, il suo antisemitismo viene tollerato o anche rafforzato dai molti dei suoi aderenti. Hamer e la negazione dell' olocausto: il pedagogo austriaco Erich Ledersberger, che nel 1995 incontrò Hamer, scrisse sul giornale austriaco "Der Standard", che Hamer avrebbe negato l'olocausto (in Germania una tale affermazione è vietato dal codice penale) dicendo: "''Gli ebrei si sono fatti giustiziare i loro nomi (...) Non sono stati uccisi, sono semplicemente spariti. E stanno usando un altro nome, essendo pagati dal popolo tedesco, che ha dovuto pagare risarcimenti. Sette milioni di ebrei sono dunque vivi!" <ref>Die Juden haben ihre Namen köpfen lassen ... Sie wurden nicht umgebracht, sie verschwanden einfach. Und lassen es sich gut gehen unter anderem Namen, auf Kosten des deutschen Volkes, das Wiedergutmachung zahlen muss. Sieben Millionen ermordete Juden leben also! da: http://www.unet.univie.ac.at/~a9603811/php/stoppwahnsinnblog/index.php?/archives/85-Geerd-Hamer-und-die-Neue-Medizin.html</ref> . Personalità internazionali che negano l'olocausto come Frederick Toben (Adelaide-institute) indicavano Hamer, durante la sua prigionia in Francia, come vittima di una lobby ebraica ("refusing to bend to Jewish pressure" / "si rifiuta di piegarsi alle pressioni ebree"). Anche la sua relazione con l'anitisemita [[Iwan Götz]] prova le sue relazioni con l'ambiente dei negatori dell'olocausto in Germania. Una più dettaglia discussione con tutti i riferimenti si può trovare qui: [[Hamer e il suo antisemitismo]]. ==Strane affermazioni a proposito di alcune malattie== *AIDS: sarebbe secondo Hamer un'allergia contro lo smegma e "(...) ''i virus dell'HIV non vengono trovati nei pazienti malati di AIDS'' (...)" <ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf</ref>. *Denti cariati: sono il risultato di un "conflitto del non-poter-mordere". *Diabete: sarebbe, nelle donne mancine, un "conflitto sessuale" provocato dal disgusto verso l'organo sessuale maschile, o verso le rane. *Anemia: secondo Hamer valori dell'emoglobina fino a 5g/100ml sarebbero tollerabili, e l'intervento dovrebbe iniziare solo in casi di valori inferiori a 3g/100ml. (I valori normali sono tra 12 nelle donne e circa 13,5 negli uomini). Secondo lui, nei casi di anemia nei bambini, essa si svilupperebbe soltanto perché il volume del sangue aumenterebbe e la concentrazione dei globuli rossi (e l'emoglobina) diminuirebbero. In realtà succede il contrario: nei casi di anemia il volume del sangue è uguale o inferiore e si può determinarne il volume con l'insulina. ==Hamer e teorie del complotto== Citazione di Geerd Ryke Hamer in un intervista di Giugno 2006: "''Non e mai successo al mondo che di proposito siano state macellate 2 miliardi di persone in 25 anni e, ironia della sorte, senza costringere nessuno: vanno tutti volontariamente al mattatoio, tanto terrorizzati sono ormai dell'idea del cancro "maligno", il demonio dei giorni nostri! Dobbiamo credere che tutto questo abbia un fondamento scientifico? Io non credo neanche all'olocausto, per lo meno non nel modo in cui ce l'hanno raccontato e, in questo, non sono ovviamente l'unico. Non credo neppure che l'uomo sia sbarcato sulla luna, o peggio, che le Twin Towers siano state abbattute dagli arabi: a questo, poi, ormai quasi nessuno ci crede.''" ==Hamer e Umberto Veronesi== [[image:Veronesi.jpg|500px|thumb|Fax inviato da U. Veronesi]] Bugie o asserzioni senza ricerca da parte di RG Hamer? In una lettera <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2006/20061218_Hamer_SoWerdenJudenBehandelt.htm </ref> pubblicata il 18 Dicembre 2006, Hamer racconta: "''Pensate: oggi ha riferito una paziente che lei sarebbe andata con il libro d'oro (Testamento) in italiano da questo prof. Veronesi e avrebbe chiesto: "Signor Professore, Lei conosce questo "Libro d'oro" e la Nuova Medicina Germanica del Dr. Hamer"? Ed egli avrebbe risposto: "Si, molto bene! La Nuova Medicina Germanica è la miglior cosa che esiste. Se Lei conosce la Nuova Medicina Germanica, Lei non ha bisogno di fare la chemio." Come abbiamo scoperto dopo alcune indagini, l'ha già detto a numerosi pazienti: perché non a tutti, anche senza richiesta?''" In questa lettera aperta Hamer accusa il celebre oncologo italiano prof. Umberto Veronesi di essere un "ebreo" ("''Prof. Umberto VERONESI, selbst Jude''"). Umberto Veronesi ha risposto alla domanda di uno degli autori di questo testo se tale asserzione fosse vera, e ha risposto con un fax il giorno 29/12/2006 smentendo chiaramente Hamer (vedi immagine del fax). In una rubrica del Corriere della Sera <ref>http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/26-04-2006/nuova_medicina-556851.html</ref> , il 26 Aprile 2006, si esprime Umberto Veronesi a proposito della Nuova Medicina Germanica: ''Cara Daniela, continui ad aderire alla cura con la lucidità e coscienza che dimostra, senza confondere vivere e sopravvivere. Lei sta vivendo e con grande energia. Quanto ad Hamer, deve pensare che il mondo della scienza biomedica, peraltro impegnatissimo ad aggiornarsi ad un ritmo sempre più serrato, è teso a sviluppare il dibattito scientifico sulle ricerche che seguono e i suoi principi e i suoi metodi. C'è una metodologia mondiale e universale, che è quella delle pubblicazioni scientifiche, attraverso cui la scienza dialoga, con l'obiettivo di arrivare a risultati concreti. Dunque se non ha trovato commenti è perché presumibilmente Hamer non ha pubblicato risultati di lavori di ricerca su riviste internazionali. Nulla di strano.'' Veronesi aggiunge il 18 maggio 2007 un altro commento sulla Nuova Medicina Germanica <ref>http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/18-05-2007/hamer-827179.html </ref>: ''Caro Marco, su questo forum ho già risposto a molti messaggi che mi interpellavano sullo stesso argomento. Riprendo dunque quanto ho già avuto occasione di scrivere: in base alla teoria che lei cita, ogni tumore è provocato solo ed esclusivamente da un trauma psicologico e quindi si può curare solo curando la psiche del malato. Tuttavia non esistono prove scientifiche di un legame causa-effetto fra psiche e tumori e quindi non possiamo certamente affermare che il cancro sia una malattia psicosomatica. Si tratta ancora una volta di una delle cosiddette medicine "alternative": per pronunciarsi sulla loro validità occorre che vengano sottoposte a criteri di verifica scientifici che, in questo caso specifico, non hanno fornito alcun esito positivo.'' È da ricordare che il teologo Geerd Ryke Hamer non solo considera Veronesi un "ebreo", ma anche il defunto papa Wojtila, capo della chiesa cattolica...<ref> ...Es sei in höheren Freimaurerkreisen allgemein bekannt, daß die Freimaurerloge Propaganda 2 (kurz P 2), der auch der jüdisch-polnische Papst Woytila-Katz und 20 seiner Kurienkardinäle angehören sollen, seit 8 Jahren grünes Licht hat, die Familie Hamer zu verfolgen und zu terrorisieren, um den Prozeß gegen die jüdisch-italienischen Prinzen V. Emmanuel zu verhindern, der den Sohn des Dr. Hamer, Dirk Hamer, getötet hat und dafür nach dem zweimaligen Urteil der Cour de Cassation in Paris wegen vorsätzlichem Mord angeklagt werden sollte, aber nicht angeklagt wird...</ref> Sul sito internet <ref>http://www.nuovamedicina.com nuovamedicina.com</ref> si trova una traduzione di questa lettera di Hamer, ma sono state tagliate via le ultime frasi che iniziano con "''Ein Silberstreifen am Horizont...''". Una versione integrale è invece visibile qui: <ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=54&Itemid=41 </ref>. Queste pagine di Fabrizio C. (di Recanati MC) sembrano di essere attualmente (2007) le pagine scelte da Hamer per divulgare le sue lettere e messaggi senza dovere sospettare "censure". Altri siti internet pro-NMG avevano pubblicato in passato solo una parte delle lettere o avevano addirittura tagliato via parti dei contenuti. ==Hamer come paziente== Nel 2001 Hamer si è sottoposto in Spagna ad una TAC della colonna vertebrale e mostra sue lastre e dei suoi referti radiologici (che di solito non presenta mai in altri casi) su internet: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20010508_Hamer_an_GrandInst_CT.htm</ref><ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2001/20010508_Hamer_an_GrandInst_Befund.htm referti</ref>. ==La tesi die laurea di Hamer== ''Untersuchungen über den Einfluss des Adaptinols (Heleniens) auf die Dunkeladaptation des gesunden Auges''. Von Ryke Geerd HAMER. ''Ricerche sull'influenza dell'Adaptinol (Helenia) sull'adattamento al buio dell'occhio sano.'' Di Ryke Geerd HAMER. Tübingen 1963. Con immagini, Med. F., dissertazione V. 20 dicembre 1963 Adaptinol è un altro nome della luteina, un colorante con una funzione biologica, chiamato anche Xanthophylla. Helenia è il nome del palmitato della luteina. ==weblink== *http://www.dossierhamer.it/ ==riferimenti== <references/> {{DEFAULTSORT:Hamer, Ryke Geerd}} [[category:Nuova Medicina Germanica]] 80b6de9d09ef8d65e4a1bf81870598c21a563998 Psico-oncologia e Nuova Medicina 0 95 125 2010-01-10T21:39:04Z WikiSysop 1 Creata pagina con ''''Cancro, la psico-oncologia e la Nuova Medicina Germanica® di Geerd Ryke Hamer'''. ==Psiche e cancerogenesi: le attuali conoscenze mediche== Da molti secoli serpeggia in me…' wikitext text/x-wiki '''Cancro, la psico-oncologia e la Nuova Medicina Germanica® di Geerd Ryke Hamer'''. ==Psiche e cancerogenesi: le attuali conoscenze mediche== Da molti secoli serpeggia in medicina il sospetto che fattori psicologici, sociali e comportamentali giocherebbero un ruolo nella psico-genesi del cancro e nella sopravvivenza di una tale patologia <ref>Reynaert C, Psychogenesis" of cancer: between myths, misuses and reality. Bull Cancer, 2000 Sep;87(9):655-64 Summary : Since a long time, hypothesis of links between psychological factors and cancer, have been established in our culture. So far, numerous researches have tempted to indicate stress, coping facing the disease, depression or "type C" personality as factors participating to the onset and/or the course of the cancer. A review of those studies, mainly retrospective, has mostly brought debated results, as well as prospective researches including large sample of population or people awaiting a diagnosis; therefore making oldfashioned every area strictly "psychogenetic" of cancer at first sight. Explicative indirect hypothesis are suggested by the psycho-neuro-endocrino-immunology. Various researches in this field proved that external factors such as stress, depression or social support have significative influences on components of the immune system which in turn influence the onset and/or the course of the cancer. The links between psychological factors and cancer are extremely complex, bringing numerous biological, psychological or even sociological systems in interactions. The psycho-neuro-endocrino-immunology constitutes an early interdisciplinary way of mediation, capable of account for the connections between psychology and cancer.</ref><ref>Protheroe D, Stressful life events and difficulties and onset of breast cancer: case-control study, BMJ, 1999 Oct 16;319(7216):1027-30 OBJECTIVE: To determine the relation between stressful life events and difficulties and the onset of breast cancer. DESIGN: Case-control study. SETTING: 3 NHS breast clinics serving west Leeds. Participants: 399 consecutive women, aged 40-79, attending the breast clinics who were Leeds residents. MAIN OUTCOME MEASURES: Odds ratios of the risk of developing breast cancer after experiencing one or more severe life events, severe difficulties, severe 2 year non-personal health difficulties, or severe 2 year personal health difficulties in the 5 years before clinical presentation. RESULTS: 332 (83%) women participated. Women diagnosed with breast cancer were no more likely to have experienced one or more severe life events (adjusted odds ratio 0.91, 95% confidence interval 0.47 to 1. 81; P=0.79); one or more severe difficulties (0.86, 0.41 to 1.81; P=0.69); a 2 year severe non-personal health difficulty (0.53, 0.12 to 2.31; P=0.4); or a 2 year severe personal health difficulty (2.73, 0.68 to 10.93; P=0.16) than women diagnosed with a benign breast lump. CONCLUSION: These findings do not support the hypothesis that severe life events or difficulties are associated with onset of breast cancer.</ref>. Che traumi psichici possano avere una qualche rilevanza nella genesi del cancro è un sospetto, quando non certezza, radicato in parte della popolazione anche se, al giorno d'oggi, si sa che tali rapporti sono molto deboli<ref>Butow PN, Epidemiological evidence for a relationship between life events, coping style, and personality factors in the development of breast cancer, J Psychom res, 2000 Sep;49(3):169-81,OBJECTIVE: Review empirical evidence for a relationship between psychosocial factors and breast cancer development. METHODS: Standardised quality assessment criteria were utilised to assess the evidence of psychosocial predictors of breast cancer development in the following domains: (a) stressful life events, (b) coping style, (c) social support, and (d) emotional and personality factors. RESULTS: Few well-designed studies report any association between life events and breast cancer, the exception being two small studies using the Life Events and Difficulties Schedule (LEDS) reporting an association between severely threatening events and breast cancer risk. Seven studies show anger repression or alexithymia are predictors, the strongest evidence suggesting younger women are at increased risk. There is no evidence that social support, chronic anxiety, or depression affects breast cancer development. With the exception of rationality/anti-emotionality, personality factors do not predict breast cancer risk. CONCLUSION: The evidence for a relationship between psychosocial factors and breast cancer is weak. The strongest predictors are emotional repression and severe life events. Future research would benefit from theoretical grounding and greater methodological rigour. </ref><ref>Garssen B, Psychological factors and cancer development: evidence after 30 years of research, clin psychol rev, 2004 Jul;24(3):315-38 The question whether psychological factors affect cancer development has intrigued both researchers and patients. This review critically summarizes the findings of studies that have tried to answer this question in the past 30 years. Earlier reviews, including meta-analyses, covered only a limited number of studies, and included studies with a questionable design (group-comparison, cross-sectional or semiprospective design). This review comprises only longitudinal, truly prospective studies (N=70). It was concluded that there is not any psychological factor for which an influence on cancer development has been convincingly demonstrated in a series of studies. Only in terms of 'an influence that cannot be totally dismissed,' some factors emerged as 'most promising': helplessness and repression seemed to contribute to an unfavorable prognosis, while denial/minimizing seemed to be associated with a favorable prognosis. Some, but even less convincing evidence, was found that having experienced loss events, a low level of social support, and chronic depression predict an unfavorable prognosis. The influences of life events (other than loss events), negative emotional states, fighting spirit, stoic acceptance/fatalism, active coping, personality factors, and locus of control are minor or absent. A methodological shortcoming is not to have investigated the interactive effect of psychological factors, demographic, and biomedical risk factors.</ref><ref>McKenna MC, Psychosocial factors and the development of breast cancer: a meta-analysis, health psychol, 1999 Sep;18(5):520-31, A meta-analysis examined the relationship between psychosocial factors and the development of breast cancer. Average effect sizes (Hedges's g) were calculated from 46 studies for 8 major construct categories: anxiety/depression, childhood family environment, conflict-avoidant personality, denial/repression coping, anger expression, extraversion-introversion, stressful life events, and separation/loss. Significant effect sizes were found for denial/repression coping (g = .38), separation/loss experiences (g = .29), and stressful life events (g = .25). Although conflict-avoidant personality style was also significant (g = .19), the effect size was less robust, and a moderate number of future studies with null results would reduce the significance. Results overall support only a modest association between specific psychosocial factors and breast cancer and are contrary to the conventional wisdom that personality and stress influence the development of breast cancer.</ref><ref>Edwards JR, The relationship between psychosocial factors and breast cancer: some unexpected results, Behav med, 1990 Spring;16(1):5-14 A growing body of research suggests a link between psychosocial factors and breast cancer. Research in this area often contains methodological problems, however, such as small sample size, inadequate comparison groups, omission of important control variables, inclusion of only a few psychosocial variables, and failure to analyze moderating effects. To overcome these problems, the present study examined the link between breast cancer and multiple psychosocial variables (life events, coping, Type A behavior pattern, availability of social support) among 1,052 women with and without breast cancer. After controlling for history of breast cancer and age, we found very few significant relationships between psychosocial variables and breast cancer. Furthermore, the relationship between life events and breast cancer was not moderated by coping, Type A, or availability of social support. Methodological and substantive reasons for these findings are discussed.</ref><ref>Garssen B, On the role of immunological factors as mediators between psychosocial factors and cancer progression, psychiatry res, 1999 Jan 18;85(1):51-61 Thirty-eight prospective studies on the role of psychological factors in cancer initiation and progression are reviewed. Despite the availability of many prospective studies, there is no certainty about the role of any specific factor. An important reason might be that the interactions among several psychological factors, and the interactions of psychological and biomedical risk factors, have rarely been studied. Some evidence has been found that a low level of social support, a tendency towards helplessness, and repression of negative emotions are factors that promote cancer progression. The effect of psychological factors has been more convincingly demonstrated with respect to cancer progression than cancer initiation, and more convincingly in intervention than in natural history studies. Possible mechanisms mediating associations between psychological factors and disease outcome are discussed. The role of immunosurveillance seems modest overall, and alternative pathways are suggested.</ref><ref>Edwards AG, Psychological interventions for women with metastatic breast cancer, Cochrane Database Syst Rev, 2004;(2):CD004253 BACKGROUND: There have been conflicting results from systematic reviews of psychological interventions for patients with cancer, some showing benefits for patients and others not. One early study appeared to show significant survival benefits as well as psychological benefits from a psychological intervention given to women with metastatic breast cancer. Some further studies have been undertaken, again with conflicting results. OBJECTIVES: To assess the effects of psychological interventions (educational, individual cognitive behavioural or psychotherapeutic, or group support) on psychological and survival outcomes for women with metastatic breast cancer. SEARCH STRATEGY: We searched the Cochrane Breast Cancer Group Trials Register (September 2003), the Cochrane Central Register of Controlled Trials (The Cochrane Library, Issue 4, 2003), MEDLINE (1966-October 2003), CancerLit (1983-2000), CINAHL (1982-October 2003), PsycInfo (1974-November 2003), and SIGLE (1980-November 2003). SELECTION CRITERIA: Randomised controlled trials (RCTs) of psychological interventions for women with metastatic breast cancer. Studies were included even if they were not 'intention to treat', owing to the nature of the patient group under study and the likely high loss of follow-up data. DATA COLLECTION AND ANALYSIS: Data were extracted independently by two reviewers. Data about the nature and setting of the intervention, and the relevant outcome data were extracted, along with items relating to methodological quality. MAIN RESULTS: Five primary studies were identified, all group psychological interventions. Two of these were cognitive behavioural interventions and three evaluated support-expressive group therapy. The five studies of group psychological therapies for women with metastatic breast cancer showed very limited evidence of benefit arising from these interventions. Although there was evidence of short-term benefit for some psychological outcomes, in general these were not sustained at follow-up. A clearer pattern of psychological outcomes could not be discerned as a wide variety of outcome measures and durations of follow-up were used in the included studies. The possible longer survival times in women allocated to receive psychological intervention in the early study have not been replicated in the subsequent four studies (including one by members of the first study group), and overall the effects of these interventions on survival are not statistically significant (for example, odds ratio for 5 year survival 0.83 (95% confidence interval [CI] 0.53 - 1.28). REVIEWERS' CONCLUSIONS: There is insufficient evidence to advocate that group psychological therapies (either cognitive behavioural or supportive-expressive) should be made available to all women diagnosed with metastatic breast cancer. Any benefits of the interventions are only evident for some of the psychological outcomes and in the short term. The possibility of the interventions causing harm is not ruled out by the available data.</ref> (ma sembra esistano almeno per alcune patologie neoplastiche). Il 40% degli australiani sono convinti che lo stress sia la causa del cancro al seno<ref>Protheroe D, Stressful life events and difficulties and onset of breast cancer: case-control study, BMJ, 1999 Oct 16;319(7216):1027-30, OBJECTIVE: To determine the relation between stressful life events and difficulties and the onset of breast cancer. DESIGN: Case-control study. SETTING: 3 NHS breast clinics serving west Leeds. Participants: 399 consecutive women, aged 40-79, attending the breast clinics who were Leeds residents. MAIN OUTCOME MEASURES: Odds ratios of the risk of developing breast cancer after experiencing one or more severe life events, severe difficulties, severe 2 year non-personal health difficulties, or severe 2 year personal health difficulties in the 5 years before clinical presentation. RESULTS: 332 (83%) women participated. Women diagnosed with breast cancer were no more likely to have experienced one or more severe life events (adjusted odds ratio 0.91, 95% confidence interval 0.47 to 1. 81; P=0.79); one or more severe difficulties (0.86, 0.41 to 1.81; P=0.69); a 2 year severe non-personal health difficulty (0.53, 0.12 to 2.31; P=0.4); or a 2 year severe personal health difficulty (2.73, 0.68 to 10.93; P=0.16) than women diagnosed with a benign breast lump. CONCLUSION: These findings do not support the hypothesis that severe life events or difficulties are associated with onset of breast cancer.</ref> ed in Canada è della stessa opinione il 38% delle donne<ref>Maunsell E, Stressful life events and survival after breast cancer, Psychosom Med, 2001 Mar-Apr;63(2):306-15 http://www.psychosomaticmedicine.org/cgi/reprint/63/2/306?ijkey=c89eedfd5ea3b5021d6d4b83a3ccfe4539246efa OBJECTIVE: This study assessed the relation of stressful life events with survival after breast cancer. METHODS: This study was based on women with histologically confirmed, newly diagnosed, localized or regional stage breast cancer first treated in 1 of 11 Quebec City (Canada) hospitals from 1982 through 1984. Among 765 eligible patients, 673 (88%) were interviewed 3 to 6 months after diagnosis about the number and perceived impact of stressful events in the 5 years before diagnosis. Three scores were calculated: number of events; number weighted by reported impact; and for almost 80% of events, number weighted by community-derived values reflecting adjustment required by the event. Scores were divided into quartiles to assess possible dose-response relationships. Survival was assessed in 1993. Hazard ratios and 95% confidence intervals (CIs) comparing all-cause and breast cancer-specific mortality were calculated with adjustment for age, presence of invaded axillary nodes, adjuvant radiotherapy, and systemic therapy (ie, chemotherapy and hormone therapy). RESULTS: When quartiles 2, 3, and 4 were compared with the appropriate lowest quartile, adjusted hazard ratios for all-cause mortality were 0.99 (CI = 0.70-1.38), 0.97 (CI = 0.73-1.31), and 1.04 (CI = 0.78-1.40) for number, number weighted by impact, and number weighted by community-derived values, respectively. Results were essentially similar for the relation between stressful life events limited to those occurring within the 12 months before diagnosis and overall mortality and between stressful life events in the 5 years before diagnosis and breast cancer-specific mortality. CONCLUSIONS: Stress was conceptualized as life events presumed to be negative, undesirable, or to require adjustment by the person confronting them. We found no evidence indicating that this kind of stress during the 5 years before diagnosis negatively affected survival among women with nonmetastatic breast cancer. Evidence from this study and others on the lack of effect of this type of stress on survival may be reassuring for women living with breast cancer.</ref>. Queste supposizioni vengono dibattute in TV, su riviste o su libri non scientifici. Bisogna distinguere tra l'eventuale influenza diretta tra cervello da un lato e organo bersaglio dall'altro: lo stress, la vita emotiva, possono influenzare lo stato di attivazione del sistema immunitario con possibili conseguenze sulla genesi e la crescita tumorale. D'altro canto esistono anche le influenze indirette: la nostra psiche determina le nostre abitudini quotidiane, il consumo di tabacco (cancerogeno), il consumo d'alcool (un fattore di rischio per alcuni tipi di cancro), la dieta (anch'essa gioca un ruolo nella cancerogenesi), il numero di visite mediche di controllo e di prevenzione, l'attività fisica, la vita sociale...<ref>Spiegel D, Kato PM, Psychosocial influences on cancer incidence and progression, Harv rev psychiatry, 1996 May-Jun;4(1):10-26 The impact of psychosocial factors on the incidence and progression of cancer has become an area that demands attention. In this article recent evidence of psychosocial effects on cancer incidence and progression is reviewed in the context of past research. Psychosocial factors discussed include personality, depression, emotional expression, social support, and stress. Mechanisms that could mediate the relationship between psychosocial conditions and cancer incidence and progression are also reviewed. These include alterations in diet, exercise, and circadian cycles; variations in medical treatment received; and physiological mechanisms such as psychoendocrinologic and psychoneuroimmunologic effects. We conclude that there is a nonrandom relationship among various psychosocial factors and cancer incidence and progression that can only partially be explained by behavioral, structural, or biological factors. Suggestions for future research are discussed.</ref>. La psiche influenza perciò anche la nostra esposizione verso fattori che espongono o proteggono dal rischio di ammalarci di cancro. C'è chi in uno stato d'ira, di depressione o di disperazione, fuma o beve di più e influenza cosi la propria esposizione al cancro. È difficile distinguere tra le conseguenze psichiche della malattia ed il profilo psicologico individuale di esposizione alla malattia. Oggi la ricerca si orienta anche ai legami tra psiche e sistema immunitario (e secrezione ormonale), con una probabile importanza per la cancerogenesi e la crescita tumorale da parte del sistema immunitario. Le difese immunitarie giocano un ruolo determinante nella cancerogenesi (ad esempio: AIDS/sarcoma di Kaposi o virus HPV) e si sa che uno sforzo psico-sociale influenza allo stesso modo del sistema immunitario, un tipico esempio è l'herpes alle labra da HSV-1, che molti conoscono nella fase di preparzione ad un esame difficile o in occasioni simili. La psiconeuroimmunologia di oggi non è però in grado di spiegare in modo incontestabile lo sviluppo del cancro a partire da processi psichici. Non esiste una teoria comunemente accettata sulla psicosomatica della cancerogenesi. E non esistono prove scientifiche sulla realazione diretta causa-effetto tra sistema immunitario e sviluppo del cancro <ref>http://www.meb.uni-bonn.de/cancernet/600317.html National Cancer Institute: Psychological Stress and Cancer</ref>. Le teorie attuali sul cancro si basano su un concetto multifattoriale, nel quale i fattori psico-sociali sono di importanza secondaria. ==Cenni storici== Uno dei primi a formulare l'ipotesi di una psicogenesi del cancro fu il medico greco Ippocrate di Kos (nato 460 a.C. morto 377 a.C.) che introdusse una classificazione del cancro in maligno (denominazione di Ippocrate: karkinoma) e benigno <ref>http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/artikeldruck.asp?id=49834 Sonnenmos, Marion: Psychosoziale Aspekte onkologischer Erkrankungen: „Der Einfluss der Psyche ist sekundär“</ref>. Il medico Claudio Galeno di Pergamo (129 - 219 d.C.), medico dell'imperatore Marco Aurelio, ipotizzò nel 200, nel suo libro "De tumoribus praeter naturam", che le donne melancoliche fossero più vulnerabili e contrarrebbero più facilmente il cancro rispetto alle donne ''sanguigne''. ==Gli studi scientifici in proposito== All'inizio del settecento fecero la loro comparsa i primi testi scientifici che tematizzavano il legame tra cancro e lo stress<ref>LeShan L, psychological states in the development of malignous disease: a critical review. J nat cancer inst 1959:22 1-18</ref>. Nel novecento si pensava che lo stress o l'''esaurimento nervoso'' fossero in qualche modo all'origine del cancro. Circa 50 anni fa nacquero anzi diverse ipotesi su di una particolare ''personalità cancerosa'' (personalità a rischio neoplastico), anche denominata "di tipo C" (''typus carcinomatosus'' o ''cancer prone''), che faciliterebbe l'insorgenza del cancro, un esempio di studio che va in questo direzione è il lavoro di Wirsching del 1985<ref>Wirsching M, Prebioptic psychological characteristics of breast cancer patients, Psychother Psychosom, 1985 43(2) 69-76, 63 women were examined the day before breast biopsy using psychological ratings, speech analysis and questionnaire testings. Ratings revealed differences (benign vs. malignant, a = 5%) in 8 of 10 scales, cancer patients being inaccessible, altruistic, suppressing feelings, rationalizing and harmonizing. The biopsy's result was predicted in 75% of all cases. Questionnaire testing showed differences in 7 of 16 scales. It proved cancer patients to be more dependent, anxious, aggressive, health-conscious, family-bound and antisexual. A discriminant analysis correctly identified 77% of cancer and 87% of benign patients. Speech analysis (Gottschalk-Gleser) revealed only minor differences: fewer aggressive and more anxious utterances from cancer patients. Conclusions are drawn for the care and treatment of breast cancer patients.</ref>. La personalità ''di tipo C'' sarebbe caratterizzata da una abbondante gentilezza, un elevato grado di adattabilità sociale, tenderebbe alla depressione, altruista con tendenza al sacrificarsi e mostrerebbe una inibizione dell'aggressività ed una mancanza di espressività emozionale. Un contributo venne dato da Kissen e Eysenck <ref>Kissen DM Eysenck HJ, Personality in male lung cancer patients, J Psychosom Res, 1962 apr-june 6 123</ref> nel 1962 nel caso di uomini affetti dal cancro ai polmoni. Una tipologia (con 6 sub-tipi) particolare veniva sviluppata da Ronald Grossarth-Maticek, filosofo di origine ungherese. Con una personalità carcinomatosa, secondo Grossarth-Maticek (tipo 1), sarebbe un individuo che si espone spesso a sostanze cancerogene, farebbe spesso uso di farmaci, si riposasse poco, evitasse conflitti e fosse invece particolarmente vulnerabile ad offese e eventi traumatici. Grossarth-Maticek fu successivamente criticato per aver commesso gravi errori statistici nei suoi articoli: una seconda analisi dei suoi dati negli anni ottanta mostrò risultati completamente diversi rispetto a quelli delle sue pubblicazioni. Le idee di una ''personalità cancerosa'' o tipizzazione psichica del paziente con cancro erano tra di loro contraddittorie e studi scientifici non hanno potuto dimostrare l'esistenza di una tale personalità. Di conseguenza le corrispondenti ipotesi sono state abbandonate e svolgono solo un ruolo storico nella medicina di oggi. (vedi <ref>Schwarz R, Die Krebspersönlichkeit, libro: 1994 Schattauer Stuttgard New York.</ref> <ref>Sampson W, Controversies in cancer and the mind: effects of psychosocial support, Semin Oncol, 2002 Dec;29(6):595-600, In the last decades of the twentieth century, interest in effects of consciousness on health and illness generated several lines of investigation into effects on cancer. Animal studies showed sensitivity of some cancers to hormonal and stressful influences. However, those findings did not translate into effects on humans, nor did they lead to advances in understanding of human cancer. The proposal that emotional state or stress, mediated through psycho-neuro-immunologic mechanisms would affect cancer generation or growth, resulted in conflicting information. Major surveys found no relationship. The proposal of a cancer personality (Type C) also was not confirmed. Initial observations that depression and stress affected human cancer seem to have best been explained by misinterpretations of cause and effect. By the mid 1990s, a remaining thesis--effect of psychosocial support on longevity and the course of cancer--was yet to be resolved. Initial positive results, especially findings in two popularly quoted studies, were not confirmed; they seem to have been due to inadequate numbers (chance) or to artifacts in study design or implementation. Psychosocial support may result in better adjustment and quality of life, but it does not directly affect the evolution of human cancer.</ref>. Lavori che contradicono la ipotesi dell'esistenza di una ''personalità cancerosa'' sono: <ref>Schwarz R, Die Krebspersönlichkeit, libro: 1994 Schattauer Stuttgard New York.</ref><ref>Nakaya N, Personality and the risk of cancer, j natl cancer inst, 2003 Jun 4;95(11):799-805, http://jnci.oxfordjournals.org/cgi/reprint/95/11/799?ijkey=79f30310e4da10c9c341265b0cecde7e0f4cee4d BACKGROUND: The role of personality in the causation of cancer has been controversial. We examined this question in a large, prospective study. METHODS: From June through August 1990, 30 277 residents of Miyagi Prefecture in northern Japan completed a Japanese version of the short form of the Eysenck Personality Questionnaire-Revised and a questionnaire on various health habits. There were 671 prevalent cases of cancer at baseline, and 986 incident cases of cancer were identified during 7 years of follow-up, through December 1997. We used Cox proportional hazards regression to estimate the relative risk (RR) of incident cancer (total, stomach, colorectal, breast, and lung) according to four levels of each of four personality subscales (extraversion, neuroticism, psychoticism, and lie), with adjustment for sex, age, education, smoking, alcohol use, body mass index, and family history of cancer. Statistical tests were two-sided. RESULTS: Multivariable RRs of total cancer for individuals in the highest level of each personality subscale as compared with those in the lowest were 0.9 for extraversion (95% confidence interval [CI] = 0.7 to 1.1; P(trend) =.32), 1.1 for psychoticism (95% CI = 0.9 to 1.3; P(trend) =.96), 0.9 for lie (95% CI = 0.7 to 1.0; P(trend) =.19), and 1.2 for neuroticism (95% CI = 1.0 to 1.4; P(trend) =.06). There were no associations between any personality subscale and risk of specific cancers. Neuroticism showed statistically significant positive, linear associations with prevalent cancer at baseline (P(trend)<.001) and with the 320 incident cancer cases diagnosed within the first 3 years of follow-up (P(trend) =.03); however, it showed no association with the 666 cases diagnosed during the fourth through the seventh years of follow-up (P(trend) =.43). CONCLUSION: Our data do not support the hypothesis that personality is a risk factor for cancer incidence. The association between neuroticism and prevalent cancer may be a consequence, rather than a cause, of cancer diagnosis or symptoms.</ref><ref>Hansen PE, Personality traits, health behavior, and risk for cancer: a prospective study of Swedish twin court, Cancer, 2005 Mar 1;103(5):1082-91 BACKGROUND: The authors conducted a prospective investigation into the relation between personality traits and the risk for cancer. METHODS: The study cohort consisted of 29,595 Swedish twins from the national Swedish Twin Registry who were ages 15-48 years at time of entry. In 1973, the twins completed a questionnaire eliciting information on personality traits and health behavior. The Eysenck Personality Inventory was used to measure neuroticism and extroversion as two personality dimensions. A Cox proportional hazards model was used to estimate hazard ratios and 95% confidence intervals for extroversion and neuroticism separately as well as for their joint effect, and conditional logistic regression analyses were conducted to estimate the relation between personality traits and risks for cancer in twin pairs who were discordant for cancer. All analyses were conducted for six etiologically different groups of cancers: hormone-related organ cancers, virus-related and immune-related cancers, digestive organ cancers (excluding liver), respiratory organ cancers, cancers in other sites, and all cancer sites. RESULTS: Follow-up in the Swedish Cancer Registry for 1974-1999 revealed 1898 incidents of primary cancer. The authors found no significant association between neuroticism, extroversion, their joint effects and the risk for any cancer group. CONCLUSIONS: The current results did not support the hypothesis that certain personality traits are associated with cancer risk. 2005 American Cancer Society.</ref><ref>Bleiker EM, Personality factors and breast cancer development: a prospective longitudinal study, J natl cancer inst, 1996 Oct 16;88(20):1478-82 http://jnci.oxfordjournals.org/cgi/reprint/88/20/1478?ijkey=ba8a8b7de087a2eb6604b0724ae2f4276bc33545&keytype2=tf_ipsecsha BACKGROUND: It has been estimated that approximately 25% of all breast cancers in women can be explained by currently recognized somatic (i.e., hereditary and physiologic) risk factors. It has also been hypothesized that psychological factors may play a role in the development of breast cancer. PURPOSE: We investigated the extent to which personality factors, in addition to somatic risk factors, may be associated with the development of primary breast cancer. METHODS: We employed a prospective, longitudinal study design. From 1989 through 1990, a personality questionnaire was sent to all female residents of the Dutch city of Nijmegen who were 43 years of age or older. This questionnaire was sent as part of an invitation to participate in a population-based breast cancer screening program. Women who developed breast cancer among those who returned completed questionnaires were compared with women without such a diagnosis in regard to somatic risk factors and personality traits, including anxiety, anger, depression, rationality, anti-emotionality (i.e., an absence of emotional behavior or a lack of trust in one's own feelings), understanding, optimism, social support, and the expression and control of emotions. Conditional logistic regression analysis was used to identify variables that could best explain group membership (i.e., belonging to the case [breast cancer] or the control [without disease] group). RESULTS: Personality questionnaires were sent to 28 940 women, and 9705 (34%) were returned in such a way that they could be used for statistical analyses. Among the 9705 women who returned useable questionnaires, 131 were diagnosed with breast cancer during the period from 1989 through 1994. Seven hundred seventy-one age-matched control subjects (up to six per case patient) were selected for the analyses. Three variables were found to be statistically significantly associated with an increased risk of breast cancer: 1) having a first-degree family member with breast cancer (versus not having an affected first-degree relative, odds ratio [OR] = 4.05; 95% confidence interval [CI] = 1.76-9.31); 2) nulliparity (i.e., having no children) (versus having had a child before the age of 30 years, OR = 2.67; 95% CI = 1.26-5.68); and 3) a relatively high score on the personality scale of anti-emotionality (versus a low score, OR = 1.19; 95% CI = 1.05-1.35). CONCLUSIONS AND IMPLICATIONS: With the exception of a weak association between a high score on the anti-emotionality scale and the development of breast cancer, no support was found for the hypothesis that personality traits can differentiate between groups of women with and without breast cancer. We recommend that this study be continued and that other studies be encouraged to explore possible relationships between personality factors and the risk of breast cancer.</ref><ref>Sampson W, Controversies in cancer and the mind: effects of psychosocial support, Semin Oncol, 2002 Dec;29(6):595-600 In the last decades of the twentieth century, interest in effects of consciousness on health and illness generated several lines of investigation into effects on cancer. Animal studies showed sensitivity of some cancers to hormonal and stressful influences. However, those findings did not translate into effects on humans, nor did they lead to advances in understanding of human cancer. The proposal that emotional state or stress, mediated through psycho-neuro-immunologic mechanisms would affect cancer generation or growth, resulted in conflicting information. Major surveys found no relationship. The proposal of a cancer personality (Type C) also was not confirmed. Initial observations that depression and stress affected human cancer seem to have best been explained by misinterpretations of cause and effect. By the mid 1990s, a remaining thesis--effect of psychosocial support on longevity and the course of cancer--was yet to be resolved. Initial positive results, especially findings in two popularly quoted studies, were not confirmed; they seem to have been due to inadequate numbers (chance) or to artifacts in study design or implementation. Psychosocial support may result in better adjustment and quality of life, but it does not directly affect the evolution of human cancer.</ref><ref>Schwarz R, Social and psychological differences between cancer and noncancer patients: cause or consequence of the disease? Psychother Psychosom, 1984;41(4):195-9 83 female patients with breast tumors were interviewed prior to biopsy. The interview contained a psychological instrument measuring action control as an indicator for the patients' reaction to stress together with questions about the expected diagnosis. Using multiple-regression analysis we estimated the explained variance of the variables relating to the histological result of the biopsy. Since most of the patients gave a correct prognosis of the nature of their disease-this variable proved to be very important-most of the social psychological findings have to be interpreted as consequences rather than causes of cancer.</ref><ref>Garssen B, Psychological factors and cancer development: evidence after 30 years of research, clin psychol rev, 2004 Jul;24(3):315-38 The question whether psychological factors affect cancer development has intrigued both researchers and patients. This review critically summarizes the findings of studies that have tried to answer this question in the past 30 years. Earlier reviews, including meta-analyses, covered only a limited number of studies, and included studies with a questionable design (group-comparison, cross-sectional or semiprospective design). This review comprises only longitudinal, truly prospective studies (N=70). It was concluded that there is not any psychological factor for which an influence on cancer development has been convincingly demonstrated in a series of studies. Only in terms of 'an influence that cannot be totally dismissed,' some factors emerged as 'most promising': helplessness and repression seemed to contribute to an unfavorable prognosis, while denial/minimizing seemed to be associated with a favorable prognosis. Some, but even less convincing evidence, was found that having experienced loss events, a low level of social support, and chronic depression predict an unfavorable prognosis. The influences of life events (other than loss events), negative emotional states, fighting spirit, stoic acceptance/fatalism, active coping, personality factors, and locus of control are minor or absent. A methodological shortcoming is not to have investigated the interactive effect of psychological factors, demographic, and biomedical risk factors.</ref><ref>Zander E, Cancer--a psychosomatic disease?, Z Psychosom Med Psychoanal, 1983;29(4):363-79 Taking psychoanalytical aspects of psychologically caused symptoms into consideration it is discussed, whether in a narrower sense human cancer can be regarded as a psychosomatic disease or not. Research results in molecular biology including genetics are taken into account. It is held that psychogenesis as a primary cause explains only a minor part of the incidence rate of human cancer. Psychological--or neurotic--influences on the course of the disease are regarded as relatively well proved, but not as specific to cancer. Against hasty psychological explanations of cancer should be warned.</ref><ref>Lillberg K, Personality characteristics and the risk of breast cancer: a prospective cohort study. int j cancer, 2002 Jul 20;100(3):361-6 Various personality characteristics have been suggested to increase the risk of breast cancer but reliable epidemiologic data on this issue are limited. We prospectively investigated the relationship between personality characteristics and the risk of breast cancer in 12,499 Finnish women aged 18 years or more. In health questionnaires in 1975 and 1981, these women completed at least one of the following personality scales: Eysenck extroversion, Bortner type A behaviour and author-constructed measure of hostility. They also reported about other potential breast cancer risk factors. From 1976-1996, 253 cases of breast cancer were identified by record linkage with the Finnish Cancer Registry. Proportional hazard models were used to estimate hazard ratios (HR) and 95% confidence intervals (CI). The multivariable HRs of breast cancer for women with intermediate level (scores 3-6) and high level (7-9) of extroversion in 1975 were 1.18 (95% CI 0.87-1.60) and 0.97 (95% CI 0.64-1.47), respectively, compared to those with low level (0-2). These results remained unaltered when the level of extroversion was determined as the average of the 1975 and 1981 reports. There was also no increase in breast cancer risk in relation to type A behaviour and hostility. Furthermore, we observed no substantial joint effects of personality characteristics on the risk of breast cancer. In conclusion, our data do not support the existence of an important role for personality in the aetiology of breast cancer. These findings are reassuring to those who have believed the contrary.</ref><ref>http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/artikeldruck.asp?id=49834 Sonnenmos, Marion: Psychosoziale Aspekte onkologischer Erkrankungen: „Der Einfluss der Psyche ist sekundär“</ref>). Secondo i ricercatori Gruhlke e Faller 1996 <ref>Faller H, cancer personality" attribution--an expression of maladaptive coping with illness?, Z Klin Psychol Psychiatr Psychother, 1996 44(1) 104 In psycho-oncology, the concept of a "cancer-prone personality" has gained some attention. This notion means that persons who try to stay pseudo-normal in spite of severe life stress, suppress negative emotions, particularly anger, and sacrifice themselves for other people without uttering any personal demands, are at a high risk to develop cancer. However, it has been demonstrated by previous research that features of the cancer-prone personality could only be found if the ill person was convinced to suffer from cancer, irrespective of what the factual diagnosis was. Thus it can be concluded that at least some aspects of the so called cancer personality might be the results of coping with the belief of having cancer. The present study had the objective to describe causal attributions to psychosocial factors in cancer patients, and to find out if these were connected with emotional state and coping. N = 120 newly diagnosed lung cancer patients were included in the study. The instruments consisted of a semi-structured interview, a check-list of subjective causal factors, self-reports and interviewer ratings on emotional state and standardised questionnaires about depression and coping. Patients who made a psychosocial causal attribution proved to suffer from greater emotional distress, to be more depressed and less hopeful than other patients. This difference seemed to be mediated by a depressive way of coping with the illness (brooding, wrangling). Thus, an attribution of the illness to psychological factors seems indicative of a maladaptive way of coping with illness. This result is supported by similar findings of previous research. The question is put up to discussion if the psychosomatic concept of a cancer personality may reflect patients' subjective theories which in turn may be the expression of their depressive coping modes.</ref>, le caratteristiche psichologiche attribuite alla personalità di ''tipo C'' sono piuttosto da considerarsi come la '''consequenza''' di una patologia traumatizzante invece di essere alla loro origine. Nel secolo passato sono stati eleborati in psicologia (psicologia dinamica) anche modelli nevrotici della cancerogenesi (intasamento della libido, cancro come una forma del suicidio voluto, paragoni col parto e cosi via). Esistono anche legami tra alessitimia (incapacita di poter esprimere i propri sentimenti) e le ipotesi di una presunta personalità cancerosa. Un rapporto tra nevrosi e cancro appare invece nel lavoro di Nakaya <ref> Nakaya N, Personality traits and cancer survival: a Danish cohort study, Br j cancer, 2006 Jul 17;95(2):146-52. Epub 2006 Jul 4 We conducted a population-based prospective cohort study in Denmark to investigate associations between the personality traits and cancer survival. Between 1976 and 1977, 1020 residents of the Copenhagen County completed a questionnaire eliciting information on personality traits and various health habits. The personality traits extraversion and neuroticism were measured using the short form of the Eysenck Personality Inventory. Follow-up in the Danish Cancer Registry for 1976-2002 revealed 189 incidents of primary cancer and follow-up for death from the date of the cancer diagnosis until 2005 revealed 82 deaths from all-cause in this group. A Cox proportional-hazards model was used to estimate the hazard ratios (HRs) of death from all-cause according to extraversion and neuroticism adjusting for potential confounding factors. A significant association was found between neuroticism and risk of death (HR, 2.3 (95% CI=1.1-4.7); Linear trend P=0.04) but not between extraversion and risk of death (HR, 0.9 (0.4-1.7); Linear trend P=0.34). Similar results were found when using cancer-related death. Stratification by gender revealed a strong positive association between neuroticism and the risk of death among women (Linear trend P=0.03). This study showed that neuroticism is negatively [corrected] associated with cancer survival. Further research on neuroticism and cancer survival is needed.</ref> in Giappone, che viene pero contradetto in Danimarca da Hansen <ref>Hansen PE, Personality traits, health behavior, and risk for cancer: a prospective study of Swedish twin court, Cancer, 2005 Mar 1;103(5):1082-91 BACKGROUND: The authors conducted a prospective investigation into the relation between personality traits and the risk for cancer. METHODS: The study cohort consisted of 29,595 Swedish twins from the national Swedish Twin Registry who were ages 15-48 years at time of entry. In 1973, the twins completed a questionnaire eliciting information on personality traits and health behavior. The Eysenck Personality Inventory was used to measure neuroticism and extroversion as two personality dimensions. A Cox proportional hazards model was used to estimate hazard ratios and 95% confidence intervals for extroversion and neuroticism separately as well as for their joint effect, and conditional logistic regression analyses were conducted to estimate the relation between personality traits and risks for cancer in twin pairs who were discordant for cancer. All analyses were conducted for six etiologically different groups of cancers: hormone-related organ cancers, virus-related and immune-related cancers, digestive organ cancers (excluding liver), respiratory organ cancers, cancers in other sites, and all cancer sites. RESULTS: Follow-up in the Swedish Cancer Registry for 1974-1999 revealed 1898 incidents of primary cancer. The authors found no significant association between neuroticism, extroversion, their joint effects and the risk for any cancer group. CONCLUSIONS: The current results did not support the hypothesis that certain personality traits are associated with cancer risk. 2005 American Cancer Society.</ref> nel 2005. Faragher <ref>Faragher EB, Type A stress prone behaviour and breast cancer, Psychol Med, 1990 Aug;20(3):663-70 Department of Medical Statistics, University Hospital of South Manchester, Withington. This quasi-prospective study of 2163 women attending breast-screening clinics (and controls), indicates that there is a link between personality factors and breast disease. Certain aspects of Type A behaviour seem to be associated with breast-disease states.</ref> vide nel 1990 un possibile legame tra stress (personalità di tipo A) e cancro al seno. Jasmin, nel 1990 <ref>Jasmin C, Le MG, Marty P, Herzberg R, Psycho-Oncologic between certain psychol Group. Evidence for a linogical factors and the risk of breast cancer in a case control study. Ann Oncol 1990;1:22-9 Unite d'Oncogenese Appliquee, INSERM U 268, Hopital Paul Brousse, Villejuif, France The relationship between psychosomatic characteristics and the risk of breast cancer was studied in women aged from 35 to 65 years, presenting with a clinically palpable breast tumor. To permit a double-blind design, the psychosomatic evaluation obtained by a long open-ended interview was completed before any diagnostic procedure. On the basis of this evaluation, the psychosomatician concluded that the patient was at high or low risk of serious disease. Several other psychological parameters were also recorded, and the diagnosis was then established by cytology or histology. Nineteen of the 77 patients finally included in the study had histologically verified breast cancer. The relative risk (RR) of breast cancer associated with psychosomatic factors was estimated by multivariate unconditional logistic regression, taking into account age at interview, family history of breast cancer, parity and age at first delivery. A significant relationship (p = 0.02) was found between psychosomatic prognosis and the relative risk of breast cancer. Both the low and high risk groups identified by the psychosomaticians had a similar mean age (46.1 versus 47.6 years). Fundamental mental structure played a predominant role in the risk of breast cancer, since no case was observed among the 18 patients with well organized neurosis, and all the 19 malignant tumors were observed among patients with poorly organized neurosis or psychosis (RR = 7.8, p = 0.009). In addition, excessive self-esteem (RR = 10.0, p = 0.02), hysterical disposition (RR = 7.5, p = 0.02), and unresolved recent grief (RR = 8.2, p = 0.05), were found to be significantly related to the risk of breast cancer....</ref> vide nei suoi 77 soggetti una relazione tra prognosi psicosomatica e il rischio per il cancro. La depressione non sembra facilitare la cancerogensi, potrebbe invece influenzare negativamente la mortalita (Wulsin <ref> Wulsin LR, A systematic review of the mortality of depression, Psychosom Med, 1999 Jan 61 (1) 18, OBJECTIVE: The literature on the mortality of depression was assessed with respect to five issues: 1) strength of evidence for increased mortality, 2) controlling for mediating factors, 3) the contribution of suicide, 4) variation across sample types, and 5) possible mechanisms. METHOD: All relevant English language databases from 1966 to 1996 were searched for reviews and studies that included 1) a formal assessment of depressive symptoms or disorders, 2) death rates or risks, and 3) an appropriate comparison group. RESULTS: There were 57 studies found; 29 (51%) were positive, 13 (23%) negative, and 15 (26%) mixed. Twenty-one studies (37%) ranked among the better studies on the strength of evidence scale used in this study, but there are too few comparable, well-controlled studies to provide a sound estimate of the mortality risk associated with depression. Only six studies controlled for more than one of the four major mediating factors. Suicide accounted for less than 20% of the deaths in psychiatric samples, and less than 1% in medical and community samples. Depression seems to increase the risk of death by cardiovascular disease, especially in men, but depression does not seem to increase the risk of death by cancer. Variability in methods prevents a more rigorous meta-analysis of risk. CONCLUSION: The studies linking depression to early death are poorly controlled, but they suggest that depression substantially increases the risk of death, especially death by unnatural causes and cardiovascular disease. Future well-controlled studies of high risk groups may guide efforts to develop treatments that reduce the mortality risk of depression.</ref> e vedi anche Chorot nel 1994 <ref>Chorot P, Life events and stress reactivity as predictors of cancer, coronary heart disease and anxiety disorders, int j psychosom, 1994;41(1-4):34-40 The topic relative to the differential psychobiological mechanisms between cancer and coronary illness has been showing for the last years. In this sense, some theoretical models which have been formulated by relevant authors have suggested the possibility of differentiating cancer and cardiovascular disease, both the onset and the progression, from coping strategies, personality variables and affective states, as well as the different categories of psychosocial stress. Likewise, the implication of psychological distress, such as anxiety, anger and depression for the occurrence of somatic disease has been reported frequently. This research was designed to analyze the psychosocial patterns which could explain the incidence of heart disease, cancer and anxiety based disorders. Measures of life events and stress reactivity were obtained from a total of 109 patients diagnosed as having breast cancer (37), infarct (37), and anxiety (35), and from 72 normal control subjects. Our data tend to show that the cancer group was strongly predicted by lost and illness events, while the coronary group was more associated with work events. The anxiety disorders group lacked a life events dimension, but shared the same category of the infarct group. We also found a strong relationship between depressive reactions and cancer in contrast to the anxiety-anger variable that was more relevant in the infarct patients. The interaction between internal and external stress factors in the etiology of disease is also discussed.</ref>). Lo stress prolungato sembra avere un effetto sulla cangerogenesi <ref>Saul AN, Chronic stress and susceptibility to skin cancer, J natl cancer inst, 2005 Dec 7;97(23):1760-7 http://jnci.oxfordjournals.org/cgi/reprint/97/23/1760?ijkey=9c9216b7d06ed0474b50ec0632122cdca08f851f BACKGROUND: Studies have shown that chronic stress or UV radiation independently suppress immunity. Given their increasing prevalence, it is important to understand whether and how chronic stress and UV radiation may act together to increase susceptibility to disease. Therefore, we investigated potential mediators of a stress-induced increase in emergence and progression of UV-induced squamous cell carcinoma. METHODS: SKH1 mice susceptible to UV-induced tumors were unexposed (naive, n = 4) or exposed (n = 16) to 2240 J/m2 of UVB radiation three times a week for 10 weeks. Half of the UVB-exposed mice were left nonstressed (i.e., they remained in their home cages) and the other half were chronically stressed (i.e., restrained during weeks 4-6). UV-induced tumors were measured weekly from week 11 through week 34, blood was collected at week 34, and tissues were collected at week 35. mRNA expression of interleukin (IL)-12p40, interferon (IFN)-gamma, IL-4, IL-10, CD3epsilon, and CCL27/CTACK, the skin T cell-homing chemokine, in dorsal skin was quantified using real-time polymerase chain reaction. CD4+, CD8+, and CD25+ leukocytes were counted using immunohistochemistry and flow cytometry. All statistical tests were two-sided. RESULTS: Stressed mice had a shorter median time to first tumor (15 versus 16.5 weeks, difference = 1.5 weeks, 95% confidence interval [CI] = -3.0 to 3.3 weeks; P = .03) and reached 50% incidence earlier than controls (15 weeks versus 21 weeks). Stressed mice also had lower IFN-gamma ( mean = 0.03 versus mean = 0.07, difference = 0.04, 95% CI = 0.004 to 0.073; P = .02), CCL27/CTACK (mean = 101 versus mean = 142, difference = 41, 95% CI = 8.1 to 74.4; P = .03), and CD3epsilon (mean = 0.18 versus mean = 0.36, difference = 0.18, 95% CI = 0.06 to 0.30; P = .007) gene expression and lower numbers of infiltrating CD4+ cells (mean = 9.40 versus mean = 13.7, difference = 4.3, 95% CI = 2.36 to 6.32; P = .008) than nonstressed mice. In addition, stressed mice had more regulatory/suppressor CD25+ cells infiltrating tumors and more CD4+ CD25+ cells in circulation (mean = 0.36 versus mean = 0.17, difference = 0.19, 95% CI = 0.005 to 0.38; P = .03) than nonstressed mice. CONCLUSIONS: Chronic stress increased susceptibility to UV-induced squamous cell carcinoma in this mouse model by suppressing type 1 cytokines and protective T cells and increasing regulatory/suppressor T cell numbers.</ref> nel caso del cancro della cute. Lo stress cronico sembra pero anche avere un effetto prottetivo nel cancro al seno a causa della sua influenza ormonale <ref>Nielsen NR, Self reported stress and risk of breast cancer: prospective cohort study, BMJ 2005 sept 10 331(7516) OBJECTIVE: To assess the relation between self reported intensity and frequency of stress and first time incidence of primary breast cancer. DESIGN: Prospective cohort study with 18 years of follow-up. SETTING: Copenhagen City heart study, Denmark. PARTICIPANTS: The 6689 women participating in the Copenhagen City heart study were asked about their perceived level of stress at baseline in 1981-3. These women were followed until 1999 in the Danish nationwide cancer registry, with < 0.1% loss to follow-up. MAIN OUTCOME MEASURE: First time incidence of primary breast cancer. RESULTS: During follow-up 251 women were diagnosed with breast cancer. After adjustment for confounders, women with high levels of stress had a hazard ratio of 0.60 (95% confidence interval 0.37 to 0.97) for breast cancer compared with women with low levels of stress. Furthermore, for each increase in stress level on a six point stress scale an 8% lower risk of primary breast cancer was found (hazard ratio 0.92, 0.85 to 0.99). This association seemed to be stable over time and was particularly pronounced in women receiving hormone therapy. CONCLUSION: High endogenous concentrations of oestrogen are a known risk factor for breast cancer, and impairment of oestrogen synthesis induced by chronic stress may explain a lower incidence of breast cancer in women with high stress. Impairment of normal body function should not, however, be considered a healthy response, and the cumulative health consequences of stress may be disadvantageous.</ref><ref>Kroenke CH, Caregiving stress, endogenous sex steroid hormone levels, and breast cancer incidence, Am J Epidemiol 2004 june 1 159(11) 1019, Stress is hypothesized to be a risk factor for breast cancer. The authors examined associations of hours of, and self-reported levels of stress from, informal caregiving with prospective breast cancer incidence. Cross-sectional analyses of caregiving and endogenous sex steroid hormones were also conducted. In 1992 or 1996, 69,886 US women from the Nurses' Health Study, aged 46-71 years at baseline, answered questions on informal caregiving; 1,700 incident breast cancer cases accrued over follow-up to 2000. A subset of 665 postmenopausal women not taking exogenous hormones returned a blood sample in 1990. Numbers of hours of care provided to an ill adult or to a child were each summed and analyzed as 0 (reference), 1-14, and >/=15 per week. Cox proportional hazards models were used in prospective analyses and linear models in cross-sectional analyses. High numbers of caregiving hours and self-reported stress did not predict a higher incidence of breast cancer. However, compared with women providing no adult care, women providing >/=15 hours of adult care (median, 54) had significantly lower levels of estradiol (geometric mean, 9.21 pg/ml vs. 7.46 pg/ml (95% confidence interval: 6.36, 8.76)) and bioavailable estradiol (geometric mean, 1.86 pg/ml vs. 1.35 pg/ml (95% confidence interval: 1.00, 1.82)). Stress from caregiving did not appear to increase breast cancer risk.</ref>. Nel corso dell'ultimo ventennio la prospettiva psicosociale in oncologia ha preso corpo come ambito di studio a se, anche se sviluppatasi gia a partire dagli anni '50 quando, negli Stati Uniti, si costituirono le prime associazioni di pazienti laringectomizzati, colostomizzati e di donne operate al seno. Presso il Memorial Sloan-Kettering Center di New York nacque in questo periodo il primo Servizio autonomo finalizzato all' assistenza psicologica del paziente affetto da cancro. La psico-oncologia vera e propria nacque negli anni '70 e '80 del secolo scorso. In Italia, le prime tracce risalgono agli anni '70, nel 1980 viene istituito presso l' Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova il primo servizio di psico-oncologia. Ricercatori prominenti sono ad esempio Jimmi Holland di New York. Il 25-30% delle persone colpite da cancro presenta problemi di ordine emozionale, che nella maggior parte dei casi non vengono colti e presi in giusta considerazione. Circa 20% dei pazienti affetti da cancro mostrano sintomi di una depressione, che spesso non vengono diagnosticati (Secondo Faller). Lo psico-oncologo tedesco Volker Tschuschke lo conferma nel suo libro <ref>Tschuschke V: Pschoonkologie - Psychologische Aspekte der Entstehung und Bewältigung von Krebs. Stuttgard Schattauer 2002</ref>. Tali problemi influenzano in maniera negativa la qualita della vita dei pazienti, l'aderenza alla terapie e i rapporti interpersonali. Si possono aggiungere sentimenti di colpa verso la famiglia o altri. [http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/25-11-2005/hamer-480520.html Argomentazione] dell'oncologo italiano Prof. Umberto Veronesi, del 2006, a questo proposito e in relazione alle ipotesi di Geerd Ryke Hamer: ''[...] non conosco il caso di Hamer ma mi fa piacere confrontarmi con lei sulla natura del cancro, anche se non voglio farlo ideologicamente ma scientificamente. Ho già avuto modo di esprimere su questo forum che io credo che tanto il benessere psichico come il suo opposto, la depressione profonda che porta ad una rinuncia alla vita, possono avere un'influenza sulla cura e sulla risposta del malato alla terapia. Sono anche d'accordo con lei che spesso i farmaci anticancro sono poco efficaci, tant'è vero che con il mio team ci stiamo impegnando nella ricerca di nuovi farmaci molecolari meno tossici per l'organismo e nella messa a punto di combinazioni di farmaci tradizionali che permettano l’utilizzo a basse dosi. Tuttavia nella cura del cancro anche il "poco" è importante. Sull'origine psicosomatica del cancro però non abbiamo alcuna evidenza scientifica e dunque, anche se la psicanalisi può sicuramente in alcuni casi far molto bene psicologicamente al paziente, io non mi sentirei mai come medico e come scienziato di considerarla un'alternativa alle cure che, pur con i loro limiti, oggi hanno dimostrato una qualche azione antitumorale. Ciò detto, io sono un gran sostenitore dell'importanza del lato psicologico e soggettivo della malattia, anche e soprattutto quelle più gravi e non mi stanco di ripetere che oggi vale al guarigione ma anche la qualità della guarigione e che la scienza medica non deve mai dimenticare l'attenzione "amorosa" alla persona.''. Vedi anche: [http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/11/veronesi.shtml Umberto Veronesi: Il ricordo dello scienziato, Laura Dubini un simbolo della lotta al cancro]. ==Il ruolo dei ''life events'' (eventi traumatici)== Momenti particolarmente traumatici possono portare alla nascita di un cancro? La smentita delle rigide asserzioni di R.G. Hamer e delle ''leggi'' della Nuova Medicina Germanica arriva da parte della ricerca internazionale. Il possibile impatto di eventi traumatici, come la morte di un familiare o di un amico, e specialmente eventi traumatici imprevisti come l'attacco alle Torri Gemelle del 11.9.2001 furono oggetto di ricerca per molti anni <ref>Pereira DB, Life stress and cervical squamous intraepithelial lesions in women with human papillomavirus and human immunodeficiency virus, Psychosom Med, 2003 May-Jun;65(3):427-34, http://www.psychosomaticmedicine.org/cgi/reprint/65/3/427?ijkey=0bd20bb958e7d5a62e1589bb41f88f55d0892e95 OBJECTIVE: Human immunodeficiency virus (HIV)-infected women are at risk for cervical intraepithelial neoplasia (CIN) and cancer due to impaired immunosurveillance over human papillomavirus (HPV) infection. Life stress has been implicated in immune decrements in HIV-infected individuals and therefore may contribute to CIN progression over time. The purpose of this study was to determine whether life stress was associated with progression and/or persistence of squamous intraepithelial lesions (SIL), the cytologic diagnosis conferred by Papanicolaou smear, after 1-year follow-up among women co-infected with HIV and HPV. METHOD: Thirty-two HIV-infected African-American and Caribbean-American women underwent a psychosocial interview, blood draw, colposcopy, and HPV cervical swab at study entry. Using medical chart review, we then abstracted SIL diagnoses at study entry and after 1-year follow-up. RESULTS: Hierarchical logistic regression analysis revealed that higher life stress increased the odds of developing progressive/persistent SIL over 1 year by approximately seven-fold after covarying relevant biological and behavioral control variables. CONCLUSIONS: These findings suggest that life stress may constitute an independent risk factor for SIL progression and/or persistence in HIV-infected women. Stress management interventions may decrease risk for SIL progression/persistence in women living with HIV.</ref><ref>Antoni MH, Host moderator variables in the promotion of cervical neoplasia--II. Dimensions of life stress, J Psychosom Res, 1989;33(4):457-67, Controllability and predictability have been shown to mediate the aversive impact of life events on health. This study examined the relationship of these parameters (along with coping style) to the promotion of cervical intraepithelial neoplasia (CIN) to invasive squamous cell carcinoma of the cervix. Seventy-five female patients participated while awaiting the results of colposcopically directed biopsy performed during work-up of an abnormal Pap smear. The Million Behavioral Health Inventory, a modified form of the Life Experience Survey, and a semi-structured interview were administered before subjects learned of their biopsy results. Subjects defined as susceptible by previous research had positive (through generally nonsignificant) correlations between life events and promotion while resilient subjects had negative correlations. The relationship between controllability of life events and CIN was moderated beneficially by a sociable and confident style and detrimentally by an inhibited style and a pessimistic attitude. Life event predictability did not contribute to CIN promotion beyond the effects of controllability.</ref> e continuano ad esserlo <ref>Yehuda R, Transgenerational effects of posttraumatic stress disorder in babies of mothers exposed to the World Trade Center attacks during pregnancy, J Clin Endocrin Metab 2005 Jul;90(7):4115-8. Epub 2005 May 3 http://jcem.endojournals.org/cgi/reprint/90/7/4115?ijkey=3fb94906118ae5ce99eaee74d30221b9e54bd4f1 CONTEXT: Reduced cortisol levels have been linked with vulnerability to posttraumatic stress disorder (PTSD) and the risk factor of parental PTSD in adult offspring of Holocaust survivors. OBJECTIVE: The purpose of this study was to report on the relationship between maternal PTSD symptoms and salivary cortisol levels in infants of mothers directly exposed to the World Trade Center collapse on September 11, 2001 during pregnancy. DESIGN: Mothers (n = 38) collected salivary cortisol samples from themselves and their 1-yr-old babies at awakening and at bedtime. RESULTS: Lower cortisol levels were observed in both mothers (F = 5.15, df = 1, 34; P = 0.030) and babies of mothers (F = 8.0, df = 1, 29; P = 0.008) who developed PTSD in response to September 11 compared with mothers who did not develop PTSD and their babies. Lower cortisol levels were most apparent in babies born to mothers with PTSD exposed in their third trimesters. CONCLUSIONS: The data suggest that effects of maternal PTSD related to cortisol can be observed very early in the life of the offspring and underscore the relevance of in utero contributors to putative biological risk for PTSD.</ref>. Sapendo che circa 1 caso di cancro su 6 è causato da un virus (esempio HPV, HSV, HIV...), l'ipotesi immunitaria di eventi traumatici sull'insorgenza del cancro appare possibile attraverso la modulazione del sistema immunitario. ''Gli studi''': Forsen <ref> Forsen A, Psychosocial stress as a risk for breast cancer, Psychother Psychosom, 1991;55(2-4):176-85 Life events, important emotional losses, difficult life situations, and psychological characteristics were investigated in a case-control study of 87 breast cancer patients and their controls. In a second part, the effect of stressful life events preceding cancer diagnosis on survival was studied in an 8-year follow-up of the breast cancer group. The control group was selected from the general female population and matched for sex, age, number of child-births, and language. The findings showed that breast cancer patients had significantly more life events, important losses, and difficult life situations prior to the discovery of the breast tumor than controls. The analysis indicated that important losses during a 6-year prodromal period and life event scores prior to examination on both the 12-month and modified 6-year Social Readjustment Rating Scale were associated with subsequent development of breast cancer. The association persisted after adjustment for marital status, education, and social class. The findings of the survival analyses indicated that life events in the 12 months preceding the onset of breast cancer and lower social class were associated with a smaller chance of disease-free and overall survival after controlling for clinical factors.</ref> ha analizzato 87 donne con cancro al seno, oltre ad un gruppo di controllo composto da donne non affette da tale patologia, per trovare un rapporto tra eventi traumatici e cancro. Il suo lavoro retrospettivo mostra un numero più grande di eventi traumatici nel gruppo delle persone con cancro rispetto al gruppo di controllo nei 12 mesi precedenti la diagnosi. Ramirez osservò, nel 1989, un rapporto tra eventi traumatici e ricadute nel caso del cancro al seno <ref>Ramirez AJ, Craig TKJ, Watson JP, Fentiman IS, North WRS, Rubens RD. Stress and relapse of breast cancer. BMJ 1989;298:291-3, To elucidate the association between stressful life events and the development of cancer the influence of life stress on relapse in operable breast cancer was examined in matched pairs of women in a case-control study. Adverse life events and difficulties occurring during the postoperative disease free interval were recorded in 50 women who had developed their first recurrence of operable breast cancer and during equivalent follow up times in 50 women with operable breast cancer in remission. The cases and controls were matched for the main physical and pathological factors known to be prognostic in breast cancer and sociodemographic variables that influence the frequency of life events and difficulties. Severely threatening life events and difficulties were significantly associated with the first recurrence of breast cancer. The relative risk of relapse associated with severe life events was 5.67 (95% confidence interval 1.57 to 37.20), and the relative risk associated with severe difficulties was 4.75 (1.58 to 19.20). Life events and difficulties not rated as severe were not related to relapse. Experiencing a non-severe life event was associated with a relative risk of 2.0 (0.62 to 7.47), and experiencing a non-severe difficulty was associated with a relative risk of 1.13 (0.38 to 3.35). These results suggest a prognostic association between severe life stressors and recurrence of breast cancer, but a larger prospective study is needed for confirmation.</ref>, venne però smentito da Barraclough <ref>Barraclough J, Pinder P, Cruddas M, Osmond C, Taylor I, Perry M. Life events and breast cancer prognosis. BMJ 1992;304:1078-81 OBJECTIVE--To determine whether psychosocial stress, in the form of adverse life events and social difficulties, depressive illness, or lack of confiding relationships, shortens the postoperative disease free interval in breast cancer patients. DESIGN--Prospective follow up of a cohort of newly diagnosed breast cancer patients for 42 months after primary surgical treatment, using a life events and social difficulties schedule (LEDS) and assessment of depressive symptomatology (DSM-III). SETTING--Patients recruited from breast clinics in Southampton and Portsmouth were interviewed in their homes. PATIENTS--204 women (83% of 246 consecutive cases) treated either by mastectomy or wide excision followed by radiotherapy interviewed four, 24, and 42 months after operation. MAIN OUTCOME MEASURES--Hazard ratios for relapse of breast cancer in relation to various measures of psychosocial stress. Relapse was defined as local recurrence or distant metastasis, or both, with histological or radiological confirmation and timed from the month when clinical symptoms began. RESULTS--After adjustment for age and axillary lymph node involvement, the hazard ratio associated with severe life events or social difficulties (excluding "own health" ones), or both, during the year before breast cancer surgery was 0.43 (95% confidence interval 0.20 to 0.93); for those during the follow up period it was 0.88 (0.48 to 1.64). For prolonged major depression before surgery and during the follow up period, hazard ratios were 1.26 (0.49 to 3.26) and 0.85 (0.41 to 1.79) respectively. For absence of a full confidant the figures were 0.93 (0.42 to 2.09) and 0.86 (0.38 to 1.93). CONCLUSION--These results give no support to the theory that psychosocial stress contributes to relapse of breast cancer.</ref> nel 1992 e nel 2002 da Graham <ref>Graham J, Stressful life experiences and risk of relapse of breast cancer: observational cohort study, BMJ, 2002 Jun 15;324(7351):1420 http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=115851&blobtype=pdf OBJECTIVE: To confirm, using an observational cohort design, the relation between severely stressful life experiences and relapse of breast cancer found in a previous case-control study. DESIGN: Prospective follow up for five years of a cohort of women newly diagnosed as having breast cancer, collecting data on stressful life experiences, depression, and biological prognostic factors. SETTING: NHS breast clinic, London; 1991-9. PARTICIPANTS: A consecutive series of women aged under 60 newly diagnosed as having a primary operable breast tumour. 202/222 (91%) eligible women participated in the first life experiences interview. 170 (77%) provided complete interview data either up to 5 years after diagnosis or to recurrence. MAIN OUTCOME MEASURE: Recurrence of disease. RESULTS: We controlled for biological prognostic factors (lymph node infiltration and tumour histology), and found no increased risk of recurrence in women who had had one or more severely stressful life experiences in the year before diagnosis compared with women who did not (hazard ratio 1.01, 95% confidence interval 0.58 to 1.74, P=0.99). Women who had had one or more severely stressful life experiences in the 5 years after diagnosis had a lower risk of recurrence (0.52, 0.29 to 0.95, P=0.03) than those who did not. CONCLUSION: These data do not confirm an earlier finding from a case-control study that severely stressful life experiences increase the risk of recurrence of breast cancer. Differences in case control and prospective methods may explain the contradictory results. We took the prospective study as the more robust, and the results suggest that women with breast cancer need not fear that stressful experiences will precipitate the return of their disease.</ref> che conclude che le donne non dovrebbero avere paura di eventi traumatici come causa di una eventuale ricaduta della loro malattia. Chen <ref> Chen CC, Adverse life events and breast cancer: case-control study, BMJ, 1995 Dec 9;311(7019):1527-30 OBJECTIVE--To investigate the strength of association between past life events and the development of breast cancer. DESIGN--Case-control study. A standardised life events interview and rating was administered before a definitive diagnosis. SETTING--Breast Cancer Screening Assessment Unit and surgical outpatient clinics at King's College Hospital, London. SUBJECTS--119 consecutive women aged 20-70 who were referred for biopsy of a suspicious breast lesion. MAIN OUTCOME MEASURES--Odds ratio of the risk of developing breast cancer after life events in the preceding five years after adjustment for confounders. RESULTS--41 women were diagnosed as having malignant disease while the remainder had benign conditions. Severe life events increased the risk of breast cancer. The crude odds ratio was 3.2 (95% confidence interval 1.35 to 7.6). After adjustment for age and the menopause and other potential confounders this rose to 11.6 (3.1 to 43.7). Multiple logistic regression analysis showed that all severe events and coping with the stress of adverse events by confronting them and focusing on the problems significantly predicted a diagnosis of breast cancer. Non-severe life events and long term difficulties had no significant association. CONCLUSION--These findings suggest an aetiological association between life stress and breast cancer.</ref> trovò una relazione tra eventi traumatici e cancro al seno in Cina, in contrasto però con Protheroe <ref>Protheroe D, Stressful life events and difficulties and onset of breast cancer: case-control study, BMJ, 1999 Oct 16;319(7216):1027-30 OBJECTIVE: To determine the relation between stressful life events and difficulties and the onset of breast cancer. DESIGN: Case-control study. SETTING: 3 NHS breast clinics serving west Leeds. Participants: 399 consecutive women, aged 40-79, attending the breast clinics who were Leeds residents. MAIN OUTCOME MEASURES: Odds ratios of the risk of developing breast cancer after experiencing one or more severe life events, severe difficulties, severe 2 year non-personal health difficulties, or severe 2 year personal health difficulties in the 5 years before clinical presentation. RESULTS: 332 (83%) women participated. Women diagnosed with breast cancer were no more likely to have experienced one or more severe life events (adjusted odds ratio 0.91, 95% confidence interval 0.47 to 1. 81; P=0.79); one or more severe difficulties (0.86, 0.41 to 1.81; P=0.69); a 2 year severe non-personal health difficulty (0.53, 0.12 to 2.31; P=0.4); or a 2 year severe personal health difficulty (2.73, 0.68 to 10.93; P=0.16) than women diagnosed with a benign breast lump. CONCLUSION: These findings do not support the hypothesis that severe life events or difficulties are associated with onset of breast cancer.</ref>. Roberts <ref>Roberts FD, Self-reported stress and risk of breast cancer, Cancer, 1996 Mar 15;77(6):1089-93 BACKGROUND: Many women attribute the development of their breast cancer to psychosocial factors such as stress and depression. Yet investigations of the relationship between breast cancer and stressful life events have had inconsistent outcomes, due in part to studies with small sample sizes and reliance on hospital-based populations. METHODS: As part of a population-based, case-control study of breast cancer etiology, we evaluated the association between stressful life events and the risk of breast cancer among 258 breast cancer patients and 614 randomly selected population-based controls. Information on 11 stressful life events was collected in telephone interviews with women aged 50-79 who were participating in the ongoing study. RESULTS: Breast cancer patients and controls experienced the same number of stressful life events in the five years prior to diagnosis or an equivalent reference date (controls), averaging 2.4 and 2.6 events, respectively. After adjustment for known breast cancer risk factors, there was no association between weighted stressful life event scores and the risk of breast cancer (odds ratio [OR] = 0.90 per unit increase; 95% confidence interval [CI], 0.78-1.05). Only one life event, death of a close friend, was significantly more often reported by controls (OR = 0.72; 95% CI, 0.52-1.00). Other life events were inconsistently and nonsignificantly associated with breast cancer risk. CONCLUSIONS. The results of this retrospective study do not suggest any important associations between stressful life events and breast cancer risk.</ref> analizzò una eventuale relazione tra eventi traumatici ed il cancro al seno e nel suo studio del 1996, con 872 persone, non ha poté rilevare tale relazione e, al contrario, trovò un numero maggiore di persone che avevano perso una persona cara nel gruppo di controllo composto delle donne non aventi cancro. Nel 1999 McKenna trovò un rapporto debole tra eventi traumatici e cancro al seno <ref>McKenna MC, Psychosocial factors and the development of breast cancer: a meta-analysis, health psychol, 1999 Sep;18(5):520-31 A meta-analysis examined the relationship between psychosocial factors and the development of breast cancer. Average effect sizes (Hedges's g) were calculated from 46 studies for 8 major construct categories: anxiety/depression, childhood family environment, conflict-avoidant personality, denial/repression coping, anger expression, extraversion-introversion, stressful life events, and separation/loss. Significant effect sizes were found for denial/repression coping (g = .38), separation/loss experiences (g = .29), and stressful life events (g = .25). Although conflict-avoidant personality style was also significant (g = .19), the effect size was less robust, and a moderate number of future studies with null results would reduce the significance. Results overall support only a modest association between specific psychosocial factors and breast cancer and are contrary to the conventional wisdom that personality and stress influence the development of breast cancer.</ref>. Anche Chorot <ref>Chorot P, Life events and stress reactivity as predictors of cancer, coronary heart disease and anxiety disorders, int j psychosom, 1994;41(1-4):34-40 The topic relative to the differential psychobiological mechanisms between cancer and coronary illness has been showing for the last years. In this sense, some theoretical models which have been formulated by relevant authors have suggested the possibility of differentiating cancer and cardiovascular disease, both the onset and the progression, from coping strategies, personality variables and affective states, as well as the different categories of psychosocial stress. Likewise, the implication of psychological distress, such as anxiety, anger and depression for the occurrence of somatic disease has been reported frequently. This research was designed to analyze the psychosocial patterns which could explain the incidence of heart disease, cancer and anxiety based disorders. Measures of life events and stress reactivity were obtained from a total of 109 patients diagnosed as having breast cancer (37), infarct (37), and anxiety (35), and from 72 normal control subjects. Our data tend to show that the cancer group was strongly predicted by lost and illness events, while the coronary group was more associated with work events. The anxiety disorders group lacked a life events dimension, but shared the same category of the infarct group. We also found a strong relationship between depressive reactions and cancer in contrast to the anxiety-anger variable that was more relevant in the infarct patients. The interaction between internal and external stress factors in the etiology of disease is also discussed.</ref> pensò ad una relazione tra psiche e cancro nel 1994. In una review del 2000, Butow vide solo un rapporto debole tra alessitimia, eventi traumatici e cancro <ref>Butow PN, Epidemiological evidence for a relationship between life events, coping style, and personality factors in the development of breast cancer, J Psychom res, 2000 Sep;49(3):169-81 OBJECTIVE: Review empirical evidence for a relationship between psychosocial factors and breast cancer development. METHODS: Standardised quality assessment criteria were utilised to assess the evidence of psychosocial predictors of breast cancer development in the following domains: (a) stressful life events, (b) coping style, (c) social support, and (d) emotional and personality factors. RESULTS: Few well-designed studies report any association between life events and breast cancer, the exception being two small studies using the Life Events and Difficulties Schedule (LEDS) reporting an association between severely threatening events and breast cancer risk. Seven studies show anger repression or alexithymia are predictors, the strongest evidence suggesting younger women are at increased risk. There is no evidence that social support, chronic anxiety, or depression affects breast cancer development. With the exception of rationality/anti-emotionality, personality factors do not predict breast cancer risk. CONCLUSION: The evidence for a relationship between psychosocial factors and breast cancer is weak. The strongest predictors are emotional repression and severe life events. Future research would benefit from theoretical grounding and greater methodological rigour. Recommendations are given.</ref>, con correlazioni positive solo in studi con un numero ristretto di soggetti. Nel 2001 l'australiano Price <ref>Price MA, The role of psychosocial factors in the development of breast carcinoma: Part II. Life event stressors, social support, defense style, and emotional control and their interactions, Cancer, 2001 Feb 15;91(4):686-97 BACKGROUND: The evidence supporting an association between life event stress and breast carcinoma development is inconsistent. METHODS: Five hundred fourteen women requiring biopsy after routine mammographic breast screening were interviewed using the Brown and Harris Life Event and Difficulties Schedule. Other psychosocial variables assessed included social support, emotional control, and defense style. Biopsy results identified 239 women with breast carcinoma and 275 women with benign breast disease. Multiple logistic regression analysis was used to distinguish between breast carcinoma subjects and benign breast disease controls based on these psychosocial variables and their interactions. RESULTS: The findings of the current study revealed a significant interaction between highly threatening life stressors and social support. Women experiencing a stressor objectively rated as highly threatening and who were without intimate emotional social support had a ninefold increase in risk of developing breast carcinoma. CONCLUSIONS: Although there was no evidence of an independent association between life event stress and breast carcinoma, the findings of the current study provided strong evidence that social support interacts with highly threatening life stressors to increase the risk of breast carcinoma significantly.</ref> paragonò donne con tumori benigni e donne con malignomi al seno. Dal suo studio su 514 donne risultò un rapporto positivo da eventi traumatici e malignomi (cancro) in assenza di un aiuto sociale. Il suo lavoro è in contrasto con quello di Maunsell del 2003 <ref>Maunsell E, Stressful life events and survival after breast cancer, Psychosom Med, 2001 Mar-Apr;63(2):306-15 http://www.psychosomaticmedicine.org/cgi/reprint/63/2/306?ijkey=c89eedfd5ea3b5021d6d4b83a3ccfe4539246efa OBJECTIVE: This study assessed the relation of stressful life events with survival after breast cancer. METHODS: This study was based on women with histologically confirmed, newly diagnosed, localized or regional stage breast cancer first treated in 1 of 11 Quebec City (Canada) hospitals from 1982 through 1984. Among 765 eligible patients, 673 (88%) were interviewed 3 to 6 months after diagnosis about the number and perceived impact of stressful events in the 5 years before diagnosis. Three scores were calculated: number of events; number weighted by reported impact; and for almost 80% of events, number weighted by community-derived values reflecting adjustment required by the event. Scores were divided into quartiles to assess possible dose-response relationships. Survival was assessed in 1993. Hazard ratios and 95% confidence intervals (CIs) comparing all-cause and breast cancer-specific mortality were calculated with adjustment for age, presence of invaded axillary nodes, adjuvant radiotherapy, and systemic therapy (ie, chemotherapy and hormone therapy). RESULTS: When quartiles 2, 3, and 4 were compared with the appropriate lowest quartile, adjusted hazard ratios for all-cause mortality were 0.99 (CI = 0.70-1.38), 0.97 (CI = 0.73-1.31), and 1.04 (CI = 0.78-1.40) for number, number weighted by impact, and number weighted by community-derived values, respectively. Results were essentially similar for the relation between stressful life events limited to those occurring within the 12 months before diagnosis and overall mortality and between stressful life events in the 5 years before diagnosis and breast cancer-specific mortality. CONCLUSIONS: Stress was conceptualized as life events presumed to be negative, undesirable, or to require adjustment by the person confronting them. We found no evidence indicating that this kind of stress during the 5 years before diagnosis negatively affected survival among women with nonmetastatic breast cancer. Evidence from this study and others on the lack of effect of this type of stress on survival may be reassuring for women living with breast cancer.</ref> che non trovò nessuna prova per tale asserzione nel caso del cancro al seno. I lavori di Protheroe del 1999 <ref>Protheroe D, Stressful life events and difficulties and onset of breast cancer: case-control study, BMJ, 1999 Oct 16;319(7216):1027-30 OBJECTIVE: To determine the relation between stressful life events and difficulties and the onset of breast cancer. DESIGN: Case-control study. SETTING: 3 NHS breast clinics serving west Leeds. Participants: 399 consecutive women, aged 40-79, attending the breast clinics who were Leeds residents. MAIN OUTCOME MEASURES: Odds ratios of the risk of developing breast cancer after experiencing one or more severe life events, severe difficulties, severe 2 year non-personal health difficulties, or severe 2 year personal health difficulties in the 5 years before clinical presentation. RESULTS: 332 (83%) women participated. Women diagnosed with breast cancer were no more likely to have experienced one or more severe life events (adjusted odds ratio 0.91, 95% confidence interval 0.47 to 1. 81; P=0.79); one or more severe difficulties (0.86, 0.41 to 1.81; P=0.69); a 2 year severe non-personal health difficulty (0.53, 0.12 to 2.31; P=0.4); or a 2 year severe personal health difficulty (2.73, 0.68 to 10.93; P=0.16) than women diagnosed with a benign breast lump. CONCLUSION: These findings do not support the hypothesis that severe life events or difficulties are associated with onset of breast cancer.</ref>, di Lillberg del 2001 <ref>Lillberg K, Stress of daily activities and risk of breast cancer: a prospective cohort study in Finland, int j cancer, 2001 Mar 15;91(6):888-93 The belief that life stress enhances breast cancer is common, but there are few prospective epidemiological studies on the relationship of life stress and breast cancer. We have investigated the association between stress of daily activities (SDA) and breast-cancer risk in a prospective cohort study of 10,519 Finnish women aged 18 years or more. SDA measures a subject's own appraisal of daily stress. It was assessed in 1975 and 1981 by a self-administered questionnaire, which also provided information on subject characteristics and other known breast-cancer risk factors. Follow-up data for breast cancer from 1976 to 1996 were attained through record linkage to the Finnish Cancer Registry. Study subjects were divided into 3 groups based on their SDA scores in 1975: no stress (23% of subjects), some stress (68%) and severe stress (9%). Hazard ratios (HRs) and respective 95% confidence intervals (CIs) for incidence of breast cancer by level of SDA were obtained from the Cox proportional hazards model. We identified 205 incident breast cancers in the cohort. Multivariable-adjusted HRs for breast-cancer risk were 1.00 (reference), 1.11 (95% CI 0.78-1.57) and 0.96 (95% CI 0.53-1.73) by increasing level of stress. Neither shifting of the SDA cut-off points nor restricting the analysis to women who reported the same level of SDA in 1975 and 1981 materially altered the results. We found no evidence of an association between self-perceived daily stress and breast-cancer risk.</ref> in Finlandia, e di Duijts <ref>Duijts SF, The association between stressful life events and breast cancer risk: a meta-analysis, int j cancer, 2003 Dec 20;107(6):1023-9 Breast cancer is the most prevalent cancer in women in Western societies. Studies examining the relationship between stressful life events and breast cancer risk have produced conflicting results. The purpose of this meta-analysis was to identify studies on this relationship, between 1966 and December 2002, to summarize and quantify the association and to explain the inconsistency in previous results. Summary odds ratios and standard errors were calculated, using random effect meta-regression analyses, for the following categories: stressful life events, death of spouse, death of relative or friend, personal health difficulties, nonpersonal health difficulties, change in marital status, change in financial status and change in environmental status. The presence of publication bias has been explored, and sensitivity analyses were performed to identify heterogeneity, using calculation of the percentage of variability due to heterogeneity, meta-regression analyses and stratification. Only the categories stressful life events (OR = 1.77, 95% CI 1.31-2.40), death of spouse (OR = 1.37, 95% CI 1.10-1.71) and death of relative or friend (OR = 1.35, 95% CI 1.09-1.68) showed a statistically significant effect. Publication bias was identified in both stressful life events (p = 0.00) and death of relative or friend (p = 0.02). Sensitivity analyses resulted in the identification of heterogeneity in all categories, except death of spouse. The results of this meta-analysis do not support an overall association between stressful life events and breast cancer risk. Only a modest association could be identified between death of spouse and breast cancer risk. Copyright 2003 Wiley-Liss, Inc.</ref> in Olanda confermano quest'ultima teoria. Dalla review di Dalton <ref>Dalton SO, Mind and cancer. Do psychological factors cause cancer? in: Eur J Cancer. 2002 Jul;38(10):1313-23 We have reviewed the evidence for an association between major life events, depression and personality factors and the risk for cancer. We identified and included only those prospective or retrospective studies in which the psychological variable was collected independently of the outcome. The evidence failed to support the hypothesis that major life events are a risk factor for cancer. The evidence was inconsistent for both depression and personality factors. Chance, bias or confounding may explain this result, as many of the studies had methodological weaknesses. The generally weak associations found, the inconsistency of the results, the unresolved underlying biological mechanism and equivocal findings of dose-response relationships prevent a conclusion that psychological factors are established risk factors. However, certain intriguing findings warrant further studies, which must, however, be well conducted and large and include detailed information on confounders.</ref> del 2002 si deduce che non si conoscono studi scientifici che mostrano un relazione causale tra ''major life events'' (eventi traumatici), la depressione, o un particolare tipo individuale e il rischio di contrarre il cancro. Dalton afferma che studi scientifici in questo campo contengono spesso un progetto metodologico debole. Kvikstad, riferisce dalla Norvegia nel 1995 in un indagine su 14.231 donne che la morte del marito o il divorzio non modificano il rischio di cancro. Con alcune eccezioni <ref>Kvikstad A, Widowhood and divorce in relation to overall survival among middle-aged Norwegian women with cancer, Br J Cancer 1995 june 71(6) 1343, The aim of the study was to examine the relations between widowhood and divorce and overall survival among women with cancer. All Norwegian women born between 1935 and 1954, and diagnosed with cancer between 1966 and 1990, were followed up until 1991. In all, 14,231 cases were followed up for a median length of approximately 4.5 years (mean = 6 years), and 4311 women died during follow-up. In addition to overall cancer, separate analyses have been made for cancer at specific sites. Widows had a risk of dying which was nearly identical to that of married women for all sites except colorectal cancer, for which widows had a 2-fold increased death rate compared with married women. Divorced women had an overall increased hazard ratio of 1.17 (95% CI 1.07-1.27), which was confined to cancer of the breast, lung and cervix. With few clear exceptions women with children had a better survival than nulliparous women (overall hazard ratio = 0.80, 95% CI 0.74-0.87).</ref> lo stesso autore, nel 1996, non notò nessuna differenza del rischio di contrarre il cancro in donne che avevano perso un bambino<ref>Kvikstad A, Risk and prognosis of cancer in middle-aged women who have experienced the death of a child. Int J Cancer, 1996 july 17 67(2) 165, First, we studied the relative risk of cancer among women born between 1935 and 1954 who had experienced a child's death, compared with women without this experience. Second, we examined whether survival was any different between cancer patients in the 2 groups. The study was a population-based nested case-control study that included 14,669 cancer cases and 29,750 age-matched controls. The women who were included as incident cases were further analyzed using Cox regression in a study of total survival. The overall relative risk of cancer among women who had lost a child was nearly identical to that of women who had not lost a child (OR = 0.96, 95% confidence interval 0.87-1.07), after adjustment for age and parity. In the analysis of specific cancer sites, there was no difference in relative risk between the 2 groups. In relation to cancer survival, we found that patients who had lost a child had an overall risk of dying that was nearly identical to patients who had not had this experience (HR = 1.08, 95% confidence interval 0.92-1.26), after adjustment for age and stage at diagnosis. For specific sites of cancer, the results also showed no difference in survival between the 2 groups. In conclusion, risk and survival of cancer were not different among women who had experienced the death of a child from the risk and survival among women without this experience.</ref>. Lillberg affermò nel 2003 una relazione positiva tra eventi traumatici e cancro in Finlandia <ref>Lillberg K, Stressful life events and risk of breast cancer in 10,808 women: a cohort study, Am j epidemiol, 2003 Mar 1;157(5):415-23 http://aje.oxfordjournals.org/cgi/reprint/157/5/415?ijkey=0b9693306207f4d2e7dd1f46e798450a51bc7ead The authors prospectively investigated the relation between stressful life events and risk of breast cancer among 10,808 women from the Finnish Twin Cohort. Life events and breast cancer risk factors were assessed by self-administered questionnaire in 1981. A national modification of a standardized life event inventory was used, examining accumulation of life events and individual life events and placing emphasis on the 5 years preceding completion of the questionnaire. Through record linkage with the Finnish Cancer Registry, 180 incident cases of breast cancer were identified in the cohort between 1982 and 1996. The multivariable adjusted hazard ratio for breast cancer per one-event increase in the total number of life events was 1.07 (95% confidence interval (CI): 1.00, 1.15). This risk estimate rose to 1.35 (95% CI: 1.09, 1.67) when only major life events were taken into account. Independently of total life events, divorce/separation (hazard ratio (HR) = 2.26, 95% CI: 1.25, 4.07), death of a husband (HR = 2.00, 95% CI: 1.03, 3.88), and death of a close relative or friend (HR = 1.36, 95% CI: 1.00, 1.86) were all associated with increased risk of breast cancer. The findings suggest a role for life events in breast cancer etiology through hormonal or other mechanisms.</ref>, Pereira (USA) affermò che tali eventi sono da considerarsi fattori di rischio nel 2003 <ref>Pereira DB, Life stress and cervical squamous intraepithelial lesions in women with human papillomavirus and human immunodeficiency virus, Psychosom Med, 2003 May-Jun;65(3):427-34 http://www.psychosomaticmedicine.org/cgi/reprint/65/3/427?ijkey=0bd20bb958e7d5a62e1589bb41f88f55d0892e95 OBJECTIVE: Human immunodeficiency virus (HIV)-infected women are at risk for cervical intraepithelial neoplasia (CIN) and cancer due to impaired immunosurveillance over human papillomavirus (HPV) infection. Life stress has been implicated in immune decrements in HIV-infected individuals and therefore may contribute to CIN progression over time. The purpose of this study was to determine whether life stress was associated with progression and/or persistence of squamous intraepithelial lesions (SIL), the cytologic diagnosis conferred by Papanicolaou smear, after 1-year follow-up among women co-infected with HIV and HPV. METHOD: Thirty-two HIV-infected African-American and Caribbean-American women underwent a psychosocial interview, blood draw, colposcopy, and HPV cervical swab at study entry. Using medical chart review, we then abstracted SIL diagnoses at study entry and after 1-year follow-up. RESULTS: Hierarchical logistic regression analysis revealed that higher life stress increased the odds of developing progressive/persistent SIL over 1 year by approximately seven-fold after covarying relevant biological and behavioral control variables. CONCLUSIONS: These findings suggest that life stress may constitute an independent risk factor for SIL progression and/or persistence in HIV-infected women. Stress management interventions may decrease risk for SIL progression/persistence in women living with HIV.</ref> a base di una influenza del sistema immunitario sulle difese del corpo contro virus ongogeni, nello suo studio su pazienti affetti dal HIV. Il crollo delle due torri del World Trade Center a New York l'11 Settembre 2001 fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per circa 400.000 persone (con almeno 188 donne incinte nel WTC), 71.000 di queste persone sono elencate nel World Trade Center Health Registry (WTCHR) per tenere sotto osservazione la loro salute. Secondo le "leggi" della nuova medicina questo evento avrebbe dovuto far emergere immediatamente molti nuovi casi di cancro e, visto che non si sa niente di una terapia tipo NMG per queste persone, non si puo ipottizzare che loro avessero potuto evitare in questo modo lo sviluppo di cancro. Sono stati fatti alcune centinaia di studi dopo l'11/9 e alcune tematizzano un eventuale rapporto tra 11/9 e cancro. La ricerca di Rayne <ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9 Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.</ref> mostra che dopo 4 anni dalla catastrofe, nella zona l'incidenza di cancro era solo leggermente superiore dopo l'attacco rispetto al "fondo", e questo si può anche spiegare con l'effetto di sostanze cancerogene che furono liberate nelle polveri dissipate durante la catastrofe ed i giorni seguenti (furono rilevati nelle polveri composti cancerogeni di idrocarburi policiclici, amianto e cosi via). È da ricordare però che i periodi di latenza tra iniziazione e promozione di tumore e l'apparizione di sintomi puo essere molto lungo. Normalmente si tratta di periodi di latenza tra i 2 ed i 30 anni <ref>http://www.meb.uni-bonn.de/cancernet/600317.html National Cancer Institute: Psychological Stress and Cancer</ref>, in media dura 8 anni. Nel caso di un adulto, e nel caso del mesotelioma può estendersi fino a 70 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa due anni nel caso di bambini con una leucemia. Chen riferisce un periodo di cinque anni tra sintomo clinico del cancro al seno e prime modifiche osservabili al microscopio a luce <ref>Chen CC, Adverse life events and breast cancer: case-control study, BMJ, 1995 Dec 9;311(7019):1527-30 OBJECTIVE--To investigate the strength of association between past life events and the development of breast cancer. DESIGN--Case-control study. A standardised life events interview and rating was administered before a definitive diagnosis. SETTING--Breast Cancer Screening Assessment Unit and surgical outpatient clinics at King's College Hospital, London. SUBJECTS--119 consecutive women aged 20-70 who were referred for biopsy of a suspicious breast lesion. MAIN OUTCOME MEASURES--Odds ratio of the risk of developing breast cancer after life events in the preceding five years after adjustment for confounders. RESULTS--41 women were diagnosed as having malignant disease while the remainder had benign conditions. Severe life events increased the risk of breast cancer. The crude odds ratio was 3.2 (95% confidence interval 1.35 to 7.6). After adjustment for age and the menopause and other potential confounders this rose to 11.6 (3.1 to 43.7). Multiple logistic regression analysis showed that all severe events and coping with the stress of adverse events by confronting them and focusing on the problems significantly predicted a diagnosis of breast cancer. Non-severe life events and long term difficulties had no significant association. CONCLUSION--These findings suggest an aetiological association between life stress and breast cancer.</ref>, in realtà il periodo completo tra inizio e sintomo sarà ancora piu lungo. Ma in teoria un effetto psichico potrebbe anche influenzare in senso positivo la crescita di un tumore gia esistente e asintomatico, un contributo a tale ipotesi lo danno le osservazioni di Pereira <ref>Pereira DB, Life stress and cervical squamous intraepithelial lesions in women with human papillomavirus and human immunodeficiency virus, Psychosom Med, 2003 May-Jun;65(3):427-34 http://www.psychosomaticmedicine.org/cgi/reprint/65/3/427?ijkey=0bd20bb958e7d5a62e1589bb41f88f55d0892e95 OBJECTIVE: Human immunodeficiency virus (HIV)-infected women are at risk for cervical intraepithelial neoplasia (CIN) and cancer due to impaired immunosurveillance over human papillomavirus (HPV) infection. Life stress has been implicated in immune decrements in HIV-infected individuals and therefore may contribute to CIN progression over time. The purpose of this study was to determine whether life stress was associated with progression and/or persistence of squamous intraepithelial lesions (SIL), the cytologic diagnosis conferred by Papanicolaou smear, after 1-year follow-up among women co-infected with HIV and HPV. METHOD: Thirty-two HIV-infected African-American and Caribbean-American women underwent a psychosocial interview, blood draw, colposcopy, and HPV cervical swab at study entry. Using medical chart review, we then abstracted SIL diagnoses at study entry and after 1-year follow-up. RESULTS: Hierarchical logistic regression analysis revealed that higher life stress increased the odds of developing progressive/persistent SIL over 1 year by approximately seven-fold after covarying relevant biological and behavioral control variables. CONCLUSIONS: These findings suggest that life stress may constitute an independent risk factor for SIL progression and/or persistence in HIV-infected women. Stress management interventions may decrease risk for SIL progression/persistence in women living with HIV.</ref> nel caso del carcinoma cervicale (2003). In queste condizioni il rapporto temporale potrebbe essere piu breve di 5 anni nel caso di adulti. Eventi traumatici influenzano anche il comportamento: c'è chi si cura meno ed evita il contatto con servizi sanitari, in casi di elevato stress, con possibili consequenze sulla patologia stessa. In queste condizioni un intervento professionale putrebbe essere positivo. In modo riassuntivo: eventi traumatizzanti non sembrano avere una importanza rilevante nella genesi del cancro <ref>Graham J, Stressful life experiences and risk of relapse of breast cancer: observational cohort study, BMJ, 2002 Jun 15;324(7351):1420 http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=115851&blobtype=pdf OBJECTIVE: To confirm, using an observational cohort design, the relation between severely stressful life experiences and relapse of breast cancer found in a previous case-control study. DESIGN: Prospective follow up for five years of a cohort of women newly diagnosed as having breast cancer, collecting data on stressful life experiences, depression, and biological prognostic factors. SETTING: NHS breast clinic, London; 1991-9. PARTICIPANTS: A consecutive series of women aged under 60 newly diagnosed as having a primary operable breast tumour. 202/222 (91%) eligible women participated in the first life experiences interview. 170 (77%) provided complete interview data either up to 5 years after diagnosis or to recurrence. MAIN OUTCOME MEASURE: Recurrence of disease. RESULTS: We controlled for biological prognostic factors (lymph node infiltration and tumour histology), and found no increased risk of recurrence in women who had had one or more severely stressful life experiences in the year before diagnosis compared with women who did not (hazard ratio 1.01, 95% confidence interval 0.58 to 1.74, P=0.99). Women who had had one or more severely stressful life experiences in the 5 years after diagnosis had a lower risk of recurrence (0.52, 0.29 to 0.95, P=0.03) than those who did not. CONCLUSION: These data do not confirm an earlier finding from a case-control study that severely stressful life experiences increase the risk of recurrence of breast cancer. Differences in case control and prospective methods may explain the contradictory results. We took the prospective study as the more robust, and the results suggest that women with breast cancer need not fear that stressful experiences will precipitate the return of their disease.</ref><ref>Bleiker EM - van der Ploeg, Psychosocial factors in the etiology of breast cancer: review of a popular link, Pat Educ Couns, 1999 Jul;37(3):201-14 Breast cancer is the most frequently occurring type of cancer in women in the western world. The etiology of a large proportion of breast cancers is still unexplained, and the possibility that psychosocial factors could play a role is not ruled out. Already in pre-Christian times, it was assumed that psychological factors might play a significant role in the development of breast cancer. However, studies have failed to produce conclusive results. There is still a lack of knowledge on the relationship between breast cancer development and psychosocial factors such as stressful life events, coping styles, depression, and the ability to express emotions. The results of this review show that there is not enough evidence that psychosocial factors like 'ways of coping' or 'non-expression of negative emotions', play a significant role in the etiology of breast cancer.</ref><ref>Petticrew M, Cancer-stress link: the truth, 1999 Nurs Times Mar 3-9 95</ref>. I risultati degli studi effettuati all'inzio della psico-oncologia non erano sottoposti a condizioni tali da poter essere ripetuti per una verifica e sembrano essere parzialmente ''contaminati'' dalle aspettative dei ricercatori. La ricerca attuale si concentra a partire degli anni '80, di consequenza più sulle possibilita di migliorare la qualità di vita (parole riassuntive di Jimmie Holland e Uwe Koch). Da questo punto di vista si spiega la speranza in una nuova psico-oncologia orientata di più verso quello che si può fare in pratica per migliorare la qualità di vita dei ammalati di cancro. ==fattori neuro-endocrini con una possibile importanza nella cancerogenesi== *l'asse HPA / "asse dello stress" *Psiconeuroimmunologia e cancro, il concetto di ''controllo immunitario del cancro'' di 'Burnets. Tra ormoni coinvolti troviamo: cortisolo, prolatina, melatonina, GH, VIP e la sostanza P. Attualmente si conoscono sopratutto studi fatti su animali, e per l'uomo si conoscono quasi solo correlazioni tra stress e la crescita tumorale, e solo pocchi studi prospettivi. *Le cellule NK (natural killer cells): le cellule NK sono importanti nella difesa del corpo contro il cancro, sopratutto nelle fasi iniziali, ma anche nel caso delle metastasi. Lo stress influenza il numero delle cellule NK circolanti <ref>Besedovsky HO, Psychoneuroimmunology and cancer: fifteenth Sapporo Cancer Seminar, Cancer res, 1996 Sep 15;56(18):4278-81 http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/reprint/56/18/4278?ijkey=f9e6ec7bd08e32d5a719b5b2b21441f363b22767&keytype2=tf_ipsecsha</ref> , e questo effetto sembra essere sotto controllo ipotalamico. Una stimolazione simpatica determina un abbassamento della concentrazione di cellule NK, betabloccanti possono impedire questo effetto. La morfina (e altri oppioidi) inibisce le cellule NK, d'altro lato si sa che la morfina ha un effetto protettiva nel caso dello stress causato da un intervento chirurugico <ref>Sacerdote P, Opioids and the immune system, Palliat Med 2006;20 Suppl 1:s9-15, Opioid compounds such as morphine produce powerful analgesia that is effective in treating various types of pain. In addition to their therapeutic efficacy, opioids can produce several well known adverse events, and, as has recently been recognized, can interfere with the immune response. The immunomodulatory activities of morphine have been characterized in animal and human studies. Morphine can decrease the effectiveness of several functions of both natural and adaptive immunity, and significantly reduces cellular immunity. Indeed, in animal studies morphine is consistently associated with increased morbidity and mortality due to infection and worsening of cancer. However, from several animal studies it emerges that not all opioids induce the same immunosuppressive effects, and evaluating each opioid's profile is important for appropriate analgesic selection. Buprenorphine is a potent opioid that is frequently prescribed for chronic pain. Acute intracerebroventricular administration of buprenorphine has been shown in rats not to affect cellular immune responses, while a statistically significant inhibition of the immune response was observed with morphine. In mouse studies, chronic administration of buprenorphine led to immune parameters important for antimicrobial responses or for anti-tumour surveillance (lymphoproliferation, natural killer (NK)-lymphocyte activity, cytokine production, lymphocyte number) being unaffected. In contrast, levels of these immune markers were significantly reduced when the potent micro-agonist fentanyl was administered, but recovered after longer periods as tolerance developed. Because the intrinsic immunosuppressive activity varies between individual opioids, predicting the outcome on immunity can be difficult. To study this, the effects of morphine, fentanyl and buprenorphine on NK-lymphocyte activity depressed by experimental surgery were examined in rats. Treating animals immediately after surgery with equianalgesic doses of morphine and buprenorphine significantly reduced surgery-induced immunosuppression. However, buprenorphine reverted NK-lymphocyte activity to preoperative levels, while in morphine-treated rats NK-lymphocyte activity was ameliorated, although not completely. In contrast, fentanyl did not prevent immunosuppression induced by surgery. Overall, from several animal studies it emerges that buprenorphine has the more favourable profile, being a potent analgesic devoid of intrinsic immunosuppressive activity.</ref><ref>Beilin B, Effects of anesthesia based on large versus small doses of fentanyl on natural killer cell cytotoxicity in the perioperative period, Anesth Analg 1996 Mar;82(3):492-7, Surgical stress and general anesthesia suppress immune functions, including natural killer cell cytotoxicity (NKCC). This suppression could be attributable, at least in part, to opiates. We have previously shown that large-dose fentanyl administration suppressed NKCC in rats. The present study sought to compare the effects of two anesthetic protocols, based on large- (LDFA) versus small (SDFA)-dose fentanyl anesthesia on NKCC in the perioperative period. Forty patients were included in this study; half were assigned to each protocol of anesthesia. In each anesthetic group, half the patients were undergoing surgery for malignant diseases, and half for benign conditions. Blood samples were collected during the perioperative period. NKCC was assessed using the chromium release assay. Initially, both types of anesthesia similarly suppressed NKCC, with a peak effect 24 h after surgery. The two types of anesthesia, however, differed in the rate of recovery of NKCC suppression. By the second postoperative day, NKCC returned to control values in the SDFA patients, whereas NKCC was still significantly suppressed after LDFA. These results indicate that LDFA causes prolonged suppression of NK cell function. Whether this suppression might have a long-term impact on the overall outcome, especially in cancer patients, remains to be determined.</ref>. Rapporto tra infiammazioni croniche e cancro: vedi Basak <ref>Basak S, A Fourth IkappaB Protein within the NF-kappaB Signaling Module, Cell 2007 jan 26 128(2) 369, Inflammatory NF-kappaB/RelA activation is mediated by the three canonical inhibitors, IkappaBalpha, -beta, and -varepsilon. We report here the characterization of a fourth inhibitor, nfkappab2/p100, that forms two distinct inhibitory complexes with RelA, one of which mediates developmental NF-kappaB activation. Our genetic evidence confirms that p100 is required and sufficient as a fourth IkappaB protein for noncanonical NF-kappaB signaling downstream of NIK and IKK1. We develop a mathematical model of the four-IkappaB-containing NF-kappaB signaling module to account for NF-kappaB/RelA:p50 activation in response to inflammatory and developmental stimuli and find signaling crosstalk between them that determines gene-expression programs. Further combined computational and experimental studies reveal that mutant cells with altered balances between canonical and noncanonical IkappaB proteins may exhibit inappropriate inflammatory gene expression in response to developmental signals. Our results have important implications for physiological and pathological scenarios in which inflammatory and developmental signals converge.</ref>. ==La communicazione della diagnosi cancro: le consequenze per il paziente== Oggi, al contrario del passato, di solito viene communicata la diagnosi al paziente, anche se una diagnosi infausta puo provocare uno scioc profondo. Nei migliori casi, il paziente viene considerato un partner al quale si communica la verita e non una bugia, perche viene preso al serio. (vedi anche Ipocrate <ref>Der beste Arzt scheint mir der zu sein, der sich auf Voraussicht versteht. Denn wenn er den gegenwärtigen und den ihm vorhergegangenen und den küfftigen Stand einer Krankheit schon vorher erkennt und den Kranken vorhersagt und ihnen erklärt, was sie unterlassen haben, dann werden sie ihm vertrauen, weil er ihren Zustand besser als sie selber erkennt, sodass die Menschen es wagen, sich dem Arzt anzuvertrauen. Ihre Therapie wird er aber am richtigsten vornehmen, wenn er aus dem gegenwärtigen Stand ihrer Krankheit deren künftigen Verlauf vorhersagt. Dal Corpus Hippocraticum di Ipocrate.</ref>). Questo perche spesso il paziente ha gia un sospetto da tempo e vuole sapere ''la verita'', e questa sua volonta e da rispettare in una relazione rispettuosa e onesta tra medico e paziente. Ci sono medici che hanno il vizio di mandare prima una infermiera dal paziente mentendo e pretendendo di non conoscere la diagnosi e chiedendolo quale malattia avesse. Un metodo non compattibile con una relazione onesta tra paziente e terapeuta. Ma, spesso nel inzio del rapporto paziente-medico, quest' ultimo esitera per qualche tempo di communicare i suoi sospetti o anzi i primi risultati di una indagine, si parla nel gergo della "bugia della misericordia". Viene spesso ''concesso'' al paziente di cancro un periodo del ''non-sapere'' che puo creare gravi problemi di onesta nel rapporto e puo avere un effetto molto dannoso per il paziente <ref>Fallowfield LJ, Truth may hurt but deceit hurts more: communication in palliative care, Palliat Med, 2002 Jul;16(4):297-303 Healthcare professionals often censor their information giving to patients in an attempt to protect them from potentially hurtful, sad or bad news. There is a commonly expressed belief that what people do not know does not harm them. Analysis of doctor and nurse/patient interactions reveals that this well-intentioned but misguided assumption about human behaviour is present at all stages of cancer care. Less than honest disclosure is seen from the moment that a patient reports symptoms, to the confirmation of diagnosis, during discussions about the therapeutic benefits of treatment, at relapse and terminal illness. This desire to shield patients from the reality of their situation usually creates even greater difficulties for patients, their relatives and friends and other members of the healthcare team. Although the motivation behind economy with the truth is often well meant, a conspiracy of silence usually results in a heightened state of fear, anxiety and confusion--not one of calm and equanimity. Ambiguous or deliberately misleading information may afford short-term benefits while things continue to go well, but denies individuals and their families opportunities to reorganize and adapt their lives towards the attainment of more achievable goals, realistic hopes and aspirations. In this paper, some examples and consequences of accidental, deliberate, if well-meaning, attempts to disguise the truth from patients, taken verbatim from interviews, are given, together with cases of unintentional deception or misunderstandings created by the use of ambiguous language. We also provide evidence from research studies showing that although truth hurts, deceit may well hurt more. 'I think the best physician is the one who has the providence to tell to the patients according to his knowledge the present situation, what has happened before, and what is going to happen in the future' (Hippocrates).</ref>, e che conduce ad una lenta communicazione a diversi passi successivi. Al contrario del passato, le speranze di vita media sono cresciute e in alcuni casi (tumore ai testicoli per esmepio) questa, dopo una terapia causale, potra essere uguale a quella di persone di stessa eta, in altri casi invece la situazione puo essere molto diversa. In Germania, il redditto medio dei medici e in calo rispetto a altri redditti e di consequenza e cambiato anche il rapporto medico-paziente, anche per altri motivi (medicina basata sempre di piu sulle prove e strumenti-apparecchi e meno su interventi suggestivi / cambiamenti politici e sociali) il ruolo del medico e cambiato (forse anche come quello del prete) e questo sta di meno ''al di sopra'' del paziente. Con la mancanza attuale dei medici (nel 2007 in Germania), la situazione potra cambiare pero. I pazienti non sono uguali pero: ce chi chiede energicamente di essere informato su tutti i dettagli e dopo una diagnosi molto infausta reagira come un ragioniere organizzando la fine della sua vita scivendo un testamento e cosivia. Altre persone invece chiedono (spesso con un linguagio non-verbale) di non essere informati direttamente a proposito del esito probabile della patologia, e dal medico silenzioso capiscono la diagnosi, o come se questo parlasse in una lingua straniera. Nel silenzio si possono communicare tante verita. Si possono anche vedere diverse reazioni del rinegamento e del rifiuto della diagnosi. Una situazione difficile avviene quando il medico di famiglia ipotizza "qualche infezione" o "tumore benigno" e in un centro specializzato viene diagnosticato il contrario, o se un esamine ha un esito positivo falso. ==La cura e lo 'coping style' - le differenti coping style e il loro effetto== [[Image:Tschuschke.jpg|Tschuschke: J Psychosom Res 2001 50, 277|300px|thumb]] La terapia convenzionale del cancro e' di solito una terapia con una primaria orientazione somatica. Da partire dalle conoscenze moderne della psico-oncolgia (a partire dalla fine degli anni 70, partendo dagli stati uniti) tale terapia somatica viene piu spesso affiancata da interventi psicologici da psico-oncologi o psicologi con l'intenzione di migliorare la qualita di vita del paziente, ma anche per avere un eventuale effetto possibile sull'esito della patologia. Tutti i grandi centri ospedalieri hanno oggi un servizio psico-onlogico, almeno negli USA. Esistono molte "coping style": lo "figthing spirit" - il spirito di combattimento da parte del paziente ma anche da parte dell' ambiente. La reazione attiva, orientata alla risoluzione razionale del problema. La reazione della disperazione, del sentimento di essere disarmato, fino al fatalismo e all' aresa. Il rinnegamento, si evita di voler sapere dettagli della proria patologia. La reazione depressiva, la paura in continuazione. La sopressione dei propri emozioni, la alessitemia. Spesso, con l'andamento della malattia, il paziente mostrera reazioni diverse in diversi momenti. Lavori prospettivi (non retrospettivi) in questo campo: {| class="prettytable" |+ influenza della situatione psicologica sul andamento della patologia |- bgcolor="#DDDDDD" ! rowspan="2" | studio scientifico ! rowspan="2" | paese ! rowspan="2" | soggetti ! rowspan="2" | follow-up ! rowspan="2" | relazione |- bgcolor="#DDDDDD" ! |- | Lillberg 2001 <ref>Lillberg K, Stress of daily activities and risk of breast cancer: a prospective cohort study in Finland, int j cancer, 2001 Mar 15;91(6):888-93 The belief that life stress enhances breast cancer is common, but there are few prospective epidemiological studies on the relationship of life stress and breast cancer. We have investigated the association between stress of daily activities (SDA) and breast-cancer risk in a prospective cohort study of 10,519 Finnish women aged 18 years or more. SDA measures a subject's own appraisal of daily stress. It was assessed in 1975 and 1981 by a self-administered questionnaire, which also provided information on subject characteristics and other known breast-cancer risk factors. Follow-up data for breast cancer from 1976 to 1996 were attained through record linkage to the Finnish Cancer Registry. Study subjects were divided into 3 groups based on their SDA scores in 1975: no stress (23% of subjects), some stress (68%) and severe stress (9%). Hazard ratios (HRs) and respective 95% confidence intervals (CIs) for incidence of breast cancer by level of SDA were obtained from the Cox proportional hazards model. We identified 205 incident breast cancers in the cohort. Multivariable-adjusted HRs for breast-cancer risk were 1.00 (reference), 1.11 (95% CI 0.78-1.57) and 0.96 (95% CI 0.53-1.73) by increasing level of stress. Neither shifting of the SDA cut-off points nor restricting the analysis to women who reported the same level of SDA in 1975 and 1981 materially altered the results. We found no evidence of an association between self-perceived daily stress and breast-cancer risk.</ref> || Finlandia || 10.519 || 20 anni || uguale / non esistente |- | Helgesson 2003 <ref>Helgesson O, Self-reported stress levels predict subsequent breast cancer in a cohort of Swedish women, Eur J Cancer Prev, 2003 12(5) 377, The association between stress and breast cancer has been studied, mostly using case-control designs, but rarely examined prospectively. The purpose of this paper is to describe the role of stress as a predictor of subsequent breast cancer. A representative cohort of 1,462 Swedish women aged 38-60 years were followed for 24 years. Stress experience at a baseline examination in 1968-69 was analysed in relation to incidence of breast cancer with proportional hazards regression. Women reporting experience of stress during the five years preceding the first examination displayed a two-fold rate of breast cancer compared with women reporting no stress (age-adjusted relative risk 2.1; 95% CI [1.2-3.7]). This association was independent of potential confounders including reproductive and lifestyle factors. In conclusion, the significant, positive relationship between stress and breast cancer in this prospective study is based on information that is unbiased with respect to knowledge of disease, and can be regarded as more valid than results drawn from case-control studies.</ref> || Svezia || 1462 || 24 anni || aumentato |- | Kroenke 2004 <ref> Kroenke CH, Caregiving stress, endogenous sex steroid hormone levels, and breast cancer incidence, Am J Epidemiol 2004 june 1 159(11) 1019, Stress is hypothesized to be a risk factor for breast cancer. The authors examined associations of hours of, and self-reported levels of stress from, informal caregiving with prospective breast cancer incidence. Cross-sectional analyses of caregiving and endogenous sex steroid hormones were also conducted. In 1992 or 1996, 69,886 US women from the Nurses' Health Study, aged 46-71 years at baseline, answered questions on informal caregiving; 1,700 incident breast cancer cases accrued over follow-up to 2000. A subset of 665 postmenopausal women not taking exogenous hormones returned a blood sample in 1990. Numbers of hours of care provided to an ill adult or to a child were each summed and analyzed as 0 (reference), 1-14, and >/=15 per week. Cox proportional hazards models were used in prospective analyses and linear models in cross-sectional analyses. High numbers of caregiving hours and self-reported stress did not predict a higher incidence of breast cancer. However, compared with women providing no adult care, women providing >/=15 hours of adult care (median, 54) had significantly lower levels of estradiol (geometric mean, 9.21 pg/ml vs. 7.46 pg/ml (95% confidence interval: 6.36, 8.76)) and bioavailable estradiol (geometric mean, 1.86 pg/ml vs. 1.35 pg/ml (95% confidence interval: 1.00, 1.82)). Stress from caregiving did not appear to increase breast cancer risk.</ref> || USA || 69886 || 4-6 anni|| uguale / non esistente |- | Nielsen 2005 <ref>Nielsen NR, Self reported stress and risk of breast cancer: prospective cohort study, BMJ 2005 sept 10 331(7516) OBJECTIVE: To assess the relation between self reported intensity and frequency of stress and first time incidence of primary breast cancer. DESIGN: Prospective cohort study with 18 years of follow-up. SETTING: Copenhagen City heart study, Denmark. PARTICIPANTS: The 6689 women participating in the Copenhagen City heart study were asked about their perceived level of stress at baseline in 1981-3. These women were followed until 1999 in the Danish nationwide cancer registry, with < 0.1% loss to follow-up. MAIN OUTCOME MEASURE: First time incidence of primary breast cancer. RESULTS: During follow-up 251 women were diagnosed with breast cancer. After adjustment for confounders, women with high levels of stress had a hazard ratio of 0.60 (95% confidence interval 0.37 to 0.97) for breast cancer compared with women with low levels of stress. Furthermore, for each increase in stress level on a six point stress scale an 8% lower risk of primary breast cancer was found (hazard ratio 0.92, 0.85 to 0.99). This association seemed to be stable over time and was particularly pronounced in women receiving hormone therapy. CONCLUSION: High endogenous concentrations of oestrogen are a known risk factor for breast cancer, and impairment of oestrogen synthesis induced by chronic stress may explain a lower incidence of breast cancer in women with high stress. Impairment of normal body function should not, however, be considered a healthy response, and the cumulative health consequences of stress may be disadvantageous.</ref> || Danimarca || 6689 || 18 anni || piu basso |- | Coyne JC et al nel 2007 <ref>Coyne JC et al,Emotional well-being does not predict survival in head and neck cancer patients, Cancer 2007 Volume 110, Issue 11 , pag. 2568 - 2575. A patient's positive or negative emotional state has no direct or indirect effect on cancer survival or disease progression, according to a large scale new study. Published in the December 1, 2007 issue of CANCER, a peer-reviewed journal of the American Cancer Society, the study found that emotional well-being was not an independent factor affecting the prognosis of head and neck cancers. The question of whether or not the mind, through psychological state and emotional status, has the ability to heal organic disease in the body continues to be reviewed and tested in human health research. A large body of evidence strongly suggests that, for life-threatening diseases such as advanced cancer, it does not. However, this debate continues in popular and scientific circles. Particular importance has been attached to the question because of the belief that if it can be shown that emotions affect the outcome of cancer, then psychotherapy might be able to aid in the fight against cancer. Dr. James Coyne and colleagues from the University of Pennsylvania say previous studies used patients with many different diseases, small sample sizes and an inadequate number of deaths to be conclusive. Dr. Coyne's team analyzed data from two community studies of patients with head and neck cancer "to examine whether emotional well being at study entry predicted survival." Their approach had the methodological strengths of using a homogenous population and many deaths to detect even small statistically significant effects. The sample included 1,093 patients with head and neck cancer who completed a quality of life questionnaire during their treatment. Of that group, 646 died during the length of the study. The analysis showed that emotional status was not associated with survival rate. Emotional status was not associated with survival even after investigating several other factors, such as gender, tumor site or disease stage. In one of the methodologically strongest studies to date, Dr. Coyne and co-authors found that emotional status "neither directly affected progression or death, nor functioned as a lurking variable." While this study may not end the e debate, it does provide the strongest evidence to date that psychological factors are not independently prognostic in cancer management. Moreover, a recent comprehensive review by Dr, Coyne and Dr, Stephen Palmer of the University of Pennsylvania and Michael Stefanek of the American Cancer Society failed to find credible evidence in the available studies for the claim that cancer patients' participation in psychotherapy or support groups prolonged their lives. That review was published in Psychological Bulletion. Dr. Coyne noted that "The hope that we can fight cancer by influencing emotional states appears to have been misplaced. If cancer patients want psychotherapy or to be in a support group, they should be given the opportunity to do so. There can be lots of emotional and social benefits. But they should not seek such experiences solely on the expectation that they are extending their lives."</ref> || USA || 1093 || || non esistente |} I lavori di Nielsen e di Kroenke tra l'altro mostrano indipendentemente che elevato stress prolungato e quotidiano potrebbe avere un effetto protettivo contro il cancro al seno nel caso delle donne di eta media perche questo gruppo mostra una incidenza minore per questa patologia, forse a causa di una secrezione diversa degli ormoni estrogeni. Qui si possono osservare due fenomeni con un effetto opposto: elevate concentrazione di cortisolo a causa di una attivazione del'asse HPA (con un effetto di promozione per il cancro a causa delle conosciute consequenze per la reattivita' immunitaria) e l'abassamento contemporale dei ormoni estrogeni con un abassamento del rischio per il cancro al seno e sembra prevalere l'efetto prottetivo su quello di promozione. Stress acuto e stress cronico possono dunque avere effetti diversi sulle probabilita' di ammalarsi di cancro. {| class="prettytable" |+ Relazione tra coping psicologico attivo e periodo di sopravivenza nel cancro del seno |- bgcolor="#DDDDDD" ! rowspan="2" | Studio scientifico ! rowspan="2" | numero soggetti ! rowspan="2" | stadio ! rowspan="2" | effetto |- bgcolor="#DDDDDD" ! |- | Greer 1979 <ref> Greer S, Psychological response to breast cancer: effect on outcome, Lancet 1979 oct 13(2) A prospective, multidisciplinary, 5-year study of 69 consecutive female patients with early (T0,1N0,1M0) breast cancer was conducted. Patients' psychological responses to the diagnosis of cancer were assessed 3 months postoperatively. These responses were related to outcome 5 years after operation. Recurrence-free survival was significantly common among patients who had initially reacted to cancer by denial or who had a fighting spirit than among patients who had responded with stoic acceptance or feelings of helplessness and hopelessness.</ref> || 69 || I - II || positivo || |- | Hislop 1987 <ref>Hislop TG, The prognostic significance of psychosocial factors in women with breast cancer, Chron Dis 1987 40(7) 729, One hundred and thirty three recently diagnosed breast cancer patients completed a self-administered questionnaire which measured 16 psychosocial variables. After 4 years, three variables (expressive activities at home, extroversion, low anger) were significant prognostic factors for overall survival independent of clinical and other psychosocial factors; likewise three variables (expressive activities at home, expressive activities away from home, low cognitive disturbance) were significant independent prognostic factors for disease-free survival. These findings support the prognostic importance of the social emotional network.</ref> || 133 || I-IV || positivo || |- | Spiegel 1989 <ref>Spiegel D, Effect of psychosocial treatment on survival of patients with metastatic breast cancer, Lancet, 1989 Oct 14;2(8668):888-91 The effect of psychosocial intervention on time of survival of 86 patients with metastatic breast cancer was studied prospectively. The 1 year intervention consisted of weekly supportive group therapy with self-hypnosis for pain. Both the treatment (n = 50) and control groups (n = 36) had routine oncological care. At 10 year follow-up, only 3 of the patients were alive, and death records were obtained for the other 83. Survival from time of randomisation and onset of intervention was a mean 36.6 (SD 37.6) months in the intervention group compared with 18.9 (10.8) months in the control group, a significant difference. Survival plots indicated that divergence in survival began at 20 months after entry, or 8 months after intervention ended.</ref> studio retrospettivo, durata 1 anno || 86 || - || positivo || |- | Morris 1992 || 88 || I-III || non esistente || |- | Buddeberg 1996 <ref>Buddeberg C, Are coping strategies related to disease outcome in early breast cancer? J Psychosom Res 1996 mar 40(3) 255, A consecutive series of 107 women with early breast cancer were investigated for coping strategies and disease outcome 5 to 6 years after primary surgical treatment (mastectomy or lumpectomy). Coping was assessed several times during a 3-year investigation period by the Zurich and Freiburg Questionnaires of Coping with Illness (ZQCI, FQCI). Data analysis revealed no significant correlations between coping strategies and the target variable "death from breast cancer". However, significant relations were found between postsurgical tumour size (p < or = 0.01), positive histological node status (p < or = 0.01) and death from breast cancer. The results of a discriminant analysis also indicated that somatic parameters are more important for the course of breast cancer disease than psychological aspects of coping. The role of psychosocial variables for the outcome of cancer disease remains unclear and further studies in this field are necessary.</ref> || 107 || early stages || non esistente || |- | Giraldi 1997 <ref>Giraldi T, Psychosocial factors and breast cancer: a 6-year Italian follow-up study, Psychother Psychosom 1997 66(5) 229, BACKGROUND: Over the last 20 years contradictory results have been obtained as regards to the role of psychosocial factors in favouring the onset of breast cancer and/or in influencing disease progression. METHODS: The present study prospectively investigated the association between psychosocial variables and breast cancer in 95 out-patients. Within 3 months from the diagnosis the patients completed a series of questionnaires to evaluate psychological disturbances, emotional repression, adjustment to cancer, social support and occurrence of life events in the past. At a distance of 6 years from the first assessment, the patients' charts were re-examined in order to evaluate the course of cancer. RESULTS: A higher volume of primary tumour at surgery was shown in patients who had had stressful events in the 6 months preceding cancer diagnosis. At follow-up, no relationship was found between psychosocial variables and the course of disease. The analysis of the frequency of relapses and deaths, and the survival analysis indicated that positivity of loco-regional lymph nodes, infiltrating histotype of the tumour and tumour stage were the only significant predictors of the time of death. CONCLUSIONS: The study suggests that clinical and biological rather than psychosocial factors exert a major role in breast cancer progression.</ref> || 95 || I-II || non esistente || |- | Watson 1999 <ref> Watson M, Influence of psychological response on survival in breast cancer: a population-based cohort study, Lancet, 1999 Oct 16;354(9187):1331-6, BACKGROUND: The psychological response to breast cancer, such as a fighting spirit or an attitude of helplessness and hopelessness toward the disease, has been suggested as a prognostic factor with an influence on survival. We have investigated the effect of psychological response on disease outcome in a large cohort of women with early-stage breast cancer. METHODS: 578 women with early-stage breast cancer were enrolled in a prospective survival study. Psychological response was measured by the mental adjustment to cancer (MAC) scale, the Courtauld emotional control (CEC) scale, and the hospital anxiety and depression (HAD) scale 4-12 weeks and 12 months after diagnosis. The women were followed up for at least 5 years. Cox's proportional-hazards regression was used to obtain the hazard ratios for the measures of psychological response, with adjustment for known clinical factors associated with survival. FINDINGS: At 5 years, 395 women were alive and without relapse, 50 were alive with relapse, and 133 had died. There was a significantly increased risk of death from all causes by 5 years in women with a high score on the HAD scale category of depression (hazard ratio 3.59 [95% CI 1.39-9.24]). There was a significantly increased risk of relapse or death at 5 years in women with high scores on the helplessness and hopelessness category of the MAC scale compared with those with a low score in this category (1.55 [1.07-2.25]). There were no significant results found for the category of "fighting spirit". INTERPRETATION: For 5-year event-free survival a high helplessness/hopelessness score has a moderate but detrimental effect. A high score for depression is linked to a significantly reduced chance of survival; however, this result is based on a small number of patients and should be interpreted with caution.</ref> || 578 || I-II || non esistente || |- | Reynolds 2000 <ref>) Reynolds P, Use of coping strategies and breast cancer survival: results from the Black/White Cancer Survival Study, Am J Epidemiol 2000 nov 15 152(10) 940, This analysis was designed to evaluate the association between coping strategies and breast cancer survival among Black and White women in a large population-based study. A total of 442 Black and 405 White US women diagnosed with invasive breast cancer during 1985-1986 and actively followed for survival through 1994 were administered a modified Folkman and Lazarus Ways of Coping questionnaire. Coping strategies were characterized via factor analyses of the responses. Hazard ratios associated with coping strategies were estimated using Cox proportional hazards models, with adjustment for age, race, tumor stage, study location, tumor hormone responsiveness, comorbidity, health insurance status, smoking, relative body weight, and alcohol consumption. Emotion-focused coping strategies were significantly associated with survival. Expression of emotion was associated with better survival (hazard ratio = 0.6; 95% confidence interval: 0.4, 0.9). When it was considered jointly with the presence or absence of perceived emotional support, women reporting low levels of both emotional expression and perceived emotional support experienced poorer survival than women reporting high levels of both (hazard ratio = 2.5; 95% confidence interval: 1.7, 3.7). Similar risk relations were evident for Blacks and Whites and for patients with early and late stage disease. These results suggest that the opportunity for emotional expression may help improve survival among patients with invasive breast cancer.</ref> || 847 || I-IV || non esistente || |- | Goodwin 2001 <ref>Goodwin PJ, The effect of group psychosocial support on survival in metastatic breast cancer, NEJM, 2001 Dec 13;345(24):1719-26 BACKGROUND: Supportive-expressive group therapy has been reported to prolong survival among women with metastatic breast cancer. However, in recent studies, various psychosocial interventions have not prolonged survival. METHODS: In a multicenter trial, we randomly assigned 235 women with metastatic breast cancer who were expected to survive at least three months in a 2:1 ratio to an intervention group that participated in weekly supportive-expressive group therapy (158 women) or to a control group that received no such intervention (77 women). All the women received educational materials and any medical or psychosocial care that was deemed necessary. The primary outcome was survival; psychosocial function was assessed by self-reported questionnaires. RESULTS: Women assigned to supportive-expressive therapy had greater improvement in psychological symptoms and reported less pain (P=0.04) than women in the control group. A significant interaction of treatment-group assignment with base-line psychological score was found (P</=0.003 for the comparison of mood variables; P=0.04 for the comparison of pain); women who were more distressed benefited, whereas those who were less distressed did not. The psychological intervention did not prolong survival (median survival, 17.9 months in the intervention group and 17.6 months in the control group; hazard ratio for death according to the univariate analysis, 1.06 [95 percent confidence interval, 0.78 to 1.45]; hazard ratio according to the multivariate analysis, 1.23 [95 percent confidence interval, 0.88 to 1.72]). CONCLUSIONS: Supportive-expressive group therapy does not prolong survival in women with metastatic breast cancer. It improves mood and the perception of pain, particularly in women who are initially more distressed.</ref> || 235 || - || non esistente || |- | Goodwin 2004 <ref> Goodwin PJ, Health-related quality of life and psychosocial status in breast cancer prognosis: analysis of multiple variables, J Clin Oncol 2004 oct 15 22(20), PURPOSE: Evidence that psychosocial status and health-related quality of life (HRQOL) are associated with breast cancer (BC) outcomes is weak and inconsistent. We examined prognostic effects of these factors in a prospective cohort study. PATIENTS AND METHODS: Three hundred ninety-seven women with surgically resected T1 to T3, N0/N1, M0 BC completed the European Organization for Research and Treatment of Cancer Quality of Life Questionnaire (Core 30 items), Profile of Mood States, Psychosocial Adjustment to Illness Scale, Impact of Events Scale, Mental Adjustment to Cancer Scale, and the Courtauld Emotional Control Scale 2 months after diagnosis and 1 year later. Data on tumor-related factors, treatment, and outcomes were obtained prospectively from medical records, and Cox survival analyses were performed. RESULTS: Mean age was 52.0 +/- 9.9 years. Two hundred twenty-five women had T1, 136 women had T2, 16 women had T3, and 20 women had TX tumors; 127 were N1. One hundred thirteen women received adjuvant chemotherapy, 130 received hormone therapy, 45 received both, and 109 received neither. We investigated 140 prognostic associations; four were found to be statistically significant at a P value of </= .05 (three fewer than expected by chance). Two were in the hypothesized direction of effect, and two were in the opposite direction. All arose from measurements 1 year after diagnosis, which were most susceptible to confounding by treatment. There was no evidence of consistency of associations across outcomes or questionnaires. These results are in keeping with chance as the explanation for our statistically significant findings. CONCLUSION: HRQOL and psychosocial status at diagnosis and 1 year later are not associated with medical outcome in women with early-stage BC.</ref> || 397 || I-III || non esistente || |} Si vede che i rapporti positivi si trovano sopratutto nei lavori piu vecchi, la qualita di vita e da distinguere dallo outcome / periodo di sopravivenza. Dal lavoro di Tschuschke <ref>Tschuschke el al, Associations between coping and survival time of adult leukemia patients receiving allogeneic bone marrow transplantation: results of a prospective study, J Psychosom Res 2001 50, 277 BACKGROUND: To investigate associations between coping strategies and length of survival in a sample of 52 adult leukemia patients receiving allogeneic bone marrow transplantation (BMT). METHODS: 52 adult patients, diagnosed with acute (AML) and chronic myeloid leukemia (CML) admitted for allogeneic BMT to a university hospital BMT unit in preparation for a transplantation of genotypically matched HLA donor marrow, were interviewed immediately after informed consent and prior to preparatory treatment for transplantation. Semistructured interviews were conducted and recorded for analysis to assess coping styles and were evaluated by a new content analytic coping measure [Ulm Coping Manual (UCM)]. Patients were a random sample of all eligible patients on the BMT unit between May 1990 and May 1994. RESULTS: Complete audiotaped interviews were rated by blind raters, employing a newly developed content analysis for the identification of patients' coping strategies. Multivariate analysis using a Cox model revealed three pretransplant variables that demonstrated a statistically significant influence on 5-year survival: Stage of Disease at transplant (P < .012), Distraction (P < .007), and Fighting Spirit as coping modalities (P < .013). CONCLUSIONS: The results of this prospective study document the impact of certain psychological variables, notably coping style on survival with BMT. This suggests the necessity of utilizing psychosocial interventions to address stress and anxiety in patients awaiting transplantation in order to reduce anxieties and to employ more effective coping techniques to deal more appropriately with their situation and to enhance Fighting Spirit. The effects on survival of such psychosocial interventions need to be tested in a randomized controlled study.</ref>: L' impatto dello fighting spirit nel caso della terapia causale della leucemia (adulti) dopo trasplanto del midollo osseo (vedi immagine). ==Le remissioni spontanee (RS)== Le remissioni spontanee RS sono guarizioni con nessun legame con una precedente terapia causale <ref>Kaiser HE, Spontaneous neoplastic regression: the significance of apoptosis, In Vivo, 2000 Nov-Dec;14(6):773-88 In mammalian cells, neoplastic transformation has a direct relationship with the expression of oncogenes, the production of certain growth factors and with the mutation, loss or simple inactivation of the function of tumor suppressor genes. Genes for suppression of the development of the malignant immunophenotype, as well as inhibitory growth factors have regulatory functions within the normal processes of cell division and differentiation. Telomerase (a ribonucleoprotein polymerase) activation is frequently observed in various types of neoplastic cell transformation. Telomerase activation is regarded as essential for cell immortalization and its inhibition may result in spontaneous regression (SR) of neoplasms. SR of neoplasms occurs when the malignant tumor mass partially or completely disappears without any treatment or as a result of a therapy considered inadequate to influence systemic neoplastic disease. This definition makes it clear that the term SR applies to neoplasms in which the malignant disease is not necessarily cured, and to cases where the regression may not be complete or permanent. A number of possible mechanisms of SR are reviewed, with the understanding that no single mechanism can completely account for this phenomenon. The application of the newest immunological, molecular biological and genetic insights for more individualized anticancer immunotherapy (biotherapy) is also discussed. In conclusion, of all the possible mechanisms of SR of neoplasms, programmed cell death (PCD) or apoptosis is involved in each. The immunological mechanism is probably the main effector mechanism of SR in human neoplasms with its trigger being apoptosis. The treatments of the tumor, such as with various anti-neoplastic drugs or radiation or immunotherapy, all include the basic mechanism of programmed cell death or apoptosis. Without apoptosis, there is practically no tumor regression, none of any kind.</ref> e che si verificano spontaneamente. La prima RS che e diventata famosa nella storia della medicina e' quella di Pellegrino Laziosi di Forli (1265 - 1345 detto anche Pellegrino da Forli', in inglese Saint Peregrine) che si ammalo' di cancro alla tibia e guari completamente senza intervento medico. Pellegrino Laziosi e' diventato nel seguito Il Santo protettore degli ammalati di cancro, secondo la fede cattolica. L' incidenza di una remissione spontanea nel caso di cancro (solo malignomi) e' purtroppo un fenomeno molto raro e occorre soltanto una volta su 60000-100000 dei casi (Bashford, Hirschberg). Nel 1992, Stoll <ref>Stoll BA, Spontaneous regression of cancer: new insights, Biotherapy, 1992;4(1):23-30 Suppression of oncogene expression and of host- or tumour-expressed growth factors and receptors may precipitate spontaneous regression or dormancy in human cancer. Loss of oncogenes necessary for progressive proliferation can lead to differentiation changes. Both natural factors and chemical agents can trigger such a change, and of the naturally occurring agents, growth factors and immunological factors have been most studied. We may find new clues to biological methods of prolonging arrest of cancer, by looking for cytogenetic abnormalities, alterations in oncogene expression and immunocytological composition, in patients showing prolonged dormancy of cancer.</ref> ipotizza che in tutto il mondo si possono verificare circa 20 nuovi casi all'anno. In tutta la storia della oncologia si conoscono solo all' incirca 1200 casi corrispondenti e pubblicati in tutto il mondo. Ulrich Abel (biologo e esperto di statistica di Heidelberg) stima che sarebbe molto difficile di stimare le probabilita' per una RS. Oggi si sa che le RS possono verificarsi in tutti i tipi di cancro che si conoscono, sono pero piu frequenti nel carcinoma renale, neuroblastoma, melanoma maligno e nel caso dei linfomi e delle leucemie <ref>Papac RJ, Spontaneous regression of cancer: possible mechanisms, In Vivo, 1998 Nov-Dec;12(6):571-8 Spontaneous regression of cancer is reported in virtually all types of human cancer, although the greatest number of cases are reported in patients with neuroblastoma, renal cell carcinoma, malignant melanoma and lymhomas/leukemias. Study of patients with these diseases has provided most of the data regarding mechanisms of spontaneous regression. Mechanisms proposed for spontaneous regression of human cancer include: immune mediation, tumor inhibition by growth factors and/or cytokines, induction of differentiation, hormonal mediation, elimination of a carcinogen, tumor necrosis and/or angiogenesis inhibition, psychologic factors, apoptosis and epigenetic mechanisms. Clinical observations and laboratory studies support these concepts to a variable extent. The induction of spontaneous regression may involve multiple mechanisms in some cases although the end result is likely to be either differentiation or cell death. Elucidation of the process of spontaneous regression offers the possibility of improved methods of treating and preventing cancer.</ref><ref>Cole WH, Spontaneous regression of cancer and the importance of finding its cause, Natl Cancer Inst Monogr, 1976 Nov, 44 A few years ago Everson and I assembled all the examples of spontaneous regression in the world medical literature from 1900 to 1960 and added numerous cases from expriences of our friends. Our figure was 176. We excluded squamous cell carcinoma of the skin, leukemia, Hodgkin's disease, and a large number of cases that did not fulfill the prerequisites of confirmed diagnosis and no significant treatment. The four most common examples of regression were carcinoma of the kidney (31), neuroblastoma (29), malignant melanoma (19), and choriocarcinoma (19); these constituted more than half the group. We did not require that the regression be permanent because it appeared that the explanation of temporary regression would be just as important as the cause of permanent regression. There was no proven specific cause of the regression, but the following mechanisms had a possible relationship: immunologic action, elimination of carcinogens, trauma (altering the antigen-antibody relationship), hormones, irradiation, infection and/or fever, and drugs or chemicals. The most applicable of these is elimination of the carcinogen. Immunologic reactions seem to offer the best explanation, and the potential of humoral immunity is more impressive than that of cellular immunity.</ref>. Le RS sono anche piu frequenti nei bambini. In Germania esistono due gruppi di lavoro che si sono concentrati sulle RS (per esempio Klinikum Nurimberga). Queste remissioni spontanee rarissime non sono inducibili da una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psiconeuroimmunologia moderna. RS sono spesso stati osservati dopo infezioni con elevata febbre <ref>Hobohm U, Fever therapy revisited, Br J Cancer 2005 feb 14, 92(3) 421, The phenomenon of spontaneous regression and remission from cancer has been observed by many physicians and was described in hundreds of publications. However, suggestive clues on cause or trigger are sparse and not substantiated by much experimental evidence. In this review, literature is surveyed and summarised and possible causes are discussed. At least in a larger fraction of cases a hefty feverish infection is linked with spontaneous regression in time and is investigated as putative trigger. Epidemiological and immunological evidence is put into perspective.</ref>, e si hanno osservato tempi di maggiore sopravivenza nel caso di una malattia contemporale. Queste osservazioni hanno condotto a tentativi terapeutici immunologici o terapie che inducono la febbre, e hanno stimolato la ricerca dell'ipertermia terapeutica del cancro. (oggi praticamente abbandonata per mancanza di successi, e' rimasta in discussione e uso sola la ipertermia locale con-adiuvante e la ricerca continua). Tra i tentativi terapeutici della febbre e' da nominare la terapia di Coley con tossine di batteri, ora abbandonata <ref>Cann - Van Netten, Dr William Coley and tumour regression: a place in history or in the future, Postgrad Med J, 2003 Dec 79 (938) 672 Spontaneous tumour regression has followed bacterial, fungal, viral, and protozoal infections. This phenomenon inspired the development of numerous rudimentary cancer immunotherapies, with a history spanning thousands of years. Coley took advantage of this natural phenomenon, developing a killed bacterial vaccine for cancer in the late 1800s. He observed that inducing a fever was crucial for tumour regression. Unfortunately, at the present time little credence is given to the febrile response in fighting infections-no less cancer. Rapidly growing tumours contain large numbers of leucocytes. These cells play a part in both defence and repair; however, reparative functions can also support tumour growth. Intratumoural infections may reactivate defensive functions, causing tumour regression. Can it be a coincidence that this method of immunotherapy has been "rediscovered" repeatedly throughout the centuries? Clearly, Coley's approach to cancer treatment has a place in the past, present, and future. It offers a rare opportunity for the development of a broadly applicable, relatively inexpensive, yet effective treatment for cancer. Even in cases beyond the reach of conventional therapy, there is hope.</ref> o tentativi terapeutici con una infezione artificiale della malaria. La vaccinazione BCG (Bacille Calmette Guerin), usata nella prevenzione della tuberculosi viene considerata tuttora efficace in modo co-adiuvante in certi tipi di tumori (tumori della vescica urinaria) <ref>Cole WH, Relationship of causative factors in spontaneous regression of cancer to immunologic factors possibly effective in cancer, J Surg Oncol, 1976 8 (5) 391 In a book written by Everson and Cole (1966) on spontaneous regression 176 examples of the phenomenon were encountered in the medical literature from 1900 to 1964, supplemented by cases referred by friends. No common denominator of explanations were found. Various types of trauma (e.g., biopsy, incomplete excision), transfusions, infection, hormone changes, drugs, etc. were encountered as possible causative factors. Most significant of all factors was encountered in the 13 examples of spontaneous regression of the bladder; in this series regression of the tumor occurred in 10 after transplantation of the ureters out of the bladder. A consideration and discussion of various reactions in human beings associated with therapeutic regressions have been reviewed hoping to develop a correlation between the two types of regression. At the time of publication of our monograph 9 years ago we were unable to suggest any mechanisms which might explain the regressions. However, since that time so many advances have been made in immunology that it appears now that a stimulation of the immune process might explain most of the regressions. We are just beginning to learn a few methods of stimulating the immune process. Use of BCG is one of the best examples of this stimulating process; other bacterial agents, or fractions, are known to have this action. No doubt there are innumerable others unknown, some of which might explain spontaneous regressions. It would appear that hormonal changes might be responsible for many of the regressions but this author doubts it explains many. More is known at the present time about cellular immunity than humoral immunity, but greater possibilities surely lie in humoral immunity. The blocking and unblocking activities developed by the Hellstroms and associates are no doubt important. Immunoglobulins exert a very important role in the immune process; antibodies may consist of immunoglobulins but much more needs to be known before this relationship can be understood. The recent report (Amery, 1975) that levamisole (given at the time of resection of the lung for carcinoma) improves patient survival is exciting. Amery believes the drug may prevent the hematogenous spread of the tumor during surgery and/or may decrease the immunosuppression caused by a major operation.</ref>. Studi e meta-analisi retrospettivivi storici delle remissioni spontanee sono quelli di Rohdenburg nel 1918 <ref>Rohdenburg, Fluctuations in the growth energy of tumors in man, with esspecial reference to spontaneous recession, 1918 J Cancer Res 1918;3:193-225</ref> con 185 casi citati, Fauvet nel 1960/1964 (202 casi), Boyd W <ref>Boyd W. The spontaneous regression of cancer. Charles Thomas, Publ., Springfield Ill. 1966</ref> nel 1966 (98 casi), Everson e Cole <ref> Cole WH - Everson TC: Spontaneous Regression of Cancer (WB Saunders, Philadelphia, PA) 1966</ref> nel 1966 (182 casi), Challis nel 1990 <ref>Challis GB, The spontaneous regression of cancer. A review of cases from 1900 to 1987, Acta Oncol, 1990 29 (5) 545, The literature on the spontaneous regression of cancer is reviewed from 1966 to 1987 to update reviews by Everson & Cole and by Boyd. These authors reviewed all cases of spontaneous regression from 1900 to 1965. We then report the entire series from 1900 to 1987. We also attempted to determine what attributions for spontaneous regressions have been reported. Although almost half of the authors failed to speculate or specify a possible cause for the spontaneous regression, the remainder postulated responsible factors such as immunological or endocrine, surgical, necrosis, infection, or operative trauma. The only unorthodox treatment to appear in the literature was the psychological. We conclude that the literature on the spontaneous regression of cancer is still unable to provide unambiguous accounts of the mechanisms operating to affect these regressions.</ref> (489 casi), O'Reagan e Hirschberg nel 1993 (216 casi). Le ricadute dopo una RS sono purtroppo frequenti <ref>Cann - Van Netten, Dr William Coley and tumour regression: a place in history or in the future, Postgrad Med J, 2003 Dec 79 (938) 672, Spontaneous tumour regression has followed bacterial, fungal, viral, and protozoal infections. This phenomenon inspired the development of numerous rudimentary cancer immunotherapies, with a history spanning thousands of years. Coley took advantage of this natural phenomenon, developing a killed bacterial vaccine for cancer in the late 1800s. He observed that inducing a fever was crucial for tumour regression. Unfortunately, at the present time little credence is given to the febrile response in fighting infections-no less cancer. Rapidly growing tumours contain large numbers of leucocytes. These cells play a part in both defence and repair; however, reparative functions can also support tumour growth. Intratumoural infections may reactivate defensive functions, causing tumour regression. Can it be a coincidence that this method of immunotherapy has been "rediscovered" repeatedly throughout the centuries? Clearly, Coley's approach to cancer treatment has a place in the past, present, and future. It offers a rare opportunity for the development of a broadly applicable, relatively inexpensive, yet effective treatment for cancer. Even in cases beyond the reach of conventional therapy, there is hope.</ref><ref>Nauts HC, The beneficial effects of bacterial infections on host resistance to cancer, cancer res int 1980</ref>. Di consequenza occorre aspettare anni dopo una tale remissione per essere sicuro del successo, esattamente come nel caso di una terapia convenzionale del cancro. Il caso del paziente Wright <ref>Il caso Wright del 1957: Cancro e l'effetto placebo. "Psychologist Bruno Klopfer was treating a man named Wright who had advanced cancer of the lymph nodes. All standard treatments had been exhausted and Wright appeared to have little time left. His neck, armpits, chest, abdomen, and groin were filled with tumors the size of oranges, and his spleen and liver were so enlarged that two quarts of milky fluid had to be drained out of his chest every day. Wright heard about an exciting new drug called Krebiozen, and he begged his doctor to let him try it. At first the doctor refused because the drug was being tried on people with a life expectancy of at least three months. Finally the doctor gave in and gave Wright an injection of Krebiozen on Friday, but in his heart of hearts he did not expect Wright to last the weekend. "To his surprise, on the following Monday he found Wright out of bed and walking around. Klopfer reported that his tumors had 'melted like snowballs on a hot stove' and were half their original size. Ten days after Wright's first treatment, he left the hospital and was, as far as his doctors could tell, cancer free. When he entered the hospital he had needed an oxygen mask to breathe, but when he left, he was well enough to fly his own plane at 12,000 feet with no discomfort. "Wright remained well for about two months, but then articles began to appear asserting that Krebiozen actually had no effect on cancer of the lymph nodes. Wright, who was rigidly logical and scientific in his thinking, became very depressed, suffered a relapse, and was readmitted to the hospital. This time his physician decided to try an experiment. He told Wright that Krebiozen was every bit as effective as it had seemed, but that some of the initial supplies of the drug had deteriorated during shipping. He explained, however, that he had a new highly concentrated version of the drug and could treat Wright with this. The physician used only plain water and went through an elaborate procedure before injecting Wright with the placebo. "Again the results were dramatic. Tumor masses melted, chest fluid vanished, and Wright was quickly back on his feet and feeling great. He remained symptom-free for another two months, but then the AMA announced that a nationwide study of Krebiozen had found the drug worthless for the treatment of cancer. This time Wright's faith was completely shattered. His cancer blossomed anew and he died two days later." (Brono Klopfer, Psychological Variables in Human Cancer, Journal of Prospective Techniques 31, 1957, pp. 331-40.). - The best known sample of the placebo response, is perhaps the case of Mr Wright, documented in 1957 by Dr Phillip West and Dr Bruno Klopfer. Mr Wright had advanced widespread lymphosarcoma, and as standard treatment has failed, he was expected to live no more than a few weeks. A then new drug (Krebiozen) was being tested as a potential cancer cure, and on Mr Wright`s request, he was included in the trial. Shortly after the first injection of the drug, the patient`s tumor masses “melted like snowballs on a hot stove”. Wright was soon released, apparently free of malignancy. Two months later, shortly after the worthlessness of the drug was being published in newspapers, Mr Wright`s tumours returned. Dr Klopfer, suspecting that this was due to Wright`s expectations, again involved Mr Wright, pretending to give him a double-strength of a new, more active form of the drug, while merely treating him with distilled water. Again the tumours disappeared and Mr Wright was symptom-free for another two months. Then a report from the American Medical Association stating beyond doubt that Krebiozen was worthless, was published in the newspapers. Wright`s tumours reappeared and he died within two days. It is said that it was his total belief in the efficacy of a worthless drug that mobilized a healing placebo response by activating all the major systems of mind-body communication and healing, namely endocrine, autonomic nervous and immune systems. Riferimenti per questo caso: http://webspace.quinnipiac.edu/thomas/InformedConsentPlaceboEffectACLMversion2.pdf Rossi, EL (1986). The psychobiology of mind-body healing. (First edition) WW Norton & Company, Inc. Watkins, A (1997). Mind-body medicine. A clinicians guide to psychoneuroimmunology. (First edition) Churchill &Livingston.</ref> suscitava clamore nel mondo medico: nel suo caso farmaci placebo (causalmente inefficaci) erano efficaci contro linfomi per alcuni mesi, anche se il paziente e' decesso dopo la terapia. Quali possono essere la cause della RS ? Esistono due spiegazioni: le ipotesi somatiche-fisiologiche e le ipotesi psicologiche. Le correlazioni delle RS con malattie infettive danno un contributo alle ipotesi somatiche, anche se non si sa con precisione quale e' l'influenza del puro caso. Un contributo alle ipotesi psicologiche danno le osservazioni che lo ''fighting spirit'' (lo spirito di battaglia dello paziente, la "grinta") e un ottimismo e un ottimo sostegno sociale/familiare (con consequenze sulla qualita' di vita) avevano un effetto positivo in una minorita' degli studi scientifici sulla terapia del cancro - un tale effetto psicologico sembra essere debole, e nella maggioranza degli studi corrispondenti non poteva essere dimostrato o ripetuto, vedi review di Petticrew del 1999 <ref>Petticrew M, Cancer-stress link: the truth, 1999 Nurs Times Mar 3-9 95</ref> e di Faller nel 2004 <ref>Faller H, Prognostic value of depressive coping and depression in survival of lung cancer patients, Psychooncology 2004 May 13 (5) 359 The aim of this investigation was to determine whether depressive coping and depression predict shorter survival among lung cancer patients. We conducted a prospective study using an inception cohort with a 3-5-year follow-up. The sample consisted of n = 59 (of n = 69 invited to participate) patients (mean age 65 years, S.D. = 9.7; 81% male) newly diagnosed with small cell lung cancer or non-small cell lung cancer Stage III or IV who were scheduled for later chemotherapy and/or radiotherapy at a tertiary care centre. Patients were investigated after their diagnosis and before the beginning of treatment. Depressive coping and depression were assessed using standardized self-report questionnaires (Freiburg Questionnaire of Coping with Illness; Hospital Anxiety and Depression Scale). Depressive coping was associated with shorter survival (hazard ratio 1.75, 95% confidence interval 1.04-2.93, p = 0.034) after adjusting for age, sex, stage, histological classification, and Karnofsky performance status but not treatment type, using the Cox proportional hazards regression. Depression, however, was not linked with survival (hazard ratio 1.05, 95% confidence interval 0.98-1.13, p = 0.18). To conclude, the prognostic value of depressive coping was partially confirmed, warranting further examination of the robustness of this relationship.</ref>. ==La prevenzione psico-sociale ed ambientale del cancro: esiste un stile di vita che potrebbe essere efficace a diminuire il rischio di riscontrare cancro ?== A scanso dei fattori a rischio ambientali e delle sostanze con conosciuto effetto cancerogeno, fattori psichici come causa di cancro non sembrano invece avere una importanza rilevante. E di consequenza non esiste una "ricetta psicologica" nella prevenzione del cancro. Nell' assistenza psicologica del cancro, la ricerca ''life-event'' da sostegno alla ipotesi che una vita caratterizata da un sufficiente sostegno sociale avrebbero un effetto protettivo nel caso del cancro <ref>Schüssler G Schubert C, The influence of psychosocial factors on the immune system (psychoneuroimmunology) and their role for the incidence and progression of cancer, Z psychosom Med Psychother, 2001;47(1):6-41 Psychoneuroimmunological research investigates the influence of psychosocial factors on the immune systems. We reviewed clinical studies dealing with the following three topics: life events, psychological/psychopathological factors and social support, and their influence on cellular and humoral immune activity. There is strong evidence that stressful life events (especially losses) have a decreasing effect on immunity. Depression has a similar effect and may be the mediator between life events and the immune systems. Results dealing with the influence of social support on immune functions are still inconclusive. In the second part, we reviewed prospective studies concerning the role of psychosocial factors on cancer incidence and progression. Most of the life event studies reviewed have methodological problems, thus the results are heterogenous. There is some evidence that psychological/psychopathological factors can promote cancer progression. This is even more obvious in case of insufficient social support.</ref><ref>Kiekolt-Glaser JK, Psychoneuroimmunology and cancer: fact or fiction? Eur j cancer, 1999 Oct;35(11):1603-7 There is substantial evidence from both healthy populations as well as individuals with cancer linking psychological stress with immune downregulation. This discussion highlights natural killer (NK) cells, because of the role that they may play in malignant disease. In addition, distress or depression is also associated with two important processes for carcinogenesis: poorer repair of damaged DNA, and alterations in apoptosis. Conversely, the possibility that psychological interventions may enhance immune function and survival among cancer patients clearly merits further exploration, as does the evidence suggesting that social support may be a key psychological mediator. These studies and others suggest that psychological or behavioural factors may influence the incidence or progression of cancer through psychosocial influences on immune function and other physiological pathways.</ref>. Un tale rapporto sociale stabile puo avere un effetto positivo sul sistema immunitario con consequenze sulle difese del corpo contro virus che sono associati a patologie neoplastiche, sapendo che circa il 15% dei tumori sono da vedere in associazione con una infezione virale. Tipici esempi sono il carcinoma cervicale, sarcoma di Kaposi e alcuni tumori del fegato. Pero: una elevata reattivita' da parte del sistema immunitario, d'altro lato puo avere effetti negativi nel caso di malattie autoimmune come la poliartrite rheumatica. Rafforzare la reattivita immunitaria non e' sempre da consigliare. Evidenze che un cambiamento radicale dello stile di vita o il "pensare positivamente" potrebbero curare una patologia neoplastica non esistono. ==Conclusione== Le ipotesi di Ryke Geerd Hamer e della sua nuova medicina germanica ® non sono compattibili con questa revisione della letteratura scientifica fatta a l'inzio del 2007. Hamer sostiene che il cancro, che non suddivide in maligno/benigno come veniva gia fatto ai tempi dei antichi greci, sia il tentativo del cervello di ''riparare'' (e quindi di guarire) un trauma psicologico inaspettato subito in precedenza. E che basti individuare il trauma sotto acusa e di ''disfarlo'' (attraverso una cosidetta soluzione) perche il cervello receda dalla sua azione ''riparatrice'', arrestando quindi la proliferazione delle cellule neoplastiche una volta per tutte, visto che metastasi non esisterebbero secondo Hamer. Tutto questo ommetendo terapie convenzionali (a parte una minorita' degli interventi chirurgici) ed evitando una terapia analgetica effetuata con morfina o farmaci analoghi, esponendo i pazienti a soffererenze in buona parte evitabili con terapie moderne del dolore. Secondo Hamer, una tale sua strada terapeutica avrebbe un successo del 95-98%. Non e' in grado pero di dimostrarlo, scusandosi con interventi presunti da parte di loggie massoniche e dalla organizzazione B'nai Brith ebrea e da un complotto da parte della "medicina ufficiale". Dai numerosi lavori elencati non si puo trarre la conclusione certa di una psicogenesi per tutti i tipi di cancro. Una tale psicogenesi sarebbe inoltre non compattibile con i diversi tipi di cancro che hanno una accertata origine virale, origine genetica o una origine dal ambiente (raggi UV / radioattivita naturale) o da sostanze cangerogene (p.e. il fumo / amianto) o da radiazioni ionizzanti man-made. Anche l'esistenza dei tumori trasmissibili (nei animali) non e' compattibile con le "leggi" della Nuova Medicina Germanica". Da quello che si sa oggi, processi psichici possono solo avere un ruolo come fattori deboli facilitanti o protettivi, in alcuni estremi rari casi sono forse a l'origine di remissioni spontanee. A l'inzio degli anni 80, a l'epoca della nascita della NMG, la situazione non era cosi chiara come appare oggi. Si sapeva meno, ed erano in discussione modelli di una possibile psicogenesi del cancro. Il diffetto non scusabile di Hamer e' da cercare nella sua incapacita' di adattare le sue ipotesi-leggi progressivamente a quello che si puo osservare/misurare, di rispondere a nuovi risultati scientifici (anche a risultati deludenti propri), di non basarsi su lavori fatti e pubblicati in precedenza e riferirsi in un modo non-critico a racconti e aneddotti scelti, e di aggrapparsi alle sue leggi, in grande parte scurile. Altri errori non-scusabili (la questione dei artefatti TAC, asserzioni sbagliate nel argomento della lateralita umana e embriologia) si aggiungono a l'odore di antisemitismo (e vicinanza per movimenti di estrema destra come la NPD tedesca) che non e' compattibile con un rispetto fermo del essere umano (di ogni razza e confessione) e che deve per forza essere a la base della professione medica pratica. Le sue affermazioni di non essere razzista non convincono un lettore neutrale leggendo le sue lettere pubblicate o interviste, che di piu hanno indotto molti a pensare ad una mania con valore patologico in un uomo invelenito e racchiuso nel suo modo di pensare chiuso ermeticamente dal mondo 'esterno. L'esito fatale nel caso di numerosi pazienti che hanno creduto in un modo cieco alle promesse del medico o ex-medico charismatico con la sua voce rassicurante-simpatica e che presentavano gravi patologie e la contemporanea mancanza di prove per i presunti successi miracolosi del cancro non lasciano dubbi che la sua strada diagnostica e terapeutica non e' idonea per pazienti affetti da una grave patologia. Pazienti affetti da cancro dovrebbero cercare aiuto competente e professionale e stare lontani dalla terapie della NMG ! La si puo considerare invece come alternativa nel caso di infezioni blandi o disturbi psicosomatici banali, per chi le convinzioni anti-ebrei di Hamer non sono un argomento da stargli lontano. ==riferimenti== *Targ EF, Levine EG., The efficacy of a mind-body-spirit group for women with breast cancer: a randomized controlled trial, Gen Hosp Psychiatry. 2002 Jul-Aug;24(4):238-48. *Spiegel D, Kramer H, Bloom JR, et al. Effects of psychosocial treatment on survival of patients with metastatic breast cancer. Lancet. 1989;2:888-891 *Wallace Sampson Controversies in cancer and the mind: Effects of psychosocial support Seminars in Oncology Volume 29, Issue 6, pagine 595-600 (December 2002) <references/> *Vedi anche: Quirino Zangrilla: Cancro e psiche: tra intervento scientifico e posizione di onnipotenza [[category:Nuova Medicina Germanica]] 196e5e4eb431bba185cbb5a4ecad14a8986682a0 Articoli Nuova Medicina 0 96 126 2010-01-10T21:40:56Z WikiSysop 1 Creata pagina con ''''Articoli di giornali a proposito della [[Nuova Medicina Germanica]] e [[Ryke Geerd Hamer (italiano)|Ryke Geerd Hamer]]''' ==Libero== [[image:Libero11.jpg|25 settembre 2007]] …' wikitext text/x-wiki '''Articoli di giornali a proposito della [[Nuova Medicina Germanica]] e [[Ryke Geerd Hamer (italiano)|Ryke Geerd Hamer]]''' ==Libero== [[image:Libero11.jpg|25 settembre 2007]] [[image:Libero14102007.jpg|14 ottobre 2007]] ==articoli di ''cronache del mezzogiorno'' di Salerno== *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm06042007.pdf 6 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm10042007.pdf 10 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm13042007.pdf 13 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm20042007.pdf 20 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm01052007.pdf 1 maggio 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm09052007.pdf 9 maggio 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm08062007.pdf 8 giugno 2007] ==giornale di Vicenza== Giornale Di Vicenza articolo del 29.4.2007 di Diego Neri Domenica 29 Aprile 2007 Professionista nei guai dopo la denuncia di un camionista del Basso Vicentino che ha rischiato la vita. Medicina alternativa? Indagato Guariva il mio linfoma con fiale, acqua oceanica e prodotti costosi di Diego Neri Non seguendo i protocolli, anzich 'e curare avrebbe aggravato la malattia di un paziente che ha rischiato di morire. Un medico di base 'e accusato di aver agito con metodi alternativi, quasi da santone come ha riferito un investigatore, piu che da professionista. Per questo 'e stato indagato e la ipotesi a suo carico e quella di lesioni gravi, mentre la procura valuta anche l' ipotesi della truffa. Nei guai il dottor Paolo Rossaro, 56 anni, di Albignasego, denunciato da un giovane camionista vicentino che ora sta migliorando grazie alle cure classiche dell' ospedale mentre la polizia sta facendo chiarezza sul caso. La vicenda di C., 34 anni, residente nel Basso Vicentino, 'e emblematica di un certo modo di intendere la medicina. Il giovane ha per so il padre qualche anno fa a causa di un tumore: inutili le cure chemioterapiche, che anzi avevano indebolito il corpo del genitore. Per questo C., quando nel luglio del 2004 aveva scoperto di essere stato colpito da un linfoma ancora in forma molto lieve, non ha ascoltato i consigli dei medici degli ospedali di Noventa e Vicenza. Non voleva soffrire come il padre. E anzich'e tornare ha seguito il consiglio di un erborista, che gli ha indicato il dottor Rossaro. "E un seguace della teoria di Hammer" - ha spiegato C. ai poliziotti del posto fisso del S. Bortolo -, che ritiene che il corpo di ciascuno di noi possa trovare la forza e le energie per curare quanto c'e di negativo. Nell' agosto di tre anni fa percio il camionista si 'e presentato nello studio di Albignasego - dove Rossaro opera come medico di base - con biopsia e Tac. Il vicentino ha riferito di essere d' accordo con lui quando il professionista gli ha spiegato che avrebbe potuto guarire senza chemioterapie e farmaci, ma al momento con una dieta e delle vitamine, oltre ad un aiuto psicologico. Ogni tanto avevo delle crisi, con alte febbri che curavo con farmaci classici. Ma la mia malattia andava avanti. Le visite periodiche ad Albignasego sono proseguite a lungo. Da marzo a ottobre del 2006 C. Rossaro gli avrebbe prescritto delle flebo di integratori, mai farmaci, fino a quando il giovane ha iniziato ad avere grossi disturbi, come evidenziarono in parte gli esami del sangue. Ma la terapia continu\'f2 ad essere a base di integratori di ferro e altre fiale, con fra l' altro acqua oceanica: prodotti che C. ha riferito di aver acquistato nello studio del medico - al quale pagava le visite - e in erboristeria. Le condizioni di salute sono via via peggiorate. In novembre mi ha prescritto delle trasfusioni di sangue, fino a quando il 3 dicembre l' ho chiamato per dirgli che non ce la facevo ad andare ad Albignasego: stavo malissimo, ero a letto. Gli ho chiesto se poteva venire a casa mia. I poliziotti del sostituto commissario Livio Manea e dell' ispettore capo Giuseppe Cracco hanno verificato come quel giorno Rossaro scese nel Basso Vicentino. A C. ordina di sospendere tutte le cure: Aspetta un paio di giorni, la crisi passera e ti sentirai meglio. Rossaro avrebbe indicato ai famigliari che protestavano che il ricovero in ospedale non sarebbe servito. Ma la notte successiva la famiglia del camionista chiama il 118. C. rischiava di morire: l\rquote ambulanza lo trasport d' urgenza prima a Noventa e poi, viste le condizioni molto gravi, a Vicenza. Compresa la mia situazione e le cartelle cliniche del 2004 mi curarono secondo i protocolli. Mi ripresi in alcuni giorni. Ora ho iniziato la chemioterapia, mi sento meglio e sono tornato al lavoro, precisa il giovane. Ai poliziotti il caso fu segnalato dal personale ospedalier o. Gli inquirenti avvisarono la procura di Padova e scattarono gli accertamenti. Furono sequestrati i farmaci che C. utilizzava e del caso si sta occupando, con il pm Renza Cescon, anche la polizia della procura patavina. L' ipotesi al momento a carico del medico e quella di lesioni gravi. E stanno gia spuntando altri vicentini in cura da Rossaro per nulla soddisfatti delle sue terapie alternative. fine citazione ------------------------------------------------------------------- inizio citazione Domenica 29 Aprile 2007 La testimonianza del vicentino malato Mi sono fidato di lui ma stavo morendo Mi sono fidato di lui: in quel momento era la persona giusta perch'e la chemioterapia e le altre cure alle quali era stato sottoposto mio padre mi facevano tanta paura. Pero io non sono un medico, e mi sono rivolto per guarire dal linfoma. Invece sono peggiorato progressivamente, se mi fossi rivolto fin da subito alla medicina tradizionale sarei gia guarito. C. ha combattuto per un anno e mezzo anche con i suoi famigliari, addolorati e preoccupati dalla sua scelta. Loro lo vedevano sempre peggio, e non accettava i loro consigli di recarsi in ospedale. Fino a dicembre, quando il camionista ha rischiato grosso. Mi ero intestardito con la terapia di Hammer ed ero convinto che si trattava della soluzione migliore per guarire: autostima e convinzione di stare meglio come antidoto al dolore. Ma il linfoma si aggravava. Fra l' altro, la polizia sta cercando di fare chiarezza anche su un altro aspetto. C. ha frequentato assiduamente lo studio di Rossaro anche per le trasfusioni. In quel periodo, spiega il vicentino, il medico gli avrebbe consegnato delle ricette in bianco: lo scopo era evitare di farlo andare dal Basso Vicentino ad Albignasego, e in caso di necessita bastava un colpo di telefono e il medico gli avrebbe indicato cosa scrivere per farselo prescrivere. Questa è la versione del giovane, che ha scoperto come Rossaro i primi giorni di aprile si sia presentato dai carabinieri per denunciare il furto di alcune ricette che sarebbero state trafugate dallo studio proprio nei giorni in cui il vicentino si recava a fare le trasfusioni. Un aspetto ulteriore che complica l' inchiesta giudiziaria scaturita dalle dichiarazioni del camionista. Infine, il caso del dottor Rossaro è stato segnalato anche all' Ordine padovano dei medici, che dovra valutare le sue scelte professionali e la propugnazione della cosiddetta medicina non tradizionale. fine citazione ----------------------------------------------------------------------- inizio citazione Lunedì 7 Maggio 2007: Il vicentino ha rischiato la vita a causa di... Vittorio Emanuele Il medico tedesco è il padre del ragazzo ucciso all’isola di Cavallo nel 1978 La ’nuova medicina’ del dott. Hamer (ma.sm.) Il camionista del Basso Vicentino ha rischiato di morire per colpa di... Vittorio Emanuele di Savoia. Oddio, a indurlo a curarsi della grave malattia in cui era incappato con l’acqua oceanica era stato, per la verità, il dott. Paolo Rossaro, di Albignasego, Padova, che per questo è finito nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni gravi. Ma l’assurda dottrina "medica" seguita dal professionista padovano è stata per così dire incubata nell’agosto del 1978, quando al largo dell’isola di Cavallo il giovane Dirk Hamer viene colpito da una fucilata che molti (anche il diretto interessato, stando alle ultime intercettazioni ambientali) attribuiscono proprio a Vittorio Emanuele di Savoia. Cosa c’entra quel noto episodio di cronaca nera, finito tra l’altro con la morte del tedesco dopo atroci sofferenze, con la vicenda del camionista vicentino "curato" con i metodi della "Nuova medicina germanica", lo si può scoprire proprio partendo dalla storia del paziente. Giuseppe (nome di fantasia), che adesso ha 34 anni, si ammala tre anni fa. La diagnosi è terribile e i medici gli prescrivono una serie di chemioterapie a cui l’interessato non vuole assolutamente sottoporsi. Motivo: il padre è morto poco prima per un cancro devastante e lui non vuole seguire lo stesso iter. È a questo punto che, alla ricerca di proposte alternative, si imbatte nel dott. Rossaro, su segnalazione di un erborista. «Mi ha detto di essere un seguace della teoria di Hamer - ha rivelato Giuseppe ai poliziotti del posto fisso del San Bortolo - che dice che ciascuno di noi può trovare da solo forza ed energia per curare le negatività». Teoria di Hamer? Vi dice niente il cognome Hamer? Già, proprio così, lo stesso cognome del ragazzo ucciso nel ’78 all’isola di Cavallo. E chi è dunque il "luminare" che ha dato il nome alla teoria? Un parente? Bingo. «Ryke Geerd Hamer - riporta Wikipedia - nato il 17 maggio 1935, è un ex-medico e teologo tedesco, fondatore nel 1981 di una medicina alternativa chiamata da Hamer in precedenza nuova medicina e attualmente nuova medicina germanica (marchio registrato). Hamer è conosciuto anche per le sue affermazioni antisemite. Incarcerato in Francia dal settembre 2004, è stato rilasciato il 16 febbraio 2006». È il papà di Dirk Hamer e la sua teoria medica nasce proprio dal dolore subito in seguito alla perdita del figlio. «Successivamente Ryke Hamer viene colpito da carcinoma a un testicolo - ricorda sempre Wikipedia - che gli viene asportato chirurgicamente. I primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi due mesi dopo la morte tragica di suo figlio, circa 6 mesi dopo il colpo sparato da Vittorio Emanuele. In seguito a questi episodi, in un primo tempo Hamer ipotizza che il cancro sia causato da traumi, che chiama "conflitti biologici"; in seguito elabora nel 1981 una teoria secondo la quale tutte le malattie sono causate da traumi di questo tipo e possono essere curate soltanto risolvendo questi "conflitti biologici". Denomina la sua ipotesi sindrome di Dirk Hamer (in inglese Dirk-Hamer-Syndrome o DHS) e chiama le sue ipotesi mediche alternative Cinque Leggi Biologiche». Dunque, da un grave lutto familiare, il dott. Hamer è passato a distribuire lutti a iosa. Secondo una ricerca dettagliata fatta da un gruppo di medici e ricercatori tedeschi (vedi www.transgallaxys.com), sono oltre cento le vittime ascrivibili alle terapie di Hamer. Non per niente, «nel 1986 è stato radiato dall’ordine dei medici dal tribunale distrettuale di Coblenza per omessa assistenza medica; da quel momento in poi ha continuato a praticare la professione abusivamente in diversi paesi. Nel 1990 fonda a Burgau in Austria un centro di consulenza che chiama "Klinik für Neue Medizin" che sarà chiusa nel 1995 dalla autorità austriache. Il 22 gennaio 1992 viene condannato dal tribunale distrettuale di Colonia a 4 mesi di prigione per aver curato un ragazzo ammalato di cancro con una terapia non idonea, il ragazzo perdeva una gamba. Il 27 luglio del 1993 viene condannato in Austria per calunnia a 6 mesi in condizionale per tre anni. Nel 1997 è stato arrestato a Colonia e condannato a 19 mesi di reclusione per esercizio illegale della professione di medico, scontandone 12. Si è poi trasferito all’estero, sfuggendo così ad un nuovo mandato di cattura». Dopo l’ennesimo arresto, «è stato rilasciato il 16 febbraio 2006, tre mesi prima della sua scarcerazione prevista. Nella prima metà di marzo 2007 è stato accusato dalla procura di Cottbus (Robbineck) in Germania per "incitamento all’odio razziale" a causa dei contenuti antisemiti dei suoi scritti. Fuggito dalla Spagna, attualmente è ancora latitante». In Italia, secondo il gruppo di ricerca citato, sono già tre le vittime di questa teoria, che peraltro ha anche un club di sostenitori. Il camionista del vicentino poteva essere la quarta. E chissà quante altre sono in "terapia". Per fortuna Giuseppe se n’è accorto in tempo e i medici del San Bortolo, con una cura adeguata, lo hanno preso per i capelli. Ora le sue condizioni sono migliorate. Al dott. Rossaro gli inquirenti chiederanno conto delle sue convinzioni hameriane e, soprattutto, cercheranno di impedire che altri pazienti disperati finiscano nelle rete di questo delirio che con la medicina sembra avere assai poco a che fare. fine citazione --------------------------------------- Giornale di Vicenza del 19 maggio 2007 sabato 19 Maggio 2007 Il medico indagato per omicidio colposo Cure alternative? «Il malato va seguito e poi consigliato» Padova. (c. g.) «Sì, alla direzione sanitaria segnalai il caso di quella paziente che non fece la terapia principale per affidarsi a percorsi alternativi mettendo a rischio la sua vita». Anche se tanti particolari sfuggono a distanza di qualche anno, il caso della vicentina Anna Tosin, morta di tumore e decisa a non sottoporsi a interventi, chemioterapie o radioterapie, lo ricorda ancora il professor Silvio Monfardini dello Iov di Padova. La vicenda è quella che vede indagato per omicidio colposo e lesioni gravi il medico di base padovano Paolo Rossaro, 56 anni, di Polverara, con studio ad Albignasego, dove curava molti vicentini colpiti da tumore. Uno di loro, Cristian T., camionista del Basso Vicentino, è tornato alla medicina tradizionale dove aver rischiato la vita. È invece morta Anna Tosin. «Noi non abbiamo atteggiamenti censori - insiste il medico, la cui segnalazione ha dato il là all’inchiesta -. Di fronte alle difficoltà in cui si trova, è comprensibile che il paziente cerchi anche altro. Tuttavia va compreso, capito, accompagnato e, in caso di rischio, va convinto su quella che è la miglior strada». Già membro della commissione nazionale che studiò le terapie sostenute dal medico Luigi Di Bella negli anni ’90, Monfardini rammenta: «Constatammo che alcuni pazienti di Di Bella erano andati bene: ma seguivano la doppia terapia, quella complementare e quella scientificamente provata». Nel 2005 un altro caso di “medicina alternativa” sotto inchiesta. In seguito alla morte di Ellen Pegoraro (27 anni, di Conselve) fu indagato per omicidio colposo il dottor Roberto Zanella di Arquà Petrarca, sostenitore della “Nuova medicina” di Ryke Geerd Hamer che cura il cancro con terapie di tipo psicologico. Caso archiviato nel 2005: Zanella è stato ucciso da un tumore al pancreas. Ora quello di Rossaro. fine citazione --------------------------------------------------------------------- 28 dicembre 2007 tratto da: http://www.ilgiornaledivicenza.it " LA DISGRAZIA. La vigilia di Natale è scomparso C. T. Aveva dato il via all'indagine sul dottor Rossaro di Padova Muore a 35 anni. Denunciò il medico per le cure Colpito da un linfoma in forma lieve, fu seguito con terapie alternative peggiorando la situazione C. T. non ce l'ha fatta. È morto la vigilia di Natale, stroncato dal linfoma che lo aveva colpito nel 2004. C., camionista di 35 anni che viveva a ..., con la sua coraggiosa denuncia diede il via all'indagine contro il dottor Paolo Rossaro, il medico di base di Albignasego (Padova) accusato di curare i suoi pazienti ammalati di linfomi e tumori con cure alternative e non efficaci. Rossaro è accusato di omicidio colposo e lesioni gravi dalla procura di Padova. C., affetto dal linfoma di Hodking, era passato dal primo al quarto stadio del male. Il giovane aveva perso il padre a causa di un tumore: inutili le cure chemioterapiche, che anzi avevano indebolito il corpo del genitore. Per questo T., quando nel luglio del 2004 aveva scoperto di essere stato colpito da un linfoma ancora in forma molto lieve, non ha ascoltato i consigli dei medici degli ospedali di Vicenza. Non voleva soffrire come il padre. E anziché tornare ha seguito il consiglio di un erborista, che gli ha indicato il dottor Rossaro. «È un seguace della teoria di Hammer - aveva spiegato ai poliziotti del posto fisso del S. Bortolo che avviarono le indagini -, che ritiene che il corpo di ciascuno di noi possa trovare la forza e le energie per curare quanto c'è di negativo». Il professionista gli spiegò che avrebbe potuto guarire senza chemioterapie e farmaci, ma al momento con una dieta e delle vitamine, oltre ad un aiuto psicologico. «Ogni tanto avevo delle crisi, con alte febbri che curavo con farmaci classici. Ma la mia malattia andava avanti». Le visite periodiche ad Albignasego erano proseguite a lungo. Da marzo a ottobre del 2006 Rossaro gli avrebbe prescritto delle flebo di integratori, mai farmaci, fino a quando il giovane aveva iniziato ad avere grossi disturbi, come evidenziarono gli esami del sangue. Ma la terapia continuò ad essere a base di integratori di ferro e altre fiale, con fra l'altro acqua oceanica. Quando rischiò di morire, C. decise di denunciare il medico e tornò alle cure tradizionali. Che però, ad uno stadio ormai avanzato del linfoma, non sono servite per salvargli la vita. D.N." --------------------------------------------------------------------- Giornale di Vicenza del 29 dicembre 2007 Sabato 29 Dicembre 2007 - Il giornale di Vicenza LA TRAGEDIA - Morto per il linfoma - Autopsia sul giovane È stata eseguita ieri l'autopsia su Cristian Trevisan, 35 anni, il camionista di Pojana Maggiore morto la vigilia di Natale per il linfoma di Hodking. Il medico legale Massimo Montisci consegnerà i risultati in procura fra qualche settimana. L'esame è stato disposto dal pm padovano Renza Cescon che coordina le indagini per lesioni gravi e omicidio colposo a carico del medico di base Paolo Rossaro di Albignasego. Era stato proprio Trevisan a denunciarlo la prima volta alla polizia dell'ospedale S. Bortolo di Vicenza. Il vicentino, affetto dal linfoma, si era rivolto al medico su suggerimento di un erborista. Non voleva infatti farsi curare dalla medicina tradizionale e aveva preferito rivolgersi a Rossaro, seguace dei metodi del medico tedesco Hamer e fondatore dell'associazione Primum vitae. Dal 2004 in avanti aveva seguito le terapie alternative, basate da un lato su un supporto psicologico e dall'altro su vitamine e sostanze naturali. Ma la sua malattia, che non era seria quando la scoprì, si aggravò tanto che il camionista rischiò la vita. A quel punto decise di farsi seguire in ospedale e denunciò il medico. Successivamente la procura individuò il caso di Anna Tonini, morta di tumore ed ex paziente di Rossaro. Ora il magistrato vuole fare chiarezza anche sulla morte di Trevisan, che lascia la moglie e una figlia con cui sperava di passare il Natale. Da capire se i metodi seguiti dal professionista padovano possano essere una concausa del decesso. ==Gazzettino== Sabato, 18 Maggio 2007 Il pubblico ministero Renza Cescon ha aperto un’inchiesta nei confronti del dottor Paolo Rossaro di Sant’Agostino di Albignasego accusato di omicidio colposo e lesioni gravi. «Quel medico di base si inventa una cura contro i tumori» Una donna è morta dopo aver abbandonato le cure chemioterapiche, mentre un giovane camionista è stato salvato in extremis C'è anche il "metodo Rossaro" per la cura dei tumori. Una ricetta fatta di vitamine, integratori, diete, acqua oceanica e sostegni psicologici. Niente a che vedere con la controversa cura del dottor Di Bella, che negli anni Novanta tentò di mettere in crisi i metodi tradizionali della medicina oncologica. Ma anche Rossaro è un medico. Anzi, Paolo Rossaro, cinquantaseienne, è medico di base di a Sant'Agostino di Albignasego. E da qualche settimana è iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Padova. Il pubblico ministero Renza Cescon ipotizza nei suoi confronti le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose. L'inchiesta vuole far chiarezza sulla morte di una paziente, che sarebbe stata indotta a lasciare le cure chemioterapiche tradizionali per quelle puramente empiriche del dottor Rossaro. Mentre un giovane camionista è stato tratto in salvo per i capelli dopo che aveva abbandonato le terapie oncologiche per quelle alternative. Insomma, è stato portato in ospedale ormai spacciato e sottoposto alle cure intensive che gli hanno ridato le forze, tanto da poter rimettersi al volante del suo camion. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Cescon ha affidato la consulenza tecnica al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova, che dovrà vagliare i due casi. L'esperto medico legale sarà affiancato da un medico oncologo. Anna T. era in cura all'Istituto Oncologico Veneto di Padova e stava seguendo una terapia specifica per la cura del suo male. Poi, all'improvviso, ha smesso di sottoporsi alla chemioterapia per seguire il metodo del dottor Rossaro. Al momento si sa ben poco della cura del medico di Sant'Agostino di Albignasego. Anche se si presume che abbia già dei seguaci, dal momento che a Polverara da un anno è sorto un centro, denominato "Premium vitae", che dovrebbe diffondere l'uso della terapia alternativa. È stato il professor Silvio Monfardini, dello Iov di Padova, a denunciare l'abbandono delle cure chemioterapiche da parte della paziente e il successivo decesso. Lo ha segnalato alla direzione dello Iov, che a sua volta ha trasmesso la nota alla Procura della Repubblica. Il pubblico ministero Cescon ha aperto l'inchiesta e adesso è in attesa dei risultati della consulenza del professor Montisci. Cristian T. è il giovane camionista, residente a Vicenza, che avrebbe rischiato di finire all'altro mondo per aver lasciato le terapie tradizionali contro il cancro per il metodo del dottor Rossaro. Gli avevano già scoperto il tumore, quando ha conosciuto in un'erboristeria l'esistenza del medico di base padovano e le sue cure contro il cancro. Il camionista aveva visto morire il padre e non voleva soffrire come lui. Per questo motivo era alla ricerca di cure alternative. Da marzo ad ottobre 2006 Cristian T. avrebbe fatto la spola tra Vicenza e Albisgnasego per seguire le terapie del dottor Rossaro. Che, a quanto pare, non prevedono l'uso di farmaci. Anche lui aveva abbandonato le cure tradizionali. Era stato il responsabile del reparto oncologico a denunciare il fatto agli agenti del posto di polizia dell'ospedale di Vicenza e all'ordine dei medici. Le condizioni del giovane camionista peggioravano di settimana in settimana, fino a quando i sanitari non sono riusciti a convincerlo di sottoporsi nuovamente alla chemioterapia. Il dottor Rossaro non parla di cure contro il cancro. Sostiene che la sua funzione è di offrire vitamine e integratori per alleviare le sofferenze dei pazienti. Integratori e vitamine che si possono acquistare anche nella sede dell'associazione di Polverara. Ma se è così, come mai i pazienti abbandonano la chemioterapia? Lino Lava ----------------------------------- Sabato, 19 Maggio 2007 Abbandona la "chemio", muore a 21 anni Il giovane seguiva i consigli del dottor Paolo Rossaro. È il terzo caso. Anche l’Ordine dei medici apre un’istruttoria Il ragazzo aveva ventuno anni ed era stato colpito da un linfoma di Odgkin. Un maledetto tumore che l'ha portato alla morte. Poteva essere salvato? Il suo medico dice che ad un certo punto il ventunenne ha abbandonato la chemioterapia per seguire i metodi di cura del dottor Paolo Rossaro. Sarebbe stato "curato" con vitamine, integratori, diete, acqua oceanica e sostegni psicologici. Anche questo esposto è finito sul tavolo del pubblico ministero Renza Cescon. Ed è un altro caso che viene addebitato al medico di base di Sant'Agostino di Albignasego, presidente dell'associazione "Primum vitae", già iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose. Dopo il caso di Anna T., morta di tumore al seno, il cui esposto è partito direttamente dai responsabili dell'istituto Oncologico Veneto dopo che la paziente aveva abbandonato le cure chemioterapiche, e dopo il caso del giovane camionista vicentino, Cristian T., anche lui colpito da tumore, ma che i familiari hanno convinto ad abbandonare le cure del dottor Rossaro e a ritornare a quelle tradizionali, adesso c'è la morte del ventunenne padovano ucciso da un linfoma di Odgkin. Anche su questo caso dovrà fare chiarezza il sostituto Renza Cescon, che ha già affidato una consulenza tecnica al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova. Al medico legale il magistrato ha chiesto anche di verificare se le cure prescritte ai pazienti sono conformi all'articolo 13 del Codice di deontologia della professione medica che, tra l'altro, recita che le terapie devono essere sostenute dalla dovuta sperimentazione. Cristian T., trentaquattrenne camionista vicentino, il quale si è notevolmente ripreso dopo essere stato costretto dai familiari a sottoporsi alla chemioterapia, ha raccontato agli inquirenti che il dottor Rossaro gli ha detto di seguire il metodo dell'ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer. Il dottor Hamer, che nel 1986 ha perso l'abilitazione a praticare la medicina in Germania, è padre di Dirk Hamer, il giovane tedesco che nell'estate 1978, in vacanza all'isola di Cavallo, in Corsica, era stato ferito mortalmente (era deceduto dopo un'agonia durata quattro mesi) nel corso di una lite finita a fucilate tra il principe Vittorio Emanuele di Savoia e un play boy romano. Secondo Hamer il cancro "inizia sempre con uno choc estremamente brutale, con un conflitto acuto e drammatico, vissuto nell'isolamento e percepito dal malato come il più grave che abbia mai conosciuto". Il giovane camionista vicentino ha raccontato agli inquirenti che il dottor Rossaro lo sottopose alla Tac e poi gli lesse le "lastre". Gli disse che i "segni" che vedeva rappresentavano la sua sofferenza per la recente perdita del padre. Il giovane camionista si convinse, abbandonò la chemioterapia per gli integratori del medico padovano e le sue condizioni precipitarono in poco tempo. Anche l'Ordine dei medici di Padova ha aperto un'istruttoria nei confronti del medico. Il dottor Rossaro è presidente dell'associazione "Primum vitae", che ha sede a Polverara. Al primo punto l'associazione si propone "l'assistenza diretta e indiretta del malato grave (prevalentemente oncologico, ma non solo) nel rispetto della decisione del paziente stesso". Quindi, si tratta di medicina alternativa. E lo spiega una paziente, che anche lei ha fatto la scelta di abbandonare la chemioterapia: «Io voglio svegliarmi la mattina e sapere che il mio medico è lì, con le cure mediche e la professione che lo distinguono, e non intrugli o magia, se non quella magia del cuore che il dottor Rossaro ci sa donare», dice. Lino Lava ----------------------------------- Sabato 29 Dicembre 2007 Edizione Padova '''L’INCHIESTA SUI MALATI DI TUMORE CHE ABBANDONANO LE CURE''' Morto il camionista che denunciò il dottor Rossaro (L.L.) Cristian Trevisan non ce l'ha fatta. È morto di un male che forse poteva essere curato. Si tratta del camionista trentacinquenne, residente a Poiana Maggiore, in provincia di Vicenza, il cui esposto ha fatto avviare l'inchiesta a carico del dottor Paolo Rossaro, medico di base di Sant'Agostino di Albignasego, che consiglierebbe ai suoi pazienti oncologici di "abbandonare" le cure tradizionali. Adesso il pubblico ministero Renza Cescon accusa il sanitario di omicidio colposo plurimo. L'inchiesta sta facendo luce anche sulla morte di Anna Tosini, una giovane donna padovana stroncata da un tumore al seno, e sul decesso di un ventunenne stroncato da un linfoma di Odgkin. Il sostituto procuratore Cescon ha affidato l'autopsia sul giovane camionista vicentino, padre di una bambina, al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova. Sul fascicolo del pubblico ministero c'è già una consulenza del professor Montisci. È stata consegnata a novembre, quando Cristian Trevisan era ancora vivo. Secondo l'esperto, se i due malati non avessero abbandonato la chemioterapia sarebbero ancora vivi. Montisci sostiene che il "metodo" del dottor Rossaro ha peggiorato irrimediabilmente le condizioni della giovane donna padovana e del giovane camionista vicentino. Oltre ad essere medico di base, il dottor Rossaro è presidente dell'associazione "Primum Vitae", che ha sede a Polverara, nella Bassa Padovana. Al primo posto l'associazione si propone "l'assistenza diretta e indiretta del malato grave (prevalentemente oncologico, ma non solo) nel rispetto della decisione del paziente stesso". Dicono che pretende di curare il tumore con le vitamine, gli integratori, le diete, l'acqua oceanica e i sostegni psicologici. Lui, ribatte che la sua non è una cura. Ma un sostegno, un aiuto. Eppure i suoi pazienti oncologici abbandonano la chemioterapia e le cure tradizionali. I colleghi padovani gli hanno voltato le spalle e all'Istituto Oncologico Veneto quando sentono pronunciare il suo nome alzano gli occhi al cielo per non imprecare. L'Ordine provinciale dei medici ha aperto un'istruttoria per analizzare l'attività di questo medico di base. Trevisan era in cura, quando ha conosciuto in un'erboristeria l'esistenza del medico di base padovano e le sue terapie contro il cancro. Il camionista aveva visto morire il padre e non voleva soffrire come lui. Ed era alla ricerca di cure alternative. Aveva abbandonato la chemioterapia e le sue condizioni si aggravarono. Poi i familiari lo costrinsero a riprendere le cure tradizionali. Mentre nel caso di Anna Tosini, la denuncia alla magistratura è stata inviata direttamente dalla direzione dello Iov. La donna aveva abbandonato le cure chemioterapiche per seguire i consigli del medico di base. *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-10.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-10-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino23052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino24052007-12.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino22112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino29122007.pdf ==Gazzettino di Padova== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova18052007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-2-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova24052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova24052007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova20122007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova29122007-5.pdf --------------------------------------------------------------- Il Gazzettino di Padova Edizione del 8/5 2008 ALBIGNASEGO Assolto il dottor Rossaro Era a giudizio con l'accusa di non aver pagato per anni gli alimenti a moglie e figli Padova LO hanno mandato a giudizio con l'accusa di non aver pagato per anni gli alimenti alla moglie e alla figlia. Ieri mattina il giudice monocratico lo ha assolto per non aver commesso il fatto. Si tratta del medico Paolo Rossaro, balzato alle cronache nella tarda primavera dello scorso anno, dopo l'apertura dell'inchiesta nei suoi confronti sulla base di precise denunce da parte di malati di tumore che avrebbero abbandonato le cure. il dottor Rossaro, cinquantaseienne, residente a Legnaro è medico di base, con ambulatorio a Sant'Agostino di Albignasego. Contemporaneamente è presidente dell'associazione "Primum Vitae", che ha sede a Polverara. Nel capo d'imputazione si sostebneva che il medico non aveva versato alla moglie alimenti per 34 mila 357,29 euro. Quasi 70 milioni di vecchie lire. Avrebbe onorato gli impegni di padre e marito, disposti dal giudice con la separazione e il divorzio, solo dal giugno 2005. Il medico era difeso dall'avvocato Zeno Baldo, mentre la moglie si è costituita parte civile con l'avvocato Emanuela Giraldo. La vicenda avrebbe potuto chiudersi il 3 aprile 2006 con il decreto penale di condanna del giudice delle indagini preliminari, Rita Bortolotti, che condannava l'imputato al pagamento di una multa di 1140. Ma il dottor Rossaro si era opposto al decreto di condanna e aveva scelto il processo. L'ex moglie sosteneva che oltre che essere medico di base a Sant'Agostino, l'uomo svolge anche le attività di dentista e di medicina estetica. Inoltre, sosteneva sempre l'ex moglie, il medico sarebbe socio occulto in società che "svolgono attività di medicina estetica e medicina alternativa". Durante il processo i due ex coniugi hanno cercato l'accordo. Evidentemente c'è stato. E ieri è arrivata l'assoluzione. --------------------------------------------------------------- ==Mattino di Padova== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova19052007-19.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20052007-17-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20052007-17-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova22052007-17.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20112007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova22112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova29122007-20.pdf ==corriere del Veneto== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto18052007-7.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto19052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto19052007-5.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto20052007-9.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto24052007-6.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto20112007-9.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22112007-11.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto28122007.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto29122007-11.pdf ------------------------------- Corriere del Veneto, sabato 29 dicembre 2007, pagina 11 Il decesso Malato di tumore già dal 2004 il vicentino non si è sottoposto a chemioterapia fino al 2006 Anche il camionista poteva essere salvato Eseguita l' autopsia su Carlo Trevisan: si era affidato al dottor Rossaro PADOVA - E' stata eseguita ieri all'ospedale di Vicenza l'autopsia su Carlo Trevisan, trentacinquenne che aveva seguito il metodo alternativo del dottor Paolo Rossaro per la cura del cancro. Solo dopo due anni dalla scoperta della malattia, un linfoma comparso nel 2004, era stato ricoverato d'urgenza e infine sottoposto a chemioterapia. Fino alla fine del 2006 si era affidato soltanto ai metodi del medico di base di Albignasego, seguace del «metodo Hamer». Secondo questo sistema i tumori devono essere affrontati con approccio psicologico, cui vengono affiancati integratori, come fialette di magnesio, potassio, acqua marina. Le cure tradizionali cominciate circa un anno fa non hanno potuto salvare Trevisan, camionista residente a Pojana Maggiore insieme alla moglie Barbara Bianchi e alla figlia di sette anni. Per lui era ormai troppo tardi. Sono stati dati sessanta giorni di tempo per depositare le conclusioni dell'esame autoptico svolto ieri dal medico legale Massimo Montisci e il professor Alberto Amadori. La consulenza ricalca quella già svolta dai due medici, su richiesta del sostituto procuratore Renza Cescon, nel corso dell'inchiesta che vede indagato Rossaro. I consulenti del pm erano già arrivati alla conclusione che Trevisan avrebbe potuto essere curato, se solo fosse ricorso alla chemioterapia prima e se non si fosse affidato ai sistemi consigliati dal medico di base di Albignasego. Già nei mesi scorsi, la sorte dell'uomo era parsa segnata. Il tumore era stato lasciato crescere indisturbato troppo a lungo. Dopo un ennesimo ricovero dai primi di dicembre Trevisan è morto la vigilia di Natale. Secondo l'inchiesta ancora in corso è la seconda vittima del metodo Rossaro, dopo Anna Tosini, uccisa da un cancro al seno trattato solo con integratori. Alessia Pirolo ==Der Spiegel (tedesco)== [[image:spiegel080997-1.jpg]] [[image:spiegel080997-2.jpg]] [[image:spiegel080997-3.jpg]] ==Stern (tedesco)== [[image:stern_1.jpg|800px]] [[image:stern_2.jpg|800px]] [[image:stern_3.jpg|800px]] [[image:stern_4.jpg|800px]] [[image:stern_5.jpg|800px]] *http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm ------------------------------------------------------------- '''vedi anche:''' http://www.dossierhamer.it/articoli.html [[category:Nuova Medicina Germanica]] 4074400b941aee212b4d8fa68f956131a3bc02d6 127 126 2010-01-10T21:41:22Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki '''Articoli di giornali a proposito della [[Nuova Medicina Germanica]] e [[Ryke Geerd Hamer]]''' ==Libero== [[image:Libero11.jpg|25 settembre 2007]] [[image:Libero14102007.jpg|14 ottobre 2007]] ==articoli di ''cronache del mezzogiorno'' di Salerno== *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm06042007.pdf 6 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm10042007.pdf 10 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm13042007.pdf 13 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm20042007.pdf 20 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm01052007.pdf 1 maggio 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm09052007.pdf 9 maggio 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm08062007.pdf 8 giugno 2007] ==giornale di Vicenza== Giornale Di Vicenza articolo del 29.4.2007 di Diego Neri Domenica 29 Aprile 2007 Professionista nei guai dopo la denuncia di un camionista del Basso Vicentino che ha rischiato la vita. Medicina alternativa? Indagato Guariva il mio linfoma con fiale, acqua oceanica e prodotti costosi di Diego Neri Non seguendo i protocolli, anzich 'e curare avrebbe aggravato la malattia di un paziente che ha rischiato di morire. Un medico di base 'e accusato di aver agito con metodi alternativi, quasi da santone come ha riferito un investigatore, piu che da professionista. Per questo 'e stato indagato e la ipotesi a suo carico e quella di lesioni gravi, mentre la procura valuta anche l' ipotesi della truffa. Nei guai il dottor Paolo Rossaro, 56 anni, di Albignasego, denunciato da un giovane camionista vicentino che ora sta migliorando grazie alle cure classiche dell' ospedale mentre la polizia sta facendo chiarezza sul caso. La vicenda di C., 34 anni, residente nel Basso Vicentino, 'e emblematica di un certo modo di intendere la medicina. Il giovane ha per so il padre qualche anno fa a causa di un tumore: inutili le cure chemioterapiche, che anzi avevano indebolito il corpo del genitore. Per questo C., quando nel luglio del 2004 aveva scoperto di essere stato colpito da un linfoma ancora in forma molto lieve, non ha ascoltato i consigli dei medici degli ospedali di Noventa e Vicenza. Non voleva soffrire come il padre. E anzich'e tornare ha seguito il consiglio di un erborista, che gli ha indicato il dottor Rossaro. "E un seguace della teoria di Hammer" - ha spiegato C. ai poliziotti del posto fisso del S. Bortolo -, che ritiene che il corpo di ciascuno di noi possa trovare la forza e le energie per curare quanto c'e di negativo. Nell' agosto di tre anni fa percio il camionista si 'e presentato nello studio di Albignasego - dove Rossaro opera come medico di base - con biopsia e Tac. Il vicentino ha riferito di essere d' accordo con lui quando il professionista gli ha spiegato che avrebbe potuto guarire senza chemioterapie e farmaci, ma al momento con una dieta e delle vitamine, oltre ad un aiuto psicologico. Ogni tanto avevo delle crisi, con alte febbri che curavo con farmaci classici. Ma la mia malattia andava avanti. Le visite periodiche ad Albignasego sono proseguite a lungo. Da marzo a ottobre del 2006 C. Rossaro gli avrebbe prescritto delle flebo di integratori, mai farmaci, fino a quando il giovane ha iniziato ad avere grossi disturbi, come evidenziarono in parte gli esami del sangue. Ma la terapia continu\'f2 ad essere a base di integratori di ferro e altre fiale, con fra l' altro acqua oceanica: prodotti che C. ha riferito di aver acquistato nello studio del medico - al quale pagava le visite - e in erboristeria. Le condizioni di salute sono via via peggiorate. In novembre mi ha prescritto delle trasfusioni di sangue, fino a quando il 3 dicembre l' ho chiamato per dirgli che non ce la facevo ad andare ad Albignasego: stavo malissimo, ero a letto. Gli ho chiesto se poteva venire a casa mia. I poliziotti del sostituto commissario Livio Manea e dell' ispettore capo Giuseppe Cracco hanno verificato come quel giorno Rossaro scese nel Basso Vicentino. A C. ordina di sospendere tutte le cure: Aspetta un paio di giorni, la crisi passera e ti sentirai meglio. Rossaro avrebbe indicato ai famigliari che protestavano che il ricovero in ospedale non sarebbe servito. Ma la notte successiva la famiglia del camionista chiama il 118. C. rischiava di morire: l\rquote ambulanza lo trasport d' urgenza prima a Noventa e poi, viste le condizioni molto gravi, a Vicenza. Compresa la mia situazione e le cartelle cliniche del 2004 mi curarono secondo i protocolli. Mi ripresi in alcuni giorni. Ora ho iniziato la chemioterapia, mi sento meglio e sono tornato al lavoro, precisa il giovane. Ai poliziotti il caso fu segnalato dal personale ospedalier o. Gli inquirenti avvisarono la procura di Padova e scattarono gli accertamenti. Furono sequestrati i farmaci che C. utilizzava e del caso si sta occupando, con il pm Renza Cescon, anche la polizia della procura patavina. L' ipotesi al momento a carico del medico e quella di lesioni gravi. E stanno gia spuntando altri vicentini in cura da Rossaro per nulla soddisfatti delle sue terapie alternative. fine citazione ------------------------------------------------------------------- inizio citazione Domenica 29 Aprile 2007 La testimonianza del vicentino malato Mi sono fidato di lui ma stavo morendo Mi sono fidato di lui: in quel momento era la persona giusta perch'e la chemioterapia e le altre cure alle quali era stato sottoposto mio padre mi facevano tanta paura. Pero io non sono un medico, e mi sono rivolto per guarire dal linfoma. Invece sono peggiorato progressivamente, se mi fossi rivolto fin da subito alla medicina tradizionale sarei gia guarito. C. ha combattuto per un anno e mezzo anche con i suoi famigliari, addolorati e preoccupati dalla sua scelta. Loro lo vedevano sempre peggio, e non accettava i loro consigli di recarsi in ospedale. Fino a dicembre, quando il camionista ha rischiato grosso. Mi ero intestardito con la terapia di Hammer ed ero convinto che si trattava della soluzione migliore per guarire: autostima e convinzione di stare meglio come antidoto al dolore. Ma il linfoma si aggravava. Fra l' altro, la polizia sta cercando di fare chiarezza anche su un altro aspetto. C. ha frequentato assiduamente lo studio di Rossaro anche per le trasfusioni. In quel periodo, spiega il vicentino, il medico gli avrebbe consegnato delle ricette in bianco: lo scopo era evitare di farlo andare dal Basso Vicentino ad Albignasego, e in caso di necessita bastava un colpo di telefono e il medico gli avrebbe indicato cosa scrivere per farselo prescrivere. Questa è la versione del giovane, che ha scoperto come Rossaro i primi giorni di aprile si sia presentato dai carabinieri per denunciare il furto di alcune ricette che sarebbero state trafugate dallo studio proprio nei giorni in cui il vicentino si recava a fare le trasfusioni. Un aspetto ulteriore che complica l' inchiesta giudiziaria scaturita dalle dichiarazioni del camionista. Infine, il caso del dottor Rossaro è stato segnalato anche all' Ordine padovano dei medici, che dovra valutare le sue scelte professionali e la propugnazione della cosiddetta medicina non tradizionale. fine citazione ----------------------------------------------------------------------- inizio citazione Lunedì 7 Maggio 2007: Il vicentino ha rischiato la vita a causa di... Vittorio Emanuele Il medico tedesco è il padre del ragazzo ucciso all’isola di Cavallo nel 1978 La ’nuova medicina’ del dott. Hamer (ma.sm.) Il camionista del Basso Vicentino ha rischiato di morire per colpa di... Vittorio Emanuele di Savoia. Oddio, a indurlo a curarsi della grave malattia in cui era incappato con l’acqua oceanica era stato, per la verità, il dott. Paolo Rossaro, di Albignasego, Padova, che per questo è finito nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni gravi. Ma l’assurda dottrina "medica" seguita dal professionista padovano è stata per così dire incubata nell’agosto del 1978, quando al largo dell’isola di Cavallo il giovane Dirk Hamer viene colpito da una fucilata che molti (anche il diretto interessato, stando alle ultime intercettazioni ambientali) attribuiscono proprio a Vittorio Emanuele di Savoia. Cosa c’entra quel noto episodio di cronaca nera, finito tra l’altro con la morte del tedesco dopo atroci sofferenze, con la vicenda del camionista vicentino "curato" con i metodi della "Nuova medicina germanica", lo si può scoprire proprio partendo dalla storia del paziente. Giuseppe (nome di fantasia), che adesso ha 34 anni, si ammala tre anni fa. La diagnosi è terribile e i medici gli prescrivono una serie di chemioterapie a cui l’interessato non vuole assolutamente sottoporsi. Motivo: il padre è morto poco prima per un cancro devastante e lui non vuole seguire lo stesso iter. È a questo punto che, alla ricerca di proposte alternative, si imbatte nel dott. Rossaro, su segnalazione di un erborista. «Mi ha detto di essere un seguace della teoria di Hamer - ha rivelato Giuseppe ai poliziotti del posto fisso del San Bortolo - che dice che ciascuno di noi può trovare da solo forza ed energia per curare le negatività». Teoria di Hamer? Vi dice niente il cognome Hamer? Già, proprio così, lo stesso cognome del ragazzo ucciso nel ’78 all’isola di Cavallo. E chi è dunque il "luminare" che ha dato il nome alla teoria? Un parente? Bingo. «Ryke Geerd Hamer - riporta Wikipedia - nato il 17 maggio 1935, è un ex-medico e teologo tedesco, fondatore nel 1981 di una medicina alternativa chiamata da Hamer in precedenza nuova medicina e attualmente nuova medicina germanica (marchio registrato). Hamer è conosciuto anche per le sue affermazioni antisemite. Incarcerato in Francia dal settembre 2004, è stato rilasciato il 16 febbraio 2006». È il papà di Dirk Hamer e la sua teoria medica nasce proprio dal dolore subito in seguito alla perdita del figlio. «Successivamente Ryke Hamer viene colpito da carcinoma a un testicolo - ricorda sempre Wikipedia - che gli viene asportato chirurgicamente. I primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi due mesi dopo la morte tragica di suo figlio, circa 6 mesi dopo il colpo sparato da Vittorio Emanuele. In seguito a questi episodi, in un primo tempo Hamer ipotizza che il cancro sia causato da traumi, che chiama "conflitti biologici"; in seguito elabora nel 1981 una teoria secondo la quale tutte le malattie sono causate da traumi di questo tipo e possono essere curate soltanto risolvendo questi "conflitti biologici". Denomina la sua ipotesi sindrome di Dirk Hamer (in inglese Dirk-Hamer-Syndrome o DHS) e chiama le sue ipotesi mediche alternative Cinque Leggi Biologiche». Dunque, da un grave lutto familiare, il dott. Hamer è passato a distribuire lutti a iosa. Secondo una ricerca dettagliata fatta da un gruppo di medici e ricercatori tedeschi (vedi www.transgallaxys.com), sono oltre cento le vittime ascrivibili alle terapie di Hamer. Non per niente, «nel 1986 è stato radiato dall’ordine dei medici dal tribunale distrettuale di Coblenza per omessa assistenza medica; da quel momento in poi ha continuato a praticare la professione abusivamente in diversi paesi. Nel 1990 fonda a Burgau in Austria un centro di consulenza che chiama "Klinik für Neue Medizin" che sarà chiusa nel 1995 dalla autorità austriache. Il 22 gennaio 1992 viene condannato dal tribunale distrettuale di Colonia a 4 mesi di prigione per aver curato un ragazzo ammalato di cancro con una terapia non idonea, il ragazzo perdeva una gamba. Il 27 luglio del 1993 viene condannato in Austria per calunnia a 6 mesi in condizionale per tre anni. Nel 1997 è stato arrestato a Colonia e condannato a 19 mesi di reclusione per esercizio illegale della professione di medico, scontandone 12. Si è poi trasferito all’estero, sfuggendo così ad un nuovo mandato di cattura». Dopo l’ennesimo arresto, «è stato rilasciato il 16 febbraio 2006, tre mesi prima della sua scarcerazione prevista. Nella prima metà di marzo 2007 è stato accusato dalla procura di Cottbus (Robbineck) in Germania per "incitamento all’odio razziale" a causa dei contenuti antisemiti dei suoi scritti. Fuggito dalla Spagna, attualmente è ancora latitante». In Italia, secondo il gruppo di ricerca citato, sono già tre le vittime di questa teoria, che peraltro ha anche un club di sostenitori. Il camionista del vicentino poteva essere la quarta. E chissà quante altre sono in "terapia". Per fortuna Giuseppe se n’è accorto in tempo e i medici del San Bortolo, con una cura adeguata, lo hanno preso per i capelli. Ora le sue condizioni sono migliorate. Al dott. Rossaro gli inquirenti chiederanno conto delle sue convinzioni hameriane e, soprattutto, cercheranno di impedire che altri pazienti disperati finiscano nelle rete di questo delirio che con la medicina sembra avere assai poco a che fare. fine citazione --------------------------------------- Giornale di Vicenza del 19 maggio 2007 sabato 19 Maggio 2007 Il medico indagato per omicidio colposo Cure alternative? «Il malato va seguito e poi consigliato» Padova. (c. g.) «Sì, alla direzione sanitaria segnalai il caso di quella paziente che non fece la terapia principale per affidarsi a percorsi alternativi mettendo a rischio la sua vita». Anche se tanti particolari sfuggono a distanza di qualche anno, il caso della vicentina Anna Tosin, morta di tumore e decisa a non sottoporsi a interventi, chemioterapie o radioterapie, lo ricorda ancora il professor Silvio Monfardini dello Iov di Padova. La vicenda è quella che vede indagato per omicidio colposo e lesioni gravi il medico di base padovano Paolo Rossaro, 56 anni, di Polverara, con studio ad Albignasego, dove curava molti vicentini colpiti da tumore. Uno di loro, Cristian T., camionista del Basso Vicentino, è tornato alla medicina tradizionale dove aver rischiato la vita. È invece morta Anna Tosin. «Noi non abbiamo atteggiamenti censori - insiste il medico, la cui segnalazione ha dato il là all’inchiesta -. Di fronte alle difficoltà in cui si trova, è comprensibile che il paziente cerchi anche altro. Tuttavia va compreso, capito, accompagnato e, in caso di rischio, va convinto su quella che è la miglior strada». Già membro della commissione nazionale che studiò le terapie sostenute dal medico Luigi Di Bella negli anni ’90, Monfardini rammenta: «Constatammo che alcuni pazienti di Di Bella erano andati bene: ma seguivano la doppia terapia, quella complementare e quella scientificamente provata». Nel 2005 un altro caso di “medicina alternativa” sotto inchiesta. In seguito alla morte di Ellen Pegoraro (27 anni, di Conselve) fu indagato per omicidio colposo il dottor Roberto Zanella di Arquà Petrarca, sostenitore della “Nuova medicina” di Ryke Geerd Hamer che cura il cancro con terapie di tipo psicologico. Caso archiviato nel 2005: Zanella è stato ucciso da un tumore al pancreas. Ora quello di Rossaro. fine citazione --------------------------------------------------------------------- 28 dicembre 2007 tratto da: http://www.ilgiornaledivicenza.it " LA DISGRAZIA. La vigilia di Natale è scomparso C. T. Aveva dato il via all'indagine sul dottor Rossaro di Padova Muore a 35 anni. Denunciò il medico per le cure Colpito da un linfoma in forma lieve, fu seguito con terapie alternative peggiorando la situazione C. T. non ce l'ha fatta. È morto la vigilia di Natale, stroncato dal linfoma che lo aveva colpito nel 2004. C., camionista di 35 anni che viveva a ..., con la sua coraggiosa denuncia diede il via all'indagine contro il dottor Paolo Rossaro, il medico di base di Albignasego (Padova) accusato di curare i suoi pazienti ammalati di linfomi e tumori con cure alternative e non efficaci. Rossaro è accusato di omicidio colposo e lesioni gravi dalla procura di Padova. C., affetto dal linfoma di Hodking, era passato dal primo al quarto stadio del male. Il giovane aveva perso il padre a causa di un tumore: inutili le cure chemioterapiche, che anzi avevano indebolito il corpo del genitore. Per questo T., quando nel luglio del 2004 aveva scoperto di essere stato colpito da un linfoma ancora in forma molto lieve, non ha ascoltato i consigli dei medici degli ospedali di Vicenza. Non voleva soffrire come il padre. E anziché tornare ha seguito il consiglio di un erborista, che gli ha indicato il dottor Rossaro. «È un seguace della teoria di Hammer - aveva spiegato ai poliziotti del posto fisso del S. Bortolo che avviarono le indagini -, che ritiene che il corpo di ciascuno di noi possa trovare la forza e le energie per curare quanto c'è di negativo». Il professionista gli spiegò che avrebbe potuto guarire senza chemioterapie e farmaci, ma al momento con una dieta e delle vitamine, oltre ad un aiuto psicologico. «Ogni tanto avevo delle crisi, con alte febbri che curavo con farmaci classici. Ma la mia malattia andava avanti». Le visite periodiche ad Albignasego erano proseguite a lungo. Da marzo a ottobre del 2006 Rossaro gli avrebbe prescritto delle flebo di integratori, mai farmaci, fino a quando il giovane aveva iniziato ad avere grossi disturbi, come evidenziarono gli esami del sangue. Ma la terapia continuò ad essere a base di integratori di ferro e altre fiale, con fra l'altro acqua oceanica. Quando rischiò di morire, C. decise di denunciare il medico e tornò alle cure tradizionali. Che però, ad uno stadio ormai avanzato del linfoma, non sono servite per salvargli la vita. D.N." --------------------------------------------------------------------- Giornale di Vicenza del 29 dicembre 2007 Sabato 29 Dicembre 2007 - Il giornale di Vicenza LA TRAGEDIA - Morto per il linfoma - Autopsia sul giovane È stata eseguita ieri l'autopsia su Cristian Trevisan, 35 anni, il camionista di Pojana Maggiore morto la vigilia di Natale per il linfoma di Hodking. Il medico legale Massimo Montisci consegnerà i risultati in procura fra qualche settimana. L'esame è stato disposto dal pm padovano Renza Cescon che coordina le indagini per lesioni gravi e omicidio colposo a carico del medico di base Paolo Rossaro di Albignasego. Era stato proprio Trevisan a denunciarlo la prima volta alla polizia dell'ospedale S. Bortolo di Vicenza. Il vicentino, affetto dal linfoma, si era rivolto al medico su suggerimento di un erborista. Non voleva infatti farsi curare dalla medicina tradizionale e aveva preferito rivolgersi a Rossaro, seguace dei metodi del medico tedesco Hamer e fondatore dell'associazione Primum vitae. Dal 2004 in avanti aveva seguito le terapie alternative, basate da un lato su un supporto psicologico e dall'altro su vitamine e sostanze naturali. Ma la sua malattia, che non era seria quando la scoprì, si aggravò tanto che il camionista rischiò la vita. A quel punto decise di farsi seguire in ospedale e denunciò il medico. Successivamente la procura individuò il caso di Anna Tonini, morta di tumore ed ex paziente di Rossaro. Ora il magistrato vuole fare chiarezza anche sulla morte di Trevisan, che lascia la moglie e una figlia con cui sperava di passare il Natale. Da capire se i metodi seguiti dal professionista padovano possano essere una concausa del decesso. ==Gazzettino== Sabato, 18 Maggio 2007 Il pubblico ministero Renza Cescon ha aperto un’inchiesta nei confronti del dottor Paolo Rossaro di Sant’Agostino di Albignasego accusato di omicidio colposo e lesioni gravi. «Quel medico di base si inventa una cura contro i tumori» Una donna è morta dopo aver abbandonato le cure chemioterapiche, mentre un giovane camionista è stato salvato in extremis C'è anche il "metodo Rossaro" per la cura dei tumori. Una ricetta fatta di vitamine, integratori, diete, acqua oceanica e sostegni psicologici. Niente a che vedere con la controversa cura del dottor Di Bella, che negli anni Novanta tentò di mettere in crisi i metodi tradizionali della medicina oncologica. Ma anche Rossaro è un medico. Anzi, Paolo Rossaro, cinquantaseienne, è medico di base di a Sant'Agostino di Albignasego. E da qualche settimana è iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Padova. Il pubblico ministero Renza Cescon ipotizza nei suoi confronti le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose. L'inchiesta vuole far chiarezza sulla morte di una paziente, che sarebbe stata indotta a lasciare le cure chemioterapiche tradizionali per quelle puramente empiriche del dottor Rossaro. Mentre un giovane camionista è stato tratto in salvo per i capelli dopo che aveva abbandonato le terapie oncologiche per quelle alternative. Insomma, è stato portato in ospedale ormai spacciato e sottoposto alle cure intensive che gli hanno ridato le forze, tanto da poter rimettersi al volante del suo camion. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Cescon ha affidato la consulenza tecnica al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova, che dovrà vagliare i due casi. L'esperto medico legale sarà affiancato da un medico oncologo. Anna T. era in cura all'Istituto Oncologico Veneto di Padova e stava seguendo una terapia specifica per la cura del suo male. Poi, all'improvviso, ha smesso di sottoporsi alla chemioterapia per seguire il metodo del dottor Rossaro. Al momento si sa ben poco della cura del medico di Sant'Agostino di Albignasego. Anche se si presume che abbia già dei seguaci, dal momento che a Polverara da un anno è sorto un centro, denominato "Premium vitae", che dovrebbe diffondere l'uso della terapia alternativa. È stato il professor Silvio Monfardini, dello Iov di Padova, a denunciare l'abbandono delle cure chemioterapiche da parte della paziente e il successivo decesso. Lo ha segnalato alla direzione dello Iov, che a sua volta ha trasmesso la nota alla Procura della Repubblica. Il pubblico ministero Cescon ha aperto l'inchiesta e adesso è in attesa dei risultati della consulenza del professor Montisci. Cristian T. è il giovane camionista, residente a Vicenza, che avrebbe rischiato di finire all'altro mondo per aver lasciato le terapie tradizionali contro il cancro per il metodo del dottor Rossaro. Gli avevano già scoperto il tumore, quando ha conosciuto in un'erboristeria l'esistenza del medico di base padovano e le sue cure contro il cancro. Il camionista aveva visto morire il padre e non voleva soffrire come lui. Per questo motivo era alla ricerca di cure alternative. Da marzo ad ottobre 2006 Cristian T. avrebbe fatto la spola tra Vicenza e Albisgnasego per seguire le terapie del dottor Rossaro. Che, a quanto pare, non prevedono l'uso di farmaci. Anche lui aveva abbandonato le cure tradizionali. Era stato il responsabile del reparto oncologico a denunciare il fatto agli agenti del posto di polizia dell'ospedale di Vicenza e all'ordine dei medici. Le condizioni del giovane camionista peggioravano di settimana in settimana, fino a quando i sanitari non sono riusciti a convincerlo di sottoporsi nuovamente alla chemioterapia. Il dottor Rossaro non parla di cure contro il cancro. Sostiene che la sua funzione è di offrire vitamine e integratori per alleviare le sofferenze dei pazienti. Integratori e vitamine che si possono acquistare anche nella sede dell'associazione di Polverara. Ma se è così, come mai i pazienti abbandonano la chemioterapia? Lino Lava ----------------------------------- Sabato, 19 Maggio 2007 Abbandona la "chemio", muore a 21 anni Il giovane seguiva i consigli del dottor Paolo Rossaro. È il terzo caso. Anche l’Ordine dei medici apre un’istruttoria Il ragazzo aveva ventuno anni ed era stato colpito da un linfoma di Odgkin. Un maledetto tumore che l'ha portato alla morte. Poteva essere salvato? Il suo medico dice che ad un certo punto il ventunenne ha abbandonato la chemioterapia per seguire i metodi di cura del dottor Paolo Rossaro. Sarebbe stato "curato" con vitamine, integratori, diete, acqua oceanica e sostegni psicologici. Anche questo esposto è finito sul tavolo del pubblico ministero Renza Cescon. Ed è un altro caso che viene addebitato al medico di base di Sant'Agostino di Albignasego, presidente dell'associazione "Primum vitae", già iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose. Dopo il caso di Anna T., morta di tumore al seno, il cui esposto è partito direttamente dai responsabili dell'istituto Oncologico Veneto dopo che la paziente aveva abbandonato le cure chemioterapiche, e dopo il caso del giovane camionista vicentino, Cristian T., anche lui colpito da tumore, ma che i familiari hanno convinto ad abbandonare le cure del dottor Rossaro e a ritornare a quelle tradizionali, adesso c'è la morte del ventunenne padovano ucciso da un linfoma di Odgkin. Anche su questo caso dovrà fare chiarezza il sostituto Renza Cescon, che ha già affidato una consulenza tecnica al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova. Al medico legale il magistrato ha chiesto anche di verificare se le cure prescritte ai pazienti sono conformi all'articolo 13 del Codice di deontologia della professione medica che, tra l'altro, recita che le terapie devono essere sostenute dalla dovuta sperimentazione. Cristian T., trentaquattrenne camionista vicentino, il quale si è notevolmente ripreso dopo essere stato costretto dai familiari a sottoporsi alla chemioterapia, ha raccontato agli inquirenti che il dottor Rossaro gli ha detto di seguire il metodo dell'ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer. Il dottor Hamer, che nel 1986 ha perso l'abilitazione a praticare la medicina in Germania, è padre di Dirk Hamer, il giovane tedesco che nell'estate 1978, in vacanza all'isola di Cavallo, in Corsica, era stato ferito mortalmente (era deceduto dopo un'agonia durata quattro mesi) nel corso di una lite finita a fucilate tra il principe Vittorio Emanuele di Savoia e un play boy romano. Secondo Hamer il cancro "inizia sempre con uno choc estremamente brutale, con un conflitto acuto e drammatico, vissuto nell'isolamento e percepito dal malato come il più grave che abbia mai conosciuto". Il giovane camionista vicentino ha raccontato agli inquirenti che il dottor Rossaro lo sottopose alla Tac e poi gli lesse le "lastre". Gli disse che i "segni" che vedeva rappresentavano la sua sofferenza per la recente perdita del padre. Il giovane camionista si convinse, abbandonò la chemioterapia per gli integratori del medico padovano e le sue condizioni precipitarono in poco tempo. Anche l'Ordine dei medici di Padova ha aperto un'istruttoria nei confronti del medico. Il dottor Rossaro è presidente dell'associazione "Primum vitae", che ha sede a Polverara. Al primo punto l'associazione si propone "l'assistenza diretta e indiretta del malato grave (prevalentemente oncologico, ma non solo) nel rispetto della decisione del paziente stesso". Quindi, si tratta di medicina alternativa. E lo spiega una paziente, che anche lei ha fatto la scelta di abbandonare la chemioterapia: «Io voglio svegliarmi la mattina e sapere che il mio medico è lì, con le cure mediche e la professione che lo distinguono, e non intrugli o magia, se non quella magia del cuore che il dottor Rossaro ci sa donare», dice. Lino Lava ----------------------------------- Sabato 29 Dicembre 2007 Edizione Padova '''L’INCHIESTA SUI MALATI DI TUMORE CHE ABBANDONANO LE CURE''' Morto il camionista che denunciò il dottor Rossaro (L.L.) Cristian Trevisan non ce l'ha fatta. È morto di un male che forse poteva essere curato. Si tratta del camionista trentacinquenne, residente a Poiana Maggiore, in provincia di Vicenza, il cui esposto ha fatto avviare l'inchiesta a carico del dottor Paolo Rossaro, medico di base di Sant'Agostino di Albignasego, che consiglierebbe ai suoi pazienti oncologici di "abbandonare" le cure tradizionali. Adesso il pubblico ministero Renza Cescon accusa il sanitario di omicidio colposo plurimo. L'inchiesta sta facendo luce anche sulla morte di Anna Tosini, una giovane donna padovana stroncata da un tumore al seno, e sul decesso di un ventunenne stroncato da un linfoma di Odgkin. Il sostituto procuratore Cescon ha affidato l'autopsia sul giovane camionista vicentino, padre di una bambina, al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova. Sul fascicolo del pubblico ministero c'è già una consulenza del professor Montisci. È stata consegnata a novembre, quando Cristian Trevisan era ancora vivo. Secondo l'esperto, se i due malati non avessero abbandonato la chemioterapia sarebbero ancora vivi. Montisci sostiene che il "metodo" del dottor Rossaro ha peggiorato irrimediabilmente le condizioni della giovane donna padovana e del giovane camionista vicentino. Oltre ad essere medico di base, il dottor Rossaro è presidente dell'associazione "Primum Vitae", che ha sede a Polverara, nella Bassa Padovana. Al primo posto l'associazione si propone "l'assistenza diretta e indiretta del malato grave (prevalentemente oncologico, ma non solo) nel rispetto della decisione del paziente stesso". Dicono che pretende di curare il tumore con le vitamine, gli integratori, le diete, l'acqua oceanica e i sostegni psicologici. Lui, ribatte che la sua non è una cura. Ma un sostegno, un aiuto. Eppure i suoi pazienti oncologici abbandonano la chemioterapia e le cure tradizionali. I colleghi padovani gli hanno voltato le spalle e all'Istituto Oncologico Veneto quando sentono pronunciare il suo nome alzano gli occhi al cielo per non imprecare. L'Ordine provinciale dei medici ha aperto un'istruttoria per analizzare l'attività di questo medico di base. Trevisan era in cura, quando ha conosciuto in un'erboristeria l'esistenza del medico di base padovano e le sue terapie contro il cancro. Il camionista aveva visto morire il padre e non voleva soffrire come lui. Ed era alla ricerca di cure alternative. Aveva abbandonato la chemioterapia e le sue condizioni si aggravarono. Poi i familiari lo costrinsero a riprendere le cure tradizionali. Mentre nel caso di Anna Tosini, la denuncia alla magistratura è stata inviata direttamente dalla direzione dello Iov. La donna aveva abbandonato le cure chemioterapiche per seguire i consigli del medico di base. *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-10.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-10-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino23052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino24052007-12.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino22112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino29122007.pdf ==Gazzettino di Padova== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova18052007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-2-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova24052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova24052007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova20122007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova29122007-5.pdf --------------------------------------------------------------- Il Gazzettino di Padova Edizione del 8/5 2008 ALBIGNASEGO Assolto il dottor Rossaro Era a giudizio con l'accusa di non aver pagato per anni gli alimenti a moglie e figli Padova LO hanno mandato a giudizio con l'accusa di non aver pagato per anni gli alimenti alla moglie e alla figlia. Ieri mattina il giudice monocratico lo ha assolto per non aver commesso il fatto. Si tratta del medico Paolo Rossaro, balzato alle cronache nella tarda primavera dello scorso anno, dopo l'apertura dell'inchiesta nei suoi confronti sulla base di precise denunce da parte di malati di tumore che avrebbero abbandonato le cure. il dottor Rossaro, cinquantaseienne, residente a Legnaro è medico di base, con ambulatorio a Sant'Agostino di Albignasego. Contemporaneamente è presidente dell'associazione "Primum Vitae", che ha sede a Polverara. Nel capo d'imputazione si sostebneva che il medico non aveva versato alla moglie alimenti per 34 mila 357,29 euro. Quasi 70 milioni di vecchie lire. Avrebbe onorato gli impegni di padre e marito, disposti dal giudice con la separazione e il divorzio, solo dal giugno 2005. Il medico era difeso dall'avvocato Zeno Baldo, mentre la moglie si è costituita parte civile con l'avvocato Emanuela Giraldo. La vicenda avrebbe potuto chiudersi il 3 aprile 2006 con il decreto penale di condanna del giudice delle indagini preliminari, Rita Bortolotti, che condannava l'imputato al pagamento di una multa di 1140. Ma il dottor Rossaro si era opposto al decreto di condanna e aveva scelto il processo. L'ex moglie sosteneva che oltre che essere medico di base a Sant'Agostino, l'uomo svolge anche le attività di dentista e di medicina estetica. Inoltre, sosteneva sempre l'ex moglie, il medico sarebbe socio occulto in società che "svolgono attività di medicina estetica e medicina alternativa". Durante il processo i due ex coniugi hanno cercato l'accordo. Evidentemente c'è stato. E ieri è arrivata l'assoluzione. --------------------------------------------------------------- ==Mattino di Padova== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova19052007-19.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20052007-17-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20052007-17-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova22052007-17.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20112007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova22112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova29122007-20.pdf ==corriere del Veneto== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto18052007-7.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto19052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto19052007-5.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto20052007-9.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto24052007-6.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto20112007-9.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22112007-11.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto28122007.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto29122007-11.pdf ------------------------------- Corriere del Veneto, sabato 29 dicembre 2007, pagina 11 Il decesso Malato di tumore già dal 2004 il vicentino non si è sottoposto a chemioterapia fino al 2006 Anche il camionista poteva essere salvato Eseguita l' autopsia su Carlo Trevisan: si era affidato al dottor Rossaro PADOVA - E' stata eseguita ieri all'ospedale di Vicenza l'autopsia su Carlo Trevisan, trentacinquenne che aveva seguito il metodo alternativo del dottor Paolo Rossaro per la cura del cancro. Solo dopo due anni dalla scoperta della malattia, un linfoma comparso nel 2004, era stato ricoverato d'urgenza e infine sottoposto a chemioterapia. Fino alla fine del 2006 si era affidato soltanto ai metodi del medico di base di Albignasego, seguace del «metodo Hamer». Secondo questo sistema i tumori devono essere affrontati con approccio psicologico, cui vengono affiancati integratori, come fialette di magnesio, potassio, acqua marina. Le cure tradizionali cominciate circa un anno fa non hanno potuto salvare Trevisan, camionista residente a Pojana Maggiore insieme alla moglie Barbara Bianchi e alla figlia di sette anni. Per lui era ormai troppo tardi. Sono stati dati sessanta giorni di tempo per depositare le conclusioni dell'esame autoptico svolto ieri dal medico legale Massimo Montisci e il professor Alberto Amadori. La consulenza ricalca quella già svolta dai due medici, su richiesta del sostituto procuratore Renza Cescon, nel corso dell'inchiesta che vede indagato Rossaro. I consulenti del pm erano già arrivati alla conclusione che Trevisan avrebbe potuto essere curato, se solo fosse ricorso alla chemioterapia prima e se non si fosse affidato ai sistemi consigliati dal medico di base di Albignasego. Già nei mesi scorsi, la sorte dell'uomo era parsa segnata. Il tumore era stato lasciato crescere indisturbato troppo a lungo. Dopo un ennesimo ricovero dai primi di dicembre Trevisan è morto la vigilia di Natale. Secondo l'inchiesta ancora in corso è la seconda vittima del metodo Rossaro, dopo Anna Tosini, uccisa da un cancro al seno trattato solo con integratori. Alessia Pirolo ==Der Spiegel (tedesco)== [[image:spiegel080997-1.jpg]] [[image:spiegel080997-2.jpg]] [[image:spiegel080997-3.jpg]] ==Stern (tedesco)== [[image:stern_1.jpg|800px]] [[image:stern_2.jpg|800px]] [[image:stern_3.jpg|800px]] [[image:stern_4.jpg|800px]] [[image:stern_5.jpg|800px]] *http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm ------------------------------------------------------------- '''vedi anche:''' http://www.dossierhamer.it/articoli.html [[category:Nuova Medicina Germanica]] cf84f24ff6a9f0b961c6c27fe01b85823d13c2d4 File:Libero11.jpg 6 97 128 2010-01-10T21:45:07Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 130 128 2010-01-10T21:47:27Z WikiSysop 1 ha caricato una nuova versione di "[[File:Libero11.jpg]]" wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Libero14102007.jpg 6 98 129 2010-01-10T21:46:01Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Spiegel080997-1.jpg 6 99 131 2010-01-10T22:47:26Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Stern 1.jpg 6 100 132 2010-01-10T22:48:41Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Stern 2.jpg 6 101 133 2010-01-10T22:49:26Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Stern 3.jpg 6 102 134 2010-01-10T22:50:17Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Stern 4.jpg 6 103 135 2010-01-10T22:51:16Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Stern 5.jpg 6 104 136 2010-01-10T22:51:46Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Testimonianze Nuova Medicina 0 105 137 2010-01-10T23:16:23Z WikiSysop 1 Creata pagina con ''''Testimonianze in relazione alla [[Nuova Medicina Germanica]] e [[Ryke Geerd Hamer]]''' ==Le testimonianze di tre ex-collaboratrici di Hamer== Le prime tre interviste provengo…' wikitext text/x-wiki '''Testimonianze in relazione alla [[Nuova Medicina Germanica]] e [[Ryke Geerd Hamer]]''' ==Le testimonianze di tre ex-collaboratrici di Hamer== Le prime tre interviste provengono da una registrazione <ref>*http://www.freie-radios.net/portal/content.php?id=16337</ref> della radio privata "''Wüste Welle''" di ''Tübingen''. La giornalista che ha fatto le tre interviste e che ha prodotto la trasmissione si chiama ''Silke Bauer''. Copyright: RADIO Wüste Welle, Tübingen 96,6 MHz c/o Sudhaus, Hechinger Str. 203 D-72072 Tübingen Data della trasmissione: 10 aprile 2007 Lingua: tedesco Durata: 54 minuti (con musica) La registrazione: [http://www.freie-radios.net/portal/content.php?id=16337 MP3 originale] (25 MB) MPEG-2 Layer 3, 64 kbit/s, Joint Stereo, (22050 kHz) Titolo: Ehemalige Mitarbeiterinnen von Dr. Hamer berichten, dass sie niemanden gesehen haben, der von Dr. Hamer geheilt wurde Licenza: Creative-Commons, uso non-commerciale autorizzato Descrizione: Questa trasmissione concerne la Nuova Medicina Germanica. Non si sentono voci di aderenti o oppositori, perche entrambe sono fortemente diffuse [in internet in lingua tedesca - ndt]. Ho fatto un'intervista con ex-collaboratrici del dott. Hamer nella quale parlano per la prima volta in pubblico del loro lavoro sotto la sua direzione. Non è stato facile individuare queste donne perché nel frattempo si erano sposate ed avevano cambiato nome, ma si sono dimostrate disposte a tenere un'intervista con me, visto che il tema è ancora attuale. Le ex-collaboratrici raccontano che, durante il periodo di lavoro alle dipendenze di Hamer, non hanno mai visto una persona guarire. Raccontano inoltre che Hamer faceva rapidamente trasferire i pazienti, negli stati terminali delle loro malattie, in altri ospedali o in Francia, per poter dire che queste persone non fossero morte nelle sue cliniche. Quando il trasferimento non avveniva per tempo, Hamer faceva "curare" il cadavere anche dopo la morte, e anche dopo che si era verificato il ''rigor mortis''. Silke Bauer Ulteriore commento del tradutore: Le tre donne intervistate lavoravano presso la "''clinica Amici Di Dirk''" a ''Katzenelnbogen'' vicino ''Coblenza'' nell'anno 1985, quando Hamer era ancora in possesso della sua abilitazione medica, che avrebbe perso poco tempo dopo gli avvenimenti avvenuti a ''Katzenelnbogen'' dove Hamer era l'unica persona con una formazione professionale medica. Da altre testimonianze si sa che la popolazione nelle vicinanze della "clinica" era allarmata e contribuiva con raccolte di cibo e soldi per sostenere i pazienti. La situazione scandalosa a Katzenelnbogen, la denuncia della quale si parla in questo articolo e l'intervento della polizia furono tra le cause della perdita dell'abilitazione di Hamer. ==1° intervista: la segretaria, signora Gemmer== Prima parte: trascrizione dell' intervista con la signora Gemmer (nome completo e conosciuto sia alla giornalista, sia al tradutore) '''B''' - Silke Bauer '''G''' - signora Gemmer Intervista con la signora Gemmer, ex-ragioniera degli uffici amministrativi della clinica "''Amici di Dirk''" a ''Katzenelnbogen''. B: ''Inizio con la signora G. che lavorava all'epoca nell'amministrazione della clinica del dott Hamer a Katzenelnbogen. Signora G, mi interessano innanzitutto i pazienti che erano nelle mani del dott Hamer. Che tipo di persone erano?'' G: ''In pratica erano pazienti che furono abbandonati dalla medicina scolastica e che cercavano la loro ultima speranza nel dottor Hamer. Venivano dalla Francia, dall'Italia e da tutta la Germania.'' B: ''Ha una spiegazione sul perche ci fossero così tanti Francesi?'' G: ''C'era uno sponsor, mi ricordo, un conte francese, che è intervenuto in qualche modo col suo denaro in questa facenda. E così si è saputo di Hamer in Francia.'' B: ''Penso che fosse il signor D'Oncieu ''[Antoine D'Oncieu de la Batie - presidente ASAC a Chambery/Francia - ndt]''. Perché aiutava Hamer a quell'epoca. Secondo lei, erano pazienti abbandonati completamente dalla medicina scolastica?'' G: ''Erano pazienti con malattie mortali. Ha mandato alcuni in altri ospedali perché sapeva che sarebbero morti quasi subito, e sono morti quindi in altri ospedali, per evitare che morissero nel suo. Poi si è verificato un problema: da una certa data gli ospedali di Limburg e Coblenza si sono rifiutati di accetare altri pazienti moribondi ''[da noi]'' solo per ''[ospitarli durante]'' la fase finale della loro vita.'' B: ''Ho anche sentito a proposito dei trasporti delle salme: che questi trasporti furono fatti in un modo particolare ed indecente.'' G: ''Sì sì, succedeva sempre durante la notte o nella serata, per non fare vedere troppo spesso la presenza della macchina trasportatrice delle pompe funebri, per non farla vedere ai pazienti.'' B: ''Quanto tempo ha lavorato sotto il dott Hamer?'' G: ''Non era un periodo lungo: ho iniziato il primo agosto ''[1985]'' fino a fine dicembre. Dopo il sequestro della polizia criminale, la clinica fu chiusa.'' B: ''Inizialmente era impressionata dal signor Hamer, quando veniva nella sua città. È vero?'' G: ''È vero, ho conosciuto quest'uomo e mi sono detta: "Ah sì, è un medico diverso. I medici sono di solito dei in bianco". Ho pensato che fosse ricco di umanità, ma dopo circa tre giorni ho pensato: "no - il dottor Hamer è abbastanza confuso in testa". Non potevo piu sostenere questa cosa.'' B: ''Cosa vuole dire?'' G: ''Ero piuttosto la sua segretaria, mi ha dettato delle lettere particolari, per l'amministrazione locale e per il governo regionale, litigava con tutti, e si sentiva perseguito in continuazione. Era sempre convinto che qualcuno volesse farli del male. Erano lettere totalmente confuse - non potevo sostenere questo, e ho pensato subito: in quell'uomo qualche cosa non va.'' B: ''Ma è rimasta per quasi mezzo anno.'' G: ''Sì, perche comunque c'erano i pazienti e qualcuno doveva nutrirli. Erano povere anime, spesso molto ammalati e ho contribuito affinché venisse assunta almeno un'infermiera per mezza giornata. Soldi non ce n'erano. C'erano pochi soldi questo era il problema. C'era poi una donna per le pulizie, l'ho assunta io dal vecchio ospedale che esisteva prima, e anche in cucina doveva lavorare qualcuno per fare da mangiare ai pazienti. Non potevamo abbandonare la gente, i poveri ammalati.'' B: ''Lei ha lavorato in questa clinica prima dell'arrivo del dottor Hamer ed è stata assunta come segretaria? Lei dunque non è dei circoli interni del dottor Hamer, secondo il suo racconto?'' G: ''No, no, non avevo mai avuto a che fare prima col dottor Hamer. Ero già in quell'ospedale che fu chiuso, essendo un ospedale troppo piccolo, e all'epoca eravamo contenti... si poteva continuare a lavorare... arriva un nuovo medico che vuole riaprire l'ospedale e per noi impiegati c'è un nuovo posto di lavoro. Tutto si è poi sviluppato però in un tutt'altro modo alla fine.'' B: ''Adesso ho un'ultima domanda per lei, signora G: dell'epoca della collaborazione col dottor Hamer, cosa è rimasto in modo particolare nella sua memoria?'' G: ''Sì, posso raccontare una cosa che non scorderò mai: c'era una giovane signora da noi, una paziente affetta in modo grave dal cancro, era accompagnata da suo fratello. Un giorno, nella mattinata, il dott Hamer è partito con la sua macchina e non ci ha detto dove andasse e quando sarebbe tornato e non ha lasciato un numero di telefono - niente. E il fratello è venuto da me e mi ha detto che sua sorella aveva forti dolori, e dove fosse il dott Hamer, chiedeva. Gli ho detto: non lo posso raggiungere, non ci ha detto dove sarebbe andato. E il fratello è venuto due o tre volte dicendo: "mia sorella grida a causa dei dolori!". E mi sono detta: "chiamo un altro medico, non puo andare avanti così". E poi ho chiamato per telefono il nostro vecchio medico, che era il chirurgo dell'ospedale. Aveva aperto un ambulatorio privato. E lui mi ha detto: "Vengo, però in compagnia di un altro collega. Da solo non vengo e non entro in quella clinica". È arrivato con un altro medico ed hanno somministrato un farmaco alla giovane donna. Dopo hanno denunciato il dottor Hamer. Così si sono mosse le cose. Piu tardi è arrivata la polizia criminale e ha sequestrato tutto. Questo avvenimento ha dato il via alla chiusura della clinica.'' B: ''Perche questo medico non voleva venire da solo? Se lo ricorda?'' G: ''Sì, era già una cosa contestata. Lui diceva sempra: "la medicina scolastica...", i medici non erano d'accordo con il metodo del dottor Hamer. In ogni caso il dottor D. non voleva venire da solo, voleva la presenza di un testimone, un altro medico.'' B: ''Come si spiega che lui ''[Hamer]'' facesse medicina in quel modo?'' G: ''La mia spiegazione: era totalmente convinto del suo metodo, della nuova chance di guarigione dei malati di cancro inventata da lui - era davvero ossessionato da questa cosa.'' B: ''Molte grazie per la conversazione.'' ==2° intervista: la signora M, ex-ragioniera amministrativa della clinica "Amici di Dirk" a Katzenelnbogen== B: ''signora M, com'è sucesso a lei di lavorare ''[presso il dott Hamer nella clinica "Amici di Dirk"]''?'' M: ''L'ospedale fu chiuso il 31 dicembre del 1984 perchè era stato tolto da un elenco amministrativo degli ospedali "Krankenhauszielplan", sono rimasta fino al 30 giugno per concludere i lavori di chiusura. Poi si è presentato il dott Hamer in un comizio di cittadini e ha chiesto "chi vuole lavorare con me?". Avevo famiglia e cosi mi sono rivolta a lui e ho detto che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui.'' B: ''Ha lavorato come segretaria lì e lei viene dall'amministrazione?'' M: ''Vengo dall'amministrazione, esatto.'' B: ''Come definerebbe lei, guardando indietro, il periodo presso il dott Hamer?'' M: ''Lo descrivo come un periodo molto caotico, molto estenuante. Caotico perchè lui non aveva soldi, perchè mancava ogni tanto il denaro per poter nutrire quotidianamente i nostri pazienti, era difficile lavorare lì. Non poteva offrire una terapia perchè in alcuni momenti non c'erano farmaci, per esempio per alleviare le sofferenze. Non so come abbia fatto la sua terapia, come abbia continuato, con che cosa abbia fatto terapia.'' B: ''Lei è testimone del fatto che Hamer avrebbe guarito dei pazienti, come sostiene lui, con il suo metodo?'' M: ''No, no. In tutto quel periodo non ho visto nessuno che sarebbe guarito. Adesso, oggi lo so che con metodi della medicina naturale o la chemioterapia si puo guarire dal cancro e si dice "ho vinto il cancro". Ma durante quel periodo non ho mai visto qualcuno che facesse progressi, che stesse un po' meglio. In retrospettiva, talvolta la gente ha guadagnato allegria, perché lui trasmetteva l'allegria della vita, e prometteva che se avessero pensato in modo positivo e creduto nel suo metodo, credendo insieme con lui, potevano guarire. Ma non c'è stata una persona che mi ricordi, che sia uscita veramente guarita o che sia migliorata dopo un certo tempo.'' B: ''Poi sono morti alcuni in quel periodo. Ha lavorato per mezzo anno in quella clinica?'' M: ''È stato dall'agosto al dicembre ''[1985]'', non è stato neanche mezzo anno. Erano 4, 5 mesi. Tutta questa "storia" non è durata di più.'' B: ''Cos'è successo con i morti o con i pazienti morenti?'' M: ''Mi è successa una cosa terribile. Lui cercava sempre denaro e alcuni amici in Francia lo hanno aiutato molto. Quando mancavano i soldi, saliva sulla sua automobile ed andava in Francia. Ha lasciato i pazienti, e anche noi, soli per giorni. Questo durava talvolta due o tre giorni fino al suo ritorno. E una cosa terribile è successa: lui non c'era, voleva partire per la Francia nella mattinata e mi ha detto di occuparmi di una particolare paziente francese. Poi è partito e dopo una o due ore mi sono detta: "OK, adesso vado lì nel reparto". Io stavo normalmente negli uffici. Sono entrata nella camera, ero davanti al letto e ho pensato: "strano, la donna non respira". Ed effetivamente lei non respirava. L'ho toccata e lei era gia fredda. C'era gia il rigor mortis da lungo tempo. Ricordarlo mi fa venire i brividi lungo la schiena, e ancora oggi ho problemi perché sempre si associano brutti pensieri a questo ricordo. Vedendolo dal punto di vista di Hamer, l'ha fatto perché voleva i soldi dalla famiglia per la cura di questo giorno supplementare. Ma, questa donna, secondo me, era morta molto prima, nella notte prima, e lui lo sapeva, è fuggito semplicemente.'' B: ''È possibile che lui, dal suo punto di vista, non volesse accettare il fatto?'' M: ''Lo penso anch'io: lui non accettava molti fatti. Era cosi assoluto nelle sue azioni, si vedeva così assoluto, era cosi autocratico, non poteva ammettere che il suo metodo non funzionasse. Non lo poteva ammettere a se stesso e al mondo.'' B: ''Lui sostiene spesso che solo pochi suoi pazienti muoiono... molto meno rispetto a quelli della "medicina scolastica". Domanda: questi morti, lui non li ammette...'' M: [interrompendo] ''Sì sì, signora Bauer, questo lo ha gestito ogni tanto in un altro modo. Quando ha visto che la gente moriva, faceva velocemente dei trasferimenti in un altro ospedale, in un ospedale vicino. Mi ricordo che una volta è morta una paziente durante il trasporto oppure altri pazienti che sono morti in altri ospedali entro pocchissimo tempo. Non ha mai accettato le sue colpe! Non ha mai ammesso che la gente era così ammalata che gli ospedali ''[esterni]'' non potevano aiutarli. Ha dato sempre la colpa agli altri ospedali... ai medici, o ai pazienti che sarebbero arrivati troppo tardi. Non ha mai accetato una colpa sua.'' B: ''Gli altri ospedali hanno accettato questa situazione senza protestare?'' M: ''Si sapeva già in zona che il dottor Hamer lavorasse terapeuticamente come medico oncologico autodichiarato nella clinica a Katzenelnbogen, anche se non si può parlare di terapia. Non si puo chiamarla terapia perchè non usava un metodo, non aveva farmaci, ne del tipo della medicina naturale ne del tipo della medicina scolastica con i quali si potesse fare una terapia ed aiutare davvero. Anche negli ospedali vicini, i medici, sapevano che lui...'' B: [interrompendo] ''C'erano molti francesi tra i suoi pazienti durante quel periodo. Dove sono finiti? Anche loro negli ospedali vicini?'' M: ''Sì, in parte anche - o sono stati mandati a casa. Ha pregato i famigliari di portarli a casa. Non so cosa abbia detto ai famigliari, parlava un buon francese, e noi non paralavamo il francese.'' B: ''Dunque ha mandato i pazienti, poco prima della loro morte, in ambulanza in Francia?'' M: ''Sì... nello specifico la paziente che dovevo curare io ''[una impiegata amministrativa - ndt]'' è morta. Era un problema della mancanza di soldi. Lo ha fatto anche per mancanza di soldi. Non per arrichirsi, semplicemente per la sopravvivenza di tutti.'' B: ''Non per venalita, ma perche credeva nelle sue idee?'' M: ''Sì, sì. Credeva nella sua idea e si deoveva comprare tutto il necessario per la sopravvivenza. Ha comprato delle galline, anche se non c'erano i soldi per i pasti quotidiani.'' B: ''Cosa ha fatto con le galline?'' M: ''Dovevano essere galline di razza pura, ''[secondo lui]'' le uova di gallina di razza sono molto importanti per la fase di guarigione nello stadio avanzato del cancro... Una volta ha comprato un'anatra, che ha fatto caminare nel reparto dei pazienti. Naturalmente la gente, i pazienti erano allegri allora. Naturalmente mostravano l'allegria della vita in quel momento. E poi mi disse "vede, i nostri pazienti sono sulla buona strada e guariranno. Senta, signora M, come ridono!". Naturalmente si divertivano, ma io non mi sono divertita in quel momento.'' B: ''I pazienti che erano da lei, non lo so se avesse una supervisione, erano tutti stati "abbandonati" dalla "medicina scolastica" o c'erano anche persone che avevano delle possibilità?'' M: ''C'erano anche delle persone che avevano delle possibilità. Mi ricordo di una giovane paziente francese, anche se non so quanto fosse avanzato il suo male ma lei mi sembrava - non avendo conoscenze mediche - quando veniva, relativamente sana. Ma lui ha detto - era una donna molto giovane, era una ragazza - "lei ha cancro". Guadagnò allegria nei primi 14 giorni di permanenza da noi a Katzenelnbogen. Era aperta, e poi lui l'ha fatta andare a casa, essendo guarita. Questa donna è tornata tre, quattro settimane dopo ed era peggiorata e dimagrita. E cosi e andato avanti due altre volte. E poi si è saputo che anche lei era morta. Non conosco i dettagli medici, non sono ''[stata]'' paziente, non avevo famigliari che sono morti in quell'ospedale, che lui avesse curato secondo il suo metodo. Posso solo vederlo dal punto di vista di una impiegata amministrativa, ma era caotico. Non mi metterei o non metterei un famigliare nelle sue mani.'' B: ''Guardando le sue pagine web e le sue presentazioni ''[di Hamer]'': aveva l'impressione che lui amasse litigare spesso e si sentisse perseguitato?'' M: ''Naturalmente... Penso che questo fosse il suo problema, che lui si sentisse perseguitato. E poi la morte di suo figlio... poi quello che mi raccontava sempre allora: che sua moglie avrebbe avuto il cancro a causa della morte del figlio... e che siccome lei ''[sua moglie - ndt]'' non credeva nel suo metodo ''[anche la moglie di Hamer era medico - ndt]'' sarebbe morta. E litigava con tutti. Accettava solo sè stesso e non ha mai accetato la chiusura della clinica e ha continuato a "curare". Da un giorno all'altro eravamo un'impresa privata, non c'era più l'autorizzazione statale da parte del governo regionale. Allora ha detto: "OK, io sono una pensione per ospiti". Litigava con tutti. Non c'era la possibilita di discutere qualche cosa con lui, neanche a proposito di faccende amministrative.'' B: ''Vorrei sapere, da quale momento ha capito che qualche cosa non andava con lui. Lei ha iniziato a lavorare lì perche ci aveva lavorato prima come impiegata amministrativa. In che momento si è resa conto di non apprezzare quello che succedeva?'' M: ''È stato un periodo breve. In prospettiva mi sembra molto lungo. Pensandoci sopra, mi sembra poco credibile che in verità siano stati solo cinque mesi perché quel periodo fu così movimentato e caotico, e adesso mi augurerei di non aver mai visto quello che ho visto. Ci siamo accorti velocemente, dopo quattro, cinque settimane che tutto era caotico e che questo dott Hamer avrebbe fallito ''[traduzione libera: "con lui non si sarebbe ottenuto niente"]''. Anche se questo non lo potevamo valutare dal punto di vista medico, e non lo potevamo provare a lui perche non avevamo nessuna conoscenza medica. Sono impiegata amministrativa e non ho nessuna formazione medica. Tutti quelli che hanno lavorato con lui, e il governo regionale, ne hanno preso le distanze in qualche modo.'' B: ''Molte grazie, signora M, per questa conversazione.'' M: ''Prego.'' ==3° intervista: signora F, aiutava nel reparto pazienti senza avere una formazione professionale== B: ''Lei mi ha detto in uno dei nostri colloqui, che inizialmente il signor Hamer le è apparso come una persona simpatica...'' F: ''Sì.'' B: ''Che effetto ha avuto inizialmente su di lei?'' F: ''Irradia bontà, irradia un amore per gli esseri umani, in una maniera che si poteva davero pensare che lui amasse tutti i suoi pazienti. Questa era l'impressione. Riisciva bene a dare questa impressione, induceva subito simpatia, fiducia.'' B: ''Piu tardi rimase esterrefatta, come mai?'' F: ''Sì, dopo alcune notti che lavoravo lì ero un pò scioccata perché lui non manteneva le sue promesse. B: ''Che cosa aveva promesso?'' F: ''Ah sì, che lui avrebbe guarito tutti i pazienti, tutti quelli che erano venuti da lui. La maggior parte di loro era in uno stadio terminale, e c'era gradimento per il fatto che lui volesse dare un approccio da un punto diverso rispetto alla medicina scolastica. Si pensava: "finalmente qualcuno con idee diverse" e tutti pensavano che ce l'avrebbe fatta, direi.'' B: ''Sono stati guariti pazienti in quel periodo?'' F: ''Allora, nel periodo della mia permanenza no. Non ho visto niente di simile, che uno fosse mandato a casa o tornasse in Francia perché guarito.'' B: ''Ha notato anche lei, che lasciava pazienti senza cure?'' F: ''Si, la sera, quando andavo da uno o da un altro mi dicevano: "ah, è davvero possibile che nessuno dia un'occhiata a noi? Non ho visto nessuno per un'intera settimana!". A parte quelli del servizio diurno che portavano da mangiare e così via... ma il lato medico si era perso in qualche modo. Erano un po' scioccati che non ci fossero le consuete visite mediche degli ospedali, coi medici che fanno un controllo una o due volte al giorno.'' B: ''Lei ha raccontato, nel nostro primo colloquio, di un caso di una paziente con un buco nella coscia, con la gamba aperta in somma, e che non fu curato. Com'era la storia?'' F: ''Sì, ho dato per caso uno sguardo in questa stanza, perché avevo sentito qualcuno lamentarsi e mi sono detta: cosa succede dietro a questa porta? Cosi sono entrata e mi sono seduta accanto a lei, le ho chiesto cosa aveva, quali problemi avesse e così via. Lei mi ha detto: "il dottor Hamer, lui vuole... il mio cancro..." Insomma voleva guarire il suo tumore. E io ho detto: "perche piange, quali dolori ha?" Allora ha sollevato la coperta del letto e ho potuto vedere che lei aveva un buco grande come un pugno sulla sua coscia e si poteva vedere l'osso. E questo non fu curato. E io le ho chiesto: "perché non viene fatto niente?" Rispose: "lui mi ha dato una polvere per le ferite, e quando sento dei dolori devo aggiungere un po' di polvere". Ho pensato: "questo non l'ho visto mai...".'' B: ''Ha visto altri casi simili? Casi, secondo lei, estremi?'' F: ''Si, mi impressionò particolarmente una giovane. Penso che aveva un cancro alle ossa e aveva fortissimi dolori... capitava che sbattesse la testa contro il muro, nella notte. E quando ho detto a lui: "dottore, dobbiamo darle qualche cosa contro il dolore, non è normale questo". Allora diceva: "Per amor di Dio, no! Non possiamo dare un farmaco analgesico, questo modificherebbe i valori sanguigni, l'effetto di guarigione verrebbe compromesso". Gli ho creduto in quel momento, ingnorante che ero. Pensavo: lui deve sapere quello che sta facendo.'' B: ''Lei a quell'epoca non aveva una formazione particolare, è stata assunta per l'assistenza notturna di alcune persone.'' F: ''Infatti, sono stata assunta particolarmente per una Francese che aveva un cancro al seno e io dovevo cambiarle la benda due o tre volte a notte, e a parte lei non dovevo guardare nessun altro, perché non mi riguardava. Non sono stata assunta da lui, ma dal francese, il marito della donna. Ma, essendo sola la notte in un ospedale, si guarda un po' di lì o di là, e sopratutto se qualcuno piange e si lamenta, allora pensi: vado dare un'occhiata.'' B: ''Lei è rimasta però per un periodo più lungo, perché cercavano un'infermiera e lei doveva rimanere fino al suo arrivo.'' F: ''Esattamente, si diceva: per un periodo di ponte fino al arrivo dell'infermiera per il turno di notte. Ma nelle sei settimane che io sono stata presente, non si è fatta viva nessuna infermiera, e così ho dovuto continuare a lavorare tutte le notti.'' B: ''Sa chi ha finanziato Hamer?'' F: ''No, non precisamente. Si mormorava che lui non avesse soldi. Il conte, così veniva chiamato, dalla Francia, avrebbe dato soldi e lui i soldi ce li aveva davvero e così via e così via. Ma non posso dire niente di preciso, come andavano le cose finanziarie questo non lo so.'' B: ''Allora, il dottor Hamer si è occupato anche di una ragazza con un tumore alle ossa? Di questo caso parlavamo prima e forse lo può spiegare un'altra volta.'' F: ''Sì, ho sentito che stava male e noi abiamo pensato: "Dio, povera ragazza, la dobbiamo aiutare!" Gli ho detto: "Signor dottore, cosa posso fare?" Mi risponde: "Ah, lei non se ne deve occupare adesso, dormirò io vicino a lei stanotte, questo la tranquilizzerà, e si sentirà meglio e al sicuro" e cose così. E allora mi sono detta: "un strano metodo, il medico che dorme vicino al paziente per tranquilizzarlo e dare una sensazione di protezione... mai sentito". Era un po' misteriosa questa vicenda. Ed era solo questa ragazza... con altri pazienti non lo faceva, che quando piangevano voleva dormire vicino a loro per consolarli.'' B: ''E in questo periodo non ha mai somministrato farmaci?'' F: ''No.'' B: ''Per il tumore alle ossa o contro i dolori, non ha dato niente?'' F: ''No. Non si doveva, non doveva essere. Cosa fosse successo prima... ho iniziato'' [a lavorare] ''solo nell'ottobre ''[1985]''... dovevano esserci farmaci prima perché ho sentito più tardi che la farmacia non voleva dare più niente a lui. Dunque la farmacia gli aveva dato qualche cosa, prima.'' B: ''Lei mi detto una volta, e di questo lei si era accorta durante le notti, che lui si occupava molto di queste TAC.'' F: ''Si, mi chiamò una volta, perché iniziavo a non credere più nella sua teoria... e mi disse: "le mostro questa cosa, le posso chiarire come nasce tutto questo". Così sono scesa nel suo studio dove aveva appeso al muro molte TAC del cranio e mi ha spiegato: "questa è la signora Tale e questo il signor Tale, guardi questo cranio: ecco il punto, il focolaio che ha fatto scattare questo. Da un problema psichico, situazioni di shock di allora e che hanno causato il cancro piu tardi". Questo era nuovo per me, non lo avevo mai visto in precedenza, e ho pensato allora: forse ce qualche cosa di vero. Se non lo hai mai sentito e visto prima, allora pensi... sopratutto se sei dilettante... ero una dilettante a quell'epoca. Essendo una infermiera, avrei potuto chiedere una cosa o un'altra. Ma essendo dilettante...'' [musica] ''...lo aveva dimenticato nel frattempo, perché ha anche lavorato come medico della medicina scolastica. Ma quello era il passato, e solo quello che si era messo in testa era la verità.'' B: ''Allora era convinto assolutamente della sua idea?'' F: ''Assolutamente. Senza dubbio, non ha dubitato neanche un secondo. Non ammetteva nessuna obiezione esterna. Quando qualcuno faceva un tentativo dicendo: "Dottor Hamer, la via giusta potrebbe essere..." "No, no per amore di Dio!" Anche il cenno di voler dare qualche cosa per alleviare i dolori di questa ragazza... Per amore di Dio!'' B: ''Lei ha lavorato dopo con altri medici, erano anche loro cosi assoluti?'' F: ''No.'' B: ''Allora era una peculiarità di Hamer?'' F: ''Era una sua peculiarità.'' ==Dal settimanale "Der Stern" del 24/11/1983== Estratto di un lungo articolo intitolato: "Krebsarzt" Dr Hamer - Leichen pflastern seinen Weg ("Medico oncologico" Dr Hamer - i cadaveri pavimentano il suo camino) La testimonianza di un'infermiera del sanatorio Rosenhof a Bad Krozingen del 1983: "''Hamer non guardava mai i pazienti. La cura consisteva nel cantare e mangiare insieme.''" Lei si ricorda la morte della signora Strecker che aveva cancro ai polmoni. Quando l'infermiera allarmò Hamer: "''Muore!''", lui la derise. La donna era cianotica in viso e soffriva molto, e ottenne solo un farmaco calmante. Il dottore disse: "''Che torni a casa''". L'infermiera Inge, oggi: "''quando il momento della morte si avvicinava, mandava i pazienti a casa''". L'infermiera portò di nascosto la paziente in un altro ospedale, dove non è sopravvissuta fino al giorno successivo. Inge e Strecker sono pseudonimi inventati per rispettare la privacy e le leggi in vigore: i veri nomi sono conosciuti dalla redazione. Il sanatorio era il "Sanatorium Rosenhof" a Bad Krozingen. Solo pocchissimi sono sopravissuti alla loro permanenza al Rosenhof, lo dimostra una ricerca dello stesso settimanale "Der Stern", che era riuscito ad individuare 50 pazienti. Solo 7 di questi erano ancora in vita dopo la loro permanenza al Rosenhof. Hamer era l'unico medico e gestiva il Rosenhof anni prima della sua clinica a Katzenelnbogen. Esiste un video del 1985 che mostra la clinica, Hamer e i suoi pazienti del Rosenhof. vedi anche: *[[Intervista Huber]] *[[Testimonianza Wechselbaum]] *[[Caso Aldo]] ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] 32c56a910f2a05c4d16e45f9f5f24ad5bb052acd Intervista Huber 0 106 138 2010-01-10T23:17:41Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'In questa pagina vengono presentate delle interviste con Rose-Laure Huber, madre di una ragazza svizzera che morì di cancro seguendo le indicazioni terapeutiche della [[Nuova Me…' wikitext text/x-wiki In questa pagina vengono presentate delle interviste con Rose-Laure Huber, madre di una ragazza svizzera che morì di cancro seguendo le indicazioni terapeutiche della [[Nuova Medicina Germanica]] dell'ex-medico tedesco [[Ryke Geerd Hamer]]. ==Trasmissione "Kontraste" dell'emittente RBB (ARD) del 10 novembre 2005== '''Redazione''': ''Rose-Laure Huber pensa spesso a sua figlia Gaby, che morì di cancro del seno. Sua figlia rifiutava ogni intervento da parte della medicina tradizionale perchè aveva fiducia nella ''Nuova Medicina Germanica''. Le venne raccontato che il cancro sarebbe curabile senza chemioterapia e senza interventi chirurgici. Alla fine il tumore attraversò la cute e provocò un forte shock.'' '''Rose-Laure Huber''': ''Era solo uno scheletro ricoperto di pelle, con pochissimi capelli. [Mi] sembrava come una donna di novant'anni. Il suo petto era aperto, uscivno sangue e pus. Anche la cute della schiena appariva come una ferita: marcia e piena di pus. Si potevano letteralmente quasi vedere le ossa. E questo doveva provocare dolori terribili!'' '''Redazione''': ''Ma a sua figlia veniva detto da rappresentanti della Nuova Medicina Germanica che quello fosse uno stato di "Selbstheilung" ("auto-guarigione") del suo cancro al seno. "Lei dovrebbe solo continuare" le dicono aderenti a questa teoria. Roselor Huber accusa invece queste persone di essere responsabili della morte di sua figlia.'' '''Rose-Laure Huber''': ''Rimprovero a queste persone il fatto di accettare che tante persone muoiano in un modo terribile, senza assistenza medica. Sono bugiardi, inumani. Non so cosa possa aggiungere...'' versione completa: [[Trasmissione Kontraste del 10 novembre 2005]]<br> Fonte: <ref>*http://www.rbb-online.de/_/kontraste/beitrag_jsp/key=rbb_beitrag_3362703.html - autori Alexander Kobilinsky e Caroline Walter</ref>. ==Riassunto dettagliato della malattia di Gaby J.== Gaby J., nata il 14/12/1954, morta il 05/06/2000 (professione: infermiera). Racconta sua madre, Rose-Laure Huber: Divorziò da suo marito il 18 settembre 1996 ed il figlio, allora 15enne, venne affidato a lei. Si intendevano bene, ed il ragazzo rimase in contatto anche con suo padre. '''1997''' All'inizio di Maggio Gaby scoprì un piccolo nodulo al seno. Andò dal suo ginecologo che le propose una biopsia perché non sapeva di che tipo di nodulo si potesse trattare (se benigno o maligno, ndr). Il 13 Maggio venne operata. Alle 17 andai all'ospedale ginecologico Frauenspital (Aarau) e vidi che le ebbero asportato il seno e lei si trovava nel reparto di terapia intensiva. Le asportarono anche i nodi linfatici. Non era del tutto cosciente quando arrivò una dottoressa a spiegarle la situazione. Il nodulo era maligno e uno, eventualmente due linfonodi erano colpiti e incapsulati. Le vennero consigliate una chemioterapia ed una radioterapia. Era scioccata, doveva confrontare la diagnosi da sola. Secondo me le è mancato un supporto psicologico. Quando tornò, il giorno successivo, mi disse che non voleva la chemioterapia o la radioterapia (aveva molta paura di perdere i capelli): voleva farsi curare con Iscador (un farmaco usato nella medicina antroposofica, contiene estratti della pianta Viscum alba, in italiano Vischio, ndr). Il medico di famiglia la indirizzò verso un certo dottor W. , che si intendeva di fitoterapia e le prescrisse l’Iscador. Nello stesso tempo si sottopose ad una terapia cranio-sacrale presso Jürg B. a Egliswil. Sembrava migliorare. Mangiava, era allegra ed ottimista. Eravamo in contatto regolare, e con la sorella E. facemmo un viaggio nel sud della Francia dove trascorremmo una bellissima vacanza. Facemmo, grazie a dio, tutto quello che desiderava e ci godemmo il periodo di riposo. '''1999''' Verso Giugno mi venne diagnosticato un cancro al seno, mi operarono all'ospedale ''Spital Porrentruy''. Gaby mi venne a trovare e mi chiese se volessi fare la chemioterapia. Le dico di sì. Lei mi risponde dicendo "''ognuno deve prendere le sue decisioni, e se è questa la tua strada, devi continuare''". Accetto la chemioterapia e nello stesso tempo mi inietto l'Iscador anch'io. Quando le parlai una volta al telefono, le chiesi se stesse ancora usando l'Iscador. Lei mi rispose "''sì, me lo applico sulla cute perché anche l'Iscador è un veleno''". Lo stesso giorno telefonai alla Lukas-Klinik (Arlesheim) (una rinomata clinica antroposofica, ndr] e chiesi se si potesse applicare l'Iscador sulla cute. Mi risposero che tale applicazione non serviva a niente: la dottoressa al telefono rimase scioccata da questa richiesta. Quando Gaby, durante il corso dell'anno, mi venne nuovamente a trovare, mi mostrò un piccolo nodulo nella regione ascellare. Mi tranquillizzò dicendo che si sarebbe trattato di "''un gonfiore causato da una stasi, B. (il terapeuta cranio-sacrale ndr) lo avrebbe confermato''". Non le dissi niente, però parlai con i medici (anche con quello che mi forniva i farmaci omeopatici, oltre che i farmaci della medicina scolastica) e tutti furono d'accordo nel dire che bisognava fare delle analisi, perché avrebbe potuto trattarsi di nuovo di qualche cosa di maligno. A domande caute, anche da parte di mia sorella, rispondeva con rimproveri: "''noi non la sosteniamo''", e che lei "''non ha bisogno di commenti negativi''". Si stava curando adesso secondo la ''Nuova Medicina'' (Hamer a quel tempo non aveva ancora registrato il marchio con l'aggiunta del "Germanica", ndr] e sapeva che avrebbe dovuto prima risolvere i suoi conflitti, e che lei non aveva ancora superato il suo conflitto connesso al suo divorzio. Disse però di essere sulla buona strada. Di conseguenza tentammo di essere positivi, e tentammo di mostrarle le nostre preoccupazioni. E tentammo anche di credere che non si trattasse di qualcosa di maligno, però... le preoccupazioni c'erano sono, e ci mangiavano! All'inizio di Novembre del 1999, Gaby venne nello Jura (una regione della Svizzera, ndr) con sua sorella e festeggiammo insieme il suo compleanno (della sorella). Era di buon umore e ripeteva che noi non avremmo dovuto preoccuparci. E noi ci lasciammo tranquillizzare molto volentieri! Verso la metà di Novembre mi chiamò al telefono e mi comunicò che aveva necessità di un po' di tempo e distanza, e che doveva concentrarsi sulla sua guarigione. Disse che (il distacco) non aveva niente a che fare con i suoi sentimenti, e che lei ci amava tutti. E che lei, in futuro, ci avrebbe chiamati di tanto in tanto. Mia sorella ricevette una lettera contenente le stesse parole. Sembrava incapace di guidare un'automobile, e ci raccontò di avere un ''braccio gonfio'', e che questo fosse necessario [alla guarigione, ndr]. '''2000''' Credo che in quel periodo avesse seguito una conferenza a Zurigo e che avesse avuto un consulto a Herisau. Non so chi la portò lì, e non so chi fosse il suo medico naturale. Nessuno mi rispondeva, tutte le "amiche" tacevano o dicevano di non sapere niente! Suo figlio, 19enne, la cura mentre le "amiche" le portano da mangiare: però a lei non piaceva più mangiare, rigurgitava tutto, ed anche questo sarebbe stato un segno di guarigione. Al figlio venne vietato di informarci o di dire come stavano le cose. Anche al padre non diceva niente, sono stata io ad avvisarlo quando ci incontrammo il 30 Maggio a Rohr: rimase profondamente scioccato quando la andò a trovare la sera stessa. A Natale non volle vedermi, disse che sarebbe andata via con le amiche per alcuni giorni. Venni a sapere in seguito che quella non era la verità, e che lei era incapace di spostarsi. Un giorno mi raccontò di aver incontrato un indiano, che le avrebbe procurato un farmaco naturale dall'India, e che avrebbe quindi ripreso a mangiare. Mi disse di far uso della terapia neurale (medicina alternativa: iniezioni di procaina secondo Hunecke, ndr) e drenaggio linfatico, e che tutto fosse sotto controllo. A pasqua le mandai un grande pacco con una lepre di stoffa (lei amava gli animali di stoffa), soldi e dolci, con una lettera, pregandola di andare col figlio in un buon ristorante. Questo lo racconto per chiarire che lei mi voleva mostrare di stare bene! La sera del 29 Maggio mi telefonò dicendo di volermi vedere. Chiesi: "''posso venire io?''" Rispose piangendo: "''sì, ma solo tu, non papà, non G. o mia sorella''" (sono divorziata da 40 anni, i bambini hanno sempre avuto contatti con lui, anch'io, però meno intenso. Il padre amava moltissimo Gaby). Martedì mattina ero a Rohr, la macchina piena di di tutti i suoi piatti preferiti. Quando arrivai, vidi la porta aperta. Suonai il campanello ma non mi rispose nessuno: entrai e la vidi dormire sul divano. "''Oh mio Dio! Perché permetti questo?''" Uscii di nuovo per non gridare. Cos'era successo alla mia bambina bella ed allegra? Sul divano era steso uno scheletro, quasi senza capelli, una vecchia di novant'anni! Quando si svegliò, mi fui tranquillizzata un po'. Mi sorrise con i suoi occhi blu, infossati in profonde cavità, e mi abbracciò. Solo il suo braccio sembrava ben nutrito (non magro, ndr). Il braccio era largo come una coscia. Aveva fortissimi dolori. Quando la lavai, vidi che il lato che era stato operato era diventato un'unica piaga maleodorante piena di pus con buchi profondi, fino alla schiena. Tentai di bendarla, avendo paura di causarle dolore. Le dissi che non poteva andare avanti cosi. Mi risponde: "''sì, vado in una casa di riposo, ma non in un ospedale, perché lì mi uccidono con la morfina. I medici lo sanno ma lo fanno lo stesso!''". Mi misi in contatto col medico di Rohr: "''non posso dire niente, lei cosa pensa che abbia?''" Io risposi: "''cancro''", e lui mi risponde "''si, nella fase terminale''". Lui avrebbe potuto solo effettuare una terapia neurale, perché lei avrebbe rifiutato tutte le altre terapie. Inoltre una casa di riposo non l'avrebbe accettata nelle sue condizioni di salute. Dissi che ci voleva la Spitex (probabilmente un ricovero ospedaliero, ndr). Mi rispose che in questo caso avrei dovuto contattare il suo vecchio medico di famiglia, e che lui avrebbe dovuto iniziare le pratiche (parte non molto chiara, ndr). Il medico, al telefono, rifiutò dicendo che lei non lo avrebbe permesso e che lui non si sarebbe più occupato di lei. Ero disperata. Così, ogni mattina andavo a Rohr e tentavo di aiutare in qualche modo la mia bambina. Un venerdì mattina, quando arrivai, stava urlando a causa dei dolori dicendomi però che il medico (della terapia neurale) sarebbe venuto nel pomeriggio. Nella notte era caduta contro la vasca da bagno, per mancanza di forze. Non poteva stare a letto e non poteva stare sul divano perché non ha più un solo grammo di grasso in tutto il corpo. Nel pomeriggio arrivarono sia il medico, sia la terapeuta che eseguiva il massaggio linfatico. La convincemmo a farsi ricoverare in una clinica per stabilizzarsi, e che dopo sarebbe potuta andare in una clinica di riabilitazione. Dal momento che aveva forti dolori, acconsentì. Alle 15 arrivò l'ambulanza e venne trasportata nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Spital Aarau. Lì furono molto gentili, le dissero però che solo la morfina avrebbe potuto far diminuire i suoi dolori, solo la quantità indispensabile. Alle 21 venne trasferita in una stanza normale, e potei rimanere accanto a lei. Vidi che adesso poteva dormire. Rimasi a Rohr. Sabato mattina telefonai per vedere se avesse bisogno di qualche cosa e lei, molto eccitata, mi disse: "''mamma, sto molto bene, non ho più dolori, mi hanno dato un letto speciale meraviglioso. Non penso di dover stare a lungo qui, quando ripartiamo per il sud della Francia?''" Risposi: "''appena possibile, quando ti sentirai meglio, partiremo, te lo prometto''". Ognuna raccontava una bugia all'altra. Non lo so se fosse davvero così convinta, forse non mi voleva far preoccupare. Ed io non avevo la forza di non mentirle. Lì, in quel reparto dove stanno i malati di cancro, le infermiere erano fantastiche! Tentavano di far diminuire i dolori sia del fisico che dell'anima, e si vedeva che avevano una formazione professionale in psicologia. Ogni desiderio veniva reso realtà. La domenica parlai con i medici e chiesi se potessi tornare un giorno a casa. Mi risposero che sarebbe potuto andare avanti così per qualche tempo, e che sarei potuta andare a casa: mi avrebbero avvisato loro se lo stato di salute fosse peggiorato. Gaby mi disse: "''certo che puoi rimanere a casa lunedì, martedì sarò sicuramente ancora qui''". Rise e aggiunse: "''non mi manderanno a casa così facilmente''". La domenica andai nello Jura, lavorai il lunedì a Basilea e telefonai all'ospedale: tutto era come prima. Pregai di dire a mia figlia che sarei tornata martedì mattina. Nella serata ci fu un temporale nella svizzera occidente: niente telefoni, neanche telefonini! Durante notte, alle 12 mi raggiunsero dicendomi che mia figlia era morta alle 21:30. Non mi fu concesso di essere vicino a mia figlia nelle sue ultime ore. Però il suo ex-marito era stato con lei fino alle 21. Lo aveva salutato con un gesto della mano, ma aveva problemi con la respirazione. Neanche lui aveva notato il peggioramento. Grazie a Dio non ha sofferto ancora per molto tempo. Vietai di mostrala ai famigliari dopo la morte - lo shock sarebbe stato troppo forte. Le dissi addio a nome di tutti. Così tutti la avrebbero ricordara com'era. Quando, prima del funerale, il 9 giugno 2000 tornai all'appartamento di Gaby, presi due libri di Hamer. Leggendoli capii molte cose: Iscador è veleno, i medici che uccidono e cosi via. Non c'è da meravigliarsi perché la gente che crede a questo ciarlatano abbia tanta paura degli ospedali. Trovo una fattura per un esame TAC di gennaio 2000. Lei doveva ben conoscere il suo stato di salute: era piena di metastasi. Non lo so se Gaby sarebbe sopravissuta con la chemioterapia, ma una cosa la so: non avrebbe dovuto sopportare dolori orribili e sarebbe morta in un modo più umano. E sopratutto avrebbe sentito il nostro amore e il nostro aiuto. Avremmo fatto tutto per lei - se solo ce lo avesse permesso! Rose-Laure Huber vedi anche: *[[Testimonianza Wechselbaum]] *http://www.dossierhamer.it/gaby.html ==riferimenti== <references/> Questo testo è stato pubblicato con l'autorizzazione dell'autrice. [[category:Nuova Medicina Germanica]] 60ad2f73176293cf12b00758d054f7782a13b642 Testimonianza Wechselbaum 0 107 139 2010-01-10T23:18:58Z WikiSysop 1 Creata pagina con '==La testimonianza di Christa Wechselbaum== [[Image:Soeren1.jpg|Sören Wechselbaum|thumb]]Sören Wechselbaum, tennista tedesco, aveva 25 anni quando morì, il primo Luglio del 20…' wikitext text/x-wiki ==La testimonianza di Christa Wechselbaum== [[Image:Soeren1.jpg|Sören Wechselbaum|thumb]]Sören Wechselbaum, tennista tedesco, aveva 25 anni quando morì, il primo Luglio del 2002. Aveva un tumore ai testicoli (esattamente come [[Ryke Geerd Hamer]] il quale, invece, si fece asportare chirurgicamente il tumore) e gli fu diagnosticato molto presto. Sören non accettava nessuna terapia della medicina scientifica, e non fu curato dalla medicina tradizionale. Diede fiducia per più di un anno alla contestata e pseudoscientifica [[Nuova Medicina Germanica]] di Hamer, fino alla sua morte. Sören conobbe Hamer, lo visitò in spagna nel 2000. I metodi moderni della medicina permettono una sopravvivenza di circa il 90-95% degli uomini con cancro ai testicoli (ce ne sono due tipi - ambedue rispondono bene alla terapia), si tratta di uno dei tipi di cancro che sono bene curabili con la chirurgia, chemioterapia e le radiazioni. Dopo la morte di Sören, Hamer dichiarò che la madre, Christa, sarebbe stata la responsabile della sua morte. Traduzione di parti della trasmissione ''Report'' della TV ARD del 20/03/2006<ref>trasmissione Report della TV ARD del 20.3.2006</ref> con un intervista della madre di Sören, Christa Wechselbaum. Autori: Eric Beres e Gottlob Schober. ==Intervista Wechselbaum== [[image:Wechselbaum.jpg|Christa Wechselbaum|thumb]] [[image:Soeren4.jpg|amici di Sören protestano|thumb]] '''Redazione Report''': Quattro anni fa la vita di Christa Wechselbaum è cambiata: suo figlio Sören è morto. A suo parere l'auto-dichiaratosi guaritore miracoloso Ryke Geerd Hamer sarebbe responsabile per la morte di suo figlio. Insieme con amici di Sören lotta contro Hamer e la "Nuova Medicina" da lui fondata. '''Christa Wechselbaum''': Oggi facciamo questa dimostrazione perché sono convinta che il dottor Hamer ed i suoi compagni hanno ucciso mio figlio '''Redazione Report''': Un'accusa pesante. Christa Wechselbaum fa spesso dimostrazioni e questa sera protesterà davanti ad un centro culturale di Berlino all'interno del quale verrà tenuta, da uno dei suoi discepoli più fedeli - Helmut Pilhar, una conferenza sulla "Nuova Medicina" di Ryke Geerd Hamer. Un centinaio di spettatori seguiranno il suo discorso. Pilhar viaggia spesso per divulgare la "Nuova Medicina. Per Christa Wechselbaum il dolore della perdita del figlio è la spinta a dimostrare contro Pilhar e Hamer. Vuole evitare che altre persone debbano sopportare il calvario che suo figlio ha attraversato. '''Christa Wechselbaum''': Il giorno prima della sua morte ha detto addio al suo amico Stefan dicendo: "ho fatto tanta strada e adesso devo finire questa strada, anche se questa è quella sbagliata." '''Redazione Report''': Parlava della "Nuova Medicina"? '''Christa Wechselbaum''': Parlava della Nuova Medicina e aveva capito. Ma ha semplicemente accettato il fatto che era un errore, non si è lamentato e ha resistito. '''Redazione Report''': Pilhar interrompe brevemente il suo discorso e parla di Sören. Sostiene che Sören non avrebbe mai avuto il cancro e dichiara: '''Helmut Pilhar''': "[...]Conosco il signor Sören personalmente. Quando l'ho incontrato recentemente aveva un gonfiore al petto. Secondo la Nuova Medicina questa è la fase di guarigione da un conflitto di separazione. Ma Sören non reagiva soltanto col petto ma anche coi testicoli. Presentava un enorme gonfiore dei testicoli[...]" '''Redazione Report''': Il "gonfiore" era in realtà un cancro, e Sören è morto a causa del suo cancro. [[image:Soeren5.jpg|thum]] ==riferimenti== <references/> vedi: *<ref>referto medico: Prof. Dr. med. hab. Jürgen Dietrich, Leipzig, del 26.07.2004</ref> *[[Intervista Huber]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] [[category:Nuova Medicina Germanica]] d0ea82e752b205b1753c6e21cc9874f01d9b0cca File:Soeren1.jpg 6 108 140 2010-01-10T23:19:40Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Caso Aldo 0 109 141 2010-01-10T23:20:54Z WikiSysop 1 Creata pagina con '==La morte tragica e crudele di Aldo ("Ali Baba") di Bergamo== A l'inizio dell'anno 2007 si e' saputo delle morte di un aderente italiano della [[Nuova Medicina Germanica]] del e…' wikitext text/x-wiki ==La morte tragica e crudele di Aldo ("Ali Baba") di Bergamo== A l'inizio dell'anno 2007 si e' saputo delle morte di un aderente italiano della [[Nuova Medicina Germanica]] del ex-medico tedesco [[Ryke Geerd Hamer]]. La persona (rimasta sconosciuta) scriveva in un forum del comico e attivista italiano Beppe Grillo. ==dal forum Beppe Grillo== User ID: user 3229368 nel forum di Beppe Grillo Location: Bergamo Meetup member since September 20, 2006 Last visited in the past week (messaggio del 29.1.07) Messaggio nel forum di Beppe Grillo, il 29.1.07 <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=1540</ref> DOTT. HAMER E NUOVA MEDICINA (una vergogna tenerlo nascosto al mondo intero) Posted Jan 29, 2007 at 10:47 PM da ''Giannina'', (nome Giannina A.) Inizio: Ciao,grazie per l'interessamento,purtroppo AlìBabà,cioè Aldo, non c'è più,è mancato poco prima di Natale.Sono una sua amica, eravamo molto legati,e quando ha cominciato a stare proprio male mi ha dato tutti i suoi dati,email,password,ecc chiedendomi di partecipare al posto suo al forum,ma non ce l'ho proprio fatta.Solo oggi ho visto la tua email,e mi sembrava giusto risponderti,anche se in ritardo. Aldo è morto soffrendo in modo indicibile,inumano.Fino all'ultimo ha rifiutato ogni cura e ricovero(se escludiamo le trasfusioni che gli hanno fatto qualche mese fa,d'urgenza),ogni farmaco,anche gli antidolorifici.Era convinto che la buona volontà e la fede in Hamer l'avrebbe salvato...Purtroppo non è stato così,e i suoi ultimi giorni sono stati strazianti, soffriva così tanto!Solo ora comincio a superare questa tragedia,ma le immagini dei suoi atroci patimenti non mi abbandoneranno mai! Non ha mai voluto fare esami per sapere con precisione che tipo di tumore era e quanto grave era la sua situazione. La sua famiglia,dopo la sua dipartita,ha voluto che fosse eseguita l'autopsia,per avere delle risposte,credo,per cercare di dare un senso alla scomparsa prematura e assurda di una persona che fino a poco tempo prima era piena di vita.E' risultato che il suo cancro derivava da un tipo particolare di poliposi del colon,una malattia ereditaria di cui soffrono numerosi suoi parenti,tra cui alcuni che hanno sviluppato un cancro esattamente come lui,ma che si sono curati e a distanza di anni stanno bene.Inoltre era pieno di metastasi,al fegato,ai polmoni, alle ossa...Una cosa orribile. Non so perché abbia scelto di non farsi curare,la risposta a questa domanda se l'è portata con sé nella tomba... Ah,dimenticavo,Aldo aveva 31 anni,ne avrebbe compiuti 32 in febbraio. Non credo che interverrò nel forum in cui scriveva lui,non mi interessa e soprattutto ogni volta sarebbe un dolore troppo grande ripensare a lui e alle sue sofferenze. Grazie ancora per esserti interessata di lui. con il permesso del mittente. Spendiamo, vi prego, qualche pensiero o qualche preghiera per il caro Alì Babà, Aldo. Fine Il messaggio in questione era probabilmente di origine della persona M., legata a Aldo. I messaggi di Aldo nel forum di Beppe Grillo, dal 20 settembre 2006 al 26 novembre 2006: ==1== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=160</ref> Alì Babà Posted Sep 20, 2006 at 6:34 PM user 3229368 Bergamo, IT 1st Post Vorrei mettere una buona parola a favore di Hamer e delle sue teorie.Io ci credo anche senza avere bisogno di tante prove!Secondo me è tutto vero quello che dice,e la prova è che possono capire tutti,che non serve avere studiato medicina per capire e accettare quello che dice Hamer.E poi le sue teorie sono più semplici e lineari di quelle della medicina ufficiale,per cui devono di sicuro essere più vere.Questo è solo il mio pensiero,non ho una preparazione specifica in medicina o in qualche scienza,ma sento che Hamer ha perfettamente ragione.Infatti,da sempre quando ci ammaliamo ci chiediamo perché mi è venuta questa malattia oppure cosa ho fatto per meritarmi questa malattia.Ora Hamer ha trovato la risposta a queste domande che la gente si pone da sempre,e che non hanno mai trovato una risposta adeguata prima.Le malattie vengono perché in un qualche modo le ?richiamiamo?noi quando viviamo emozioni sgradevoli,particolari e intense.Come ha detto qualcuno qualche giorno fa ?ci ammaliamo perche a causa delle nostre emozioni o delle nostre credenze ci siamo predisposti a farlo. Pertanto come è in noi la causa della malattia è in noi la possibilità di sconfiggerla? (non mi ricordo chi l?ha scritto,ma mi piaceva il senso).Inoltre nel blog del sito dell?ass Alba c?è uno che dice che le malattie sono la strada per purificarsi,il mezzo per raggiungere la perfezione spirituale,e io sono d?accordissimo con lui! Se fosse per me,eliminerei tutte le medicine,che sono inutili se non dannose,e abolirei anche la chirurgia,che la maggior parte delle volte fa più danno che beneficio.E poi chiuderei gli ospedali,e obbligherei le persone a leggere i libri di Hamer (magari fornendoli gratis a chi non se li può permettere),così tutti saprebbero perché ci vengono le malattie,e saprebbero che per guarire non servono i dottori,ma basta capire che conflitto abbiamo avuto,sopportare un po? di sintomi spiacevoli senza volere le medicine che ce li facciano passare,e credere che se vogliamo possiamo guarire da ogni malattia solo con la forza della nostra mente. Mi ricordo che tempo fa,in un altro sito,un tizio diceva che ci sono stati casi di bambini con la sindrome di Dawn che sono guariti con la NMG.Se può guarire questa malattia,figuriamoci quanto può fare per le altre malattie meno serie! Per luca66 Come sta quel signore col tumore al fegato di cui avevi parlato un po? di tempo fa,e che seguendo la NMG stava molto meglio?Sul meetup di Ancona non ci hai più detto niente,io ci tenevo a sapere come progrediva la sua guarigione Ultima cosa:da poche settimane sento una massa,come un nodulo,sulla pancia,ma non mi fa male.Sono convinto che è un tumore,anche perché ripensandoci bene ho scoperto qual è stato il conflitto biologico che lo ha causato,ma non ho paura perché dopo aver letto Hamer so che non è pericoloso,e che si risolverà quando risolverò il conflitto,per cui non gli do tanto peso e quasi non ci faccio caso.E sono anche sicuro che non andrò da nessun dottore a farmi fare esami e altre cose,e che guarirò benissimo senza medicine,chemio,radio o operazioni!Se volete,vi terrò aggiornati. ==2== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=180</ref> Alì Babà Posted Sep 21, 2006 at 6:42 PM user 3229368 Bergamo, IT 2nd Post Guarda Munkustrap che è vera la storia della bambina guarita dalla sindrome di Down!In quel sito,non mi ricordo quale ma se vuoi provo a cercarlo,c'era un esperto di NMG che diceva che in uno dei libri di Hamer era spiegata la storia della bambina,anche con delle foto,e si vedeva che prima aveva la faccia tipica dei bambini Down,e dopo invece non ce l'aveva più,e che anche non aveva più il ritardo mentale che aveva prima!E mi sembra che la sua mamma fosse medico,e che anche lei fosse d'accordo che la figlia era guarita.Non ho letto quella discussione fino in fondo,però mi sembra che se uno dice una cosa così importante,di sicuro non se la inventa e ha le prove.E la prova è che sul libro di Hamer c?era spiegato tutto,per cui non vedo come si fa a dubitare di una cosa dimostrata! E poi,chi mi dice che magari non ci sono stati anche altri casi di bambini Down guariti,magari anche senza la NMG?Certo che la medicina ufficiale non verrà mai a raccontarcelo,gli fa troppo comodo tenere la gente all'oscuro,così può continuare a intimorire le persone con lo spauracchio delle malattie incurabili,e può continuare a vendere farmaci e a guadagnarci,quando invece da quelle malattie si può guarire tranquillamente e senza processi e metodi complicati! ==3== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=210</ref> Alì Babà Posted Sep 23, 2006 at 8:41 PM user 3229368 Bergamo, IT 3rd Post Su questo sito ho scoperto delle cose scandalose! www.aerrepici.org Andate a leggere cosa fanno ai malati,oppure come fanno a truccare le statistiche per inventarsi che la gente guarisce!Come fanno i medici a non vergognarsi di quello che fanno?Hanno un bel coraggio a dire che la medicina serve a qualcosa,che cura la gente!Loro sanno benissimo come far guarire i tumori,ma non lo fanno perché così possono contiuare a guadagniare vendendo i farmaci!! Lo sapevate che ogni volta che un malato è dimesso dall?ospedale loro lo considerano guarito?E che se un malato muore cinque anni e un giorno dopo la sua diagnosi,lo considerano lo stesso guarito? Sono sconvolto!perché nessuno ce le racconta queste cose?Sono tutti corrotti,ecco perché nessuno ce lo viene a raccontare!Che mondo di m***a! ==4== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=330</ref> Alì Babà Posted Okt 2, 2006 at 10:47 AM user 3229368 Bergamo, IT 4th Post Navigando e continuando a cercare,ho scoperto questo dottore Tullio Simoncini. www.curenaturalicancro.org Lui ha scoperto che la vera causa dei tumori è la candida,e che basta il bicarbonato di sodio per guarire anche i tumori terminali con grandi probabilità di successo.Parla di 90% di guarigione nei non-terminali,e 50% di guarigione nei terminali.Il suo sito mi sembra serio,e poi porta le prove,un sacco di documentazione scientifica,e anche alcuni esempi di casi da lui guariti,con immagini di TAC che dimostrano il tumore prima e dopo della cura col bicarbonato,e le dichiarazioni autentiche dei pazienti guariti. Però lui dice che le teorie di Hamer non sono esatte,anche se potrebbero avere qualche valore.Non so più a chi credere,chi ha ragione...il dottor Simoncini dimostra che la sua cura funziona,mentre nei siti di Hamer non ci sono testimonianze così convincenti,con immagini e tutto il resto.Insomma,non so più cosa pensare e a chi credere.Se ha ragione Hamer,i microbi sono amici,se ha ragione Simoncini invece la candida che è un microbo,è la causa di ogni tumore,e non è tanto amica... ==5== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=330</ref> Alì Babà Posted Okt 3, 2006 at 5:03 PM user 3229368 Bergamo, IT 5th Post Ciao Ali Babà, non conosco il Simoncini e la sua teoria, e quindi potrebbe essere anche corretta e allo stesso tempo non in contrasto con la NMG. Ciao Belli, una volta sono andato a sentire Simoncini in un congresso. Se per la med uff il paradigma è "la cellula impazzita" per lui è "il nemico è un fungo". Comunque ho capito perchè ha avuto noie giudiziare e gli è andata anche striscia la notizia.... non si può spacciare il bicarbonato come una cura miracolosa! Anche se aiuta non è la panacea. Meno male che la forza della Nuova Medicina Germanica è il fatto di essere un sistema diagnostico. Se stiamo in questo e in tutto ciò che comporta ce la faremo....+ VI ASPETTO A ROMMMMMAAAAAA!!!!!!!!!!!!! Perchè secondo te il bicarbonato non funziona?Guarda che sul suo sito puoi vedere le foto di prima e di dopo la cura con il bicarbonato,e si vede benissimo che i tumori sono scomparsi!!Qui non si può dire che le prove non ci sono!Le persone guarite hanno scritto e firmato le loro testimonianze,le puoi leggere,c'è anche una che parla in un video per raccontare il bene che le ha fatto il dottor Simoncini!E poi,per me le sue teorie non possono andare daccordo con quelle di Hamer,sono all'opposto. ==6== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=680</ref> Alì Babà Posted Nov 24, 2006 at 10:45 AM user 3229368 Bergamo, IT 6th Post Ho bisogno di sapere come sta quella ragazza che aveva un tumore alla testa(o al cervello,non mi ricordo bene) e che sembrava guarita dopo aver seguito le terapie del dottor Hamer.E' guarita davvero?Sta bene adesso?Non ha avuto effetti collaterali?Ha fatto gli esami ed è risultato che non ha più tracce del tumore?Mi serve davvero saperlo! La massa che sentivo nella mia pancia è peggiorata decisamente.Io ho provato a riflettere sul conflitto che l'aveva provocata,ero sicuro di averlo risolto,ma non ne ha voluto sapere di andarsene o anche solo di rimpicciolirsi,anzi è ingrandita e ha cominciato a farmi male e a darmi pesanti disturbi,non riesco quasi più ad andare di corpo,ho la pancia gonfia come un palloncino,tutta dura e che se premo fa male,ho perso 13 Kg in poco tempo.Purtroppo,anche se io non volevo assolutamente andare dai dottori,ho avuto un'emmoragia intestinale che mi ha quasi fatto morire,e mi hanno ricoverato in rianimazione,mi hanno fatto delle trasfusioni e mi hanno salvato la vita.Hanno fatto anche alcuni esami,e mi hanno detto che la situazione è seria.Mi hanno rimproverato perché se mi facevo visitare prima,appena mi ero accorto della massa, forse bastava un'operazione per togliere il tumore,quando era ancora piccolo e non aveva fatto metastasi,invece adesso è tutto più complicato.Adesso la massa è di 15 cm x 10 cm circa e ci sono numerose metastasi.Loro volevano operarmi subito per toglierla,perché blocca l'intestino e non fa quasi più passare il cibo,e cominciare le terapie di chemio e radio,ma io mi sono rifiutato.Hanno insistito,ma non ho cambiato idea e gli ho detto che conosco una persona che può farmi guarire anche senza tutte quelle diavolerie e senza aprirmi la pancia.Per questo vorrei sapere se davvero quella ragazza è guarita davvero e definitivamente.Stamattina,appena tornato dall'ospedale,ho scritto all'Alba per chiedere un aiuto,e poi sono venuto qui a chiedere un aiuto anche a voi.Qualcuno sa qualcosa di quella ragazza?Vi prego,è importante per me saperlo,devo decidere se procedere con la nuova medicina o se decidere di farmi fare l'operazione. ==7== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=680</ref> Alì Babà Posted Nov 26, 2006 at 6:35 PM user 3229368 Bergamo, IT 7th Post Vi ringrazio che siete stati così gentili con me,però nessuno mi ha ancora risposto a quello che chiedevo,cioè se qualcuno può dirmi qualcosa di quella ragazza col tumore al cervello.Mi serve sapere come sta e se è guarita davvero del tutto. Io non ho nessuna intenzione di farmi mettere le mani e i ferri addosso da quei macellai,anche se sono chirurghi della nuova medicina.Ho fede nelle capacità di autoguarigione del mio corpo,e non voglio nessun tipo di intervento da fuori,che non farà altro che fare ancora ulteriori danni.E' già tanto se gli ho permesso di farmi le trasfusioni,solo perché ero in stato di incoscienza e non ho potuto rifiutare,altrimenti gli impedivo di darmi il sangue di altre persone,che chissà cosa gli hanno messo dentro e non te lo dicono,e magari poi ti trovi con chissà quale malattia e devi curarti anche quella.Comunque le trasfusioni me le hanno fatte perché in casi di emergenza possono decidere anche senza il parere dell'ammalato,ma se dovesse succedere ancora lascerò scritto che non voglio nessun trattamento medico.Mi hanno dato anche delle medicine da prendere,ma le ho buttate via subito,non ne voglio sapere di quelle porcherie. Per rispondere ad alcuni che me l'anno chiesto,non sono seguito da nessun medico di nuova medicina,ho scritto all'Alba per avere consigli,ma mi hanno risposto con una e-mail strana,mi sembra che non abbiano neanche letto quello che gli ho scritto io,mi hanno detto che è il malato in persona a voler seguire questa strada,ma chi sono io se non il malato in persona?Poi mi hanno detto che non possono darmi le informazioni che chiedevo.Ma allora che ci sta a fare l'indirizzo e-mail se poi non possono darti informazioni e aiuto?Boh. Se la nuova medicina non mi sembrerà una buona soluzione,proverò col bicarbonato di sodio del dottor Simoncini,poi magari con l'aloe,o con la tisana essiac,o con qualunque altra cosa che sia utile per i tumori.Ma farmi aprire la pancia o fare la chemio mai e poi mai!Non mi affiderò mai a quegli assassini,è già tanto se mi hanno tenuto ricoverato alcuni giorni,solo perché ero troppo debole per andarmene,ma appena ho potuto ho firmato e sono uscito da quel luogo di tortura e morte che è l'ospedale. Il mio corpo guarirà anche da solo,se è destino,altrimenti vorrà dire che qualcuno aveva deciso così per me,e chi sono io per dire che non è giusto e che devo cambiare il corso del mio destino? Non credo che la mia situazione dipenda da un binario,il conflitto l'ho effettivamente e completamente risolto tempo fa,e la comparizione della malattia è avvenuta tempo dopo.Insomma,la malattia è legata a quel conflitto,ma adesso quel conflitto non esiste più e io stavo benissimo,non ci pensavo proprio più,ero completamente sereno e tranquillo,era tutto risolto bene.Per questo non mi so spiegare del tutto perché il tumore non sia guarito da solo,evidentemente per me è destino che vada così,non so cos'altro dire. ==commento== Questo messaggio del 26 novembre 2006 è il suo settimo e ultimo post in questo forum, e si legge gia come un addio. Aldo mostra una fiducia quasi "cieca" verso la nuova medicina germanica, ed è convinto delle sue proprie forze di guarigione. Era la costruzione semplicistica (ed assoluta) delle ipotesi ("leggi") di Hamer che hanno forse impressionato il dilettante in medicina Aldo, ma forse anche le anedotti di pazienti curati con la nmg che lo hanno influenzato, e dei quali chiedeva informazioni, e che nessuno poteva dare. Aldo sembra di essere stato un aderente fedele alla NMG. Solo pocchi erano scioccati nel forum durante l'autunno del 2006. Chi ha dato il consiglio di trovare aiuto professionale ? Il 20 settembre ha capito che era affetto da cancro, non aveva dubbi, forse a causa della sua predisposizione genetica riportata dalla sua amica, una predisposizione tra l'altro che contradice chiaramente le ipotesi hameriane, perche non appaiano nei testi della NM e non sono compattibili con una psicogenesi del cancro nel senso della NMG. Rifiutava le cure convenzionali, di consequenza: la sua morte non è da attribuire all' uso della morfina o alla "medicina scolastica ufficiale". Secondo la NMG Aldo farebbe parte della minorità dei 2% che non sopravivono il cancro seguendo la strada terapeutica indicata da Hamer, con la sua presunta "soluzione di conflitti" della quale parla. Il 2 ottobre appaiano dubbi dopo aver letto un testo di [[Tullio Simoncini]] (un medico italiano radiato dall' ordine dei medici e condannato per omicidio colposo e truffa [http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html], che fa affermazioni critiche verso la NMG, e che invece pensa in una origine infettiva del cancro da candida albicans con la sua cura primitiva di bicarbonato del cancro. Sembra essere affascinato da questa altra idea semplicitica che sembra affiancarsi alle vecchie, sorpassate e confutate idee di un pleomorfismo di Antoine Bechamp e Günther Enderlein. Hamer invece vede in microbi (che Aldo associa con il fungo candida a.) alleati del uomo nel caso di cancro, una contradizione che Aldo non riesce a risolvere, le contradizioni lo irritano apparentemente. Sembra lasciarsi impressionare da diagramme e immagini. Il 24 novembre ci racconta di un peggioramente (aderenti parleranno forse della fase "di soluzione"), chiede conferme delle presunte guarigioni di altri pazienti che hanno seguito Hamer. Secondo Aldo, l'associazione ALBA gli manda una email assurda quando chiede aiuto. L'ultimo posting è da considerare un addio allo forum. Afferma di non essere stato curato da un medico orientato verso la NMG, sembra reagire a una sollecitazione (...Per rispondere ad alcuni che me l'anno chiesto...). Nelle sue ultime frasi parla di un suo ''destino". Ma: quale era il suo destino ? I tempi nei quali si pensava a destini nel caso di malattie sono passate, siamo responsabili anche noi per la nostra salute, nel nostro interesse e nel interesse della persone che sono vicine a noi e ai quali mancheremo un giorno. La malattia di Aldo era probabilmente la poliposi adenomatosa familiare (PAF), che determina quasi in 100% dei casi tumori intestinali e possibili metastasi. <ref>http://www.istge.it/ricerca/servizi/ce_tu/cen_poli/malattia.htm</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] a0e79d9a6d258189b1484e4f8c0884c4f32c5883 Samorindo Peci 0 110 142 2010-01-10T23:23:41Z WikiSysop 1 Creata pagina con '[[image:peci.jpg|Peci|thumb]] '''Samorindo Peci''' (detto '''Sam''', nato il 14 giugno 1961 a Colonella (Teramo) ) e' un medico, naturopata ed inventore italiano che risiede attu…' wikitext text/x-wiki [[image:peci.jpg|Peci|thumb]] '''Samorindo Peci''' (detto '''Sam''', nato il 14 giugno 1961 a Colonella (Teramo) ) e' un medico, naturopata ed inventore italiano che risiede attualmente a Milano. E' conosciuto per l'applicazione della omeopatia, ma nello stesso tempo anche della omotoxicologia <ref>http://www.gesundheitsoase-doerr.de/download/InterviewProfSamorindoPeci.pdf?5f728037816f50155a7023c6218ccc3b=1ec205757a1bb44cfea4962b4685086c</ref>, della isopatia e di una sua propria dottrina di medicina alternativa, la ''Medicina Biologica'' che in verita' a causa del vocabolario usato ma anche dei concetti fondamentali puo essere considerata di essere una delle tante copie della cosidetta [[Nuova Medicina Germanica]] nata nel 1981. Peci si era laureato in medicina il giorno 28/7/2004, all'età di 43 anni. Abilitato il giorno 30/11/2004 <ref>fonte: FNOMCeO</ref>. Secondo Peci sarebbe il vice presidente di un ''Centro Studi Antica e Nuova Scuola Salernitana'' (presidente: Prof. Mobilio di Napoli) ed era il presidente del ''Sindacato Italiano di Heilpraktiker e Naturopati'' SIEHN fino al 2005 <ref>Cari Soci del S.I.H.eN., è con un certo rammarico che mi vedo costretto a dimettermi da Presidente del Sindacato, a causa dell’incompatibilità di questa carica con la mia nuova veste di Medico Chirurgo, al quale l’Ordine dei Medici fa obbligo di denunciare tutto il personale non medico operativo, del quale venisse a conoscenza. Come alcuni sanno mi sono finalmente laureato in Medicina e Chirurgia anche in Italia, ed è la terza laurea, spero che basti, ho sostenuto l’esame di stato e sono ora pronto a dedicarmi totalmente ai miei pazienti. Questo non mi impedirà di continuare a sostenere la causa della Naturopatia, anche in sedi attualmente sordastre alle nostre istanze, ma formalmente devo lasciare la carica. Come ultimo atto da Presidente ho garantito al S.I.H.eN. il sostegno fattivo di CONFINTESA, a cui siamo federati dall’anno scorso. Proprio in questo momento, in cui occorre opporsi alla fuorviante proposta dell’on. Lucchese, l’appoggio operativo di Confintesa è essenziale, davanti a ex-sindacati di astrologi che si tramutano in agopuntori e vantano il diritto esclusivo di rappresentanza degli Operatori Olistici. A noi di raccoglere tutti non interessa, siamo nati come sindacato di naturopati e questo vogliamo essere, ma voglio ricordare che tutti i sindacati in Italia hanno gli stessi diritti e che affermare il contrario è un reato penale. Il S.I.H.eN. è nato da una mia idea, sorta a furia di frequentare gli Heilpraktiker tedeschi, rendendomi sempre più conto di quanto loro potessero fare, mentre noi lavoravamo nel sottoscala. Era il 1998, poi nel 2000 abbiamo dovuto ricostituirlo con atto notarile e da lì siamo partiti con un bel lavoro sul territorio che ha portato all’apertura di 10 sedi regionali. Culmine della nostra visibilità sono stati i due congressi mondiali di medicina naturale svoltisi nell’ottobre 2001 a Milano e nel giugno 2002 a Rimini e poi tanto, tanto lavoro in sordina, a livello regionale e nazionale, per il riconoscimento della figura professionale. In questi ultimi anni l’impegno per la legge è stato portato avanti soprattutto dalla Dr.ssa Termali, come sapete, mentre io mi prendevo il tempo indispensabile per ultimare gli studi. Lasciare la propria creatura è sempre dura, ma so di lasciarla in buone mani; la dedizione di Vera alla causa è totale, al punto di aver abbandonato buona parte della sua attività professionale per star dietro alle problematiche del riconoscimento. Altrettanto impegno mi aspetto dai presidenti delle delegazioni regionali, che devono essere di stimolo all’attività della sede e adoperarsi sempre più affinchè la Naturopatia diventi la prima scelta del cittadino, non l’ultima spiaggia a cui rivolgersi quando tutto appare perduto. Alcuni mi hanno detto fra il serio e il faceto: "Traditore, ti sei schierato con il nemico", ma io non credo che si debba ragionare così. Il futuro e il successo della sanità passano per l’integrazione delle medicine e delle tecniche. E’ questa la figura di Naturopata che porta avanti il S.I.H.eN. Certo a me personalmente il vestito della Naturopatia era diventato stretto. Da quando ho sviluppato i concetti della Medicina Biologica, il mio approccio alla malattia ha subito una svolta e come naturopata non potevo trattare pazienti oncologici senza mettermi continuamente nei guai. Ho costituito un gruppo di lavoro di Medicina Biologica che porta avanti il progetto di una fondazione che permetterà un più facile accesso dei cittadini a questa metodica. Ho portato la Medicina Biologica nelle aule universitarie, facendone approvare i principi, grazie al mio incarico di docente all’Università Statale di Ancona e so di essere l’unico in Italia. La mia esperienza in ospedale mi ha fatto capire ancor meglio le dinamiche del sistema e mi ha convinto sempre più delle competenze che il naturopata deve avere per potersi confrontare con una casta ancora chiusa, competenze che non possono derivargli da una formazione di basso livello. Solamente se la naturopatia andrà a far parte del settore sanitario, essa potrà sopravvivere. Una normativa nelle DBN ci precluderebbe ogni possibilità di arrivare a incidere sulla vita di una sempre più vasta parte della popolazione e contribuire ad un salto di qualità di tutto il nostro Paese. Purtroppo nel mondo della Naturopatia c’è ancora molta approssimazione, poca coesione e assenza di etica. Diffidate sempre di chi vuole ridurre la Naturopatia ad una consulenza, fondata soltanto sulle chiacchere e senza strumenti operativi; diffidate e combattete questa gente che pensa soltanto a salvaguardare la propria scuola e se ne strafrega del vostro lavoro. In questi giorni, finalmente dopo anni di tentativi, si intravedono possibilità fino ad ora insperate di presentarsi compatti davanti al legislatore. Il S.I.H.eN. continuerà a perseguire questa unità che sola ci permetterà di far ascoltare la nostra voce. Quindi, avanti con determinazione! Voglio ancora ringraziare Vera che è stata il pilastro con il suo incarico di segretario di questo Sindacato, quindi la guida non è cambiata.Un abbraccio Samorindo Peci.</ref>, quando ha passato il timone alla sua moglie. Secondo il contenuto della pagina web ''ossigenoozono.t'' <ref>Registrant: Società Scientifica Italiana di Ossigeno-Ozono Terapia, Address: Via Passo del Vivione, 7. Bergamo 24100 </ref> Peci sarebbe direttore scientifico di una rivista di pubblicazioni scientifiche londinese di oncologia online www.pubmedeurope.com <ref>da: http://www.ossigenoozono.it/CVPeci.htm </ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Pubmedeurope4.jpg</ref>. ==le invenzioni e brevetti== [[image:ebf.jpg|EBF|thumb]] Peci si fa notare come inventore di uno strano strumento denominato EBF (dal tedesco ''Eigen Bio-Frequenz'') <ref>Peci S, Dalle Biofrequenze all'Eigen Bio-Frequenz. Universita' pop. Scienze - selfbook.it</ref> che sarebbe in italiano ''biofrequenza'' intrinseca), e del quale non vuole rilevare i dettagli. Si tratterebbe di un apparecchio che non consumerebbe corrente elettrica e che sarebbe in grado di ''captare'' nello stesso tempo ''biofrequenze'' ipotetiche di provenienza sia di un essere umano sia di un farmaco. Inoltre sarebbe in grado di ''molteplicare'' presunte frequenze di farmaci e sarebbe adattato ad un ''riordino delle costellazioni'' precisa Peci. Non specifica il suo uso particolare del termine fisico ''frequenza''. ==Peci e la [[Nuova Medicina Germanica]] secondo il guaritore tedesco [[Ryke Geerd Hamer]]== [[image:hamerpecitermali.jpg|Hamer e Peci con moglie|left|thumb]] Sul sito di una scuola privata milanese per naturopati (OSN Operatore Sanitario Naturopata), denominata ''Università Popolare Scienze Umane'' (Direttore: S. Peci, sede : via Ronchi 16/8 20134 Milano, con proprio sito internet), e in un suo libro <ref>Peci S: Organon. Codici Biologici. Selfbook.it</ref> Peci attira clienti per la sua medicina biologica, che basa sulla [[Nuova Medicina Germanica]] pseudomedica del guaritore pluri-pregiudicato ed antisemita tedesco [[Ryke Geerd Hamer]] (ancora latitante in norvegia) <ref>...Corso di formazione per l’apprendimento delle leggi biologiche, applicate all’uomo secondo i principi della Nuova Medicina... Partendo dagli studi sul cervello di Broca, Pienfeld, Goldensohn e Hamer, la Medicina Biologica permette di ottimizzare l'intervento naturopatico a seconda delle peculiarità dei disturbi del cliente. La conoscenza delle correlazioni fra foglietti embrionali, organi e conflitti offre una chiave di lettura che unisce tutte le tecniche anche le più energetiche....e cosi via. Da: http://www.unimi.org/index.php</ref> <ref>http://www.unimi.org/modules/corsi/locandina%20corso%20codici%20biologici.pdf</ref> <ref>La Nuova Medicina prima e dopo Hamer Data: 26/10/2004 News: Si tiene a Milano il 13 e 14 novembre, 27 e 28 novembre e 11 e 12 dicembre un corso di Medicina Biologica, tenuto dal Dott. Samorindo Peci. Esso offre un approccio pratico alla terapia secondo la Nuova Medicina, metodica messa a punto dal Dott. Hamer La contemporaneità della manifestazione della malattia su psiche, cervello e organo, la bifasicità della malattia, il conflitto biologico e non psicologico alla base della malattia, la diagnosi di tutte le malattie attraverso la TAC del cervello sono i punti salienti di questa metodica. E in più l'approccio terapeutico, quello che rimane sempre più nel vago, quello che fa diventare la Nuova Medicina Medicina Biologica, frutto di esperienza e studio di centinaia di casi. Tutte le info su www.unimi.org</ref>. Il lato economico di questa "università" è affidato alla Onlus "Fondazione Ricercatori per la Vita", fondada nel 2006 dallo stesso Samorindo Peci. La scuola offre il prodotto ''Crediti ECM (=Educazione Continua in Medicina), codici biologici'' a persone con i requisiti ''nessuno'' e con una durata di ''due week-end lunghi'' <ref>http://www.emagister.it/corso_codici_biologici-ec2317883.htm</ref>. Peci veniva considerato di essere un ''esperto di Nuova Medicina'', publicava opere come ''Peci Samorindo: I problemi visivi secondo la nuova medicina di Hamer'' o ''Samorindo Peci: La nuova medicina biologica che si ispira al Dr.Hamer''. Secondo Peci, l'ex-medico Hamer sarebbe anzi ''professore'' e ''fisico''<ref>http://www.blogoltre.it/inchieste/altramedicina/samorindopeci.html</ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Pecihamer1.jpg</ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Pecihamer2.jpg</ref>, ma neanche Hamer si considera professore universitario o fisico. I due tentativi di Hamer di diventare professore universitario sono falliti invece (Tübingen/Trnava, vedi: [[Ryke Geerd Hamer (italiano)]]) e Hamer non e' mai stato fisico, parla solo di alcune lezioni di fisica che avrebbe seguito. Una eventuale laurea in fisica sarebbe sicuramente stata strumentalizzata da Hamer, e nei documenti processuali una eventuale laurea in fisica non viene mai tematizzata. Peci veniva citato di aver mostrato la presunta effetivita' di questo metodo pseudomedico ed inefficace non solo su se stesso ma anche nel caso di centinaia di propri pazienti e di essere in grado di offrire consigli utili per risolvere presunti ''conflitti biologici'' (gergo di Hamer) che sarebbero alla base di tutte le malattie ed in particolare il cancro<ref>http://www.worldpeacecongress.net/it/2004/relatori/perci.htm</ref> <ref>http://www.worldpeacecongress.net/en/2004/speakers/perci.htm</ref>. Dopo una iniziale collaborazione con l'associazione [[ALBA]] ed il suo presidente [[Marco Pfister]], ha preso nel 2005 le sue distanze da questa associazione e Hamer <ref> Inviato da : samorindo Martedì, 15 Marzo 2005 - 03:23 Sono costretto a prendere questa posizione ..... Con il congresso di Rimini, da me organizzato, è finito il mio rapporto con il Dott. Hamer; lo sappiamo bene io e lui visto che ci siamo mandati raccomandate in tempi non sospetti " cioè quando ancora era libero". Una delle questioni riguarda i nervi cranici, una mia intuizione che ora vedo divulgata da persone che non ne sanno niente, e che io ufficialmente diffido. Mentre nel Testamento i nervi cranici erano descritti in tre pagine, io consegnavo dispense di 150 pagine ai miei corsisti, poi le stesse pagine le ho ritrovate nei corsi di altri relatori senza che loro sapessero di che cosa si stesse parlando. Chi frequenta i miei corsi sa quali sono le ulteriori motivazioni, non mi interessa ripeterle qui. Io pratico un modello che si chiama "Medicina Biologica"; l'ho sempre detto: mi ispiro a tanti personaggi della Medicina e non; non posso negare che ci sono modelli comuni ma il 70% è completamente diverso, perchè in principal modo mi ispiro alla mia intelligenza e alla mia conoscenza. Chi è interessato viene da me o dai miei collaboratori per la Medicina Biologica, chi vuole seguire la nuova medicina vada da altri. Io affermo con certezza assoluta che queste persone non sanno niente di Neurologia, di Radiologia, di Psicologia, di Anatomia, di Fisiologia, di Patologia e tanto meno hanno un' idea di cosa vuol dire Medicina. Non tutte le Vanna Marchi sono sotto processo, io non voglio avere niente a che fare con loro, non voglio che il mio nome compaia al loro fianco, né al fianco di chi li appoggia in iniziative di divulgazione sul territorio, iniziative di pura convenienza economica. Io, con la mia famiglia e pochi amici, ho passato momenti difficili, procure addosso, situazioni legali per anni, otto avvisi di garanzia per segnalazione da parte dei Medici e dei Nas, tutte le volte assolto perchè il fatto non sussiste; ho combattuto queste battaglie da solo, pensate che mi possa tirare indietro di fronte a questi pellegrini che divulgano pensieri di cui non conoscono il contenuto.Sarò la prima spina nel fianco di queste persone; le invito, se leggono questo messaggio, a rientrare nei loro ruoli di idraulici, baristi, muratori etc. e a lasciar perdere la Medicina perchè è una cosa seria, altrimenti provvederò io a farlo. E voi tutti non chiamatemi per la nuova medicina: io non ne voglio sapere. Prof. Dott. Samorindo Peci</ref>, denomina ora il suo presidente ''il barista di Lugano'' e dichiara di non applicare la NMG secondo Hamer. D'altro lato, ALBA avrebbe vietato a Peci di usare il marchio registrato ''Nuova Medicina'', quando era autorizzata ad usarela. Hamer, nel fratempo, ha vietato anche a ALBA di usare questo marchio. Il medico Paolo Rossaro, che attualmente è sotto inchiesta della procura di Padova perche averebbe applicato la NMG in vano e con esito fatale ad alcuni dei suoi pazienti, è anche "docente" presso la scuola milanese sopranominata e gestita da Samorindo Peci <ref>http://www.unimi.org/modules.php?op=modload&name=docenti&file=index giorno: 16.5.08</ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Unimirossaro2.jpg</ref>. Uno dei pazienti di Rossaro era un ragazzo di 21 anni affetto da linfoma di Hodgkin, curabile per oltre il 90% con le terapie standard. Ma è morto, così come Anna Tosin (o Anna Tonini), una donna affetta da tumore al seno ed ex paziente di Rossaro. I periti nominati dal pm hanno stabilito che, se curati, questi pazienti si sarebbero potuti salvare <ref>http://www.dossierhamer.it/rossaro.html</ref>. ==il ''progetto Maiolo''== Per portare avanti la sua ''medicina biologica'', Peci chiedeva un millione di Euro dai suoi seguaci per costruire un centro nel comune di Maiolo con allevamento di Lama. I soldi finalmente non furono versati <ref>http://www.samorindopeci.it/modules.php?op=modload&name=Downloads&file=index&req=getit&lid=52 </ref>. ==Perplessita' e contradizioni== Peci dichiara di aver pubblicato un grande numero di articoli scientifici. Pero': le banche dati scientifiche e ''google scholar'' non lo conoscono afatto, e le sue pubblicazioni appaiano sui propri siti <ref>www.samorindopeci.it</ref> <ref>www.pubmedeurope.com</ref> o in libri propri pubblicati su selfbook.it. Il servizio eigenfactor.org dell'universita di Washington non conosce la sua pubblicazione online pubmedeurope. Il ''Web of Science'' della Thomson Scientific no la conosce ed il ''Journal Citation Reports'' non la conosce. Il suo ''journal impact factor'' e' dunque zero. Sia il suo sito www.pubmedeurope.com <ref>registrant: Samorindo Peci</ref>, e sia il sito www.unimi.org fanno pensare ad altri siti ben conosciuti e famosi nell'ambito scientifico come www.pubmed.org (la medline) o la www.unimi.it (universita degli studi di Milano). Gli errori d'inglese sul sito pubmedeurope.com (che pretende di provenire da Londra, ma che appare nel internet con IP 217.70.144.96 incubatec Srl di I - 39046 St.Ulrich - Ortisei (BZ) Location: Italy) lasciano seri dubbi circa la sua provvenienza e nutrono il sospetto che questo sito potrebbe essere utile solo per la divulgazione di proprie convinzioni e non per l'informazione scientifica. L'applicazione contemporanea sia dell'omeopatia hahnemanniana classica e sia dell'isopatia e della omotoxicologia e della medicina scientifica moderna (evidence-based, basata sulle prove) e' solo possibile ignorando nell stesso tempo le grandi contradizioni tra questi sistemi. Isopatia e omeopatia non sono compattibili per esempio. ==opere== *Peci Samorindo: Organon codici biologici. 2006, editore: Unimi *Peci Samorindo: Dalle biofrequenze all'Eigen-Biofrequenz. 2006, editore: Unimi ==Weblinks== *http://www.samorindopeci.it/ *http://grazieperche.blogspot.com/2006_09_01_archive.html *http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=13682 *httpx://pubmedeurope.com/pubblicazioni/modules/lavori/il%20mito%20dell'omlogia.pdf ==riferimenti== <references/> 704c3a4390040e256442dd61248c5a9113a7d1aa 146 142 2010-01-10T23:26:01Z WikiSysop 1 /* Peci e la Nuova Medicina Germanica secondo il guaritore tedesco Ryke Geerd Hamer */ wikitext text/x-wiki [[image:peci.jpg|Peci|thumb]] '''Samorindo Peci''' (detto '''Sam''', nato il 14 giugno 1961 a Colonella (Teramo) ) e' un medico, naturopata ed inventore italiano che risiede attualmente a Milano. E' conosciuto per l'applicazione della omeopatia, ma nello stesso tempo anche della omotoxicologia <ref>http://www.gesundheitsoase-doerr.de/download/InterviewProfSamorindoPeci.pdf?5f728037816f50155a7023c6218ccc3b=1ec205757a1bb44cfea4962b4685086c</ref>, della isopatia e di una sua propria dottrina di medicina alternativa, la ''Medicina Biologica'' che in verita' a causa del vocabolario usato ma anche dei concetti fondamentali puo essere considerata di essere una delle tante copie della cosidetta [[Nuova Medicina Germanica]] nata nel 1981. Peci si era laureato in medicina il giorno 28/7/2004, all'età di 43 anni. Abilitato il giorno 30/11/2004 <ref>fonte: FNOMCeO</ref>. Secondo Peci sarebbe il vice presidente di un ''Centro Studi Antica e Nuova Scuola Salernitana'' (presidente: Prof. Mobilio di Napoli) ed era il presidente del ''Sindacato Italiano di Heilpraktiker e Naturopati'' SIEHN fino al 2005 <ref>Cari Soci del S.I.H.eN., è con un certo rammarico che mi vedo costretto a dimettermi da Presidente del Sindacato, a causa dell’incompatibilità di questa carica con la mia nuova veste di Medico Chirurgo, al quale l’Ordine dei Medici fa obbligo di denunciare tutto il personale non medico operativo, del quale venisse a conoscenza. Come alcuni sanno mi sono finalmente laureato in Medicina e Chirurgia anche in Italia, ed è la terza laurea, spero che basti, ho sostenuto l’esame di stato e sono ora pronto a dedicarmi totalmente ai miei pazienti. Questo non mi impedirà di continuare a sostenere la causa della Naturopatia, anche in sedi attualmente sordastre alle nostre istanze, ma formalmente devo lasciare la carica. Come ultimo atto da Presidente ho garantito al S.I.H.eN. il sostegno fattivo di CONFINTESA, a cui siamo federati dall’anno scorso. Proprio in questo momento, in cui occorre opporsi alla fuorviante proposta dell’on. Lucchese, l’appoggio operativo di Confintesa è essenziale, davanti a ex-sindacati di astrologi che si tramutano in agopuntori e vantano il diritto esclusivo di rappresentanza degli Operatori Olistici. A noi di raccoglere tutti non interessa, siamo nati come sindacato di naturopati e questo vogliamo essere, ma voglio ricordare che tutti i sindacati in Italia hanno gli stessi diritti e che affermare il contrario è un reato penale. Il S.I.H.eN. è nato da una mia idea, sorta a furia di frequentare gli Heilpraktiker tedeschi, rendendomi sempre più conto di quanto loro potessero fare, mentre noi lavoravamo nel sottoscala. Era il 1998, poi nel 2000 abbiamo dovuto ricostituirlo con atto notarile e da lì siamo partiti con un bel lavoro sul territorio che ha portato all’apertura di 10 sedi regionali. Culmine della nostra visibilità sono stati i due congressi mondiali di medicina naturale svoltisi nell’ottobre 2001 a Milano e nel giugno 2002 a Rimini e poi tanto, tanto lavoro in sordina, a livello regionale e nazionale, per il riconoscimento della figura professionale. In questi ultimi anni l’impegno per la legge è stato portato avanti soprattutto dalla Dr.ssa Termali, come sapete, mentre io mi prendevo il tempo indispensabile per ultimare gli studi. Lasciare la propria creatura è sempre dura, ma so di lasciarla in buone mani; la dedizione di Vera alla causa è totale, al punto di aver abbandonato buona parte della sua attività professionale per star dietro alle problematiche del riconoscimento. Altrettanto impegno mi aspetto dai presidenti delle delegazioni regionali, che devono essere di stimolo all’attività della sede e adoperarsi sempre più affinchè la Naturopatia diventi la prima scelta del cittadino, non l’ultima spiaggia a cui rivolgersi quando tutto appare perduto. Alcuni mi hanno detto fra il serio e il faceto: "Traditore, ti sei schierato con il nemico", ma io non credo che si debba ragionare così. Il futuro e il successo della sanità passano per l’integrazione delle medicine e delle tecniche. E’ questa la figura di Naturopata che porta avanti il S.I.H.eN. Certo a me personalmente il vestito della Naturopatia era diventato stretto. Da quando ho sviluppato i concetti della Medicina Biologica, il mio approccio alla malattia ha subito una svolta e come naturopata non potevo trattare pazienti oncologici senza mettermi continuamente nei guai. Ho costituito un gruppo di lavoro di Medicina Biologica che porta avanti il progetto di una fondazione che permetterà un più facile accesso dei cittadini a questa metodica. Ho portato la Medicina Biologica nelle aule universitarie, facendone approvare i principi, grazie al mio incarico di docente all’Università Statale di Ancona e so di essere l’unico in Italia. La mia esperienza in ospedale mi ha fatto capire ancor meglio le dinamiche del sistema e mi ha convinto sempre più delle competenze che il naturopata deve avere per potersi confrontare con una casta ancora chiusa, competenze che non possono derivargli da una formazione di basso livello. Solamente se la naturopatia andrà a far parte del settore sanitario, essa potrà sopravvivere. Una normativa nelle DBN ci precluderebbe ogni possibilità di arrivare a incidere sulla vita di una sempre più vasta parte della popolazione e contribuire ad un salto di qualità di tutto il nostro Paese. Purtroppo nel mondo della Naturopatia c’è ancora molta approssimazione, poca coesione e assenza di etica. Diffidate sempre di chi vuole ridurre la Naturopatia ad una consulenza, fondata soltanto sulle chiacchere e senza strumenti operativi; diffidate e combattete questa gente che pensa soltanto a salvaguardare la propria scuola e se ne strafrega del vostro lavoro. In questi giorni, finalmente dopo anni di tentativi, si intravedono possibilità fino ad ora insperate di presentarsi compatti davanti al legislatore. Il S.I.H.eN. continuerà a perseguire questa unità che sola ci permetterà di far ascoltare la nostra voce. Quindi, avanti con determinazione! Voglio ancora ringraziare Vera che è stata il pilastro con il suo incarico di segretario di questo Sindacato, quindi la guida non è cambiata.Un abbraccio Samorindo Peci.</ref>, quando ha passato il timone alla sua moglie. Secondo il contenuto della pagina web ''ossigenoozono.t'' <ref>Registrant: Società Scientifica Italiana di Ossigeno-Ozono Terapia, Address: Via Passo del Vivione, 7. Bergamo 24100 </ref> Peci sarebbe direttore scientifico di una rivista di pubblicazioni scientifiche londinese di oncologia online www.pubmedeurope.com <ref>da: http://www.ossigenoozono.it/CVPeci.htm </ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Pubmedeurope4.jpg</ref>. ==le invenzioni e brevetti== [[image:ebf.jpg|EBF|thumb]] Peci si fa notare come inventore di uno strano strumento denominato EBF (dal tedesco ''Eigen Bio-Frequenz'') <ref>Peci S, Dalle Biofrequenze all'Eigen Bio-Frequenz. Universita' pop. Scienze - selfbook.it</ref> che sarebbe in italiano ''biofrequenza'' intrinseca), e del quale non vuole rilevare i dettagli. Si tratterebbe di un apparecchio che non consumerebbe corrente elettrica e che sarebbe in grado di ''captare'' nello stesso tempo ''biofrequenze'' ipotetiche di provenienza sia di un essere umano sia di un farmaco. Inoltre sarebbe in grado di ''molteplicare'' presunte frequenze di farmaci e sarebbe adattato ad un ''riordino delle costellazioni'' precisa Peci. Non specifica il suo uso particolare del termine fisico ''frequenza''. ==Peci e la [[Nuova Medicina Germanica]] secondo il guaritore tedesco [[Ryke Geerd Hamer]]== [[image:hamerpecitermali.jpg|Hamer e Peci con moglie|left|thumb]] Sul sito di una scuola privata milanese per naturopati (OSN Operatore Sanitario Naturopata), denominata ''Università Popolare Scienze Umane'' (Direttore: S. Peci, sede : via Ronchi 16/8 20134 Milano, con proprio sito internet), e in un suo libro <ref>Peci S: Organon. Codici Biologici. Selfbook.it</ref> Peci attira clienti per la sua medicina biologica, che basa sulla [[Nuova Medicina Germanica]] pseudomedica del guaritore pluri-pregiudicato ed antisemita tedesco [[Ryke Geerd Hamer]] (ancora latitante in norvegia) <ref>...Corso di formazione per l’apprendimento delle leggi biologiche, applicate all’uomo secondo i principi della Nuova Medicina... Partendo dagli studi sul cervello di Broca, Pienfeld, Goldensohn e Hamer, la Medicina Biologica permette di ottimizzare l'intervento naturopatico a seconda delle peculiarità dei disturbi del cliente. La conoscenza delle correlazioni fra foglietti embrionali, organi e conflitti offre una chiave di lettura che unisce tutte le tecniche anche le più energetiche....e cosi via. Da: http://www.unimi.org/index.php</ref> <ref>http://www.unimi.org/modules/corsi/locandina%20corso%20codici%20biologici.pdf</ref> <ref>La Nuova Medicina prima e dopo Hamer Data: 26/10/2004 News: Si tiene a Milano il 13 e 14 novembre, 27 e 28 novembre e 11 e 12 dicembre un corso di Medicina Biologica, tenuto dal Dott. Samorindo Peci. Esso offre un approccio pratico alla terapia secondo la Nuova Medicina, metodica messa a punto dal Dott. Hamer La contemporaneità della manifestazione della malattia su psiche, cervello e organo, la bifasicità della malattia, il conflitto biologico e non psicologico alla base della malattia, la diagnosi di tutte le malattie attraverso la TAC del cervello sono i punti salienti di questa metodica. E in più l'approccio terapeutico, quello che rimane sempre più nel vago, quello che fa diventare la Nuova Medicina Medicina Biologica, frutto di esperienza e studio di centinaia di casi. Tutte le info su www.unimi.org</ref>. Il lato economico di questa "università" è affidato alla Onlus "Fondazione Ricercatori per la Vita", fondada nel 2006 dallo stesso Samorindo Peci. La scuola offre il prodotto ''Crediti ECM (=Educazione Continua in Medicina), codici biologici'' a persone con i requisiti ''nessuno'' e con una durata di ''due week-end lunghi'' <ref>http://www.emagister.it/corso_codici_biologici-ec2317883.htm</ref>. Peci veniva considerato di essere un ''esperto di Nuova Medicina'', publicava opere come ''Peci Samorindo: I problemi visivi secondo la nuova medicina di Hamer'' o ''Samorindo Peci: La nuova medicina biologica che si ispira al Dr.Hamer''. Secondo Peci, l'ex-medico Hamer sarebbe anzi ''professore'' e ''fisico''<ref>http://www.blogoltre.it/inchieste/altramedicina/samorindopeci.html</ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Pecihamer1.jpg</ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Pecihamer2.jpg</ref>, ma neanche Hamer si considera professore universitario o fisico. I due tentativi di Hamer di diventare professore universitario sono falliti invece (Tübingen/Trnava, vedi: [[Ryke Geerd Hamer]]) e Hamer non e' mai stato fisico, parla solo di alcune lezioni di fisica che avrebbe seguito. Una eventuale laurea in fisica sarebbe sicuramente stata strumentalizzata da Hamer, e nei documenti processuali una eventuale laurea in fisica non viene mai tematizzata. Peci veniva citato di aver mostrato la presunta effetivita' di questo metodo pseudomedico ed inefficace non solo su se stesso ma anche nel caso di centinaia di propri pazienti e di essere in grado di offrire consigli utili per risolvere presunti ''conflitti biologici'' (gergo di Hamer) che sarebbero alla base di tutte le malattie ed in particolare il cancro<ref>http://www.worldpeacecongress.net/it/2004/relatori/perci.htm</ref> <ref>http://www.worldpeacecongress.net/en/2004/speakers/perci.htm</ref>. Dopo una iniziale collaborazione con l'associazione [[ALBA]] ed il suo presidente [[Marco Pfister]], ha preso nel 2005 le sue distanze da questa associazione e Hamer <ref> Inviato da : samorindo Martedì, 15 Marzo 2005 - 03:23 Sono costretto a prendere questa posizione ..... Con il congresso di Rimini, da me organizzato, è finito il mio rapporto con il Dott. Hamer; lo sappiamo bene io e lui visto che ci siamo mandati raccomandate in tempi non sospetti " cioè quando ancora era libero". Una delle questioni riguarda i nervi cranici, una mia intuizione che ora vedo divulgata da persone che non ne sanno niente, e che io ufficialmente diffido. Mentre nel Testamento i nervi cranici erano descritti in tre pagine, io consegnavo dispense di 150 pagine ai miei corsisti, poi le stesse pagine le ho ritrovate nei corsi di altri relatori senza che loro sapessero di che cosa si stesse parlando. Chi frequenta i miei corsi sa quali sono le ulteriori motivazioni, non mi interessa ripeterle qui. Io pratico un modello che si chiama "Medicina Biologica"; l'ho sempre detto: mi ispiro a tanti personaggi della Medicina e non; non posso negare che ci sono modelli comuni ma il 70% è completamente diverso, perchè in principal modo mi ispiro alla mia intelligenza e alla mia conoscenza. Chi è interessato viene da me o dai miei collaboratori per la Medicina Biologica, chi vuole seguire la nuova medicina vada da altri. Io affermo con certezza assoluta che queste persone non sanno niente di Neurologia, di Radiologia, di Psicologia, di Anatomia, di Fisiologia, di Patologia e tanto meno hanno un' idea di cosa vuol dire Medicina. Non tutte le Vanna Marchi sono sotto processo, io non voglio avere niente a che fare con loro, non voglio che il mio nome compaia al loro fianco, né al fianco di chi li appoggia in iniziative di divulgazione sul territorio, iniziative di pura convenienza economica. Io, con la mia famiglia e pochi amici, ho passato momenti difficili, procure addosso, situazioni legali per anni, otto avvisi di garanzia per segnalazione da parte dei Medici e dei Nas, tutte le volte assolto perchè il fatto non sussiste; ho combattuto queste battaglie da solo, pensate che mi possa tirare indietro di fronte a questi pellegrini che divulgano pensieri di cui non conoscono il contenuto.Sarò la prima spina nel fianco di queste persone; le invito, se leggono questo messaggio, a rientrare nei loro ruoli di idraulici, baristi, muratori etc. e a lasciar perdere la Medicina perchè è una cosa seria, altrimenti provvederò io a farlo. E voi tutti non chiamatemi per la nuova medicina: io non ne voglio sapere. Prof. Dott. Samorindo Peci</ref>, denomina ora il suo presidente ''il barista di Lugano'' e dichiara di non applicare la NMG secondo Hamer. D'altro lato, ALBA avrebbe vietato a Peci di usare il marchio registrato ''Nuova Medicina'', quando era autorizzata ad usarela. Hamer, nel fratempo, ha vietato anche a ALBA di usare questo marchio. Il medico Paolo Rossaro, che attualmente è sotto inchiesta della procura di Padova perche averebbe applicato la NMG in vano e con esito fatale ad alcuni dei suoi pazienti, è anche "docente" presso la scuola milanese sopranominata e gestita da Samorindo Peci <ref>http://www.unimi.org/modules.php?op=modload&name=docenti&file=index giorno: 16.5.08</ref> <ref>http://www.ariplex.com/nmwiki/index.php?title=Image:Unimirossaro2.jpg</ref>. Uno dei pazienti di Rossaro era un ragazzo di 21 anni affetto da linfoma di Hodgkin, curabile per oltre il 90% con le terapie standard. Ma è morto, così come Anna Tosin (o Anna Tonini), una donna affetta da tumore al seno ed ex paziente di Rossaro. I periti nominati dal pm hanno stabilito che, se curati, questi pazienti si sarebbero potuti salvare <ref>http://www.dossierhamer.it/rossaro.html</ref>. ==il ''progetto Maiolo''== Per portare avanti la sua ''medicina biologica'', Peci chiedeva un millione di Euro dai suoi seguaci per costruire un centro nel comune di Maiolo con allevamento di Lama. I soldi finalmente non furono versati <ref>http://www.samorindopeci.it/modules.php?op=modload&name=Downloads&file=index&req=getit&lid=52 </ref>. ==Perplessita' e contradizioni== Peci dichiara di aver pubblicato un grande numero di articoli scientifici. Pero': le banche dati scientifiche e ''google scholar'' non lo conoscono afatto, e le sue pubblicazioni appaiano sui propri siti <ref>www.samorindopeci.it</ref> <ref>www.pubmedeurope.com</ref> o in libri propri pubblicati su selfbook.it. Il servizio eigenfactor.org dell'universita di Washington non conosce la sua pubblicazione online pubmedeurope. Il ''Web of Science'' della Thomson Scientific no la conosce ed il ''Journal Citation Reports'' non la conosce. Il suo ''journal impact factor'' e' dunque zero. Sia il suo sito www.pubmedeurope.com <ref>registrant: Samorindo Peci</ref>, e sia il sito www.unimi.org fanno pensare ad altri siti ben conosciuti e famosi nell'ambito scientifico come www.pubmed.org (la medline) o la www.unimi.it (universita degli studi di Milano). Gli errori d'inglese sul sito pubmedeurope.com (che pretende di provenire da Londra, ma che appare nel internet con IP 217.70.144.96 incubatec Srl di I - 39046 St.Ulrich - Ortisei (BZ) Location: Italy) lasciano seri dubbi circa la sua provvenienza e nutrono il sospetto che questo sito potrebbe essere utile solo per la divulgazione di proprie convinzioni e non per l'informazione scientifica. L'applicazione contemporanea sia dell'omeopatia hahnemanniana classica e sia dell'isopatia e della omotoxicologia e della medicina scientifica moderna (evidence-based, basata sulle prove) e' solo possibile ignorando nell stesso tempo le grandi contradizioni tra questi sistemi. Isopatia e omeopatia non sono compattibili per esempio. ==opere== *Peci Samorindo: Organon codici biologici. 2006, editore: Unimi *Peci Samorindo: Dalle biofrequenze all'Eigen-Biofrequenz. 2006, editore: Unimi ==Weblinks== *http://www.samorindopeci.it/ *http://grazieperche.blogspot.com/2006_09_01_archive.html *http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=13682 *httpx://pubmedeurope.com/pubblicazioni/modules/lavori/il%20mito%20dell'omlogia.pdf ==riferimenti== <references/> d0961443e0a30450c75864cb576622152677d728 File:Ebf.jpg 6 111 143 2010-01-10T23:24:40Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Peci.jpg 6 112 144 2010-01-10T23:25:01Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Hamerpecitermali.jpg 6 113 145 2010-01-10T23:25:16Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Precursori della Nuova Medicina 0 114 147 2010-01-10T23:27:09Z WikiSysop 1 Creata pagina con '[[image:Kretschmer1.jpg|E. Kretschmer|thumb]] I '''precursori''' della [[Nuova Medicina Germanica]] secondo [[Ryke Geerd Hamer]]. L'ex-medico tedesco Hamer non fa mai riferiment…' wikitext text/x-wiki [[image:Kretschmer1.jpg|E. Kretschmer|thumb]] I '''precursori''' della [[Nuova Medicina Germanica]] secondo [[Ryke Geerd Hamer]]. L'ex-medico tedesco Hamer non fa mai riferimento a lavori precedenti al suo ed ma qualche modo collegati, anche se la letteratura scientifica internazionale elenca numerosi articoli concernenti gli stessi argomenti trattati dalla [[Nuova Medicina Germanica]]. Alcuni suoi libri, scritti nei primi anni dopo l'invenzione della ''Nuova Medicina'', non vengono ristampati e si trovano solo presso antiquari o su e-bay. Nel suo ''Vermächtnis einer neuen Medizin'' (''Testamento di una Nuova Medicina'') si riferisce però a '''Ernst Kretschmer''' (1888-1964), uno psichiatra tedesco conosciuto per la sua ''Körperbaulehre'' ed i suoi ''Konstitutionstypen'', (ipotesi terapeutica utilizzabile in psicologia o psichiatria, basata sull'anatomia e fisionomia umane). Tali tesi sono state usate per una "''diagnosi''" dell'omosessualità e nella biologia criminale (anche nel periodo nazista). Negli anni sessanta ''von Zerssen'' invalidò le teorie di ''Kretschmer'' con studi scientifici, ed ora tali teorie hanno solo un valore storico. Hamer continua però a considerare l'omosessualità come un fenomeno ''parabiologico'' <ref>vedi pagina 47 ''Vermächtnis einer neuen Medizin II''</ref> in un adulto affetto dalla cosiddetta ''Ausreifestörung'' (un disturbo della crescita-maturità secondo Kretschmer). ==Precedenti metodi ed ipotesi in campo medico che ricordano la NMG== [[image:Hippocrates.jpg|ippocrate di Kos|thumb]] [[image:Galenus.jpg|Galeno|thumb]] '''Ippocrate di Kos''' (460 a.C.-377 a.C.), che introdusse una classificazione del cancro in maligno (denominazione di Ippocrate: karkinoma) e benigno, ed il medico '''Claudio Galeno di Pergamo''' furono i primi a formulare ipotesi di una [[psico-oncologia e Nuova Medicina|psicogenesi del cancro]]. Le tesi del medico fiammingo '''Johan Baptista van Helmont''' (1579-1644), prevedevano una "''idea della malattia''", la ''idea morbi'' (o ''imago morbi''), e che la malattia fosse una reazione a tale idea. Alla fine dell'ottocento l'americana '''Mary Baker Eddy''' (morta nel 1910) vedeva, nell'ambito della sua "Christian Science", la guarigione da malattie solo tramite la coscienza umana e rifiutava metodi della medicina scientifica. Il medico inglese '''Edward Bach''' (inventore dei "fiori di Bach") era convinto che tutte le malattie avessero un'origine psichica. Il medico tedesco '''Georg Groddeck''' (1866-1934) fu uno dei primi ad orientarsi verso la medicina psicosomatica. Tra le altre, inoltre, possiamo trovare la ''biopatia'' (Schrumpfungsbiopathie / Karzinom-Biopathie) del cancro di '''Wilhelm Reich''' <ref>Reich, Wilhelm: "Der Krebs" 1948. Concetto della "Biopathie", biopatia del cancro. "...Die Krebsgeschwulst ist nur ein Symptom der Krebserkrankung. Daher trifft die lokale Behandlung der Krebsgeschwulst, sei es nun durch Operation, sei es durch Radium-oder Röntgenbestrahlung, nicht die Krebserkrankung als solche, sondern nur eines ihrer sichtbaren Symptome. Auch der Krebstod ist nicht dem Vorhandensein eines oder mehrerer Geschwulste zuzuschreiben. Der Krebstod ist vielmehr der letzte sichtbare Ausdruck der biologischen Allgemeinerkrankung "Krebs", die auf Zerfall des Gesamtorganismus beruht..."(rif 24)</ref>, la ''salutogenesi'' e il suo ''sense of coherence'' del sociologo americano '''Aaron Antonovsky''' (1923-1994), la ''psycho-genealogie'' della psicologa francese '''Anne Ancelin Schützenberger''', e le idee del medico francese '''Michel Moirot'''. Moirot, in particolare, ipotizzò negli anni 70 a proposito di Moirot <ref>http://www.alasanteglobale.com/moirot.html (99)</ref> che eventi stressanti fossero la causa del cancro, che si manifesterebbe circa 6-7 mesi dopo tale evento. Il cancro sarebbe quindi curabile attraverso uno shock positivo <ref>Moirot: ...J'ai étudié en détails des centaines de sujets atteints de cancers. Tous, sans aucune exception, étaient victimes de rejets social ayant joué un rôle déclenchant et aliénant dans le processus cancérigène." (...) "Un choc affectif heureux peut guérir un cancéreux s'il éprouve de nouveau, à la suite de ce choc, la joie de vivre."(rif 102)</ref>. Anche la "scuola di Palo-Alto" negli anni 50 ('''Bozsormenyi Nagy''') ed elementi di '''Gregory Bateson''' ricordano idee della Nuova Medicina hameriana. Negli anni '70 venne alla ribalta il medico tedesco '''Karl Probst''' con l'idea che le malattie non esisterebbero e che i batteri non possano provocarle ma che, al contrario, appaiano solo in seguito come segno di una effettiva guarigione. Hamer però non fa mai riferimento a nessuno e reclama la completa originalità delle sue idee. ==riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] 38d1799cefaf012800b68e9ea0922b4e727b8ecc File:Galenus.jpg 6 115 148 2010-01-10T23:28:09Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Hippocrates.jpg 6 116 149 2010-01-10T23:28:22Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Kretschmer1.jpg 6 117 150 2010-01-10T23:28:34Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Duplicati e successori della Nuova Medicina 0 118 151 2010-01-10T23:29:58Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'Esistono diverse ''copie'' o addirittura ''cloni'' della NMG: ==[[ALBA]] Associazione Leggi Biologiche Applicate (Italia)== ALBA e' un'organizzazione privata creata nel 2003 ch…' wikitext text/x-wiki Esistono diverse ''copie'' o addirittura ''cloni'' della NMG: ==[[ALBA]] Associazione Leggi Biologiche Applicate (Italia)== ALBA e' un'organizzazione privata creata nel 2003 che rappresenta una parte degli aderenti alla Nuova Medicina Germanica in Italia e incentiva la divulgazione delle teorie del suo inventore Ryke Geerd Hamer. Permette inoltre di mettere in contatto gli aderenti alla NMG con la ditta Secondo Natura Srl, con sede a Aulla, che vende libri e corsi relativi alla NMG. Secondo voci non confermate il presidente attuale Marco Pfister sarebbe uno dei proprietari della Secondo Natura Srl. ALBA non è riconosciuta dal inventore della NMG, Hamer. dettagli: [[ALBA]]. ==gruppo attorno a Daniela Carini, detto anche ''di Loreto'' (Italia)== Un gruppo italiano autonomo da ALBA che continua ad orientarsi strettamente secondo la dottrina hameriana, e che si basa su cosidetti ''gruppi di studio''. ==GABNM (Germania)== GABNM sta per ''Gesellschaft für angewandte biologische neue Medizin'' (societa' per la nuova medicina biologica) ed è una associazione tedesca nata nel 2007 attorno ad alcuni Heilpraktiker (naturopati) e sostenitori della nuova medicina. Si sono dissociati dal ''maestro'' Hamer e non sono accetati da lui. ==Metamedicina== La metamedicina (si può incontrare sopratutto negli ambienti della setta di scientology e sembra diffondersi soprattutto negli Stati Uniti) che non incorpora le asserzioni politiche e antisemitiche di Hamer, non mostra il "culto della persona" Hamer (che in altri ambienti fa pensare al culto verso un Kim Jong Il nord-coreano), non elenca una lista di terapeuti di metamedicina in internet (un elenco venne cancellato nel dopo alcune querele) e tenta di stare a distanza dalla NMG, basandosi però su questa dal punto di vista dei contenuti. Sulle pagine web in lingua inglese viene anche nominato Hamer. Un suo rappresentante tedesco di nome Schwenk, dichiara: "[...]il nome scelto da Hamer apporta molta energia negativa, per questo ne abbiamo scelto un altro[...]"<ref>http://www.bkz-online.de/modules/news/article.php?storyid=279537 (rif 148)</ref>. In realtà si aggiunge a questa problematica il fatto del marchio registrato ''Nuova Medicina Germanica'' che impedisce qualunque tipo di commercializzazione sotto il nome NMG. Secondo Hamer, la metamedicina sarebbe un'"associazione di ladri". ==Associazione "Menschen gegen Krebs" (MGK uomini contro il cancro)== A capo di quest'associazione si trova l'infermiere L.H. il quale fa riferimento a concetti della Nuova Medicina offrendo cure alternative in una sua clinica privata dove, secondo racconti di pazienti, bisogna sostenere un esame per essere accettati. ==Medicina biologica di [[Samorindo Peci]]== In Italia è da notare la Medicina Biologica del naturopata e medico italiano Samorindo Peci (che sembra nel frattempo aver preso le distanze da Hamer). ==Sintassi pansemiotica== ==Biologie Totale des Etres Vivants (BTEV)== Dell'ex-medico francese Claude Sabbah. ==Altri metodi conosciuti in Francia== La bio-psycho-genealogie, la memoire cellulaire, la biotherapie, decodage symbolique des dents e la pansemiotique. Un'altra teoria che in parte si basa sulle ipotesi di Hamer è quella del francese J.C. Badard con la sua Bio-psicosomatica. ==Altri metodi conosciuti in Germania== La "Synergetik-Therapie" (terapia sinergetica) dell'ingegnere ed ex-ufficiale della polizia federale tedesca, Bernd Joschko. ==Altri metodi conosciuti nel mondo== In Argentina è apparsa negli anni '90 la "Medicina Psicobiologica" della Asociaciacion Argentina de Medicina Psicobiologica (AAMEPSI) che fa riferimento a Hamer ed a Bert Hellinger ed aggiunge una sesta legge "Sexta ley" alle 5 di Hamer <ref>*http://www.aamepsi.com.ar/index.cgi?wid_seccion=1&wid_item=2 (presentacion medicina psicobiologica) *http://www.aamepsi.com.ar/index.cgi?wid_seccion=3&wid_item=51 (la sexta ley)(rif 162)</ref>, che sarebbe addiritura da considerare "un homenaje al Dr Hamer". ==Riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] c97aee257d2a91c1b0ad9f4f422f9a1bb217ed09 File:Elsemarit1.jpg 6 119 152 2010-01-10T23:38:03Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Pagina principale 0 1 153 106 2010-09-09T14:22:54Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki <big>'''Benvenuti su Psiram'''</big> La wiki che si dedica alle pseudoscienze e alle medicine alternative. --------------------------------- [[category:!Psiram]] c416f1490c44370e63d225e632963b5ce1444609 198 153 2011-04-19T13:31:19Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki <big>'''Benvenuti su Psiram'''</big> La wiki che si dedica alle pseudoscienze e alle medicine alternative. ultimi articoli: [[Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi]] --------------------------------- [[category:!Psiram]] f203e9ecdb63a77cefd34405199dd3ed46e20437 MediaWiki:Sidebar 8 120 154 2010-09-09T14:24:04Z WikiSysop 1 Creata pagina con '* navigation ** mainpage|mainpage-description ** http://forum.psiram.com|Forum ** http://www.psiram.com|Wikis ** portal-url|portal ** currentevents-url|currentevents ** recen…' wikitext text/x-wiki * navigation ** mainpage|mainpage-description ** http://forum.psiram.com|Forum ** http://www.psiram.com|Wikis ** portal-url|portal ** currentevents-url|currentevents ** recentchanges-url|recentchanges ** randompage-url|randompage ** helppage|help * SEARCH * TOOLBOX * LANGUAGES 27e74d44ee1dc49c3de4cb92b4cb00c480a6c0d1 File:Simoncini.jpg 6 121 155 2010-10-05T22:13:08Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Tullio Simoncini 0 12 156 119 2010-10-05T22:14:58Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:SylviaTraxsler.jpg|vittima olandese Sylvia Traxsler|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170 *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb {{DEFAULTSORT:Simoncini, Tullio}} [[category:Pseudo-medico]] 0ed53304eef4197349150196b93d8d43f5c9fd66 158 156 2010-10-05T22:15:51Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:SylviaTrachsler.jpg|vittima olandese Sylvia Trachsler|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170 *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb {{DEFAULTSORT:Simoncini, Tullio}} [[category:Pseudo-medico]] cb7829c0bb0e3ae79087bd67a9068a459534a00a 159 158 2010-10-05T22:17:05Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:SylviaTrachsler.jpg|vittima olandese Sylvia Trachsler|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. Questo articolo in lingua tedesca: [http://www.psiram.com/ge/index.php?title=Bikarbonat-Therapie_nach_Simoncini] ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170 *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb {{DEFAULTSORT:Simoncini, Tullio}} [[category:Pseudo-medico]] 2ade5f77df4cdde8b5b99947ba61513d999a89de 160 159 2010-10-05T22:18:34Z WikiSysop 1 /* weblinks */ wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:SylviaTrachsler.jpg|vittima olandese Sylvia Trachsler|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. Questo articolo in lingua tedesca: [http://www.psiram.com/ge/index.php?title=Bikarbonat-Therapie_nach_Simoncini] ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170 *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb --------------- *http://blog.psiram.com/index.php?itemid=259 {{DEFAULTSORT:Simoncini, Tullio}} [[category:Pseudo-medico]] e9c8412cea320be2d5ce313e143390fb8d742468 161 160 2010-10-05T22:19:47Z WikiSysop 1 /* weblinks */ wikitext text/x-wiki [[image:simoncini.jpg|thumb]] [[image:SylviaTrachsler.jpg|vittima olandese Sylvia Trachsler|thumb]] '''Tullio Simoncini''' e' un ex-medico romano conosciuto per le sue affermazioni sull' origine e la cura del cancro. Secondo Simoncini, il cancro corisponderebbe ad una infezione dal fungo candida albicans. Simoncini raccomandava per la cura del cancro il bicarbonato di sodio (usato anche in cucina), e sostiene di poter curare il cancro nel' 80% dei casi. Simonini e' presidente di una A.N.F.èT. (Associazione italiana Fungo è Tumore). Denunciato dai familiari di tre suoi pazienti deceduti, il Tullio Simoncini è stato radiato dall’Ordine dei medici e condannato in primo grado per truffa in relazione a tutti e tre i casi e per omicidio colposo per una sola delle tre vicende. Per truffa è stato condannato anche il fratello, Angelo Simoncini, anch’egli medico. Simoncini reperiva le sue vittime tramite internet. Attualmente cercherebbe ancora di truffare gli sprovveduti vivendo in olanda. Le sue "gesta" sono state immortalate da "striscia la notizia" con una telecamera nascosta. Pur radiato dall'ordine, sembra continuare a visitare pazienti affetti da cancro promettendo guarigioni miracolose col bicarbonato e si fa pagare "al nero". (mostrato in TV). La cura al bicarbonato costava 7.750 euro, la permanenza nella sua clinica altri 3.700 euro. La tesi di Simoncini, per cui il cancro sarebbe "un fungo" curabile con iniezioni di bicarbonato di sodio, è totalmente infondata, priva di qualunque riconoscimento scientifico. I successi da lui vantati sono del tutto incredibili e mistificatori. Simoncini nega tutte le basi molecolari del cancro, a priori, ma non ne confuta neanche una. Le riviste e gli articoli da lui citati sono vecchissimi (ce ne è uno addirittura del 1939) e si riferiscono alle prime osservazioni fatte su alcuni tipi di cancro. Degli altri (il più recente comunque ha almeno 10 anni) lui manipola in modo pseudoscientifico il contenuto e il messaggio riportando solo le frasi utili alla sua teoria. Il bicarbonato di sodio da lui proposto come terapia antitumorale è una base debole in acqua. E' ben noto che i tumori si sviluppino in un ambiente acido. Quindi quello che lui propone è un metodo semplicissimo per contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il cancro. Ciònonostante l'iniezione di bicarbonato di sodio in vena ha effetti collaterali molto gravi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilitizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti. Ed inoltre non rimuove molecolarmente il problema. Secondo prof Francesco Cognetti (direttore scientifico dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma) e Mario Falconi (presidente della Federazione nazionale dell’ordine dei medici di Roma), il metodo di Simoncini avrebbe ''...Nessun fondamento scientifico...''. Questo articolo in lingua tedesca: [http://www.psiram.com/ge/index.php?title=Bikarbonat-Therapie_nach_Simoncini] ==weblinks== *http://www.cancertreatmentwatch.org/reports/simoncini.shtml *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html *http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067600,00.html *http://www.dokterlutser.nl/archives/tullio-simoncini-cancer-fungus *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/03/31/video_1237.shtml?adsl *http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/2005/04/07/video_1276.shtml?adsl *http://www.kwakzalverij.nl/681/De_kankertherapie_van_Dottor_Tullio_Simoncini_uit_Rome vittima ollandese *http://www.volkskrant.nl/binnenland/article475419.ece/Arts_overleden_vrouw_niet_behandeld *http://www.lavozdeasturias.es/noticias/noticia.asp?pkid=39747 *http://www.cancer-fungus.com/video1nl.html *http://cryptocheilus.wordpress.com/2008/06/02/oproep-ex-patienten-simoncini/ *http://zoeken.rechtspraak.nl/resultpage.aspx?snelzoeken=true&searchtype=ljn&ljn=BC9170&u_ljn=BC9170 *http://www.igz.nl/actueel/nieuwsberichten/natriumcarb *http://kystes.blog.lemonde.fr/2009/06/21/internet-un-mauvais-conseiller-pour-le-traitement-du-cancer/ {{DEFAULTSORT:Simoncini, Tullio}} [[category:Pseudo-medico]] 9aebdfc60a70e28b03b1368d2b168b6a72110dc2 File:SylviaTrachsler.jpg 6 122 157 2010-10-05T22:15:20Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Goetz10.jpg 6 123 162 2010-10-05T22:44:14Z WikiSysop 1 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Cliniche della Nuova Medicina 0 8 163 16 2011-03-10T23:55:48Z EsoTypo 3 OtherLang, Fmt wikitext text/x-wiki Secondo [[Ryke Geerd Hamer]] e gli aderenti alla sua [[Nuova Medicina Germanica]], cliniche o ospedali di orientazione NMG non sono mai esistiti ma sarebbero necessari per poter eseguire sperimentazioni su pazienti ammalati di cancro. Si sa, invece, che Hamer ha gestito almeno tre cliniche private dopo l'invenzione della Nuova Medicina ma che preferisce non parlare di queste cliniche. Solo indagini approfondite e della durata di diversi anni hanno permesso di saperne qualche cosa. ==Clinica ''Sanatorium Rosenhof'' a Bad Krozingen (Germania)== [[image:Rosenhof.jpg|clinica Sanatorium Rosenhof|300px|thumb]] Nel 1982 Hamer ha aperto per alcuni mesi una clinica privata denominata "Sanatorium Rosenhof" nella cittadina di Bad Krozingen. In questa clinica era l'unico medico e poteva scegliere liberamente metodi diagnostici e terapeutici. Fu la sua prima clinica per fare esperimenti di Nuova Medicina su pazienti ammalati di canro. Il risultato fu un disastro: quasi tutti pazienti non sono sopravvissuti alla permanenza nella clinica. Da indagini di due giornalisti del settimanale tedesco Der Stern, fatte subito dopo la chiusura della clinica, si sa che di 50&nbsp;pazienti solo 7&nbsp;sono sopravvissuti. Un'infermiera intervistata lo conferma: secondo lei Hamer avrebbe spesso lasciato da soli i pazienti. La ''terapia'' sarebbe consistita nel cantare e mangiare insieme. Si ricordava di una paziente morente che fu ''curata'' con un farmaco ''tranquilizzante''. Hamer avrebbe ordinato: "''Die soll heimfah­ren''", cioe "''deve andare a casa''". ==Clinica ''Haus Dammersmoor'' a Gyhum== [[image:Gyhum.jpg|clinica attuale a Gyhum|thumb]] Di questa clinica illegale si sa poco: venne aperta nel 1983 e venne in seguito chiusa dalle autorità. Secondo Hamer, ''alcuni pazienti'' sarebbero deceduti in questa clinica a causa di ''articoli ostili'' della stampa locale e nazionale. Al contrario, il giornale scandalistico ''Bild'' aveva pubblicato alcuni articoli a proposito della sua nuova medicina con promesse di poter curare il cancro. Anche la radio NDR faceva indirettamente propaganda per Hamer, e molti pazienti affollavano di conseguenza la clinica. Quando però si era sparsa la voce degli insuccessi terapeutici, il tono dei articoli iniziò a cambiare e diventando sempre più critico. La clinica fu chiusa perché Hamer non era in possesso di una autorizzazione per gestirla. ==Clinica ''Freunde von Dirk'' (amici di Dirk) a Katzenelnbogen vicino Coblenza== [[image:Katzenelnbogen.jpg|clinica a Katzenelnbogen|300px|thumb]] Anche in questa clinica, illegale, Hamer era l'unico medico e non era assistito da infermiere professioniste. Una sola infermiera diplomata era, ogni tanto, presente e pagata privatamente da una paziente francese. A proposito della situazione scandalosa di questa clinica esistono tre interviste di ex-collaboratrici di Hamer. [[testimonianze Nuova Medicina]]. La clinica è esistita per circa 6&nbsp;mesi, dall'estate 1985 fino al dicembre dello stesso anno, prima di essere perquisita dalla polizia criminale e di essere chiusa dalle autorità competenti. Anche in questo caso Hamer non era in possesso di una autorizzazione e preferiva dichiararla ufficialmente come ''pensione''. La situazione delle sue cliniche fu il primo dei motivi per i quali Hamer ha perduto, pochi mesi dopo la chiusura, la sua abilitazione ad esercitare la professione medica. A Katzenelnbogen furono fatti esperimenti NMG su pazienti provenienti da tutta Europa, sopratutto francesi e tedeschi. Molti pazienti decedettero in questa clinica o furono in fretta allontanati durante la notte poco prima della loro morte. Anche il carro funebre doveva arrivare la notte per ''non spaventare'' i pazienti. Le cliniche in zona protestarono a causa dei pazienti moribondi provenienti dalla clinica di Hamer. Non si conosce un singolo paziente guarito da una malattia grave. Hamer non esercitava un'efficace terapia del dolore. Ci sono racconti di una paziente che batteva ritmicamente la testa contro il muro a causa dei dolori. Anche le ferite aperte (ulcera) non furono curate lege artis. Hamer lasciava da soli i suoi pazienti per partire in macchina diretto in Francia senza lasciare un numero di contatto o cercare una sostituzione. La clinica fu perquisita e chiusa dopo la denuncia di due medici locali che intervennero durate una delle assenze prolungate di Hamer. Anche il personale degli uffici della clinica doveva intervenire per assistere i pazienti. Vicini della clinica avrebbero fatto da mangiare, perché Hamer, ogni tanto, non sarebbe stato in grado di offrire cibo ai pazienti. ==Castello ''Schloss Burgau'' in Austria== [[image:Burgau.jpg|castello Burgau|300px|thumb]] Nel 1990, dopo aver perso la sua abilitazione medica nel 1986, Hamer aprì un ''centro di consulenza'' a Burgau (Steiermark) in Austria che chiama ''Zentrum Neue Medizin'' (centro di nuova medicina). Nel castello di Burgau, il sindaco Wallner gli mise a disposizione alcune stanze (prima della donazione Hamer fece una ''conflittolisi'' alla moglie di Wallner). Hamer non era comunque in possesso dei permessi per poter aprire una clinica. {{OtherLang|ge=Hamer-Kliniken|it=Cliniche della Nuova Medicina}} [[category:Nuova Medicina Germanica]] f7ad936d1b7cc6a21631a5a185df4b6b39a59df6 Template:OtherLang 10 124 164 2011-03-11T00:12:46Z EsoTypo 3 Creata pagina con '<onlyinclude><includeonly><h2>Articolo Psiram altro linguaggio</h2>{{#if:{{{en|}}}|*English: [{{SERVER}}/en/index.php?title={{urlencode:{{{en}}}}} {{{en}}}]|}}{{#if:{{{es|}}}|*…' wikitext text/x-wiki <onlyinclude><includeonly><h2>Articolo Psiram altro linguaggio</h2>{{#if:{{{en|}}}|*English: [{{SERVER}}/en/index.php?title={{urlencode:{{{en}}}}} {{{en}}}]|}}{{#if:{{{es|}}}|*Espanol: *[{{SERVER}}/es/index.php?title={{urlencode:{{{es}}}}} {{{es}}}]|}}{{#if:{{{fr|}}}|*Français: [{{SERVER}}/fr/index.php?title={{urlencode:{{{fr}}}}} {{{fr}}}]|}}{{#if:{{{ge|}}}|*Deutsch: [{{SERVER}}/ge/index.php?title={{urlencode:{{{ge}}}}} {{{ge}}}]|}}<!-- {{#if:{{{it|}}}|*Italiano: [{{SERVER}}/it/index.php?title={{urlencode:{{{it}}}}} {{{it}}}]|}} -->{{#if:{{{nl|}}}|*Nederlands: [{{SERVER}}/nl/index.php?title={{urlencode:{{{nl}}}}} {{{nl}}}]|}}{{#if:{{{pl|}}}|*Polski: [{{SERVER}}/pl/index.php?title={{urlencode:{{{pl}}}}} {{{pl}}}]|}}</includeonly></onlyinclude><noinclude>{{{{SUBJECTPAGENAME}}/Doku}}</noinclude> 219821e63d34c3c4947d7637e0b0491a66ded262 Template:OtherLang/Doku 10 125 165 2011-03-11T00:34:03Z EsoTypo 3 Creata pagina con '<h2>Modello per le diverse versioni in altre lingue</h2> Questo modello vi è una semplice marcatura e il collegamento di articoli in altre lingue. Il modello deve specificare s…' wikitext text/x-wiki <h2>Modello per le diverse versioni in altre lingue</h2> Questo modello vi è una semplice marcatura e il collegamento di articoli in altre lingue. Il modello deve specificare solo la lingua desiderata e il titolo I dati per la lingua corrente verrà ignorato. Questo facilita la copia tra articoli lingua diversa. Per poter utilizzare utilizzare la seguente sintassi:<br> '''<nowiki>{{OtherLang|en=titolo della pagina in lingua inglese Wiki |fr=titolo della pagina in francese Wiki}}</nowiki>''' A condizione che sono anche: *Lingua: en|ge|fr|it|nl|es|pl *Titolo della pagina Wiki in un'altra lingua <br>Esempio, l'articolo su [[Ryke Geerd Hamer]]:<br> '''<nowiki>{{OtherLang|en=Ryke Geerd Hamer|ge=Ryke Geerd Hamer|fr=Ryke Geerd Hamer|it=Ryke Geerd Hamer}}</nowiki>''' 7fb637bba3934cdbf67d6be9f91fa22a71dfe7f7 ALBA 0 14 166 28 2011-03-15T21:25:15Z EsoTypo 3 Fmt, OL wikitext text/x-wiki [[Image:alba.jpg|Associazione ALBA|300px|thumb]] L'acronimo '''ALBA''' sta per ''Associazione Leggi Biologiche Applicate'', un'organizzazione privata che rappresenta una parte degli aderenti alla [[Nuova Medicina Germanica]] in Italia e incentiva la divulgazione delle teorie del suo inventore [[Ryke Geerd Hamer]]. Permette inoltre di mettere in contatto gli aderenti alla '''NMG''' con la ditta ''Secondo Natura Srl'', con sede a Aulla, che vende libri e corsi relativi alla '''NMG'''. Secondo voci non confermate il presidente attuale [[Marco Pfister]] sarebbe uno dei proprietari della ''Secondo Natura Srl''. L'ALBA è stata creata il 9&nbsp;Gennaio 2003 e la sede di quest'associazione si trova a Genova-Voltri (Via A.&nbsp;Piazzagrande&nbsp;7/8). Il suo attuale presidente è [[Marco Pfister]], un naturopata di origine svizzera. Secondo l'ALBA, questa avrebbe circa 800-1.000 soci e il fatturato sarebbe vicino ad un milione di Euro l'anno. I membri pagano 40&nbsp;oppure 100&nbsp;Euro l'anno (contributo ordinario). Dopo discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione o la ''Secondo Natura Srl''. Anche l'uso dei diversi marchi registrati da Hamer è stato vietato nel 2007. Hamer rimprovera all'ALBA ed al suo presidente di voler sfruttare le sue ipotesi e voler modificare il loro senso, negando un lato terapeutico della NMG. Hamer accetta attualmente solo la divulgazione delle sue idee tramite i cosiddetti ''Gruppi di studio'' che si organizzano al di fuori di ALBA e che fanno capo sia al medico [[Daniela Carini]] che a Hamer stesso od al suo rappresentate per l'Austria e la Germania, [[Helmut Pilhar]]. Carini è in forte contrasto col gruppo dirigente di ALBA. ==Attività== [[image:Diploma alba.jpg|thumb]] ALBA organizza regolarmente corsi introduttivi per la NMG al costo di 90&nbsp;Euro. Inoltre fa pubblicità per i corsi della ''Secondo Natura Srl''. Telefonando ad ALBA ci si può iscrivere direttamente a questi corsi: ALBA e ''Secondo Natura Srl'' collaborano perciò in modo evidente. La ''Secondo Natura Srl'' offre corsi di NMG per 5.880&nbsp;Euro e rilascia diplomi di dubbia utilità e che non sono nemmeno riconosciuti da Hamer, anzi, Hamer ha dichiarato di essere contro questi diplomi. L'associazione dichiara di avere un comitato scientifico. I membri sarebbero '''Gianni Giannella''' (odontoiatra), '''Roberto Luciani''' (reumatologo), '''Emmanuele Lupi''' (medico di famiglia) e '''Danilo Toneguzzi''' (psichiatra). ALBA ha tenuto per alcuni mesi un forum in internet. Il contenuto dei messaggi non era visibile dall'esterno ed i membri dovevano '''registrarsi con la loro carta d'identità'''! Gli organizzatori volevano identificare eventuali utenti critici. Queste "precauzioni" non sono servite a nulla: fu chiuso perché, secondo ALBA, alcuni utenti avrebbero ''preso il potere'' nel forum. Tutti i contributi furono però salvati da persone esterne al forum e sono disponibili ancora oggi. Vi si potevano leggere contributi di utenti che raccontavano come potevano allontanare ''con successo'' pazienti di cancro dagli ospedali o dall'uso di terapie mediche tradizionali. Inoltre furono divulgati messaggi confusi ed esoterici del tipo ''channeling'' di un medium di nome ''Kryon''. Quando, in un altro forum si parlava di esperimenti NMG con 8&nbsp;pazienti di cancro che finirono con la [[vittime della Nuova Medicina|morte dei pazienti]], numerosi contributi furono cancellati in una singola notte. Il responsabile di questo forum (Marcello&nbsp;F.) era già stato identificato come responsabile di un sito internet di nome www.beri-kri.org che divulgava anche testi antisemitici che negano l'esistenza dell'olocausto. ==Gli attriti tra ALBA e Hamer== [[image:Certificato alba.jpg|thumb]] Non c'è certezza sui motivi che hanno portato Hamer a diffidare ALBA dal divulgare le sue teorie. Una versione racconta che Hamer entrò in possesso di un diploma ALBA e di un video nel quale si vedevano membri dirigenti di ALBA che frequentavano un corso di Bert Hellinger (probabilmente questo materiale era di provenienza del gruppo Carini). Secondo altri, Pfister avrebbe tentato di stampare libri di NMG direttamente aggirando la casa editrice ''Amici di Dirk''. ==Perquisizione da parte dei NAS== Secondo affermazioni pubbliche del attuale presidente ALBA, la sede ALBA sarebbe stata perquisita nel mese novembre 2007 dai carabinieri (reparto NAS) e da rappresentatnti dell'ASL competente. Secondo affermazione di sua consorte Simona sarebbe invece stata la sede di ''secondo natura srl'' a Aulla (Liguria levante) che e' stata perquisita. Per motivi sconosciuti, questa ''visita'' e' stata descritta come ''estrememente fastidiosa'' da Pfister. {{OtherLang|ge=ALBA|it=ALBA}} ==Link== * http://www.dossierhamer.it/alba.html * [http://www.albanm.com albanm.com] * [http://www.nuovamedicina.com/default_deu.asp nuovamedicina.com] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070328_Hamer_an_ALBA.htm Hamer e ALBA] * [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070213_Hamer_an_Pfister.htm Hamer e Pfister] [[category:Nuova Medicina Germanica]] db5e3b38bedeaf7fef60093381fe1d27680078ab Articoli Nuova Medicina 0 96 167 127 2011-03-15T21:32:33Z EsoTypo 3 Fmt wikitext text/x-wiki '''Articoli di giornali a proposito della [[Nuova Medicina Germanica]] e [[Ryke Geerd Hamer]]''' ==Libero== [[image:Libero11.jpg|25 settembre 2007]] [[image:Libero14102007.jpg|14 ottobre 2007]] ==Articoli di ''cronache del mezzogiorno'' di Salerno== *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm06042007.pdf 6 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm10042007.pdf 10 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm13042007.pdf 13 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm20042007.pdf 20 aprile 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm01052007.pdf 1 maggio 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm09052007.pdf 9 maggio 2007] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm08062007.pdf 8 giugno 2007] ==Giornale di Vicenza== Giornale Di Vicenza articolo del 29&nbsp;Aprile 2007 di Diego Neri Domenica 29&nbsp;Aprile 2007 Professionista nei guai dopo la denuncia di un camionista del Basso Vicentino che ha rischiato la vita. Medicina alternativa? Indagato Guariva il mio linfoma con fiale, acqua oceanica e prodotti costosi di Diego Neri Non seguendo i protocolli, anzich 'e curare avrebbe aggravato la malattia di un paziente che ha rischiato di morire. Un medico di base 'e accusato di aver agito con metodi alternativi, quasi da santone come ha riferito un investigatore, piu che da professionista. Per questo 'e stato indagato e la ipotesi a suo carico e quella di lesioni gravi, mentre la procura valuta anche l' ipotesi della truffa. Nei guai il dottor Paolo Rossaro, 56 anni, di Albignasego, denunciato da un giovane camionista vicentino che ora sta migliorando grazie alle cure classiche dell' ospedale mentre la polizia sta facendo chiarezza sul caso. La vicenda di C., 34&nbsp;anni, residente nel Basso Vicentino, 'e emblematica di un certo modo di intendere la medicina. Il giovane ha per so il padre qualche anno fa a causa di un tumore: inutili le cure chemioterapiche, che anzi avevano indebolito il corpo del genitore. Per questo C., quando nel luglio del 2004 aveva scoperto di essere stato colpito da un linfoma ancora in forma molto lieve, non ha ascoltato i consigli dei medici degli ospedali di Noventa e Vicenza. Non voleva soffrire come il padre. E anzich'e tornare ha seguito il consiglio di un erborista, che gli ha indicato il dottor Rossaro. "E un seguace della teoria di Hammer" - ha spiegato C. ai poliziotti del posto fisso del S. Bortolo -, che ritiene che il corpo di ciascuno di noi possa trovare la forza e le energie per curare quanto c'e di negativo. Nell' agosto di tre anni fa percio il camionista si 'e presentato nello studio di Albignasego - dove Rossaro opera come medico di base - con biopsia e Tac. Il vicentino ha riferito di essere d' accordo con lui quando il professionista gli ha spiegato che avrebbe potuto guarire senza chemioterapie e farmaci, ma al momento con una dieta e delle vitamine, oltre ad un aiuto psicologico. Ogni tanto avevo delle crisi, con alte febbri che curavo con farmaci classici. Ma la mia malattia andava avanti. Le visite periodiche ad Albignasego sono proseguite a lungo. Da marzo a ottobre del 2006 C. Rossaro gli avrebbe prescritto delle flebo di integratori, mai farmaci, fino a quando il giovane ha iniziato ad avere grossi disturbi, come evidenziarono in parte gli esami del sangue. Ma la terapia continu\'f2 ad essere a base di integratori di ferro e altre fiale, con fra l' altro acqua oceanica: prodotti che C. ha riferito di aver acquistato nello studio del medico - al quale pagava le visite - e in erboristeria. Le condizioni di salute sono via via peggiorate. In novembre mi ha prescritto delle trasfusioni di sangue, fino a quando il 3&nbsp;dicembre l' ho chiamato per dirgli che non ce la facevo ad andare ad Albignasego: stavo malissimo, ero a letto. Gli ho chiesto se poteva venire a casa mia. I poliziotti del sostituto commissario Livio Manea e dell' ispettore capo Giuseppe Cracco hanno verificato come quel giorno Rossaro scese nel Basso Vicentino. A C. ordina di sospendere tutte le cure: Aspetta un paio di giorni, la crisi passera e ti sentirai meglio. Rossaro avrebbe indicato ai famigliari che protestavano che il ricovero in ospedale non sarebbe servito. Ma la notte successiva la famiglia del camionista chiama il&nbsp;118. C. rischiava di morire: l\rquote ambulanza lo trasport d' urgenza prima a Noventa e poi, viste le condizioni molto gravi, a Vicenza. Compresa la mia situazione e le cartelle cliniche del 2004 mi curarono secondo i protocolli. Mi ripresi in alcuni giorni. Ora ho iniziato la chemioterapia, mi sento meglio e sono tornato al lavoro, precisa il giovane. Ai poliziotti il caso fu segnalato dal personale ospedalier o. Gli inquirenti avvisarono la procura di Padova e scattarono gli accertamenti. Furono sequestrati i farmaci che C. utilizzava e del caso si sta occupando, con il pm Renza Cescon, anche la polizia della procura patavina. L' ipotesi al momento a carico del medico e quella di lesioni gravi. E stanno gia spuntando altri vicentini in cura da Rossaro per nulla soddisfatti delle sue terapie alternative. fine citazione ------------------------------------------------------------------- inizio citazione Domenica 29&nbsp;Aprile 2007 La testimonianza del vicentino malato Mi sono fidato di lui ma stavo morendo Mi sono fidato di lui: in quel momento era la persona giusta perch'e la chemioterapia e le altre cure alle quali era stato sottoposto mio padre mi facevano tanta paura. Pero io non sono un medico, e mi sono rivolto per guarire dal linfoma. Invece sono peggiorato progressivamente, se mi fossi rivolto fin da subito alla medicina tradizionale sarei gia guarito. C. ha combattuto per un anno e mezzo anche con i suoi famigliari, addolorati e preoccupati dalla sua scelta. Loro lo vedevano sempre peggio, e non accettava i loro consigli di recarsi in ospedale. Fino a dicembre, quando il camionista ha rischiato grosso. Mi ero intestardito con la terapia di Hammer ed ero convinto che si trattava della soluzione migliore per guarire: autostima e convinzione di stare meglio come antidoto al dolore. Ma il linfoma si aggravava. Fra l' altro, la polizia sta cercando di fare chiarezza anche su un altro aspetto. C. ha frequentato assiduamente lo studio di Rossaro anche per le trasfusioni. In quel periodo, spiega il vicentino, il medico gli avrebbe consegnato delle ricette in bianco: lo scopo era evitare di farlo andare dal Basso Vicentino ad Albignasego, e in caso di necessita bastava un colpo di telefono e il medico gli avrebbe indicato cosa scrivere per farselo prescrivere. Questa è la versione del giovane, che ha scoperto come Rossaro i primi giorni di aprile si sia presentato dai carabinieri per denunciare il furto di alcune ricette che sarebbero state trafugate dallo studio proprio nei giorni in cui il vicentino si recava a fare le trasfusioni. Un aspetto ulteriore che complica l' inchiesta giudiziaria scaturita dalle dichiarazioni del camionista. Infine, il caso del dottor Rossaro è stato segnalato anche all' Ordine padovano dei medici, che dovra valutare le sue scelte professionali e la propugnazione della cosiddetta medicina non tradizionale. fine citazione ----------------------------------------------------------------------- inizio citazione Lunedì 7&nbsp;Maggio 2007: Il vicentino ha rischiato la vita a causa di... Vittorio Emanuele Il medico tedesco è il padre del ragazzo ucciso all’isola di Cavallo nel 1978 La ’nuova medicina’ del dott. Hamer (ma.sm.) Il camionista del Basso Vicentino ha rischiato di morire per colpa di... Vittorio Emanuele di Savoia. Oddio, a indurlo a curarsi della grave malattia in cui era incappato con l’acqua oceanica era stato, per la verità, il dott. Paolo Rossaro, di Albignasego, Padova, che per questo è finito nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni gravi. Ma l’assurda dottrina "medica" seguita dal professionista padovano è stata per così dire incubata nell’agosto del 1978, quando al largo dell’isola di Cavallo il giovane Dirk Hamer viene colpito da una fucilata che molti (anche il diretto interessato, stando alle ultime intercettazioni ambientali) attribuiscono proprio a Vittorio Emanuele di Savoia. Cosa c’entra quel noto episodio di cronaca nera, finito tra l’altro con la morte del tedesco dopo atroci sofferenze, con la vicenda del camionista vicentino "curato" con i metodi della "Nuova medicina germanica", lo si può scoprire proprio partendo dalla storia del paziente. Giuseppe (nome di fantasia), che adesso ha 34&nbsp;anni, si ammala tre anni fa. La diagnosi è terribile e i medici gli prescrivono una serie di chemioterapie a cui l’interessato non vuole assolutamente sottoporsi. Motivo: il padre è morto poco prima per un cancro devastante e lui non vuole seguire lo stesso iter. È a questo punto che, alla ricerca di proposte alternative, si imbatte nel dott. Rossaro, su segnalazione di un erborista. «Mi ha detto di essere un seguace della teoria di Hamer - ha rivelato Giuseppe ai poliziotti del posto fisso del San Bortolo - che dice che ciascuno di noi può trovare da solo forza ed energia per curare le negatività». Teoria di Hamer? Vi dice niente il cognome Hamer? Già, proprio così, lo stesso cognome del ragazzo ucciso nel ’78 all’isola di Cavallo. E chi è dunque il "luminare" che ha dato il nome alla teoria? Un parente? Bingo. «Ryke Geerd Hamer - riporta Wikipedia - nato il 17&nbsp;maggio 1935, è un ex-medico e teologo tedesco, fondatore nel 1981 di una medicina alternativa chiamata da Hamer in precedenza nuova medicina e attualmente nuova medicina germanica (marchio registrato). Hamer è conosciuto anche per le sue affermazioni antisemite. Incarcerato in Francia dal settembre 2004, è stato rilasciato il 16 febbraio 2006». È il papà di Dirk Hamer e la sua teoria medica nasce proprio dal dolore subito in seguito alla perdita del figlio. «Successivamente Ryke Hamer viene colpito da carcinoma a un testicolo - ricorda sempre Wikipedia - che gli viene asportato chirurgicamente. I primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi due mesi dopo la morte tragica di suo figlio, circa 6&nbsp;mesi dopo il colpo sparato da Vittorio Emanuele. In seguito a questi episodi, in un primo tempo Hamer ipotizza che il cancro sia causato da traumi, che chiama "conflitti biologici"; in seguito elabora nel 1981 una teoria secondo la quale tutte le malattie sono causate da traumi di questo tipo e possono essere curate soltanto risolvendo questi "conflitti biologici". Denomina la sua ipotesi sindrome di Dirk Hamer (in inglese Dirk-Hamer-Syndrome o DHS) e chiama le sue ipotesi mediche alternative Cinque Leggi Biologiche». Dunque, da un grave lutto familiare, il dott. Hamer è passato a distribuire lutti a iosa. Secondo una ricerca dettagliata fatta da un gruppo di medici e ricercatori tedeschi (vedi www.transgallaxys.com), sono oltre cento le vittime ascrivibili alle terapie di Hamer. Non per niente, «nel 1986 è stato radiato dall’ordine dei medici dal tribunale distrettuale di Coblenza per omessa assistenza medica; da quel momento in poi ha continuato a praticare la professione abusivamente in diversi paesi. Nel 1990 fonda a Burgau in Austria un centro di consulenza che chiama "Klinik für Neue Medizin" che sarà chiusa nel 1995 dalla autorità austriache. Il 22&nbsp;gennaio 1992 viene condannato dal tribunale distrettuale di Colonia a 4&nbsp;mesi di prigione per aver curato un ragazzo ammalato di cancro con una terapia non idonea, il ragazzo perdeva una gamba. Il 27&nbsp;luglio del 1993 viene condannato in Austria per calunnia a 6&nbsp;mesi in condizionale per tre anni. Nel 1997 è stato arrestato a Colonia e condannato a 19&nbsp;mesi di reclusione per esercizio illegale della professione di medico, scontandone&nbsp;12. Si è poi trasferito all’estero, sfuggendo così ad un nuovo mandato di cattura». Dopo l’ennesimo arresto, «è stato rilasciato il 16&nbsp;febbraio 2006, tre mesi prima della sua scarcerazione prevista. Nella prima metà di marzo 2007 è stato accusato dalla procura di Cottbus (Robbineck) in Germania per "incitamento all’odio razziale" a causa dei contenuti antisemiti dei suoi scritti. Fuggito dalla Spagna, attualmente è ancora latitante». In Italia, secondo il gruppo di ricerca citato, sono già tre le vittime di questa teoria, che peraltro ha anche un club di sostenitori. Il camionista del vicentino poteva essere la quarta. E chissà quante altre sono in "terapia". Per fortuna Giuseppe se n’è accorto in tempo e i medici del San Bortolo, con una cura adeguata, lo hanno preso per i capelli. Ora le sue condizioni sono migliorate. Al dott. Rossaro gli inquirenti chiederanno conto delle sue convinzioni hameriane e, soprattutto, cercheranno di impedire che altri pazienti disperati finiscano nelle rete di questo delirio che con la medicina sembra avere assai poco a che fare. fine citazione --------------------------------------- Giornale di Vicenza del 19 maggio 2007 sabato 19&nbsp;Maggio 2007 Il medico indagato per omicidio colposo Cure alternative? «Il malato va seguito e poi consigliato» Padova. (c. g.) «Sì, alla direzione sanitaria segnalai il caso di quella paziente che non fece la terapia principale per affidarsi a percorsi alternativi mettendo a rischio la sua vita». Anche se tanti particolari sfuggono a distanza di qualche anno, il caso della vicentina Anna Tosin, morta di tumore e decisa a non sottoporsi a interventi, chemioterapie o radioterapie, lo ricorda ancora il professor Silvio Monfardini dello Iov di Padova. La vicenda è quella che vede indagato per omicidio colposo e lesioni gravi il medico di base padovano Paolo Rossaro, 56&nbsp;anni, di Polverara, con studio ad Albignasego, dove curava molti vicentini colpiti da tumore. Uno di loro, Cristian&nbsp;T., camionista del Basso Vicentino, è tornato alla medicina tradizionale dove aver rischiato la vita. È invece morta Anna Tosin. «Noi non abbiamo atteggiamenti censori - insiste il medico, la cui segnalazione ha dato il là all’inchiesta -. Di fronte alle difficoltà in cui si trova, è comprensibile che il paziente cerchi anche altro. Tuttavia va compreso, capito, accompagnato e, in caso di rischio, va convinto su quella che è la miglior strada». Già membro della commissione nazionale che studiò le terapie sostenute dal medico Luigi Di Bella negli anni ’90, Monfardini rammenta: «Constatammo che alcuni pazienti di Di Bella erano andati bene: ma seguivano la doppia terapia, quella complementare e quella scientificamente provata». Nel 2005 un altro caso di “medicina alternativa” sotto inchiesta. In seguito alla morte di Ellen Pegoraro (27&nbsp;anni, di Conselve) fu indagato per omicidio colposo il dottor Roberto Zanella di Arquà Petrarca, sostenitore della “Nuova medicina” di Ryke Geerd Hamer che cura il cancro con terapie di tipo psicologico. Caso archiviato nel 2005: Zanella è stato ucciso da un tumore al pancreas. Ora quello di Rossaro. fine citazione --------------------------------------------------------------------- 28&nbsp;dicembre 2007 tratto da: http://www.ilgiornaledivicenza.it " LA DISGRAZIA. La vigilia di Natale è scomparso C.&nbsp;T.&nbsp;Aveva dato il via all'indagine sul dottor Rossaro di Padova Muore a 35&nbsp;anni. Denunciò il medico per le cure Colpito da un linfoma in forma lieve, fu seguito con terapie alternative peggiorando la situazione C.&nbsp;T. non ce l'ha fatta. È morto la vigilia di Natale, stroncato dal linfoma che lo aveva colpito nel 2004. C., camionista di 35&nbsp;anni che viveva a ..., con la sua coraggiosa denuncia diede il via all'indagine contro il dottor Paolo Rossaro, il medico di base di Albignasego (Padova) accusato di curare i suoi pazienti ammalati di linfomi e tumori con cure alternative e non efficaci. Rossaro è accusato di omicidio colposo e lesioni gravi dalla procura di Padova.&nbsp;C., affetto dal linfoma di Hodking, era passato dal primo al quarto stadio del male. Il giovane aveva perso il padre a causa di un tumore: inutili le cure chemioterapiche, che anzi avevano indebolito il corpo del genitore. Per questo T., quando nel luglio del 2004 aveva scoperto di essere stato colpito da un linfoma ancora in forma molto lieve, non ha ascoltato i consigli dei medici degli ospedali di Vicenza. Non voleva soffrire come il padre. E anziché tornare ha seguito il consiglio di un erborista, che gli ha indicato il dottor Rossaro. «È un seguace della teoria di Hammer - aveva spiegato ai poliziotti del posto fisso del S. Bortolo che avviarono le indagini -, che ritiene che il corpo di ciascuno di noi possa trovare la forza e le energie per curare quanto c'è di negativo». Il professionista gli spiegò che avrebbe potuto guarire senza chemioterapie e farmaci, ma al momento con una dieta e delle vitamine, oltre ad un aiuto psicologico. «Ogni tanto avevo delle crisi, con alte febbri che curavo con farmaci classici. Ma la mia malattia andava avanti». Le visite periodiche ad Albignasego erano proseguite a lungo. Da marzo a ottobre del 2006 Rossaro gli avrebbe prescritto delle flebo di integratori, mai farmaci, fino a quando il giovane aveva iniziato ad avere grossi disturbi, come evidenziarono gli esami del sangue. Ma la terapia continuò ad essere a base di integratori di ferro e altre fiale, con fra l'altro acqua oceanica. Quando rischiò di morire, C. decise di denunciare il medico e tornò alle cure tradizionali. Che però, ad uno stadio ormai avanzato del linfoma, non sono servite per salvargli la vita. D.N." --------------------------------------------------------------------- Giornale di Vicenza del 29&nbsp;dicembre 2007 Sabato 29&nbsp;dicembre 2007 - Il giornale di Vicenza LA TRAGEDIA - Morto per il linfoma - Autopsia sul giovane È stata eseguita ieri l'autopsia su Cristian Trevisan, 35&nbsp;anni, il camionista di Pojana Maggiore morto la vigilia di Natale per il linfoma di Hodking. Il medico legale Massimo Montisci consegnerà i risultati in procura fra qualche settimana. L'esame è stato disposto dal pm padovano Renza Cescon che coordina le indagini per lesioni gravi e omicidio colposo a carico del medico di base Paolo Rossaro di Albignasego. Era stato proprio Trevisan a denunciarlo la prima volta alla polizia dell'ospedale S. Bortolo di Vicenza. Il vicentino, affetto dal linfoma, si era rivolto al medico su suggerimento di un erborista. Non voleva infatti farsi curare dalla medicina tradizionale e aveva preferito rivolgersi a Rossaro, seguace dei metodi del medico tedesco Hamer e fondatore dell'associazione Primum vitae. Dal 2004 in avanti aveva seguito le terapie alternative, basate da un lato su un supporto psicologico e dall'altro su vitamine e sostanze naturali. Ma la sua malattia, che non era seria quando la scoprì, si aggravò tanto che il camionista rischiò la vita. A quel punto decise di farsi seguire in ospedale e denunciò il medico. Successivamente la procura individuò il caso di Anna Tonini, morta di tumore ed ex paziente di Rossaro. Ora il magistrato vuole fare chiarezza anche sulla morte di Trevisan, che lascia la moglie e una figlia con cui sperava di passare il Natale. Da capire se i metodi seguiti dal professionista padovano possano essere una concausa del decesso. ==Gazzettino== Sabato, 18&nbsp;maggio 2007 Il pubblico ministero Renza Cescon ha aperto un’inchiesta nei confronti del dottor Paolo Rossaro di Sant’Agostino di Albignasego accusato di omicidio colposo e lesioni gravi. «Quel medico di base si inventa una cura contro i tumori» Una donna è morta dopo aver abbandonato le cure chemioterapiche, mentre un giovane camionista è stato salvato in extremis C'è anche il "metodo Rossaro" per la cura dei tumori. Una ricetta fatta di vitamine, integratori, diete, acqua oceanica e sostegni psicologici. Niente a che vedere con la controversa cura del dottor Di Bella, che negli anni Novanta tentò di mettere in crisi i metodi tradizionali della medicina oncologica. Ma anche Rossaro è un medico. Anzi, Paolo Rossaro, cinquantaseienne, è medico di base di a Sant'Agostino di Albignasego. E da qualche settimana è iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Padova. Il pubblico ministero Renza Cescon ipotizza nei suoi confronti le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose. L'inchiesta vuole far chiarezza sulla morte di una paziente, che sarebbe stata indotta a lasciare le cure chemioterapiche tradizionali per quelle puramente empiriche del dottor Rossaro. Mentre un giovane camionista è stato tratto in salvo per i capelli dopo che aveva abbandonato le terapie oncologiche per quelle alternative. Insomma, è stato portato in ospedale ormai spacciato e sottoposto alle cure intensive che gli hanno ridato le forze, tanto da poter rimettersi al volante del suo camion. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Cescon ha affidato la consulenza tecnica al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova, che dovrà vagliare i due casi. L'esperto medico legale sarà affiancato da un medico oncologo. Anna&nbsp;T. era in cura all'Istituto Oncologico Veneto di Padova e stava seguendo una terapia specifica per la cura del suo male. Poi, all'improvviso, ha smesso di sottoporsi alla chemioterapia per seguire il metodo del dottor Rossaro. Al momento si sa ben poco della cura del medico di Sant'Agostino di Albignasego. Anche se si presume che abbia già dei seguaci, dal momento che a Polverara da un anno è sorto un centro, denominato "Premium vitae", che dovrebbe diffondere l'uso della terapia alternativa. È stato il professor Silvio Monfardini, dello Iov di Padova, a denunciare l'abbandono delle cure chemioterapiche da parte della paziente e il successivo decesso. Lo ha segnalato alla direzione dello Iov, che a sua volta ha trasmesso la nota alla Procura della Repubblica. Il pubblico ministero Cescon ha aperto l'inchiesta e adesso è in attesa dei risultati della consulenza del professor Montisci. Cristian&nbsp;T. è il giovane camionista, residente a Vicenza, che avrebbe rischiato di finire all'altro mondo per aver lasciato le terapie tradizionali contro il cancro per il metodo del dottor Rossaro. Gli avevano già scoperto il tumore, quando ha conosciuto in un'erboristeria l'esistenza del medico di base padovano e le sue cure contro il cancro. Il camionista aveva visto morire il padre e non voleva soffrire come lui. Per questo motivo era alla ricerca di cure alternative. Da marzo ad ottobre 2006 Cristian&nbsp;T. avrebbe fatto la spola tra Vicenza e Albisgnasego per seguire le terapie del dottor Rossaro. Che, a quanto pare, non prevedono l'uso di farmaci. Anche lui aveva abbandonato le cure tradizionali. Era stato il responsabile del reparto oncologico a denunciare il fatto agli agenti del posto di polizia dell'ospedale di Vicenza e all'ordine dei medici. Le condizioni del giovane camionista peggioravano di settimana in settimana, fino a quando i sanitari non sono riusciti a convincerlo di sottoporsi nuovamente alla chemioterapia. Il dottor Rossaro non parla di cure contro il cancro. Sostiene che la sua funzione è di offrire vitamine e integratori per alleviare le sofferenze dei pazienti. Integratori e vitamine che si possono acquistare anche nella sede dell'associazione di Polverara. Ma se è così, come mai i pazienti abbandonano la chemioterapia? Lino Lava ----------------------------------- Sabato, 19&nbsp;maggio 2007 Abbandona la "chemio", muore a 21 anni Il giovane seguiva i consigli del dottor Paolo Rossaro. È il terzo caso. Anche l’Ordine dei medici apre un’istruttoria Il ragazzo aveva ventuno anni ed era stato colpito da un linfoma di Odgkin. Un maledetto tumore che l'ha portato alla morte. Poteva essere salvato? Il suo medico dice che ad un certo punto il ventunenne ha abbandonato la chemioterapia per seguire i metodi di cura del dottor Paolo Rossaro. Sarebbe stato "curato" con vitamine, integratori, diete, acqua oceanica e sostegni psicologici. Anche questo esposto è finito sul tavolo del pubblico ministero Renza Cescon. Ed è un altro caso che viene addebitato al medico di base di Sant'Agostino di Albignasego, presidente dell'associazione "Primum vitae", già iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di omicidio colposo e lesioni colpose. Dopo il caso di Anna&nbsp;T., morta di tumore al seno, il cui esposto è partito direttamente dai responsabili dell'istituto Oncologico Veneto dopo che la paziente aveva abbandonato le cure chemioterapiche, e dopo il caso del giovane camionista vicentino, Cristian&nbsp;T., anche lui colpito da tumore, ma che i familiari hanno convinto ad abbandonare le cure del dottor Rossaro e a ritornare a quelle tradizionali, adesso c'è la morte del ventunenne padovano ucciso da un linfoma di Odgkin. Anche su questo caso dovrà fare chiarezza il sostituto Renza Cescon, che ha già affidato una consulenza tecnica al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova. Al medico legale il magistrato ha chiesto anche di verificare se le cure prescritte ai pazienti sono conformi all'articolo 13 del Codice di deontologia della professione medica che, tra l'altro, recita che le terapie devono essere sostenute dalla dovuta sperimentazione. Cristian&nbsp;T., trentaquattrenne camionista vicentino, il quale si è notevolmente ripreso dopo essere stato costretto dai familiari a sottoporsi alla chemioterapia, ha raccontato agli inquirenti che il dottor Rossaro gli ha detto di seguire il metodo dell'ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer. Il dottor Hamer, che nel 1986 ha perso l'abilitazione a praticare la medicina in Germania, è padre di Dirk Hamer, il giovane tedesco che nell'estate 1978, in vacanza all'isola di Cavallo, in Corsica, era stato ferito mortalmente (era deceduto dopo un'agonia durata quattro mesi) nel corso di una lite finita a fucilate tra il principe Vittorio Emanuele di Savoia e un play boy romano. Secondo Hamer il cancro "inizia sempre con uno choc estremamente brutale, con un conflitto acuto e drammatico, vissuto nell'isolamento e percepito dal malato come il più grave che abbia mai conosciuto". Il giovane camionista vicentino ha raccontato agli inquirenti che il dottor Rossaro lo sottopose alla Tac e poi gli lesse le "lastre". Gli disse che i "segni" che vedeva rappresentavano la sua sofferenza per la recente perdita del padre. Il giovane camionista si convinse, abbandonò la chemioterapia per gli integratori del medico padovano e le sue condizioni precipitarono in poco tempo. Anche l'Ordine dei medici di Padova ha aperto un'istruttoria nei confronti del medico. Il dottor Rossaro è presidente dell'associazione "Primum vitae", che ha sede a Polverara. Al primo punto l'associazione si propone "l'assistenza diretta e indiretta del malato grave (prevalentemente oncologico, ma non solo) nel rispetto della decisione del paziente stesso". Quindi, si tratta di medicina alternativa. E lo spiega una paziente, che anche lei ha fatto la scelta di abbandonare la chemioterapia: «Io voglio svegliarmi la mattina e sapere che il mio medico è lì, con le cure mediche e la professione che lo distinguono, e non intrugli o magia, se non quella magia del cuore che il dottor Rossaro ci sa donare», dice. Lino Lava ----------------------------------- Sabato 29&nbsp;dicembre 2007 Edizione Padova '''L’INCHIESTA SUI MALATI DI TUMORE CHE ABBANDONANO LE CURE''' Morto il camionista che denunciò il dottor Rossaro (L.L.) Cristian Trevisan non ce l'ha fatta. È morto di un male che forse poteva essere curato. Si tratta del camionista trentacinquenne, residente a Poiana Maggiore, in provincia di Vicenza, il cui esposto ha fatto avviare l'inchiesta a carico del dottor Paolo Rossaro, medico di base di Sant'Agostino di Albignasego, che consiglierebbe ai suoi pazienti oncologici di "abbandonare" le cure tradizionali. Adesso il pubblico ministero Renza Cescon accusa il sanitario di omicidio colposo plurimo. L'inchiesta sta facendo luce anche sulla morte di Anna Tosini, una giovane donna padovana stroncata da un tumore al seno, e sul decesso di un ventunenne stroncato da un linfoma di Odgkin. Il sostituto procuratore Cescon ha affidato l'autopsia sul giovane camionista vicentino, padre di una bambina, al professor Massimo Montisci, dell'Istituto di medicina legale dell'Università di Padova. Sul fascicolo del pubblico ministero c'è già una consulenza del professor Montisci. È stata consegnata a novembre, quando Cristian Trevisan era ancora vivo. Secondo l'esperto, se i due malati non avessero abbandonato la chemioterapia sarebbero ancora vivi. Montisci sostiene che il "metodo" del dottor Rossaro ha peggiorato irrimediabilmente le condizioni della giovane donna padovana e del giovane camionista vicentino. Oltre ad essere medico di base, il dottor Rossaro è presidente dell'associazione "Primum Vitae", che ha sede a Polverara, nella Bassa Padovana. Al primo posto l'associazione si propone "l'assistenza diretta e indiretta del malato grave (prevalentemente oncologico, ma non solo) nel rispetto della decisione del paziente stesso". Dicono che pretende di curare il tumore con le vitamine, gli integratori, le diete, l'acqua oceanica e i sostegni psicologici. Lui, ribatte che la sua non è una cura. Ma un sostegno, un aiuto. Eppure i suoi pazienti oncologici abbandonano la chemioterapia e le cure tradizionali. I colleghi padovani gli hanno voltato le spalle e all'Istituto Oncologico Veneto quando sentono pronunciare il suo nome alzano gli occhi al cielo per non imprecare. L'Ordine provinciale dei medici ha aperto un'istruttoria per analizzare l'attività di questo medico di base. Trevisan era in cura, quando ha conosciuto in un'erboristeria l'esistenza del medico di base padovano e le sue terapie contro il cancro. Il camionista aveva visto morire il padre e non voleva soffrire come lui. Ed era alla ricerca di cure alternative. Aveva abbandonato la chemioterapia e le sue condizioni si aggravarono. Poi i familiari lo costrinsero a riprendere le cure tradizionali. Mentre nel caso di Anna Tosini, la denuncia alla magistratura è stata inviata direttamente dalla direzione dello Iov. La donna aveva abbandonato le cure chemioterapiche per seguire i consigli del medico di base. *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-10.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino20052007-10-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino23052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino24052007-12.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino22112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettino29122007.pdf ==Gazzettino di Padova== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova18052007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova19052007-2-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova24052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova24052007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova20122007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilgazzettinodipadova29122007-5.pdf --------------------------------------------------------------- Il Gazzettino di Padova Edizione del 8/5 2008 ALBIGNASEGO Assolto il dottor Rossaro Era a giudizio con l'accusa di non aver pagato per anni gli alimenti a moglie e figli Padova LO hanno mandato a giudizio con l'accusa di non aver pagato per anni gli alimenti alla moglie e alla figlia. Ieri mattina il giudice monocratico lo ha assolto per non aver commesso il fatto. Si tratta del medico Paolo Rossaro, balzato alle cronache nella tarda primavera dello scorso anno, dopo l'apertura dell'inchiesta nei suoi confronti sulla base di precise denunce da parte di malati di tumore che avrebbero abbandonato le cure. il dottor Rossaro, cinquantaseienne, residente a Legnaro è medico di base, con ambulatorio a Sant'Agostino di Albignasego. Contemporaneamente è presidente dell'associazione "Primum Vitae", che ha sede a Polverara. Nel capo d'imputazione si sostebneva che il medico non aveva versato alla moglie alimenti per 34&nbsp;mila 357,29&nbsp;euro. Quasi 70&nbsp;milioni di vecchie lire. Avrebbe onorato gli impegni di padre e marito, disposti dal giudice con la separazione e il divorzio, solo dal giugno 2005. Il medico era difeso dall'avvocato Zeno Baldo, mentre la moglie si è costituita parte civile con l'avvocato Emanuela Giraldo. La vicenda avrebbe potuto chiudersi il 3&nbsp;aprile 2006 con il decreto penale di condanna del giudice delle indagini preliminari, Rita Bortolotti, che condannava l'imputato al pagamento di una multa di&nbsp;1140. Ma il dottor Rossaro si era opposto al decreto di condanna e aveva scelto il processo. L'ex moglie sosteneva che oltre che essere medico di base a Sant'Agostino, l'uomo svolge anche le attività di dentista e di medicina estetica. Inoltre, sosteneva sempre l'ex moglie, il medico sarebbe socio occulto in società che "svolgono attività di medicina estetica e medicina alternativa". Durante il processo i due ex coniugi hanno cercato l'accordo. Evidentemente c'è stato. E ieri è arrivata l'assoluzione. --------------------------------------------------------------- ==Mattino di Padova== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova19052007-19.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20052007-17-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20052007-17-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova22052007-17.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20112007-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova20112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova22112007-21.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/ilmattinodipadova29122007-20.pdf ==corriere del Veneto== *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto18052007-7.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto19052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto19052007-5.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto20052007-9.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-1.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2-2.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22052007-2-3.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto24052007-6.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto20112007-9.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto22112007-11.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto28122007.pdf *http://www.ariplex.com/nmwiki/pdf/corrieredelveneto29122007-11.pdf ------------------------------- Corriere del Veneto, sabato 29&nbsp;dicembre 2007, pagina&nbsp;11 Il decesso Malato di tumore già dal 2004 il vicentino non si è sottoposto a chemioterapia fino al 2006 Anche il camionista poteva essere salvato Eseguita l' autopsia su Carlo Trevisan: si era affidato al dottor Rossaro PADOVA - E' stata eseguita ieri all'ospedale di Vicenza l'autopsia su Carlo Trevisan, trentacinquenne che aveva seguito il metodo alternativo del dottor Paolo Rossaro per la cura del cancro. Solo dopo due anni dalla scoperta della malattia, un linfoma comparso nel 2004, era stato ricoverato d'urgenza e infine sottoposto a chemioterapia. Fino alla fine del 2006 si era affidato soltanto ai metodi del medico di base di Albignasego, seguace del «metodo Hamer». Secondo questo sistema i tumori devono essere affrontati con approccio psicologico, cui vengono affiancati integratori, come fialette di magnesio, potassio, acqua marina. Le cure tradizionali cominciate circa un anno fa non hanno potuto salvare Trevisan, camionista residente a Pojana Maggiore insieme alla moglie Barbara Bianchi e alla figlia di sette anni. Per lui era ormai troppo tardi. Sono stati dati sessanta giorni di tempo per depositare le conclusioni dell'esame autoptico svolto ieri dal medico legale Massimo Montisci e il professor Alberto Amadori. La consulenza ricalca quella già svolta dai due medici, su richiesta del sostituto procuratore Renza Cescon, nel corso dell'inchiesta che vede indagato Rossaro. I consulenti del pm erano già arrivati alla conclusione che Trevisan avrebbe potuto essere curato, se solo fosse ricorso alla chemioterapia prima e se non si fosse affidato ai sistemi consigliati dal medico di base di Albignasego. Già nei mesi scorsi, la sorte dell'uomo era parsa segnata. Il tumore era stato lasciato crescere indisturbato troppo a lungo. Dopo un ennesimo ricovero dai primi di dicembre Trevisan è morto la vigilia di Natale. Secondo l'inchiesta ancora in corso è la seconda vittima del metodo Rossaro, dopo Anna Tosini, uccisa da un cancro al seno trattato solo con integratori. Alessia Pirolo ==Der Spiegel (tedesco)== [[image:spiegel080997-1.jpg]] [[image:spiegel080997-2.jpg]] [[image:spiegel080997-3.jpg]] ==Stern (tedesco)== [[image:stern_1.jpg|800px]] [[image:stern_2.jpg|800px]] [[image:stern_3.jpg|800px]] [[image:stern_4.jpg|800px]] [[image:stern_5.jpg|800px]] *http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm ------------------------------------------------------------- '''vedi anche:''' http://www.dossierhamer.it/articoli.html [[category:Nuova Medicina Germanica]] ae543ca8a5053e0505f3dcd8e93de1f92c7d2026 Nuova Medicina Germanica 0 4 168 124 2011-03-15T21:37:00Z EsoTypo 3 OL wikitext text/x-wiki La '''Nuova Medicina Germanica®''' (NMG) è una medicina alternativa nata nel 1981. Il suo inventore è [[Ryke Geerd Hamer]] un ex-medico tedesco radiato dall'ordine nel 1986. Questo testo è un tentativo di valutazione della Nuova Medicina basato esclusivamente su riferimenti alle sue ipotesi, alle sue dichiarazioni pubbliche ed ai risultati delle sue cure. ==Introduzione== Geerd Ryke Hamer ha conferito alle sue ipotesi il nome di '''Nuova Medicina''' che, successivamente, ha cambiato in '''Nuova Medicina Germanica''' (marchio registrato dal 2003) - in tedesco ''[http://psiram.com/index.php/Germanische_Neue_Medizin Germanische Neue Medizin]''. La sua Nuova Medicina Germanica (NMG) presenta elementi di pseudoscienza e si può suddividere in una parte diagnostica, molto particolare, ed in una parte terapeutica (con elementi psicoterapeutici) in merito alla quale sono state divulgate poche informazioni da parte dal suo inventore. La possibilità di applicazioni di tipo ''terapeutico'', nel senso medico tradizionale, della Nuova Medicina Germanica è stata messa in dubbio o addirittura negata dall'associazione [[ALBA]] (Associazione Leggi Biologiche Applicate), un'organizzazione che rappresenta la NMG in Italia; ciò è dovuto probabilmente a motivi legali <ref>Toneguzzi D (psichiatra con orientazione NMG): [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf lettera a Hamer del 20.2.2007 a nome dell'organizzazione ALBA] (login indispensabile)(rif. 134)</ref>. In una ''Nota per i pazienti'' [[Marco Pfister]], il presidente di ALBA, afferma: "''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico.''" <ref>[http://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm Lettera di M. Pfister] (rif. 223)</ref>. Dopo alcune discrepanze col fondatore, nel 2007 Hamer ha vietato all'associazione ALBA di utilizzare i marchi registrati della Nuova Medicina Germanica ed ha vietato la vendita dei suoi libri tramite l'associazione stessa. Secondo affermazioni di Hamer in persona, egli sarebbe latitante dal Marzo del 2007 per evitare di essere fermato a causa di un mandato d'arresto emesso dalla procura di Cottbus in Germania. Nonostante tutto Hamer rimane in contatto con i suoi seguaci tramite la pubblicazione di lettere aperte e fax. Secondo il suo avvocato Koch si troverebbe, attualmente, in ''Norvegia'' e il suo numero di fax sarebbe +47/33/464950 <ref>[http://psiram.com/index.php/Bild:Hamer-norwegen.jpg Hamer in Norvegia] (rif 237)</ref>. In un'intervista del 23 settembre 2007, Hamer stesso parla della sua presenza in Norvegia <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=41 Hamer in Norvegia - 2] (rif 238)</ref>. La Nuova Medicina Germanica non è accettata e viene in pratica ignorata dalla medicina moderna basata sulle prove (EBM - Evidence Based Medicine) e la sua applicazione non corrisponde ad una buona pratica clinica (GCP - Good Clinical Practice). L'applicazione della NMG non è però proibita, almeno in Germania<ref>[http://www.faktuell.de/Hintergrund/Background344.shtml Applicazione della nuova medicina in germania]</ref>. La diffusione delle idee di Hamer avviene soltanto attraverso la pubblicazione dei suoi libri (stampati da una casa editrice di sua proprietà, la ''Amici Di Dirk''), le pagine web in internet (vedi sotto: Nuova Medicina e internet) e pubblicazioni private da parte di associazioni e singole persone. I lati positivi delle sue ipotesi (accento sulla volontà del paziente / accento sulle risorse umane a dispetto delle risorse tecniche / relazione fiduciosa tra medico e paziente / ambiente terapeutico caldo e affettuoso...) non sono teorie originali della '''Nuova Medicina Germanica''', ma si possono trovare nell'approccio di una qualunque medicina olistica (p.e. quella della ''Ganzheitsmedizin'' di ''Issels'', idee di ''Erich Fromm''), in concetti omeopatici nati nel '900 e altri concetti del passato e del presente. Inoltre sono argomenti della medicina psicosomatica e della psico-oncologia moderna. ==La denominazione ''germanica''== La parola ''germanisch'' (germanico) si riferisce secondo il romano Tacito alla denominazione data, durante i primi secoli D.C., dai popoli gallici che vivevano sulla sponda Ovest del Reno ai popoli che vivevano sulla sponda Est. I diversi popoli denominati germanici non si sono mai considerati tali. Il nome "Germania" fu usato nei fasti (''triumphales'') romani del 222 A.C.: Plinio il Vecchio parla dei "germani" nella sua ''Naturalis Historia'' (anche se all'epoca non si consideravano tali solo i popoli che successivamente sarebbero stati chiamati "germani", ma tutti i popoli che vivevano al nord delle Alpi). Altri riferimenti si ritrovano nell'80 A.C. nel ''Poseidonios'' di Apameia e, nel 58 A.C., nel ''De Bello Gallico'' di Giulio Cesare. La denominazione "Germania" si troverà più tardi (98 D.C.) nell'omonimo testo di Tacito (Publius Cornelius Tacitus). "Germanico" è un nome che i popoli ai quali si riferisce non usavano per definirsi, ma una denominazione data loro dai popoli con i quali i "germanici" di allora erano in stato di ostilità. Quando, nel 2004 fu chiesto a Hamer: "''perché germanisch''?", Hamer rispose: "''perché sono fiero di esere tedesco''"<ref>Caroline Markolin di Montreal, Canada, 1 Gennaio 2005: "...Ich habe Dr. Hamer letztes Jahr während eines Seminar in Spanien gefragt: "Warum germanisch?". Seine Antwort kam schnell und war eindeutig: "Ich bin stolz, Deutscher zu sein"..." Da: [http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2005/20050101_Markolin_Plaedoyer.htm pilhar] (rif 208)</ref>. Hamer, usando il termine "germanisch" si è anche giustificato così: "''con il termine 'germanica' si fa riferimento alla cultura degli antichi germani che non avevano i concetti contrapposti di 'bene' e 'male' come nella tradizione giudaico-cristiana''" (parole di Hamer tratte dal suo libro "''Testamento per una Nuova Medicina''" cap. 28). L'associazione italiana ALBA informa a questo proposito: "''definendo 'germanica' la Nuova Medicina il dr. Hamer si e semplicemente rifatto ad una cultura indogermanica dei popoli del nord, che non sono stati toccati dai condizionamenti di una cultura giudaico-cristiana''" <ref>[http://www.albanm.com/home.htm Versione del 14.2.07] (rif 133)</ref>. Una "''cultura indogermanica dei popoli del Nord''" non è mai esistita. La stessa parola "indogermanico" viene usata solo nella ricerca linguistica, sopratutto tedesca, ed è solo un'ipotesi che un "''popolo indogermanico''" sia vissuto nel periodo dal 6000 al 3000 AC. Al di fuori della Germania, il concetto linguistico di "''indogermanico''" viene fornito con "''indo-europeo''". Cosa venisse di fatto considerato "bene" e "male" nelle culture dei popoli denominati germanici (che sono scomparsi al più tardi nel Medioevo) non viene invece tematizzato. In un'altra documentazione Hamer esprime la sua convinzione secondo la quale "''siccome la medicina è stata scoperta in Germania, popolo di poeti e pensatori, musici, inventori e scopritori, oltre che madre di quasi tutte le lingue europee, io l'ho chiamata Nuova Medicina Germanica. Da allora oltre che di far parte di una setta sono stato infamato di antisemitismo''" <ref>[http://www.nuovamedicinagermanica.it/images/NuovaMedicinaGermanica/Presentazione%20NMG%202006.pdf NMG] (rif 211)</ref>. Questa citazione dimostra da parte sua una completa ignoranza sia della storia della medicina che delle scienze linguistiche. Del resto le accuse di antisemitismo gli vengono mosse a causa delle sue lettere che incitano all'odio verso gli ebrei, e non certo per il termine ''germanica''. ==L'assenza di pubblicazioni scientifiche ''peer-reviewed'' o su riviste di fama== Un problema per una valutazione neutrale di Hamer e della sua ''Nuova Medicina Germanica'', è il fatto che Hamer non ha mai pubblicato in modo ''scientifico'', a parte la sua tesi di laurea (vedi fine pagina). Tale tesi non ha niente a che fare con le sue convinzioni ed ipotesi di una nuova medicina degli anni successivi, dal momento che tratta di un tema della ''oftalmologia''. Analizzando le affermazioni di Hamer si nota una assenza di articoli scientifici (peer-reviewed) pubblicati da lui o da una qualunque altra persona a proposito della NMG. L'unica eccezione la fa l'articolo del 2005, dell'ex-medico olistico danese ''Ventegodt''<ref> Ventegodt S., Andersen N.J., Merrick J.: ''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer&rsquos system for holistic treatment of metastatic cancer'', Scientific world journal, 2005 gen. 28;5:93-102. Istituto privato ''The Quality of Life Research Center'', Teglgardstraede 4, DK-1452 Copenhagen K, Danimarca. email: ventegodt @ livskvalitet.org (rif 1) </ref> (nel frattempo, ''Ventegodt'' ha perso la sua abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science/ Ventegodt e pseudo-scienza] (rif 232)</ref>). Quest'unica pubblicazione è avvenuta su una rivista poco conosciuta, e deve affrontare la critica di essere argomentata in modo ''pseudoscientifico''. ==Assenza di riscontri da fonti neutrali documentate scientificamente== Tra la documentazione che i sostenitori della NMG dovrebbero redigere per affrontare un dibattito serio dovrebbero esserci studi scientifici di tipo controllato, placebo-controllato, cross-over o multicentrico. Tutta la scienza moderna si basa sul punto cardine che tutte le ipotesi debbano essere falsificabili. Data un'ipotesi, formulata in modo non equivoco e dettagliato, se tale ipotesi sottoposta a verifiche empiriche controllate non presenta errori di sorta, questa viene riconosciuta come valida - ovviamente fino al giorno in cui nuove scoperte non ne causeranno la confutazione o, più comunemente, una modifica. Le cosiddette "''prove''" mostrate finora da Hamer o da aderenti alla NMG non hanno nessun valore scientifico: si tratta di tentativi di dimostrare un effetto diagnostico o terapeutico tramite esami '''retrospettivi''' (cioè: dato l'effetto viene definita la causa) senza valore di prova alcuno. Solo studi '''prospettivi''' (cioè: data una causa ne vengono previsti gli effetti) possono avere valore probante - se il numero dei casi esaminati e sufficiente. I tentativi di fornire prove del reale valore della NMG conosciuti finora possono essere tranquillamente definiti '''pseudoscientifici'''. (Vedi sotto in dettaglio: ''Verifiche della NMG''). ==Effetto Dunning-Kruger== Hamer non riconosce i limiti delle sue conoscenze mediche e si ritiene ''esperto'' in tutte le aree della medicina umana. Secondo ''Dunning-Kruger''<ref>[http://www.apa.org/journals/features/psp7761121.pdf apa.org] (rif 235)</ref> non riesce a rendersi conto delle sue incompetenze e diventa un pericolo per chi crede in modo cieco ed assoluto nel suo metodo. ==La Nuova Medicina come pseudoscienza== [[image:Sciencefaith.jpg|500px|thumb|Il metodo scientifico ed il metodo dogmatico a confronto]]Secondo le regole stabilite nel 1.800 a Magendie, in Francia, insieme ad altre personalità Karl Popper ha sviluppato il concetto di '''pseudoscienza''' il quale attribuisce fa riferimento ad ogni teoria che sostenga di essere scientifica ma rifiuti di avvalersi del moderno metodo scientifico per dimostrare le proprie affermazioni. Comunemente in un'affermazione pseudoscientifica vengono fatte affermazioni impossibili da verificare o da confutare. Nel caso della NMG, un osservatore potrebbe chiedersi per esempio come i neonati, o comunque bambini entro estremamente piccoli, possano subire i cosiddetti ''conflitti biologici''. In presenza di certe patologie viene argomentato che anche i neonati potrebbero aver subito dei conflitti prima del parto. Gli stessi conflitti non avrebbero però effetti se il neonato riuscisse a ''risolvere'' tali conflitti: una tale argomentazione è ''auto-immunizzante'' ed e' ''sempre vera'', cioè non falsificabile. '''La teiera di Russell''' In una [http://it.wikipedia.org/wiki/Teiera_di_Russell metafora] del celeberrimo filosofo inglese Bertrand Russell, viene confutata l'idea che spetti all'osservatore neutrale o allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni. Questo si può anche estendere a dottrine come ''le cinque leggi biologiche'' della nuova medicina. Vedi anche il celebre scritto di Carl Sagan: [http://www.uaar.it/ateismo/contributi/01.html Un drago nel mio garage], o la ''Radosofia'' dell'astronomo olandese Cornelis de Jager che poteva ritrovare costanti della natura dalla moltiplicazione delle dimensioni di alcune parti di una bicicletta. ==Assenza di pazienti guariti grazie alla Nuova Medicina Germanica== Non si conoscono pazienti, malati di cancro, guariti grazie all'applicazione della NMG di Hamer. Secondo la Nuova Medicina Germanica, il cancro non costituisce una situazione preoccupante per le persone affette da questo tipo di patologia ed Hamer lo conferma: "''Quando da me arriva un malato di tumore che ha la leucemia faccio i salti di gioia, vuol dire che il suo apparato immunitario si è attivato per la fase di guarigione...''" (la definizione "''apparato immunitario''" non viene usata in medicina, dove si usa la definizione di "''sistema immunitario''"). Visto che Hamer dichiara che i suoi metodi sarebbero in grado di curare il cancro nel 98% dei casi, si dovrebbe trovare almeno un solo paziente, con una diagnosi accertata e documentata di cancro (maligno) che sia sopravvissuto almeno 5 anni dal giorno della diagnosi e che si sia sottoposto cure che corrispondano alla NMG, evitando cure convenzionali. Per ottenere credibilità, e per poter verificare un tale caso, la descrizione dettagliata del decorso della malattia dovrebbe essere pubblicata. Spesso si sente o si possono leggere aneddoti di pazienti ''curati dal cancro dalla Nuova Medicina'' senza poter valutare tali affermazioni, e in questi casi rimangono forti dubbi. Per esempio una persona racconta di aver superato una ''leucemia'' grazie ad una cura che seguiva le teorie di Hamer, e che avrebbe riscontrato 11 nuove ''leucemie'' successive che di nuovo sono state curate con successo dalla NGM hameriana (è il famoso caso dell'esponente di estrema destra "Joswig", anche lui portatore di un passaporto che certificava come lui fosse un cittadino del fantomatico ''Deutsches Reich''<ref>(13) I KRR in Germania: da qualche tempo (sopratutto dopo il 1990) esistono in Germania alcuni gruppi "kommissarische Reichsregierung KRR" (=governo provvisorio del Reich) che pretendono di rappresentare un ipotetico "Deutsches Reich" (regno tedesco) che avrebbe continuato ad esistere dal 1945, come continuazione del governo tedesco in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale. Inventano "tribunali del Reich", "ministeri della salute" e cosi via. Questi gruppi hanno sostegno da movimenti di estrema destra in Germania nonostante siano in fortissimo contrasto tra loro poiché ciascun gruppo pretende di essere "il vero governo provvisorio" e poiché ciascun gruppo sussiste economicamente vendendo passaporti e licenze di guida del proprio "governo". I diversi gruppi si minacciano con denunce dirette ai propri "tribunali del Reich". Secondo sentenze di tribunali amministrativi, i KRR non hanno nessun diritto pubblico e i passaporti corrispondenti non hanno nessun valore per una identificazione. Uno di questi KRR pensa di rappresentare davvero il vecchio Reich perché lettere raccomandate inviate all'ambasciata USA di Berlino tornavano indietro con lo stampo "ricevuto" [rivedere la traduzione]. R.G. Hamer è stato avvicinato da uno di questi "governi" KRR (Haug, un esperto in materia "energia libera") e si era dichiarato disposto a diventare il presidente (Reichspräsident) di tale "regno". Esempio: [http://www.deutsches-reich-heute.de deutsches-reich-heute.de] (cliccando si arriva ad una mappa della Germaia del 1937 e un'intervista con R.G. Hamer) Sentenza Amtsgericht Duisburg: Eine "deutsche Reichsverfassung" vom 19. 1. 1996, eine kommissarische Reichsregierung oder ein kommissarisches Reichsgericht existieren ebenso wenig, wie die Erde eine Scheibe ist. ...Anders lautende Behauptungen und Rechtsansichten beruhen auf ideologischen Wahnvorstellungen. Sie werden gemeinhin allenfalls von rechtsradikalen Agitatoren (vgl. dazu BVerfGE 2, 1 [56 f.]; Verfassungsschutzbericht 2003, hrsg. vom BMI, 2004, S. 55, 89 f.) oder Psychopathen vertreten (Beschl. v. 26. 1. 2006 - 46 K 361/04; NJW 2006, 3577) Traduzione di una citazione della sentenza del tribunale amm. di Duisburg (codice 46K361/04) del 2004: "''[...] un governo provvisorio del Reich o un tribunale provvisorio del Reich non esistono come la terra non è un disco [...] affermazioni a favore di una loro esistenza si basano su manie ideologiche [...] [tali affermazioni] sono esplicitate di solito da agitatori di estrema destra (vedi rapporto del servizio secreto civile tedesco Verfassungsschutz del 2003) o da persone psicopatiche [...]</ref>). In questo caso l'unico sintomo della presunta ''leucemia'' era una leucocitosi che si può osservare anche durante infezioni banali. Si possono anche trovare casi "miracolosamente" guariti da un ateroma (definito dalla NMG "neuroblastoma" per motivi sconosciuti). Un ateroma è un problema soltanto estetico (a parte le possibili infezioni), che viene risolto chirurgicamente, su richiesta, in anestesia locale in circa 20 minuti. In un altro caso un torcicollo muscolare acuto (torticollo) viene confuso con un linfoma non-Hodgkin (NHL) <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Erfarung/NonHodgkin.htm Torticollo - linfoma] (rif 36)</ref>. Alcuni aneddoti raccontati da persone che sono convinte della bontà della NMG fanno pensare al ben conosciuto fenomeno dell'''open window theory''. È evidente come spesso i pazienti si siamo auto-diagnosticati una malattia. Un adenocarcinoma del seno viene descritto come "ascesso freddo del seno in fase post conflittuale", che mostrerebbe una "secrezione tubercolotica maleodorante dal seno"<ref>Hamer RG: (traduzione) Il capovolgimento diagnostico, la genesi delle malattie e in particolare il cancro, edizioni Amici di Dirk Fuengirola, Spagna (rif 121)</ref>. Gli aderenti alla Nuova Medicina Germanica sostengono che esisterebbero migliaia di pazienti curati dalla NMG: l'osservatore indipendente si deve chiedere però perché questi vogliono nuocere ad Hamer, dal momento che non consentono di fornire in un modo pubblico e controllabile dettagli precisi a proposito della loro presunta guarigione dovuta esclusivamente alla NMG. ==I numerosi pazienti NMG deceduti: gli insuccessi resi pubblici== Si conoscono all'incirca 140 pazienti che sono deceduti dopo aver scelto la NMG come terapia (vedi i fascicoli della giurisprudenza austriaca ed elenco A. Deckers). In alcuni casi si conoscono tutti i dettagli della loro malattia, rintracciati attraverso i processi penali. Per esempio il caso di Sören Wechselbaum, che aveva davvero un cancro ai testicoli. Un altro caso tipico è quello di Michaela Jakubczyk-Eckert. La sua agonia e la sua storia sono documentate qui: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm Michaela Jakubczyk-Eckert]. Si sa che Michaela ha sofferto fortissimi dolori prima di morire. Purtroppo credeva che la morfina le sarebbe stata letale e così rifiutava questo farmaco (bisogna sapere che il rifiuto degli oppiacei e della morfina fanno parte del lato terapeutico della nuova medicina germanica). Geerd Ryke Hamer non è riuscito a curare il suo stesso cancro ad un testicolo con la NMG, mentre è stato invece operato secondo i metodi della medicina moderna presso la clinica chirurgica dell'università di Täbingen nel 1979, e secondo le sue convinzioni sarebbe dunque uno dei pochissimi (2%) a sopravvivere per un lungo periodo (più di 27 anni) ad una terapia antitumorale della medicina ''ufficiale''. Secondo Hamer <ref>[http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html neue medizin]</ref> i primi sintomi del suo cancro sarebbero apparsi solo due mesi dopo la tragica morte di suo figlio, quindi circa 6 mesi dopo il colpo sparato. Una relazione causale di questo tipo è impossibile a causa del periodo di latenza tra l'insorgere ed il manifestarsi del cancro. In un'intervista del 1992 <ref>[http://www.newmedicine.ca/interview.php newmwdicine] [...] in 1978 I developed testicular cancer from such a biological conflict, a so-called "loss conflict" [...] (rif 103)</ref> invece indica l'anno 1978 come periodo iniziale della sua patologia. Contemporaneamente Hamer ha dichiarato di essere sicuro che il cancro al seno di sua moglie sarebbe stato causato dal trauma della morte di loro figlio Dirk nel 1978, e non si capisce perché non sia stato capace di curarla con il suo metodo. Secondo le affermazioni fatte in un'intervista del 2007 da una sua ex-collaboratrice<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/] interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni 80 (rif 197)</ref>, Hamer avrebbe dichiarato che sua moglie (anche lei medico) sarebbe morta perché non era pienamente convinta del metodo di suo marito, e lo scetticismo sarebbe stato la causa della sua morte. Sua moglie aveva un tumore al seno, e Hamer tentò invano di curarla secondo il suo metodo. Eppure in uno dei suoi libri la definisce ''la sua prima paziente della NM''. Per altri casi clamorosi consultare la sezione [[vittime della Nuova Medicina]]. ==Affermazioni sbagliate e/o senza fonte a proposito del cancro== [[Image:Ce.jpg|situazione in Germania|300px|thumb]]Hamer dichiara di poter curare, con una probabilità di esito positivo del 98%, pazienti affetti da cancro. Una casistica in tal senso di successi stabiliti dalle sue cure non è mai stata dimostrata né pubblicata in modo controllabile (falsificabile). Le indicazioni terapeutiche della NMG in casi di cancro fanno pensare all'induzione di una '''remissione spontanea''' grazie ad un intervento psicoterapeutico, anche se afferma che soltanto il paziente è responsabile per la propria guarigione (o il proprio insuccesso). La probabilità di una remissione spontanea in caso di cancro (maligno) è purtroppo molto bassa e si stima attorno ad 1 caso su 60.000/100.000. Lungo tutto l'arco della storia mondiale dell'oncologia i casi di '''remissione spontanea''' certi (pubblicati) di cui si ha conoscenza sono all'incirca 1.200 e si stima che ogni anno si venga a conoscenza di più o meno 20 nuovi casi. Le remissioni spontanee, purtroppo rarissime, non sono riconducibili ad una terapia conosciuta, anche dal punto di vista della psico-neuro-immunologia moderna. Almeno due centri fanno ricerca in questo campo in Germania. Alcuni studi scientifici mostrano una debole influenza di fattori di stress sull'incidenza e sullo sviluppo del cancro. Altri studi escludono tale possibilità ([http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroepsiche.htm vedi riferimenti]). Alla rarità delle remissioni spontanee si aggiunge il problema che dopo tali remissioni si possono verificare ricadute, esattamente come nelle terapie della medicina di oggi: di conseguenza, per poter valutare un successo definitivo di una terapia antitumorale classica o di un procedimento secondo le leggi della NMG (apparentemente finalizzato ad una remissione spontanea indotta) bisogna aspettare alcuni anni (5-10) per essere sicuri di un eventuale successo. Hamer ha dichiarato diverse volte che la ''medicina ufficiale'' offrirebbe soltanto una percentuale del 2% di sopravvivenza <ref>"[...] So aber gibt es nur schlechte Verlierer in der dummen und falschen Schulmedizin. Von der strafrechtlichen Seite wollen wir noch gar nicht einmal sprechen., d.h. von der Frage, wer denn für den seit 18 Jahren geübten, vorsätzlichen wissenschaftlichen Massenmord oder Superholokaust an unseren Patienten verantwortlich ist. Denn beim Deutschen Krebsforschungszentrum Heidelberg kann sich doch jeder erkundigen: Bei der "Standesamtsstatistik" (d.h.: Wer lebt wirklich noch nach Chemo-Pseudotherapie ?) findet man, daß nach 5 Jahren 95% der Patienten tot sind, nach 7 Jahren 98%! Das heißt: Man hat alle Patienten regelrecht um ihr Leben betrogen, indem man die Erkenntnisse der neuen Medizin mit ihrer 95%igen (und mehr) Überlebenschance unterdrückt hat! Das war aber nicht ein paar vertrottelte Medizyn-Onkelchens oder saudumme Medienredakteure, xxxxx Richter oder Politiker, sondern das waren die finsteren Mächte der Logenonkelchen und Onkologenbrüderchen, die dieses schlimmste Verbrechen der Menschheitsgeschichte für den Wahn der Weltherrschaft begehen mußten [...]" </ref> da: <ref>*http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/19990415_Hamer_an_Freund_Gallmeier.htm</ref> per i pazienti affetti da cancro. Questa affermazione (che non si basa su nessuna fonte) può avere un effetto intimidatorio sui malati. (Secondo le ''leggi'' della NMG potrebbe anzi avere di per sè un effetto '''dannoso''' e '''controproducente'''). Al contrario di quanto affermato da Hamer, la medicina moderna (EBM/GCP) offre una percentuale media del 55% di sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi, in casi di cancro maligno (nei casi di tumori benigni la percentuale è molto piu elevata [manca percentuale per tumori benigni]). Queste stime si riferiscono ai casi di cancro curati in Germania (dove è nato lo stesso Hamer, il quale fa spesso riferimento al suo ''Vaterland'' (patria)), e si tratta degli ultimi risultati ottenuti dall'istituto RKI (Robert Koch Institut). I dati degli Stati Uniti sono ancora più ottimistici: la percentuale di sopravvivenza supera il 60%. Cifre da altri Paesi europei ed industrializzati sono simili<ref>*[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61.pdf (periodo 1990-94, pag. 58)]</ref>. [[Image:Mortalitysweden.jpg|thumb|400px|mortalita in svezia tra 1964 e 1996]]Il National Cancer Institute (USA) indica per l'anno '''1920''' una sopravvivenza del 20% per i casi di cancro. L'incidenza di questa malattia, e la sua mortalità, in Germania sono in calo da circa 10 anni<ref>[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania)] (fonte: [http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf pdf])</ref>. Questo vale per donne e uomini. In Italia l'incidenza è in leggero aumento, mentre la mortalità è in calo (vedi sotto: [[registri tumori, riassunto AIRT]]). Hamer parla di "''1500 pazienti di cancro ammazzati''" ogni giorno dalla "medicina classica" in Germania, e lo conferma in una lungo video-intervista del 2006<ref>Vedi l'intervista con l'esponente KRR Haug su: [http://www.lnc-2010.de/html/neues_deutschland.html VIDEO] (il video, in tedesco, è stato cancellato)</ref>. Nel 2007 parla invece di "''1500 non-ebrei''"<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/2007/20070205_Hamer_an_HR3.htm]</ref>. I dati smentiscono anche queste illazioni: nel 2002, a 420.000 persone è stato diagnosticato un ''cancro'', e 210.000 ne sono morte in Germania nello stesso anno. Si evince che 210.000/365 = 575 pazienti deceduti al giorno: la cifra di Hamer non può essere giusta, ed è completamente sbagliata (sempre per indurre terrore nei confronti dell "''mecicina ufficiale''"). Inoltre, se dessimo ascolto a quanto afferma Hamer avremmo 1.500 x 365 = 547.500 pazienti deceduti all'anno. Ma questa cifra sorpassa di molto la cifra annuale delle nuove diagnosi di cancro in Germania. Di conseguenza: secondo Hamer, la cifra dei decessi supererebbe il numero delle diagnosi per più di 120.000 persone! ==Riversare la colpa sul paziente: la responsabilità individuale== Lo psicologo belga ''Nady Van Broek'', esprimendosi a proposito della Nuova Medicina Germanica di Hamer <ref>Lo psicologo belga Nady Van Broek (università di Leuven/Louvain) a proposito della NMG: "[...] Outre les risques mortels qu'ils font prendre à ceux qui les suivent aveuglément, ce qu'il y a de terrible dans le discours de ces thérapeutes, c'est qu'il rend les malades responsables de leur malheur [...] Ils font porter un énorme fardeau sur leurs épaules: déjà «punis» par la maladie, les voilà jugés aussi coupables de ce qui leur arrive, puisque c'est leur cerveau qui pourrait tout programmer et déprogrammer! [...] A partir de là, pourtant, tout s'enchaîne : si lés patients ne réussissent pas à guérir, c'est, leur dit-on. parce qu'ils ne vont pas assez en profondeur pour voir clair dans leur stress, régler leurs conflits internes et ou assez se relaxer. Leurs tentatives pour y parvenir? Forcément insuffisantes! «Comment démontrer le contraire de ce genre d'assertions : elles sont absolument impossibles a réfuter? [...] Mais terriblement efficaces: ils placent plus encore le malade dans un état de dépendance vis-à-vis de son thérapeute"</ref>, ricorda il problema che un eventuale insuccesso può avere un effetto negativo sul paziente: la responsabilità ricade sul paziente (o anche sull'ambiente sociale che lo circonda) che si sentirà colpevole per la propria patologia e dell'insucesso dei suoi tentativi di guarigione, aumentando così il peso delle proprie già enormi sofferenze. ==Le chemioterapie nella cura del cancro== [[image:ALLsweden.jpg|Sopravvivenza alla ALL in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] [[image:Hodgkinsweden.jpg|Sopravvivenza ad un linfoma Hodgkin in Svezia (Acta Oncol 2003)|300px|thumb]] Secondo Hamer, la chemioterapia usata in medicina non sarebbe efficace e sarebbe, al contrario, la vera causa (insieme alla morfina) della morte di numerosi pazienti. La chemioterapia, nella cura del cancro, è spesso solo un coadiuvante ed è soltanto una delle terapie usate in medicina, dopo la chirurgia e l'applicazione di radiazione. In alcune patologie è una terapia altamente efficace ed ha fatto aumentare notevolmente la prognosi. Due esempi sono la '''ALL''' nei bambini (Leucemia Linfatica Acuta) ed il linfoma di ''Hodgkin''. A lato si possono vedere dei grafici rappresentanti le curve di sopravvivenza in '''Svezia''' per due tipi di cancro che sono sensibili alla chemioterapia. Le curve confutano chiaramente e senza dubbio l'ipotesi che la chemioterapia non sarebbe efficace nella terapia tumorale, un'ipotesi che potrebbe scoraggiare pazienti affetti da una patologia curabile solo con farmaci. In questi casi specifici, i progressi sono chiaramente da attribuire ad una efficace chemioterapia <ref>Brandt L, A systematic overview of chemotherapy effects in Hodgkin's disease, Acta oncol 2001;40(2-3):185-97, A systematic review of chemotherapy trials in several tumour types was performed by The Swedish Council of Technology Assessment in Health Care (SBU). The procedures for the evaluation of the scientific literature are described separately (Acta Oncol 2001; 40: 155-65). This synthesis of the literature on chemotherapy for Hodgkin's disease (HD) is based on 113 scientific reports including four meta-analyses, 44 randomised studies, 18 prospective studies and 40 retrospective studies. These studies involve 69,196 patients. The conclusions reached can be summarised into the following points: Chemotherapy is of utmost importance for the cure of HD. At early stages, extended field radiotherapy cures most patients. For the majority of patients with relapse after radiotherapy, chemotherapy is curative and the total proportion of cured early stage patients is 75-90%. Chemotherapy in addition to extended field radiotherapy reduces recurrences but does not improve long-term survival. In early stage HD with a large mediastinal mass and/or with systemic symptoms, combined treatment with chemotherapy and radiotherapy is recommended. It is likely that chemotherapy will play a greater role in the future in the treatment also of early stage patients in order to reduce late consequences from extended field radiotherapy. However, this conclusion remains to be better documented in the literature. At advanced stages, chemotherapy or a combination of chemotherapy and limited field radiotherapy are effective treatment options and, using the regimens available 10-20 years ago, 40-50% of the patients are cured. Based upon more favourable short-term (three to eight years) results of more recently developed regimens, it can be expected that today a higher proportion of the patients will become long-term survivors. Several chemotherapy regimens containing four to eight drugs are effective in HD. The best regimen considering both antitumour activity and acute and late side-effects is not known. The choice of regimen is probably best done after considering various pre-treatment factors such as the number of poor prognostic signs, concomitant diseases and individual preferences. The results of chemotherapy are more favourable in young than in elderly patients. The development of less toxic but still effective treatment programmes is therefore particularly important for the elderly. High dose chemotherapy with stem cell support is presently often used in patients who are chemotherapy induction failures, who relapse after a short initial remission or after a longer initial remission and treated initially with seven or eight drugs, or who have had multiple relapses. However, this use is based on data from uncontrolled or small controlled studies, not being fully convincing with respect to effect on survival. Persistent side-effects of treatment are common among long-term survivors, although most patients have an apparently normal life. The relative contributions of chemotherapy and radiotherapy to the persistent effects are not well documented.</ref>. Questo non vale però per tutti gli altri tipi di cancro: il contributo generale della chemioterapia sulla prognosi nell'insieme dei diversi tipi di cancro è limitato a meno del 10%. ==I periodi di latenza del cancro== Nell'adulto, il periodo di latenza tra danno iniziale (inizio a livello cellulare) ed apparizione dei primi sintomi di un tumore (dolori, tumore visibile o palpabile) è compreso tra i 5 ed i 70 anni, in media 8 anni. I periodi di latenza più brevi che si conoscono sono periodi di circa 2 o 3 anni nei casi di leucemia nei bambini. Il cancro ai polmoni può manifestarsi anche 20-40 anni dopo la trasformazione maligna iniziale. Nel caso del mesotelioma causato dall'amianto il periodo minimo è di 20 anni e si può estendere fino a 70 anni<ref>[http://www.gimle.fsm.it/bs/pdf/pdf_documenti_009_26.pdf periodo di latenza del cancro]</ref><ref>Bianchi C., ''Malignant mesothelioma of the pleura among seafarers'' in medicina del lavoro, 2005 Nov-Dec;96(6):490-5 - esame del mesotelioma tra i marinai della marina militare italiana</ref>. Il periodo di latenza è calcolabile: conoscendo il periodo che una singola cellula necessita per dividersi ed il numero di cellule che contiene un tumore palpabile e sintomatico. Un tumore con un diametro di 1 cm contiene tra i 20 milioni ed 1 miliardo di cellule<ref>Ernst Krokowski, radiologo-oncologo universita Kassel</ref>. Un "conflitto biologico" (il concetto del ''conflitto'' usato da Hamer non corrisponde a quello usato in psicologia<ref>Hamer: "[...] Wenn wir das Wort "Konflikt" verwenden, so muss sogleich dazu gesagt werden, dass es sich nicht um Konflikte im bisherigen Verständnis handelt, also um psychologische Konflikte, sondern um Biologische Konflikte. Diese Art von Konflikten können Mensch und Tier erleiden, sogar in ähnlicher Weise die Pflanzen [...]" - stessa fonte del rif 3.</ref>) come causa ipotetica di un cancro sarebbe dunque da ricercare da 5 a 40 anni (nel peggiore dei casi a 70 anni) prima del momento della diagnosi. In un periodo di tempo tanto lungo si troveranno praticamente sempre traumi di ogni tipo da accusare come scatenanti la patologia. L'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri del World Trade Center a New York fu un disastro imprevisto e molto traumatizzante per almeno 400.000 persone: secondo le "leggi" della Nuova Medicina Germanica questo fatto avrebbe dovuto far scattare immediatamente molti nuovi casi di cancro e, dal momento che non si hanno notizie di terapie NMG effettuate da queste persone, si può ipotizzare che non abbiano potuto evitare, grazie alla terapia di Hamer, lo sviluppo del cancro. La ricerca di Rayne<ref>Rayne S, Using exterior building surface films to assess human exposure and health risks from PCDD/Fs in New York City, USA, after the World Trade Center attacks, J Hazard Mater 2005 Dec 9;127(1-3):33-9, Concentrations of tetra- through octa-chlorinated dibenzo-p-dioxins and dibenzofurans (PCDD/Fs) were determined in exterior window films from Manhattan and Brooklyn in New York City (NYC), USA, 6 weeks after the World Trade Center (WTC) attacks of 11 September 2001. High concentrations of the 2,3,7,8-substituted congeners (P(2378)CDD/Fs) were observed, at levels up to 6600 pg-TEQ g(-1) nearest the WTC site. An equilibrium partitioning model was developed to reconstruct total gas + particle-phase atmospheric concentrations of P(2378)CDD/Fs at each site. The reconstructed atmospheric and window film concentrations were subsequently used in a preliminary human health risk assessment to estimate the potential cancer and non-cancer risks posed to residents of lower Manhattan from these contaminants over the 6 week exposure period between the WTC attacks and sampling dates. Residents of lower Manhattan appear to have a slightly elevated cancer risk (up to 1.6% increase over background) and increased P(2378)CDD/F body burden (up to 8.0% increase over background) because of above-background exposure to high concentrations of P(2378)CDD/Fs produced from the WTC attacks during the short period between 11 September 2001, and window film sampling 6 weeks later.(rif 142)</ref> mostra che nella zona dell'impatto l'incidenza di tumori era solo leggermente superiore dopo l'attacco, e questo si può anche spiegare con l'effetto delle sostanze cancerogene che furono liberate nell'aria durante la catastrofe. Nel caso Olivia Pilhar, Hamer aveva diagnosticato un cosiddetto "trauma biologico" provocato dal fatto che '''la nonna della piccola dava troppe bistecche alla bambina'''<ref>parole di RG Hamer, vedi RG Hamer nel 1996: "[...] Bei Olivia hatte sie Leberkrebs, weil sie einen Verhungerungskonflikt hatte, weil die Mutter nicht mehr gekocht hatte und in die Schule gegangen war, und die Oma nun kochen musste, die immer Schnitzel nur briet [...]"</ref><ref>[http://www.swr.de/report/archiv/sendungen/021118/04/frames.html rif. 3]</ref> nel periodo immediatamente precedente alla manifestazione del tumore di Wilms nella bimba. Tra questo evento e l'apparizione del cancro nel caso di questa bambina non può, dunque, esistere nessun rapporto causale. Vedi anche: [[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] ==Tumori in organi trapiantati== I tumori possono formarsi anche in organi trapiantati e, in questo caso, non esiste più alcuna innervazione. La formazione di un tumore in un organo trapiantato contraddice le ''leggi naturali'' della NMG. Sono state compiute diverse ricerche scientifiche a proposito di tumori nel caso di trapianti d'organi, ed esistono numerosi articoli a questo proposito. Da un lato esiste il rischio di trasmettere un organo con cellule cancerogene (non osservate prima del trapianto) ad un paziente sano, dall'altro si può formare un tumore ex-novo in un organo trapiantato. La terapia anti-rigetto incrementa però anche il rischio di formazione di un cancro. Per tutte queste domande esistono articoli nelle riviste specializzate<ref>Schwarz A, Renal cell carcinoma in transplant recipients with acquired cystic kidney disease, Clin J Am Soc Nephrol. 2007 Jul;2(4):750-6. Epub 2007 Apr 25 "[...] CONCLUSIONS: Renal cell carcinoma occurs often after renal transplantation [...]"</ref><ref>Aguilera Tubet C, Multifocal renal cell carcinoma on renal allograft, Actas Urol Esp. 2007 May;31(5):553-5 "[...] We report a case of multifocal renal cell carcinoma diagnosed in a kidney grafted 17 years before [...]"</ref><ref>Besarani D Urological malignancy after renal transplantation, BJU Int. 2007 Sep;100(3):502-5</ref><ref>Roithmaier S, Incidence of malignancies in heart and/or lung transplant recipients: a single-institution experience, J Heart Lung Transplant. 2007 Aug;26(8):845-9</ref><ref>Ondrus D The incidence of tumours in renal transplant recipients with long-term immunosuppressive therapy, Int Urol Nephrol. 1999;31(4):417-22</ref><ref>Birkeland SA Risk for tumor and other disease transmission by transplantation: a population-based study of unrecognized malignancies and other diseases in organ donors, Transplantation. 2002 Nov 27;74(10):1409-13</ref><ref>Buell JF Donor transmitted malignancies, Ann Transplant. 2004;9(1):53-6 </ref>. ==Il cancro innato== Il cancro che si osserva nel caso della ''poliposi adenomatosa familiare'' (PAF) <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Familial_adenomatous_polyposis poliposi adenomatosa familiare]</ref> o della Xeroderma pigmentosum <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Xeroderma_pigmentosum Xeroderma pigmentosum]</ref> è praticamente innato. Altri tipi di cancro ereditari sono alcune forme del cancro al seno, la sindrome di ''Louis-Bar'', la sindrome di ''Gardner'', la sindrome di ''Turcot'' e il ''retinoblastoma familiare''. In questi casi un "conflitto biologico" come causa del cancro è da escludere a priori. Circa il 15% dei casi di cancro sono causati da un'infezione virale (da un [http://it.wikipedia.org/wiki/Oncovirus oncovirus], ad esempio i ceppi ad alto rischio di HPV - ed altri virus, vedi il ''linfoma di Burkitt''). Anche in questi casi un conflitto psicologico non può far scattare o impedire la malattia, poiché inevitabile. I processi psichici possono soltanto modulare la genesi del cancro. Secondo Hamer, il cancro verrebbe sempre originato a livello psichico e non a livello cellulare. La trasformazione maligna di cellule isolate da sostanze cancerogene o radiazione ionizzante che si possono osservare ogni giorno nelle provette nei laboratori di ricerca non è compatibile con le ipotesi di Hamer: Dov'è la psiche nella provetta? L'ipotesi di una "mente cellulare" confuterebbe la costruzione della Nuova Medicina Germanica che - per le proprie stesse leggi - prevede solo l'intervento del cervello per la genesi del cancro attraverso le vie discendenti (nervi periferici). Persone paralizzate, di conseguenza, dovrebbero essere immuni ad un cancro al di sotto della loro lesione. ==Le sostanze cancerogene non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[Image:Smokecancer.jpg|300px|fumo (sx) e cancro (dx)|thumb]] Secondo Hamer non esistono sostanze cancerogene: forse ignora che, secondo le conoscenze attuali, circa il 25-30% dei casi di cancro è causato dal fumo del tabacco. Secondo le ipotesi della NGM, il cancro non può essere causato da raggi ionizzanti esterni, sostanze radioattive incorporate o raggi UV<ref>Da ''Introduzione alla nuova medicina'': "[...] L'esposizione ad un irradiamento radioattivo, come quello generato dalla catastrofe di Cernobyl, distrugge senza discernimento una certa quantità di cellule nell'organismo. Sappiamo che le cellule germinali, i gameti e le cellule del midollo osseo sono le più lese, poiché dotate in natura dell'indice di divisione più alto. Quando il midollo osseo, nel quale si produce il sangue, è leso, il corpo tenta di guarire riparandolo tramite una cosiddetta fase leucemica [...] In sintesi, la radioattività è pericolosa. Essa distrugge le cellule ma non provoca il cancro [...] (rif 112)</ref>. Inoltre la presenza di un tumore dopo un'esposizione all'amianto sarebbe causata dall'ansia del paziente che viene informato che l'amianto è cancerogeno. Questa spiegazione (auto-immunizzante e sempre "vera") non viene confermata da nessun lavoro scientifico, e contraddice i casi di cancro causati dall'amianto durante le prime indagini in questo campo, quando non si conosceva appieno la sua pericolosità. Inoltre le sostanze cancerogene che l'organismo non riesce a sentire non possono far scattare il cancro nei modi descritti dalla Nuova Medicina Germanica. ==Le metastasi non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== [[image:Yoshihiro.jpg|300px|thumb]] Secondo la Nuova Medicina Germanica le metastasi non esistono e nel sangue periferico non si possono trovare cellule isolate di cancro<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/metastasen.html metastasi nella Nuova Medicina] (tedesco)</ref><ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1989/19890713_Interview_Hamer_Pfister.htm intervista ad Hamer]</ref><ref>[http://www.neue-medizin.de/html/3__naturgesetz.html Metastasi nella Nuova Medicina Germanica]</ref>. Numerosi studi scientifici e l'esperienza clinica dimostrano invece il contrario. Dal 1869 (più di 130 anni fa) si sa che tumori emettono cellule neoplastiche nel sangue, e oggi si pensa che nei caso di cancro ogni giorno milioni di cellule cancerose arrivino nel sangue, mentre solo lo 0,01% di queste cellule avranno poi la capacità di formare metastasi, in un processo complicato nel quale interviene il sistema immunitario. Ci sono molti lavori<ref>Wong LS, Detection of circulating tumour cells and nodal metastasis by reverse transcriptase-polymerase chain reaction technique, Br J surg 2005 Vol 84 (6) 834, In the search for occult metastases in lymph nodes or circulating tumour cells, a reverse transcriptase-polymerase chain reaction (RT-PCR) assay was developed to detect tumour-specific splice variants of the transcript of the CD44 gene. The assay was highly sensitive and could detect ten tumour cell per 10(5) leucocytes. METHODS: RNA was purified from peripheral blood (n=24) and regional lymph nodes (n=14) from patients with colorectal cancer. Complementary DNA was made and amplified using primers specific for the CD44 gene. Southern blotting with exon-specific probes was used to enhance the sensitivity. RESULTS: Tumour cells were detected in peripheral blood samples in four patients and lymph nodes in nine, in one of whom conventional histology had not detected tumour cells. CONCLUSION: This technique may be useful in the early diagnosis of primary or metastatic tumours, in assessing prognosis and in detecting residual disease after treatment.</ref><ref>Sadahiro S, Detection of Carcinoembryonic Antigen Messenger RNA-Expressing Cells in Peripheral Blood 7 Days After Curative Surgery is a Novel Prognostic Factor in Colorectal Cancer, Ann Surg Oncol 2007 jan 3 BACKGROUND: The significance of detection of circulating cancer cells in blood during surgery in patients with colorectal cancer (CRC) remains controversial. Experimental study revealed that the cancer cells injected from the vein disappeared completely until 7 days. The aim of this study was to clarify that the detection of circulating cancer cells in blood taken later than 7 days after curative surgery may be a prognostic factor. METHODS: Two hundred consecutive patients with CRC who underwent potentially curative surgery were the subjects. Peripheral blood was collected between 7 and 10 days after resection. Cancer cells were detected using reverse transcriptase-polymerase chain reaction targeting carcinoembryonic antigen (CEA) messenger RNA (mRNA). The median follow-up period was 52 months (range: 34-69 months). RESULTS: The overall positive incidence of CEA mRNA was 22%. Detection of CEA mRNA was not significantly related to conventional clinicopathological findings. Recurrence has been confirmed in 55 patients (28%). The recurrence rate was significantly higher in patients with rectal cancer, deep penetration, lymph node metastasis, preoperative chemoradiotherapy and positive CEA mRNA. The CEA mRNA positive patients showed significantly poorer disease free survival (DFS) and overall survival (OS) than the negative patients (DFS, P = 0.007; OS, P = 0.04). Multivariate analysis revealed that the positive expression of CEA mRNA (P < 0.01) as well as the tumor location and TNM stage classification was identified as the significant risk factors for recurrence. CONCLUSIONS: Detection of CEA mRNA expressing cells in peripheral blood 7 days after curative surgery is a novel independent factor predicting recurrence in patients with CRC.</ref><ref>Castells A, Detection of colonic cells in peripheral blood of colorectal cancer patients by means of reverse transcriptase and polymerase chain reaction, Br J Cancer, 1998 78(10) 1368 Circulating tumour cells play a central role in the metastatic process, but little is known about the relationship between this cellular sub-population and the development of secondary disease. This study was aimed at assessing the presence of colonic cells in peripheral blood of patients with colorectal cancer in different evolutionary stages, by means of reverse transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA. In vitro sensitivity was established in a recovery experiment by preparing serial colorectal cancer cell dilutions. Thereafter, 95 colorectal cancer patients and a control group including healthy subjects (n=11), patients with other gastrointestinal neoplasms (n=11) or inflammatory bowel disease (n=9) were analysed. Specific cDNA primers for CEA transcripts were used to apply RT-PCR to peripheral blood samples. Tumour cells were detected down to five cells per 10 ml blood, thus indicating a sensitivity limit of approximately one tumour cell per 10(7) white blood cells. CEA mRNA expression was detected in 39 out of 95 colorectal cancer patients (41.1%), there being a significant correlation with the presence of distant metastases at inclusion. None of the healthy volunteers and only 1 of 11 patients (9.1%) with other gastrointestinal neoplasms had detectable CEA mRNA in peripheral blood. By contrast, CEA mRNA was detected in five of the nine patients (55.6%) with inflammatory bowel disease. These results confirm that it is feasible to amplify CEA mRNA in the peripheral blood, its presence being almost certainly derived from circulating malignant cells in colorectal cancer patients. However, CEA mRNA detectable in blood of patients with inflammatory bowel disease suggests the presence of circulating non-neoplastic colonic epithelial cells.</ref><ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref><ref>Iinuma H, Detection of tumor cells in blood using CD45 magnetic cell separation followed by nested mutant allele-specific amplification of p53 and K-ras genes in patients with colorectal cancer, Int J Cancer 2000 89(4) 337 A new method for detecting circulating tumor cells that is based on magnetic-activated cell separation (MACS) and nested mutant allele-specific amplification (nested MASA) was evaluated in patients with colorectal cancer using the p53 and K-ras genes as genetic markers. By negative selection with anti-CD45 monoclonal antibody-conjugated supermagnetic microbeads, the proportion of tumor cells was enriched 9-fold. By the combination of MACS and nested MASA, 10 tumor cells in 10(7) normal peripheral blood mononuclear cells could be detected without false-positives. Using this method, we examined blood taken from the tumor drainage veins of 23 patients with colorectal cancer. Eighty-seven percent (20/23) of primary tumor tissues showed p53 and/or K-ras gene mutations. Forty-five percent (9/20) of patients with p53 and/or K-ras mutations in the primary tumor showed the same mutated genes in the blood samples. There was a significant association between the presence of p53 and K-ras gene mutation in the blood and tumor size, depth of invasion, and venous invasion. Blood gene mutation was detected in 80% (4/5) of samples from patients with synchronous liver metastases. Sixty percent (3/5) of patients with mutant genes in the blood developed asynchronous liver metastases after surgery. The overall survival of patients with p53 and/or K-ras gene mutation-positive findings in blood was significantly shorter than that of patients testing negative on Kaplan-Meier analysis. Our results suggest that the method may be useful for reliable detection of tumor cells circulating in the blood and may help to identify patients at high risk for relapse. Copyright 2000 Wiley-Liss, Inc.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of APC, K- ras, and p53 mutations in the serum of colorectal cancer patients as circulating biomarkers, World J Surg 2004 28(7) 721, Early detection of tumor DNA in serum/plasma prior to the development of recurrence or metastases could help improve the outcome of patients with colorectal cancer (CRC) after tumor resection. Recent advances in the detection of tumor DNA in the serum/plasma has opened up numerous new areas for investigation and new possibilities for molecular diagnosis. APC and K- ras mutations are considered to be early-stage developments of CRCs, whereas p53 mutations are thought to be relatively late events in the tumorigenesis of CRCs. The aim of this study was to search for the presence of genetic mutations in the DNA extracted from the serum of CRC patients and healthy subjects. We simultaneously evaluate the significance of APC, K- ras, and p53 gene mutations in cancer tissues and their paired serum samples of 104 CRC patients by polymerase chain reaction-single strand conformation polymorphism analysis (PCR-SSCP) followed by direct sequencing. Additionally, analysis was carried out to detect the serum carcinoembryonic antigen (CEA) levels in CRC patients. Overall, we found at least one of the gene mutations in tumor tissues from 75% (78/104) of the CRC patients. Comparison of the three molecular markers showed that the detection rates in the serum were 30.4%, 34.0%, and 34.2% for APC, K- ras, and p53 genes, respectively. Of these patients, 46.2% (36/78) were identified as having positive serum results, whereas all healthy controls remained negative. The overall positive tumor DNA detection rates in the serum were 0% (0/7) for Dukes' A classification, 22.4% (11/49) for Dukes' B, 48.7% (19/39) for Dukes' C, and 66.7% (6/9) for Dukes' D. The detection rate increased as the tumor stage progressed ( p = 0.012). Concurrently, a significant difference was observed between lymph node metastases and positive serum tumor DNA detection ( p < 0.001). A significantly higher postoperative metastasis/recurrence rate in patients harboring gene mutations with serum tumor DNA than those without serum tumor DNA was also demonstrated ( p < 0.001). However, no significant correlation between the postoperative metastasis/recurrence and serum CEA levels was observed ( p = 0.247). These data suggest that the identification of circulating tumor DNA using the molecular detection of APC, K- ras, and p53 gene mutations is a potential tool for early detection of postoperative recurrence/metastases. Moreover, these genes may be potential molecular markers of poor clinical outcome in CRC patients.</ref><ref>Wang JY, Molecular detection of circulating tumor cells in the peripheral blood of patients with colorectal cancer using RT-PCR: significance of the prediction of postoperative metastasis, World J Surg 2006 june 30(6) 1007, BACKGROUND: Approximately 20%-45% of colorectal cancer (CRC) patients ultimately develop local recurrence or metastasis following curative surgical resection. The latter is caused by tumor cells shed from the primary carcinoma prior to or during operation, currently undetected by standard clinical staging. Fortunately, the presence of tumor cells in peripheral blood can be detected by molecular methods and is being regarded increasingly as a clinically relevant prognostic factor. MATERIALS AND METHODS: To detect the presence of circulating tumor cells and evaluate their relationship to postoperative metastatic relapse, we simultaneously examined human telomerase reverse transcriptase (hTERT), cytokeratin-19 (CK-19), cytokeratin-20 (CK-20), and carcinoembryonic antigen (CEA) mRNA (messenger RNA) in the peripheral blood of 72 CRC patients and 30 healthy individuals. Using a reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR), these tumor-related mRNAs were amplified; in addition, analyses were carried out for their correlation with patients' clinicopathologic features, as well as the occurrence of postoperative metastasis. RESULTS: In RT-PCR analysis of the peripheral blood, 69.4% (50 out of 72), 66.7% (48 out of 72), 52.8% (38 out of 72), and 72.2% (52 out of 72) of CRC patients were positive for hTERT, CK-19, CK-20, and CEA mRNA respectively. All 30 healthy individuals were negative for hTERT and CEA mRNA expression, while 2 were positive for either CK-19 mRNA or CK-20 mRNA expression. The detection of CEA mRNA was significantly correlated with depth of tumor invasion (P=0.012), vessel invasion (P=0.035), TNM stage (P<0.0001), and postoperative metastasis (P<0.0001), while positive hTERT mRNA was correlated with TNM stage (P=0.037) and CK-19 was correlated with depth of tumor invasion (P=0.039) and postoperative metastasis (P=0.017). In addition, multivariate logistic regression showed that only CEA mRNA was an independent and significant predictor of postoperative metastasis (P=0.006). Our findings suggest that CEA mRNA may be a more reliable marker than hTERT, CK-19, and CK-20 for the detection of circulating cancer cells in the peripheral blood of CRC patients. CONCLUSIONS: Using RT-PCR for the detection of CEA mRNA is feasible and may be a promising tool for early detection of micrometastatic circulating tumor cells in CRC patients. CRC patients expressing positive CEA mRNA in peripheral blood have a significantly higher risk of postoperative metastasis. Nevertheless, confirmation of CEA mRNA as a prognostic predictive factor requires the continuation of patient follow-up.</ref><ref>Guadagni F, Detection of blood-borne cells in colorectal cancer patients by nested reverse transcription-polymerase chain reaction for carcinoembryonic antigen messenger RNA: longitudinal analyses and demonstration of its potential importance as an adjunct to multiple serum markers, Cancer res 2001 15 61(6) 2523, The use of reverse transcription-PCR (RT-PCR) to analyze cells in the blood of cancer patients for the detection of mRNA expressed in tumor cells has implications for both the prognosis and the monitoring of cancer patients for the efficacy of established or experimental therapies. Carcinoembryonic antigen (CEA) is expressed on approximately 95% of colorectal, gastric, and pancreatic tumors, and on the majority of breast, non-small cell lung, and head and neck carcinomas. CEA shed in serum is useful as a marker in only approximately 50% of colorectal cancer patients and rarely is shed by some other carcinoma types. RT-PCR has been used previously to detect CEA mRNA in cells in the blood and lymph nodes of cancer patients. Under the assay conditions validated in the studies reported here, 34 of 51 (67%) patients with different stages of colorectal cancer had blood cells that were positive by RT-PCR for CEA mRNA, whereas none of 18 patients with colonic polyps were positive; 2 of 60 apparently healthy individuals (who were age and sex matched with the carcinoma patients and were part of a colon cancer screening program as controls) were marginally positive. The results of CEA PCR in the blood of the carcinoma patients and the other groups showed strong statistical correlation with the disease (P2 < 0.0001). Analyses were carried out to detect both serum CEA protein levels and CEA mRNA in blood cells of colorectal carcinoma patients by RT-PCR. For all stages of disease, 18 of 51 patients (35%) were positive for serum CEA, whereas 35 of 51 (69%) were positive by RT-PCR. More importantly, only 5 of 23 (20%) of stage B and C colorectal cancer patients were positive for serum CEA, whereas 16 of 23 (70%) were positive by RT-PCR. The use of two other serum markers (CA19.9 and CA72-4) for colorectal cancer in combination with serum CEA scored two additional patients as positive; both were positive by RT-PCR for CEA mRNA. Pilot long-term longitudinal studies conducted before and after surgery identified some patients with CEA mRNA in blood cells that were negative for all serum markers, who eventually developed clinical metastatic disease. The studies reported here are the first to correlate RT-PCR results for CEA mRNA in blood cells with one or more serum markers for patients with different stages of colorectal cancer, and are the first long-term longitudinal studies to use RT-PCR to detect CEA mRNA in blood cells of cancer patients. Larger cohorts will be required in future studies to define the impact, if any, of this technology on prognosis and/or disease monitoring.</ref><ref>Guller U, Disseminated single tumor cells as detected by real-time quantitative polymerase chain reaction represent a prognostic factor in patients undergoing surgery for colorectal cancer, Ann Surg 2002 dec 236(6) 768 OBJECTIVE: To evaluate the clinical relevance of real-time quantitative polymerase chain reaction (qPCR) detection of CEA and CK20 transcripts, as potentially related to tumor cell dissemination, in blood and peritoneal lavage from patients undergoing surgery for colorectal cancer. SUMMARY BACKGROUND DATA: Dissemination of single colorectal cancer cells in the peritoneal cavity, as well as in tumor drainage and peripheral blood vessels, might play a role in the metastasis process, thus affecting the clinical course. However, this phenomenon needs further elucidation. METHODS: In a prospective study the authors evaluated the potential of qPCR in the detection of CEA and/or CK20 transcripts in the peritoneal lavage fluid and in the peripheral and mesenteric venous blood of 39 patients undergoing curative resection for colorectal cancer. Peritoneal lavage and peripheral blood was sampled before and after tumor resection; mesenteric venous blood was sampled from the major tumor-draining vein immediately before clamping. After RNA extraction and reverse transcription, qPCR was performed using specific cDNA primers and probes for CEA and CK20. The dichotomous results from the qPCR were used as a predictor along with other covariates in Cox proportional hazard regression models of long-term outcome (disease-free survival and overall survival). RESULTS: Of 39 patients, 11 were positive. The median follow-up at analysis was 31 months for all patients. The dichotomous qPCR covariate was significant, with P =.001 and.0035 for disease-free survival and overall survival, respectively, in the proportional hazard regression models with only qPCR. In seven patients, disseminated colorectal cancer cells were found in the peritoneal lavage fluid but not in blood specimens; five of these patients (71%) had recurrence. CONCLUSIONS: These data suggest that detection of mRNA coding for CEA and/or CK20 using qPCR has potential clinical utility as a prognostic marker and should be evaluated in larger clinical studies. Identification of patients at high risk for metastatic disease after curative resection of colorectal cancer might be improved by analyzing peritoneal lavage specimens in addition to blood samples. This is based on the observation that in more than half of qPCR-positive patients, disseminated colorectal cancer cells were detected in peritoneal lavage specimens but not in blood samples, and that 71% of them had recurrence.</ref><ref>Elshimali YI, The clinical significance of circulating tumor cells in the peripheral blood, Diagn Mol Pathol 2006 15(4) 187, Tumors launch malignant cells into the circulation continuously. In early stages, the immune surveillance system eliminates these cells from the circulation, but at later times they may persist longer and be detected. The first recorded evidence of the presence of circulating tumor cells in the peripheral blood of cancer patients was documented in 1869. Now, modern molecular biologic and cell sorting techniques make their detection and characterization more practicable. This review will consider the methods currently available for their detection and characterization, and the clinical implications of their presence in various malignant conditions.</ref><ref>Mejean A, Detection of circulating prostate derived cells in patients with prostate adenocarcinoma is an independent risk factor for tumor recurrence, J Urol 2000 june 163 (6) 2022 PURPOSE: To determine whether the presence of prostate-derived cells in the peripheral blood circulation is a marker of prostate cancer and to define the clinical impact of the test. MATERIALS AND METHODS: We tested the peripheral blood of 99 patients with prostate adenocarcinoma (PAC), 79 of them undergoing radical prostatectomy, and 92 controls (31 healthy volunteers, 50 patients with adenoma and 11 with prostatitis) using a highly controlled procedure including reverse-transcriptase polymerase chain reaction (RT-PCR) targeted to prostate-specific antigen (PSA) mRNA. Patients were followed for 26 +/- 12 (range: 4 to 49) months. Forty tumor tissues were analyzed by immunohistochemistry for expression of p53 and E-cadherin antigens. RESULTS: Thirty three (33%) patients with PAC and 2 (2%) controls scored positive (p <0.0001) for the test. Detection of circulating prostatic cells was associated with development of metastases (p <0. 001), with relapse (p <0.001) and with a serum PSA level at diagnosis higher than 15 ng./ml. (p = 0.009). The rate of development of metastases according to time was significantly higher in patients who scored positive for the test (p <0.04). In a multivariate analysis, only the RT-PCR test was an independent risk factor associated with relapse (RR: 6.7). Finally, E-cadherin expression was significantly lower in the tumor tissues of positive patients as compared with those who scored negative for the test (p <0.01). CONCLUSIONS: This RT-PCR procedure, performed at diagnosis and with appropriate controls, is a clinically useful assay in evaluating the risk of tumor recurrence after radical prostatectomy in patients with PAC.</ref><ref>Massimo Cristofanilli, Circulating Tumor Cells, [http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/351/8/78 Disease Progression, and Survival in Metastatic Breast Cancer, NEJM Vol 351 august 2004]</ref> che studiano quest'argomento, i quali mostrano come il metodo PCR (che sta alla base della cosiddetta "impronta digitale genetica") può essere usato con successo. Il lavoro di Mehmet Toner ha rivelato, nel dicembre del 2007, nuove tecnologie per individuare al 99% cellule neoplastiche circolanti<ref>[http://www.istitutoncologicoveneto.it/it/rassegna/2012/201207-02.pdf rivista Nature medicine No 20 dicembre 2007]</ref>. Hamer pensa invece che manchino studi che mostrino cellule di cancro nel sangue periferico arterioso dimostrando di ignorare le conoscenze attuali<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue, e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF]</ref>. Questa affermazione è scientificamente irrilevante, poiché la presenza di cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico venoso è stata dimostrata numerose volte: come farebbero tali cellule ad arrivare in una vena distante dal tumore primario? Ann Chambers spiega il meccanismo sulla pagina 2 del [[riferimento 116]] mentre i lavori di Yoshihiro<ref>Yoshihiro Hayata M.D, [http://www.chestjournal.org/cgi/reprint/46/1/51 Significance of Carcinoma Cells in the Blood Relative to Surgery of Pulmonary Carcinoma], Chest 1964; 46:51-60.)</ref>, Yamaguchi<ref>Yamaguchi K, Ki-ras codon 12 point and P53 mutations: a molecular examination of the main tumor, liver, portal vein, peripheral arterial blood and para-aortic lymph node in pancreatic cancer, Am J Gastroenterol 2000 Aug 95(8) OBJECTIVE: Frequent P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations have been reported in pancreatic cancer. Pancreatic cancer often recurs in the liver and/or lymph nodes shortly after a surgical resection. The purpose of this study is to elucidate the occurrence of microcirculating cancer cells and micrometastasis in pancreatic cancer. METHODS: P53 mutations and Ki-ras codon 12 point mutations were examined in the main tumor, liver, portal vein, and peripheral arterial blood, and para-aortic lymph nodes of patients with pancreatic cancer using molecular examinations. RESULTS: P53 mutations in the main tumor were present in nine (29%) of 31 patients with pancreatic cancer, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was evident in 18 (62%) of 29 examined patients. The peripheral arterial and portal vein blood and liver were positive for gene abnormalities in one (5%) of 21, in none (0%) of 19, and in one (1%) of 20, respectively. A P53 mutation in the main tumor was evident in none (0%) of seven stage I or II carcinomas and in nine (38%) of 24 stage III or IV cases, whereas a Ki-ras codon 12 point mutation was present in four (67%) of six stage I or II cases and in 14 (61%) of 23 stage III or IV cases. In addition, 15 (71%) of 21 patients with gene abnormalities (Ki-ras codon 12 point and/or p53 mutation) in the main tumor showed lymph node metastasis at surgery, whereas five (42%) of 12 without gene abnormalities did not demonstrate lymph node metastasis. Two (29%) of six patients with gene abnormalities in the main tumor and without metastatic disease at surgery developed liver metastasis within 6 months after surgery, whereas all five (100%) without the gene abnormalities and metastatic disease at surgery did not develop the metastasis, with the sensitivity being 100%, specificity 44%, the predictive value of the positive test 36%, and the predictive value of the negative test 100%. Two patients who had gene abnormalities in the para-aortic lymph node were free from histopathological metastasis and these two patients developed para-aortic lymph node metastasis within 6 months after surgery. CONCLUSIONS: A molecular examination of Ki-ras codon 12 and p53 mutations therefore enables us to predict, to some degree, the occurrence of liver and lymph node metastasis in pancreatic carcinoma.</ref> e Georgakoudi<ref>Georgakoudi I, [http://cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/full/64/15/5044 In Vivo Flow Cytometry: A New Method for Enumerating Circulating Cancer Cells], Cancer Research 64, 5044-5047, August 1, 2004</ref> mostrano che sono state eseguite ricerche, con esiti positivi, sul sangue arterioso (arteria femorale, carotide...)<ref>Jaakkola S, Vornanen T, Leinonen J et al, Detection of prostatic cells in peripheral blood: correlation with serum concentrations of prostate specific antigen. Clin. Chem. 41:182-6,1995.</ref>. Inoltre cellule neoplastiche si possono anche trovare nello sputo, nelle urine e nelle feci di malati di tumore<ref>Duffy M, Can molecular markers now be used for early diagnosis of malignancy?, Clin Chem 1995 Oct;41(10):1410-3 Most of the presently available cancer markers are neither specific for malignancy nor allow early diagnosis. However, the recent elucidation of the molecular events occurring during tumorigenesis may provide new markers that are likely to be both specific for cancer and sensitive for early disease. The key molecules undergoing alterations during carcinogenesis are the cellular oncogenes and suppressor genes. Alterations in these genes can be detected in cells shed from malignant and premalignant lesions. Thus, mutant p53 genes have been found in urine from patients with bladder cancer, mutant ras genes in stools from patients with colorectal and pancreatic cancers, and both mutant p53 and ras genes in sputum from patients with lung cancer. These findings show that the genetic alterations in cancer can be detected in fluids or secretions that had contact with the malignant tissue. The preliminary studies, however, had small numbers of both patients and controls and used time-consuming, labor-intensive, and expensive assays. For routine applications, these assays must be simplified, automated, and tested for sensitivity, specificity, and predictive value.</ref>. Interventi chirurgici di shunt<ref>Tarin D, [http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=1444638&blobtype=pdf Clinicopathological observations on metastasis in man studied in patients treated with peritoneovenous shunts], Br Med J 1984 march 10,288(6419) 749 Fourteen patients with inoperable cancer treated with peritoneovenous shunts for malignant ascites were studied post mortem. Clinical observations and findings at necropsy indicated that peritoneovenous shunting does not result in the establishment of clinically important haematogenous metastases and that metastases do not necessarily develop even when large numbers of viable tumour cells regularly enter the blood. Peritoneovenous shunting provides a unique opportunity for collecting data on the spread of tumours in man.</ref> hanno mostrato che una tale operazione non fa aumentare la probabilta di una metastasi. Cellule neoplastiche possono mostrare la capacità di spostarsi da un vaso sanguigno ai tessuti circostanti<ref>Weiss L, Cell detachment and metastasis, Cancer Metastasis Rev 1983;2(2):111-27 Cancer cell detachment in three distinct and critical parts of the metastatic cascade is discussed. The detachment of cancer cells from their parent tumors is an initial early event in metastasis. The site of detachment with respect to proximity to blood vessels may determine the initial dissemination route. Many factors affect cell detachment; we specifically consider the effects of growth-rate, necrosis, enzyme activity, and stress on cell release in terms of metastasis-promoting mechanisms. Detachment is also discussed in relation to active cancer cell locomotion, where localized detachment from the substratum is a prerequisite for translatory movement. The importance of active cell movement in tissue invasion has only recently been assessed, and, in the case of at least some human malignant melanomas, a zone of actively moving cancer cells is believed to precede the growing body of the tumor. The secondary release of cancer cells from temporary arrest sites at the vascular endothelium consequent upon intravascular dissemination is also a major area of investigation. Circulating cancer cells arrest at vascular endothelium or are impacted in small vessels, however, most are released into the circulation and subsequently perish. The blood stream is a hostile environment, and it is probable that cancer cells are sufficiently damaged in translocation by hemodynamic trauma and humoral factors such that they easily detach or are 'sheared-off' the vascular endothelium by blood flow. Another possibility is that in some cases they are processed by 'first organ encounters' and perish before or shortly after arriving in a second organ. Animal studies have shown that, following intravenous injection, 60-100% of the injected dose of viable cancer cells are initially arrested in the lungs, but very few remain after 24 hr. As it is only those retained cells which produce tumors, the mechanisms involved in this secondary release, which occurs in all organs so far examined, are critical to any understanding of the metastatic cascade and metastatic inefficiency. The arrest of cancer cells at the vascular endothelium and their subsequent release have been associated with the presence of platelets, and the deposition of fibrin and manipulation of platelet-aggregating mechanisms and fibrinolysis are discussed in terms of their antimetastatic effects. The role of the reticuloendothelial system, natural killer cells, and polymorphs is discussed in relation to cancer cell clearance from blood vessels and also to inherent cancer cell properties which may act to inhibit their metastasis. Although detachment of cancer cells from a primary tumor may be regarded as metastasis promoting, secondary release of cancer cells may be associated with inhibition of metastasis.</ref> come avviene anche nel caso dei linfociti o di altre cellule ematiche. Il lavoro di Nakamori<ref>Nakamori S, Genetic detection of colorectal cancer cells in circulation and lymph nodes, Dis Colon Rectum 1997 40(10 sup) S29-36 PURPOSE: This study was undertaken to investigate the clinical implications of detection of genetic alterations in blood and lymph nodes in colorectal cancer patients. METHODS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction product of the cytokeratin gene in blood was examined as a cancer cell-specific expression in 35 colorectal cancer patients. The K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histopathologically negative for metastasis were studied by the mutant-allele-specific amplification method in 26 colorectal cancer patients. RESULTS: The reverse transcriptase polymerase chain reaction assay was able to detect a cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction product at a concentration from a single to ten colon cancer cells per 10(6) normal peripheral blood mononuclear cells. Cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products were detected in nine patients' blood samples, although none of the samples were cytologically detectable. The blood's cytokeratin positivity correlated with the invasive mode of the tumor (P < 0.05) and the presence of distant metastasis (P < 0.01). Two (50 percent) of four patients whose blood was positive for cytokeratin had recurrences. Of 17 patients with the K-ras or p53 gene mutation in primary tumors, 9 (53 percent) had the corresponding mutations in lymph nodes. Mutation positivity in lymph nodes correlated with the presence of lymphatic invasion of the primary tumor (P < 0.05). All patients with mutation-negative lymph nodes remained disease-free for more than two years after surgery. CONCLUSION: Detection of cytokeratin reverse transcriptase polymerase chain reaction products in the blood and K-ras or p53 gene mutations in the lymph nodes histologically negative for metastasis may be applicable for clinical use, despite some limitations, and may serve as a useful clinical factor for stratifying patients who are at high or low risk for recurrence after surgery.</ref> dimostra che il conteggio di cellule neoplastiche circolanti del cancro colorettale mostra una correlazione positiva, con la probabilità di una metastasi da questo tipo di tumore. Nel caso di metastasi nei linfonodi vicini (tramite i vasi linfatici con decorso verso il cuore destro) e nel caso delle metastasi del cancro Krukenberg la formazione di metastasi è ovvia e non può essere discussa. La formazione di metastasi a distanze dipendenti dal tipo di deflusso venoso (portale/cavale) è facilmente spiegabile, ad esempio: colon -> vena porta -> fegato. Per queste metastasi è sconosciuta una eventuale psico-genesi di cancro a causa di una paura del paziente: a questo proposito mancano studi prospettici con risultati ripetibili. ==I tumori cerebrali non esistono secondo la Nuova Medicina Germanica== Secondo la Nuova Medicina Germanica i tumori cerebrali non esistono<ref>Le metastasi e tumori cerebrali non esistono secondo Hamer: "[...] Non esistono <<microbi che proliferano selvaggiamente e che ti mangiano dall'interno>> e neppure metastasi e cellule che si infilino da qualche parte dentro il sangue e infatti non ne sono mai state scoperte. La storia delle metastasi è un'ipotesi non provata e indimostrabile. Nessun ricercatore ha ancora mai potuto trovare una cellula cancerogena nel sangue arterioso di un cosiddetto malato di cancro. Se le cellule cancerogene potessero estendersi nuotando ad organi distali dovrebbero necessariamente arrivarci attraverso il sangue arterioso poiché il sistema venoso e le vie linfatiche portano solo verso il centro cioè al cuore [...]" Tratto da: [http://www.nuovamedicina.com/images/presentazione%20NMG.pdf PDF] (183)</ref> e viene argomentato che le cellule nervose (neuroni) non potrebbero dividersi. Il premio nobel Rita Levi-Montalcini (NGF) provò il contrario, ma esistono anche studi che dimostrano la neurogenesi<ref>Eriksson PS, Neurogenesis in the adult human hippocampus, nature med 1998 Nov;4(11):1313-7 The genesis of new cells, including neurons, in the adult human brain has not yet been demonstrated. This study was undertaken to investigate whether neurogenesis occurs in the adult human brain, in regions previously identified as neurogenic in adult rodents and monkeys. Human brain tissue was obtained postmortem from patients who had been treated with the thymidine analog, bromodeoxyuridine (BrdU), that labels DNA during the S phase. Using immunofluorescent labeling for BrdU and for one of the neuronal markers, NeuN, calbindin or neuron specific enolase (NSE), we demonstrate that new neurons, as defined by these markers, are generated from dividing progenitor cells in the dentate gyrus of adult humans. Our results further indicate that the human hippocampus retains its ability to generate neurons throughout life. rif 127 </ref> a partire da cellule staminali<ref>McKay R, Stem cells in the central nervous system, Science 1997 Apr 4;276(5309):66-71 In the vertebrate central nervous system, multipotential cells have been identified in vitro and in vivo. Defined mitogens cause the proliferation of multipotential cells in vitro, the magnitude of which is sufficient to account for the number of cells in the brain. Factors that control the differentiation of fetal stem cells to neurons and glia have been defined in vitro, and multipotential cells with similar signaling logic can be cultured from the adult central nervous system. Transplanting cells to new sites emphasizes that neuroepithelial cells have the potential to integrate into many brain regions. These results focus attention on how information in external stimuli is translated into the number and types of differentiated cells in the brain. The development of therapies for the reconstruction of the diseased or injured brain will be guided by our understanding of the origin and stability of cell type in the central nervous system.</ref><ref>Gage FH, Mammalian neural stem cells, Science 2000 Feb 25;287(5457):1433-8 Neural stem cells exist not only in the developing mammalian nervous system but also in the adult nervous system of all mammalian organisms, including humans. Neural stem cells can also be derived from more primitive embryonic stem cells. The location of the adult stem cells and the brain regions to which their progeny migrate in order to differentiate remain unresolved, although the number of viable locations is limited in the adult. The mechanisms that regulate endogenous stem cells are poorly understood. Potential uses of stem cells in repair include transplantation to repair missing cells and the activation of endogenous cells to provide "self-repair. " Before the full potential of neural stem cells can be realized, we need to learn what controls their proliferation, as well as the various pathways of differentiation available to their daughter cells.</ref>. Inoltre a livello del sistema nervoso centrale, nel cervello, esiste la possibilità che si sviluppi un tumore da parte delle cellule gliali o di cellule non-neuroni. Di conseguenza si conoscono tumori definiti astrocitomi, glioblastomi, oligodendrogliomi, menigeomi, schwannomi, pinealomi, ependimoni, papillomi dei plessi corioidei ed altri. L'asserzione della non-esistenza di tumori del cervello è dunque sbagliata. Perché i tumori cerebrali '''non devono esistere''' secondo Hamer è facile da intuire: l'encefalo è un organo come tutti gli altri, e secondo la dottrina psiche-cervello-organo della Nuova Medicina Germanica ad ogni livello dovrebbe avvenire una modificazione nello stesso istante: nella psiche lo "''shock emotivo''", nell'encefalo il "''focolaio di Hamer / DHS''" e a livello dell'organo un tumore. In questo contesto organo significa tutti gli organi ad eccezione dell'encefalo. Per cui o l'encefalo non è un organo o i tumori cerebrali non esistono. Hamer ha scelto la seconda soluzione in modo abritrario, ignorando le conoscenze della medicina moderna. ==Tumori trasmissibili== Nel mondo animale si conoscono diversi tipi di tumori trasmissibili da un individuo ad un altro tramite contatti intimi o morsi. Alcuni esempi sono il CTVT dei cani<ref>[http://www.ivis.org/docarchive/A1233.0405.pdf trasmissione CTVT]</ref><ref>Von Holdt BM, The singular history of a canine transmissible tumor, Cell, 2006 Aug 11;126(3):445-7 In this issue of Cell, Murgia et al. (2006) confirm that the infectious agent of canine transmissible venereal tumor is the cancer cell itself and that the tumor is clonal in origin.</ref><ref>Murgia C, Clonal origin and evolution of a transmissible cancer, Cell 2006 Aug 11;126(3):477-87 The transmissible agent causing canine transmissible venereal tumor (CTVT) is thought to be the tumor cell itself. To test this hypothesis, we analyzed genetic markers including major histocompatibility (MHC) genes, microsatellites, and mitochondrial DNA (mtDNA) in naturally occurring tumors and matched blood samples. In each case, the tumor is genetically distinct from its host. Moreover, tumors collected from 40 dogs in 5 continents are derived from a single neoplastic clone that has diverged into two subclades. Phylogenetic analyses indicate that CTVT most likely originated from a wolf or an East Asian breed of dog between 200 and 2500 years ago. Although CTVT is highly aneuploid, it has a remarkably stable genotype. During progressive growth, CTVT downmodulates MHC antigen expression. Our findings have implications for understanding genome instability in cancer, natural transplantation of allografts, and the capacity of a somatic cell to evolve into a transmissible parasite [...]</ref>, i tumori DFTD in Tasmania <ref>[http://en.wikipedia.org/wiki/Devil_facial_tumour_disease DFTD - Devil Facial Tumor Desease]</ref>, i tumori dovuti all'esistenza di particolari proteine del retrovirus JSRV<ref>[http://jvi.asm.org/cgi/content/abstract/73/8/6964 JSRV]</ref>. Il lavoro di Tanaka<ref>Yutaka Tanaka, [http://intl-cancerres.aacrjournals.org/cgi/content/abstract/50/8/2290 Experimental Cancer Cachexia Induced by Transplantable Colon 26 Adenocarcinoma in Mice], Cancer Research 50, 2290-2295, April 15, 1990 The present study investigates a tumor model for cachectic mice. Among various murine transplantable tumors, used for assessing cytostatics, we identified colon 26 adenocarcinoma (colon 26) as capable of causing cachexia. Fifteen days after inoculation, the tumor grew to about 6% of the body weight causing substantial carcass weight loss of 3.4 g (14.5% of the carcass weight). When the tumor size was 2.7 g at 3 weeks after the inoculation, the carcass weight was 12 g less than the age-matched control. The tumor continued to grow while the mice maintained this weight, surviving for an average of 45 days. This extensive weight loss was essentially the wasting of adipose and muscle tissues. Hypoglycemia and hypercorticism occurred during the time of the weight loss. In addition, the colon 26 caused disorders of hepatic functions: the concentration of acute phase proteins in serum increased; the number of hepatic glucocorticoid-cytosol receptors decreased; and activities of hepatic catalase and drug-metabolizing enzymes decreased. On the other hand, noncachectic mice with Meth A fibrosarcoma gained weight, which was somewhat less than the control, and had neither hypoglycemia nor hypercorticism, although some mild disorders of hepatic functions were found. Mice bearing colon 26 is an appropriate model for elucidating the mechanism that causes cachexia.</ref> (1990) mostra uno dei numerosissimi e comuni (quanto crudeli) esperimenti di vivisezione nei quali viene trasmesso un tumore sperimentale in un animale. Tutti questi tipi di tumore non sono compatibili con le ipotesi di Hamer, e anzi le confutano. ==Il ruolo della morfina nella Nuova Medicina Germanica== La morfina e stata scoperta e isolata circa 200 anni fa, nel 1804, da Friedrich Wilhelm Sertürner dopo alcune migliaia di anni d'uso dell'oppio come farmaco difficilmente dosabile in medicina. Hamer è convinto che l'uso della morfina (e di altri oppiacei) sarebbe la vera causa della morte di molti malati di cancro. La morfina è uno dei farmaci più potenti ed efficaci, e senza ''effetto tetto'' (ceiling effect), che conosciamo contro il dolore. Se ne conoscono bene gli effetti collaterali: depressione della respirazione, nausea, riduzione della mobliità intestinale... Spesso viene dosata dal paziente stesso, che consumerà solo le gocce necessarie ad assicurare un effetto analgesico sufficiente alla propria personale situazione. In Danimarca il consumo della morfina era, negli anni 80, 10 volte maggiore rispetto alla Germania (75 Kg all'anno per milione di abitanti rispetto ai 7,5 Kg della Germania). Nel 2002 il consumo era salito a 22 chili in Germania. Nello stesso anno in Italia il consumo annuale per 1 milione di abitanti era 70 Kg, 92 Kg in Danimarca, 152 Kg in Austria, 353 Kg nel Regno Unito e 577 Kg in Ungheria. Queste differenze non determinano però una differenza nella mortalità nei casi di cancro, che è estremamente simile in Germania, Italia, Austria e Gran Bretagna. L'atteggiamento di Hamer circa un presunto effetto positivo del dolore ([rif 2]) fa pensare alla vecchia prassi consueta degli anni '33-'45 in Germania, quando veniva coltivato il culto del ''tedesco d'acciaio'' che avrebbe dovuto resistere ai dolori, o per il quale i dolori avrebbero avuto un effetto terapeutico. Durante gli anni della Seconda guerra mondiale, la scarsità di farmaci favoriva questa prassi. Se Hamer fa veramente riferimento a quel periodo, non si capisce perché non nomini le sue fonti. Al giorno d'oggi l'uso di farmaci analgesici potenti è prassi comune in tutto il mondo. Quello di evitare sofferenze inutili è un diritto umano. Vietare ad un paziente sofferente una terapia analgesica efficace mostra uno dei lati più anti-umani della Nuova Medicina Germanica e del suo inventore. A parte il potente effetto analgesico della morfina e di farmaci simili, queste sostanze possono anche avere un effetto positivo nella terapia causale del cancro perché ci sono indizi che attenuino lo stress che viene esercitato da un intervento chirurgico e che potrebbe influenzare in senso negativo la risposta immunitaria. (rif: la psico-oncologia in relazione alla nuova medicina di RG Hamer) ==L'invenzione della Nuova Medicina Germanica nel 1981== Hamer dichiarò di aver sviluppato la base della sua nuova medicina in soli tre mesi di lavoro, tra l'estate e l'autunno del 1981. La sua "Nuova Medicina" sarebbe l'eredità lasciatagli da suo figlio Dirk (ucciso nel 1978). Durante un sogno, suo figlio avrebbe confermato l'esattezza della sua Nuova Medicina (in una sorta di "testamento", da cui il nome del libro di Hamer in cui spiega le sue teorie) e lo avrebbe incoraggiato a continuare con la NM<ref>"[...] Die EISERNE REGEL DES KREBS ist das Vermächtnis meines toten Sohnes DIRK. Er hat nicht nur durch seinen Tod den Anlass gegeben zur Auffindung dieser Zusammenhänge, sondern er hat so glaube ich - selbst nach seinem Tode noch weit mehr in diese Entdeckung eingegriffen, als man bisher vielleicht vermuten konnte. Das geschah so: Als ich im September 1981 zum ersten Mal ein System bei der Genese des Krebs gefunden zu haben glaubte, nämlich das DIRK-HAMER-SYNDROM, da bekam ich wie man zu sagen pflegt "weiche Knie". Zu gewaltig erschien mir diese Entdeckung, als dass ich sie selbst zu glauben vermochte. In der Nacht hatte ich einen Traum: Mein Sohn DIRK, von dem ich oft träumte und mit dem ich im Traum beratschlagte, erschien mir im Traum, lächelte sein gutmütiges Lächeln, wie er oft zu lächeln pflegte, und sagte: "Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden. Es wird eine Revolution auslösen in der Medizin. Du kannst es auf meine Verantwortung veröffentlichen. Aber Du musst noch weiterforschen. Du hast noch nicht alles herausgefunden, zwei wichtige Dinge fehlen Dir noch." Ich erwachte und hatte mir jedes Wort unseres Gesprächs gut gemerkt. Ich war nun beruhigt und von da ab felsenfest davon überzeugt, dass das DIRK-HAMER-SYNDROM zutreffend sei. Bis dahin hatte ich etwa 170 Patienten untersucht...In der folgenden Nacht träumte ich wieder und ich sprach im Traum wieder mit meinem Sohn DIRK. Er lobte mich und sagte: Donnerwetter, Geerd, das hast Du aber rasch herausgefunden, sehr gut hast Du das gemacht." Dann lächelte er wieder sein unvergleichliches Lächeln und sagte: "Nun fehlt Dir nur noch eins, dann hast Du alles gefunden. Du darfst noch nicht aufhören. Du musst noch weiterforschen, aber Du wirst es sicher auch noch finden." Wieder wachte ich auf, war mit einem Schlage vollständig überzeugt von der Richtigkeit meiner Ergebnisse und forschte jetzt fieberhaft weiter, was der DIRK wohl mit dem letzten gemeint haben könnte...Ich habe einer Reihe von Menschen, schon damals gleich, und auch später, von meinen Träumen erzählt und gesagt, dass ich im Grunde meinen Sohn DIRK für den Entdecker der EISERNEN REGEL DES KREBS halte. Denn es ist möglich, dass schon einige andere Menschen vor mir bis zu dieser Stufe gedanklich einmal vorgestoßen sind, sich aber nicht getraut haben, die nächsten Schritte weiterzugehen. Wer weiß, ob ich mich getraut hätte, weiterzugehen, wenn mein DIRK mir nicht im Traum die Sicherheit gegeben hätte, dass es richtig ist, was ich gefunden habe [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref><ref>"[...] Das, was Du gefunden hast Geerd ist richtig, ist vollständig richtig, ich kann es Dir sagen, weil ich jetzt mehr weiß als Du, Du hast es klug herausgefunden" ... hätte ich nicht für möglich gehalten, dass Du so schnell darauf kommst. Ja, es ist richtig. Jetzt hast Du alles. Nichts fehlt Dir mehr. Ganz genauso verhält es sich. Du kannst es jetzt alles zusammen auf meine Verantwortung veröffentlichen, ich verspreche Dir, Du wirst Dich nicht blamieren, denn es ist die Wahrheit!" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/ein_vermachtnis.html])</ref>. La sua convinzione personale che le sue ipotesi private siano idonee a sostituire completamente la medicina e la scienza moderna, che si basa su esperienze di secoli, appaiono come una grave forma di megalomania. ==Affermazioni sulle lateralità nell'uomo - il mancinismo== [[image:Lateralita.jpg|600px|thumb|il test dell'applauso di Hamer come viene spiegato dal punto di vista della Nuova Medicina Germanica]] Errori palesi: L'invenzione di Hamer che nel caso di gemelli monozigoti uno sarebbe sempre mancino e l'altro sempre destrimane<ref>"[...] Interessant ist in dem Zusammenhang auch, daß bei eineiigen Zwillingen stets einer linkshändig und der andere rechtshändig ist [...]" (Tratto da: [http://www.neue-medizin.de/html/handigkeit.html])</ref><ref>Hamer rG: Vermächtnis einer Neuen Medizin. Teil 2. Die 5 Biologischen Gesetze - Grundlage der gesamten Medizin. 7. Aufl. Amici di Dirk - Ediciones de la Nueva Medicina S.L., E-Fuengirola 1999 ISBN 84-930091-0-5</ref> è facilmente controllabile ed è stata confutata sperimentalmente dalla ricerca. Nella popolazione dei non-gemelli, l'incidenza dei mancini è di circa il 10%-15%. Questa incidenza è uguale nei gemelli monozigoti. Forse può riferirsi ai rarissimi gemelli ''speculari'' (''image mirror twins''), ma in questi rari casi non è mai stato provato un rapporto del 50% di mancinismo. In questi casi la specularità '''totale''' è dunque dubbia. Derom<ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref> scrive: "[...] ''la credenza per cui manualità opposte nei gemelli monozigoti rappresentino una immagine speculare è del tutto fantasiosa!''") (vedi anche Shimizu <ref>Shimizu A, Comparison of patterns of handedness between twins and singletons in Japan, Cortex 1983 Sep;19(3):345-52 The handedness questionnaire of thirteen items which was identical to that employed in our previous study on singletons was administered to 62 monozygotic (MZ) and 48 dizygotic (DZ) twin pairs in Japan. Information on forced conversion of hand usage in childhood was also obtained. Results indicated that the incidence of left-handedness was 3.6% and that of non-right-handedness (which includes mixed- and left-handedness) was 5.9%. There was no significant difference in the incidence of left-handedness or of non-right-handedness between MZ and DZ twin groups. The proportion of converted right-handedness in MZ twins was slightly higher than in DZ twins. MZ pairs were somewhat more concordant for handedness than DZ pairs. Item analysis indicated that the incidence of individuals who use the left hand for writing and eating was only 0.9% and 1.8%, respectively. A comparison of the results of the present survey on twins with those of our previous one on singletons revealed that the incidence of left-handedness or non-right-handedness in twins is the same as that in singletons. Twins (especially MZ twins) have experienced a forced conversion to right-hand usage more frequently than singletons.</ref>. Il "Klatschtest" (test dell'applauso) e il "Bet-Test" (test della preghiera) di Hamer non hanno alcun valore scientifico, hanno un carattere pseudoscientifico e non sono mai stati validati. Una ricerca in diverse banche dati non produce nessun risultato. Di conseguenza si conoscono pazienti ai quali '''terapeuti NMG diversi hanno certificato una lateralità diverse'''. Hamer ha anche dichiarato che quando le donne mancine tengono in braccio i loro bambini li portano sempre sul lato destro del corpo mentre tutte le altre li portano sul lato sinistro. In realtà, in tutta la popolazione (donne e uomini) di esseri umani e primati, i bambini vengono portati nell'80% dei casi sul lato sinistro del corpo, e non esiste nessun rapporto con il mancinismo. Questo lo dimostrano i lavori svolti da Salk<ref>Salk L, The effects of the normal heartbeat sound on the behavior of the new-born infant: implications for mental health. World Mental Health 1960 12, 168-175</ref>, de Chateau<ref>De Chateau, Left-side preference for holding and carrying newborn infants. Parental holding and carrying during the first week of life, J Nerv Ment Dis 1983 Apr;171(4):241-5 Four groups of adults were studied: new mothers, new fathers, fathers with older children, and males without children of their own. Nearly 80 per cent of all newly delivered mothers and fathers held their newborn infant against a point to the left of the body midline. Handedness and parity did not influence this preference, nor did the sex of the infant. The present study also demonstrates that new fathers during the neonatal period, as well as fathers with older infants, display a significantly greater preference for holding the infant to the left than males without own children and with or without experience of other children. Individual mother-father pairs held the infant on the same side of the body in the majority of couples studied. The pattern of infant-carrying showed no significant in-between group differences. The possible significance of these observations and their relation to other parental behavior are discussed.</ref>, Mason<ref>Mason Giorgia, Why do humans and apes cradle babies on their left side? New Scientist, 21. July 1990, 28.</ref>, Sieratzki (2002)<ref>Sieratzki JS, Neuropsychological and neuropsychiatric perspectives on maternal cradling preferences, Epidemiol Psychiatr Soc 2002 Jul-Sep;11(3):170-6 OBJECTIVE: To assess competing explanations for the universal preference of mothers to cradle infants on their left side and to propose a relation to hemispheric asymmetry for social attachment and communication behaviour. METHODS: A review of observational, experimental, physiological, psychological, neuro-physiological, and neuro-psychological studies, including new findings on the cradling behaviour of mothers with auditory or visual impairments. RESULTS: A significant left-cradling bias is observed in both right- and left-handed mothers which cannot adequately be explained by arguments based on handedness or closer contact to the soothing sound of the maternal heartbeat. Observations of primate behaviour have led to the suggestion that the left-cradling bias may be related to a left visual field (right hemisphere) advantage for monitoring an infant's facial expressions of distress. However, more than just monitoring, cradling subserves the mother's connection with the infant. For that reason, we have suggested that left cradling might be related to a right hemisphere specialisation for emotional communication, i.e. the speech melody, smiles, signals, and stroking which mothers use to interact with their infants. Studies of mother-infant interaction show that the sound of the mother's voice is more soothing when cradling on the left, more stimulating when cradling on the right. Cradling laterality may thus be related to emotional state and behavioural intent. There is also evidence to suggest that left cradling is linked to a special role of the right hemisphere in social attachment behaviour. This function may be disturbed in mothers with post-natal depression who show abnormal right hemisphere activity. CONCLUSION: Cradling embodies the symbiotic relationship between mother and infant; various lines of evidence support the suggestion that the universal preference of mothers to cradle infants on their left side is related to a right hemisphere dominance for social attachment and communication behaviour.</ref>, Bogren<ref>Bogren LY, Side preference in women and men when holding their newborn child: psychological background, Acta Psychiatr Scand 1984 Jan;69(1):13-23 In a prospective study 81 randomly selected parents awaiting their first baby were interviewed early during pregnancy and again during the week after delivery. About 80% of the women and their partners were found to hold their child to the left, and 20% to the right, irrespective of handedness. There was no relation between side preference in child holding in the couples. Common to both sexes is the trend that left-holders are more attached to and identified with the parent of their own sex whereas right-holders are more attached to and identified with the parent of the opposite sex. Right-holders have also more often had mental symptoms prior to pregnancy and were concerned about the pregnancy, delivery and health of the child at birth.</ref><ref>Bogren LY, The couvade syndrome and side preference in child holding, Acta Psychiatr Scand 1985 Mar;71(3):311-4,In a prospective study of expectant couples 20% of the men suffered from the couvade syndrome. About 80% of both women and men hold their newborn infant to the left and 20% to the right, irrespective of handedness. Compared with others, men with the syndrome more frequently developed a right-side preference in child holding. Right-holding men more often had sons than daughters. Right-holders with the couvade syndrome were more often attached to and more closely identified with their mothers than were right-holding non-sufferers.</ref>, Ginsburg<ref>Ginsburg HJ, Maternal holding preferences: a consequence of newborn head-turning response, Child Dev 1979 Mar;50(1):280-1, Salk observed that in an overwhelming majority of cases (80%) mothers prefer to hold their infants across the left shoulder. This preference occurs over a diversity of cultures and is not related to the hand preference of the mother. Salk suggested a fetal imprinting to the sound of the heartbeat as the mechanism responsible for this phenomenon. While such speculation is intriguing, it is not scientifically testable. 2 experiments were performed to examine a more testable hypothesis. Results of these studies suggest that the initial head-turning preference of an infant is related to the holding preference of its mother.</ref>, Weiland<ref>Weiland JH, Patterns of mother-infant contact: the significance of lateral preference, J Genet Psychol 1970 117 157</ref>, Souza-Godeli<ref>Souza-Godeli MR, Lateral cradling preferences in children, Percept Mot Skills 1996 Dec;83(3 Pt 2):1421-2 Lateral preferences for cradling a doll and for holding a package were investigated among children from 2- to 6-yr-old. Results showed a preference for holding a baby on the left side of the body in children as young as 3 yr. old. The data favour the hypothesis of an early emergence of this pattern of behavior in the human ontogenesis.</ref>, Lucas<ref>Lucas M.D., Laterality of cradling in relation to perception and expression of facial affect, J Genet Psychol 1993 Sep;154(3):347-52. A dominant leftward cradling bias has been observed in women in non feeding interaction with infants. Reasons for this behavior have been sought in behavioral asymmetries, but none have sufficiently justified the presence of this leftward pattern. Recently, the cradling bias has been linked to affective processing, considered to be a specialized function of the nondominant (right) hemisphere (Manning & Chamberlain, 1990). This study investigates Manning and Chamberlain's (1990) suggestions that a relationship exists between leftward cradling and the interpretation and expression of affect. Eighty-six nulliparous women were tested for this relationship by correlating direction of cradling bias with visual field dominance for perception of facially expressed emotion and expression of affect. No significant relationship was found to directly support the hypotheses.</ref> e Harris<ref>Harris LJ, Side preference in adults for holding infants: contributions of sex and handedness in a test of imagination, Brain Cogn 2000 Jun-Aug;43(1-3):246-52 Five hundred and one right-handers (150 men, 351 women) and 53 left-handers (15 men, 38 women) were asked to imagine holding a young infant in their arms. Right-handers reported significant left-side biases--in 68% of the men and 73% of the women. For left-handers, side preferences were weaker, the left-side bias dropping to 47% for men and 60% for women, with neither figure different from chance. The results are discussed in the context of theory and research on the functional neuroanatomy of attention, emotional arousal, and the generation, maintenance, and manipulation of mental images.</ref><ref>Harris LJ, Lateral biases for holding infants: early opinions, observations, and explanations, with some possible lessons for theory and research today, Brain Cogn 2002 Mar-Apr;48(2-3):392-4 In 1962, the psychologist Lee Salk reported finding that 80% of mothers held their infants on the left side of their body, so that the infant's head was to their left. Salk's finding has been amply confirmed, with new studies of mothers as well as other adults reporting figures for left-side holding ranging from 60 to 85% (e.g., de Chateau, 1983; Harris & Fitzgerald, 1985; Harris, Almerigi, & Kirsch, 2000). New studies also suggest that the bias is only for holding infants (or infant dolls), not for books, packages, or other objects (e.g., Almerigi, Carbary, & Harris, 2001; Rheingold & Keene, 1965). The possibility that it is unique to infants (or their likenesses) is what gives it special interest for investigators who study laterality of function. The discovery of the bias is often credited to Salk, but it would be more accurate to say that he rediscovered it because it was first noted at least two hundred years earlier, then, evidently, forgotten, only to be rediscovered and again forgotten several times through the early decades of the twentieth century. Over this period, however, not all agreed that the preferred side was the left: a nearly equal number said it was the right. Each group also proposed explanations for why one or the other side was preferred. They also foresaw different consequences for the infant being held. In the 1980s, I briefly described some of the early reports in essays on the history of theories and research on laterality of function (Harris, 1980, 1983). A manuscript now in preparation provides a more comprehensive description and evaluation of these reports and suggests certain lessons they may hold for current theory and research. The poster proposed for TENNET XII will summarize the main points of this new review and analysis. The poster will be organized into 6 sections, with bulleted text accompanied by drawings, photographs, and other illustrations. The plan is to make the story as visual as possible.</ref>. Un interessante link al proposito: [http://www.sussex.ac.uk/press_office/bulletin/13feb04/article1.shtml Le madri portano i loro bambini sul lato sinistro per un migliore legame affettivo]. Vedi anche [http://www.abdn.ac.uk/~psy215/dept/cradling%20bias%20in%20relation%20to%20child%20directed%20language%202000.pdf Reissland]. Il mancinismo e la lateralità nell'uomo sono oggetto di studi scientifici da molti secoli e le percentuali di mancini trovati nella popolazione sono state pubblicate in passato in numerosi articoli scientifici. Il mancinismo è la tendenza a usare, di preferenza, il lato sinistro del proprio corpo per compiere movimenti e gesti sia automatici che volontari. Il mancinismo non viene considerato una malattia dall'Organizzazione Mondiale della Salute anche se, il contrario, era un'opinione diffusa nemmeno 100 anni fa. Si distinguono solitamente i '''destrimani''' e dai '''non-destrimani''', i quali vengono ulteriormente suddivisi in '''mancini''' e '''ambimani'''. Oltre l'uso di una mano dominante, si conosce una lateralità dei piedi (con quale piede estigui una sigaretta?), degli occhi (uso del telescopio, sguardo attraverso il buco di una serratura...) e dell'udito (lato del telefonino). Un cosiddetto mancino franco (o omogeneo) utilizza solamente l'emisfero destro per controllare in modo dominante occhio, piede e mano. Un mancino disarmonico invece non si serve soltanto di un lato dominante ma usa ambi i lati in modo caratteristico. Prevalenze del lato destro si conoscono bene per la mano (85%), il piede (74%), l'occhio (66%) e l'orecchio (63%)<ref>[http://www.ergonetz.de/lateralitaet/downloads/4229_IfADo.pdf lateralità nell'uomo] (in tedesco)</ref>. Di solito la lateralità della mano dominante non coincide con le altre lateralità<ref>Oberbeck H 1989, Seitigkeitsphänomene und Seitigkeitstypologie im Sport. Schriftenreihe des Bundes instituts für Sportwissenschaft Band 68, Schorndorf</ref><ref>Ehrenstein WH Arnold-Schulz-Gahmen BE: Seitenbevorzugung von Auge, Ohr, Hand und Fuss. Institut für Arbeitsphysiologie der Universität Dortmund, 25/06/2004</ref>. Il lato sinistro è il più utilizzato per incrociare le gambe o per un determinato modo incrociare le ditta (il pollice sinistro si trova, nella maggioranza dei casi, al di sopra del pollice destro incrociando le ditta. Il cosiddetto ''hand clasping'' - da non confondere con il ''Bet-Test'' hameriano). La diffusione di mancini nel mondo è di circa il 10-15%. La diagnosi viene fatta con il cosiddetto '''test di lateralizzazione prevalente'''. Con questo metodo si analizzano l'uso della mano, del piede e dell'occhio. Nella determinazione del mancinismo è necessario trovare veri mancini: destrimani apparenti perché (auto-)educati o addestrati (destrimani acquisiti) a diventare destrimani sono da considerarsi mancini se sottoposti ad un esame preciso. Questa distinzione è importante, di consequenza l'osservazione della mano dominante usata per scrivere non è idonea a determinare il mancinismo: scrivere è una capacita appresa e non innata. È importante riconoscere le diverse influenze culturali sul mancinismo: in alcuni paesi la mano sinistra viene considerarta la mano impura (paesi islamici), in altre culture i mancini non possono esercitare certe professioni e cosi via. In passato in Inghilterra, per esempio, si è tentato di educare tutti i mancini ad usare la mano destra a scuola. La determinazione del mancinismo individuale dipende dunque da alcune definizioni e necessita una metodologia precisa. In psicologia vengono spesso usate una definizione ed i metodi descritti da Rife nel 1940, il quale era consapevole dell'esistenza di queste influenze. L'osservazione della massa muscolare e della grandezza della mano possono anche essere un metodo clinico per la determinazione della lateralità. Studi scientifici parlano di una incidenza dei mancini tra il 5% e il 30%, spesso viene riportato il valore medio del 15%. Una persona su 6 è mancina, gli uomini lo sono un po più spesso delle donne, e con l'eta aumenta la percentuale dei destrimani. Per citare alcune fonti: Hardyck<ref>Hardyk C. Petrinovich LF, Left-handedness, Psycol Bull, 1977 May; 84(3):385-404</ref> (del 1977) indica una percentuale tra l'8% ed il 15%, Perelle-Ehrman<ref>Perelle IB Ehrmann L, An international study of human handedness: the data, Behv Genet, 1994 May;24(3):217-27 Human handedness has been the subject of systematic study since 1646, but there is no agreement among researchers as to who can be considered a left-hander, what is the etiology of left-handedness, or what the proportion of left-handedness is in the world's population. This article reports the results of a handedness survey administered to 12,000 subjects in 17 countries, the largest handedness survey attempted. The paper discusses methods for determining handedness, the probability of a genetic component for handedness, and the relationship of sex, birth order, multiple birth, and first-degree relative's handedness on subject's handedness. A hypothesis for the etiology of left-handedness is presented.</ref> fanno riferimento a 12.000 persone esaminate in 17 paesi diversi, Raymond M.<ref>Raymond M, Frequency-dependent maintenance of left handedness in humans, Proc Biol Sci, 1996 Dec 22;263(1377):1627-33 The percentage (10-13%) of left handedness in human has apparently not changed since the Neolithic. Left handedness is heritable and appears to be repeatedly associated with some reduced fitness components; the persistence of left handedness implies that left handers have a fitness advantage in some situations. We propose that left handers have a frequency-dependent advantage in fights and for that reason a fitness advantage. To test this hypothesis, left handedness frequencies in the general population and in sporting individuals (both students and the sporting elite) have been compared, as sporting performance is likely to be a good indicator of fighting abilities. The higher proportion of left-handed individuals in interactive sports (reflecting some fighting elements), reaching 50% in some sports categories, but not in noninteractive sports, is consistent with the fighting hypothesis. The greater frequency of left handedness in males than in females is also consistent with this hypothesis, as male-male fights are universally more frequent than other combinations. The frequency-dependent advantage in fights of left handers might explain the stability of left handedness.</ref> parla di una presenza di mancinismo del 10-13% con valori superiori tra gli sportivi. A proposito del mancinismo nei gemelli è opportuno leggere un test svolto su più 7.000 gemelli (Medland<ref>Medland SE, Special twin environments, genetic influences and their effects on the handedness of twins and their siblings, Twin Res 2003 Apr;6(2):119-30 It has been suggested that twinning may influence handedness through the effects of birth order, intra-uterine crowding and mirror imaging. The influence of these effects on handedness (for writing and throwing) was examined in 3.657 Monozygotic (MZ) and 3.762 Dizygotic (DZ) twin pairs (born 1893-1992). Maximum likelihood analyses revealed no effects of birth order on the incidence of left-handedness. Twins were no more likely to be left-handed than their singleton siblings (n = 1757), and there were no differences between the DZ co-twin and sibling-twin covariances, suggesting that neither intra-uterine crowding nor the experience of being a twin affects handedness. There was no evidence of mirror imaging; the co-twin correlations of monochorionic and dichorionic MZ twins did not differ. Univariate genetic analyses revealed common environmental factors to be the most parsimonious explanation of familial aggregation for the writing-hand measure, while additive genetic influences provided a better interpretation of the throwing hand data.</ref>) dove si dimostra che non esiste nessuna differenza nella percentuale di mancini tra gemelli e non-gemelli, confermato da Searleman<ref>Searleman A, ''Laterality in twins: the relationship between handedness and hemispheric asymmetry for speech'', Behav Genet. 1978 Jul;8(4):349</ref>, dal lavoro di Reiss<ref>Reiss M, Laterality in twins,Z. Morphol Anthropol. 1996 Sep;81(2):14 The literature on twins and laterality is reviewed: Both monozygotic (MZ) and dizygotic twins (DZ) show a low concordance in all functional and morphological asymmetries. The proportions of R-R, R-L and L-L pairs in MZ twins and in DZ twins are in binomial distribution. The incidence of left-handedness is the same in MZ twins and DZ twins, but higher than in singletons. Other laterality signs do not show this tendency. The whole issue of twinning is as yet unresolved, yet it is clear already that no simple genetic model for the inheritance can be applied. The present review discusses three genetic models and associated problems with each. The overall tendency to a higher rate of left-handedness in twins could be due to such pathological factors (associated with twinning) as intrauterine crowding and perinatal stress, but is not due to so-called "mirror imaging"-phenomena in twins.</ref> e Derom <ref>Derom, Handedness in twins according to zygosity and chorion type: a preliminary report Behav genet 1996 Jul;26(4):407 In the course of the East Flanders Prospective Twin Survey (EFPTS), handedness was assessed as part of a genealogical study (Meulemans et al., 1995) in 1616 twins (808 twin pairs) aged 6 to 28. Our findings are that, in this large population-based study with known placentation and zygosity, the often observed higher frequency of left-handedness in twins is confirmed, that it appears to be independent of zygosity and chorion type, and that the belief that discordant handedness in monozygotic twins represents mirror-imaging is mythical.</ref>. Nella rivista '''Science''' dell'11 novembre 1977<ref>Coren S Porac C, Fifty centuries of right-handedness: the historical record, Science 1977 Nov 11;198(4317):631-2 A survey of more than 5.000 years of art work, encompassing 1.180 scorable instances of unimanual tool or weapon usage, revealed no systematic trends in hand usage. The right hand was used in an average of 93 percent of the cases, regardless of which historical era or geographic region was assessed.</ref> Coren e Porac hanno preso in esame piu di 1.100 opere d'arte degli ultimi 5.000 anni ed hanno stimato un percentuale del 93% di artisti destrimani. Inoltre: il 90% dei neonati succhia il pollice destro. I risultati pubblicati nel New Scientist da Peter Hepper di Belfast nel 2004<ref>Peter Hepper, [http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6186 Signalling right from the womb], Belfast 2004 New Scientist 2457, pag 13, 24 july 2004</ref> mostrano che la maggior parte dei feti succhiano il loro pollice destro quando si trovano ancora nell'utero materno. Solo i due terzi dei 1.000 feti esaminati che succhiava il pollice sinstro (una minoranza dei mancini fetali), diventavano effettivamente mancini dopo la nascita. Hepper notò anche che durante le prime settimane di gravidanza (tra la decima e la ventesima settimana) si potevano vedere movimenti precoci di un braccio, sopratutto del braccio destro, ancora prima della sua innervazione dal Sistema Nervoso Centrale. In questi casi il controllo dei movimenti è sotto il controllo di motoneuroni a livello del midollo spinale e non del SNC. Il braccio mosso in questa prima fase fetale sara poi quello dominante dopo la nascita. Un [http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/07_Luglio/31/gene_mancinismo.shtml articolo] a proposito della base genetica del manicinismo. ==La radiologia e l'esame TAC nella Nuova Medicina== Hamer basa una delle sue diagnosi su una sua ''particolare'' e ''personale'' interpretazione delle lastre TAC che non è compatibile con le attuali conoscenze della radiologia. Hamer pensa che nei casi di cancro dovrebbe esser sempre possibile trovare una traccia visibile ("Dirk-Hamer-Syndrom" DHS, focolaio Hamer FH, detto anche "bollino" in gergo) sulle lastre TAC cerebrali dei pazienti. Tali modificazioni, mal definite e mai riconosciute dai radiologi, si formerebbero nello stesso istante di un evento traumatizzante imprevisto. Si è scoperto in seguito che molte di queste tracce corrispondono chiaramente ad artefatti tecnici di un esame TAC. Al professor Reiser dell'università di Monaco, presidente dei radiologi tedeschi, sono stati presentate alcune immagini di lastre TAC tratte dal libro "''Vermächtnis einer neuen Medizin''". Reiser, come altri esperti ha chiaramente smentito che l'esame TAC, come viene usato in NMG, sia accettabile e scrive in un referto del 22 gennaio 2007<ref>Email del 22/01/2007: Beurteilung von Prof. Dr. med. Dr. h,c, Maximilian Reiser, Direktor des Instituts für Klinische Radiologie der Ludwig-Maximilian-Universität München, Präsident der deutschen Röntgengesellschaft. -------------------------------------------------------------------- "Gerne bestätige ich Ihnen, dass die in dem "Werk" von Herrn Hamer abgebildeten Computertomogramme von dem Autor völlig unsachgemäß interpretiert wurden und in klarem Widerspruch zu den wissenschaftlich begründeten Kenntnissen und Erfahrungen stehen. Eine argumentative Auseinandersetzung mit dem Inhalt der Hamer´schen Theorien und den daraus abgeleiteten Bewertungen der computertomographischen Bilder halte ich nicht für möglich bzw. Ziel führend, weil sich Herr Hamer in einer hermetisch abgeschlossenen Gedankenwelt bewegt und jede Kritik als Ausdruck einer bornierten `"Schulmedizin" ableht. Die von Ihnen anhand einiger CT- Befunde erhobenen Korrekturen möchte ich ausdrücklich bestätigen. Gerne dürfen Sie diese Stellungnahme als die des Präsidenten der Deutschen Röntgengesellschaft zitieren. Mit freundlichen Grüßen, Ihr M. Reiser" -------------------------------------------------------------------- </ref>: ''Valutazione'' ''Le confermo volentieri che le TAC mostrate nell' "opera" del signor Hamer sono state interpretate dall'autore in maniera incompetente, e che sono in ovvio contrasto con le conoscenze ed esperienze scientifiche. Secondo me, una discussione argomentativa con il contenuto delle teorie di Hamer e delle interpretazioni delle TAC derivate da queste teorie non sembra possibile o non può condurre ad alcun risultato perché, il signor Hamer, si muove all'interno di un modo di pensare chiuso ermeticamente all'esterno e perché sta rifiutando ogni critica come espressione di una "medicina scolastica" arrogante.'' ''Le confermo le correzioni fatte a proposito di alcune delle TAC mostrate.'' (A Reiser furono portati esempi di TAC che mostravano circonvoluzioni senza segni patologici che nel libro di Hamer furono invece descritti com FH/HH) ''Può citare questa valutazione come quella del presidente della Deutschen Röntgengesellschaft.'' ''Saluti, suo M. Reiser'' Bisogna da ricordare che un esame TAC comporta una notevole dose di radiazioni per il paziente. Una TAC alla testa comporta circa 4 mSv di radiazioni. Questo valore corrisponde alla dose media che un essere umano riceve durante l'arco di un anno da tutte le altre fonti naturali e non-naturali sul livello del mare. Articolo dettagliato: [[TAC e Nuova Medicina]] ==DHS in botanica== [[image:Gergelyfi.jpg|Presunto fenomeno Gergelyfi|150px|thumb]][[image:Tswv-erdnuss.jpg|Infezione dal virus TSWV|150px|thumb]][[Image:Citrus-leprosis.jpg|Citrus leprosis causato dal virus CiLV (limone)|150px|thumb]] Sindrome di Dirk Hamer in botanica? Su una pagina<ref>http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Sonderpr/Pflanzen.htm</ref> di uno dei maggiori aderenti alla NMG, Helmut Pilhar, si parla di una studentessa di biologia austriaca di nome Helga Tanja Gergelyfi (forse parente dell'infermiera Sophie Hildegard Gergelyfi che era testimone a favore di Pilhar nel processo penale Olivia Pilhar) e vengono mostrate le foto di alcune foglie di piante affette da diverse malattie. Nel testo, la studentessa è fiera di mostrare la sua scoperta di un ''Gergelyfi-Phänomen'' (fenomeno Gergelyfi), e questo fenomeno sarebbe la prova dell'esistenza della sindrome di Dirk Hamer nelle piante. Allo stesso tempo ammette però che un professore di biologia, vedendo queste foglie, era convinto che si trattasse di una banale infezione virale della pianta. Una ricerca in alcune banche dati non mostra alcuna pubblicazione scientifica di tale Helga Gergelyfi ed inoltre, la denominazione ''Gergelyfi Phänomen'' è completamente sconosciuta. Si tratta dunque di un'ipotesi privata non pubblicata e senza riferimenti seri. Infezioni da virus, ma anche da parte di funghi, possono portare alla formazione di anelli o punti sulle foglie, ad esempio nei limoni il virus ''Citrus leprosis'' (CiLV) ha questi effetti. In altre piante si conoscono fenomeni simili, come il ''Tar spot disease'', ''Target spot'', ''Tomato spotted wilt tospovirus'', ''Tobacco ring spot virus'' e così via. Secondo Hamer, la propria terapia sarebbe vietata in Germania e di conseguenza lui sarebbe stato indagato e condannato per essere venuto meno a questo presunto divieto. Tale divieto non esiste in Germania, dove regna la ''Therapiefreiheit'' (libertà curativa) che assicura una grande libertà nella scelta di una terapia da parte di un medico. Hamer, o uno dei suoi sostenitori, non ha mai potuto dimostrare l'esistenza di tale divieto in Germania. I medici tedeschi devono tuttavia (come in tutto il mondo) assumersi le proprie responsabilità per la scelta di una determinata terapia come per il rifiuto di un'altra. Se un paziente adulto (e non sofferente di una malattia psichiatrica) rifiuta una determinata terapia bisogna rispettare questo desiderio e cercare insieme altre vie, oppure indirizzarlo verso un altro medico/terapeuta. Nel caso il medico decida di seguire una terapia della cui efficacia non si hanno prove, ogni danno subito dal paziente potrà essere risarcito con un versamento in denaro mentre il medico potrebbe subire la radiazione dall'albo. ==Hamer ed il "sistema ontogenetico dei tumori", il ruolo di batteri e virus== Questo sistema è stato introdotto in un secondo momento all'interno della Nuova Medicina Germanica. Secondo Hamer i batteri che provocano la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis) non sarebbero nocivi per l'organismo umano, ma avrebbero anzi un ruolo protettivo o positivo nel decorso di patologie come il cancro. Non viene però presentata alcuna prova a sostegno di questa sorprendente asserzione. Hamer aggiunge inoltre che i farmaci tubercolostatici (antibiotici) sarebbero, conseguentemente nocivi per i malati di tubercolosi. In realtà, dopo l'introduzione delle terapie farmacologiche efficienti contro i batteri della tubercolosi, il numero dei decessi causati da questa malattia è in forte calo e molti dei sanatori specializzati per malati di tubercolosi sono stati chiusi. Un esempio di malattia infettiva sicuramente mortale è l'infezione dal virus della rabbia. Secondo le cifre fornite all'OMS di Ginevra<ref>[http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs099/en/index.html]</ref>, causa la morte di circa 70.000 persone ogni anno in tutto il mondo. La metà dei decessi si verifica in India, dove ne vengono colpiti sopratutto bambini, morsi da cani randagi. In tutta la storia della medicina si conoscono solo 6 persone che sono sopravvissute alla rabbia, ed una sola, la 15-enne [http://en.wikipedia.org/wiki/Jeanna_Giese Jeanna Giese] è sopravvissuta senza danni neurologici permanenti. Una terapia efficace non esiste, a parte la vaccinazione attiva e passiva dopo l'infezione. Anche il virus Ebola o quello di Marburg sono da considerarsi molto pericoloso con un elevato numero di decessi dopo un'infezione. ==La Nuova Medicina Germanica come terapia== La terapia della NMG consisterebbe in un rapporto particolare - di reciproco rispetto - tra il medico/terapeuta ed il paziente. Il compito del medico si limiterebbe all'individuazione dei conflitti che starebbero all'origine dei sintomi riferitegli dal paziente e alla loro conseguente "risoluzione". Risolto il conflitto il paziente guarirà da solo, nel 98% dei casi (secondo le stime dei sostenitori della Nuova Medicina Germanica). In un'intervista con il giornale Der Stern <ref>Articolo apparso nella rivista "Der Stern" il 24 novembre 1983, autori: Teja Fiedler e Cordt Schnippen Facsimile: [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_1.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_2.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_3.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_4.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern_5.jpg] [http://www.ariplex.com/agb/a70205/stern.htm]</ref> Hamer era convinto di poter risolvere tutti i conflitti riferiti e viene citato con: "[...] ''in tre ore risolvo ogni conflitto ''[...]'' in linea di principio faccio guarire tutti'' [...]", ammettendo dunque di poter trovare la cura di ogni "malattia" (poiché secondo la Nuova Medicina Germanica ogni malattia è di origine psichica) entro poche ore. Lo psichiatra D. Toneguzzi, in una dichiarazione<ref>Toneguzzi D. (psichiatra con orientazione NMG): lettera a Hamer del 20/02/2007 a nome dell'organizzazione ALBA [http://files.meetup.com/206838/Il%20comitato%20scientifico%20ALBA%20risponde%20alle%20%20accuse%20di%20Hamer.pdf] (log-in indispensabile)</ref> del "comitato scientifico" ALBA di Genova menziona un video - che sarebbe stato mostrato durante un corso di NMG nei pressi di Malaga - dove, secondo l'autore, verrebbe mostrato Hamer usare metodi di ''psicomagia'' alla stregua dell'attore cileno Alejandro Jodorowski ("Si el terapeuta no esta enfermo, no cura" - Alejandro Jodorowsky<ref>Tu Suerte, dic. 2001, nº 78, pp. 94-96. Madrid: América Ibérica</ref>). Nel succitato video Hamer avrebbe ''psicomagicamente'' bruciato una lettera. Una citazione di Hamer conferma la sua ''psicomagia'': "[...] ''Secondo me, la cura di una persona malata o di un animale malato da parte di un medico corrisponde ad un atto sacro. 2000 anni fa, i medici erano nello stesso tempo sacerdoti e persone intelligenti con molta esperienza che avevano la piena fiducia della gente'' [...]"<ref>Hamer: "[...] ''Für mich ist die ärztliche Behandlung eines kranken Menschen oder Tieres eine Art heilige Handlung. Bei unseren Vorfahren vor 2000 Jahren waren Ärzte gleichzeitig Priester, erfahrene, kluge Menschen, die das Vertrauen ihrer Mitmenschen verdienten.''" da Vermächtnis einer neuen Medizin, pagina. 294</ref>. Inoltre Hamer prescriverebbe l'applicazione esterna di ghiaccio e darebbe consigli dietetici. Nel 1985 consigliava il consumo uova di gallina di pura razza perché, secondo lui, tali uova sarebbero state importanti al fine della guarigione dal cancro<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Da testimonianze di ex-pazienti della NMG si è venuti a conoscenza anche di consigli quali bere caffè e Coca Cola durante la presunta fase di "''vagotonia''" che sarebbe tipica per il cancro. Altri medici e terapeuti usano mezzi di "risoluzione" diversi, spesso in contrasto con il parere o i divieti emessi dall'inventore della NMG. L'associazione italiana pro-NMG, tramite il suo presidente Marco Pfister, dichiara a proposito della terapia: "[...] ''Cari amici e pazienti, l'applicazione di questo nuovo modo di intendere la medicina non è, allo stato attuale, praticabile a livello clinico'' [...]"<ref>[httpx://www.associazionemagellano.it/magellano/hamer.htm]</ref> "[...] ''La terapia del futuro consisterà solo in minima parte nella somministrazione di medicamenti, ablazioni chirurgiche o irradiazioni. L'intervento clinico e medicamentoso tenderà unicamente alla riduzione sintomatica dei disagi emotivi, fisiologici o meccanici che risultassero insopportabili dal paziente'' [...]". Da racconti di pazienti si sa che alcuni sembrano basarsi sulle costellazioni famigliari di Hellinger, l'agopuntura od interventi psicoterapeutici. Nel caso di cancro (maligno) si è appreso da diversi pazienti che Hamer continua a consigliare a questi di smettere di seguire terapie sia causali sia palliative (sintomatiche) della medicina "scolastica", questo anche in situazioni con una buona prognosi (cancro ai testicoli per esempio). Ben conosciuto è il suo divieto di farmaci analgesici potenti come la morfina e delle chemioterapie in oncologia<ref>[http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/ interviste con ex-collaboratori di Hamer degli anni '80]</ref>. Secondo quello che si è appreso, e secondo le parole di Hamer, alcuni interventi della medicina moderna di oggi vengono ammessi nell'ambito della NMG, tra questi anche interventi chirurgici indispensabili. Però, non vengono chiaramente demarcati i limiti della NMG. ==Manovre e terapie alternative proibite nella Nuova Medicina Germanica== Alcuni medici, tedeschi e non, propongono terapie contenenti elementi propri della Nuova Medicina Germanica. Questo fatto non viene visto di buon occhio da Hamer il quale, con un decreto per ordine del moufti del 21/12/2006, ha pubblicato un elenco <ref>Coìn, Spagna, 21 dicembre 06 Direttive attuali nella Nuova Medicina Germanica® Di principio lo "striptease famigliare" (Cost. Famigliari [costellazioni familiari secondo Hellinger]) non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *1. Qualsiasi rilevamento statistico, come pure il cosiddetto training mentale, il cosiddetto counseling come mind- o brain-storming, come praticato da Scientology, con l'intento di rendere il paziente dipendente, non avvengono nell'ambito della Nuova Medicina Germanica. *2. Tutte le forme di ipnosi profonda in cui il paziente viene soggiogato, sono fondamentalmente da rifiutare in Nuova Medicina Germanica. *3. Anche le tecniche psichiatriche violente sono fondamentalmente da rifiutare. La Nuova Medicina Germanica si intende strettamente come la Medicina della Libertà, essenzialmente per il paziente. Il concetto etico superiore consiste nell'approccio cauto e rispettoso del paziente il quale ha dato la sua fiducia al medico. Il medico (terapeuta) è fondamentalmente tenuto a non dominare o dirigere il paziente come questo era d'uso nella medicina attuale, ma paziente e medico devono potersi confrontare in completa libertà sullo stesso livello. In questo senso ogni tradimento della fiducia è da vedersi fondamentalmente come una rottura del segreto professionale. Solo così è possibile, in verità, preservare la dignità del paziente come pure quella del medico. Che un tale comportamento e approccio altamente etico sia solo possibile in uno stato di diritto si intende da sé.</ref> di metodi terapeutici che non sarebbero compatibili con le sue ipotesi. In questo elenco vengono proibite le ''costellazioni familiari'' del contestato autore ed ex-prete tedesco Bert Hellinger (il cui vero nome è Anton Hellinger), il ''Mentaltraining'' (allenamento mentale) e la ipnoterapia. Anche l'omeopatia non viene accetata da Hamer <ref>...Erlassen Sie mit die Beantwortung, was die Homöopathie anbelangt. Was ich davon halte, wird Sie nicht befriedigen. Ich erkenne nur das an, was man messen, wiegen und sehen kann und was im doppelten Blindversuch beweisbar und reproduzierbar ist; da bin ich ein knallharter Wissenschafter. Natürlich gibt es einen ungeheuerlichen Placebo-Effekt. Wenn Sie einem Patienten ein Medikament gut 'verkaufen', dann wirkt es allein dadurch zu 80%. Das heißt aber nicht, daß die Substanz da irgendwie wirkt, sondern nur, daß die Leute daran glauben. Jeder soll es jedoch so handhaben, wie er möchte....da: http://www.pilhar.com/Hamer/Referat.htm ...Alles andere, wie Homöopathie usw. erlaubt, wenn auch als unwirksam abgelehnt...da: http://www.pilhar.com/Untersch/sm.htm ...accetto solo quello che si puo misurare, pesare e vedere e quello che è dimostrabile e riproducibile in un esperimento doppio cieco; in questo senso mi considero di essere un scienziato durissimo...</ref>, la medicina antroposofica, la programmazione neuroliguistica PNL e la terapia breve strategica di Nardone<ref>*[http://www.nuovamedicinagermanica.it/] (rif 130 lettera del 13/02/07)</ref>. Non spiegando chiaramente perché escluda le terapie nominate, c'è da aspettarsi che anche la kinesiologia, i fiori di Bach, i sali di Schüssler, il rebirthing e cosi via seguiranno mettendo in ulteriore imbarazzo i terapeuti ed i medici di orientazione hameriana. L'elenco delle terapie proibite del dicembre 2006, il fatto che i diplomi rilasciati da ALBA neghino il lato terapeutico della NMG oltre alle accuse di aver tentato di sfruttare i libri di Hamer aggirando la casa editrice "amici di Dirk", sembrano di essere le cause delle dimissioni anunciate del presidente dell'organizzazione italiana pro-NMG ALBA nel Febbraio 2007 il quale, nel frattempo, aveva perso la fiducia di R.G. Hamer. Hamer lo chiama adesso 'traditore' e 'cameriere' (perché senza formazione medica e visto la sua precedente attività di barista). Nell'Aprile 2007, invece, Pfister fu rieletto presidente dell'associazione ALBA, la quale dichiara di contare tra i 600 ed i 1.000 membri. Rimangono tuttavia attivi in Italia il sistema gerarchico piramidale dal presidente alla segreteria dell'organizzazione ALBA con sede a Genova (contributo annuale dei soci 100€), la quale organizza corsi a pagamento rilasciando certificati di dubbia utilità (perché non riconosciuti nemmeno da Hamer<ref> http://www.nuovamedicinagermanica.it</ref> e con limitata, se non nulla, utilità nella vita professionale). Secondo racconti di persone che hanno frequentato il "''corso di formazione biennale''" ALBA, questo consisterebbe in 12 moduli di 4 giorni dal costo di 480€ l'uno, con costi complessivi di 5.880 Euro (120,00 + 12 x 480,00). In concorrenza e contrasto con ALBA si è formata una rete autonoma di "''gruppi di studio''" indipendenti tra loro, guidati da un capo-gruppo e sotto controllo diretto da Hamer che corrispondono al sistema Hamer-Pilhar in vigore in Austria e Germania. Su di un sito italiano a favore del sistema dei gruppi di studi si parla di "''come tali godono della piena benedizione del Dott. Hamer''". L'influenza diretta (e non intaccabile da presidenti o commissioni intermedie) di Hamer su tali gruppi è la maggiore delle problematiche dei corsi gratuiti per diffondere la NMG sul territorio italiano. Dalle discussioni a questo proposito si puo dedurre che i corsi gratuiti richiedano un'autorizzazione da parte di Hamer. Disse Hamer il 15/02/2007: "...''Considerate per una volta: la Nuova Medicina Germanica è il più grande dono degli Dei che noi esseri umani abbiamo mai ricevuto. Appartiene a tutti noi in comune. Ma io come scopritore della meravigliosa Medicina Sagrada sono ordinato come guardiano che deve vegliare affinché questo dono degli Dei non ci venga rubato... Io credo di dover fondare una nuova associazione della Nuova Medicina Germanica in modo tale che ognuno sappia come regolarsi''..."<ref>http://www.nuovamedicinagermanica.it </ref> ==Situazione della NMG in Germania== In Germania la Nuova Medicina Germanica viene attualmente praticata da alcuni medici e naturopati (Heilpraktiker), veterinari e dentisti. Almeno un medico(V. E. di Braunschweig<ref>* http://www.laborjournal.de/editorials/214.html articolo Laborjournal 10.10.06</ref>) ha tentato di laurearsi con una tesi legata alla NMG ma il suo tentativo è fallito perché la clinica dove voleva laurearsi non voleva assumersi la responsabiltà di sperimentare la NMG su propri pazienti ammalati di cancro. Di solito i terapeuti o i medici che usano la NMG preferiscono di non nominare la loro orientazione verso questa. I pazienti che chiedono indirizzi di medici/terapeuti orientati verso la NMG devono di solito entrare prima in uno dei "circoli di studi" privati che si possono trovare in tutte le grandi città. Questi circoli di studio lavorano in stretto contatto con R.G. Hamer o il suo rappresentante austriaco Pilhar, che visita regolarmente i diversi gruppi, e vive anche grazie alle spese d'ingresso a tali incontri. Gli indirizzi d'incontro (di solito una sala d'albergo o di un bar) sono tenuti segreti. Alle persone interessate viene comunicato soltanto un numero telefonico da chiamare poche ore prima degli incontri dal quale venire a conoscenza del luogo d'incontro. Sulle pagine web www.pilhar.com sono visibili i circoli di studio in Austria e Germania con le loro date ma mancano informazioni a proposito dei luoghi d'incontro. Ad Amburgo, un giornalista ha fatto finta di volere conoscere meglio la NMG e ha pubblicato un articolo sul giornale "Morgenpost" con immagini di uno di questi incontri in condizioni definibili clandestine<ref>*http://www.pilhar.com/News/Presse/2006/20060207_MoPo_Todessekte_1.jpg</ref><ref>Articolo di Olaf Wunder apparso sul quotidiano di Amburgo "Morgenpost" del 7.02.2006, pagine 8-9</ref>. Le motivazioni per tenere segreti gli incontri dei circoli di studio è da cercare nella volontà degli organizzatori di non confrontarsi senza persone scettiche (o persone che potrebbero fare domande imbarazzanti: i giornalisti sono mal visti). ==La Nuova Medicina Germanica ed il web italiano== Cercando sul motore di ricerca Google.it (con le parole chiave "nuova medicina Hamer") vengono elencati, a Febbraio 2007, 86.900 risultati. Guardando i primi 100 risultati ed escludendo i 19 link a forum o blog (con contenuto indeterminabile), escludendo 2 pagine che non hanno a che fare con il tema ed escludendo 3 pagine non in lingua italiana, si presenta la situazione seguente: * 85 pagine dal contenuto chiaramente di origine dei movimenti pro-NMG (spesso con un contenuto molto simile, con stessi errori della biografia di Hamer) * 13 pagine di organizzazioni o librerie che hanno in vendita libri a sulla NMG * 1 link neutrale (Wikipedia italiana) * 1 solo link neutrale-critico (italix) Visto che i siti dai quali si possono comprare libri sulla NMG sono tutti a favore di Hamer e della sua NMG, le loro pagine fanno indirettamente anche pubblicità alla Nuova Medicina Germanica. Esiste un solo libro, in lingua tedesca, del caso Olivia Pilhar che tematizza la NMG e che ha un contenuto neutrale, questo libro non viene venduto in Italia. Di conseguenza: il 98% dei primi 100 link raggiungibili da google.it nel Febbraio 2007 sono pagine create da sostenitori della NMG o di vendita di libri pro-NMG. Solo due pagine si possono ritenere neutrali, non evitando le critiche nei confronti di Hamer o delle sue ipotesi. ==Le cosidette "verifiche" della Nuova Medicina Germanica== [[Image:Verifikation Vienna 1984.jpg|thumb]]Dopo Karl Popper in medicina come nelle scienze, si accettano come valide solo le ipotesi ''falsificabili''. Un'ipotesi si dice [http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0 falsificabile] solo quando è possibile rilevare un evento o un dato che la invalidi. Le teorie che non presentano questa peculiarità non sono considerate attendibili. La medicina scientifica preferisce l'approccio tramite esperimenti controllati ''prospettivi'' cioè, data un'ipotesi di partenza si eseguono degli esperimenti per verificarne la validità e, nel corso degli esperimenti, l'ipotesi di partenza non deve ovviamente subire variazioni. L'osservazione ed analisi di esperimenti fatti prima di formulare l'ipotesi non permettono un'analisi neutrale poiché sono inevitabilmente soggetti ad una più o meno consapevole scelta discriminatoria: vengono tenuti in considerazione solo gli esperimenti che danno i risultati voluti dall'ipotesi e vengono scartati gli altri ([http://en.wikipedia.org/wiki/Cherry_picking cherry picking]) Analizzando le affermazioni di Hamer o di altri rappresentanti della Nuova Medicina Germanica si nota spesso come loro costruiscano e vedano i "conflitti" basandosi sui particolari tipi di cancro dei pazienti e confondano correlazioni temporali con relazioni del tipo causa-effetto. La scelta retrospettiva di casi presenta numerosi elementi pseudoscientifici, l'esito dell'osservazione è manipolabile a volontà: non si sa con quale metodo vengano scelti i casi da pubblicizzare e quali da scartare. Solo esperimenti controllati ''prospettivi'' possono evitare tali problemi - ma non sono mai stati mostrati. Il metodo scientifico si affida inoltre a gruppi di controllo per escludere effetti dovuti a cause ''inquinanti'' l'esperimento e solo i risultati che superano l'effetto placebo vengono considerati efficaci se si dimostrano ripetibili. La scienza si basa anche sullo ''scetticismo costruttivo'' e la visione ''autocritica'' delle proprie osservazioni. In realtà occorre anche conoscere la precisione di un dato metodo analitico: solo conoscendone il grado di precisione è possibile applicarlo efficacemente. Secondo i rappresentanti della Nuova Medicina Germanica, quest'ultima sarebbe stata verificata almeno trenta volte. Nella medicina di oggi si è conservato un importante lato non scientifico/artistico - in tedesco si continua a parlare della ''Heilkunst'', l'arte di curare - ma il lato scientifico/razionale ha una crescente importanza e viene rappresentata dalla ''evidence based medicine'' (EBM) alla quale si aggiunge la ''good clinical practice'' (GCP). Queste si riferiscono a degli standard di qualità che vengono elaborati durante congressi internazionali. La scienza moderna usa mettere alla prova le ipotesi ritenute attualmente valide per poterne formulare altre sempre più complete. Una verità matematica non esiste in medicina, e leggi nemmeno. Le ipotesi formulate/elaborate seguendo le osservazioni rimangono in vigore fino al giorno della loro confutazione: pubblicata, palese e condivisibile. La scienza, in realtà, informa soprattutto a proposito del grado di errore con la quale fa una affermazione: l'informazione che il pH del sangue sarebbe 7,41 è di valore scientifico nullo se non si conosce l'errore inerente il metodo usato. Un'affermazione scientifica potrebbe ad esempio essere: ''il pH misurato il giorno '''A''' del campione '''B''' della persona '''C''' usando il metodo '''D''' validato in passato da '''E''' ha mostrato in condizioni '''F''' un percentuale del 99% di essere tra 7,40 e 7,42, con una distribuzione dei valori secondo la curva '''G'''''. Delle circa 30 "verifiche" della Nuova Medicina se ne conoscono un poco all'incirca 12-14 mentre il numero complessivo dei pazienti che sarebbero stati esaminati per le cosiddette verifiche sarebbero 89, più alcuni pazienti di una ''verifica'' illeggibile con un numero sconosciuto di pazienti. La somma potrebbe essere attorno alle 100 unità, in ambienti hameriani si parla invece di 45.000 presunti casi esaminati (rif 125) e con il sorprendente grado di successo del 100%. Un contributo del prof. Hans-Ulrich Niemitz per la Nuova Medicina Germanica del 18/03/2004 non può essere considerato una verifica: Niemitz non ha nessuna formazione medica (il suo campo è l'archeologia e storia umana). In più è conosciuto, insieme con l'editore e germanista Heribert Illig, per essere l'autore di una strana teoria del complotto: la teoria dei secoli fantasma del medioevo. La teoria, secondo la quale alcuni secoli del medioevo non esisterebbero, non è compatibile con le descrizioni delle eclissi solari dei secoli passati e non è compatibile con il metodo di datazione al carbonio C14, la dendrochronologia di oggi e dei risultati degli esami di campioni di ghiaccio della Groenlandia. La verifica di '''Löwenstein''' (1982)<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/820729.htm]</ref> è lunga 8 righe e informa che Hamer avrebbe esaminato 5 pazienti e che i criteri delle ''5 leggi del cancro'' sarebbero stati verificati. Non viene fornita nessuna prova, nessuna cartella clinica, nessun materiale sul quale si potrebbe indagare o capire perché l'affermazione sarebbe vera e non si capisce la metodologia. Il radiologo E. Brauchle <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/830922.htm]</ref> constata nel 1983 soltanto che diversi colleghi non avrebbero visto un ''focolaio Hamer''. Un FH che non cresce non può essere un tumore, aggiunge Brauchle. Non si capisce che cosa Brauchle voglia dire nelle sue magre 10 righe. Un'altra carta (non intestata) del dicembre 1988 constata in 13 righe <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881209.htm]</ref> che 5 sottoscriventi (tra i quali Hamer) avrebbero constatato la riproducibilità delle "5 regole ferree del cancro" nel caso di 7 pazienti. Non viene fornita nessuna informazione utile sulla metodologia usata o dei risultati precisi. Sempre nel 1988 un dentista avrebbe verificato la validità delle stesse regole nel caso di sua moglie <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/881210.htm]</ref>, ma anche qui non viene spiegato il metodo usato per arrivare a tale conclusione. Nel 1989 viene presentato un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890305.htm]</ref>, certificato da un notaio, nel quale 14 persone (15 con Hamer) dichiarano che, nel caso di 27 pazienti, le "regole ferree del cancro" (senza spiegare che cosa sono) sarebbero state esaminate. La metodologia non viene spiegata, in parte il testo e una copia di una simile dichiarazione del 1988. Una ''verifica'' illegibile viene presentata, sempre nel 1989, dalla ''association stop au cancer'' francese<ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/890408og.htm]</ref>. Il certificato della ditta Siemens del 22/12/1989: su richiesta di Hamer (!), la ditta Siemens presenta un documento <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/891222.htm]</ref> nel quale viene di fatto spiegato perché una parte delle lastre TAC mostrate da Hamer sono in realtà artefatti tecnici e vengono spiegate le condizioni che non sono compatibili con artefatti ad anello (Ringartefakt) della TAC dal punto di vista della Siemens. Traduzione: Erlangen, li 22/12/1989. Possibili artefatti di tipo a cerchio I sottoscriventi hanno sviluppato 8 [in verità sono solo 7] criteri d'esclusione che escludono la presenza di artefatti del tipo a cerchio. Non si tratta sicuramente di un artefatto a cerchio, *1. se nella risonanza magnetica si vede una analoga struttura anellare inequivocabile [cioè nella stessa posizione] *2. se i cerchi non hanno la forma di un cerchio perfetto, ma presentano invece deformazioni, dunque se si correlano con processi che comportano uno spostamento di tessuto *3. se una struttura a forma di cerchio corrisponde alla glia [parte del tessuto nervoso] *4. se il cerchio o i cerchi non corrispondono all'asse di rotazione dello scanner ("parazentrale Schiessscheibenkonfiguration"="configurazione a bersaglio di tiro paracentrale") [denominazione di Hamer] *5. se più cerchi sono visibili uno a lato dell'altro [=non concentrici], solo uno può essere un artefatto a cerchio *6. se tali strutture ad anello hanno un "decorso" radiologico-clinico, cioè se sono visibili su lastre di esami successivi nello stesso punto ma presentandosi diversamente. *7. Gli artefatti dipendenti dalla scansione sono strutture a forma di cerchio o a forma di segmenti di cerchio attorno all'asse di rotazione dello scanner. Se tali strutture potessero essere confuse con vere strutture anatomiche, si raccomanda di ripetere la scansione con uno spostamento laterale o verticale del paziente. Se nel tomogrammo [=immagine] di ripetizione la struttura non si presentasse in posizione spostata, in riferimento a strutture marcanti del paziente [punti di riferimento anatomici], non si tratta di un artefatto. 2 firme: ing. Feindor, R.G. Hamer Il documento della Siemens non fa nessuna dichiarazione a proposito della Nuova Medicina e non esclude la possibilità che i Focolai Hamer siano in verità artefatti tecnici dello scanner usato. Secondo il secondo punto dei criteri, molte strutture presentate dovrebbero esser ritenute artefatti perché presentano una chiara struttura "a cerchio perfetto" in senso matematico. La possibile corrispondenza delle strutture concentriche in questione con tessuto gliale (punto 3) necessiterebbe un certificato di un (neuro-)patologo, il quale dovrebbe dimostrare chiaramente in un'indagine post-mortem tale corrispondenza. Ovviamente simili certificati non sono mai stati presentati. Nel Maggio del 1990 viene presentato il "protocollo di Namur" di alcuni medici sconosciuti che affermano che nel caso di 6 pazienti le "regole ferree del cancro" sarebbero state verificate. Non si sa chi ha firmato le 11 righe, e non si sa niente della metodologia usata. *La "verifica di Burgau" del 1993 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/930127.htm]</ref> è una lettera (intestata da Hamer) nella quale due medici austriaci certificano le ipotesi di Hamer. 12 pazienti sarebbero stati esaminati ma non viene spiegata la metodologia usata. I medici racconteranno dopo (rif 207) che hanno firmato il documento senza sapere esattamente di che cosa si trattasse. La testimonianza di Marc Frechet del 1997 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/970820.htm]</ref> contiene questa strana frase: "...''Unabhängig der Kenntnis der Arbeit von Dr. Hamer bezüglich der von uns detailliert untersuchten Brustkrebs-Patientinnen, können wir die von Dr. Hamer entwickelte Methode hundertprozentig bestätgen''...". Viene dunque certificato il "metodo Hamer" e nello stesso tempo viene dichiarato che gli autori non erano a conoscenza dei metodi Hamer. Non vengono elencate le diagnosi precise dei pazienti e non vengono descritte le terapie che i pazienti hanno sostenuto in precedenza. Frechet è più tardi di cancro malgrado sua orientazione verso la Nuova Medicina Germanica. La "verifica di Trnava" del 1998 <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/NeuMed/Zertif/980911.htm]</ref> è da vedere nell'ambito del suo tentativo d'abilitazione presso l'università di Trnava (senza una propria cattedra di medicina). Il documento contiene molti errori ortografici grotteschi ed è in parte incomprensibile e astruso (nella sua versione originale in tedesco). Inoltre viene dichiarato in questo documento che mancavano i referti necessari ad una valutazione definitiva. Anche qui non viene spiegata la metodologia e mancano i risultati precisi. Uno dei sottoscriventi, prof. Jozef Miklosko, scrisse in un'altra lettera che, nel Settembre 1998, 7 pazienti sarebbero stati esaminati e che esisterebbero cartelle cliniche e un filmato video di questi pazienti. Hamer stesso parla di 7 pazienti esaminati in un'intervista del 1998 <ref>intervista video con il matematico prof Josef Miklosko e Hamer del 12 Settembre 1998, albergo Drushba / Bratislava. Video rilasciato da "Amici di Dirk" Espana, Fuengirola nel 1998. (in tedesco)</ref>. Perché non vengono presentati o pubblicati i dati relativi (anche senza i nomi dei pazienti)? Secondo Miklosko, Hamer sarebbe in po sesso del video che mostrerebbe i pazienti intervistati. Che fine ha fatto questo video? <ref>[http://www.pilhar.com/Hamer/Korrespo/1999/990204.htm]</ref> Hamer (già radiato dall'albo tedesco) non riesce ad ottenere l'abilitazione per diventare professore presso l'università di Trnava. In una lettera del 1999, il rettore del università di Trnava, il prof Soltes dichiara che questo documento potrebbe anzi essere un documento falsificato. Anni dopo si è scoperto che tale documento non si trova più tra le carte del università e sarebbe irreperibile. Nel gennaio 2005 è apparso un articolo intitolato "''Rationality and irrationality in Ryke Geerd Hamer's system for holistic treatment of metastatic cancer''" dell'ex-medico danese S. Ventegodt, Andersen e Merrick in una rivista poco importante, la ''Scientific World Journal''<ref>[http://www.thescientificworldjournal.com/headeradmin/upload/2005.03.16.pdf]</ref> (istituto privato danese ''Quality of Life Research Center''). Il termine ''new medicine'' viene usato qui per denominare un concetto terapeutico ''olistico'' che non ha niente a che fare con la Nuova Medicina Germanica (marchio registrato). In una descrizione della sua ''Ny Medicin''<ref>in danese [http://www.livskvalitet.org/cms.ashx/Ny%20Medicin/Ny%20Medicin/~Ny%20Medicin%201.%20udgave%202005.pdf]</ref> non si parla di Hamer o della sua NMG e una ricerca sul sito [www.livskvalitet.org www.livskvalitet.org] con la parola ''Hamer'' non produce nessun risultato. La ''new medicine'' di Ventegodt si basa su idee espresse da C.G. Jung, A.H. Maslow, Erich Fromm, Jean Paul Sartre, D.L. Goleman, E. Allart e Samuel Hahnemann. Nessun riferimento a libri di Hamer. Il concetto Ventegodtiano si fonde su una propria teoria ''holistic process theory'' e una ''life mission theory''. Descrive tre principi terapeutici di una ipotetica ''Quality of life-medicine'': il lavoro psicoterapeutico/corpo secondo Rosen, l'agopuntura secondo la medicina tradizionale cinese e la "Gestalttherapie". Viene posto l'accento su teorie che secondo gli autori rispettano i desideri a lungo termine dei pazienti ed il principio ''Love as medicine'' che dovrebbe influenzare la relazione medico-paziente. I metodi elencati dalla ''new medicine'' non sono compatibili con la NMG. Merrick scrive in un'email ad uno degli autori di questo testo: "...''we did not support the work of Hamer but analysed his work in relation to the experience of Soren [Ventegodt] working in DK''..." Nell'articolo si trova la frase: "...''Hamer Focus (qui si riferisce ai cosidetti DHS che sarebbero visibili con la TAC) [...] the visible impact of the emotional shock on a patient's brain scan is more likely an artifact that Hamer, for lack of other hard evidence of his theory, gave too much importance [...] no case of a cure has been published [...] Hamer's understanding of symbols in medicine, virus and bacteria, and the evolutionary process itself (Hamer's third, fourth, and fifth "law") differs a great deal from both traditional and contemporary holistic medical theory and we did not find them substantiated [...] Hamer's understanding of cancer metastasis was built on these failing principles and therefore not substantiated either''..." Gli autori confermano dunque l'ipotesi dell'artefatto dei DHS e anche loro affermano di non essere a conoscenza di eventuali successi delle cure hameriane. D'altro canto gli autori sono convinti che: "...''From our analysis, it is clear that the two most fundamental principles of Hamer's work, the psychosomatic "iron law of cancer" (Hamer's first "law") and the principle of pathogenesis being reversed into salutogenesis (Hamer's second "law"), are well-established principles of holistic medicine today''..." Hamer stesso ha però preso da tanti anni le sue distanze da una medicina con elementi esoterici o ''olistici', non usa la denominazione olistico e rifiuta il concetto psicosomatico in medicina. "...''His presentation of his system and work has been idiosyncratic and highly provocative, which has alienated him from the whole medical community''..." concludono gli autori. In un'email Merrick si dissocia chiaramente anche dalle dichiarazioni antisemitiche di Hamer, e Ventegodt lo ripete sulla sito della rivista nella quale l'articolo è apparso: "...''The authors are in no way supporting a fascist, anti-Semitic, or Nazi position, neither philosophically nor politically''..." Nel fratempo, Ventegodt ha perso l'abilitazione alla professione medica <ref>[http://kasperolsen.wordpress.com/2005/12/19/more-dangerous-pseudo-science]</ref>. ==Riferimenti: il cancro e la Nuova Medicina Germanica== [[image:cancerage.jpg|cancro e età|thumb]] Nonostante i grandi progressi effettuati in ambito preventivo e terapeutico, il cancro resta la seconda causa di morte nei paesi sviluppati ed è tra le prime tre principali cause di morte nei paesi in via di sviluppo. Nel solo 2000 vi sono stati 10 milioni di nuovi casi di cancro in tutto il mondo e oltre 6 milioni di persone hanno perso la vita a causa del cancro. Sempre i dati del 2000, indicano come 22 milioni di persone fossero ammalate di cancro. L'incidenza del cancro dipende però fortemente dall'età. Il cancro è una malattia sopratutto degli anziani, una popolazione con una età media elevata (elevata speranza di vita media e/o basso tasso di nascita - invecchiamento della popolazione) mostrerà dunque una maggiore incidenza del cancro. La maggior parte dei casi ha prevalentemente un'età avanzata: il 57% sono ultra 65enni. Visto che la popolazione tedesca invecchia a causa dei progressi in medicina e per altri fattori (tra cui il basso tasso di natalità) e che l'età media dei cittadini tedeschi aumenta costantemente da anni, il numero assoluto dei casi di cancro è in aumento da decenni. Paragonando però i 40enni d'oggi con i 40enni di 5 anni fa, e paragonando i 45enni d'oggi con i 45enni di 5 anni fa e cosi via (standadizzazione per eta), si vede un chiaro calo dell'incidenza del cancro per tutte le fasce d'età in Germania, in Italia ma anche in altri paesi. Questo calcolo/paragone è il metodo utilizzato attualmente in oncologia per determinare con precisione, e senza di essere influenzata da fattori demografici, l'incidenza del cancro. Nel 2005, in Italia, sono stati stimati 250 mila nuovi casi di cancro. Se la mortalità è in aumento (è passata da 265,8 casi per centomila abitanti nel 1992 a 283,8 per centomila abitanti nel 2002) lo stesso dato depurato degli effetti dell'invecchiamento della popolazione è invece sceso da 142,9 a 118,9 per centomila abitanti. L'Italia per l'insieme dei tumori maligni presenta valori di sopravvivenza simili a quelli medi in Europa, mentre presenta esiti migliori della media europea per il tumore della mammella, della laringe, e dello stomaco. Al contrario, si osservano esiti peggiori della media Europea per altri tumori tra i quali le leucemie e il melanoma della pelle. In generale in Italia la prognosi per i pazienti anziani (75 anni ed oltre) è peggiore di quella osservabile in Europa e questo avviene anche per patologie oncologiche dove l'Italia complessivamente presenta una buona performance. Complessivamente si sono verificati consistenti miglioramenti nella prognosi per tumore durante gli scorsi decenni, particolarmente positivi risultano i risultati ottenuti per i melanomi della pelle, il tumore della mammella e dell'intestino. Almeno 4 tipi di tumore sono definitivamente sconfitti con l'aiuto della medicina moderna: alcune forme di leucemie infantili, il linfoma di Hodgkin, il tumore del collo dell'utero e il tumore del testicolo. Tra un decennio si vedrà se è effettiva la vaccinazione contro ceppi "high risk" HPV e di conseguenza contro il cancro causato da questi ceppi. Secondo un sondaggio del Censis il 75% degli italiani pensa che si possa guarire dai tumori. Per il 68% degli intervistati, però, il tumore è una malattia che, una volta sconfitta, rende necessario il controllo della propria salute per molti anni. I tumori sono la malattia che fa più paura: per il 67% degli intervistati è la patologia che più può intaccare la salute e la qualità della vita. Alcuni dati statistici: *[http://www.aerzteblatt.de/v4/archiv/bild.asp?id=12796 grafico sulla speranza di vita media per pazienti affetti di cancro (Saarland-Germania fonte:[http://www.ekr.med.uni-erlangen.de/GEKID/Doc/kid2006.pdf])] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/POi_ALL.pdf cancro nei bambini in Italia] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/_140_208.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/TUTTO_ADJ.pdf] *[http://www.registri-tumori.it/survival/pdf/Confronti.pdf valori sulla sopravvivenza in Italia (registri tumori)] *[http://www.registri-tumori.it/pubblicazione/capitolo1.pdf cancro in Italia] *[http://www.uicc.org/fileadmin/manuale/frequenza.pdf cancro in Europa] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival_by_year_dx.pdf cifre relative agli USA (tutti maligni, uomini e donne)] *[http://seer.cancer.gov/csr/1975_2002/results_merged/topic_survival.pdf cancro in USA (con cifre relative ai differenti tipi di cancro)] *[http://statecancerprofiles.cancer.gov/historicaltrend/joinpoint.withimage.php?0&9900&999&7599&001&001&00&0&0&0&2&0&1&1#graph cancro: mortalità in USA] *[http://www.transgallaxys.com/~italix/cancroisrael.htm cancro in Israele] *[http://www.health.gov.il/Download/pages/INCBulletin-2.pdfRegistro cancro Israel, mortalita' nell' anno 2000] *[http://www.health.gov.il/pages/default.asp?maincat=22&catid=183&pageid=1614 Ministero della salute di Israele, incidenza del cancro tra 1980 e 2001] *[http://www.tumori.net tumori.net] Nel 2002, secondo i dati del ISTAT, l'incidenza per tutti i tumori in Italia era 241.778, e 127.931 sono morti a causa del cancro in questo anno. *[http://www.eurocare.it/] *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v61 Sopravivenza in percentuale nei paesi europei (periodo 1990-1994)], pag. 58. Da: Coleman MP, EUROCARE-3 summary: cancer survival in Europe at the end of the 20th century, .Ann Oncol. 2003;14 Suppl 5:v128-49. *[http://annonc.oxfordjournals.org/cgi/reprint/14/suppl_5/v28 Micheli A, EUROCARE Working Group. Life expectancy and cancer survival in the EUROCARE-3] cancer registry areas. Ann Oncol 14: v28-v40. {{OtherLang|ge=Germanische Neue Medizin|en=Germanic New Medicine|fr=Nouvelle Médecine Germanique|it=Nuova Medicina Germanica}} ==Riferimenti **:== <references/> ------------------------------------------------------------------------------------- *cancellato. Numerosi link sono stati cancellati subito dopo la pubblicazione di questo testo. Gli autori tenteranno di inserire un link alternativo nel caso di un link cancellato. I lettori sono pregati di segnalare altri ''broken links'', e di segnalare errori d'italiano. **attenzione: abbiamo aggiunto un httpx al posto del http per impedire a macchine di ricerca automatiche di memorizzare alcuni links, che secondo noi non meritano di essere indirizzate altri testi in relazione a questo: http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm testimonianza di Christa Wechselbaum http://it.wikipedia.org/wiki/Ryke_Geerd_Hamer gli autori di questo testo si dissocianno dal contenuto delle opinioni di Hamer. Citazioni di Hamer vengono solo mostrati per uso di documentazione. Critica o suggerimenti sono benvenuti nel forum: http://www.transgallaxys.com/~kanzlerzwo/board.php?boardid=235 (in italiano) ==altri articoli== *[[Ryke Geerd Hamer]] *[[Hamer e antisemitismo]] *[[Psico-oncologia e Nuova Medicina]] *[[Articoli Nuova Medicina|articoli di giornali a proposito di Hamer e della NMG]] *[[TAC e Nuova Medicina]] *[[Vittime della Nuova Medicina]] *[[Testimonianze Nuova Medicina]] *[[Intervista Huber]] *[[Caso Aldo]] *[[Cliniche della Nuova Medicina]] *[[Precursori della Nuova Medicina]] *[[Marco Pfister]] *[[ALBA|associazione ALBA di Genova]] *[[Duplicati e successori della Nuova Medicina]] ==link== *http://www.dossierhamer.it [[category:Nuova Medicina Germanica]] 563083cc9e9b0566642b0997bf5c0922b2452ef2 Vittime della Nuova Medicina 0 6 169 12 2011-03-15T21:40:11Z EsoTypo 3 OL wikitext text/x-wiki Il numero complessivo di pazienti deceduti in tutto il mondo, di cui si hanno prove documentate, durante o dopo una terapia basata sulla [[Nuova Medicina Germanica]] supera le 160 unità, e coinvolge almeno 11 italiani (adesso probabilmente 15). Le cifre sono il risultato di una indagine lunga anni e basata su articoli di giornali, testimonianze dirette, sentenze e contributi da forum internet. La rivista tedesca ''Der Spiegel'', indagando nel 1995 i risultati della ''Nuova Medicina'' entro i confini della Germania, ha scoperto che su 50 pazienti identificati della sua clinica [[Cliniche della Nuova Medicina|''Rosenhof'']] e curati da Hamer, solo 7 sarebbero sopravvissuti <ref>Der Spiegel, numero 32 del 1995</ref><ref>http://www.swisscancer.ch/dt_fr/content/orange/pdf/skak/01_02_hamer_e.pdf</ref>. Si è saputo (da un oncologo riminese di nome T.) che in Italia nel 2007 sono stati fatti esperimenti con la Nuova Medicina Germanica su otto pazienti malati di cancro. Nessuno sarebbe sopravvissuto. Sempre in Italia, si sa che alcuni pazienti nel Padovano sono morti dopo esser stati sottoposti ad una terapia secondo le regole della Nuova Medicina Germanica. Il medico Paolo Rossaro è attualmente sotto inchiesta <ref>*[http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli]</ref>. ==La storia di Olivia Pilhar== [[image:Opilhar.jpg|Olivia Pilhar: fotomodella nel 2008|thumb]] [[image:Olivia1.jpg|Olivia Pilhar 1995|left|left|thumb]] [[image:Olivia.jpg|Olivia Pilhar 2001 (volantino di sostenitori della NMG)|left|thumb]]La piccola austriaca Olivia aveva 6 anni quando si ammalò di cancro ad un rene (nefroblastoma, tumore di Wilms) nel 1995. I genitori si rivolsero a Ryke Geerd Hamer, che in Germania non poteva piu esercitare la professione di medico, senza farne il nome ai medici della clinica di Vienna presso la quale la bambina era in cura. Con l'aiuto di quattro membri della setta religiosa "''Fiat Lux''", i genitori portarono Olivia in Spagna (Malaga, albergo Las Vegas) da Hamer e, dopo una sentenza del tribunale dei minori che sospese per sette anni ai genitori tutti i diritti concernenti le decisioni riguardanti la salute della loro stessa figlia, dopo 72 giorni la bambina fu liberata con l'aiuto della polizia e trasferita in una clinica di Vienna dove le venne salvata la vita. "''C'è mancato veramente poco''" dichiararono i medici della clinica. Dopo una chemioterapia e un'operazione la piccola Olivia venne finalmente considerata guarita (ed è in vita ancora oggi nel 2007). Prima della partenza dall'Austria, la bambina mostrava un tumore con un volume di '''250 ml''', dopo la permanenza e la cura in Spagna il tumore era cresciuto fino ad un volume di '''4,2 litri''' e la bambina soffriva molto oltre ad essere in un pessimo stato di salute. I genitori di Olivia, un ingegnere e una maestra, sono stati condannati nel 1996 e 1997 a 8 mesi di reclusione ma sono sempre fedeli alla Nuova Medicina Germanica. Il padre non lavora piu come ingegnere, ma viaggia attraverso tutta la Germania per divulgare la Nuova Medicina Germanica (conferenze a pagamento). La magistratura austrica indagava su 40 casi di pazienti hameriani austriaci defunti (all'epoca del articolo Der Spiegel 32/95). Il caso ha provocato molto clamore in Austria e Germania. <ref>*Austrian cancer patient's parents sentenced, in: lancet, 1996 Nov 23;348(9039):1440</ref><ref>*Martin Zimper "Das Mädchen Olivia" ed. Herbig, 1996 ISBN 3-7766-1970-8</ref><ref>*Rivista Der Spiegel: [http://66.39.15.117/News/Presse/1995/19950807_Spiegel_Kampf.htm 32/1995]</ref> ==La morte di Michaela Jakubczyk-Eckert nel 2005== [[image:Michaela.jpg|left|thumb]] [[image:Amamich4.jpg|thumb]] [[image:Michaela2.jpg|thumb]] [[image:Amamic13.jpg|thumb]] Le informazioni e le foto che si hanno a proposito di Michaela Jakubczyk-Eckert e della sua malattia provengono da suo marito e da uno dei medici che hanno seguito la fase finale della sua malattia e agonia. Michaela Jakubczyk-Eckert è nata il 14 novembre 1964 ed è morta il 12 novembre del 2005. Si ammalò di cancro al seno verso la fine del 2000 e, secondo quanto affermato da suo marito Gilbert, aveva molta paura e si rivolse molto tardi (fine 2001) ad un medico, il dott. ''Maintz di Würselen'', circa un anno dopo aver notato un nodo sospetto al seno destro. Amava gli artisti ed era a sua volta una pittrice. Suo marito Gilbert <ref>*http://www.saltimbanque.de</ref> è anch'egli un artista e lavora come saltimbanco. A seguito di un'iniziale terapia medica, seguita col dott. ''Mainz'', si convinse di poter arrivare ad una sicura guarigione grazie a Hamer ed alla Nuova Medicina Germanica dopo aver trovato recensioni entusiastiche sulla rete. Insieme a sua madre (suo padre e suo marito erano contrari) andò, nel 2002, in un paese vicino a Malaga (in Spagna) per incontrare Hamer. Secondo la testimonianza di suo marito, Hamer avrebbe detto che lo stato di salute di Michaela era la conseguenza di un ''conflitto di partner precedente'' (viste le lesioni del seno destro che sarebbero da considerare segni di tale presunto conflitto), che i sintomi sarebbero stati da vedere come segni di una ''Heilungsphase'' (=''fase di guarigione'') e che lei avrebbe dovuto smettere subito la sua terapia medica (era in attesa di un'operazione). Quando Michaela e sua madre chiesero a Hamer quanto avrebbero dovuto pagare per la consultazione, Hamer avrebbe risposto che non chiedeva soldi ma che invece sarebbe stato contento se loro avessero comprato alcuni dei suoi libri. Michaela e sua madre comprano di conseguenza 2 libri da Hamer (secondo Gilbert per 150 Euro ciascuno). Si tratterebbe dei suoi libri ''d'oro'' Vermächtnis I e II, che poi sarebbero finiti nelle mani di un conoscente di Michaela, un certo signor U.S. che lei avrebbe conosciuto durante le passeggiate giornaliere col cane, e che era anch'egli interessato alla NMG. Dopo il ritorno in Germania, Michaela si rifiutò di continuare la terapia classica (come consigliato da Hamer) e, sempre secondo suo marito, avrebbe inviato 50 Euro sul conto corrente dell'avvocato di Hamer perchè Hamer nel frattempo venne arrestato. Michaela e Gilbert si separano a seguito di questa decisione e lei venne assistita da alcune persone legate alla NMG (i nomi sono a conoscenza del marito). Michaela venne infine ricoverata in uno pessimo stato di salute presso l'''Hospiz Lohmar'' a ''Köln'' (Colonia) nel 2005, soffrendo dolori terribili. Rifiutava la morfina e altri farmaci analgesici potenti perché, secondo lei, sarebbero stati letali. Riporta suo marito che i medici ed il personale dell'''Hospiz Lohmar'' dissero di non aver mai visto prima un caso anche solo paragonabile ed erano profondamente scioccati dall'agonia di quella povera donna. Dopo la morte, alcuni seguaci di Hamer dichiararono che sarebbe stato un intervento con la morfina a uccidere Michaela, e non il suo cancro del seno. Gilbert, il marito di Michaela, (email in lingua francese o tedesca: streetact (chiocciola) aol.com) ha dichiarato di essere a disposizione per ulteriori approfondimenti e domande. Questo vale anche per il medico, dott. Maintz di Würselen, che si può contattare attraverso Gilbert. <ref>*[http://www.mopo.de/2006/20060207/hamburg/politik/hamer_hat_sie_auf_dem_gewissen.html Articolo] apparso sul Morgenpost di Amburgo </ref> <ref>*Sito ariplex: [http://www.ariplex.com/ama/amamicha.htm tedesco] / [http://www.ariplex.com/ama/amamiche.htm inglese] </ref> <ref>*[http://www.healthwatcher.net/Quackerywatch/New-Medicine/index.html healthwatcher.net]</ref> ==La morte di Sören Wechselbaum== [[image:Soeren1.jpg|Sören Wechselbaum|left|thumb]] [[image:wechselbaum.jpg|La madre Christa in tv|thumb]]Sören Wechselbaum aveva 25 anni nel 2002 quando si ammalo di cancro ai testicoli. Secondo il racconto di sua madre Christa, Sören credette nella Nuova Medicina Germanica di Hamer fino alla sua morte e rifiutò una terapia convenzionale (non è mai stato curato). Le terapie della medicina tradizionale per i due tipi di cancro ai testicoli sono molto efficaci: con l'aiuto di un intervento chirurgico, la chemioterapia e sopratutto una radioterapia sopravivono circa il 95% dei uomini sofferenti di una tale patologia. Hamer stesso e stato curato con un intervento tradizionale, anche lui aveva un cancro ai testicoli. La madre, Christa Wechselbaum ha compiuto diverse dimostrazioni pubbliche contro la Nuova Medicina di Hamer. Dettagli si possono trovare qui: <ref>http://www.transgallaxys.com/~italix/testimonianze/wechselbaum.htm</ref>. ==la morte della giovane seguace di Hamer, Carmen== [[image:Carmen.jpg|Carmen|thumb]]La tedesca Carmen si ammalò nel 2003 di cancro al seno. Si trattava di un carcinoma intradottale. Rifiutò ogni terapia medico-scientifica e si rivolse ad un ''Heilpraktiker'' (naturopata) di orientazione NMG. Dopo tale consulto andò in Spagna da Hamer. L'''Heilpraktiker'' prometteva una guarigione dopo una conflittolisi hameriana. Secondo i racconti del suo amico ''Erik Stolz'' (anche lui convinto aderente di Hamer) Carmen effetuò ''con successo'' una cosidetta ''conflittolisi'' secondo la Nuova Medicina. Nonostante ciò il tumore al seno crebbe e Carmen subì uno stroke unilaterale. Tentarono invano di curare in modo dilettantesco il tumore con bevande zuccherate e con applicazioni di ghiaccio. Il tumore avanzò e raggiunse il dorso. Secondo il racconto della sorella di Carmen alla TV tedesca RBB <ref>RBB, trasmissione Kontraste del 9.8.07</ref>, il tumore stesso e molte metastasi provocavano forti dolori. Carmen morì all'età di soli 33 anni nel 2004. Secondo il suo amico e la sorella, non fu mai curata dalla medicina scientifica. Approfondimenti: <ref>http://www.ariplex.com/ama/ama_ham7.htm</ref>. ==Gaby J., La figlia di Roselor Huber== [[image:Tochterhuber.jpg|Gaby J.|thumb]] La TV di Berlin-Brandenburg (RBB) rese pubblica il 10 novembre 2005 la crudele morte di Gaby J., la figlia di Roselor Huber, che rifiutava ogni cura convenzionale nel caso del suo cancro al seno, e credeva nella '''Nuova Medicina''' di Hamer. La traduzione di un'intervista con lei è disponibile qui: [[Intervista Huber]]. Vedi anche il servizio della RBB: <ref>[http://www.rbb-online.de/_/kontraste/beitrag_jsp/key=rbb_beitrag_3362703.html servizio della RBB]</ref>. vedi: [[Trasmissione Kontraste del 10 novembre 2005]] <br> vedi anche: http://www.dossierhamer.it/gaby.html <br> <br> ==Oswald Zemelka== [[image:zemelka7.jpg|Hamer presenta Zemelka in un video promozionale|thumb]] Oswald Zemelka era un paziente di Hamer con cancro ai polmoni. Dopo una cura in una delle cliniche di Hamer, veniva considerato da Hamer di essere ''curato in mdodo definitivo''. Oswaldo Zemelka e la sua patologia venivano strumentalizzati senza scrupoli per dimostrare la presunta efficienza della GNM in articolo di quotidiani, in TV e in un video promozionale . Zemelka mori' nonostante i tentativi terapeutici sia da parte di Hamer sia da parte della medicina accademica, che mai si vantava di averlo ''curato''. <br> vedi [[caso Zemelka]]. <br> <br> ==La morte del giovane Aldo a Bergamo (dicembre 2006)== Da un messaggio <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=1540</ref> sul forum di Beppe Grillo, del 29/01/2007: <<''Ciao,grazie per l'interessamento, purtroppo AlìBabà, cioè Aldo, non c'è più, è mancato poco prima di Natale. Sono una sua amica, eravamo molto legati, e quando ha cominciato a stare proprio male mi ha dato tutti i suoi dati, email, password, ecc chiedendomi di partecipare al posto suo al forum,ma non ce l'ho proprio fatta. Solo oggi ho visto la tua email,e mi sembrava giusto risponderti,anche se in ritardo.'' ''Aldo è morto soffrendo in modo indicibile, inumano. Fino all'ultimo ha rifiutato ogni cura e ricovero(se escludiamo le trasfusioni che gli hanno fatto qualche mese fa, d'urgenza), ogni farmaco, anche gli antidolorifici. Era convinto che la buona volontà e la fede in Hamer l'avrebbe salvato... Purtroppo non è stato così, e i suoi ultimi giorni sono stati strazianti, soffriva così tanto! Solo ora comincio a superare questa tragedia, ma le immagini dei suoi atroci patimenti non mi abbandoneranno mai!'' ''Non ha mai voluto fare esami per sapere con precisione che tipo di tumore era e quanto grave era la sua situazione. La sua famiglia, dopo la sua dipartita, ha voluto che fosse eseguita l'autopsia, per avere delle risposte, credo, per cercare di dare un senso alla scomparsa prematura e assurda di una persona che fino a poco tempo prima era piena di vita. E' risultato che il suo cancro derivava da un tipo particolare di poliposi del colon, una malattia ereditaria di cui soffrono numerosi suoi parenti, tra cui alcuni che hanno sviluppato un cancro esattamente come lui, ma che si sono curati e a distanza di anni stanno bene. Inoltre era pieno di metastasi, al fegato, ai polmoni, alle ossa... Una cosa orribile.'' ''Non so perché abbia scelto di non farsi curare, la risposta a questa domanda se l'è portata con sé nella tomba...'' ''Ah,dimenticavo,Aldo aveva 31 anni, ne avrebbe compiuti 32 in febbraio.'' ''Non credo che interverrò nel forum in cui scriveva lui,non mi interessa e soprattutto ogni volta sarebbe un dolore troppo grande ripensare a lui e alle sue sofferenze.'' ''Grazie ancora per esserti interessata di lui.''>> Approfondimenti qui: [[Caso Aldo]]. ==La morte del cinquantenne Domenico Mannarino di Crotone (agosto 2006)== [[image:Mannarino.jpg|Domenico Mannarino|thumb]] [[image:DiarioDM.jpg|una pagina del diario di D. Mannarino|thumb]] Il 20 agosto 2006 è morto, tra mille sofferenze e senza assistenza medica, Domenico Mannarino di Crotone per un tumore ai polmoni con metastasi alla mandibola, al cervello ed all'intestino. Dal racconto di sua moglie Cinzia in una lettera aperta <ref>http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm13042007.pdf</ref> al giornale ''Cronache del Mezzogiorno'', si e venuti a conoscenza del fatto che il signor Mannarino non fosse fumatore. Dal novembre del 2005 sapeva di avere un tumore polmonare con un diametro di 1 cm. Si era orientato verso la Nuova Medicina Germanica prendendo contatto con un medico di orientazione NMG, della sua città, che lavorava però a Roma nell'ospedale Sant'Andrea (dott L.). Mannarino si recò in seguito insieme a sua moglie ad Aulla, in Liguria, dove venne visitato da un altro medico NMG, dott. Lupi che richiese 150 Euro per la visita. Intervenne anche il terapeuta di orientazione NMG e presidente dell'associazione ALBA ''Marco Pfister'' in questo caso. Mannarino rimase poi in contatto telefonico col suo medico romano. Secondo il racconto di sua moglie, il medico NMG curante diagnosticò un'"''ulcera bronchiale''" ed escluse un cancro. Questo medico vietò ogni terapia della medicina convenzionale, ed al suo paziente venne imposto di non parlare della sua scelta terapeutica e non nominare il suo medico. Promise una guarigione dalla sua presunta "ulcera". Non seguendo nessuna terapia convenzionale, lo stato di salute peggiorò, il tumore crebbe ed apparvero metastasi intestinali e cerebrali oltre ad una metastasi alla mandibola. Secondo il suo medico NMG curante sarebbero stati segni di una presunta guarigione. Alla fine, il signor Mannarino rimase paralizzato e morì, curato da sua moglie e dai suoi tre figli mentre suo medico NMG era ai caraibi in vacanza. Dopo la morte, a fine agosto 2006, il medico NMG romano, invece di consolarla, rimproverò alla moglie di aver causato la morte del marito a causa del suo scetticismo nei riguardi della NMG. La moglie lesse al marito il libro "Testamento" di Hamer quando, paralizzato, non era piu capace di leggere. I particolari della sua malattia sono stati registrati in un diario privato e la moglie è in possesso delle ricevute dei medici e terapeuti. Conoscendo bene di persona il medico NMG curante, la moglie del defunto ha dichiarato di sapere che questo medico avrebbe curato la sua propria madre affetta di cancro con una tipica cura della medicina tradizionale: la radioterapia. La radioterapia non è accetata nell'ambito della Nuova Medicina, anzi viene considerata una della cause della morte dei pazienti affetti da cancro. Di consequenza la moglie rimprovera a questo medico di aver fatto esperimenti NMG con suo marito non offrendo cure tradizionali con una efficacia conosciuta. Dettagli e la lettera aperta della moglie si possono trovare qui: <ref>http://www.transgallaxys.com/~italix/articoli/cdm13042007.pdf</ref>. ==Agosto 2007, la morte della 48-enne M. T.L. (chiamata Maresa) di Bergamo== [[Image:Maresa.jpg|Maresa L. (Bergamo)|thumb]] [[Image:Maresa4.jpg|thumb]] (I famigliari chiedono di non pubblicare il nome di M) Questa è la storia di Maresa L. morta ad agosto del 2007. Si chiamava Maresa ed è nata nel 1959. Aveva una solidissima formazione scientifica (laurea in chimica e matematica) unita ad una sensibilità d'artista, insegnava tai-chi-chuan, praticava shatzu. E' morta a 48 anni, dopo quattro mesi di sofferenze inaudite. Al suo fianco solo il suo compagno e suo fratello, disperatamente impotenti. Dall'età della pubertà aveva avuto problemi al seno: le erano state asportate calcificazioni a 14 anni, poi ancora due volte in età adulta. Faceva mammografie di controllo ogni anno fino a quando il referto fu di sospetto carcinoma ai dotti galattofori e, nonostante i risultati negativi dell'ago aspirato, i medici consigliarono l'asportazione della mammella sinistra, per prevenire problemi in futuro. Maresa rifiutò categoricamente di procedere all'operazione e da quel giorno evitò di affrontare con i familiari e con gli amici medici qualsiasi argomento relativo alla propria salute. A metà giugno 2007, Maresa chiamava suo fratello chiedendo aiuto perché non stava bene: riferiva dolori alle anche, alla schiena, alle gambe. Nei giorni seguenti si scopriva che Maresa aveva la mammella sinistra invasa da formazioni voluminose, con tumefazioni evidenti ed il capezzolo retratto; che non aveva fatto accertamenti perché così le era stato prescritto da un gruppo di medici di Aulla che portava avanti le teorie della Nuova Medicina Germanica di Hamer. Ogni tentativo di convincerla ad andare in ospedale e sottoporsi ad indagini mediche non faceva altro che provocare violente crisi di rabbia e di disperazione, con affermazioni tipo "così mi riportate indietro". Si era affidata a Marco Pfister, presidente di Alba, con il quale era in costante contatto telefonico e dal quale riceveva prescrizioni su come curarsi. Questi le aveva suggerito di farsi assistere anche da Paolo Panzeri, fisioterapista, per alleviare i dolori alla schiena e alle anche. Oltre alla fisioterapia, a Maresa venivano prescritti integratori alimentari, caffè e tè, mezza bustina di Oki se il dolore diventava più intenso. A luglio i dolori diventavano così acuti da risultare invalidanti: costretta tra il divano ed il letto, Maresa coinvolgeva i suoi genitori per avere la loro assistenza, mentre il fratello contattava Pfister per richiedere accertamenti medici ed un ricovero ospedaliero. Pfister rifiutava di parlare della diagnosi adducendo questioni di privacy, invitava a far riflettere Maresa sui successi ottenuti contro la malattia, suggeriva di incoraggiarla a prendersi la responsabilità della propria guarigione. Di fronte alla precisa richiesta di prescrivere a Maresa l'asportazione della mammella gravemente malata, Pfister affermava che tale operazione avrebbe portato solo benefici di natura estetica e concludeva quindi di attendere finché Maresa non si fosse ripresa. Lei stessa era peraltro persuasa che presto si sarebbe rimessa, e pensava di partire per le vacanze al mare. Nelle settimane seguenti si ripresentavano, acutissimi, dolori di vario tipo. Maresa era paralizzata in casa, senza alcun tipo di supporto medico né il sollievo di una terapia analgesica, in preda a dolori causati da quelle che una settimana dopo sarebbero state identificate come metastasi ossee. Dal 23 agosto il colore del viso e quello degli globi oculari diventava giallo: un noto segnale di gravissima compromissione del fegato. Chiamato Pfister, questi raccontava che il motivo era la rabbia per non essere potuta partire per il mare come previsto. Il giorno 27 le condizioni di Maresa erano disperate: gli arti inferiori gonfi e tumefatti, i dolori atroci. Lei accettava di vedere un'amica medico ma le chiedeva di consultarsi con Pfister, che al telefono si faceva descrivere le condizioni della paziente e poi prescriveva alla dottoressa di somministrarle un fortissimo diuretico per ridurre l'edema. La dottoressa, sconvolta per il comportamento immorale ed illegale di Pfister, disponeva il ricovero d'urgenza. Le indagini rilevavano valori ematici gravemente squilibrati, metastasi al fegato e sulla base dell?osservazione clinica, veniva annotata in cartella la probabile presenza di metastasi ossee. Il giorno 28 alle ore 13 Maresa entrava in coma epatico, che la portava alla morte due ore più tardi. (Questa testimonianza della signora Federica Vavassori e quella della dottoressa sono a disposizione della magistratura) Fonte: <ref>http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&topic=4921&idarticle=87528124 articolo apparso su ''Libero'' del 25 settembre 2007</ref> ==I casi Rossaro (Italia)== [[image:Rossaro1.jpg|250px|thumb]] [[image:primumvitae.jpg|Paolo Rossaro|thumb]] Il medico italiano Paolo Rossaro di Albignasego (provincia di Vicenza) fu descritto in diversi articoli di giornali di curare pazienti di cancro secondo la dottrina di Hamer. Basa una parte delle sue diagnosi sulle interpretazioni particolari in nuova medicina di TAC dei suoi pazienti, e pazienti raccontano che userebbe ''il metodo Hamer''. Rossaro ha anche fondato un' associazione privata di nome ''Primum-vitae''. Pazienti raccontano che Rossaro avrebbe sconsigliato di usare metodi della medicina academica nel caso di cancro. Alcuni dei suoi pazienti di cancro sono defunti dopo essere stati curati secondo le regole della nuova medicina e non si conoscono pazienti salvati con l'uso di questo metodo. Di questi pazienti defunti, due avevano un linfoma di Hodgkin, che e' ben curabile con una terapia convenzionale. Rossaro e' stato denunciato (per "omicidio colposo" art 589 cp e "lesioni colpose") e rischia di essere radiato dall' alba <ref>Articolo ''Mattino aus Padova'' 19.5.07</ref><ref>Articolo ''Giornale di Vicenza'' 19.5.07</ref>. *'''Christan Trevisan'''. Durante la notte prima di natale 2007 e' morto a l'eta' di 35 anni a Vicenza l'autista di camion Christian Trevisan che aveva un linfoma di Hodgkinan. ref>Articolo ''giornale di Vicenza'' 29.12.06</ref> e lascia una moglie e una figlia. Secondo alcuni articoli di giornali, non voleva farsi curare secondo la medicina scientifica e voleva essere curato dalla nuova medicina. Rossaro usava una terapia con ''acqua oceanica'', vitamine e una ''assistenza psicologica'' secondo la nuova medicina. *'''Anna Tosin'''.(segue) *'''uomo 21-enne di Padova'''.(segue) '''linfoma di Hdgkin:'''(segue) vedi: http://www.dossierhamer.it/rossaro.html ==Spagna 1995: il caso Helena Lumbreras== [[image:Lumbreras.jpg|Helena Lumbreras|left|thumb]] [[image:Herrera.jpg|Vincente Herrera|thumb]] Nel 1987, Helena Lumbreras aveva 51 anni quando si ammalò di cancro al seno sinistro. Inizialmente, la professoressa e assistente di regia, ben conosciuta (come "Fellini" o "Rosi") e opponente del generalissimo Franco tentava di usurfruire delle terapie alternative, ma mori con forti dolori nel 1995. Helena Lumbreras si confidò inizialmente ad un guaritore (''curandero'') che vedeva il male nelle tubature degli aquedotti della citta di Barcellona, un altro tentò di curarla con la musica di Mozart ed un terzo le prescrisse l'applicazione di fotografie di catedrali al seno malato. Questi metodi non darono risultati positivi ed il tumore crebbe fino al manifestarsi di una metastasi nella colonna vertebrale. In quel momento - molto tardi - tentè la medicina scientifica e subì una chemioterapia ed una radioterapia. Dopo tentò invano una terapia di ipertermia terapeutica. Di nuovo si orientò verso le terapie alternative e un suo amico, che lavorava presso un'emittente televisiva, le consigliò di contattare un ''centro Hamer'' a Malaga. Helena si mise in contatto con questo centro e qualcuno promise al telefono: "''seguendo le prescrizioni del dottor Hamer, guarirà entro tre settimane''". Helena seguì poi in modo cieco le prescrizioni di una voce dal forte accento tedesco. Il 13 Marzo 1995, la situazione peggiorò e lei non potette più uscire della sua camera. La voce tedesca vietava però ogni farmaco analgesico e vietava ogni chemioterapia. A causa dei forti dolori dormiva e mangiava poco. Dopo due mesi arrivò un medico NMG da Barcellona: il dott. Vicente Herrera. Herrera disse che il tumore era segno di un conflitto madre-figlia. Quando i dolori non cessarono, Herrera disse che era dovuto ad un presunto processo di ricalcificazione (''proceso de recalcificacion'') e che fosse un segno positivo. Nel mese di Giugno la situazione peggiorò ancora e Helena fu ricoverata d'urgenza in un clinica. Lì vide per caso in tv un filmato a proposito di [[Vittime_della_Nuova_Medicina#La_storia_di_Olivia_Pilhar|Olivia Pilhar]] e sentì che Hamer lavorava senza abilitazione. A sua figlia Valeria disse con rammarico: ''Ojalá lo hubiera sabido antes''. Il 4 Agosto 1995 Helena morì con forti dolori. I medici ''Juan Puget Valencia'' e ''Vicente Herrera'' furono denunciati ma assolti. ''Puget Valencia'' negò di aver curato secondo la NMG e prese le distanze da questo metodo. Il ''Colegio de Medicos de Barcelona'' vietò a ''Herrera'' di curare secondo la NMG per due anni, e vietò ogni pubblicità a questo metodo. Herrera fece appello al ''Consejo del Colegio de Medicos de Catalunya'', che gli tolse l'abilitazione per l'esercizio della professione medica. Fonte: <ref>Xavier Margarit (Barcelona), El Mundo del 13/08/1995 - http://www.elmundo.es/papel/hemeroteca/1995/08/13/sociedad/59623.html</ref> ==2002 - 2009: cinque pazienti della metamedicina e della GNM muoiono in Norvegia== [[image:metamedizinopfer norwegen.jpg|300px|thumb]] [[image:elsemarit1.jpg|Elsemarit Fjeldheim|left|thumb]] [[image:birkeland2.jpg|Tore Birkeland|thumb]] [[image:vossgard.jpg|Agnete Vossgård|thumb]] In Norvegia la metamedicina si era diffusa tra pazienti di cancro norvegiesi. La Norvegia è anche il pease dove risiede attualmente (nov. 2009) Hamer (Sandefjord). La metamedicina, secondo le prorie affermazioni, si orienta secondo pricipi della Nuova Medicina Germanica. Secondo notizie della seconda catena della tv norvegiese del aprile 2009, queste attivita sono dovute a due persone: Bent Madsen e Dagfrid Kolås, ambi due non sono medici. Si sa anche che il medico tedesco ed aderente alla metamedicna, Anton Bader ha tenuto conferenze in norvegia. Secondo informazioni contenute nelle otto puntate della tv norvegiese (tre sono liberamente visibili nel internet, altri conque a pagamento) alcuni pazienti con cancro sarebbero morti perche sono stati convinti da terapeuti della metamedicina di abbandonare terapie mediche o di non iniziare tali terapie della medicina scientifica. La consequenza erano almeno cinque casi di morte. Secondo i giornalisti indaganti, la omissione di una terapia efficiente era la causa di morte<ref>http://www.tv2nyhetene.no/innenriks/helse/46aaring-doede-av-kreft-etter-behandlingsnekt-2691934.html</ref><ref>http://www.tv2nyhetene.no/innenriks/-har-aldri-fraraadet-kreftmedisin-2697643.html</ref> Non si conoscono invece successi da attrebuire alla metamedicina nel caso di patologie gravi come il cancro.<br> Elsemarit Fjeldheim morì all'eta di 52 anni dopo aver riscontrato un cancro al seno. Il suo cancro venne scoperto in uno stato molto precoce e questo fatto rapresentava per lei una buona prognosi terapeutica nel caso di un intervento tempestivo e ''lege artis'' professionale. La signora Fjeldheim aveva un diario nel quale annotava tutti i dettagli della sua malattia ed i passi della sua terapia. Dopo essere entrata in contatto con la Nuova Medicina, invece di accettare il consiglio di farsi operare rifiutò ogni intervento della medicina accademica. Al suo medico chiese di essere curata da due terapeuti della Nuova Medicina in Norvegia, ''Bent Madsen'' e ''Dagfrid Kolas''. Il suo medico era d'accordo. Inizialmente la signora Fjeldheim fu presentata da questi terapeuti come prova vivente dell'efficacia della Nuova Medicina e, mentre peggiorava continuamente il suo stato di salute, veniva rassicurata da queste persone che quello fosse uno stato di guarigione. Circa un anno dopo l'inzio della terapia NMG, morì. <ref>*VG (Verdens Gang) 25.3.2007 pagina 30</ref><ref>*VG (Verdens Gang) 25.3.2007 pagina 32</ref><ref>*VG (Verdens Gang) 26.3.2007 pagina 12</ref><ref>*Bergens Tidende Morgen del 18.8.2002 pagina 19</ref><ref>*Dagsavisen Morgen 3.4.2003</ref><ref>*[http://www.tidsskriftet.no/pls/lts/pa_lt.visSeksjon?vp_SEKS_ID=1566923 tidsskriftet.no]</ref><ref>*[http://lists.skepsis.no/pipermail/diskusjon/2007-March/000823.html skepsis.no]</ref>. {{OtherLang|ge=Opfer der Germanischen Neuen Medizin|it=Vittime della Nuova Medicina|en=Hamer-Focus|en=Victims of New Medicine|fr=Victimes de la Nouvelle Médecine Germanique}} ==Riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] df74bad290fdb34c5bbfd310f7de5fa1223fe691 Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi 0 126 170 2011-04-19T12:40:28Z WikiSysop 1 Creata pagina con 'Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi'''' wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' fe2a9440920768a6ae8669f0aae2be66d219f6f2 171 170 2011-04-19T12:45:53Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. 10e3375d88a15fd8a3e25f0ffd9eadc3a17a07b3 172 171 2011-04-19T12:46:43Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. c4d9d15bf57c0dc0b6e15b26757be8772015bb1e 173 172 2011-04-19T12:47:37Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione. <ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. ==riferimenti== <references/> Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. 963535c9b6d5b836ebd205403f7f3cccaa5d1aa4 174 173 2011-04-19T12:48:00Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. ==riferimenti== <references/> Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. 6fb17eeede98df9125b9933eebe81c288876c3d4 175 174 2011-04-19T12:49:23Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==riferimenti== <references/> 614df0e9e9bb343b5a15217476182a170c0d9186 176 175 2011-04-19T12:50:41Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==riferimenti== <references/> fcd528ef622fcad123f883bbcc741351f011b6bd 177 176 2011-04-19T12:51:52Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==riferimenti== <references/> 3a97621f4bff2f6f932d94380282549dd1ced62c 178 177 2011-04-19T12:53:49Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] ==riferimenti== <references/> 1a3119d064c149953ed549d3554fedde251463d9 180 178 2011-04-19T13:00:43Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 93a32d2af872894e80a4fa5b30b36ab9eed434af 188 180 2011-04-19T13:05:15Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 37fe4992d022de707524f9d58855c84aab072be8 189 188 2011-04-19T13:13:48Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>, ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] eb3781cbf92be79ccd843e5da85beddc59b4aae8 190 189 2011-04-19T13:19:36Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da condiderare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è caldo. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un reffredamento. ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 3aa5e16281984cda4b1392c8c276d59f38798fb2 191 190 2011-04-19T13:20:43Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] e6662cdbdad13cbad9fad05c5b0909f85d605369 193 191 2011-04-19T13:24:02Z Particella gamma 4 /* riferimenti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10alla8 anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 5d2a0a944ff9f192cd8e69cb4db5d6b6f904d6c2 194 193 2011-04-19T13:24:45Z Particella gamma 4 /* il catalizzatore misterioso */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. 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Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. 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Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] f955db50d2d31be7fbeb1e628e62df598b12bb02 196 195 2011-04-19T13:29:45Z Particella gamma 4 /* attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell’energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf ]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 90d5de07a127302e5327e2ffbcbf4a74675ae84c 197 196 2011-04-19T13:30:22Z Particella gamma 4 /* Successi asseriti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 32edca9d6777dc2d4a399c2d5089067d09f8e806 199 197 2011-04-19T13:36:27Z Particella gamma 4 /* Consumo e costi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta fusione fredda tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 1d89d9d57b118d965141a1bbf4c6dfcddee01d02 200 199 2011-04-19T13:37:02Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 33f07da4c426988c6243899c52cf256f3ae874ac 201 200 2011-04-19T15:56:53Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 293107dc92a5be3d5ba5c6bfe2ee35a9df0787e3 202 201 2011-04-19T16:08:16Z Particella gamma 4 /* Consumo e costi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf] ''Contraddizioni / perplessità:'' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29] Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel= In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il „carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ã…ngström Laboratory (Ã…ngströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione „non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[ http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame „prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante rilievo del „carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[ http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 74486bb9343384d2b2df292bc149775e1af2c795 File:Rossi6.jpg 6 127 179 2011-04-19T12:55:45Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:FAE3.jpg 6 128 181 2011-04-19T13:01:06Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:FAE1.jpg 6 129 182 2011-04-19T13:01:27Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:FAE2.jpg 6 130 183 2011-04-19T13:01:45Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:FAE4.jpg 6 131 184 2011-04-19T13:02:06Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rossi Ecat.jpg 6 132 185 2011-04-19T13:02:41Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rossi Ecat2.jpg 6 133 186 2011-04-19T13:03:01Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rossi Focardi.jpg 6 134 187 2011-04-19T13:03:22Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Categoria:Fusione fredda 14 135 192 2011-04-19T13:21:06Z Particella gamma 4 Creata pagina con 'fusione fredda' wikitext text/x-wiki fusione fredda e8f734829b5291728ed386f40ced45d259e7488b File:RF Dauer2.jpg 6 136 203 2011-04-19T16:09:23Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF Pumpe.jpg 6 137 204 2011-04-19T16:10:46Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF Thermometer.jpg 6 138 205 2011-04-19T16:11:16Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi 0 126 206 202 2011-04-19T16:12:16Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> ''Contraddizioni / perplessità:'' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29] Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel= In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il „carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ã…ngström Laboratory (Ã…ngströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione „non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[ http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame „prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante rilievo del „carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[ http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] bbcfba49f79ae36c4b5be018174757978ae35ac7 207 206 2011-04-19T16:12:44Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29] Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel= In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il „carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ã…ngström Laboratory (Ã…ngströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione „non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[ http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame „prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante rilievo del „carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[ http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 1799c08e90bea6ea33dce6611faa331f44080c5e 208 207 2011-04-19T16:13:27Z Particella gamma 4 /* dimostrazione del 29 marzo 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel= In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il „carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ã…ngström Laboratory (Ã…ngströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione „non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[ http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame „prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante rilievo del „carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[ http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 84eb154db14f32849de9a50e0d8a20b7bb129222 209 208 2011-04-19T16:13:43Z Particella gamma 4 /* =Analisi di campioni del carburante nickel */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il „carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ã…ngström Laboratory (Ã…ngströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione „non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[ http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame „prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante rilievo del „carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[ http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 776303b2209a055aa997a320e852991d00634824 210 209 2011-04-19T16:16:33Z Particella gamma 4 /* Analisi di campioni del carburante nickel */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[ http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 910600ffc4a3e6c1e379d7150035ba18ccb5fda1 211 210 2011-04-19T16:17:28Z Particella gamma 4 /* tentativi di replicazione */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] cb5164e2c5ece4d693f8650eaf3b19d4a22110d6 212 211 2011-04-19T16:37:51Z Particella gamma 4 /* riferimenti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== ==Literatur== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, Jan. 2011] (auch: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] d6415a0d51fc1b86e76035b1fcb25ac2ee9f9645 213 212 2011-04-19T16:38:28Z Particella gamma 4 /* Literatur */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, Jan. 2011] (auch: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 48c95a9b455aed9844bf468fa6d8690f9439acf4 214 213 2011-04-19T16:41:35Z Particella gamma 4 /* letteratura ed articoli */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, Jan. 2011] (auch: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 8c07a48f5c79cd75fecce5907f572a1898794d00 215 214 2011-04-19T16:43:51Z Particella gamma 4 /* letteratura ed articoli */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, Jan. 2011] (auch: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 1c5d08b9679962ee837033f72b64ef9960839cec 216 215 2011-04-19T16:45:58Z Particella gamma 4 /* Weblinks */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, Jan. 2011] (auch: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU] (Video1, Bologna gen. 2011) *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE] (Video2, Bologna gen. 2011) *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] (Video3, Bologna gen. 2011) ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 431f95f66b608fb7f05fb255ffdd61297711087f 217 216 2011-04-19T16:46:42Z Particella gamma 4 /* Video */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, Jan. 2011] (auch: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 43ce726a8ef7286e51f0b6d38e50d9482a544f71 218 217 2011-04-19T18:35:56Z Particella gamma 4 /* letteratura ed articoli */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 6aa1e1ed60cb74dc537f4e45f3f37b024728fb40 221 218 2011-04-20T22:17:36Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una MI J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora.<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 4f629178da118187705ac8ae6b18ee5f857a3945 222 221 2011-04-24T20:33:18Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (J5) o 12,1 (P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 408689ed77dc8c5821746a00765672da793aca1b 223 222 2011-04-25T13:05:50Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 71ecb2efaec360d40f1023564c5f78d667d6dd5d 224 223 2011-04-25T14:04:00Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 84017c013a9cab2aa4cf983756d600f5a61fff22 225 224 2011-04-25T14:07:57Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] c6d3c3180b75597a5c4d3a1e4bb8bde4a370c9bc 226 225 2011-04-27T19:56:23Z Particella gamma 4 /* tentativi di replicazione */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell' epoca fu sopranominato ''Sceicco della Brianza''. Nel ambito dello scandolo Omar-Petroldragon Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Nella Wikipedia italiana esiste un articolo a proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l’accusa Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L‘ allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocherà alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza avverrà la chiusura dell'azienda. Nel 1995 Andrea Rossi viene incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per una attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una specie di repressione di un suo metodo ecologico. Dopo la serie di processi decidera di vivere negli Stati Uniti. Nel suo CV, visibile sulle le sue proprie pagine nell' internet, Rossi informa di essere laureato in filosofia dall' universita di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di un' altra laurea in "Ingegneria Chimica" da una ditta californiana nominata "Kensington University Inc". Questa ditta era registrata a Hawaii, operava pero dalla citta di Glendale in California.<ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, questa ditta offriva come "fabbrica di titoli" vari titoli accademici.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In una sentenza, la ditta fu condannata di restituire ai clienti i soldi pagati. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, Rossi fu confrontato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) con l’accusa di portare un titolo (ingegniere) di una conosciuta fabbrica di titoli. Rossi rispondeva di portare un titolo causa onoris, che gli sarebbe stato concesso a causa di "brevetti biodiesel". Inoltre non conoscerebbe la ditta "Kensington University Inc.".<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 1c57333f92e5b7587fdaf50635fd1ee5fbd34a05 233 226 2011-04-27T20:12:47Z Particella gamma 4 /* letteratura ed articoli */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell' epoca fu sopranominato ''Sceicco della Brianza''. Nel ambito dello scandolo Omar-Petroldragon Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Nella Wikipedia italiana esiste un articolo a proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l’accusa Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L‘ allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocherà alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza avverrà la chiusura dell'azienda. Nel 1995 Andrea Rossi viene incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per una attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una specie di repressione di un suo metodo ecologico. Dopo la serie di processi decidera di vivere negli Stati Uniti. Nel suo CV, visibile sulle le sue proprie pagine nell' internet, Rossi informa di essere laureato in filosofia dall' universita di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di un' altra laurea in "Ingegneria Chimica" da una ditta californiana nominata "Kensington University Inc". Questa ditta era registrata a Hawaii, operava pero dalla citta di Glendale in California.<ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, questa ditta offriva come "fabbrica di titoli" vari titoli accademici.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In una sentenza, la ditta fu condannata di restituire ai clienti i soldi pagati. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, Rossi fu confrontato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) con l’accusa di portare un titolo (ingegniere) di una conosciuta fabbrica di titoli. Rossi rispondeva di portare un titolo causa onoris, che gli sarebbe stato concesso a causa di "brevetti biodiesel". Inoltre non conoscerebbe la ditta "Kensington University Inc.".<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi e la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. Di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo per motivi di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l‘acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Dall‘ anno 2006 e conosciuta un‘ autorizzazione provinciale che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW (elettr.) a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiamava in modo diverso secondo il caso) in possesso di investitori sconosciuti non-italiani. La ditta sembra di essere creata solo per commercializzare il Ecat di Rossi e Focardi, non si conoscono altre attivita della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo a Atene.<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile dello domain internet e un Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp;Elefsina. Durante l’anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. vogliono offrire reattori Ecat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion". (non da confondere con il concetto di un’altra ditta american, la Hyperion, che prevede di vendere piccoli reattori a fissione) La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale lavorerebbe a base di 300 Ecat collegati insieme. (inizialmente dovevano essere 100, poi 120 Ecat). Rossi dichiarava che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e paesi balcani, forse per tutta l‘Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe gia aquistato una vecchia fabbrica nella localita Xanthi per costruire li una futura central elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, un professore Christos Stremmenos e vecchio ambasciattore greco con buone relazioni col governo greco avrebbe prevveduto a limitare eventuali problemi amministrattivi ad un minimo. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref> in possesso di Andrea Rossi. L’indirizzo email della Leonardo corporation e identica a quella della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo Ecat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardocorp americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie ad un raffredamento intermedio, caricatori turbo e grazie a una tecnica brevettata "EON" che permetterebbe di sfruttare di una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di usurfruire del effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termolettrici ad un elevatissimo rendimento di 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti e un’altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d’efficienza da chiamare "miracolosi". Gli elementi sfruttano dell’ [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elletrica in presenza di una differenza di temperatura. Le tensioni generate sono bassisime (nel ordine di millivolt), ma tensioni piu elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Pero, per diversi ragioni, i rendimenti prattici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente di ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti. In situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un‘alternativa (es: "batteria al plutonio"). Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o piu sarebbe indispensabile. Ed e proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hamshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva assertato che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchie kW di potenza. Un certo tipo di un tale generatore doveva per esempio erogare un ampere ad una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo die generatori collaborava anche l‘ universita dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incarico la ditta CTC (Johnstown, PA) di evaluare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod.<ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia viene messo in evidenza che la maggior parte dei elementi termoelettrici non era funzionanti, di 27 elementi, solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore analizzato produceva soltanto un solo Watt. Altri elementi inviati piu tardi erano funzionanti, ma non avevano rendimenti al sopra di altri prodotti sul mercato. ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] bc9736782dba9ff2a6facdca637f01ba9aa0ed0e 234 233 2011-04-27T20:19:40Z Particella gamma 4 /* EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell' epoca fu sopranominato ''Sceicco della Brianza''. Nel ambito dello scandolo Omar-Petroldragon Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Nella Wikipedia italiana esiste un articolo a proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l’accusa Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L‘ allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocherà alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza avverrà la chiusura dell'azienda. Nel 1995 Andrea Rossi viene incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per una attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una specie di repressione di un suo metodo ecologico. Dopo la serie di processi decidera di vivere negli Stati Uniti. Nel suo CV, visibile sulle le sue proprie pagine nell' internet, Rossi informa di essere laureato in filosofia dall' universita di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di un' altra laurea in "Ingegneria Chimica" da una ditta californiana nominata "Kensington University Inc". Questa ditta era registrata a Hawaii, operava pero dalla citta di Glendale in California.<ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, questa ditta offriva come "fabbrica di titoli" vari titoli accademici.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In una sentenza, la ditta fu condannata di restituire ai clienti i soldi pagati. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, Rossi fu confrontato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) con l’accusa di portare un titolo (ingegniere) di una conosciuta fabbrica di titoli. Rossi rispondeva di portare un titolo causa onoris, che gli sarebbe stato concesso a causa di "brevetti biodiesel". Inoltre non conoscerebbe la ditta "Kensington University Inc.".<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi e la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. Di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo per motivi di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l‘acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Dall‘ anno 2006 e conosciuta un‘ autorizzazione provinciale che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW (elettr.) a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiamava in modo diverso secondo il caso) in possesso di investitori sconosciuti non-italiani. La ditta sembra di essere creata solo per commercializzare il Ecat di Rossi e Focardi, non si conoscono altre attivita della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo a Atene.<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile dello domain internet e un Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp;Elefsina. Durante l’anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. vogliono offrire reattori Ecat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion". (non da confondere con il concetto di un’altra ditta american, la Hyperion, che prevede di vendere piccoli reattori a fissione) La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale lavorerebbe a base di 300 Ecat collegati insieme. (inizialmente dovevano essere 100, poi 120 Ecat). Rossi dichiarava che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e paesi balcani, forse per tutta l‘Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe gia aquistato una vecchia fabbrica nella localita Xanthi per costruire li una futura central elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, un professore Christos Stremmenos e vecchio ambasciattore greco con buone relazioni col governo greco avrebbe prevveduto a limitare eventuali problemi amministrattivi ad un minimo. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref> in possesso di Andrea Rossi. L’indirizzo email della Leonardo corporation e identica a quella della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo Ecat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardocorp americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie ad un raffredamento intermedio, caricatori turbo e grazie a una tecnica brevettata "EON" che permetterebbe di sfruttare di una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di usurfruire del effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termolettrici ad un elevatissimo rendimento di 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti e un’altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d’efficienza da chiamare "miracolosi". Gli elementi sfruttano dell’ [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elletrica in presenza di una differenza di temperatura. Le tensioni generate sono bassisime (nel ordine di millivolt), ma tensioni piu elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Pero, per diversi ragioni, i rendimenti prattici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente di ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti. In situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un‘alternativa (es: "batteria al plutonio"). Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o piu sarebbe indispensabile. Ed e proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hamshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva assertato che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchie kW di potenza. Un certo tipo di un tale generatore doveva per esempio erogare un ampere ad una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo die generatori collaborava anche l‘ universita dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incarico la ditta CTC (Johnstown, PA) di evaluare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod.<ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia viene messo in evidenza che la maggior parte dei elementi termoelettrici non era funzionanti, di 27 elementi, solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore analizzato produceva soltanto un solo Watt. Altri elementi inviati piu tardi erano funzionanti, ma non avevano rendimenti al sopra di altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna== Secondo l’inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un millione di euro) ricerche e attivita del dipartimento di fisico dell' universita di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro sotto il fisico Giuseppe Levi (ex membro dello "board of Advisers" del blog di Rossi di nome "journal of nuclear physics").<ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World" investimenti di 200 millioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 millioni sarebbero destinati all' inventore. Quest' ultimo dichiarava di volere usare in parte soldi futuri per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come e spesso il caso nel settore di "macchine a energia libera" o perpetuum mobile – vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi difonde notizie, opinioni, rapporti e articoli di altre persone tramite un suo blog nel internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), e che avrebbe un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratta di una rivista scientifica online e visibile dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era nel passato il titolo di una rivista russa. Un articolo che esisteva nella Wikipedia inglese e che che ellencava tutte le riviste di questo nome, fu cancellato mentretempo. Il blog di Rossi enuncia un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) e composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN – University of Bologna – Italy), Prof. Michael Melich (DOD – USA), Prof. Alberto Carnera (INFM – University of Padova – Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna – Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna – Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire – USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University – Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Per alcune di queste persone non si capisce perche sarebbero qualificati nel settore della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell' universita di New Hampshire, rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Secondo Rossi si tratterebbe di un esperto in scienze dell'ambiente che avrebbe conosciuto nell'ambito delle sue ricerche sugli elementi termoelettrici. Un psicologo dello stesso nome e gia deceduto. Michael Melich, che viene indicato come impiegato dello DoD, e anche conosciuto per pubblicazioni sulla fusione fredda, e per le sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente segreto per un servizio segreto americano con il compito di indagare nel settore della scena internazionale "fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 1dc8b8745852a99b01cf3de117c6937bec542227 237 234 2011-05-05T18:01:32Z Particella gamma 4 /* l’inventore Andrea Rossi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi e la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. Di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo per motivi di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l‘acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Dall‘ anno 2006 e conosciuta un‘ autorizzazione provinciale che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW (elettr.) a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiamava in modo diverso secondo il caso) in possesso di investitori sconosciuti non-italiani. La ditta sembra di essere creata solo per commercializzare il Ecat di Rossi e Focardi, non si conoscono altre attivita della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo a Atene.<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile dello domain internet e un Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp;Elefsina. Durante l’anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. vogliono offrire reattori Ecat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion". (non da confondere con il concetto di un’altra ditta american, la Hyperion, che prevede di vendere piccoli reattori a fissione) La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale lavorerebbe a base di 300 Ecat collegati insieme. (inizialmente dovevano essere 100, poi 120 Ecat). Rossi dichiarava che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e paesi balcani, forse per tutta l‘Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe gia aquistato una vecchia fabbrica nella localita Xanthi per costruire li una futura central elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, un professore Christos Stremmenos e vecchio ambasciattore greco con buone relazioni col governo greco avrebbe prevveduto a limitare eventuali problemi amministrattivi ad un minimo. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref> in possesso di Andrea Rossi. L’indirizzo email della Leonardo corporation e identica a quella della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo Ecat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardocorp americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie ad un raffredamento intermedio, caricatori turbo e grazie a una tecnica brevettata "EON" che permetterebbe di sfruttare di una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di usurfruire del effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termolettrici ad un elevatissimo rendimento di 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti e un’altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d’efficienza da chiamare "miracolosi". Gli elementi sfruttano dell’ [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elletrica in presenza di una differenza di temperatura. Le tensioni generate sono bassisime (nel ordine di millivolt), ma tensioni piu elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Pero, per diversi ragioni, i rendimenti prattici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente di ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti. In situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un‘alternativa (es: "batteria al plutonio"). Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o piu sarebbe indispensabile. Ed e proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hamshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva assertato che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchie kW di potenza. Un certo tipo di un tale generatore doveva per esempio erogare un ampere ad una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo die generatori collaborava anche l‘ universita dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incarico la ditta CTC (Johnstown, PA) di evaluare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod.<ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia viene messo in evidenza che la maggior parte dei elementi termoelettrici non era funzionanti, di 27 elementi, solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore analizzato produceva soltanto un solo Watt. Altri elementi inviati piu tardi erano funzionanti, ma non avevano rendimenti al sopra di altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna== Secondo l’inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un millione di euro) ricerche e attivita del dipartimento di fisico dell' universita di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro sotto il fisico Giuseppe Levi (ex membro dello "board of Advisers" del blog di Rossi di nome "journal of nuclear physics").<ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World" investimenti di 200 millioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 millioni sarebbero destinati all' inventore. Quest' ultimo dichiarava di volere usare in parte soldi futuri per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come e spesso il caso nel settore di "macchine a energia libera" o perpetuum mobile – vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi difonde notizie, opinioni, rapporti e articoli di altre persone tramite un suo blog nel internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), e che avrebbe un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratta di una rivista scientifica online e visibile dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era nel passato il titolo di una rivista russa. Un articolo che esisteva nella Wikipedia inglese e che che ellencava tutte le riviste di questo nome, fu cancellato mentretempo. Il blog di Rossi enuncia un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) e composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN – University of Bologna – Italy), Prof. Michael Melich (DOD – USA), Prof. Alberto Carnera (INFM – University of Padova – Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna – Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna – Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire – USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University – Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Per alcune di queste persone non si capisce perche sarebbero qualificati nel settore della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell' universita di New Hampshire, rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Secondo Rossi si tratterebbe di un esperto in scienze dell'ambiente che avrebbe conosciuto nell'ambito delle sue ricerche sugli elementi termoelettrici. Un psicologo dello stesso nome e gia deceduto. Michael Melich, che viene indicato come impiegato dello DoD, e anche conosciuto per pubblicazioni sulla fusione fredda, e per le sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente segreto per un servizio segreto americano con il compito di indagare nel settore della scena internazionale "fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 0a006c3aa4f7ccb119164d5a4ea5a059b17105d8 238 237 2011-05-05T19:43:00Z Particella gamma 4 /* EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione) La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti; in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborava anche l'Università dello New Hampshire.Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna== Secondo l’inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un millione di euro) ricerche e attivita del dipartimento di fisico dell' universita di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro sotto il fisico Giuseppe Levi (ex membro dello "board of Advisers" del blog di Rossi di nome "journal of nuclear physics").<ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World" investimenti di 200 millioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 millioni sarebbero destinati all' inventore. Quest' ultimo dichiarava di volere usare in parte soldi futuri per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come e spesso il caso nel settore di "macchine a energia libera" o perpetuum mobile – vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi difonde notizie, opinioni, rapporti e articoli di altre persone tramite un suo blog nel internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), e che avrebbe un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratta di una rivista scientifica online e visibile dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era nel passato il titolo di una rivista russa. Un articolo che esisteva nella Wikipedia inglese e che che ellencava tutte le riviste di questo nome, fu cancellato mentretempo. Il blog di Rossi enuncia un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) e composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN – University of Bologna – Italy), Prof. Michael Melich (DOD – USA), Prof. Alberto Carnera (INFM – University of Padova – Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna – Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna – Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire – USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University – Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Per alcune di queste persone non si capisce perche sarebbero qualificati nel settore della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell' universita di New Hampshire, rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Secondo Rossi si tratterebbe di un esperto in scienze dell'ambiente che avrebbe conosciuto nell'ambito delle sue ricerche sugli elementi termoelettrici. Un psicologo dello stesso nome e gia deceduto. Michael Melich, che viene indicato come impiegato dello DoD, e anche conosciuto per pubblicazioni sulla fusione fredda, e per le sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente segreto per un servizio segreto americano con il compito di indagare nel settore della scena internazionale "fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] ff3d7bd0b1f7d9bf913c3264a510992172632583 239 238 2011-05-05T19:49:12Z Particella gamma 4 /* EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna== Secondo l’inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un millione di euro) ricerche e attivita del dipartimento di fisico dell' universita di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro sotto il fisico Giuseppe Levi (ex membro dello "board of Advisers" del blog di Rossi di nome "journal of nuclear physics").<ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World" investimenti di 200 millioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 millioni sarebbero destinati all' inventore. Quest' ultimo dichiarava di volere usare in parte soldi futuri per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come e spesso il caso nel settore di "macchine a energia libera" o perpetuum mobile – vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi difonde notizie, opinioni, rapporti e articoli di altre persone tramite un suo blog nel internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), e che avrebbe un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratta di una rivista scientifica online e visibile dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era nel passato il titolo di una rivista russa. Un articolo che esisteva nella Wikipedia inglese e che che ellencava tutte le riviste di questo nome, fu cancellato mentretempo. Il blog di Rossi enuncia un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) e composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN – University of Bologna – Italy), Prof. Michael Melich (DOD – USA), Prof. Alberto Carnera (INFM – University of Padova – Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna – Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna – Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire – USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University – Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Per alcune di queste persone non si capisce perche sarebbero qualificati nel settore della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell' universita di New Hampshire, rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Secondo Rossi si tratterebbe di un esperto in scienze dell'ambiente che avrebbe conosciuto nell'ambito delle sue ricerche sugli elementi termoelettrici. Un psicologo dello stesso nome e gia deceduto. Michael Melich, che viene indicato come impiegato dello DoD, e anche conosciuto per pubblicazioni sulla fusione fredda, e per le sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente segreto per un servizio segreto americano con il compito di indagare nel settore della scena internazionale "fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 5130e69555fc4384276011c9d33d47301c3b84d4 240 239 2011-05-05T19:51:47Z Particella gamma 4 /* Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi difonde notizie, opinioni, rapporti e articoli di altre persone tramite un suo blog nel internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), e che avrebbe un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratta di una rivista scientifica online e visibile dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era nel passato il titolo di una rivista russa. Un articolo che esisteva nella Wikipedia inglese e che che ellencava tutte le riviste di questo nome, fu cancellato mentretempo. Il blog di Rossi enuncia un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) e composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN – University of Bologna – Italy), Prof. Michael Melich (DOD – USA), Prof. Alberto Carnera (INFM – University of Padova – Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna – Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna – Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire – USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University – Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Per alcune di queste persone non si capisce perche sarebbero qualificati nel settore della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell' universita di New Hampshire, rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Secondo Rossi si tratterebbe di un esperto in scienze dell'ambiente che avrebbe conosciuto nell'ambito delle sue ricerche sugli elementi termoelettrici. Un psicologo dello stesso nome e gia deceduto. Michael Melich, che viene indicato come impiegato dello DoD, e anche conosciuto per pubblicazioni sulla fusione fredda, e per le sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente segreto per un servizio segreto americano con il compito di indagare nel settore della scena internazionale "fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 83e500ea60e2c5b466a44d3f96c7fb13f2baea9a 241 240 2011-05-05T19:56:27Z Particella gamma 4 /* Journal of Nuclear Physics */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Un psicologo dello stesso nome è già deceduto.Michael Melich, che viene indicato come impiegato del DoD, anche conosciuto per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 4cc9e398d0c4a1f9b2309226834997d5a9fc3dbe 242 241 2011-05-05T20:02:12Z Particella gamma 4 /* Journal of Nuclear Physics */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 99d4df73608033b84368d0d0f1049d1988bbc516 243 242 2011-05-05T20:03:45Z Particella gamma 4 /* Finanziamenti e collaborazione con l’universita di Bologna */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 07cdd49a5f49a0c911275da9628efd5ced244eec 244 243 2011-05-05T20:04:34Z Particella gamma 4 /* dimostrazione del 29 marzo 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 930371a544087efbaaec5d1a5c45b76393ee964e 245 244 2011-05-05T20:06:48Z Particella gamma 4 /* esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==tentativi di replicazione== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replicazione da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 3758b0a2bebf1b3a15d018979a5ba60b74143451 246 245 2011-05-05T20:07:47Z Particella gamma 4 /* tentativi di replicazione */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==l’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] b490b7c96916773736b2c0346be5f551bdcb16e9 247 246 2011-05-05T20:08:22Z Particella gamma 4 /* l’inventore Andrea Rossi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] ddc3d1816b95fa0652799a0df1297052f7d38d9a 248 247 2011-05-05T20:10:13Z Particella gamma 4 /* riferimenti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P1 / J5"|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] bae0c9c14e635cc5e7fbb724f9a3db47569356d9 249 248 2011-05-06T13:45:14Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|280px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 8c94cb04ee3d5e51423111b2f3fa008c907564e7 251 249 2011-05-06T13:46:55Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] d4cfa4f47570df796423349254a7fb1ecc16b84c 252 251 2011-05-06T13:52:14Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 147b4d2cdd80426fe49d3d66f2254f48eff9e364 Template:OtherLang 10 124 219 164 2011-04-19T18:40:38Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki <onlyinclude><includeonly><h2>questo articolo in altre lingue</h2>{{#if:{{{en|}}}|*English: [{{SERVER}}/en/index.php?title={{urlencode:{{{en}}}}} {{{en}}}]|}}{{#if:{{{es|}}}|*Espanol: *[{{SERVER}}/es/index.php?title={{urlencode:{{{es}}}}} {{{es}}}]|}}{{#if:{{{fr|}}}|*Français: [{{SERVER}}/fr/index.php?title={{urlencode:{{{fr}}}}} {{{fr}}}]|}}{{#if:{{{ge|}}}|*Deutsch: [{{SERVER}}/ge/index.php?title={{urlencode:{{{ge}}}}} {{{ge}}}]|}}<!-- {{#if:{{{it|}}}|*Italiano: [{{SERVER}}/it/index.php?title={{urlencode:{{{it}}}}} {{{it}}}]|}} -->{{#if:{{{nl|}}}|*Nederlands: [{{SERVER}}/nl/index.php?title={{urlencode:{{{nl}}}}} {{{nl}}}]|}}{{#if:{{{pl|}}}|*Polski: [{{SERVER}}/pl/index.php?title={{urlencode:{{{pl}}}}} {{{pl}}}]|}}</includeonly></onlyinclude><noinclude>{{{{SUBJECTPAGENAME}}/Doku}}</noinclude> c96083ca8e9915e4661b2bb32562183aa11f78a2 File:RF Saturno.jpg 6 139 220 2011-04-20T22:07:41Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Petroldragon3.jpg 6 140 227 2011-04-27T19:57:12Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Petroldragon4.jpg 6 141 228 2011-04-27T19:57:35Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Kensigton university.jpg 6 142 229 2011-04-27T19:58:31Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rossi CV.jpg 6 143 230 2011-04-27T19:59:05Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Kensington university.jpg 6 144 231 2011-04-27T20:00:49Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Petroldragon2.jpg 6 145 232 2011-04-27T20:01:27Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:JONP.jpg 6 146 235 2011-04-27T20:21:06Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:JONP2.jpg 6 147 236 2011-04-27T20:21:28Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rossi Focardi3.jpg 6 148 250 2011-05-06T13:45:46Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Ecat3.jpg 6 149 253 2011-05-06T13:52:47Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi 0 126 254 252 2011-05-06T13:58:36Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[imagr:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi, maggio 2011)|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] dae349d7f6ccdf69044448b1f31d4c90f7bfd09c 255 254 2011-05-06T14:00:06Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 9f1f9a8be6563456a5b040530042f879ea9d7393 257 255 2011-05-06T14:02:30Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] a715445e15a4106ced0975891b5c7a5fe4127968 258 257 2011-05-06T14:08:54Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 80a3e7ecae2a287ee44098517d83ec8c13546bb4 263 258 2011-05-06T14:13:51Z Particella gamma 4 /* EON&nbsp;Srl, Leonardo Corporation e la Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] f499426020f7847e1a193ab416cc509304eb6ca4 264 263 2011-05-06T14:15:11Z Particella gamma 4 /* EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 0a42015706471fdaebac14a14675a1ea25ae2a16 269 264 2011-05-06T14:18:10Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] f0faecce1527907dfc2cd4bb97677006c30b3a1a 270 269 2011-05-06T14:32:00Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 29 marzo 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|sono accese due resistenze|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.( 28.4.2011<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref>) Come in altri esperimenti del passato fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stato 315 W, misurato con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "cat avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza. ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 3b0150da06024fc7656b1842e6b2d7403471740d 271 270 2011-05-06T14:32:45Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.( 28.4.2011<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref>) Come in altri esperimenti del passato fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stato 315 W, misurato con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "cat avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza. ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 76a5ed3d347b22bf29eef0748f6793f92ac8e846 274 271 2011-05-06T14:35:11Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stato 315 W, misurato con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "cat avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza. ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 71008540ed57788ff51728e62aa9a1e51d368f44 275 274 2011-05-06T14:49:39Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "cat avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 6f540c3448f1a8810c9dbb816df820d09f6bddc2 276 275 2011-05-06T14:52:11Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 40 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata molto probabilmente non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questo valore non è esatto. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P1 o LMI J5 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 30b8287abc0e63e8e1370bdba657359bc430409e 277 276 2011-05-06T14:59:53Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P1 / J5" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W). Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 32441d43ff552cf6f9ad458f8e7b1c7fe0de26d1 280 277 2011-05-06T15:03:22Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 7,6 litri/ora (LMI J5) o 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml). Il flusso massimo poteva dunque non sorpasse i 7,2 l/h (LMI P18) o 4,6 l/h (LMI J5). Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] a6bd9ca12afe81a4f5aec650ae5960737db9b4ed 281 280 2011-05-06T15:08:18Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P1 / J5) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 27c377cedf4c1a89cf7c89643fba10397893a552 282 281 2011-05-06T15:10:27Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 26b20e26998b3d96ea75592388db5bca408a1761 283 282 2011-05-06T15:18:07Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel e anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente 2 Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 22b72d2fc06473b65069b7b9e502be2ab0132843 284 283 2011-05-06T15:23:24Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] l'articolo sarà completato nei prossimi giorni. Cerchiamo autori per la correzione Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> [[category:fusione fredda]] 4af33e0e2aa2364f1cbe6d6677ea197e612e3d6d 285 284 2011-05-06T15:25:19Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 92ca0126a08932266e4c39a0681fa0dab1eaa6a5 286 285 2011-05-06T16:27:22Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali" delle altre volte. Duranti questi esperimenti Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all' inzio fu misurata la potenza. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] b5e0c96edd2a7141f5192772bd353cf077f2db1c 287 286 2011-05-06T22:57:44Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Alla ricerca di una fonte di calore in concomitanza con interazioni tra nickel e idrogeno, è da considerare l'energia da assorbimento (''sorbtion energy''). L'idrogeno puo penetrare all' interno del nickel, sopratutto se è riscaldato. La liberazione di idrogeno assorbito è invece accompagnato da un raffredamento. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 5e03a1693d46a0ff68fa5114fb24aa76508be958 288 287 2011-05-08T11:04:33Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 155ec6416a97cf5fd48b0f0cfda1922d5117ed75 289 288 2011-05-08T18:18:13Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra, non si nota una fuoriuscito di vapore. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 3ef53a8e60d51a5141f7a168ecf283942fe89583 290 289 2011-05-08T18:20:36Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 53a986f94bcc3b3db055148102738f6d4135b91b 291 290 2011-05-08T22:34:46Z Particella gamma 4 /* Dimostrazioni in aprile 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 380e874430fea34e45db15e12847a0c6ecc557a9 294 291 2011-05-08T22:37:34Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 29 marzo 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_1.jpg|350px|thumb]] [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 2e4ba86ce1ce2c861e2b8c3e9d8a9679189971b6 298 294 2011-05-08T22:42:47Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 29 marzo 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmission Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 87ba255a7eafcc203da82702fb59f5ee286a46bb 299 298 2011-05-08T22:54:33Z Particella gamma 4 /* Video */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 145015d5f6dc1c8d1c55a6d50ab7fddf4140d97a 300 299 2011-05-08T23:08:23Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [ http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 08059ecbc5af08ec9eac1c8850c0602da5650dd5 301 300 2011-05-08T23:10:10Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non è esatti. La potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 73cf8c63ade5141cdd35ee400aa1ebe6c521eec5 302 301 2011-05-08T23:25:47Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][ http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 1f52f7a418fb92aef6a2bc12d8760d140ed21516 File:RF Ferrara.jpg 6 150 256 2011-05-06T14:01:38Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Ecat4.jpg 6 151 259 2011-05-06T14:09:23Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Heizmanschette.jpg 6 152 260 2011-05-06T14:09:44Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Ecat5.jpg 6 153 261 2011-05-06T14:10:32Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Hydrogen.jpg 6 154 262 2011-05-06T14:11:23Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Defkalion logo.jpg 6 155 265 2011-05-06T14:15:47Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Defkalion2.jpg 6 156 266 2011-05-06T14:16:06Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Defkalion3.jpg 6 157 267 2011-05-06T14:16:27Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Defkalion4.jpg 6 158 268 2011-05-06T14:16:47Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:28042011 1.jpg 6 159 272 2011-05-06T14:33:25Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:28042011 2.jpg 6 160 273 2011-05-06T14:33:45Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Ecat power.jpg 6 161 278 2011-05-06T15:00:39Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF Dauer3.jpg 6 162 279 2011-05-06T15:01:00Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:19042011 2.jpg 6 163 292 2011-05-08T22:35:19Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:28042011 4.jpg 6 164 293 2011-05-08T22:35:53Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:29032011.jpg 6 165 295 2011-05-08T22:38:07Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:29032011 1.jpg 6 166 296 2011-05-08T22:40:02Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:29032011 5.jpg 6 167 297 2011-05-08T22:41:39Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi 0 126 303 302 2011-05-08T23:26:39Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] c120f00d796601221b35d924fe73258fbb2cf71a 304 303 2011-05-08T23:28:14Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 5d540764f4a505f4f9cf65b2e959a6502aae641c 305 304 2011-05-08T23:33:17Z Particella gamma 4 /* Leonardo Technologies Inc. */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 4b0998d850764bec9afce718fd4ce104b6464b4b 308 305 2011-05-11T01:44:25Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 23d26ecc92b35fa273350052f6cd337f70d32950 309 308 2011-05-12T11:37:28Z Particella gamma 4 /* letteratura ed articoli */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 842fbddd543aa3fc3894917281a8ae5203908bb5 310 309 2011-05-12T11:38:10Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] db9d3b4926a546e3c15814255d57f3f84d4845a6 311 310 2011-05-12T11:41:05Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] e0788ca7f5a6c9324ba555ac77f1bf21c232b3ac 312 311 2011-05-12T11:44:10Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraior 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 07140d98a801f3754b74e3afdda0e340b4b9af8c 313 312 2011-05-12T11:44:29Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraior 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com Internetseite von Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (englisch)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] fe5124cd09d3c61937fde89e5806fb8b29374d41 314 313 2011-05-12T11:46:27Z Particella gamma 4 /* Weblinks */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraior 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 5d136070e97af59c668d84d2eaaf04f701e510a7 315 314 2011-05-12T11:47:02Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] b63bead1b6746412786fc4dca695011f24358d66 316 315 2011-05-12T11:51:02Z Particella gamma 4 /* Journal of Nuclear Physics */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [ http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Brevetti di Francesco Piantelli: * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ ][ http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf ][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 4 articoli della stampa nazionale o locale. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi. <ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). [http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)]. Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 4accf5d5568e343b6c929f0f2f12ab0eea5f469c 318 316 2011-05-12T11:52:45Z Particella gamma 4 /* brevetti e richieste di brevetti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [ http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ ][ http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf ][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 4 articoli della stampa nazionale o locale. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi. <ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). [http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)]. Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 7f7da33608157f118f0b7c045842d1bd97375134 319 318 2011-05-12T11:53:22Z Particella gamma 4 /* brevetti e richieste di brevetti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ ][ http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf ][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 4 articoli della stampa nazionale o locale. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi. <ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). [http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)]. Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 1fd95c05ff88197dfefd48eb45642f94fc9be789 320 319 2011-05-12T11:53:58Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 4 articoli della stampa nazionale o locale. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi. <ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). [http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)]. Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 87ae2e71cae7cb0eb65ca225c615595ceadda38b 321 320 2011-05-12T11:54:23Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 4 articoli della stampa nazionale o locale. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). [http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, schwedisch/englisch)]. Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 3a5278bf60a9096c2cc2233f3297ca5442afe453 322 321 2011-05-12T11:55:51Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [ http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 4 articoli della stampa nazionale o locale. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] bb9fbb4270875d584c429b450abfc27ce78e9bd3 323 322 2011-05-12T11:56:52Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 4 articoli della stampa nazionale o locale. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] cf170d112f78e845ec569e11f9f3fb91fea94b3b 324 323 2011-05-12T11:59:00Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] b745588c556ef87bae82c8a635744be4b0500281 325 324 2011-05-12T12:01:32Z Particella gamma 4 /* brevetti e richieste di brevetti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 6883cb432e884bb80c74148e7425be94f8b26459 326 325 2011-05-12T12:03:06Z Particella gamma 4 /* brevetti e richieste di brevetti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti è un'altra ditta di Rossi con sede a Manchester nello New Hampshire. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck],generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 37eb9def599511e36998949735ae66e0df69a04d 327 326 2011-05-17T21:23:21Z Particella gamma 4 /* Leonardo Technologies Inc. */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [ttp://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck], generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] e4891f9b983a682e88b07c953006894e414aa34a 328 327 2011-05-17T21:24:10Z Particella gamma 4 /* Leonardo Technologies Inc. */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano l’effetto Seebeck (vedi anche effetto Peltier) [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck effetto Seebeck], generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 301c68c9936e4e0ba46d48b191e05317bf696d26 329 328 2011-05-17T21:25:11Z Particella gamma 4 /* Leonardo Technologies Inc. */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck effetto Seebeck] l’effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 14b52a9dabb264fefb08131ad26e3b3cfb40f83e 330 329 2011-05-17T21:25:53Z Particella gamma 4 /* Leonardo Technologies Inc. */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] e353f1b5ec9ea1ba76f2aebee7f0fbea1e02d0ff 334 330 2011-05-17T21:38:40Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo di poter vendere futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi e la "Leonardo Technologies Inc." hanno lo stesso indirizzo.<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>.<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] a3902e656615af9418ef1263a107282b68aa33d9 336 334 2011-05-17T21:40:58Z Particella gamma 4 /* AmpEnergo */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi e la "Leonardo Technologies Inc." hanno lo stesso indirizzo.<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>.<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 0e350f610a2fab8589a23bcc371ba28d206a672c 340 336 2011-05-18T17:39:21Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi e la "Leonardo Technologies Inc." hanno lo stesso indirizzo.<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>.<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 6ba52c55dd5897daf9691a828d382226db0176bc 341 340 2011-05-18T17:42:34Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curve della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:RF_Dauer3.jpg|la curva della temperatura mostra due periodi brevi con una temperatura attorno a o al di sopra di 100 gradi C|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi e la "Leonardo Technologies Inc." hanno lo stesso indirizzo.<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>.<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. 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(inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] f09e43672c9d98bfeabf4123c49eb888d7a51d1c 343 341 2011-05-18T17:45:05Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curve della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi e la "Leonardo Technologies Inc." hanno lo stesso indirizzo.<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>.<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] f5769c9f665f2efd7bba723c072073ca2c08e005 344 343 2011-05-18T17:50:57Z Particella gamma 4 /* AmpEnergo */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curve della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] bc10a8014f39382af7fcca4dffb42ec8d9d2389b 345 344 2011-05-19T13:09:19Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 3ab62a2ddb33c68329f41746df60f674d1daba60 346 345 2011-05-24T12:04:59Z Rdfg 5 /* brevetti e richieste di brevetti */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 0011b8f38b7deaae7c436531087084a4d532214e 347 346 2011-05-24T12:44:45Z Particella gamma 4 /* L’inventore Andrea Rossi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] dd9260ee76f3abb3c7f0ea2bbf826a97af78108a 349 347 2011-05-24T12:46:02Z Particella gamma 4 /* L’inventore Andrea Rossi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 20e94ed5608488b61d90128c4d6ac64a0b2afda0 350 349 2011-05-24T12:47:47Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 244b266c136be8a5fdadacd8f27fe99a4000426f 351 350 2011-05-24T12:52:08Z Particella gamma 4 /* EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condomino con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] a631a28ba223a58e34d1a40aae7ef72016dc963a File:LTI.jpg 6 168 306 2011-05-08T23:33:50Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:29032011 5.jpg 6 167 307 297 2011-05-11T01:14:24Z Particella gamma 4 ha caricato una nuova versione di "[[File:29032011 5.jpg]]" wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rossi Focardi Patent.jpg 6 169 317 2011-05-12T11:52:02Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Caso Aldo 0 109 331 141 2011-05-17T21:28:01Z EsoTypo 3 headers, OL wikitext text/x-wiki ==La morte tragica e crudele di Aldo ("Ali Baba") di Bergamo== A l'inizio dell'anno 2007 si e' saputo delle morte di un aderente italiano della [[Nuova Medicina Germanica]] del ex-medico tedesco [[Ryke Geerd Hamer]]. La persona (rimasta sconosciuta) scriveva in un forum del comico e attivista italiano Beppe Grillo. ==Dal forum Beppe Grillo== User ID: user 3229368 nel forum di Beppe Grillo Location: Bergamo Meetup member since September 20, 2006 Last visited in the past week (messaggio del 29.1.07) Messaggio nel forum di Beppe Grillo, il 29.1.07 <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=1540</ref> DOTT. HAMER E NUOVA MEDICINA (una vergogna tenerlo nascosto al mondo intero) Posted Jan 29, 2007 at 10:47 PM da ''Giannina'', (nome Giannina A.) Inizio: Ciao,grazie per l'interessamento,purtroppo AlìBabà,cioè Aldo, non c'è più,è mancato poco prima di Natale.Sono una sua amica, eravamo molto legati,e quando ha cominciato a stare proprio male mi ha dato tutti i suoi dati,email,password,ecc chiedendomi di partecipare al posto suo al forum,ma non ce l'ho proprio fatta.Solo oggi ho visto la tua email,e mi sembrava giusto risponderti,anche se in ritardo. Aldo è morto soffrendo in modo indicibile,inumano.Fino all'ultimo ha rifiutato ogni cura e ricovero(se escludiamo le trasfusioni che gli hanno fatto qualche mese fa,d'urgenza),ogni farmaco,anche gli antidolorifici.Era convinto che la buona volontà e la fede in Hamer l'avrebbe salvato...Purtroppo non è stato così,e i suoi ultimi giorni sono stati strazianti, soffriva così tanto!Solo ora comincio a superare questa tragedia,ma le immagini dei suoi atroci patimenti non mi abbandoneranno mai! Non ha mai voluto fare esami per sapere con precisione che tipo di tumore era e quanto grave era la sua situazione. La sua famiglia,dopo la sua dipartita,ha voluto che fosse eseguita l'autopsia,per avere delle risposte,credo,per cercare di dare un senso alla scomparsa prematura e assurda di una persona che fino a poco tempo prima era piena di vita.E' risultato che il suo cancro derivava da un tipo particolare di poliposi del colon,una malattia ereditaria di cui soffrono numerosi suoi parenti,tra cui alcuni che hanno sviluppato un cancro esattamente come lui,ma che si sono curati e a distanza di anni stanno bene.Inoltre era pieno di metastasi,al fegato,ai polmoni, alle ossa...Una cosa orribile. Non so perché abbia scelto di non farsi curare,la risposta a questa domanda se l'è portata con sé nella tomba... Ah,dimenticavo,Aldo aveva 31 anni,ne avrebbe compiuti 32 in febbraio. Non credo che interverrò nel forum in cui scriveva lui,non mi interessa e soprattutto ogni volta sarebbe un dolore troppo grande ripensare a lui e alle sue sofferenze. Grazie ancora per esserti interessata di lui. con il permesso del mittente. Spendiamo, vi prego, qualche pensiero o qualche preghiera per il caro Alì Babà, Aldo. Fine Il messaggio in questione era probabilmente di origine della persona M., legata a Aldo. I messaggi di Aldo nel forum di Beppe Grillo, dal 20 settembre 2006 al 26 novembre 2006: ===Post #1=== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=160</ref> Alì Babà Posted Sep 20, 2006 at 6:34 PM user 3229368 Bergamo, IT 1st Post Vorrei mettere una buona parola a favore di Hamer e delle sue teorie.Io ci credo anche senza avere bisogno di tante prove!Secondo me è tutto vero quello che dice,e la prova è che possono capire tutti,che non serve avere studiato medicina per capire e accettare quello che dice Hamer.E poi le sue teorie sono più semplici e lineari di quelle della medicina ufficiale,per cui devono di sicuro essere più vere.Questo è solo il mio pensiero,non ho una preparazione specifica in medicina o in qualche scienza,ma sento che Hamer ha perfettamente ragione.Infatti,da sempre quando ci ammaliamo ci chiediamo perché mi è venuta questa malattia oppure cosa ho fatto per meritarmi questa malattia.Ora Hamer ha trovato la risposta a queste domande che la gente si pone da sempre,e che non hanno mai trovato una risposta adeguata prima.Le malattie vengono perché in un qualche modo le ?richiamiamo?noi quando viviamo emozioni sgradevoli,particolari e intense.Come ha detto qualcuno qualche giorno fa ?ci ammaliamo perche a causa delle nostre emozioni o delle nostre credenze ci siamo predisposti a farlo. Pertanto come è in noi la causa della malattia è in noi la possibilità di sconfiggerla? (non mi ricordo chi l?ha scritto,ma mi piaceva il senso).Inoltre nel blog del sito dell?ass Alba c?è uno che dice che le malattie sono la strada per purificarsi,il mezzo per raggiungere la perfezione spirituale,e io sono d?accordissimo con lui! Se fosse per me,eliminerei tutte le medicine,che sono inutili se non dannose,e abolirei anche la chirurgia,che la maggior parte delle volte fa più danno che beneficio.E poi chiuderei gli ospedali,e obbligherei le persone a leggere i libri di Hamer (magari fornendoli gratis a chi non se li può permettere),così tutti saprebbero perché ci vengono le malattie,e saprebbero che per guarire non servono i dottori,ma basta capire che conflitto abbiamo avuto,sopportare un po? di sintomi spiacevoli senza volere le medicine che ce li facciano passare,e credere che se vogliamo possiamo guarire da ogni malattia solo con la forza della nostra mente. Mi ricordo che tempo fa,in un altro sito,un tizio diceva che ci sono stati casi di bambini con la sindrome di Dawn che sono guariti con la NMG.Se può guarire questa malattia,figuriamoci quanto può fare per le altre malattie meno serie! Per luca66 Come sta quel signore col tumore al fegato di cui avevi parlato un po? di tempo fa,e che seguendo la NMG stava molto meglio?Sul meetup di Ancona non ci hai più detto niente,io ci tenevo a sapere come progrediva la sua guarigione Ultima cosa:da poche settimane sento una massa,come un nodulo,sulla pancia,ma non mi fa male.Sono convinto che è un tumore,anche perché ripensandoci bene ho scoperto qual è stato il conflitto biologico che lo ha causato,ma non ho paura perché dopo aver letto Hamer so che non è pericoloso,e che si risolverà quando risolverò il conflitto,per cui non gli do tanto peso e quasi non ci faccio caso.E sono anche sicuro che non andrò da nessun dottore a farmi fare esami e altre cose,e che guarirò benissimo senza medicine,chemio,radio o operazioni!Se volete,vi terrò aggiornati. ===Post #2=== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=180</ref> Alì Babà Posted Sep 21, 2006 at 6:42 PM user 3229368 Bergamo, IT 2nd Post Guarda Munkustrap che è vera la storia della bambina guarita dalla sindrome di Down!In quel sito,non mi ricordo quale ma se vuoi provo a cercarlo,c'era un esperto di NMG che diceva che in uno dei libri di Hamer era spiegata la storia della bambina,anche con delle foto,e si vedeva che prima aveva la faccia tipica dei bambini Down,e dopo invece non ce l'aveva più,e che anche non aveva più il ritardo mentale che aveva prima!E mi sembra che la sua mamma fosse medico,e che anche lei fosse d'accordo che la figlia era guarita.Non ho letto quella discussione fino in fondo,però mi sembra che se uno dice una cosa così importante,di sicuro non se la inventa e ha le prove.E la prova è che sul libro di Hamer c?era spiegato tutto,per cui non vedo come si fa a dubitare di una cosa dimostrata! E poi,chi mi dice che magari non ci sono stati anche altri casi di bambini Down guariti,magari anche senza la NMG?Certo che la medicina ufficiale non verrà mai a raccontarcelo,gli fa troppo comodo tenere la gente all'oscuro,così può continuare a intimorire le persone con lo spauracchio delle malattie incurabili,e può continuare a vendere farmaci e a guadagnarci,quando invece da quelle malattie si può guarire tranquillamente e senza processi e metodi complicati! ===Post #3=== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=210</ref> Alì Babà Posted Sep 23, 2006 at 8:41 PM user 3229368 Bergamo, IT 3rd Post Su questo sito ho scoperto delle cose scandalose! www.aerrepici.org Andate a leggere cosa fanno ai malati,oppure come fanno a truccare le statistiche per inventarsi che la gente guarisce!Come fanno i medici a non vergognarsi di quello che fanno?Hanno un bel coraggio a dire che la medicina serve a qualcosa,che cura la gente!Loro sanno benissimo come far guarire i tumori,ma non lo fanno perché così possono contiuare a guadagniare vendendo i farmaci!! Lo sapevate che ogni volta che un malato è dimesso dall?ospedale loro lo considerano guarito?E che se un malato muore cinque anni e un giorno dopo la sua diagnosi,lo considerano lo stesso guarito? Sono sconvolto!perché nessuno ce le racconta queste cose?Sono tutti corrotti,ecco perché nessuno ce lo viene a raccontare!Che mondo di m***a! ===Post #4=== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=330</ref> Alì Babà Posted Okt 2, 2006 at 10:47 AM user 3229368 Bergamo, IT 4th Post Navigando e continuando a cercare,ho scoperto questo dottore Tullio Simoncini. www.curenaturalicancro.org Lui ha scoperto che la vera causa dei tumori è la candida,e che basta il bicarbonato di sodio per guarire anche i tumori terminali con grandi probabilità di successo.Parla di 90% di guarigione nei non-terminali,e 50% di guarigione nei terminali.Il suo sito mi sembra serio,e poi porta le prove,un sacco di documentazione scientifica,e anche alcuni esempi di casi da lui guariti,con immagini di TAC che dimostrano il tumore prima e dopo della cura col bicarbonato,e le dichiarazioni autentiche dei pazienti guariti. Però lui dice che le teorie di Hamer non sono esatte,anche se potrebbero avere qualche valore.Non so più a chi credere,chi ha ragione...il dottor Simoncini dimostra che la sua cura funziona,mentre nei siti di Hamer non ci sono testimonianze così convincenti,con immagini e tutto il resto.Insomma,non so più cosa pensare e a chi credere.Se ha ragione Hamer,i microbi sono amici,se ha ragione Simoncini invece la candida che è un microbo,è la causa di ogni tumore,e non è tanto amica... ===Post #5=== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=330</ref> Alì Babà Posted Okt 3, 2006 at 5:03 PM user 3229368 Bergamo, IT 5th Post Ciao Ali Babà, non conosco il Simoncini e la sua teoria, e quindi potrebbe essere anche corretta e allo stesso tempo non in contrasto con la NMG. Ciao Belli, una volta sono andato a sentire Simoncini in un congresso. Se per la med uff il paradigma è "la cellula impazzita" per lui è "il nemico è un fungo". Comunque ho capito perchè ha avuto noie giudiziare e gli è andata anche striscia la notizia.... non si può spacciare il bicarbonato come una cura miracolosa! Anche se aiuta non è la panacea. Meno male che la forza della Nuova Medicina Germanica è il fatto di essere un sistema diagnostico. Se stiamo in questo e in tutto ciò che comporta ce la faremo....+ VI ASPETTO A ROMMMMMAAAAAA!!!!!!!!!!!!! Perchè secondo te il bicarbonato non funziona?Guarda che sul suo sito puoi vedere le foto di prima e di dopo la cura con il bicarbonato,e si vede benissimo che i tumori sono scomparsi!!Qui non si può dire che le prove non ci sono!Le persone guarite hanno scritto e firmato le loro testimonianze,le puoi leggere,c'è anche una che parla in un video per raccontare il bene che le ha fatto il dottor Simoncini!E poi,per me le sue teorie non possono andare daccordo con quelle di Hamer,sono all'opposto. ===Post #6=== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=680</ref> Alì Babà Posted Nov 24, 2006 at 10:45 AM user 3229368 Bergamo, IT 6th Post Ho bisogno di sapere come sta quella ragazza che aveva un tumore alla testa(o al cervello,non mi ricordo bene) e che sembrava guarita dopo aver seguito le terapie del dottor Hamer.E' guarita davvero?Sta bene adesso?Non ha avuto effetti collaterali?Ha fatto gli esami ed è risultato che non ha più tracce del tumore?Mi serve davvero saperlo! La massa che sentivo nella mia pancia è peggiorata decisamente.Io ho provato a riflettere sul conflitto che l'aveva provocata,ero sicuro di averlo risolto,ma non ne ha voluto sapere di andarsene o anche solo di rimpicciolirsi,anzi è ingrandita e ha cominciato a farmi male e a darmi pesanti disturbi,non riesco quasi più ad andare di corpo,ho la pancia gonfia come un palloncino,tutta dura e che se premo fa male,ho perso 13 Kg in poco tempo.Purtroppo,anche se io non volevo assolutamente andare dai dottori,ho avuto un'emmoragia intestinale che mi ha quasi fatto morire,e mi hanno ricoverato in rianimazione,mi hanno fatto delle trasfusioni e mi hanno salvato la vita.Hanno fatto anche alcuni esami,e mi hanno detto che la situazione è seria.Mi hanno rimproverato perché se mi facevo visitare prima,appena mi ero accorto della massa, forse bastava un'operazione per togliere il tumore,quando era ancora piccolo e non aveva fatto metastasi,invece adesso è tutto più complicato.Adesso la massa è di 15 cm x 10 cm circa e ci sono numerose metastasi.Loro volevano operarmi subito per toglierla,perché blocca l'intestino e non fa quasi più passare il cibo,e cominciare le terapie di chemio e radio,ma io mi sono rifiutato.Hanno insistito,ma non ho cambiato idea e gli ho detto che conosco una persona che può farmi guarire anche senza tutte quelle diavolerie e senza aprirmi la pancia.Per questo vorrei sapere se davvero quella ragazza è guarita davvero e definitivamente.Stamattina,appena tornato dall'ospedale,ho scritto all'Alba per chiedere un aiuto,e poi sono venuto qui a chiedere un aiuto anche a voi.Qualcuno sa qualcosa di quella ragazza?Vi prego,è importante per me saperlo,devo decidere se procedere con la nuova medicina o se decidere di farmi fare l'operazione. ===Post #7=== <ref>http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=1671117&pager.offset=680</ref> Alì Babà Posted Nov 26, 2006 at 6:35 PM user 3229368 Bergamo, IT 7th Post Vi ringrazio che siete stati così gentili con me,però nessuno mi ha ancora risposto a quello che chiedevo,cioè se qualcuno può dirmi qualcosa di quella ragazza col tumore al cervello.Mi serve sapere come sta e se è guarita davvero del tutto. Io non ho nessuna intenzione di farmi mettere le mani e i ferri addosso da quei macellai,anche se sono chirurghi della nuova medicina.Ho fede nelle capacità di autoguarigione del mio corpo,e non voglio nessun tipo di intervento da fuori,che non farà altro che fare ancora ulteriori danni.E' già tanto se gli ho permesso di farmi le trasfusioni,solo perché ero in stato di incoscienza e non ho potuto rifiutare,altrimenti gli impedivo di darmi il sangue di altre persone,che chissà cosa gli hanno messo dentro e non te lo dicono,e magari poi ti trovi con chissà quale malattia e devi curarti anche quella.Comunque le trasfusioni me le hanno fatte perché in casi di emergenza possono decidere anche senza il parere dell'ammalato,ma se dovesse succedere ancora lascerò scritto che non voglio nessun trattamento medico.Mi hanno dato anche delle medicine da prendere,ma le ho buttate via subito,non ne voglio sapere di quelle porcherie. Per rispondere ad alcuni che me l'anno chiesto,non sono seguito da nessun medico di nuova medicina,ho scritto all'Alba per avere consigli,ma mi hanno risposto con una e-mail strana,mi sembra che non abbiano neanche letto quello che gli ho scritto io,mi hanno detto che è il malato in persona a voler seguire questa strada,ma chi sono io se non il malato in persona?Poi mi hanno detto che non possono darmi le informazioni che chiedevo.Ma allora che ci sta a fare l'indirizzo e-mail se poi non possono darti informazioni e aiuto?Boh. Se la nuova medicina non mi sembrerà una buona soluzione,proverò col bicarbonato di sodio del dottor Simoncini,poi magari con l'aloe,o con la tisana essiac,o con qualunque altra cosa che sia utile per i tumori.Ma farmi aprire la pancia o fare la chemio mai e poi mai!Non mi affiderò mai a quegli assassini,è già tanto se mi hanno tenuto ricoverato alcuni giorni,solo perché ero troppo debole per andarmene,ma appena ho potuto ho firmato e sono uscito da quel luogo di tortura e morte che è l'ospedale. Il mio corpo guarirà anche da solo,se è destino,altrimenti vorrà dire che qualcuno aveva deciso così per me,e chi sono io per dire che non è giusto e che devo cambiare il corso del mio destino? Non credo che la mia situazione dipenda da un binario,il conflitto l'ho effettivamente e completamente risolto tempo fa,e la comparizione della malattia è avvenuta tempo dopo.Insomma,la malattia è legata a quel conflitto,ma adesso quel conflitto non esiste più e io stavo benissimo,non ci pensavo proprio più,ero completamente sereno e tranquillo,era tutto risolto bene.Per questo non mi so spiegare del tutto perché il tumore non sia guarito da solo,evidentemente per me è destino che vada così,non so cos'altro dire. ==Commento== Questo messaggio del 26 novembre 2006 è il suo settimo e ultimo post in questo forum, e si legge gia come un addio. Aldo mostra una fiducia quasi "cieca" verso la nuova medicina germanica, ed è convinto delle sue proprie forze di guarigione. Era la costruzione semplicistica (ed assoluta) delle ipotesi ("leggi") di Hamer che hanno forse impressionato il dilettante in medicina Aldo, ma forse anche le anedotti di pazienti curati con la nmg che lo hanno influenzato, e dei quali chiedeva informazioni, e che nessuno poteva dare. Aldo sembra di essere stato un aderente fedele alla NMG. Solo pocchi erano scioccati nel forum durante l'autunno del 2006. Chi ha dato il consiglio di trovare aiuto professionale ? Il 20 settembre ha capito che era affetto da cancro, non aveva dubbi, forse a causa della sua predisposizione genetica riportata dalla sua amica, una predisposizione tra l'altro che contradice chiaramente le ipotesi hameriane, perche non appaiano nei testi della NM e non sono compattibili con una psicogenesi del cancro nel senso della NMG. Rifiutava le cure convenzionali, di consequenza: la sua morte non è da attribuire all' uso della morfina o alla "medicina scolastica ufficiale". Secondo la NMG Aldo farebbe parte della minorità dei 2% che non sopravivono il cancro seguendo la strada terapeutica indicata da Hamer, con la sua presunta "soluzione di conflitti" della quale parla. Il 2 ottobre appaiano dubbi dopo aver letto un testo di [[Tullio Simoncini]] (un medico italiano radiato dall' ordine dei medici e condannato per omicidio colposo e truffa [http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067083,00.html], che fa affermazioni critiche verso la NMG, e che invece pensa in una origine infettiva del cancro da candida albicans con la sua cura primitiva di bicarbonato del cancro. Sembra essere affascinato da questa altra idea semplicitica che sembra affiancarsi alle vecchie, sorpassate e confutate idee di un pleomorfismo di Antoine Bechamp e Günther Enderlein. Hamer invece vede in microbi (che Aldo associa con il fungo candida a.) alleati del uomo nel caso di cancro, una contradizione che Aldo non riesce a risolvere, le contradizioni lo irritano apparentemente. Sembra lasciarsi impressionare da diagramme e immagini. Il 24 novembre ci racconta di un peggioramente (aderenti parleranno forse della fase "di soluzione"), chiede conferme delle presunte guarigioni di altri pazienti che hanno seguito Hamer. Secondo Aldo, l'associazione ALBA gli manda una email assurda quando chiede aiuto. L'ultimo posting è da considerare un addio allo forum. Afferma di non essere stato curato da un medico orientato verso la NMG, sembra reagire a una sollecitazione (...Per rispondere ad alcuni che me l'anno chiesto...). Nelle sue ultime frasi parla di un suo ''destino". Ma: quale era il suo destino ? I tempi nei quali si pensava a destini nel caso di malattie sono passate, siamo responsabili anche noi per la nostra salute, nel nostro interesse e nel interesse della persone che sono vicine a noi e ai quali mancheremo un giorno. La malattia di Aldo era probabilmente la poliposi adenomatosa familiare (PAF), che determina quasi in 100% dei casi tumori intestinali e possibili metastasi. <ref>http://www.istge.it/ricerca/servizi/ce_tu/cen_poli/malattia.htm</ref> {{OtherLang|ge=Opfer_der_Germanischen_Neuen_Medizin#2006:_Aldo_aus_Bergamo_.28Italien.29|en=Victims_of_New_Medicine#2006:_Still_unidentified_man_called_Aldo_.28Italy.29|fr=Victimes_de_la_Nouvelle_Médecine_Germanique#2006:_Aldo_de_Bergame_.28Italie.29|it=Caso_Aldo}} ==Riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] b661f2d86a6e14106e312416a8dc179d05e1200a Template:OtherLang 10 124 332 219 2011-05-17T21:30:42Z EsoTypo 3 Uppercase header wikitext text/x-wiki <onlyinclude><includeonly><h2>Questo articolo in altre lingue</h2>{{#if:{{{en|}}}|*English: [{{SERVER}}/en/index.php?title={{urlencode:{{{en}}}}} {{{en}}}]|}}{{#if:{{{es|}}}|*Espanol: *[{{SERVER}}/es/index.php?title={{urlencode:{{{es}}}}} {{{es}}}]|}}{{#if:{{{fr|}}}|*Français: [{{SERVER}}/fr/index.php?title={{urlencode:{{{fr}}}}} {{{fr}}}]|}}{{#if:{{{ge|}}}|*Deutsch: [{{SERVER}}/ge/index.php?title={{urlencode:{{{ge}}}}} {{{ge}}}]|}}<!-- {{#if:{{{it|}}}|*Italiano: [{{SERVER}}/it/index.php?title={{urlencode:{{{it}}}}} {{{it}}}]|}} -->{{#if:{{{nl|}}}|*Nederlands: [{{SERVER}}/nl/index.php?title={{urlencode:{{{nl}}}}} {{{nl}}}]|}}{{#if:{{{pl|}}}|*Polski: [{{SERVER}}/pl/index.php?title={{urlencode:{{{pl}}}}} {{{pl}}}]|}}</includeonly></onlyinclude><noinclude>{{{{SUBJECTPAGENAME}}/Doku}}</noinclude> f518f87a95a56b262abe7654a74b5d386e982d42 Duplicati e successori della Nuova Medicina 0 118 333 151 2011-05-17T21:36:44Z EsoTypo 3 OL wikitext text/x-wiki Esistono diverse ''copie'' o addirittura ''cloni'' della NMG: ==[[ALBA]] Associazione Leggi Biologiche Applicate (Italia)== ALBA e' un'organizzazione privata creata nel 2003 che rappresenta una parte degli aderenti alla Nuova Medicina Germanica in Italia e incentiva la divulgazione delle teorie del suo inventore Ryke Geerd Hamer. Permette inoltre di mettere in contatto gli aderenti alla NMG con la ditta Secondo Natura Srl, con sede a Aulla, che vende libri e corsi relativi alla NMG. Secondo voci non confermate il presidente attuale Marco Pfister sarebbe uno dei proprietari della Secondo Natura Srl. ALBA non è riconosciuta dal inventore della NMG, Hamer. dettagli: [[ALBA]]. ==Gruppo attorno a Daniela Carini, detto anche ''di Loreto'' (Italia)== Un gruppo italiano autonomo da ALBA che continua ad orientarsi strettamente secondo la dottrina hameriana, e che si basa su cosidetti ''gruppi di studio''. ==GABNM (Germania)== GABNM sta per ''Gesellschaft für angewandte biologische neue Medizin'' (societa' per la nuova medicina biologica) ed è una associazione tedesca nata nel 2007 attorno ad alcuni Heilpraktiker (naturopati) e sostenitori della nuova medicina. Si sono dissociati dal ''maestro'' Hamer e non sono accetati da lui. ==Metamedicina== La metamedicina (si può incontrare sopratutto negli ambienti della setta di scientology e sembra diffondersi soprattutto negli Stati Uniti) che non incorpora le asserzioni politiche e antisemitiche di Hamer, non mostra il "culto della persona" Hamer (che in altri ambienti fa pensare al culto verso un Kim Jong Il nord-coreano), non elenca una lista di terapeuti di metamedicina in internet (un elenco venne cancellato nel dopo alcune querele) e tenta di stare a distanza dalla NMG, basandosi però su questa dal punto di vista dei contenuti. Sulle pagine web in lingua inglese viene anche nominato Hamer. Un suo rappresentante tedesco di nome Schwenk, dichiara: "[...]il nome scelto da Hamer apporta molta energia negativa, per questo ne abbiamo scelto un altro[...]"<ref>http://www.bkz-online.de/modules/news/article.php?storyid=279537 (rif 148)</ref>. In realtà si aggiunge a questa problematica il fatto del marchio registrato ''Nuova Medicina Germanica'' che impedisce qualunque tipo di commercializzazione sotto il nome NMG. Secondo Hamer, la metamedicina sarebbe un'"associazione di ladri". ==Associazione "Menschen gegen Krebs" (MGK uomini contro il cancro)== A capo di quest'associazione si trova l'infermiere L.H. il quale fa riferimento a concetti della Nuova Medicina offrendo cure alternative in una sua clinica privata dove, secondo racconti di pazienti, bisogna sostenere un esame per essere accettati. ==Medicina biologica di [[Samorindo Peci]]== In Italia è da notare la Medicina Biologica del naturopata e medico italiano Samorindo Peci (che sembra nel frattempo aver preso le distanze da Hamer). ==Sintassi pansemiotica== ==Biologie Totale des Etres Vivants (BTEV)== Dell'ex-medico francese Claude Sabbah. ==Altri metodi conosciuti in Francia== La bio-psycho-genealogie, la memoire cellulaire, la biotherapie, decodage symbolique des dents e la pansemiotique. Un'altra teoria che in parte si basa sulle ipotesi di Hamer è quella del francese J.C. Badard con la sua Bio-psicosomatica. ==Altri metodi conosciuti in Germania== La "Synergetik-Therapie" (terapia sinergetica) dell'ingegnere ed ex-ufficiale della polizia federale tedesca, Bernd Joschko. ==Altri metodi conosciuti nel mondo== In Argentina è apparsa negli anni '90 la "Medicina Psicobiologica" della Asociaciacion Argentina de Medicina Psicobiologica (AAMEPSI) che fa riferimento a Hamer ed a Bert Hellinger ed aggiunge una sesta legge "Sexta ley" alle 5 di Hamer <ref>*http://www.aamepsi.com.ar/index.cgi?wid_seccion=1&wid_item=2 (presentacion medicina psicobiologica) *http://www.aamepsi.com.ar/index.cgi?wid_seccion=3&wid_item=51 (la sexta ley)(rif 162)</ref>, che sarebbe addiritura da considerare "un homenaje al Dr Hamer". {{OtherLang|ge=Plagiate und Nachahmer der Germanischen Neuen Medizin|it=Duplicati e successori della Nuova Medicina}} ==Riferimenti== <references/> [[category:Nuova Medicina Germanica]] fad0dc2d4fe1c7ea128ca224a9a3282f0573b20e File:Coldstream Park Office Park.jpg 6 170 335 2011-05-17T21:39:22Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rf 14012011 8.jpg 6 171 337 2011-05-18T17:34:05Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rf 14012011 9.jpg 6 172 338 2011-05-18T17:35:17Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rf 14012011 6.jpg 6 173 339 2011-05-18T17:35:55Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF 14012011 3.jpg 6 174 342 2011-05-18T17:43:09Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Petrol dragon airuno.jpg 6 175 348 2011-05-24T12:45:13Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Leonardo Miami.jpg 6 176 352 2011-05-24T12:52:36Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Leonardo Miami2.jpg 6 177 353 2011-05-24T12:52:55Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Leonardo Miami4.jpg 6 178 354 2011-05-24T12:53:17Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi 0 126 355 351 2011-05-24T12:53:59Z Particella gamma 4 /* Leonardo Technologies Inc. */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condomino con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 69a3c428a8763cec759b80db07860b36083a806d 356 355 2011-05-24T12:55:04Z Particella gamma 4 /* EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] e9206ff01a1d764e87bc4f5d04dc8247bbab957e 357 356 2011-05-24T12:55:44Z Particella gamma 4 /* AmpEnergo */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 9bdf2df17b6e59c1f8b2ebc55d7d40745e9e070d 358 357 2011-05-24T12:58:49Z Particella gamma 4 /* AmpEnergo */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentata (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 3e107e9c454b6005ba2cca2ae52755c7b05db21e 359 358 2011-05-24T12:59:40Z Particella gamma 4 /* AmpEnergo */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] a8f1034c271b9d95f55962a5c4d9ff4f014d9eb2 360 359 2011-05-26T20:20:42Z Particella gamma 4 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] c63833d788014cbc1c8c2b278ef19c8fc76ff98d 362 360 2011-05-31T21:33:16Z Rdfg 5 /* attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 5c5542b740d3af79006545ae2740a7b74c3aae3a 363 362 2011-05-31T21:33:56Z Rdfg 5 /* letteratura ed articoli */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. 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(inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 7bf7022d62236b04148a83982eab1f7cb760f3b4 364 363 2011-05-31T21:34:46Z Rdfg 5 /* il catalizzatore misterioso */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==la presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 84358f850f10b09df36b25afd156bb82b7f9666a 365 364 2011-05-31T21:35:13Z Rdfg 5 /* la presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] db361e0b814b75d918cd268a72347ff04f1c4349 366 365 2011-05-31T22:46:15Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese Mats Lewan (Nyteknik)|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 706fe0b207fd671f56bc1be829e585ddc76a2876 368 366 2011-06-01T12:20:51Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese Mats Lewan (Nyteknik)|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 07e0691d24185a07e5dc67cf81dba314fddd3942 369 368 2011-06-01T12:21:31Z Particella gamma 4 /* Articoli di giornali */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese Mats Lewan (Nyteknik)|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 17ceb10dc3a673eb45dd2c806c914cfd54129587 370 369 2011-06-01T12:25:35Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] d3e498a06b90b8fa377b56ef6ebacfdd36298d33 372 370 2011-06-01T12:27:25Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare „catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> 1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 40d92848e66cb49fbf394dda6fbd275c7f233117 373 372 2011-06-01T12:39:31Z Particella gamma 4 /* Tentativi di replica */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata. <ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern e` conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed e` il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] b8b87a807076a7effadc84d2f0140b0bc1302fd2 374 373 2011-06-01T12:40:11Z Particella gamma 4 /* Tentativi di replica */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern e` conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed e` il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 4009e741daacc6454bcd98f47435e4740d5b5f19 375 374 2011-06-01T12:43:04Z Particella gamma 4 /* Tentativi di replica */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 5fd9bc31f23ec0fc1f072892d3dce19e838a2b17 376 375 2011-06-01T13:09:58Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 2ebc6ebc7964decbe9390b3343c69325f6175a3d 378 376 2011-06-01T13:22:46Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion pÃ¥ italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 709d563c1e587682f8cc4ff0df1a0afd6232f448 381 378 2011-06-01T13:28:14Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska''. Aprile 2011, svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 308fe93ac8e17b94731085c8257a342a333f35dc 382 381 2011-06-01T13:28:57Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] d81cd7426918cd743a62705b1708a50118179954 383 382 2011-06-01T20:42:30Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 0a2d8f47faa4e2cea74ea4c2275845c09df11dc6 384 383 2011-06-18T11:44:31Z Particella gamma 4 /* Analisi di campioni del carburante nickel */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazion del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 8050291054f336b93b0314a639f957bba8ad045d 388 384 2011-06-18T11:51:00Z Particella gamma 4 /* Dimostrazion del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 7133de71e638d2ab9ce3e59ed6ebdef74939342b 389 388 2011-06-18T11:58:02Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% e invisibile. Vapore "bianco" e invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensata. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. 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(inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] fc7f17f803a9484e086202abb31766d6f26d5fc6 390 389 2011-06-18T11:59:14Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% e invisibile. Vapore "bianco" e invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensata. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation'' ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] f5ad289350ab19525f797671f0cd057bf3149270 391 390 2011-06-18T12:06:55Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% e invisibile. Vapore "bianco" e invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensata. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza del vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 438d411652867692a80f06e6e74d9b85a5e8d19a 392 391 2011-06-18T12:13:12Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% e invisibile. Vapore "bianco" e invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensata. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza del vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagi in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo", che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato e anzi ricattato Levi e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 51fb3fe2e27d8c3873d1d16199544c7a78761792 393 392 2011-06-18T12:25:12Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% e invisibile. Vapore "bianco" e invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensata. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza del vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagi in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo", che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato e anzi ricattato Levi e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagi pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna . Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained. First of all the story about the steam. As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you: 1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry. When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME. 2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS. As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way. So our analysis and our calculation is correct. Because you: Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date, I Will not Send You Any Other information. Regards, Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] b5b8fc1959cd30b3447647551bbb806ec36017a8 394 393 2011-06-18T12:27:11Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% e invisibile. Vapore "bianco" e invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensata. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza del vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagi in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo", che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato e anzi ricattato Levi e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagi pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] d935eedbaadc219003ad53959daeb9397391dd8e 395 394 2011-06-18T12:29:44Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato tramite due cavi alla "control box". Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% e invisibile. Vapore "bianco" e invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensata. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza del vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo", che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato e anzi ricattato Levi e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] c12b4a29a085adaa99c13fecb31922451aca5ac5 396 395 2011-06-18T12:34:18Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 16 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo", che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 318d02cfa3351863b885398bbd4884649cb5cc0b 397 396 2011-06-20T19:19:30Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 16 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazion"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] f628775237ba5d98cd93b6719ca13555e53ecf94 398 397 2011-06-20T19:20:32Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura e umidità. Questa HP474AC non si vede nel video. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 88c40548c0aad3b1a531573e49122ee69b8bfde9 399 398 2011-06-20T19:25:00Z Particella gamma 4 /* La presentazione del 14 gennaio 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. „radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] cc54295204e93bfb0326807efe8e3c42cb9be6f6 400 399 2011-06-20T19:29:14Z Particella gamma 4 /* Accoglienza, eco dei media e critiche */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 3d0bcb0c0b6be7972f0de4705110ee85bfda074d 401 400 2011-06-20T23:07:01Z Particella gamma 4 /* Video */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] f6c61bd24b100e6d2a5c40162a52d0be3f2709ff 402 401 2011-06-20T23:12:49Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (imagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (imagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (imagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (imagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (imagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 3c121d72ee789f1ed028c626c6dc497701606da1 File:RF 14012011 tp2.jpg 6 179 361 2011-05-26T20:21:13Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Mats Lewan.jpg 6 180 367 2011-05-31T22:46:49Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Rossi technomago.jpg 6 181 371 2011-06-01T12:26:22Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Daniele Passerini.jpg 6 182 377 2011-06-01T13:11:13Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 380 377 2011-06-01T13:25:45Z Particella gamma 4 ha caricato una nuova versione di "[[File:Daniele Passerini.jpg]]" wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Focardi oggi.jpg 6 183 379 2011-06-01T13:23:29Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF14062011Strom.jpg 6 184 385 2011-06-18T11:45:09Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF14062011 1.jpg 6 185 386 2011-06-18T11:45:42Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Krivit Rossi2.jpg 6 186 387 2011-06-18T11:46:05Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF14062011 Pumpe2.jpg 6 187 403 2011-06-20T23:13:51Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi 0 126 404 402 2011-06-20T23:17:00Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 757aca32eb828fd54e94d35fdb8d44413066233f 405 404 2011-06-20T23:42:51Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stat 100,1 gradi. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitator Steven Krivit, si sente che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. 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(inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 7517aa6ddc043c81f11bc4bc4224d833ff88f2e6 406 405 2011-06-20T23:44:22Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitator Steven Krivit, si sente che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 9a1486a3b9c325617150f2697348692ed8be2690 407 406 2011-06-20T23:46:21Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 46b2f51f9b42422a969ca5f75d4e7cd53b1c7b45 408 407 2011-06-20T23:48:44Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. 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(inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 16aa53f3d6dd3517baa2f73844cc059d44512a8d 410 408 2011-06-20T23:54:11Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 94dedf1b7ad5f44fce20a1011ef6c1b2c60d0305 412 410 2011-06-20T23:55:52Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 86968cea57356b52bd1f2cc33dea218e461aa4b0 413 412 2011-06-20T23:58:51Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 4673b6a5ff7923a03b272df83070209317a6e69c 415 413 2011-06-21T00:00:11Z Particella gamma 4 /* Il presunto principio di funzionamento */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] d9b7a0ddb395b5859b769f1c5c9bed3c54f1657f 416 415 2011-06-21T00:02:47Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza 5 kW. Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] f8eb43695ffc40a1565cc030628847101d609e4f 417 416 2011-06-21T00:05:40Z Particella gamma 4 /* Dimostrazione del 14 giugno 2011 */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] bd40946d3b87f02dffcdfe7cec14a404dde7242e 418 417 2011-07-02T13:05:20Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Energy" o "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (Rossi la chiama in modo diverso secondo il caso) posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Gli investitori della Defkalion sono anonimi, secondo indicazioni della ditta sarebbero greci e della regione medio-orientale. Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel (probabilmente presidente / CEO). Aurel è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 47de7166dfb3cf12efc63b3242ac6b2cde7922ce 421 418 2011-07-02T13:16:01Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Del gruppo dirigente si conosce un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Il vicepresidente è Christos Stremmenos, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 9de796cd8fa4435ec0d9a261bef29b46c115ab6c 422 421 2011-07-02T13:21:23Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Presidente della Defkalion è un George Sortikos. Uno dei vicepresidenti è Christos Stremmenos (nato 1932, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. La persona piu importante della defkalion sembra essere Alexandros Xanthoulis (nato 1954), che rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. cipriota. Da notare anche un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. <ref>*Sortikos George (nato 1942) Präsident. (Architekt und ehemaliger Präsident der "Ω Βank" und Inhaber der Firma Oxymachon) *Alexandros Xanthoulis (geb. 1954), Vizepräsident. Xanthoulis vertritt auch die zypriotische Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. *Christos Stremmenos (geb. 1932), Vizepräsident (ehemaliger Professor an der Universität Bologna und ehemaliger griechischer Botschafter in Italien) *George Xanthoulis (geb. 1987), Sohn von Alexandros Xanthoulis *David Christian Aurel (geb. 1969), Managing Director. Aurel ist auch CEO der Invest Bank Montenegro. *John Chadjichristos (geb. 1958), Unternehmensberater *Andreas Meidanis (geb. 1953), Industrieller *Muafak Sauachni (geb. 1961), israelischer Arzt *Andreas Drugas (geb. 1945), Unternehmensberater *Symeon Tsalikoglou, portavoce</ref> Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] c998d5740e319584b326398e5431882d2e5fdc05 423 422 2011-07-02T13:24:48Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|left|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Presidente della Defkalion è un George Sortikos. Uno dei vicepresidenti è Christos Stremmenos (nato 1932, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. La persona piu importante della defkalion sembra essere Alexandros Xanthoulis (nato 1954), che rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. cipriota. Da notare anche un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. <ref>*Sortikos George (nato 1942) presidente. (Architetto e vecchio presidente della "Ω Βank" e proprietario della ditta Oxymachon)<br> *Alexandros Xanthoulis (nato 1954), vicepresidente. Xanthoulis rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. di Limassol (Cipro)<br> *Christos Stremmenos (nato 1932), vicepresidente e professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia.<br> *George Xanthoulis (geb. 1987), Sohn von Alexandros Xanthoulis *David Christian Aurel (geb. 1969), Managing Director. Aurel ist auch CEO der Invest Bank Montenegro. *John Chadjichristos (geb. 1958), Unternehmensberater *Andreas Meidanis (geb. 1953), Industrieller *Muafak Sauachni (geb. 1961), israelischer Arzt *Andreas Drugas (geb. 1945), Unternehmensberater *Symeon Tsalikoglou, portavoce</ref> Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 9d1caf5ca55bdb3fa48dd18279cd8f8930614420 424 423 2011-07-02T13:27:52Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|left|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Presidente della Defkalion è un George Sortikos. Uno dei vicepresidenti è Christos Stremmenos (nato 1932, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. La persona piu importante della defkalion sembra essere Alexandros Xanthoulis (nato 1954), che rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. cipriota. Da notare anche un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile del domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. <ref>*Sortikos George (nato 1942) presidente. (Architetto e vecchio presidente della "Ω Βank" e proprietario della ditta Oxymachon)<br> *Alexandros Xanthoulis (nato 1954), vicepresidente. Xanthoulis rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. di Limassol (Cipro)<br> *Christos Stremmenos (nato 1932), vicepresidente e professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia.<br> *George Xanthoulis (nato 1987), figlio di Alexandros Xanthoulis *David Christian Aurel (nato 1969), Managing Director. Aurel ist auch CEO der Invest Bank Montenegro. *John Chadjichristos (nato 1958), consulente *Andreas Meidanis (nato 1953), industriale *Muafak Sauachni (nato 1961), medico israeliano *Andreas Drugas (nato 1945), consulente *Symeon Tsalikoglou, portavoce</ref> Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 0ca76bfbd3853383adaf53f0d54cdb8dc2fb316e 425 424 2011-07-02T13:29:14Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|left|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Presidente della Defkalion è un George Sortikos. Uno dei vicepresidenti è Christos Stremmenos (nato 1932, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. La persona piu importante della defkalion sembra essere Alexandros Xanthoulis (nato 1954), che rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. cipriota. Da notare anche un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile della domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. <ref>*Sortikos George (nato 1942) presidente. (Architetto e vecchio presidente della "Ω Βank" e proprietario della ditta Oxymachon)<br> *Alexandros Xanthoulis (nato 1954), vicepresidente. Xanthoulis rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. di Limassol (Cipro)<br> *Christos Stremmenos (nato 1932), vicepresidente e professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia.<br> *George Xanthoulis (nato 1987), figlio di Alexandros Xanthoulis *David Christian Aurel (nato 1969), Managing Director, anche CEO della Invest Bank Montenegro *John Chadjichristos (nato 1958), consulente *Andreas Meidanis (nato 1953), industriale *Muafak Sauachni (nato 1961), medico israeliano *Andreas Drugas (nato 1945), consulente *Symeon Tsalikoglou, portavoce</ref> Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 7d27c25034e4358385bc92d3f3bc9f1794263188 426 425 2011-07-02T13:42:59Z Particella gamma 4 /* Defkalion Green Technologies */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|l'uomo forte Alexandros Xanthoulis|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|left|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Come presidente della Defkalion viene indicato un George Sortikos. Uno dei vicepresidenti è Christos Stremmenos, nato 1932, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. La persona piu importante della Defkalion sembra essere Alexandros Xanthoulis (nato 1954), che rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. cipriota. Da notare anche un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile della domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. <ref>*Sortikos George (nato 1942) presidente. (Architetto e vecchio presidente della "Ω Βank" e proprietario della ditta Oxymachon)<br> *Alexandros Xanthoulis (nato 1954), vicepresidente. Xanthoulis rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. di Limassol (Cipro)<br> *Christos Stremmenos (nato 1932), vicepresidente e professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia.<br> *George Xanthoulis (nato 1987), figlio di Alexandros Xanthoulis *David Christian Aurel (nato 1969), Managing Director, anche CEO della Invest Bank Montenegro *John Chadjichristos (nato 1958), consulente *Andreas Meidanis (nato 1953), industriale *Muafak Sauachni (nato 1961), medico israeliano *Andreas Drugas (nato 1945), consulente *Symeon Tsalikoglou, portavoce</ref> Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 732e1000601604917a66a2fd2ec5142b6a72195b 428 426 2011-08-01T08:35:12Z Particella gamma 4 /* Weblinks */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|l'uomo forte Alexandros Xanthoulis|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|left|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Come presidente della Defkalion viene indicato un George Sortikos. Uno dei vicepresidenti è Christos Stremmenos, nato 1932, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. La persona piu importante della Defkalion sembra essere Alexandros Xanthoulis (nato 1954), che rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. cipriota. Da notare anche un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile della domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. <ref>*Sortikos George (nato 1942) presidente. (Architetto e vecchio presidente della "Ω Βank" e proprietario della ditta Oxymachon)<br> *Alexandros Xanthoulis (nato 1954), vicepresidente. Xanthoulis rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. di Limassol (Cipro)<br> *Christos Stremmenos (nato 1932), vicepresidente e professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia.<br> *George Xanthoulis (nato 1987), figlio di Alexandros Xanthoulis *David Christian Aurel (nato 1969), Managing Director, anche CEO della Invest Bank Montenegro *John Chadjichristos (nato 1958), consulente *Andreas Meidanis (nato 1953), industriale *Muafak Sauachni (nato 1961), medico israeliano *Andreas Drugas (nato 1945), consulente *Symeon Tsalikoglou, portavoce</ref> Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml *http://www.giornalettismo.com/archives/134949/la-fusione-fredda-realta-o-scienza-patologica/ ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] eaa1a75fb8fb6dc182ae23c00e028b5fb8fc96a1 429 428 2011-08-01T08:35:44Z Particella gamma 4 /* Weblinks */ wikitext text/x-wiki [[image:Rossi_Focardi.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: "La Repubblica"). Al primo piano si vede la pompa (gialla) del tipo "LMI P18"|thumb]] [[image:Rossi_Focardi3.jpg|Andrea Rossi e Sergio Focardi (immagine: Rainews)|300px|thumb]] Il '''catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi''' (detto anche ''Rossi energy amplifier'' o E-Cat) è un presunto reattore compatto che, secondo gli inventori, permetterebbe una cosiddetta [[fusione fredda]] tra microcristalli di nickel e idrogeno, con produzione di rame e una grande quantità di energia. Il giornale italiano "Il fatto quotidiano" del 15 aprile 2011 (inserto Saturno) lo definisce anzi "reattore da tavolo". Gli inventori prevedono una prima commercializzazione dello E-Cat per uso industriale entro la fine del 2011. Secondo loro, il catalizzatore di energia sarebbe in grado di fornire circa da 5 ÷ 15 kW (termici) con un'alimentazione contemporanea di solo 300 ÷ 1500 W (elettrici) scopo iniziale di riscaldamento. Secondo indicazioni degli inventori, l'imprenditore e presunto ingegnere (vedi sotto) Andrea Rossi e il professore emerito dell'Università di Bologna Sergio Focardi, la presunta fusione nucleare sarebbe accompagnata da radiazione ionizzante. Però, fino ad oggi una tale radiazione (raggi gamma, beta/beta+, neutroni) non è stata misurata all'esterno del reattore. Rossi e Focardi non sono i primi a rivendicare di poter realizzare una fusione fredda tra nickel e idrogeno. Tali fusioni derivano in principio da esperimenti contestati e pubblicati nel 1989 dai ricercatori Stanley Pons e Martin Fleischmann, che però non risultarono ripetibili. Rossi si riferisce esplicitamente ad essi. Gli inventori hanno organizzato diverse presentazioni pubbliche della loro invenzione tra gennaio e marzo 2011; esse però sono affette da difetti di metodo sperimentale e lasciano seri dubbi a proposito del principio di funzionamento. Tale principio, inoltre, non sarebbe stato capito dagli stessi inventori, che però sostengono che si tratterebbe di una reazione di fusione nucleare a bassa temperatura ("fusione fredda"). Se si crede a quanto riportato dalla rivista greca "Investors World" del marzo 2011, l'E-Cat sarebbe al centro di un investimento dell'ordine di 200 milioni di euro. In aprile 2011 l'inventore Rossi dichiarava di avere realizzato un contratto con un "grande cliente nordamericano" che non voleva nominare. L'inventore vero e proprio del principio di una possibile fusione tra nickel e idrogeno "a bassa temperatura" fu nel 1989 il biofisico italiano Francesco Piantelli, che riuscì a ottenere un brevetto per tale reazione.<ref>Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion''. Patent EP 0767962 B1, 1995. [ https://data.epo.org/publication-server/pdf-document?PN=EP0767962%20EP%200767962&iDocId=4823352&iepatch=.pdf ]</ref><ref>WO 2010058288 A1: METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27. Erfinder: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO</ref> Rossi, che tenta ugualmente di ottenere un brevetto per questo principio, non accetta la priorità di Piantelli e l'uguaglianza dei principi. Rossi: :''..''"My process has nothing to do with the process of Piantelli. The proof is that I am making operating reactors, he is not."'' (il mio processo non ha niente a che fare con quello di Piantelli. La prova è che io realizzo reattori funzionanti, lui no). Alcuni aspetti del principio somigliano anche a descrizioni fatte dal fisico giapponese Yoshiaki Arata nel suo brevetto del luglio 2005. (vedi sotto) Letteratura scientifica citabile a proposito del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi o del presunto principio di funzionamento non esiste allo stato attuale (aprile 2011). Attualmente (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi di replicare l'invenzione descritta da Rossi e Focardi da parte di persone o gruppi esterni. Due repliche da parte neutrale di realizzare una "fusione fredda" tra nickel e idrogeno, secondo quanto riferito dal biofisico italiano di Siena Francesco Piantelli, non furono coronate da successo. ==Il presunto principio di funzionamento== [[image:Ecat3.jpg|controllo della potenza di riscaldamento e interruttore principale|left|thumb]] [[image:FAE3.jpg|Andrea Rossi e il reattore (presentazione del 14 gennaio 2011, immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|350px|thumb]] [[image:Ecat4.jpg|controllo della potenza di riscaldamento: 0 a 9|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat2.jpg|alcuni "E-Cat" senza schermatura di piombo e senza isolazione termica. immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:Ecat5.jpg|controllo della potenza|left|thumb]] [[image:Rossi_Ecat.jpg|il „reattore visto dall'esterno, senza schermatura di piombo e senza isolamento termico. Di sotto si vede la resistenza di riscaldamento (in questo caso: 300W), sopra si vede l'ingresso del gas idrogeno, a sinistra e a destra il tubo per l'acqua di raffredamento. Immagine: Giuseppe Levi|350px|thumb]] [[image:RF_control_box.jpg|la control box|300px|left|thumb]] [[image:Hydrogen.jpg|la pressione del idrogeno|left|thumb]] [[image:Heizmanschette.jpg|una tipica resistenza di riscaldamento trovabile sul mercato|thumb]] [[image:Rossi6.jpg|Asserzioni pubbliche fatte da Andrea Rossi a proposito di un possibile arricchimento isotopico del nickel a basso costo che sarebbe necessario (screenshot del 11 aprile 2011 nel suo blog "journal of nuclear physics")|350px|thumb]] Tutte le informazioni che si hanno a disposizione del catalizzatore di energia di Rossi e Focardi provengono dagli inventori stessi, dal loro blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), dalla richiesta di un brevetto di Andrea Rossi, da video su YouTube, da pochi articoli di giornali non scientifici e da commenti fatti da parte di osservatori competenti. Si aggiungono numerose discussioni tra osservatori su internet internazionale (sopratutto italiani, svedesi, nord-americani) E' risultata mancante un'accettazione delle rivendicazioni clamorose da parte di enti o associazioni di esperti del settore, sebbene l'ambiente internazionale pro-fusione fredda veda negli esperimenti di Rossi e Focardi la prova definitiva della realizzabilità (aspettata da anni) del principio di una fusione nucleare a bassa temperatura. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (''A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv.''.) è fallito. Secondo Sergio Focardi, Rossi avrebbe creato il suo blog "Journal of Nuclear Physics" per poter pubblicare in modo libero e indisturbato sul tema. Le ditte di Rossi, EON Srl e la "Leonardocorp.", attualmente non forniscono informazioni utili. Secondo le informazioni a disposizione che sono in parte contraddittorie e lacunose, il catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi realizzerebbe da "reattore da tavolo" una fusione nucleare di una polvere del metallo nickel con gas idrogeno sotto pressione con formazione di rame e calore. Secondo Focardi si formerebbe anche un po' di elio.<ref>S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "''Large excess heat production in Ni-H systems''". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998</ref> Tutto questo in presenza di un catalizzatore segreto. Secondo le affermazioni fatte, tale reattore sarebbe anzi in grado di liberare fino a 130 kW termici fornendogli contemporaneamente da 80 a 1500 W per riscaldarlo e per alimentare circuiti di controllo. Dopo un certo tempo di funzionamento, tale riscaldamento elettrico potrebbe anche essere disattivato. In questo caso il reattore continuerebbe a funzionare e a liberare calore solo sulla base della presunta fusione nucleare tra nickel e idrogeno. La reazione avviene in una piccolo camera di acciaio inossidabile, raffreddata da acqua. La reazione nucleare in questione non viene spiegata con precisione. Nella richiesta del brevetto, l'inventore Rossi parla dell' isotopo stabile 62Ni come uno dei reagenti e del rame 62Cu come prodotto (stabile) di fusione. Questo isotopo 62Ni è presente per il 3,6% nel nickel che si trova in natura e in commercio. In un modo poco preciso lo stesso inventore vuole usare un metodo poco costoso per un arricchimento isotopico del nickel, non precisando però per quale isotopo precisamente. I costi per un tale arricchimento ammonterebbero solo al 10% dei costi del nickel, spiega Rossi nel suo blog. In contraddizione palese con questa affermazione, Rossi concedeva a un fisico svedese un campione del suo "combustibile" nucleare. Un' analisi indipendente fatta in Svezia rivelò che si trattava di nickel con un rapporto isotopico del tutto naturale, senza segni di arricchimento. In verità, processi di arricchimento isotopico sono molto costosi. Secondo altre affermazioni degli inventori, si formerebbero invece due isotopi stabili del rame e il loro rapporto isotopico sarebbe diverso da quello naturale (1,6 invece di 2,24).<ref>Sergio Focardi in una email: ''[...] mostra l'esistenza di Cu (non presente inizialmente) i cui due isotopi stabili sono in un rapporto diverso da quello naturale [...]''</ref> Una tale fusione nucleare con formazione del metallo pesante rame necessiterebbe la presenza di enormi energie (temperatura e pressione) e avrebbe come conseguenza una fortissima radiazione gamma (Vernichtungsstrahlung) dall'interazione di positroni ed elettroni. (vedi [http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/]) Gli inventori parlano invece solo della presenza di una debole radiazione gamma che avrebbero misurato.<ref>Battaglia, L. Daddi, S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, P.G. Sona, S. Veronesi. "''Neutron emission in Ni-H Systems''". Nuovo Cimento 112A, pp. 921, 1999.</ref> Si tratterebbe di una radiazione corpuscolare beta+ (positroni, come nel caso del meglio conosciuto potassio K40) Per motivi di protezione, Gli E-Cat sono avvolti da uno strato di piombo con uno spessore di 2 cm. Però, nella richiesta di brevetto tale schermatura di piombo servirebbe anche per la produzione di calore, trasformando la radiazione in calore: :''The above mentioned coatings are so designed as to restrain all radiation emitted by the exothermal reaction and transform said radiation into thermal energy.'' (citazione dalla richiesta di brevetto) Secondo le indicazioni degli inventori, essi avrebbero usato inizialmente barre (bacchette) di nickel. Però, l'uso di una polvere di nickel con una grandezza "nanometrica" delle particelle sarebbe più vantaggiosa. Nella richiesta di brevetto si parla invece di particella con grandezza nell'ordine di 10 µm. (tali polveri sono in commercio da anni per circa 300 euro al kg. Vengono prodotti a livello industriale con un metodo elettrolitico in presenza di idrogeno e con elevate pressioni e temperature) Rossi indica la ditta milanese "Gerli Metalli"<ref>Powder nickel: Gerli Metalli--Milan</ref> come fornitore del suo nickel. Inoltre conoscerebbe un "oltre novantenne" (non rivela suo nome) che gli fornirebbe il materiale. Indispensabile per la presunta fusione nucleare sarebbe la presenza di un catalizzatore che non viene specificato, e che non viene descritto nella richiesta di brevetto. (I brevetti devono invece contenere al momento della formulazione della richiesta tutte le informazioni necessarie per realizzare l'invenzione. Nella sua richiesta, Rossi parla esplicitamente del suo catalizzatore segreto mettendo in pericolo il suo brevetto. Non parla invece di un arricchimento isotopico del combustibile nickel). In qualche modo il segreto di Rossi sarebbe una modificazione della polvere di nickel usata come combustibile. Su internet si trovano oramai elenchi di sostanze, che Rossi ha dichiarato non essere tale catalizzatore. Escludeva per esempio sostanze radioattive, NiO2 eccetera. (vedi forum Vortex-L) Altra condizione necessaria sarebbe una certa pressione minima del gas di idrogeno. Durante uno degli esperimenti, veniva usata una pressione stabile di 25 bar. In un'altra occasione si parlava di picchi di pressione di idrogeno che sarebbero necessari. La fusione inizierebbe solo a temperature al di sopra della temperatura ambiente. Vengono indicati valori tra 180 e 600 gradi C, raggiungibili tramite un riscaldamento elettrico. Su internet si trovano anche considerazioni a proposito di una eventuale presenza di elevati campi elettrici o magnetici, che sarebbero necessari. Nel suo blog (JONP) il metodo di Rossi e Focardi viene anche paragonato con la teoria degli cosidetti "Hydrino" del medico ed ingegnere americano Randell Mills (nato nel 1957). Da vent' anni circa, Mills ottiene finanziamenti a livello di milioni di dollari da investitori ai quali promette di poter ridurre l'energia dell' atomo di idrogeno al di sotto del suo stato fondamentale, schiacciandolo e riducendo il suo volume. Questo fenomeno (mai visto o rilevato scientificamente) porterebbe alla liberazione di energie (calore).<ref>[ http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=338 E. Stremmenos: Hydrogen/Nickel cold fusion probable mechanism. Journal of nuclear physics, 12.12.2010]</ref> Anche Mills aveva fatto esperimenti con nickel e idrogeno. Fino ad ora Mills non è in grado di offrire un sistema funzionante secondo la sua teoria. Secondo speculazioni di osservatori, anche reazioni chimiche (classiche) con composti di nickel potrebbero portare alla liberazione di calore. Per esempio si parlava del metodo fortemente esotermico dello "Sherritt-Gordon process"<ref>http://en.wikipedia.org/wiki/Cobalt_extraction_techniques#Recovery_from_nickel-cobalt_sulfide_concentrates_.28Sherritt_process.29</ref>. Oltre all'eventuale produzione di calore dovuta all'interazione idrogeno/nickel, si deve considerare anche il calore di assorbimento dell'idrogeno nel reticolo del nickel. Il nickel finemente diviso, per esempio il nickel Raney, può assorbire una notevole quantità di idrogeno. L'assorbimento è spontaneo e avviene con sviluppo di calore (entalpia di assorbimento negativa). L'idrogeno può essere allontanato per riscaldamento e sottoponendo a depressione la lega. Le combinazioni idrogeno/metallo sono considerate vere e proprie leghe, di cui si dispongono i diagrammi di stato. Molto noti sono i diagramma di stato Pd-H, Pd-D. ==Il catalizzatore misterioso== Secondo l'inventore Andrea Rossi, il successo delle sue reazioni di fusione nucleare sarebbe legata alla presenza di un catalizzatore, del quale non vuole rivelare le proprietà chimiche e/o fisiche. Non specifica il suo catalizzatore nemmeno nella sua richiesta di brevetto. Il metallo nickel è un catalizzatore ben conosciuto per catalizzare reazioni in chimica organica e viene usato a livello industriale (esempio: Idrogenazione di acidi grassi insaturi per produrre margarina). Per reazioni di fusione (o anche di fissione) studiate finora non sono conosciuti catalizzatori. C'è forse da notare che il premio nobel Hans Bethe aveva sviluppato la sua teoria (ciclo "Ciclo del carbonio-azoto" o di Bethe-Weizsäcker<ref> http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_del_carbonio-azoto</ref>) per reazioni di fusione che avvengono a temperature al di sopra di 14 milioni di gradi K e portano alla formazione di elio a partire da idrogeno. La probabilità una reazione avviene una volta in 10<sup>8</sup> anni. In questo caso azoto o carbonio potrebbero essere considerati come una sorta di "catalizzatore" per la fusione calda di idrogeno. Da osservatori furono avanzate diverse ipotesi a proposito del catalizzatore enigmatico. Rossi escludeva il Raney-nickel, anche se secondo voci due incendi nel suo laboratorio sarebbero da mettere in relazione all'uso dello Raney-nickel. Focardi da parte sua, dichiarava di non conoscere il "catalizzatore", ma avanzava l'ipotesi che non si tratterebbe di un elemento chimico ma piuttosto di un composto, che "catalizzerebbe" la dissociazione della molecola H2 in idrogeno atomico. (Una discussione concernente catalizzatori per tale scopo fu pubblicata nel 1999 da Romanowski<ref>S. Romanowski, W. M. Bartczak, R. WesoÅ‚kowski: ''Density Functional Calculations of the Hydrogen Adsorption on Transition Metals and Their Alloys. An Application to Catalysis'', (3.8.1999), Langmuir, 1999, 15 (18), pp 5773­5780 - DOI: 10.1021/la981339q [http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/la981339q]</ref>). Per impedire l' identificazione del suo catalizzatore, fu impedita la spettrometria di raggi gamma durante le sue dimostrazioni pubbliche a Bologna. ==Attivazione e arresto della fusione secondo Rossi e Focardi== Secondo le informazioni che vengono forniti dagli inventori, la presunta fusione dovrebbe avvenire quando la polvere di nickel in presenza di gas idrogeno supererebbe una certa temperatura, che però non viene specificata precisamente. Sergio Focardi: :''"the hydrogen is heated at a given temperature with a simple resistor. When the ignition temperature is reached, the energy production process starts: the hydrogen atoms penetrate into the nickel and transform it into copper."'' L'arresto della presunta fusione dovrebbe avvenire qualora le resistenze di riscaldamento non vengano più alimentate e l'apporto di idrogeno finisse (per esempio arrestando un'elettrolisi dell'acqua esterna per produrre idrogeno). Il fisico svedese Sven Kullander parla nel suo rapporto a proposito della dimostrazione del 29 marzo 2011 di un aumentato flusso dell'acqua di raffreddamento per arrestare tale fusione nucleare. Kullander aggiunge che il riscaldamento elettrico "stabilizzerebbe" la "fusione" ed aumenterebbe la sicurezza del sistema: :''"At the end of the horizontal section there is an auxiliary electric heater to initialize the burning and also to act as a safety if the heat evolution should get out of control."'' ==Successi asseriti== [[image:FAE1.jpg|Informazioni fornite dagli inventori a proposito dell' energia liberata dal loro Ecat<ref>S. Focardi, A. Rossi: ''A new energy source from nuclear fusion.'', journal og nuclear physics. [http://www.journal-of-nuclear-physics.com/files/Rossi-Focardi_paper.pdf]</ref>|400px|thumb]] Secondo le informazioni fornite da Focardi e Rossi, in passato essi sarebbero stati in grado di aumentare il calore liberato dal loro reattore. Focardi parlava di 40 o 50 W che in passato un reattore precursore dell'Ecat avrebbe fornito (esperimenti di Focardi con Francesco Piantelli). Rossi avrebbe avuto per primo l'idea di usare una polvere di nickel. Dopodiché avrebbero raggiunto valori fino a 130 kW. In modo aneddotico, Rossi spaccia da tempo la storia che un suo reattore avrebbe riscaldato per mesi la sede della sua EON srl. a Bondeno (prov. Di Ferrara) e che avrebbe anche usato il suo Ecat per produrre l'acqua calda a casa sua. Il presunto riscaldamento della sua ditta, e il presunto risparmio del 99% dei costi di riscaldamento viene anche ripetuto nella richiesta di brevetto di Rossi. Inoltre, reattori funzionerebbero già dal 2008 presso la sua ditta negli Stati Uniti ("Leonardo facility" New Hampshire). :''A practical embodiment of the inventive apparatus, installed on October&nbsp;16, 2007, is at present perfectly operating 24&nbsp;hours per day, and provides an amount of heat sufficient to heat the factory of the Company EON of via Carlo Ragazzi&nbsp;18, at Bondeno (Province of Ferrara)."'' ==Consumo e costi== Una sola bacchetta di nickel (o una confezione di polvere di nickel) basterebbe come una specie di combustibile per sei mesi (10 kW di potenza). Inoltre, il consumo di idrogeno sarebbe bassissimo. Dopo la prevista commercializzazione del loro Ecat, la ditta produttrice offrirebbe ai loro clienti la sostituzione del "carburante" sostituendo (riciclando) in toto il reattore, il cliente dunque, non dovrà sostituire lui stesso il combustibile. Durante il periodo di sei mesi, il consumo di un reattore da 10 kW ammonterebbe a 100 grammi di nickel e con costi di solo due euro.<ref>Nyteknik-Chat 12.03.2011, [ http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3124295.ece ]</ref> Un reattore costerebbe 2000 euro per kW istallati, dunque 20.000 per 10 kW. Durante un' intervista per il programma radio "Coast to Coast AM" (sopratutto conosciuto per la divulgazione di teorie del complotto e ipotesi a proposito della cosidetta "[[energia libera]]") Rossi dichiarava nel marzo 2011 che il prezzo per un reattore Ecat potrebbe scendere successivamente fino a 5000 Dollari. La sua mini-centrale prgettata da 1 MW (vicino a Atene) gli costerebbe 2 milioni di dollari.<ref>interview Andrea Rossi radio "Coast to Coast AM" del 23 marzo 2011 [http://www.coasttocoastam.com/article/rossi-cold-fusion-device]</ref> Secondo la rivista greca "Investors World" del marzo 2011, i reattori progettati potrebbero anche fornire energia elettrica, grazie a un "Inverter" che non viene spiegato con precisione. Per una produzione continua di una potenza di 20 kW (non si capisce se termici o elettrici) il cliente avrebbe da pagare costi di circa 1300 euro all'anno. La ditta greca "Defkalion Green Technologies" voleva garantire che tale energia prodotta sarebbe da considerare "energia rinnovabile", con vantaggi di legge.<ref>"talefta"[http://talefta.blogspot.com/2011/03/new-mainstream-coverage-of-e-cat-and.html]</ref><ref>[http://www.xanthipress.gr/eidiseis/politiki/6874-xynidis-ependysi-hyperion-xanthi-ydrogono-nikelio-paragogi-energeias-ergostasio-xanthi.html Articolo di "Investors World"]</ref><ref>"Investors World Article">Articolo nella rivista greca "Investors World" del 12 marzo 2011, pp 20-21</ref> ==Storia== [[image:RF_Ferrara.jpg|I primi esperimenti fatti da Rossi e Focardi a Bondeno (Ferrara). (immagine: S.Focardi/it paperblog, maggio 2011 [http://it.paperblog.com/la-fusione-fredda-e-tornata8230-371137/])|350px|thumb]] Già dal 1936 esistono rapporti su "anomalie" nei casi di assorbimento di idrogeno da parte del nickel metallico. Il 1989 era l'anno della pubblicazione di Fleischmann e Pons che credevano di aver trovato un metodo per realizzare una "fusione fredda" con palladio e deuterio. Nello stesso anno, il biofisico italiano Francesco Piantelli (Università di Siena) segnalava di aver osservato una produzione inspiegabile di calore trattando materiale organico con idrogeno in presenza del catalizzatore nickel. Parlava di temperature fino a 1450 gradi C. Le sue osservazioni furono riprese dalla stampa italiana (in qualche modo sensibilizzata dal tema "fusione fredda"). Più tardi, nel 1995, Piantelli faceva brevettare un metodo per la produzione di energia a base di nickel e idrogeno (primo brevetto Piantelli) e nello stesso anno ottenne un premio "Truffle Prize" durante un "Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals" ad Asti (Piemonte).<ref>"Truffle Prize", second Asti Workshop on Anomalies in Hydrogen / Deuterium Loaded Metals, 1995</ref> A partire da questa data si sono formati diversi gruppi di lavoro che studiano interazioni tra nickel e idrogeno (tramite elettrolisi o direttamente con gas di idrogeno e nickel). Il fisico italiano Sergio Focardi dell'Università di Bologna si dimostrò interessato al fenomeno e iniziò una collaborazione con Piantelli per analizzare il fenomeno. Dopo alcuni anni di ricerca era pronto un reattore sperimentale e il giorno 20 febbraio 1994, durante una conferenza stampa, i due presentarono il reattore al pubblico nell'Aula Magna dell'Università di Siena parlando di "Reazioni Nucleari a Bassa Energia" (inglese LENR) ed evitando di parlare di una fusione fredda. La denominazione fusione fredda non era più di moda nel 1994, perché si era visto nel frattempo che gli esperimenti di Fleischmann e Pons non erano riproducibili e molti gruppi di lavoro avevano abbandonato la ricerca nel settore della fusione fredda. Di nuovo, la stampa era interessata. Ma, come nel 1989, l'esperimento non venne pubblicato come articolo scientifico. Piantelli e Focardi parlavano della liberazione di 40 ÷ 50 W di potenza termica, in presenza di una potenza di riscaldamento dello stesso ordine. Usavano barre di nickel pretrattati in atmosfera di idrogeno. Fu usato un metodo di degasificazione iniziale, che doveva permettere all'idrogeno di penetrare più facilmente nel metallo. In Italia, l'industria si mostrò interessata e tentò un'applicazione commerciale nonostante i problemi legati al possibile rapporto energetico deludente tra energia di riscaldamento e quello in uscita. Infatti, Focardi ammetterà molto più tardi che non si vedeva una strada percorribile per usufruire dell'energia liberata. Tentando di trasformare tale energia in uscita in energia elettrica, il basso rendimento (forse 15%) non avrebbe permesso di alimentare il riscaldamento. Ditte italiane che si interessarono al fenomeno furono il consorzio T.E.S.C.A. (ditte Bulla, Bergomi, Foglia, Italkero e Ecosystem), la FIAT AVIO SpA e la ditta provita s.r.l.<ref> http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_16Cold_Fusion_Italy.pdf</ref> Nel 2007, Andrea Rossi avrebbe offerto un contratto di collaborazione a Rossi Sergio Focardi. ==La presentazione del 14 gennaio 2011== [[image:FAE4.jpg|Video dell'esperimento del 14 gennaio 2011 (immagine: [http://curiositybox.wordpress.com/2011/01/16/bologna-14111-cronaca-test-fusione-fredda-del-reattore-nichel-idrogeno-focardi-rossi/ Curiosity-Blog])|300px|left|thumb]] [[image:RF_14012011_3.jpg|curva della temperatura, mostrando due periodi (totale: 17 minuti) con una temperatura nelle vicinanze di 100 gradi C. (ricostruzione a partire da un video Youtube del esperimento. vedi sotto)|300px|thumb]] [[image:RF_14012011_tp2.jpg|sovraposizione della curva della temepratura e del sonsumo di energia elettrica di riscaldamento. Da notare un errore di circa 5 minuti. (Un diagramma piu preciso e' in lavoro)|300px|thumb]] [[image:RF_Dauer2.jpg|Screenshot del video|left|thumb]] [[image:Ecat_power.jpg|andamento temporale della potenza di riscaldamento (fonte: rapporto di G. Levi)|thumb]] [[image:RF_Thermometer.jpg|il termometro HP474AC (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:RF_Pumpe.jpg|la pompa "LMI P18" (immagine: www.physicsforums.com)|thumb]] [[image:Rf 14012011 6.jpg|calcolazione alternativa che non necessita l'intervento di una "energia da una fusione nucleare". (fonto: utente "Ascoli65" - forum "EnergeticAmbiente.it")|480px|thumb]] Il giorno 14 gennaio 2011 Andrea Rossi e Sergio Focardi organizzavano a Bologna una conferenza stampa, alla quale participarono non solo la televisione italiana RAI3, ma anche altri giornalisti. Erano anche presenti alcuni fisici dell'Università di Bologna. La conferenza stampa avvenne in locali affittati dalla ditta "GM System" nella periferia di Bolgna, e non presso l'Universittà di Bologna, come è stato scritto su alcune pagine web di internet. In concomitanza con la conferenza, si svolse un esperimento con il reattore in una stanza accanto. Una videocamera mostrava lo svolgimento dell'esperimento ai partecipanti alla conferenza. Il reattore riscaldava acqua per formare vapore d'acqua. Circa la durata di questo esperimento esistono diverse asserzioni, ma si può dedurre che non superava i 55 minuti. L'attivazione effettiva del reattore con temperature attorno a 100 gradi C è durata non più di 15 o 20 minuti. Questo suggeriscono i video degli esperimenti che sono visibili su Youtube e la registazione della potenza elettrica di riscaldamento. Osservando una curva della temperatura sullo schermo di un notebook visibile in uno dei video, questa fa pensare a una durata di 15 ÷ 20 minuti durante i quali la temperatura si avvicinava o superava i 100 gradi C (vedi immagine). Veniva pubblicato un rapporto dal fisico Giuseppe Levi (Università di Bologna, docente di informatica per fisici e di fisica per studenti di informatica) sul blog di Andrea Rossi. In questo rapporto, che parla di una durata di 40 minuti (probabilmente: durata totale), non vengono elencati i dati misurati. Viene calcolata una potenza termica di più di 12 kW (termici), con solo 600 W (elettrici) per il riscaldamento. Sicuramente questi valori non sono esatti. In verità, la potenza di riscaldamento era nell'ordine di un kW (valore medio preciso: 1073 W)<ref>http://www.e-catalyzer.se/viewtopic.php?f=2&t=7</ref>. Il minimo era 400 W, il massimo 1550 W. Per motivi sconosciuti, il valore del flusso di acqua di raffreddamento viene indicato con un valore almeno doppio di quello possibile. Come si vede nei video [http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU][http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE][http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc] gli inventori usavano una pompa programmabile del tipo LMI P18 (di colore gialla, facilmente identificabile e distinguibile dai modelli /A/B/C della LMI). Nel rapporto nel blog di Rossi<ref> http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?p=360</ref> gli inventori parlano di un flusso d'acqua di 292 gr al minuto. L'acqua veniva riscaldata da 20 gradi a 101 gradi con formazione di vapore d'acqua. Secondo il rapporto, il vapore d' acqua era secco. Alcuni membri del dipartimento di fisica dell'Università di Bologna (molto probabilmente un gruppo di lavoro che riceve un finanziamento da Rossi) potevano eseguire misure proprie, per esempio misure della radiazione. Una spettrometria di raggi gamma fu vietata. Come si vede da un rapporto a parte, non fu rilevata la presenza di raggi gamma o di neutroni. Citazione: :''[...] no gamma radiation above the background level in the energy region Eγ&nbsp;> 200&nbsp;keV has been observed, neither in single counting, not in coincidence;<br>regardless of the internal details of the reaction chamber, shieldings and other industrial secrets, the γ&nbsp;rates measured with the NaI counters seem not compatible with the rates deduced or expected assuming that the energy production was due to nuclear fusion or decay reactions, as suggested in [1].'' La bombola di idrogeno fu pesata (era anche presente una bombola di azoto). Il peso veniva indicato con il valore di 18,6 chili (una fonte) e di 13 chili. Il consumo di idrogeno durante l'esperimento viene riportato con un valore al di sotto di un grammo.<ref>http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf]</ref> '''Contraddizioni / perplessità:''' Nel rapporto si trovano indicazioni poco plausibili. Nemmeno settimane dopo la discussione pubblica delle perplessità (in internet, p.e. www.physicsforums.com), gli inventori e autori non hanno potuto o voluto fare chiarezza. Forse la confusione deriva dal fatto che già nel dicembre 2010 fu fatto un esperimento in condizioni simili e forse alcuni dati provengono da questo primo esperimento del quale si sa poco. Non fu chiarito la durata precisa dell'esperimento (durata della fase di „attivazione" del reattore). La stima (valutazione) della potenza (12 kW term.) fu criticata, perché derivante dall'asserzione della presenza di vapore secco. Nel video si vede chiaramente una sonda di temperatura avente solo due contatti, che perciò poteva solo servire per la misura della temperatura. Nel rapporto invece si parla di una sonda del tipo HP474AC (della Delta Ohm), che può misurare temperatura (>150 C) e umidità relativa (5-98% con errore 2,5-3,5%). Questa HP474AC non si vede nel video. Un chimico di nome Galantini avrebbe eseguito le misure sul vapore che furono poi trasmessi per email al professore Francesco Celani. Questa email, o i dati contenuti, non furono mai pubblicati. Il flusso di acqua viene indicato con un valore sicuramente sbagliato o confuso con un altro esperimento. Nel rapporto si parla di un flusso di 292 ml/minuto (= 17,5 litri/ora). Ma la pompa usata (ben visibile nel video, una LMI P18, come si saprà in aprile 2011) permette, secondo le indicazioni del produttore, una portata massima di 12,1 (LMI P18).<ref> http://www.lmipumps.com/Files/lmi/Global/US-en/site_files/seriesj5.pdf</ref> In un video della presentazione del 14. gennaio 2011 si sentono chiaramente per 30 secondi i "colpi" (strokes) della pompa.<ref>http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE</ref> La frequenza era di 59 o 60 strokes (+/- 1), indicando che la pompa era regolata al 60% della sua potenza massima di 100 strokes, assumendo che il volume pompato in ciascun ciclo era regolato al suo massimo (circa 2 ml - questo in favore delle asserzioni). Il flusso massimo poteva dunque non sorpassare i 7,2 l/h (LMI P18). Dagli esperimenti di aprile 2011 (vedi sotto) si sa, che si puo calcolare la portata della pompa moltiplicando il volume stroke con la frequenza stroke (come viene anche indicato nella scheda tecnica della pompa. Di conseguenza, la potenza fu calcolata in base a valori sbagliati, anche tenedo in conto che la potenza di riscaldamento era di 1 kw e non di 600-700 W come viene assertato. Insieme con possibili rilevanti valori di umidità nel vapore (qualche percento), la ipotesi della formazione di vapore soltanto a seguito del riscaldamento non sembra da escludere. ==Esperimento non documentato del 10/11 febbraio 2011== Il 10 / 11 febbraio (probabilmente la notte; alcune fonti parlano invece del 18 febbraio) fu eseguito un altro esperimento (denominato "internal test") in presenza del fisico Giuseppe Levi (Univ. di Bologna), che già in gennaio era l'autore del rapporto corrispondente. Un rapporto non fu mai pubblicato o divulgato. Secondo indicazioni di Levi in un articolo online di „Nyteknik col titolo ''"Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion"''<ref>Mats Lewan: ''Cold Fusion: 18 hour test excludes combustion'', "nyteknik.se", articolo del 23.2.2011.[http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece Text]</ref>, Levi informa che tale test sarebbe durato 18 ore. Questa volta (probabilmente per risposta alla critica pubblica su internet), venne aumentata la portata dell'acqua di raffreddamento e fu evitata l'evaporazione. Un tubo flessibile collegava questa volta il rubinetto della rete di distribuzione dell'acqua al reattore. Non veniva controllata e registrata la pressione durante tutto l'esperimento. Il flusso sarebbe stato di quasi un litro al minuto, un contatore avrebbe misurato la massa d'acqua che avrebbe attraversato il reattore. La differenza di temperatura viene indicata col valore di 5 gradi. (purtroppo la temperatura di entrata era probabilmente al sotto della temperatura dell'aria, causando un certo errore). Inizialmente, il reattore sarebbe stato riscaldato con 1250 W, successivamente il riscaldamento sarebbe stato spento totalmente (a parte 80 W per i circuiti di controllo). La potenza fu calcolata essere tra 15 e 20 kW (term.), con un consumo di 0,4 grammi di idrogeno per le 18 ore. Dopo l'esperimento Levi escludeva tutte le reazioni chimiche possibili come fonte di calore: :''...Now that I have seen the device work for so many hours, in my view all chemical energy sources are excluded..''. La quantità totale di energia liberata viene indicata con il valore di 270 ÷ 300 kWh (circa un GJ) e paragonato all'energia di 26 a 30 litri di gasolio. Una critica avanzata concerne il luogo dove venne collocata la sonda per la misura dell'acqua riscaldata. Nelle fotografie si vede che tale sonda fu immessa per motivi sconosciuti nel reattore e avrebbe potuto in teoria entrare in contatto con una resistenza interna. La sonda per la misura dell'acqua in entrata fu invece piazzata direttamente nel tubo, poco prima dell'ingresso nel reattore. ==Dimostrazione del 29 marzo 2011== [[image:29032011_5.jpg|(condizioni secondo il rapporto)|350px|thumb]] [[image:29032011.jpg|380px|thumb]] Il giorno 29 marzo 2011 fu organizzata una dimostrazione con una durata di sei ore. Questa volta erano presenti due fisici svedesi: Sven Kullander e Hanno Essén. Veniva usato un „E-cat" di dimensioni ridotte, che avrebbe dovuto essere in grado di fornire 4,7 kW. L' uso di questo tipo di reattore venne giustificato con generici motivi di „stabilità". Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il reattore avrebbe avuto una potenza calcolata di 4,4 kW e avrebbe liberato insomma circa 25 kWh (termici) di energia durante le sei ore di operazione. Di nuovo venne vaporizzata acqua e venne usata la stessa pompa del 14 gennaio 2011. Il flusso d'acqua (la portata) fu questa volta inferiore alla portata massima indicata dalla ditta produttrice LMI. Come carburante furono usati 50 grammi di una polvere di nickel. L'idrogeno venne introdotto in una sola volta all'inizio con una pressione di 25 bar, senza evacuare l'aria che si trovava nella piccola camera di reazione (volume circa 50 ccm). :''The air of atmospheric pressure was remaining in the container as a small impurity.'' Questo potrebbe portare alla formazione di acqua con una reazione chimica convenzionale. Il reattore venne riscaldato con 300 W. Non si capisce bene se tutta la quantita d'acqua in entrata fu trasformata in vapore, perché è visibile un secondo tubo d'acqua in uscita.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144827.ece</ref><ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3144772.ece</ref><ref>http://22passi.blogspot.com/2011/04/i-fisici-svedesi-sulle-cat-e-una.html</ref> Nell'ambito della dimostrazione, venne tolta la schermatura di piombo e l'isolamento termico da alcuni Ecat, ma non dal modello usato nell'esperimento. I due fisici svedesi vengono citati dalla rivista svedese nyteknik in una specie di rapporto nella quale scrivono di poter escludere reazioni chimiche convenzionali per spiegare la liberazione di calore.<ref>"Report_Kullander" [http://www.nyteknik.se/incoming/article3144960.ece/BINARY/Download+the+report+by+Kullander+and+Ess%C3%A9n+%28pdf%29]</ref> Citazione: :''Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from whatever is in a 50 cubic centimeter container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the measured energy production.'' ==Dimostrazioni in aprile 2011== [[image:19042011_2.jpg|19 aprile:condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_1.jpg|28 aprile 2011: sono accese due resistenze|left|thumb]] [[image:28042011_4.jpg|28 apeile: condizioni e temperatura|350px|thumb]] [[image:28042011_2.jpg|28 aprile 2011: Un possibile "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento quando il giornalista filmante era in una stanza accanto. Una variazione arretrata metterebbe in dubbio i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt|left|thumb]] Il 19 e 28 aprile furono eseguiti altri due esperimenti. Questa volta in presenza del giornalista svedese Mats Lewan (rivista Nyteknik). Una pubblicazione in una rivista scientifica non sembra essere fatta o prevista. Esistono solo due file "pdf" da Mats Lewan, pubblicati da lui stesso. ([http://www.nyteknik.se/incoming/article3166567.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+19+April+2011.pdf] [http://www.nyteknik.se/incoming/article3166569.ece/BINARY/Report+test+of+E-cat+28+April+2011.pdf]). Inoltre esiste un video di pocchi minuti che mostra gli esperimenti del 28 aprile 2011.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166451.ece</ref> Come in altri esperimenti del passato, fu riscaldato e portato all'ebolizione dell' acqua. Secondo Lewan, la potenza di riscaldamento sarebbe stata 315 W, misurata una volta con un clamp - ampermetro che mostrava una conrrente di 1,6 A (il giorno 28 aprile). Secondo Rossi, il suo "Ecat" avrebbe fornito piu di 2 kW (termici) di potenza, "amplificando" cosi la potenza di riscaldamento per 8. Come nelle altre volte, fu usata una pompa peristaltica di dosaggio del tipo LMI P18. Sono visibili sul lato della pompa gialla le stesse "impronti digitali sporche" delle altre volte. Durante questi esperimenti, Lewan informa di un flusso d'acqua di 63 - 69 ml/min, valori che sono (questa volta) compattibili con le prestazioni della LMI P18. La frequenza stroke era attorno ai 32 colpi/minuto. Usando un volume stroke di 2 ml (il massimo), si arriva cosi ad un valore di 32x2=64 ml/min. Questo valore corrisponde al valore calcolato da Lewan, dividendo la massa d'acqua trasportata dalla pompa per un determinato periodo di tempo. Di consequenza, i valori sembrano di non solo essere possibili, ma anche attendibili. L'esperimento ed i dati presentati da Lewan non possono provare una liberazione di calore dell'ordine di 2,5 kW, come lo sostengono Rossi e Lewan. Il giornalista e l'inventore hanno omesso a misurare e registrare in continuazione la potenza erogata dalla presa dei 230 V. Soltanto all'inizio fu misurata la potenza una volta. Stranamente, durante l'esperimento del 14 gennaio, una tale registrazione era possibile. Ad un certo momento, il giornalista Lewan era in una stanza accanto per filmare un tubo nero che serviva per evancuare l'acqua (minuto 3:14). Quando entra nell'altra stanza, non si nota una fuoriuscita di vapore come sarebbe da aspettare. Non vi è ne il rumore del vapore che esce dal tubo (che sentiremo un po' dopo), ne il rumore di gorgoglio che sentiamo quando il tubo viene immerso nell'acqua. Il rumore comincia improvvisamente dopo alcuni istanti il giornalista comincia ad inquadrare il secchio nel quale termina il tubo. Tornando, si vede nel video per un attimo, che Andrea Rossi stava toccando la "scatola blu" di controllo, come se avesse fatto un "ritocco manuale" arretrato della potenza di riscaldamento, forse aumentadola. Una eventuale variazione arretrata della potenza di riscaldamento metterebbe in dubbio tutti i calcoli basati su un riscaldamento continuo con solo 315 Watt. Nel internet furono avvanzati rumori, secondo i quali un ulteriore esperimento sarebbe stato fatto il giorno 21 aprile dal fisico svedese Essen.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/rossi-brings-e-cat-to-stockholm-royal.html</ref>. Rossi invece negava tale esperimento.<ref>http://energycatalyzer.blogspot.com/2011/04/andrea-rossi-no-e-cat-test-at-uppsala.html</ref> ==Dimostrazione del 14 giugno 2011== [[image:RF14062011_1.jpg|esperimenti del 14 giugno 2011 (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011Strom.jpg|corrente: 3,5 A (805 W). (immagine: blog Daniele Passerini)|left|thumb]] [[image:Krivit_Rossi2.jpg|Steven B. Krivit (sx) e Andrea Rossi (immagine: blog Daniele Passerini)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Pumpe2.jpg|pompa LMI P18 il giorno 14 giugno 2011 (immagine: Daniele Passerini Blog)|300px|left|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf2.jpg|il tubo di evacuazione del vapore (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] [[image:RF14062011_Dampf.jpg|vapore d'acqua in uscita (immagine: S.B. Krivit)|300px|thumb]] Il giorno 14 giugno 2011 fu organizzata una dimostrazione di quattro Ecat presso i locali gia conosciuti a Bologna. Fu anche invitato il blogger us-americano Steven B. Krivit ("New Energy Times"). Krivit e altri visitatori potevano scattare foto ed osservare il funzionamento di un Ecat. Come nelle altre volte, non fu permesso di esaminare il "reattore" vero e proprio. Krivit poteva inoltre intervistare l'inventore Andrea Rossi, Sergio Focardi e il fisico Giuseppe Levi dell'universita di Bologna. Secondo indicazioni di un blog italiano (''22passi'', Daniele Passerini), ciascun Ecat era collegato alla "control box" tramite due cavi. Tali cavi sono anche ben visibile in fotografie dell' evento. La potenza assorbita era di 805 W (230 V / 3,5 A). Secondo il calcolo di Rossi, la potenza sarebbe stata 748 W (220 V / 3,4 A) e la potenza liberata 5 kW (5000/748=6,7). Ad una temperatura d'ambiente di 31,8 gradi, la temperatura dell'acqua all'ingresso del Ecat sarebbe stata 26,5 gradi. In uscita, la temperatura sarebbe stata 100,1 gradi, segno che tutta l'acqua sarebbe stata vaporizzata. Secondo Rossi, la portata dell'acqua sarebbe stata di 7 kg/ora (=117 gr/min, 1,94 gr/s). Da un video che è stato girato del visitante Steven Krivit, si sente e si vede (dai movimenti del tubo) che la pompa è stata programmata a pompare un volume sconosciuto circa 20 - 24 volte al minuto.<ref>*http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E</ref> Di consequenza, la portata massima non poteva superare 48 grammi al minuto (0,8/s, 2,88 kg/ora). Tre giorni dopo l'esperimento, Krivit pubblicava un breve e deludente rapporto preliminare (''preliminary report'').<ref>Krivit S.B.: ''Preliminary Report of Interviews with E-Cat Trio Rossi, Focardi and Levi''. 16 giugno 2011. New Energy Times Blog. [http://blog.newenergytimes.com/2011/06/16/preliminary-report-of-interviews-with-e-cat-trio-rossi-focardi-and-levi/]</ref> Secondo Krivit, non poteva vedere una fuoriuscita di vapore d'acqua. Solo, dopo sollevando il tubo nero di fuoriuscita poteva notare qualche "vapore bianco" che usciva lentamente dal tubo. Citazione: :''..I could see some white steam slowly exiting from the hose. ..''. Infatti, nel video di Krivit si vede tale fenomeno. (vedi immagine) E da notare che vapore d'acqua secco al 100% è invisibile. Vapore "bianco" è invece segno della presenza di goccioline d'acqua condensate. Krivit scrive inoltre nel suo blog che le indicazioni date finora dal "Ecat Trio" (Rossi/Focardi/Levi) sarebbero altamente lacunose e non erano in grado di permettere una valutazione oggettiva. :''Thus far, the scientific details provided by the E-Cat trio have been highly deficient and have not enabled the public to make an objective evaluation.'' Ma, questo sarebbe anche vero per gli esperimenti di Essen/Kullander che sarebbero stati fortemente influenzate dal "Ecat trio": :..''significant weakness in its presentation of data and calculations and is highly constrained by the methodology dictated and instrumentation provided by the E-Cat trio''. Secondo l'impressione di Krivit, non sarebbe chiaro se il fisico Levi avrebbe capito l'importanza delle procedure per dimostrare la secchezza di vapore d'acqua. Inoltre Krivit consigliava di correggere il rapporto di Levi del 21 gennaio 2011. Voleva inoltre ottenere i dati originali del 14 gennaio (''rapporto Galantini''). Secondo Krivit, Levi avrebbe consentito di pubblicare questi dati, finora tenuti segreti per motivi sconosciuti. Dopo la pubblicazione del rapporto prliminare di Krivit, l'inventore Rossi reagì in modo irritato e furioso. Nel suo blog, parlava di un "clown" e "serpente" (''snake'') che avrebbe scritto un "rapporto ridicolo" (e ''snake report''), che "non avrebbe capito niente" e che sarebbe stato mandato da qualcuno per rimpicciolire i suoi risultati. Anzi, parlava di Steven Krivit come un "serpente che si sarebbe infiltrato nell'organizzazione"<ref>June 19th, 2011 at 9:17 AM<br>Dear Staffan:<br>Your comment opens the space to an intriguing consideration. Many Scientists have taken the correct approach: wait for the 1 MW plant in operation, then make due considerations. This is what smart People did. About pseudo-Scientists and their reaction to my Effect: probably you have read of the “Snake” report after an interview he made in Bologna. Now, as probably most of you have understood, we have very good , (VERY GOOD), intelligence working with us; after the “snake” (disguised as a journalist) who has this week penetrated our organization and made a report based on a fake steam diagram, we asked to our intellicence organization to probe what was behind, and we discovered that: 1- The fake diagram of steam has been given to the “snake” from an Italian competitor that is afraid to lose the funds due to the fact that the taxpayers are tired to give him money while we have reached results without any funding 2- this Italian clown has been given the fake diagram fro an American Laboratory, competing with us, which gave it to him for the same reason 3- the snake has been sent to us to try to dwarf us to allow them to get funding All this is very funny. The names and the particulars of this paper tigers will be explained from me as an anecdote after the start up of the 1 MW plant in Greece: after the start up, after the explication of the theory, this will be the dessert. Something to laugh with.<br>Warm Regards,<br>A.R.</ref> Inoltre, secondo Rossi, Krivit avrebbe minacciato ed anzi ricattato Levi, e quest'ultimo avrebbe dovuto chiamare aiuto dal suo avvocato: :''..Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information..''<ref>Dear Craig:<br>Mr Krivit has understood nothing of what he saw, from what I have read in his ridiculous report… This guy has seen for half an hour an E-Cat in the factory where we make many tests, made some questions to Prof. Levi, Prof. Focardi and me. Evidently has understood nothing, perhaps for the short time we gave him, also because we have to work. Prof. Levi has explained very well to him how the measures have been made and the importance of the issue. He has explained very well that the percentage of uncondensed water in the steam has been measured in weight (in volume is impossible, for various reasons), and he also got confirmation of this from a specialist from whom he has taken indipendent counsel. Nevertheless, he has understood nothing, or wanted not to understand, for reasons he better knows. Our tests have been performed by Physics Professors, who know how to make measures , and I am measuring the performance every day on 300 reactors.<br>In any case we will start our 1 MW plant in october and we will see how it works. Of course I assure his considerations are invalid, but I want to say more: our products on the market will confirm this. Probably this journalist has been sent by someone that wants to dwarf our work. He also tried to blackmail prof. Levi, and Levi already has given to his attorney due. information .<br>Warm Regards,<br>A.R.<br>17 giugno 2011 11:48</ref> Il fisico Levi reagì pubblicando una lettera pubblica in un blog italiano, rimproverando a Krivit di non avere capiro le sue spiegazioni.<ref>Dear Mr. Krivit<br>Carefully I have read your preliminary report on your travel to Bologna .<br>Your report Clearly Demonstrates That You have not understood anything of what you have and what we have seen you Explained.<br>First of all the story about the steam.<br>As the signature in my email says I got a PhD in Physics Years Ago.This Means That I have totally Understood the difference Between residual water in steam as fraction of the mass or volume. As I have unsuccessfully tried to explain you:<br>1) The plots are showing you where you can find well known and Them in Any manual of physical chemistry.<br>When You apply the measure the quantity of steam present as% of VOLUME.<br>2) As I have told you many times, Dr. Galantini, the expert chemist That Was in charge, have done to measure as percent of MASS.<br>As Professor Zanchini has told you the Same Day We Met, one of the informations you have crutial omitted from your preliminary report, fraction of water in the steam, Measured by MASS as we have done, would reduce the amount of energy in a Measured linear way.<br>So our analysis and our calculation is correct.<br>Because you:<br>Part of You Had omitted information, insulted me (and my University) Trying to say that I'm not prepared in my field, tried (just tried) to scare me and put me under psychological pressure in order to know to Obtain undisclosed date,<br>I Will not Send You Any Other information.<br>Regards,<br>Dr. G. Levi</ref> ==Analisi di campioni del carburante nickel== In anticipo rispetto alla dimostrazione del giorno 29 marzo, i due fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén ottennero due campioni di polvere di nickel da Andrea Rossi che era in visita in Svezia. Uno doveva contenere il "carburante", cioè polvere di nickel. L'altro campione era il prodotto della presunta fusione nucleare; secondo Rossi avrebbe dovuto contenere la polvere di nickel dopo un uso di due mesi e mezzi (10 kW term.). I campioni furono analizzati dal Ångström Laboratory (Ångströmlaboratoriet) dell'Università di Uppsala. Nel campione „usato" era presente nickel; in più era presente rame al 10% e ferro all'11%. Nel campione "non usato" era presente solo nickel. Stranamente, in entrambi i campioni il rapporto isotopico del rame (isotopi 63 e 65) era quello naturale: :''Both measurements show that the pure nickel powder contains mainly nickel, and the used powder is different in that several elements are present, mainly 10 percent copper and 11 percent iron. The isotopic analysis through ICP-MS does not show any deviation from the natural isotopic composition of nickel and copper.'' I valori sarebbero: 63Cu 70%, 65Cu 30%. Secondo Sven Kullander, questo fatto sarebbe difficilmente compatibile con una possibile reazione di fusione nucleare: :''If this reaction chain would be true even though none of the responses that I mention can be made with the knowledge we have today, then isotopic distribution Cu-63/Cu-65 be greater than 80/20, probably closer to 99/01.''<ref>[http://www.mail-archive.com/vortex-l@eskimo.com/msg44471.html Sven Kullander's additional comments on Rossi's Energy Catalyzer] im Mailarchive</ref> Il rapporto isotopico naturale del rame (63Cu rispetto a 65Cu) è 2,24 (69,17 % / 30,83 %). Sergio Focardi aveva affermato nel passato, che il rame "prodotto" avrebbe invece un rapporto isotopico diverso da quello naturale e indicava un valore di 1,6 (invece di 2,24).<ref>S. Focardi, A. Rossi, ''A new energy source from nuclear fusion'', Journal of Nuclear Physics, http://www.journal-of-nuclearphysics.com/?p=66, febbraio 2010</ref> (esistono altri isotopi del rame, che però sono instabili e non si trovano in natura, 69,17% + 30,83% = 100%). E' da considerare quasi impossibile immaginare un tale rapporto isotopico assumendo una reazione di fusione di lunga durata e che avrebbe dovuto coinvolgere una quantità rilevante del "carburante" nickel. In teoria, gli isotopi stabili del rame (63 e 65) possono derivare per fusione nucleare dagli isotopi 62Ni e 64Ni, che sono presenti nel nickel naturale e commercialmente reperibile (anche se tale fusione „calda" dovrebbe avvenire in una stella ad elevata massa in presenza di enormi temperature e pressioni). Ma, nel campione di partenza („non usato") la somma dei isotopi 62Ni e 64Ni costituisce solo il 4,5% del nickel. Ammettendo che tutti gli isotopi 62/64 avessero subito una fusione con idrogeno (caso molto improbabile), il rame come prodotto (i due isotopi stabili di rame) non può raggiungere i livelli misurati del 10%, anche tenendo conto che il nickel di origine commerciale è probabilmente sempre un po' contaminato con rame. Il nickel prodotto elettroliticamente è di solito puro al 99,9%, con il metodo „Mond" si possono raggiungere anzi valori del 99,99%. Vie alternative per una possibile reazione di fusione di nickel sono immaginabili, ma estremamente improbabili: A partire dall'isotopo stabile e abbondante 58Ni, si potrebbero formare isotopi instabili del rame, che in fine possono formare rame 63Cu: 58Ni > 59Cu > 59Ni > 60Cu > 60Ni > 61Cu > 61Ni > 62Cu > 62Ni > 63Cu. Ma, anche in questo caso ipotetico, il rapporto isotopico sarebbe diverso da quello misurato in Svezia. Inoltre questa catena sarebbe accompagnata da una forte radiazione. ==Tentativi di replica== Fino ad ora (aprile 2011) non sono conosciuti tentativi da parte esterna di replicare il principio proposto da Rossi e Focardi. Furono però eseguiti tentativi di replicare gli esperimenti fatti prima da Piantelli e Focardi (presunta fusione nucleare tra idrogeno e barre di nickel senza uso di un particolare "catalizzatore" segreto). Tali esperimenti non hanno potuto mostrare la possibile liberazione di calore in questi casi. *Nel 1996 un gruppo guidato da Antonino Zichichi del CERN di Ginevra tentò senza successo durante un anno di replicare gli esperimenti di Piantelli. Gli autori parlano di aumenti di temperatura, escludono però una particolare liberazione di energia: :''The authors state, "We have found the [Piantelli-Focardi group's] results to be consistent with our observations; namely we measured higher temperatures for the same input power when hydrogen is absorbed during a heating cycle. Nevertheless this temperature rise does not appear to correspond to an increase in heat production. We have added a temperature sensor to the container of the experiment. The temperature of the container follows the same temperature with input power curve irrespective of whether there is an anomalous absorption of hydrogen or not; therefore we have no evidence that this temperature increase corresponds to another source of heat. In conclusion, we have observed all the effects discovered by Focardi et&nbsp;al., but our results imply that there is no production of power associated with the absorption of hydrogen by nickel."''<ref>Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "''[ http://www.newene rgytimes.com/Library/1996Cerron-InvestigationOfAnomalous.pdf Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems]''". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996).</ref> *1998 - 1999 furono eseguiti a Pavia esperimenti di replica da Luigi Nosenzo e Luigi Cattaneo. Durante alcuni mesi, nessuna fusione nucleare o liberazione di calore potè essere osservata.<ref>Adalberto Piazzoli. "[http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273588 ''Fusione Fredda? Una ricerca italiana'']". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (maggio 2008)</ref> *A fine maggio 2011, il fisico americano Brian Ahern distribuiva una email nella quale parlava di propri esperimenti fatti con una lega macinata di zirconio-nickel-rame e riscaldata in presenza di idrogeno a piu di 500 gradi. Secondo Ahern, avrebbe osservato una produzione anomala di energia nell'ordine di 5-10 watt termici. Una pubblicazione degli esperimenti non fu fatta (giugno 2011). Ahern è conosciuto di essere sostenitore della "fusione fredda" ed è il fondatore della ditta Vibronic Energy technologies Corp., che tenta di sfruttare la fusione fredda.<ref>http://www.neny.org/download.cfm/Vibronic_Energy_Technologies_Corp.pdf?AssetID=1169</ref><ref>http://www.scribd.com/doc/39076066/Vibronic-Energy-Technologies</ref><ref>From: Brian Ahern, Boxborough MA. Re: Zr-Ni-Cu alloy performance Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours. The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours. This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about 40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of NiCu inside. The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature. H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C. The system was heated with a band heater to high temperature. There was no controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts. After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at 100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while still at 530C overnight. The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back to the initial temperature. It remained at the elevated temperature overnight. On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by 50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely. A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is putting out 5 watts of excess power. Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite for observing excess power. My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M. This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and repeatable experiment There was no radiation above the background level. Other alloys from Ames NL are expected within ten days.</ref> ==L’inventore Andrea Rossi== [[image:petroldragon4.jpg|Andrea Rossi durante il "processo Petroldragon" (immagine: "l'Unita")|thumb]] [[image:Kensington_university.jpg|proposta della "fabbrica di titoli", la ditta "Kensington University Inc." |left|thumb]] [[image:Rossi_CV.jpg|CV di Andrea Rossi sulla sua homepage (4 marzo 2011)|thumb]] [[image:petrol_dragon_airuno.jpg|ditta Petrol Dragon a Airuno (immagine: merate online [http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1])|left|thumb]] [[image:petroldragon3.jpg|ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|left|thumb]] [[image:petroldragon2.jpg|Andrea Rossi davanti ad un suo reattore della ditta Petroldragon (immagine: l'Unita")|thumb]] Il catalizzatore di energia non è la prima invenzione di Andrea Rossi. Negli anni 70 e 80 Rossi aveva tentato di estrarre combustibili (idrocarburi) da rifiuti. In articoli di giornali dell'epoca fu soprannominato ''Sceicco della Brianza''. Nell'ambito dello scandalo Omar-Petroldragon, Rossi fu coinvolto in numerosi avvisi di garanzia e processi penali (più di 50) e fu arrestato almeno due volte. Su Wikipedia italiana esiste un articolo a questo proposito:[http://it.wikipedia.org/wiki/Petroldragon]. Secondo l'accusa, Rossi avrebbe permesso alla Petroldragon di stoccare rifiuti anche tossici in varie aree quasi mai idonee, generando una situazione che porterà a 11 indagini da parte di diverse procure. L'allora assessore dell'ambiente della Regione Lombardia revocò alla Petroldragon la licenza di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza l'azienda fu chiusa.Nel 1995 Andrea Rossi fu incarcerato per "associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale per un'attività di lavorazione e commercio di materiali preziosi", causa un traffico di lingotti d'oro tra la Svizzera e l'Italia. Rossi invece vede nelle accuse e condanne una sorta di repressione di un suo particolare metodo di occuparsi di ecologia. Dopo la serie di processi, decise di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel suo CV, inserito sul suo sito Internet, Rossi informa di essersi laureato in filosofia presso l'Università di Milano.<ref>http://ingandrearossi.com/gli-inizi/</ref> (vedi immagine del 4. Marzo 2011). Inoltre informa di avere conseguito un'altra laurea in "Ingegneria Chimica" presso una ditta californiana denominata "Kensington University Inc". Questa ditta era stata registrata alle Hawai, ma era attiva nella città di Glendale, California. <ref>Kensington University, 520&nbsp;E Broadway Suite&nbsp;400, Glendale, CA&nbsp;91205</ref> Fino alla sua chiusura forzata da un tribunale nel ottobre 2003, come „fabbrica di titoli" questa ditta forniva vari titoli accademici a pagamento.<ref>Articolo della "Los Angeles Times": ''Kensington University Faces Closure Hearing''. 23 aprile 1996.<br>JOHN CHANDLER, TIMES STAFF WRITER.<br>Kensington University has no classrooms, laboratories or dorms. Its students don't play football, join fraternities or linger dreamily on a quadrangle. In fact, the entire campus is housed in a small Glendale office building. Recruiting from across the nation, the school runs a program in which students studying entirely at home can earn anything from a bachelor's degree to a doctorate--all without ever attending a single class or even meeting their instructors face to face.</ref><ref>http://www.osac.state.or.us/oda/unaccredited.aspx</ref><ref>http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_unaccredited_institutions_of_higher_education</ref>. In seguito a una sentenza, la ditta fu condannata a restituire ai clienti il denaro versato. (vedi immagine).<ref>http://hawaii.gov/dcca/ocp/udgi/lawsuits/kensington/kensington_u_dj.pdf</ref> Nel marzo 2011, a Rossi fu contestato dal giornalista svedese Mats Lewan (Nyteknik) di esibire un titolo (ingegnere) emesso da una nota fabbrica di titoli. Rossi rispose di avere ottenuto il titolo honoris causa, concesso in seguito ai brevetti ottenuti nel „biodiesel". Inoltre non conoscerebbe niente di più sulla ditta "Kensington University Inc."<ref>contributo nella wikipedia inglese del utente Matslewan del giorno 23.3.2011. ''As a journalist I have interviewed Rossi and he says that the title from Kensington University is an honorary title he gained because of an earlier patent regarding bio fuel. He claims he knows no more about this university.''</ref> ==EON&nbsp;Srl e Leonardo Corporation== [[image:Leonardo_Miami2.jpg|Condominio con appartamenti privati all'indirizzo della ditta "Leonardo Corp." a Miami Beach (1331, Lincoln rd Miami Beach, App. 505). immagine: Google street view|left|300px|thumb]] [[image:Leonardo_Miami.jpg|documento della registrazione della "Leonardo Corp." a Miami Beach|thumb]] [[image:Leonardo_Miami4.jpg|seconda pagina|thumb]] Una ditta italiana che spesso viene nominata in relazione al catalizzatore di energia di Rossi e Focardi è la EON srl di Rossi con una sede sia a Bondeno (prov. di Ferrara)<ref>Eon&nbsp;S.r.l., V.&nbsp;C.ragazzi&nbsp;18, I-44012&nbsp;Bondeno</ref>, sia a Roma<ref>EON&nbsp;Srl, Via Ottaviano&nbsp;66, Roma</ref>. Presso la sede della EON di Bondeno un "E-cat" sarebbe stato usato per un lungo periodo a scopo di riscaldamento a costi quasi zero. Rossi sostiene inoltre di aver usato uno dei suoi presunti reattori nucleari a casa sua per riscaldare l'acqua. Non esistono prove o testimoni per queste asserzioni. Esiste una disposizione provinciale del 2006 che autorizza la EON di Bondeno di gestire una piccola centrale elettrica da un MW elettrico a base di biodiesel. Negli Stati Uniti esiste a Bedford nello New Hampshire una "Leonardo Corporation"<ref>Leonardo Corporation, 116&nbsp;South River Road, Bedford, N.H. 03110 - USA. Web: http://leonardocorp1996.com</ref>di proprietà di Andrea Rossi. L'indirizzo email della Leonardo Corporation è identico a quello della EON srl in Italia. Secondo Rossi, questa ditta sarebbe anche autorizzata a produrre i suo E-cat. Attualmente (aprile 2011), la Leonardo corporation americana offre piccole centrali elettriche a base di biodiesel che avrebbero elevati valori di efficienza grazie a un raffreddamento intermedio, a caricatori turbo e a una tecnica brevettata „EON" che permetterebbe di sfruttare una parte del calore liberato dal generatore. Forse si tratta del tentativo di sfruttare l'effetto Seebeck usando elementi termoelettrici. Rossi sostiene di aver inventato tali elementi termoelettrici che offrirebbero l'elevatissimo rendimento del 20%. ==Leonardo Technologies Inc.== [[image:LTI.jpg|elemento termoelettrico della LTI con un presunto rendimento del 20%|left|thumb]] La Leonardo Technologies Inc. (LTI) negli Stati Uniti era un'altra ditta fondata di Rossi con sede attuale a Bedford nello New Hampshire. Fu venduta da Rossi alla fine degli anni 90. Questa ditta offre elementi termoelettrici con valori d'efficienza da definire „miracolosi". Gli elementi sfruttano [http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Seebeck l'effetto Seebeck] (vedi anche effetto Peltier), generando energia elettrica in presenza di un gradiente di temperatura. Le tensioni generate sono bassissime (dell'ordine dei millivolt), ma tensioni più elevate possono essere ottenute grazie ad una messa in serie di tali elementi. Però, per diverse ragioni, i rendimenti pratici di tali elementi sono bassi. Si riesce attualmente a ottenere solo 2 o 4 per cento di rendimento. Per questo motivo, tali elementi sono solo in uso nel settore militare o in satelliti, in situazioni dunque dove i costi sono secondari e dove non esiste un'alternativa (es: „batteria al plutonio").Per un uso commerciale ed industriale un rendimento del 15% o più sarebbe indispensabile. Ed è proprio questo che voleva realizzare la LTI di New Hampshire. Rossi aveva inventato un elemento termoelettrico a base di semiconduttori con un rendimento del 20%. Inoltre veniva asserito che la LTI sarebbe in grado di realizzare generatori termoelettrici composti da numerosi tali elementi e con elevate potenze. Rossi parlava di parecchi kW di potenza. Un certo modello di generatore di quel tipo avrebbe dovuto erogare un ampere a una tensione di cento Volt (100 W). Per lo sviluppo dei generatori collaborò anche l'Università dello New Hampshire. Il dipartimento della difesa americana (DoD) era interessato e incaricò la ditta CTC (Johnstown, PA) di valutare i prodotti della LTI. La perizia della CTC venne poi pubblicata dal Dod <ref>http://dodfuelcell.cecer.army.mil/library_items/Thermo(2004).pdf</ref> Nella perizia venne messo in evidenza che la maggior parte degli elementi termoelettrici non era funzionante; di 27 elementi solo 8 funzionavano. Invece di produrre da 800 a 1000 W, il generatore esaminato produceva soltanto un Watt. Altri elementi inviati successivamente erano funzionanti, ma non avevano rendimenti superiori ad altri prodotti sul mercato. ==Defkalion Green Technologies== [[image:defkalion_logo.jpg|left|thumb]] [[image:defkalion4.jpg|il gruppo dirigente (immagine: Rainews)|thumb]] [[image:defkalion2.jpg|l'uomo forte Alexandros Xanthoulis|left|thumb]] [[image:defkalion3.jpg|David C. Aurel, Managing Director. Aurel e anche CEO della Invest Bank Montenegro|left|thumb]] [[image:Defkalion_PK3.jpg|inventore Rossi con Hauard Chen di una "China Research Center for Public Policy"|thumb]] [[image:Defkalion_science.jpg|citazione: ''The science behind the Ecat increases the probability of particles overcoming the electrostatic potential Coulom barriers in order to penetrate the nucleus by the quantum mechanical tunneling effect, yielding in an exothermic reaction between Hydrigen and Nickel. By decreasing the surface upon which a given amount of pressure is exerted, the odds for the tunneling effect to occur are increased, allowing für higher penetrability of the Coulomb barrier.'' (pagina web della Defkalion 24 giugno 2011)|thumb]] A Atene esiste la piccola ditta "Defkalion Green Technologies S.A."<ref>http://www.defkalion-energy.com/</ref> (posseduta da investitori sconosciuti non italiani. La ditta sembra essere stata creata solo per commercializzare l'E-cat di Rossi e Focardi; non si conoscono altre attività della ditta. Sulla sua pagina web viene indicato un indirizzo in Atene<ref>Defkalion Green Technologies S.A., Temporary Head Quarters - Mesogeion Avenue&nbsp;2-4, Athens Tower, 18th&nbsp;Floor, GR-11527&nbsp;Athens, Tel: +30&nbsp;210&nbsp;7770602, Fax: +30&nbsp;210&nbsp;7770608. Email: info@defkalion-energy.com</ref> Il nome Defkalion deriva da Deukalion, personggio dell' antica mitologia greca e figlio di Prometheus. Secondo indicazioni della Defkalion, i proprietari sarebbero soppratutto greci con dimora in Canada. Inoltre sarebbero persone della regione medioorientale. Shareholder piu importante è la ditta cipriota "Praxen Defkalion Green Technologies Ltd" di Limassol (Cipro). Come presidente della Defkalion viene indicato un George Sortikos. Uno dei vicepresidenti è Christos Stremmenos, nato 1932, professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia. La persona piu importante della Defkalion sembra essere Alexandros Xanthoulis (nato 1954), che rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. cipriota. Da notare anche un David C. Aurel, che è anche CEO della banca "Invest Bank Montenegro" di Podgorica. Come incaricato per i contatti con la stampa viene indicato un certo Symeon Tsalikoglou. Il contato con nuovi investitori viene gestito da Alexandros Xanthoulis. Il responsabile della domain internet è un certo Andreas Meintanis a GR-19200&nbsp; Elefsina. <ref>*Sortikos George (nato 1942) presidente. (Architetto e vecchio presidente della "Ω Βank" e proprietario della ditta Oxymachon)<br> *Alexandros Xanthoulis (nato 1954), vicepresidente. Xanthoulis rappresenta anche la Praxen Defkalion Green Technologies Ltd. di Limassol (Cipro)<br> *Christos Stremmenos (nato 1932), vicepresidente e professore emerito dell' universita di Bologna e ex-ambasciatore greco in Italia.<br> *George Xanthoulis (nato 1987), figlio di Alexandros Xanthoulis *David Christian Aurel (nato 1969), Managing Director, anche CEO della Invest Bank Montenegro *John Chadjichristos (nato 1958), consulente *Andreas Meidanis (nato 1953), industriale *Muafak Sauachni (nato 1961), medico israeliano *Andreas Drugas (nato 1945), consulente *Symeon Tsalikoglou, portavoce</ref> Durante l'anno 2011 gli investitori sconosciuti della piccola Defkalion Green Technologies S.A. intendono offrire reattori E-cat per clienti industriali sotto la marca "Hyperion" (non da confondere con l'omonima ditta americana che prevede di vendere piccoli reattori a fissione). La Defkalion progetta inoltre di costruire entro ottobre 2011 una piccola centrale elettrica da un MW in Grecia. Tale futura centrale funzionerebbe sulla base di 300 E-cat collegati insieme (inizialmente avrebbero dovuto essere 100, poi 120 ). Rossi ha dichiarato che la Defkalion avrebbe il diritto di produrre i suoi reattori almeno per la Grecia e i paesi balcanici; forse per tutta l'Europa. Secondo la "Investors World" greca, la Defkalion avrebbe già acquistato una vecchia fabbrica nella località Xanthi per costruirvi una centrale elettrica da un MW. Secondo la stessa fonte, il professore Christos Stremmenos, vecchio ambasciatore greco in buoni rapporti col governo greco, avrebbe provveduto a ridurre al minimo eventuali problemi amministrativi. L'idea commerciale: la Defkalion prevede un noleggio/leasing di Ecat a clienti privati. Sarebbe previsto il noleggio di un Ecat con una potenza continua di 10 kW per 1300 euro all'anno, inclusi i costi per il "carburante". ==AmpEnergo== [[image:Coldstream_Park_Office_Park.jpg|Coldstream Park Office Park (immagine: NAI Norwood Group, Bedford NH)|300px|thumb]] La ditta di start-up us-americana AmpEnergo Inc. è stata fondata in aprile 2009 e si trova a Bedford, New Hampshire.<ref>AmpenErgo Inc, 116-G South River Road, Bedford NH 03110</ref><ref>President: Karl Norwood, founders and main shareholders: Karl Norwood (NAI Norwood Group, Inc.), Richard Noceti (LTI-global.com), Robert Gentile and Craig Cassarino. Minority shareholder: Ronald Engleman</ref> (Web: [http://ampenergo.com/]). Il presidente della AmpEnergo è l'agente immobiliare Karl Norwood di Bedford. Nel mese di marzo 2011 fu firmato un accordo tra la AmpEnergo e la Leonardo Inc di Rossi, che autorizza la AmpEnergo la vendita di futuri Ecat negli Stati Uniti, la Leonardo essendo la ditta produttrice. Secondo la rivista svedese Nyteknik, Rossi avrebbe gia ricevuto pagamenti dalla AmpEnergo.<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3179019.ece</ref> According to the same source, the company is seeking investors. La AmpEnergo si trova in un "Coldstream Park Office Park" a Bedford. L'indirizzo della ditta è identica a quella di due altre ditte di Karl Norwood, la "NAI Norwood Group" e la "Norwood Management Karl Norwood Inc."<ref>NORWOOD MANAGEMENT KARL NORWOOD INC, 116 S RIVER RD UNIT A, Bedford, New Hampshire 03110</ref><ref>NAI Norwood Group, Inc., 116 South River Road, Bedford NH 03110</ref>. Anche la "Leonardo Corp." di Andrea Rossi, la "Leonardo Technologies Inc." e la "EON" hanno non solo lo stesso indirizzo<ref>LEONARDO TECHNOLOGIES, INC., 116 S River RD, BEDFORD, NH 031106734</ref>, ma usano anche lo stesso numero di telefono ((603) 668 7000). Il numero di telefono della ditta Ampenergo è sconosiuto. Sulla pagina web della ditta non viene presentato (maggio 2011) e non figura sulle pagine "gialle" online negli stati uniti (maggio 2011).<br> ==Finanziamenti e collaborazione con l’Università di Bologna== Secondo l'inventore Andrea Rossi, egli avrebbe finanziato con 500.000 Euro (o anzi un milione di euro) ricerche e attività del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, dove esisterebbe un gruppo di lavoro guidato dal fisico Giuseppe Levi (ex membro dello „board of Advisers" del blog di Rossi di nome „Journal of Nuclear Physics"). <ref>''..Rossi is now paying the remaining 500,000 Euros to the Physics Department of Bologna University, following a new agreement under which the university will help Rossi with the continued development of the reactor and studies of its physical phenomena.<br>According to the agreement, the work is led by the physicist Giuseppe Levi, who was the main observer when the "energy catalyzer" was demonstrated to invited scientists and media in Bologna in January 2011. Giuseppe Levi also carried out a longer test of the reactor in February, lasting 18 hours.''</ref> Secondo la "Investors World", investimenti di 200 milioni di euro sarebbero in gioco, dei quali 100 milioni sarebbero destinati all'inventore. Quest'ultimo ha dichiarato di volere usare eventuali fondi in parte per aiutare bambini affetti da cancro: :''The 500,000 Euros I am paying to the University of Bologna is my last money, but when I deliver the one-megawatt plant to Defkalion I get cash back. From then on, 50% will be used for expansion and 50% to treat children with cancer. I will personally look for the children whose families cannot afford their care..''<ref>http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3122915.ece</ref> Secondo indicazioni di Rossi, nessun cliente avrebbe versato soldi in anticipo (come è spesso il caso nel settore di „macchine a energia libera" o perpetuum mobile - vedi i casi Hydrino, Perendev e cosi via). ==Journal of Nuclear Physics== [[image:JONP.jpg|left|thumb]] [[image:JONP2.jpg|thumb]] Rossi diffonde notizie, opinioni e rapporti tramite un suo blog su internet intitolato "Journal of Nuclear Physics" (JONP), che disporrebbe di un "peer-review" conosciuto in ambito scientifico. Che non si tratti di una rivista scientifica online appare dal sottotitolo del blog: "Nuclear experiments blog". "Journal of Nuclear Physics" era in passato il titolo di una rivista russa. Un articolo su Wikipedia inglese che elencava tutte le riviste di questo nome è stato cancellato cancellato nel frattempo. Il blog di Rossi elenca un "Board of Advisers", che attualmente (aprile 2011) è composto da 8 persone: Prof. Sergio Focardi (INFN ­ University of Bologna ­ Italy), Prof. Michael Melich (DOD ­ USA), Prof. Alberto Carnera (INFM ­ University of Padova ­ Italy), Prof. Pierluca Rossi (University of Bologna ­ Italy), Prof. Luciana Malferrari (University of Bologna ­ Italy), Prof. George Kelly (University of New Hampshire ­ USA), Prof. Stremmenos Christos (Bologna University ­ Italy) e Richard Noceti, Ph.D. (LTI-global.com).<ref>http://www.journal-of-nuclear-physics.com/?page_id=2</ref> Di alcune di queste persone non si capisce perché sarebbero qualificate nel campo della fisica. Il nominato George Kelly non sembra di fare parte dello staff dell'Università di New Hampshire; rimane incerto di chi si tratta o se esiste veramente. Uno psicologo dello stesso nome è già deceduto. Michael Melich, indicato come impiegato del DoD, conosciuto anche per pubblicazioni sulla fusione fredda e per certe sue strane affermazioni, secondo le quali sarebbe da considerare una specie di agente appartenente a un servizio segreto americano con il compito di indagare nella scena internazionale della „fusione fredda". Il fisico bolognese Giuseppe Levi fu tolto dal board of advisers alla fine di gennaio 2011. Come Rossi, aveva pubblicato in questo blog, essendo nello stesso tempo "adviser". ==Brevetti e richieste di brevetti== [[image:Rossi_Focardi_Patent.jpg|thumb|dalla richiesta di brevetto WO&nbsp;2009/125444 di Rossi]] Rossi ha fatto un richiesta di brevetto nel 2009 (WO 2009/125444 A1 EP 02259998 A1).<ref>WO 2009/125444 A1: METHOD AND APPARATUS FOR CARRYING OUT NICKEL AND HYDROGEN EXOTHERMAL REACTIONS. Anmelder: Pascucci, Maddalena. Erfinder: Rossi, Andrea. Data: 15.10.2009</ref> L'Ufficio Brevetti europeo, essendo una delle „International Searching Authorities" della WIPO (World Intellectual Property Organization, WIPO), emette una valutazione negativa del brevetto. Si osserva che l'invenzione non è stata presentata in un modo comprensibile e che l'inventore non ha dimostrato come dall'interazione tra nickel e idrogeno si libererebbe calore. L'invenzione sembrerebbe inoltre essere in contrasto con le leggi della fisica accettate. Citazione: :''As the invention seems, at least at first, to offend against the generally accepted laws of physics and established theories, the disclosure should be detailed enough to prove to a skilled person conversant with mainstream science and technology that the invention is indeed feasible. [...] In the present case, the invention does not provide experimental evidence (nor any firm theoretical basis) which would enable the skilled person to assess the viability of the invention. The description is essentially based on general statement and speculations which are not apt to provide a clear and exhaustive technical teaching.''<ref> http://www.wipo.int/pctdb/en/wads.jsp?IA=IT2008000532&LANGUAGE=EN&ID=id00000011868762&VOL=100&DOC=075642&WO=09/125444&WEEK=NA&TYPE=NA&DOC_TYPE=WOSA&TOK=Q309-A-eI6srxLYw7s9qWfbp73Y&PAGE=1</ref> I brevetti devono spiegare ad esperti in materia come realizzare l'invenzione. Inoltre, al momento della richiesta deve essere fornito il metodo di applicazione più avanzato. Invece Rossi non fornisce informazioni sul suo catalizzatore segreto e non spiega il suo metodo di arricchimento isotopico del nickel a basso costo. Sulle pagine web della WIPO è reperibile una risposta da parte dell'avvocato di Rossi di nome Cicogna del 17 dicembre 2010<ref> http://www.psiram.com/doc/application_rossi.004908.pdf</ref>. Nella sua risposta, Cicogna scrive che Rossi rinunciava a 6 delle 15 rivendicazioni di brevetto. Nello scambio di lettere viene anche enunciato un brevetto del luglio 2005 del fisico giapponese Yoshiaki Arata: ''Hydrogen condensate and method of generating heat therewith.'', EP1551032 [http://www.freepatentsonline.com/EP1551032.pdf]). Arata crede di poter produrre una „arata energy ed elio a partire da idrogeno condensato in granuli di metallo (''metal nano-ultrafine particle '', tra questi anche nickel). Il brevetto italiano di Andrea Rossi (IT MI20080629) fu concesso in aprile 2011. '''Altri brevetti di Andrea Rossi:''' *US 2002/0046762 A1 "Thermoelectric generators", Erfinder: Andrea Rossi. Filing date: Oct 4,2001[72] WO0229908 THERMOELECTRIC GENERATORS (patent withdrawn). published on 03.03.2004. Applicant(s) Leonardo Technologies, Inc., 116 South River Road, Bedford, NH 03110 / US. Inventor(s) ROSSI, Andrea, c/o Leonardi Technologies, Inc. '''Brevetti di Francesco Piantelli:''' * WO 95 20816 A1, Francesco Piantelli: ''Energy generation and Generator by means of anharmonic stimulated fusion'' * EP 0767962 B1 (1995), Piantelli, F., ''Energy Generation and Generator by Means of Anharmonic Stimulated Fusion. Patent'' * WO 2010058288 A1: PIANTELLI SILVIA; PIANTELLI FRANCESCO, ''METHOD FOR PRODUCING ENERGY AND APPARATUS THEREFOR. 2010-05-27.'' ==Accoglienza, eco dei media e critiche== [[image:Focardi_oggi.jpg|Articolo di "Oggi"|left|thumb]] [[image:Rossi_technomago.jpg|uno dei rari articoli critici in Italia ([http://www.selese.org/?p=2941])|300px|thumb]] [[image:Mats_Lewan.jpg|Il gionalista svedese e sostenitore di Andrea Rossi, Mats Lewan (Nyteknik)|300px|thumb]] Un'accoglienza rilevante da parte di esperti, enti o associazioni del settore risulta finora mancante. Non esiste letteratura scientifica sull'argomento. Il tentativo degli inventori di pubblicare un articolo sulla rivista online (senza peer-review) [http://arxiv.org "arXiv.org"] (A. Carnera, S. Focardi, A. Rossi, to be published on Arxiv..) è fallito. Esistono articoli su Wikipedia inglese, italiana e svedese. Un articolo su Wikipedia tedesca fu cancellato „per mancanza di letteratura e di fonti citabili". Solo pochi esperti del settore hanno pubblicamente espresso la loro opinione. (esempi [http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf][http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html][http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'',aprile 2011 (svedese/inglese)]). [[image:Daniele_Passerini.jpg|Blogger e sostenitore di Andrea Rossi, Daniele Passerini di Perugia. Passerini è vecchio amico di scuola di Giuseppe Levi. (immagine: blog "22passi")|300px|thumb]] Uno dei sostenitori di Rossi e Focardi è il premio Nobel inglese Brian Josephson che è anche uno degli autori dell'articolo sul E-cat di Wikipedia inglese<ref> http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer</ref>. E' noto che Josephson crede nella realizzabilità della fusione nucleare fredda. In Italia Rossi e la sua invenzione sono stati tema di almeno 6 articoli della stampa nazionale o locale italiana. Rai3 era presente con una équipe a una delle presentazioni pubbliche a Bologna. Rainews ha dedicato una trasmission a Rossi e la sua invenzione<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu Rainews, 5.5.2011]</ref>. Da notare uno o due interviste su radio private italiane (p.e. "radio città del capo"). In Grecia se ne è parlato in una rivista di economia e in una trasmissione televisiva. In Svezia Mats Levan (che è anche attivo su Wikipedia inglese) della rivista di scienza popolare „Nyteknik" si è occupato più volte del tema. Negli Stati Uniti la conservatrice „Washington Times" (di proprietà della setta Mun, con una diffusione di 40.000 copie al giorno, da non confondere con la prestigiosa „Washington Post") ha pubblicat un cauto articolo sull'invenzione di Rossi.<ref>Frank Perley: ''PERLEY: [ http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes]'', "The Washington Times", 17.3.2011.</ref>. Inoltre da notare un'intervista a Rossi nella trasmissione notturna „Coast to Coat AM", conosciuta per la diffusione di teorie di complotto e pseudoscienze di ogni tipo, non considerata dagli esperti. In Italia, uno dei critici è il chimico nucleare emiliano Camillo Franchini. Un critico svedese è il fisico nucleare Peter Ekström dell'Università di Lund. Ekström vede nell'invenzione uno "Hoax" e pseudoscienza e la paragona a asserzioni fatte da venti anni dal medico e ingegnere americano Randell Mills (ditta Blacklightpower ­ vedi teoria degli [[Hydrino]]). Anche il fisico svedese Kjell Aleklett dell'Universita di Uppsala ha pubblicato una critica nel suo blog.[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst ­ a big hoax or new physics?"] ==Letteratura ed articoli== *[http://www.psiram.com/doc/Levi%2C_Giuseppe_-_Report_on_heat_production_during_preliminary_tests_on_the_Rossi_Ni-H_reactor_%282010-2011%29.004810.pdf Giuseppe Levi: "Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor", Univ. Bologna, gen. 2011] (anche: [http://www.territorioscuola.com/download/Levi-Bianchini-and-Villa-Reports.pdf]) *[http://www.queryonline.it/2011/01/31/il-ritorno-della-fusione-fredda-2/ "Il ritorno della fusione fredda", articolo in "Query", 31.1.2011] *[http://www.queryonline.it/2011/02/02/il-ritorno-della-fusione-fredda-ci-risponde-levi "Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi", articolo in "Query", 2.2.2011] *Focardi S., Habel R., and Piantelli F., "Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 107A, p. 163-167, (1994) *Notoya, R. et al., "Tritium Generation and Large Excess Heat Evolution by Electrolysis in Light and Heavy Water-Potassium Carbonate Solutions With Nickel Electrodes," Fusion Technology, Vol. 26, p. 179, (Sept. 1994) *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zibichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996) *Mengoli, G., Bernardini, M., Manducchi, C., and Zannoni, G., "Anomalous Heat Effects Correlated With Electrochemical Hydriding of Nickel," Il Nuovo Cimento, Vol. 20 D, p. 331-352, (1998) *Battaglia, A., Daddi, L., Focardi, S., Gabbani, V., Montalbano, V., Piantelli, F., Sona, P.G., and nesi, S., "Neutron Emission in Ni-H Systems," Nuovo Cimento, Vol. 112 A p. 921-931, (Sept. 1999) *S. Focardi, V. Gabbani, V. Montalbano, F. Piantelli, S. Veronesi. "Large excess heat production in Ni-H systems". Il Nuovo Cimento Vol. 111 A, N.11 pp. 1233, novembre 1998 *Cerron-Zeballos, E., Crotty, I., Hatzifotiadou, D., Lamas Valverde, J., Williams, M.C.S., and Zichichi, A., "Investigation of Anomalous Heat Production in Ni-H Systems". Nuovo Cimento, Vol. 109A, p. 1645-1654, (1996). *Adalberto Piazzoli. "Fusione Fredda? Una ricerca italiana". CICAP - Scienza & Paranormale N. 78 (Mai 2008) ==Articoli di giornali== *[http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/settimanali/tuttoscienze/PDF/5.pdf Luigi Grassia: ''Misteri - serie di test a Bologna''. La Stampa, 11 maggio 2011] *[http://www.iltempo.it/2011/05/10/1256276-energia_gratis_parla_italiano.shtml?refresh_ce Antonio Angeli: ''L'energia gratis parla italiano - Il sogno del «generatore magico» sembra realizzato. L'ha inventato un bolognese'', Il Tempo, 10 maggio 2011] *Franco, Foresta Martin, "Siena scopre l' energia pulita Fusione fredda all' italiana?," Corriere Della Sera, 19. febraio 1994 *Ilaria Venturi: ''Fusione nucleare a freddo - "A Bologna ci siamo riusciti", "La Repubblica" (Bologna) 14 gennaio 2011. [http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/01/14/news/fusione_nucleare_a_freddo_a_bologna_ci_siamo_riusciti-11237521/] *[http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml MARCO PIVATO: ''"Ho realizzato la fusione fredda" - Annuncio choc del fisico Focardi''. "Il Resto del Carlino" (Bologna) 13 gennaio 2011] *[http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html Lisa Zyga: ''Italian scientists claim to have demonstrated cold fusion'', physorg, 20.1.2011] *[http://www.foxnews.com/scitech/2011/01/24/italian-scientists-claim-cold-fusion-breakthrough/#ixzz1HFDdqNuC Clay Dillow: ''Italian Scientists Claim (Dubious) Cold Fusion Breakthrough'', Fox News, 24.1.2011] *Frank Perley: ''urported cold fusion advance aimed at energy woes'', "Washington Times" 17.3.2011.[http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/17/nuclear-future-beyond-japan/ Nuclear future beyond Japan - Purported cold fusion advance aimed at energy woes] *[http://archiviostorico.corriere.it/1997/marzo/30/Petrol_Dragon_conto_clienti_co_0_97033015515.shtml Castoldi Marco: ''Petrol Dragon, il conto ai clienti - Trecento aziende chiamate a risarcire miliardi di danni all' ambiente'', Corriere Della Sera, 30 marzo 1997] *[http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=6256&origine=1 ''Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale'', merate online, 21 gennaio 2011] {{OtherLang|ge=Focardi-Rossi-Energiekatalysator|en=Focardi-Rossi Energy-Catalyzer|it=Catalizzatore di energia secondo Rossi e Focardi}} ==Weblinks== *[http://www.ingandrearossi.com pagina web di Andrea Rossi] *[http://www.journal-of-nuclear-physics.com "Journal of Nuclear Physics" "Journal of Nuclear Physics" (il blog di Andrea Rossi)] *http://www.eonsrl.com (pagina web della ditta EON srl) *[http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/resurser/cold_fusion.pdf Peter Ekström: ''Kall Fusion på italienska'' (Avdelningen för Kärnfysik, Lunds universitet. 12.4.2011, svedese/inglese)] *[http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/ Kjell Aleklett "Rossi energy catalyst – a big hoax or new physics?" (inglese)] *http://www.fysik.org/WebSite/fragelada/index.asp?id=17662 *http://pages.csam.montclair.edu/~kowalski/cf/388amplifier.html *http://www.newenergytimes.com/v2/news/2008/NET29-8dd54geg.shtml *http://newenergytimes.com/v2/news/2011/37/NET370.shtml *http://www.giornalettismo.com/archives/134949/la-fusione-fredda-realta-o-scienza-patologica/ ==Video== *[http://www.youtube.com/watch?v=ZGI12A3SWJ4&feature=relmfu trasmissione Rainews del 5 maggio 2011] *http://www.youtube.com/watch?v=x5uChrjknJA greco/inglese) *[http://www.youtube.com/watch?v=z-0WvK2b7dU (Video1, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=u-Ru1eAymvE (Video2, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=dmHZrhTQhUc (Video3, Bologna gen. 2011)] *[http://www.youtube.com/watch?v=m-8QdVwY98E Steven Krivit: video della dimostrazione del 14 giugno 2011] ==Riferimenti== <references/> Cerchiamo autori ! [[category:fusione fredda]] 35d453d7ac5dc55a7f0215430ee1f8466227dacb File:RF14062011 Dampf.jpg 6 188 409 2011-06-20T23:49:22Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF14062011 Dampf2.jpg 6 189 411 2011-06-20T23:54:39Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:RF control box.jpg 6 190 414 2011-06-20T23:59:40Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Defkalion science.jpg 6 191 419 2011-07-02T13:05:52Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 File:Defkalion PK3.jpg 6 192 420 2011-07-02T13:06:12Z Particella gamma 4 wikitext text/x-wiki da39a3ee5e6b4b0d3255bfef95601890afd80709 Utente:EsoTypo 2 193 427 2011-07-04T20:26:39Z EsoTypo 3 new account owner wikitext text/x-wiki Hello. I am the new EsoTypo, taking over this account. Please note, that I do not know the private and personal correspondence of the old EsoTypo. I received some information on how to handle EsoTypo's job and that's it. I do not have a forum account. Feel free to use my discussion page to stay in contact. 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Si sa, invece, che Hamer ha gestito almeno tre cliniche private dopo l'invenzione della Nuova Medicina ma che preferisce non parlare di queste cliniche. Solo indagini approfondite e della durata di diversi anni hanno permesso di saperne qualche cosa. ==Clinica ''Sanatorium Rosenhof'' a Bad Krozingen (Germania)== [[image:Rosenhof.jpg|clinica Sanatorium Rosenhof|300px|thumb]] Nel 1982 Hamer ha aperto per alcuni mesi una clinica privata denominata "Sanatorium Rosenhof" nella cittadina di Bad Krozingen. In questa clinica era l'unico medico e poteva scegliere liberamente metodi diagnostici e terapeutici. Fu la sua prima clinica per fare esperimenti di Nuova Medicina su pazienti ammalati di canro. Il risultato fu un disastro: quasi tutti pazienti non sono sopravvissuti alla permanenza nella clinica. Da indagini di due giornalisti del settimanale tedesco Der Stern, fatte subito dopo la chiusura della clinica, si sa che di 50&nbsp;pazienti solo 7&nbsp;sono sopravvissuti. Un'infermiera intervistata lo conferma: secondo lei Hamer avrebbe spesso lasciato da soli i pazienti. La ''terapia'' sarebbe consistita nel cantare e mangiare insieme. Si ricordava di una paziente morente che fu ''curata'' con un farmaco ''tranquilizzante''. Hamer avrebbe ordinato: "''Die soll heimfah­ren''", cioe "''deve andare a casa''". ==Clinica ''Haus Dammersmoor'' a Gyhum== [[image:Gyhum.jpg|clinica attuale a Gyhum|thumb]] Di questa clinica illegale si sa poco: venne aperta nel 1983 e venne in seguito chiusa dalle autorità. Secondo Hamer, ''alcuni pazienti'' sarebbero deceduti in questa clinica a causa di ''articoli ostili'' della stampa locale e nazionale. Al contrario, il giornale scandalistico ''Bild'' aveva pubblicato alcuni articoli a proposito della sua nuova medicina con promesse di poter curare il cancro. Anche la radio NDR faceva indirettamente propaganda per Hamer, e molti pazienti affollavano di conseguenza la clinica. Quando però si era sparsa la voce degli insuccessi terapeutici, il tono dei articoli iniziò a cambiare e diventando sempre più critico. La clinica fu chiusa perché Hamer non era in possesso di una autorizzazione per gestirla. ==Clinica ''Freunde von Dirk'' (amici di Dirk) a Katzenelnbogen vicino Coblenza== [[image:Katzenelnbogen.jpg|clinica a Katzenelnbogen|300px|thumb]] Anche in questa clinica, illegale, Hamer era l'unico medico e non era assistito da infermiere professioniste. Una sola infermiera diplomata era, ogni tanto, presente e pagata privatamente da una paziente francese. A proposito della situazione scandalosa di questa clinica esistono tre interviste di ex-collaboratrici di Hamer. [[testimonianze Nuova Medicina]]. La clinica è esistita per circa 6&nbsp;mesi, dall'estate 1985 fino al dicembre dello stesso anno, prima di essere perquisita dalla polizia criminale e di essere chiusa dalle autorità competenti. Anche in questo caso Hamer non era in possesso di una autorizzazione e preferiva dichiararla ufficialmente come ''pensione''. La situazione delle sue cliniche fu il primo dei motivi per i quali Hamer ha perduto, pochi mesi dopo la chiusura, la sua abilitazione ad esercitare la professione medica. A Katzenelnbogen furono fatti esperimenti NMG su pazienti provenienti da tutta Europa, sopratutto francesi e tedeschi. Molti pazienti decedettero in questa clinica o furono in fretta allontanati durante la notte poco prima della loro morte. Anche il carro funebre doveva arrivare la notte per ''non spaventare'' i pazienti. Le cliniche in zona protestarono a causa dei pazienti moribondi provenienti dalla clinica di Hamer. Non si conosce un singolo paziente guarito da una malattia grave. Hamer non esercitava un'efficace terapia del dolore. Ci sono racconti di una paziente che batteva ritmicamente la testa contro il muro a causa dei dolori. Anche le ferite aperte (ulcera) non furono curate lege artis. Hamer lasciava da soli i suoi pazienti per partire in macchina diretto in Francia senza lasciare un numero di contatto o cercare una sostituzione. La clinica fu perquisita e chiusa dopo la denuncia di due medici locali che intervennero durate una delle assenze prolungate di Hamer. Anche il personale degli uffici della clinica doveva intervenire per assistere i pazienti. Vicini della clinica avrebbero fatto da mangiare, perché Hamer, ogni tanto, non sarebbe stato in grado di offrire cibo ai pazienti. ==Castello ''Schloss Burgau'' in Austria== [[image:Burgau.jpg|castello Burgau|300px|thumb]] Nel 1990, dopo aver perso la sua abilitazione medica nel 1986, Hamer aprì un ''centro di consulenza'' a Burgau (Steiermark) in Austria che chiama ''Zentrum Neue Medizin'' (centro di nuova medicina). Nel castello di Burgau, il sindaco Wallner gli mise a disposizione alcune stanze (prima della donazione Hamer fece una ''conflittolisi'' alla moglie di Wallner). Hamer non era comunque in possesso dei permessi per poter aprire una clinica. {{OtherLang|fr=Cliniques Hamer|ge=Hamer-Kliniken|it=Cliniche della Nuova Medicina}} [[category:Nuova Medicina Germanica]] f50f3543e6be9e44ad6bc15158cf3b8dd713fa35